Fashion & Design: 9 errori da evitare nella costruzione del proprio sito web

Oggi analizzerò gli errori presenti nel sito web di un brand, che s’è appena affacciato sul mercato fashion degli accessori, in modo che possiate evitare di ripeterli nella costruzione del vostro sito aziendale.

Il sito in questione è il seguente: http://www.tak-ori.com

[N.d.R.: In data 30 giugno 2013 il sito qui recensito ha apportato alcune modifiche che vanno nella direzione da noi auspicata. Permangono, comunque, evidenti errori dovuti alla mancanza di un piano editoriale ed alla poca conoscenza della lingua inglese da parte del copywriter.]

Errore n. 1: sulla home page non è riportato il numero della partita IVA. Questo è gravissimo in primo luogo poiché si viola l’art. 35 comma 1 del DPR 633/72, la qual cosa comporta una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di € 258,23 ad un massimo di € 2065,83; in secondo luogo poiché è un chiaro segno di mancanza di trasparenza.

Errore n. 2: la pagina denominata Made in Italy è un insieme di immagini che non ha alcuna corrispondenza con il titolo suddetto. Infatti, la produzione ivi rappresentata potrebbe svolgersi in qualsiasi parte del mondo. Meglio avrebbero fatto ad utilizzare un video in cui avrebbero dovuto mostrare la località italiana in cui si producono i cappelli, l’esterno della fabbrica e tutti i passaggi produttivi che portano alla realizzazione del prodotto finale.

La medesima cosa si può fare anche con una sequenza di fotografie come in questo caso dove l’enfasi è stata messa sulla produzione artigianale del prodotto:

http://www.cbmadeinitaly.com/pages/production.html

Errore n. 3: tutte le fotografie presenti sul sito sono prive di didascalie esplicative che renderebbero più facile la vita del visitatore, specie per coloro che vorrebbero collegare l’immagine di un cappello ad un nome o ad un codice per poterlo, successivamente, acquistare. Di sicuro, il webmaster che ha fatto questo lavoro non ha provveduto a rinominare le immagini prima di pubblicarle. Grave errore. Infatti, forse non tutti sanno che le fotografie non vengono viste dai motori di ricerca e quindi non servono per il posizionamento. Invece, i loro nomi vengono letti da Google Immagini e questo può portare visite al vostro sito.

Errore n. 4: le immagini proposte nelle pagine Inspiration Stars & Friends sono troppe, specie se si pensa che ci troviamo davanti alla prima stagione. Inoltre, le foto presenti nella pagina dedicata ai VIP si caricano troppo lentamente. Questo vuol dire che non si è tenuto conto che non tutti i potenziali visitatori sono dotati di connessioni veloci e del fatto che chi naviga utilizzando chiavette, smartphone o tablet può trovarsi in una zona con scarsa copertura. In questo caso immagini troppo pesanti rendono il loro caricamento talmente esasperante che dopo poco secondi, in genere 4″, il visitatore abbandonerà il sito per non tornarci più.

Errore n. 5: il visitatore che giunge sulle pagine Press ReleaseCollection trova la medesima dicitura il che è alquanto spiazzante. Inoltre, il testo contenuto nella prima delle due pagine non presenta i bottoni che permettono di salvarlo sul proprio PC, ingrandirlo o stamparlo ed in più contiene errori grammaticali e di ortografia. A voi miei cari lettori il compito di individuare quali.

Errore n. 6: i testi presenti sono scritti in caratteri troppo piccoli e soprattutto solo in inglese. La trovata non è geniale in quanto se entriamo in Press scopriamo che le uniche riviste di moda che al momento hanno prestato attenzione a questo brand sono quelle russe. Da ciò deduco che il principale mercato di sbocco di questi prodotti è la Russia. Quindi sarebbe stato un gesto cortese presentare i testi anche in russo. Infine, visto che il marchio si definisce Made in Italy sarebbe stato bello ritrovare i contenuti anche nella nostra lingua.

Errore n. 7:  la pagina Contacts è poco trasparente. Infatti, su di essa sono riportati solo i dati dello showroom che, notoriamente, si occupa solo della distribuzione del prodotto. Mancano i dati relativi alla società proprietaria del brand.

Ricordo a tutti che le società di capitali sono obbligate ex art. 42 della L. 88/09 a pubblicare sulla home page del proprio sito le seguenti informazioni:

a) la sede sociale;

b) l’ufficio del registro delle imprese presso il quale la società è iscritta e il numero di iscrizione;

c) il capitale sociale, indicato secondo la somma effettivamente versata e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio;

d) l’eventuale stato di liquidazione della società;

e) se, in caso di SpA o di Srl, la società ha un socio unico.

In caso di mancato rispetto di tale obbligo di legge si rischia una sanzione amministrativa pecuniaria che varia da un minimo di € 206,00 ad un massimo di € 2065,00.

Suggerisco, inoltre, di indicare tra gli indirizzi di posta elettronica la propria PEC poiché in futuro potrebbe sostituire anche tra privati le classica raccomandata A. R. .

Errore n. 8: mancano contenuti che permettano di fidelizzare il visitatore e lo trasformino in un portavoce del brand. I testi proposti sono banali e non danno informazioni utili. L’unico spunto di un qualche interesse sono i nomi dei cappelli presenti in questa prima collezione ma se poi si vuole associare un nome ad un immagine non si può poiché come ho già detto in precedenza le fotografie non riportano alcuna didascalia. Tra le altre cose se i modelli proposti sono 12 perché solo 11 sono stati battezzati?

Errore n. 9: una volta entrati nella pagina dove si può vedere l’intera collezione Autunno-Inverno 2013/2014 ci si trova di fronte ad un caos colorato che svilisce il prodotto presentato. Meglio sarebbe stato mostrare ogni singolo modello, dopo averlo associato ad un nome o ad un codice, in modo nettamente separato dal successivo. Inoltre, anziché farci vedere per ogni singolo cappello le sue varianti avrebbero dovuto mettere una sola fotografia per modello clickando sulla quale si sarebbe dovuto accedere ad una scheda con le varianti colore ognuna con un suo codice identificativo. Questo errore dimostra che il sito non è stato costruito né per facilitare il lavoro dei buyer né per il cliente finale. Chi ha progettato il tutto non ha definito in precedenza il suo target e di conseguenza non vi nessuna chiara call to action richiesta al visitatore, che dopo la prima visita avendo appagato la sua curiosità non tornerà più sul sito web aziendale.

Qualora qualcuno di voi, miei cari lettori, individuasse ulteriori errori presenti nel sito che ho analizzato, vi invito a comunicarmeli in modo da arricchire col vostro contributo la presente discussione.

Se, invece, volete migliorare la vostra comunicazione via web non fatevi scrupolo e contattatemi. 

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Un pensiero su “Fashion & Design: 9 errori da evitare nella costruzione del proprio sito web

  1. Non mi ci perdo nemmeno a cercare ed elencare gli altri errori formali o strutturali: potrebbe sembrare una mia vendetta. D’altra parte la colpa non è forse nemmeno tutta dello sviluppatore: quando le persone cercano il minimo, ottengono il minimo. Non tutti sono come noi che cerchiamo sempre e comunque di dare il massimo e fornire il migliore servizio possibile, ricevendo poi solo calci nel sedere. Devo imparare: pagamento anticipato quantomeno al 50% e poi consegna solo a saldo avvenuto!

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