Giorgia Penzo

Oggi, miei cari lettori, con l’intervista a Giorgia Penzo faremo un’altra veloce incursione nel mondo degli scrittori emergenti.

Buona lettura!

Come nasce la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura nasce sui banchi di scuola. Le materie umanistiche mi appassionano da sempre e ancora adesso le mie letture preferite sono in prevalenza di saggistica.

Al di fuori dei compiti a casa, ho iniziato a scrivere per passare il tempo e per sfogarmi nelle giornate no. Poi, negli anni del liceo, quasi per gioco, ho cominciato a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Sono stata scelta per far parte di diverse pubblicazioni collettive e da lì ha avuto inizio questa bellissima avventura.

Come influisce sul tuo stile la tua forma mentis giuridica?

L’università mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze, arricchire il dizionario, organizzare i pensieri e affinare la tecnica di ricerca. Più che sullo stile, ha influito maggiormente sul metodo della raccolta degli elementi utili alla costruzione di una storia.

Da dove trai lo spunto per i tuoi scritti?

Principalmente dalle mie passioni, ovvero dai giochi di ruolo, dal cinema, dalla storia, dall’arte e dal mondo del sovrannaturale.

In che modo utilizzi Internet per promuoverti come scrittrice e quali frutti ha portato la tua strategia di marketing online?

Dal momento che finora ho pubblicato con piccoli editori, l’auto-promozione online si è rivelata decisiva per farmi conoscere.

Utilizzo, principalmente, i canali dei social network più famosi (Facebook e Twitter) e quelli dedicati ai libri (Goodreads e aNobii).

Ho collaborato con diversi blog letterari e ne curo uno io stessa dove, oltre ad aggiornare sulle mie uscite, posto anche articoli personali.

Cosa pensi del sistema editoriale italiano?

Si scrive moltissimo, si pubblica tanto, si legge troppo poco.

I grandi editori italiani puntano sul chick lit, il romance e il thriller perché rappresentano i generi maggiormente letti e di conseguenza i più venduti. In questo momento penso che scrivere altri generi (apprezzati, ma non abbastanza commerciali) infici un po’ la possibilità di essere notati e arrivare al grande pubblico.

Quando si scrive per passione questo è un dettaglio che non importa, ma se in ballo c’è la grande editoria allora la passione passa in secondo piano. Le maggiori case editrici pubblicano, giustamente, solo quello che può portar loro profitto.

Preferisci pubblicare un ebook o un hardcover?

Credo che un autore che sostiene che non ci sia differenza tra i due supporti non sia del tutto sincero. Personalmente pubblicare in formato cartaceo mi dà più soddisfazione. L’ebook è, comunque, uno strumento preziosissimo, più immediato e diretto della brossura.

Quali consigli daresti ad una persona che vorrebbe intraprendere il tuo stesso percorso?

Consiglierei di armarsi di costanza e tanta pazienza, non farsi abbattere dai “no” e dalle delusioni che inevitabilmente arriveranno, di non pagare mai per pubblicare e, infine, di credere fino in fondo nel proprio sogno.

Attualmente, riesci a mantenerti con la scrittura o hai anche un altro lavoro?

In Italia mantenersi con la sola attività di scrittore è un’utopia, un miraggio che pochissimi fortunati trasformano in realtà.

Attualmente, sono educatrice di nido d’infanzia. È una professione che adoro e che mi dà parecchi stimoli. Spero di affiancarla alla mia attività da scribacchina il più a lungo possibile. 🙂

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