Francesco Ambrosino: Socialmediacoso

Prosegue la serie di ritratti che ha per protagonisti i nuovi professionisti della Rete.

Oggi, mio caro lettore, ti propongo l’intervista che ho fatto a Francesco Ambrosino di Socialmediacoso, un blog che propone sempre contenuti molto interessanti e che permette di accrescere le proprie conoscenze su social media, copywriting e blogging.

Quanti anni hai e di dove sei?

Innanzitutto, grazie mille per l’intervista.

Venendo alla tua domanda: ho trent’anni, vivo in provincia di Avellino, precisamente a Mugnano del Cardinale, ma ho vissuto tutta la mia vita prima del matrimonio a Saviano, in provincia di Napoli.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Mi sono diplomato al Liceo Linguistico con un percorso diviso in due fasi: la prima fase di ribellione, che mi ha portato a trascurare lo studio per dedicarmi a manifestazioni ed occupazioni (e che mi è costata un anno), e la seconda di assestamento, iniziata in seguito al mio fidanzamento con la ragazza, che dopo dieci anni ho sposato, cosa che mi ha consentito di maturare molto in fretta.

Mi sono laureato alla triennale in Scienze della Comunicazione a Salerno. Un ateneo che consiglio a tutti.

Sono stati anni molto belli, perché studiavo quello che mi piaceva e interagivo con persone interessanti, molto più interessanti dei compagni del liceo.

Nel frattempo ho frequentato dei corsi di formazione: due in informatica e uno in Sceneggiatura Cinematografica.

Quali sono state le tue esperienze lavorative?

Sono stato fortunato perché, appena mi sono laureato, sono andato da mio padre e gli ho detto che non avevo intenzione di fare la Specialistica e che preferivo iniziare a lavorare subito nell’azienda di famiglia.

Non ne fu entusiasta, ma accettò la mia richiesta.

Per due anni mi sono fatto le ossa (il culo, in realtà) – si dovrebbe sempre iniziare così – lavorando senza sosta, facendo le trasferte, viaggiando molto e imparando tantissimo.

Nel 2012 ho deciso di fare qualcosa che fosse solo mio. Così ho aperto la partita iva ed ho iniziato a fornire servizi web e comunicazione.

L’inizio non è stato brillante e non mi ha riservato grosse soddisfazioni.

Così mi sono preso un anno di “pausa” che ho dedicato ad un progetto di formazione nel settore editoriale in azienda.

Nel frattempo ho continuato a studiare molto, fino a quando, lo scorso agosto, ho deciso di aprire Socialmediacoso e mettermi nuovamente sul mercato forte dell’esperienza maturata e delle competenze acquisite.

Oggi cerco di far convivere le due cose: dipendente d’azienda e freelancer.

Per ora ci sto riuscendo, vedremo in futuro.

Come sei approdato alla tua attuale professione?

Perché sentivo il bisogno di rimettere la scrittura e la comunicazione al centro della mia vita.

Mi sono sforzato di adeguare la mia passione ai tempi nei quali viviamo.

Quindi blogging e social media marketing mi sono sembrati l’ambiente giusto nel quale occupare un piccolo spazio.

Come ti dividi tra la tua attività di freelancer e quella nell’azienda di famiglia?

Con difficoltà, lavorando di notte e facendo più cose contemporaneamente.

Fortunatamente, in azienda sono molto autonomo, quindi riesco a organizzare il lavoro nel modo migliore.

Inoltre, credo che il tempo dedicato alla mia attività da freelancer porti diversi benefici all’azienda, sia in termini di visibilità che in termini professionali, perché ho la possibilità di mettere le mie competenze al servizio dei corsi di formazione che organizziamo.

Com’è una tua giornata tipo?

Lunga e incasinata. Mi sveglio molto presto, poco prima delle 6.00, perché purtroppo vivo lontano dal luogo di lavoro, che è a Napoli città. Prendo i mezzi pubblici, il che vuol dire arrivare in ufficio già stanco e incazzato.

Lavoro molto, perché anche nei momenti di minore intensità ho sempre mille cose da fare, che ovviamente si accumulano, costringendomi a fare il turno di notte.

È un circolo vizioso. Mi alzo presto e vado a dormire tardi.

Per cui sono perennemente stanco e assonnato. Però, quello che faccio mi piace e questo aiuta molto.

Quali strategie adotti per conquistare nuovi clienti?

Nessuna strategia, punto su un approccio molto diretto e schietto.

Il veicolo di attrazione principale è il mio blog, ma punto molto sulla costruzione di relazioni vere con i colleghi, perché credo che si possa crescere solo se si fa quadrato e ci si aiuta a vicenda.

Non considero gli altri blogger o social media manager dei competitor, perché c’è spazio per tutti.

Io devo solo preoccuparmi di dimostrare quello che so fare ogni giorno.

Lavorando con sacrificio e passione, e costruendo un network solido, le richieste poi arrivano. Ma te le devi guadagnare!

Come gestisci un cliente difficile?

Tutti i clienti sono difficili. Bisogna solo armarsi di pazienza e impostare un rapporto diretto dal primo momento.

