Simone Lucchina: Ghostbox

Oggi, miei cari lettori, vi farò scoprire attraverso questa mia intervista Simone Lucchina, architetto – graphic designer – blogger, e il suo blog Ghostbox. Buona lettura.

Quale è stato il tuo percorso scolastico?

Sono appassionato di disegno fin da piccolo. Ho frequentato il liceo scientifico, che mi ha dato un’infarinatura generale per quanto riguarda il disegno tecnico e mi ha anche permesso di studiare storia dell’arte. Mi sono, tuttavia, iscritto alla facoltà di Medicina, assecondando il desiderio dei miei genitori, che volevano seguissi le orme di mio padre, medico specializzato in medicina dello sport e che in passato è anche stato massaggiatore di importanti squadre di calcio, come il Torino e il Varese, città dove risiedo, quando quest’ultima era in serie A. Dopo il primo anno accademico ho deciso di cambiare facoltà e mi sono iscritto alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, dando così ascolto alla mia vera vocazione.

Quali sono state le esperienze lavorative che più ti hanno formato?

Voglio fare una considerazione generale sulle mie esperienze lavorative che considero tutte importanti dal punto di vista formativo. 

Ho lavorato presso vari studi professionali, ho collaborato con aziende di Interior Design e svolto dei lavori da libero professionista. 

Lavorare in uno studio di architettura significa, in un certo senso, continuare un percorso iniziato durante gli anni di università e con il tirocinio. Lo spirito di squadra che si crea all’interno di un ufficio è simile a quello che si instaura all’università con i propri compagni di gruppo all’interno dei laboratori. Per chi non lo sapesse, i laboratori sono dei corsi di progettazione nei quali viene assegnato agli studenti, divisi in gruppi, un tema progettuale da svolgere durante l’anno, che verrà via via perfezionato in seguito a revisioni con i docenti e discusso poi durante l’esame finale. Sono perciò una sorta di simulazione di quello che lo studente si troverà in seguito a svolgere nella sua attività professionale, con una particolare attenzione rivolta verso l’aspetto compositivo. 

Proprio come a scuola, anche all’interno di un team di professionisti ci si divide i compiti e ci si coordina. E’ logico ed è anche un bene che ad un certo punto ciascun membro si focalizzi su un aspetto della progettazione piuttosto che un altro, in primis a seconda delle necessità, poi anche delle proprie caratteristiche. Io mi sono sempre contraddistinto per una certa propensione ad occuparmi dell’aspetto creativo e della restituzione grafica del progetto. 

Ho imparato da autodidatta ad utilizzare i principali software in grado garantire risultati professionali, capacità che ho messo a frutto anche collaborando con aziende nel ramo dell’Interior Design e in maniera indipendente come graphic designer. 

Le tre realtà lavorative presentano però degli aspetti profondamente differenti. Il titolare di uno studio di architettura o i soci, sono generalmente architetti o ingegneri edili, tendono a crearsi una clientela stabile. Se gli studi sono di piccola o media dimensione, il raggio d’azione è locale e preferiscono lavorare con le stesse imprese o con gli stessi artigiani.

I clienti ripongono fiducia nei professionisti e sanno che dovranno pagare una parcella in base alle loro prestazioni professionali che possiamo definire un servizio di natura tecnico-intellettuale. Gli studi professionali nel settore edile sono quelli che maggiormente hanno sentito gli effetti nefasti della crisi. 

Per quanto riguarda le aziende che si occupano di arredamento, il loro titolare o i soci hanno spesso una formazione diversa, di stampo manageriale o commerciale. Cercano di raggiungere una clientela sempre più numerosa coprendo tutto il territorio con campagne pubblicitarie mirate su specifiche riviste di settore, ma anche tramite web marketing e telemarketing. Il servizio di progettazione e preventivazione viene offerto gratuitamente al cliente, che pagherà invece la realizzazione, la consegna e il montaggio dei componenti. Proprio per la fase iniziale di proposta vengono maggiormente richieste le mie capacità di restituzione grafica, in modo da coinvolgere maggiormente i potenziali clienti, i quali spesso si rivolgono a più aziende concorrenti contemporaneamente. Non è sempre detto che prevalga il progetto più economico: spesso infatti i clienti sono ben disposti a spendere di più se si innamorano del progetto, ragion per cui la presentazione del progetto è un aspetto di cruciale importanza. Collaborare con un’azienda significa essere in grado di sostenere ritmi lavorativi più serrati e saper passare con disinvoltura da un progetto ad un altro, il che è sicuramente utile per “farsi le ossa”. Siccome il fine dell’azienda è quello di fare utili, contenendo i prezzi di produzione per rimanere competitiva, spesso il professionista viene trattato alla stregua di un fornitore; ciò comporta essere sempre disposti a trattare per quanto riguarda il compenso del proprio lavoro soprattutto quando poi il contratto non viene firmato dai clienti. Ad un certo punto ciò può davvero risultare snervante perché non rende affatto giustizia al proprio impegno. 

