L’Italia ed il turismo

Recentemente, è stata pubblicata la classifica dei paesi più visitati al mondo dai turisti nel 2013 in cui l’Italia si è classificata in quinta posizione. Al primo posto della suddetta si trova la Francia, al secondo gli USA, al terzo la Spagna ed al quarto la Cina.

Apriti cielo! Subito sui giornali, nei Tg e nei talk show televisivi si sono alzate le solite voci critiche pronte a denunciare come anche nel settore turistico il Paese avesse imboccato la via del declino, poiché non è pensabile che la nazione col più grande patrimonio artistico e culturale del mondo sia così indietro rispetto agli altri competitor.

Ora, tali considerazioni mi sembrano del tutto esagerate e fuorvianti.

Nel mondo ci sono 204 nazioni [fonte Wikipedia] e quindi essere il quinto paese più visitato, anche se con un ampio distacco dal primo classificato, non è certo un risultato disprezzabile tenuto conto del nostro gap infrastrutturale, della mancanza di un’efficace politica dei visti turistici e della mancanza di un’efficiente Agenzia statale dedita alla promozione turistica del nostro Paese.

Qualcuno potrà obiettare che negli anni ’70 occupavamo una posizione migliore. A costoro rispondo che in più di quarant’anni il mercato turistico ha ampliato la sua offerta. Paesi che prima non erano nostri competitor ora lo sono. Si pensi al blocco delle nazioni dell’est Europa oppure alla Cina o agli Emirati Arabi.

Fatta questa doverosa premessa penso che ci si debba dare da fare per migliorare la qualità della nostra offerta prendendo come benchmark proprio la Francia.

Per prima cosa dobbiamo capire che tipo di turista vogliamo conquistare.

Infatti, si può pensare di competere sul prezzo per cercare di attirare più turisti, ma a quel punto non dovremmo stupirci se tra questi ultimi ci saranno persone che scambiano le nostre città d’arte per dei parchi giochi dove tutto è permesso come, ad esempio, fare il pediluvio nelle fontane o nelle calli oppure urinare nei cestini della spazzatura a Piazza San Marco a Venezia.

Oppure, potremmo pensare di agire nello stesso modo in cui opera la Apple mirando a conquistare un turista più evoluto e con una maggior disponibilità finanziaria. Questa azienda, infatti, non si preoccupa se il prezzo dei suoi prodotti è più alto rispetto a quello delle aziende sue concorrenti poiché punta tutto sulla qualità del suo prodotto, sull’esperienza emozionale che i suoi clienti vivono quando visitano un Apple Store e sul customere care.

Ecco in Italia, a mio avviso, non ci si dovrebbe preoccupare se i nostri prezzi sono più alti rispetto agli altri paesi del Mediterraneo poiché per l’appunto abbiamo un prodotto che per qualità non ha rivali nel mondo e, quindi, ci possiamo permettere di farlo pagare di più.

Quello su cui dobbiamo, invece, lavorare è:

  1. Il marketing. Bisogna trasformare il viaggio nel nostro Paese in uno status symbol. Un bene aspirazionale. Un must to have nella wishing list di tutte le persone che vogliono apparire.

    Perché non pensare di inserire all’interno dei nostri principali aeroporti delle aree museali gratuite con i reperti che, attualmente, giacciono nei magazzini delle nostre istituzioni culturali, magari facendo ruotare, nel tempo, gli oggetti esposti, in modo da offrire ai passeggeri in transito un’esperienza unica al mondo?

    Perché non creare un canale su YouTube dove vengano raccolti i migliori programmi che valorizzano il nostro territorio, il nostro patrimonio artistico, il nostro stile di vita e la nostra cucina trasmessi dalle TV digitali italiane?

    Ovviamente, tali programmi dovrebbero quanto meno essere sottotitolati in inglese in modo da moltiplicare per mille l’effetto che ha ottenuto il film La Grande Bellezza.

    Perché non collegare l’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma con un bus navetta alla più vicina area archeologica facendo pagare un biglietto d’ingresso da € 15-20 come accade per certe realtà in Francia?

  1. La logistica. Dobbiamo migliorare tutte le nostre infrastrutture.

  2. Il Customere Care. Dobbiamo diffondere negli italiani la mentalità che il turista è una ricchezza per tutti. Non solo per coloro che vivono di turismo. In modo che ognuno di noi si trasformi in un ambasciatore dell’accoglienza che renda il soggiorno dei nostri ospiti un’esperienza unica ed indimenticabile.

  3. La ristrutturazione del territorio e del patrimonio culturale. Ci sono intere zone del Paese che col tempo si sono spopolate e che potrebbero essere riportate a nuova vita seguendo la strada tracciata dal sindaco di Gangi in provincia di Palermo, uno dei borghi più belli d’Italia, che ha messo in vendita ad € 1,00 alcune abitazioni del centro storico a patto che vengano ristrutturate ed adattate ad uso abitativo o ricettivo.

    Curare il territorio, oltre a permettere alle future generazioni di godere della bellezza del patrimonio che c’è stato lasciato in eredità dai nostri antenati, sarebbe un’ulteriore occasione di creazione di posti di lavoro non delocalizzabili.

Questo elenco non è certo esaustivo di tutte le cose che si potrebbero fare al posto di piangerci addosso e di perderci in sterili chiacchiere su classifiche che trovano il tempo che trovano.

E voi, miei cari lettori, cosa ne pensate? Quali azioni intraprendereste per sfruttare al meglio le potenzialità del nostro bellissimo Paese?

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2 pensieri su “L’Italia ed il turismo

  1. IO un’altra idea ce l’avrei e anche a costo pressoché zero, ma per risultare più appetibili dei nostri più vicini competitor (Croazia, Francia, Spagna e Portogallo) dovremmo essere pronti e disposti a fare un bel salto avanti in apertura mentale, civiltà e rispetto 😉

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