Breve escursione nel mondo dei Maker

Oggi, mio caro lettore, con l’intervista ad Emanuele Cinelli, un caro amico che fu una tra le prime persone da me intervistate (leggi qui), facciamo una breve incursione nel mondo dei maker.

Io ritengo che l’avvento delle stampanti 3D che sono gestite da Arduino, una scheda elettronica progettata in Italia, siano uno degli elementi fondamentali della Terza Rivoluzione Industriale che stiamo attualmente vivendo.

Grazie ad esse si potrà in un certo senso standardizzare il prodotto artigianale. O meglio, l’artigiano si fa fabbrica. Quindi si potrà godere dei pregi di una produzione artigianale affiancandoli coi vantaggi di quella standardizzata.

Buona lettura!

Come hai scoperto il mondo dei maker?

Beh, essendo l’informatica e il CAD il mio lavoro da diversi anni per forza di cose sono venuto a conoscenza dello sviluppo delle tecnologie di stampa 3D.

Soprattutto con riferimento alla prototipazione rapida, per la quale mi era stato richiesto dalla direzione di una scuola con cui collaboro di predisporre il piano per un corso.

Che ruolo avrà nel futuro della produzione la stampante 3D?

Ci vorranno certo diversi anni, eppure, credo che arriverà ad essere un prodotto presente quasi in ogni abitazione.

Forse, si arriverà a produrre stampanti miste (classiche più 3D). Certo i servizi di stampa su commissione, per ora, saranno quelli che usufruiranno di più del mercato che si sta aprendo e, forse, anche in futuro ne manteranno una bella fetta.

Se consideriamo la continua evoluzione delle tecnologie e la loro presenza nella vita delle nuove generazioni, le cosiddette generazioni digitali, ecco che si può prospettare il desiderio di ognuno di potersi stampare in proprio quanto gli serve.

Allora, i servizi di elaborazione dei modelli di stampa prenderanno, probabilmente, il sopravvento su quelli di stampa.

Quali competenze da te acquisite prima dell’avvento di questa nuova tecnologia ti sono tornate utili?

Tutte, assolutamente tutte. Il mondo tecnologico, pur nella necessità di creare figure professionali altamente specializzate, richiede pur sempre un ampio bagaglio di conoscenze.

Ogni competenza trova modo di tornare utile: per costruirti una stampante 3D devi saper usare utensili vari, gestire i dispositivi di fissaggio e devi disporre di una certa manualità; per comprendere come funziona devi saper leggere le istruzioni e possedere la necessaria capacità logica di analisi e ragionamento; per usarla devi conoscere i materiali e saper applicare i processi di problem solving per superare eventuali difficoltà; per disegnare modelli devi conoscere il disegno tecnico, l’uso del CAD, quello del computer, conoscere la meccanica, la falegnameria, la carpenteria e via dicendo.

Impossibile scindere le competenze tra loro. Ognuna costruisce il terreno per le altre. Ognuna si forma grazie alle precedenti.

Che tipo di stampante utilizzi o ti stai costruendo? Che tipo di prodotti andrai a creare?

Sto costruendo la stampante proposta attraverso dei fascicoli in edicola.

Purtroppo, ci vorrà ancora un anno per vederla completata (sperando che non si rinnovino i problemi già incontrati con pezzi mancanti o rotti a causa della fragilità della confezione), ma alla fine valutate le diverse opzioni che avevo davanti ho capito che questa scelta risultava per me la più vantaggiosa o quantomeno ciò appariva nel momento in cui mi sono trovato a doverla fare.

La stampante è una Rappy derivata dal noto progetto RepRap basato sul concetto di Open Source ovvero di condivisone delle conoscenze, delle risorse e delle abilità, un mondo a cui mi sto sempre più avvicinando con soddisfazione.

Ancora non ho idee precise su cosa andrò a produrre.

La mia idea sarebbe quella di proporre più che altro dei corsi, abbinandoci magari anche un centro di progettazione ed elaborazione modelli di stampa conto terzi.

A titolo personale è comunque sicuro che realizzerò oggetti che mi servono quotidianamente vuoi per il lavoro che per la casa o per il tempo libero.

Ho già in mente alcuni oggettini per la pesca in apnea che, al momento, preferisco mantenere segreti.

Stai partecipando a qualche progetto collettivo?

No, per ora no, ho già troppi impegni personali e collettivi. Non posso mettere in campo altro.

La filosofia collaborativa che sta alla base del modo di pensare dei maker arriverà a cambiare il modello di sviluppo del pianeta?

Rivoluzionare no, credo proprio di no, troppo forti, al momento, sono le potenze economiche e politiche che stanno dietro agli attuali interessi commerciali.

D’altra parte è anche logico che chi investe voglia riservarsi un ritorno economico.

Modificarlo un poco: sì, questo potrebbe anche accadere, sempre che le persone comprendano che cercare a tutti i costi il prezzo più basso può tornare deleterio (prezzo basso uguale servizio scadente) e che un progetto condiviso non è necessariamente un progetto scadente.

Pensi che in futuro questa possa diventare la tua attività principale?

A dire il vero, io penso che è ormai ora per me di andare in pensione.

Purtroppo, devo aspettare ancora undici anni e allora… allora seguo quello che il cuore mi consiglia di fare per differenziare un poco un lavoro oramai statico e spesso poco gratificante.

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3 pensieri su “Breve escursione nel mondo dei Maker

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