Lavorare in maniera indipendente, come graphic designer, mi permette infine di avere il controllo su tutti gli aspetti del lavoro, incluso quello di trattare direttamente con il cliente. Anche per lavori di modesta entità, occorre una grande organizzazione, saper porre le domande giuste in grado di individuare istantaneamente le esigenze del cliente, essere chiari circa revisioni, ciò che verrà consegnato, in che modalità, tempistica di consegna e pagamenti. Anche pianificando tutto nel modo migliore spesso però possono capitare spiacevoli sorprese. Mi piacerebbe poter essere affiancato in questo ruolo da un agente, che conosca profondamente il mio portfolio, le mie potenzialità e che possa individuare possibili clienti a cui proporlo. Si dovrebbe occupare anche della gestione dei contratti. Così io potrei occuparmi solamente dell’aspetto creativo, dell’aggiornamento formativo e dell’auto-promozione via web.

3) Come nasce Ghostbox e come mai hai scelto proprio questo nome così particolare per il tuo blog?

Ho scritto un post sul mio blog in cui spiego la genesi di questo nome, intitolato Il logo GhostboxSono da sempre appassionato di fumetti, il nome Ghostbox è il titolo di una breve saga fantascientifica degli X-Men, scritta da Warren Ellis e disegnata da Simone Bianchi, il bravissimo disegnatore italiano che ormai lavora in esclusiva per la Marvel Comics e che ho avuto il piacere di conoscere in occasione di Lucca Comics, la più importante fiera del fumetto italiana. In questa avventura gli X-Men ritrovano delle strane scatole metalliche provenienti dallo spazio, ovvero i ghostbox del titolo, e scoprono che questi oggetti misteriosi sono in realtà dei “portali dimensionali” tramite i quali è possibile accedere ad universi paralleli.

E non è forse vero che attraverso la creatività e la fantasia è possibile viaggiare in territori inesplorati e solo immaginabili similmente a  quanto avviene in questa storia con i ghostbox? 

Il blog nasce subito dopo aver creato la pagina Facebook omonima, sulla quale ho cominciato a presentare i miei lavori. Mi occorreva uno strumento più versatile, con il quale poter scrivere liberamente, presentare i miei progetti, inserire i link e poter discutere con gli utenti. Sono infatti convinto che solo così ci si può far conoscere ed apprezzare sempre di più, ingrandendo via via il cerchio della fiducia. Creare un blog era pertanto diventata una necessità.

A parte il tuo blog come sei presente in Rete?

Sono un po’ dappertutto: oltre alla già citata pagina Facebook, ho anche un account su Twitter, Pinterest, Google+, Linkedin e il nuovo social The Voice Beck, che ho conosciuto proprio grazie a te.

Su Facebook ho contribuito a creare anche altre pagine, ed attualmente co-amministro due pagine della mia compagna Michela: Peéc par Tuùc  handmade home decor, decorazioni per la casa fatte a mano, e “Birrifugio” Morrigan incentrata sul mondo della birra artigianale e dell’homebrewing.

Cerco di diversificare la mia presenza sui vari social sfruttando le loro caratteristiche peculiari ed assecondando i rispettivi utenti.

Fai parte di qualche community per specialisti del tuo settore come ad esempio 99designs? 

Non conoscevo questa comunità, mi informerò.

Sono membro di diversi gruppi professionali su Linkedin e anche su Facebook, inoltre ho un portfolio sulla piattaforma per creativi Behance .

Hai un suggerimento particolare da dare ai miei lettori su come promuoversi in modo efficace in Internet?

Ci sono molti blog e risorse online che forniscono preziose informazioni in tal senso. Ultimamente ho trovato molto utile la lettura degli articoli di My Social Web, il blog di Riccardo Esposito.

Consiglio inoltre di abituarsi a scrivere, e di non considerare la scrittura sul web come un atto concluso in sé, ma di valutarla per la sua possibilità di generare discussioni, e di prestare pertanto attenzione ai commenti ai quali bisogna rispondere tempestivamente per non allontanare i lettori. Anche abituarsi a leggere altri blog, commentando in maniera appropriata e pertinente aggiungendo il proprio parere, può portare a sé ulteriori lettori facendovi confluire quelli del blog dove si è commentato. Il web è per sua natura social: se si vuole crescere bisogna saper condividere informazioni con gli altri, l’isolamento non è conveniente e non c’è spazio per l’egoismo.

Miei cari lettori, se volete scoprire qualcosa di più sul progetto che vi ho appena presentato visitate il sito Ghostbox.

Invece, se avete bisogno di una guida nel mare magnum dei social network, contattatemi. Sarò il vostro Virgilio.

Advertisements

3 pensieri su “Simone Lucchina: Ghostbox

  1. Pingback: Intervista con il “creativo” | Ghostbox

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...