Aura Conte.

Viviamo in un’era incredibile ricca di grandi opportunità. La crisi e l’incalzante sviluppo tecnologico hanno determinato la dissoluzione di un mondo e di un modo di lavorare e l’avvento di un periodo in cui ogni individuo può, armandosi di tanto coraggio, aspirare a realizzare i propri sogni.

Aura Conte, la giovane scrittrice siciliana che presento in questa intervista è una di quelle persone che, a mio avviso, hanno imboccato la strada giusta verso il successo grazie al sapiente connubio di Internet e della sua passione per la scrittura, a cui si deve aggiungere anche il coraggio e la tenacia.

Buona lettura!

Quanti anni hai?

Ho 31 anni. 

Qual è stato il tuo percorso scolastico?

Ho studiato al liceo classico ed in seguito mi sono laureata all’Università degli Studi di Messina, in uno dei tanti curriculum di Scienze della Formazione, con una tesi dal titolo: “Molto rumore su Shakespeare”.

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Nasce da bambina.

Da piccola ero molto timida e la scrittura mi aiutava ad esprimermi. Per combattere la timidezza ho poi iniziato a studiare recitazione sino ai vent’anni.

Il teatro ha influenzato il mio amore nel creare storie e trasporle in sceneggiature o romanzi brevi.

Qual è il tuo genere letterario preferito?

Dipende dal periodo, amo l’horror ma negli ultimi anni mi sono avvicinata alla letteratura romance americana, per lo più commedie.

Come sei arrivata a pubblicare il tuo primo romanzo?

Per caso. Sino ai ventiquattro anni ho pubblicato storie online in ebook sui miei vari blog, quando i libri digitali erano all’inizio, ma poi ho scritto “Purpureo Re-Birth” e mi son detta: “prova a dargli una chance, risica” e da quel giorno di marzo 2008 è iniziata la mia avventura.

Come ti sei sentita quando hai scoperto che un tuo romanzo è diventato un bestseller sulle piattaforme online?

Quando “Controvento” è diventato bestseller ci sono rimasta di sasso. Ci sono testimonianze sparse nei vari social network.

Sebbene in tanti avessero letto l’estratto prima dell’uscita, non avrei mai pensato di raggiungere certi obbiettivi e di mantenerli per mesi.

Un romanzo storico, siciliano e con uno stile coeso non è proprio una lettura leggera.

Hai una casa editrice che ti segue o ti autopubblichi?

Ho una casa editrice che mi segue: Edizioni Il Pavone, la quale è una NOEAP (Casa editrice che non pubblica libri a pagamento, n.d.r.) e pubblica testi in formato digitale, ma ho auto-pubblicato anche dei racconti brevi e gratuiti online.

Cosa ne pensi del fenomeno del self-publishing? Cambierà il panorama editoriale?

Sono favorevole al self-publishing e spero che stia già cambiando il panorama editoriale, adesso.

Sono una sostenitrice degli ebook e il self-publishing dovrebbe aprire maggiormente al fatto che una storia non cambia natura solo perché scritta su carta oppure sia disponibile via eReader.

Cosa ne pensi del panorama editoriale italiano?

Credo che sia molto disorganizzato rispetto a quello delle altre nazioni.

Le case editrici digitali sono poche, non ci sono agevolazioni per le piccole/medie case editrici NOEAP, i social network di libri made in Italy sono pochissimi e c’è una grande chiusura mentale nei confronti degli ebook.

Vivi solo di scrittura o affianchi ad essa un altro lavoro? Se affianchi un lavoro principale alla tua attività di scrittrice come influisce sui tuoi libri?

Oltre a cercare di fare la scrittrice, sono vice presidente di una ONLUS dal 2004 (“Iside”) la quale si occupa di arte e cultura e collabora con case editrici, enti e affini.

Il mio lavoro è abbastanza correlato alla scrittura ma devo dire che mi distrae, purtroppo.

Quando vi dicono che l’arte non paga è verissimo, mai credere che fare semplicemente lo scrittore vi aiuterà a pagare tasse, mangiare o affitto… stessa cosa vale in tutti i settori artistici affini.

Ciò, però, non vuol implicare che non bisogna tentare di realizzare il proprio sogno.

Come utilizzi Internet ed i social network per promuoverti?

