L’Africa è la nuova Cina!

 

Di recente, ho fatto da tramite tra un’azienda nigeriana e la filiale, in Nigeria, di una nota ditta italiana di costruzioni. Grazie a ciò sono entrato in confidenza con l’ingegnere italiano che è a capo di tutte le operazioni in quel paese e che mi ha raccontato che, in questo momento, sta costruendo 20.000 immobili, tra residenziali e commerciali, del valore di alcuni miliardi di Niara (la moneta locale, n.d.r.).

Questo colloquio mi ha portato a fare una serie di riflessioni su come l’Africa viene percepita dalla gente comune e su qual è la reale situazione di questo ricco continente.

Lo stereotipo dell’Africa che domina il nostro immaginario deriva dalle immagini dei telegiornali e dai resoconti dei giornali che ci raccontano di guerre, povertà e di tragici viaggi della speranza attraverso il deserto ed il Mar Mediterraneo, oltre che dalle fotografie delle pubblicità con le quali le varie Onlus ci sollecitano a donare i nostri soldi per alleviare le sofferenze delle popolazioni locali colpite da carestie, siccità o qualche malattia endemica.

Non fraintendetemi, miei cari lettori, con questo articolo non voglio negare questi fatti a tutti evidenti, però, voglio affermare che si tratta solo di una parte della verità: la più tragica.

L’altra, quella che ai più viene tenuta nascosta, parla di un continente in forte crescita [le previsioni degli analisti dicono di un +5,6% nel 2014, Fonte AfDB McKinsey], giovane, con una classe media in forte espansione e con un buon potere d’acquisto, un territorio dove il numero dei laureati è in aumento e vi è una buona presenza di manodopera qualificata. 

Vi sono Stati in Africa dove le linee telefoniche tradizionali non si possono definire ottimali, mentre quelle mobili offrono un buon servizio.

Inoltre, paesi come il Sud Africa e la Nigeria hanno una loro industria aerospaziale con importanti ricadute tecnologiche su altri comparti industriali.

Chi di voi, ad esempio, sa che cos’è Nollywood?

Si tratta della seconda industria cinematografica nel mondo ed è in Nigeria.

E sapete come si è sviluppata?

Grazie al fatto che i paesi occidentali considerano l’Africa la pattumiera del mondo. Infatti, quando i DVD hanno sostituito le videocassette una quantità enorme di quest’ultime si è riversata sul mercato nigeriano. In pratica tutti i nostri fondi di magazzino.

E qui hanno avuto la brillante idea di produrre dei film che rispecchiassero i valori della cultura locale da vendere ai nigeriani in patria e nel mondo, che sono moltissimi se si tiene conto del fatto che la maggior parte degli schiavi che hanno reso ricche le Americhe provenivano da questo paese e che la Nigeria è una terra che ha esportato ed esporta manodopera intellettuale in tutti i paesi di lingua inglese e non solo. Negli USA, ad esempio, ci sono 120.000 medici di origine nigeriana tanti quanti quelli che operano nella madrepatria.

Giacché i discendenti degli schiavi e gli expat vogliono mantenere vive le loro radici culturali si è creata una nicchia di mercato così ampia che ha portato alla creazione del secondo colosso della cinematografia mondiale dopo Bollywood e prima di Hollywood.

Da qui a conquistare anche il resto del continente africano il passo è stato breve.

Attualmente, il valore della produzione cinematografica nigeriana è pari a 5,1 miliardi di dollari americani.

Ma non c’è solo questo paese o il Sud Africa tra gli stati africani che hanno tassi di crescita da far invidia all’Italia. Quasi tutto il continente cresce a ritmi per noi, al momento, impensabili.

Per questo motivo converrebbe agli industriali italiani pensare a questi nuovi mercati come ad uno sbocco per rilanciare le proprie esportazioni. Bisogna coltivare questi paesi ora che non sono ancora entrati nel mirino di molti dei nostri competitor, conquistarli e dominarli coi nostri prodotti, aprendo se del caso delle sedi commerciali in loco.

In questo modo si creerebbero posti di lavoro in Italia ed in Africa, la qual cosa arginerebbe gli esodi da queste terre. Un’operazione che vede tutte le parti in gioco vincenti.

Dal canto mio non posso che augurarmi che si vada in questa direzione ed, al limite, mettere a disposizione qualche buon contatto o dare dei consigli su come approcciare questi mercati.

Mentre tu, mio caro lettore, potresti raccontarci qualche tua esperienza a riguardo oppure se hai mai pensato di sbarcare coi tuoi prodotti e servizi in Africa e se, poi, hai dato seguito alla tua intuizione.

 

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2 pensieri su “L’Africa è la nuova Cina!

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