Tu hai bisogno di me per fare cose che non sai fare, io ho bisogno di te per vivere e guadagnare. Veniamoci incontro e cerchiamo di lavorare per il bene comune.

Una tecnica che uso, quando posso, è quella di far passare la comunicazione con il cliente via email, perché le telefonate fanno perdere un mare di tempo.

Inoltre, cerco di fargli usare Google Drive per consegnarmi il materiale, altrimenti tra allegati e revisioni non se ne esce più.

Lo rispetto, e non lo scavalco mai, perché sono io che lavoro per lui, non viceversa. E questo non bisogna mai dimenticarlo.

Ti è mai capitato di perdere le staffe con un cliente?

No, perché sono molto chiaro sin da subito e chi lavora con me questo lo sa.

Se una cosa non mi piace lo dico subito, ma il rispetto per il cliente non può mai mancare.

Poi, se l’incompatibilità si fa insostenibile ci si saluta ed ognuno va per la propria strada.

Ho imparato a gestire gruppi di persone molto eterogenee. Questo mi ha consentito di migliorare moltissimo il mio livello di sopportazione e di gestione dello stress, e delle crisi. Quindi riesco a trattenermi prima di esplodere.

Nella tua regione ed in generale nel sud Italia gli imprenditori come si pongono nei confronti del web marketing?

Nella mia: male, ma in Campania non funziona niente; quindi non fa testo.

In generale credo che l’approccio sia ancora un po’ immaturo, ma vedo dei margini di miglioramento importanti. Il problema è far capire al cliente quello che fai concretamente…lì è dura davvero.

Se ci riesci, sei a cavallo. Sta a te, poi, non farti disarcionare.

Quali tool utilizzi per facilitare la tua attività?

Quelli che non possono mancare sono: Feedly, Flipboard, Google Drive, Google Docs, Canva, Pixlr Editor, Pocket, Tweetdeck, PostPickr, Todoist…ne uso molti, basta dare un’occhiata alla rubrica Essential Tools che pubblico ogni mercoledì sul mio blog.

Come ti formi per rimanere sempre aggiornato rispetto ai continui cambiamenti del mondo del web?

Leggo moltissimi blog e giornali di settore, italiani e stranieri, seguo le discussioni nelle community sui social network ed interagisco con colleghi più esperti di me.

Quando posso, poi, partecipo ad eventi e workshop tematici, e seguo webinar online, i più comodi per me che sono sempre bloccato in ufficio.

In Rete circolano un sacco d’informazioni su come fare web marketing e blogging. A tuo parere, è tutto oro quel che luccica?

Dipende da chi le pubblica quelle informazioni. Va fatta un’attenta attività di filtraggio e selezione, per distinguere i contenuti utili dalla fuffa inutile.

Ci sono molti blogger competenti che offrono risorse utilissime e ben scritte, credo che si debba dedicare attenzione a queste persone, ignorando gli altri.

Come ti vedi da qui a 10 anni?

Mi auguro più rilassato. Ora ho 30 anni, due figli ed i problemi tipici della mia generazione.

Ho intenzione di fare grossi sacrifici per un altro paio di anni, dormendo poco e lavorando tantissimo. Poi mi fermerò e farò il punto della situazione.

Se avrò raggiunto gli obiettivi prefissati, bene.

In caso contrario, mi rimboccherò le maniche e ripartirò con un nuovo progetto.

Quindi, per rispondere alla tua domanda, spero di poter invertire le proporzioni attuali e fare più il padre e meno il professionista.

In tanti hanno dato per morto il blog in favore dei social network. Tu che ne pensi?

Che è una cretinata. Ad essere morto è il concetto di blog come entità autosufficiente, perché senza i social non si va da nessuna parte, ma fino a quando le persone avranno una storia da raccontare ci sarà sempre un pubblico pronto ad ascoltarle.

Il blog non morirà mai.

Si evolverà, diventando sempre più integrato coi social.

Che importanza ha il tuo blog nella tua strategia di comunicazione?

È tutto. Senza il blog, oggi, non mi avresti intervistato.

La mia credibilità e la mia autorevolezza non esisterebbero senza il blog. Non potrei farne a meno, non ora. Magari in futuro, perché non credo che farò il blogger per sempre.

Come ti rapporti con gli altri blogger e socialmediacosi?

Per me viene prima la persona e poi il professionista. Quindi cerco di costruire delle relazioni umane con i miei colleghi, anche perché l’interazione è la parte che amo di più del mio lavoro.

Cerco di essere sempre disponibile con tutti, perché quelli che fanno i preziosi e ti presentano la fattura ogni volta che gli chiedi un chiarimento non li sopporto.

Siamo sulla stessa barca. Dobbiamo remare insieme.

Qual è il miglior risultato che hai ottenuto nel tuo lavoro?

Sapere di essere stato utile al cliente, di non averlo deluso e di non aver tradito la sua fiducia. Quello per me è un risultato che conta.

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2 pensieri su “Francesco Ambrosino: Socialmediacoso

  1. Pingback: Francesco Ambrosino. Un anno dopo | Federico Chigbuh Gasparini

  2. Pingback: Riccardo Russo. Web Marketer & Blogger a 16 anni | Federico Chigbuh Gasparini

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