Internet e i social network sono la colonna portante di tutte le promozioni dei miei testi. Pubblicando in formato digitale penso sia il minimo utilizzarli quotidianamente come scrittrice e persona.

Non sopporto chi pensa che tutto gli sia dovuto nel mondo dell’arte, come quelli che non seguono le persone sui social o che pensano che aver pubblicato del materiale artistico sia la fine del percorso.

Il problema di Internet è che bisogna aprirsi al mondo e per chi è timido non è facile. Bisogna solo perseverare.

Sommando chi mi segue sui social network o su siti come Goodreads da poco ho superato i 45.000 follower, però non mi sento famosa, arrivata o la trovo una ragione per snobbare chi mi segue.

La verità è che il nostro mondo sta viaggiando ad alta velocità e nulla ora è mai abbastanza, la promozione base non basta, è necessario fare di più come scrittori.

Internet ha cambiato il modo di fare lo scrittore?

Ci sono milioni di scrittori al mondo. Ora, tutti possono mettersi alla prova quando prima non era possibile.

Chissà quanti bellissimi romanzi prima dell’avvento di Internet sono andati perduti!

Quale ruolo ha il tuo blog nella tua strategia di marketing?

Il mio sito web e il blog hanno un ruolo fondamentale per l’archiviazione e una migliore condivisione delle notizie.

I social network, purtroppo, non bastano. Bisogna partire dall’idea che nessuno ti conosce e potrebbe voler sapere di più su di te, quindi un posto dove scrivere biografia, bibliografia, lista social, articoli ecc… è necessario.

Tutti possiamo inserire nella bio di Twitter o Facebook “scrittore, musicista, blogger o attore” ma ci vogliono sostanza e originalità per essere presi seriamente.

Perché stai scrivendo un romanzo in inglese?

In concomitanza con la scrittura, sin da piccola, ho sviluppato un forte amore per la lingua inglese.

Con gli anni e grazie ad Internet ho, quindi, stretto amicizie un po’ ovunque nel mondo, specialmente con statunitensi e inglesi.

Questi miei amici volevano spesso leggere ciò che scrivevo così, ogni tanto, ho tradotto le varie storie. Poi sono arrivate le pubblicazioni “ufficiali” e dopo altre richieste ho deciso di provare.

La mia vita in generale è un continuo esperimento.

In fondo perché limitarsi all’italiano quando puoi provare ad allargare gli orizzonti?

Quali difficoltà stai incontrando nella sua stesura, non essendo la tua lingua madre?

Nella scrittura è più una questione di differenti stili e di linguaggio utilizzato.

Per evitare il problema negli ultimi due anni ho letto quasi 200 romanzi in inglese (nel mio caso romance o horror, visto che sono i generi su cui sto lavorando) ma non sembra mai abbastanza.

Purtroppo, i nostri modi di dire sono spesso molto diversi, anche una frase comune rischia di non fluire quando troppo simile all’italiano.

Che cosa ti sta dando questa esperienza?

Da una parte è una continua scoperta di cose nuove e dall’altra terrore.

Sebbene, sia ben organizzata tra siti e social, gli scrittori pubblicati, auto-pubblicati o, semplicemente, emergenti anglosassoni sono mostruosamente molto più preparati e organizzati di noi italiani.

Sinceramente non mi aspetto molto da questo nuovo esperimento, ma è sempre giusto mettersi alla prova.

Ci racconti del tuo impegno in favore della cultura?

Amo l’arte quindi mi piace prendere parte ad iniziative relative ad essa o a crearne.

Indipendentemente dagli eventi o festival a cui ho partecipato come scrittrice, con la mia associazione ho cercato nel tempo di portare avanti delle campagne di promozione a favore della cultura e della letteratura attraverso alcune collaborazioni.

L’ultimo evento si è concluso poche settimane fa ed è stato realizzato da Edizioni Il Pavone insieme ad Iside ONLUS: “Incontra un libro – III edizione” un evento gratuito via web in occasione de Il Maggio dei Libri.

Quest’anno è stato un piccolo successo. Sono molto soddisfatta di essermi occupata della sua organizzazione come event manager e di avervi partecipato anche come scrittrice, sebbene solo con un racconto horror breve: “Closer”.

Come scrittrice iniziative del genere sono un’ottima scusa per promuoversi e mettersi in gioco, ma anche per conoscere e collaborare con altri scrittori… stressati allo stesso livello.

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