La crisi secondo A. Einstein

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”
Albert Einstein

Io condivido al 100%  questa sua affermazione e voi?

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2 pensieri su “La crisi secondo A. Einstein

  1. Si certo ma… quanco la crisi è perenne c’è qualcosa che non quadra e non si può di certo apprezzarla! E poi, c’è crisi e crisi: c’è la crisi vera, c’è quella indotta, che viene volutamente generata, e c’è quella simulata, fatta apparire più grave di quello che è; le ultime due servono solo a migliorare il controllo sui popoli e a incrementare il divario tra chi ha potere e soldi e chi no.

    • Caro Emanuele, la crisi non sarà perenne. In caso contrario sarà la normalità. E quindi ci adatteremo.

      Comunque, tu col tuo splendido esempio dai ragione ad Einstein. Pensa a come eri messo a settembre e come sei ora grazie al fatto che ti sei rimboccato le maniche ed hai sfruttato tutte le risorse a te vicine. Tu stai uscendo alla grande dalla tua “Crisi”, dico tua poiché ognuno l’attuale situazione economica la vive in modo diverso.

      Per il resto hai ragione le crisi indotte o semplicemente simulate sono uno strumento di oppressione nei confronti del popolo e dei più deboli.

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