Michela Calculli: Mammaeconomia

Oggi, mio caro lettore, ti presento attraverso la mia intervista Michela Calculli mamma di due splendidi bimbi, moglie, social media manager, ideatrice del blog Mammaeconomia e formatrice.

Mi sono imbattuto nel suo blog, che ha una sezione dedicata al Fisco, molto tempo fa mentre ricercavo informazioni sui vari regimi delle partite IVA e da allora non ho più smesso di seguirlo.

In tutti questi anni, grazie al suo stile di scrittura coinvolgente, Michela mi ha reso partecipe delle sue vittorie e dei suoi dolori.

Ha aperto una finestra sulla sua vita in quel di Torino e sulla sua professione in qualità di freelancer.

Mi ha mostrato come sia dura conciliare l’essere una “partita IVA” e l’avere una famiglia, svelandomi quanto coraggio ci voglia, oggigiorno, per fare una scelta del genere visto che la società in cui viviamo non supporta chi imbocca questa strada.

Buona lettura!

Quanti anni hai?

36 appena compiuti.

Qual è stato il tuo percorso scolastico?

Ho un diploma di Ragioniere e Perito Commerciale e una laurea in Economia Politica.

Quali sono state le tue esperienze lavorative?

Ho fatto tantissime cose, molto diverse fra loro:

  • analista di mercato nel settore ICT;

  • praticante commercialista (prima o poi darò l’esame);

  • responsabile amministrativa per un ecommerce;

  • redattrice economica in un canale televisivo;

  • blogger e consulente aziendale.

Come approdi al web?

Il web mi ha affascinata sempre. Mi ricordo che nel ’98 andavo spessissimo nell’unico pub del mio paese natale, Gravina in Puglia, che aveva un modem e che consentiva, pagando, di collegarti a Internet. Ho frequentato corsi e svolto attività legate al web ogni volta che ho potuto da allora fino ad oggi.

Come e quando nasce il tuo blog “Mammaeconomia”?

Era il 19 marzo 2011, lo ricordo perché era la prima festa del papà per mio marito. Il mio primo figlio aveva sei mesi e io ero rientrata al lavoro da poco. L’idea era quella di tenere un “diario della conciliazione lavoro-famiglia”.

Avresti mai immaginato di diventare così popolare?

No. Mentre muovevo i primi passi guardavo i blogger famosi scrivere e promuovere libri, colloquiare con i propri lettori e mi domandavo se qualcuno avrebbe trovato interessante quello che scrivevo io. Non ho mai raggiunto quei livelli di seguito, ma qualcuno ha trovato interessanti le cose che scrivevo.

Come ti rapporti con gli altri blogger? Partecipi a molti meet-up?

Con molti blogger sono nati rapporti di amicizia e collaborazioni professionali.

Mi capita di partecipare spesso a degli eventi durante i quali ci incontriamo e, citando Rudy Bandiera, aggiungiamo al web: Spritz e abbracci.

Di recente, hai spostato il tuo blog da Blogger ad uno spazio tutto tuo. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto in questa direzione? Quando a tuo parere un blogger dovrebbe fare la stessa cosa?

Ormai dovevo farlo. Sono una blogger freelance, faccio consulenza aziendale e formazione, non ero credibile a livello professionale con un blog non del tutto mio. E ho risposto anche alla seconda domanda: se diventa il tuo lavoro non puoi restare su Blogger, ne va della tua credibilità.

Quando diventi freelancer?

Sono diventata una freelancer meno di un anno dopo l’apertura del blog, nel gennaio 2012. Avevo già una serie di contatti con potenziali clienti e ho deciso di fare il salto e aprire la partita IVA.

Come stabilisci il prezzo delle tue prestazioni professionali?

Cerco di stimare le ore necessarie a svolgere un’attività ed entro nel dettaglio di quel che farò con il cliente. Ma ammetto che i preventivi richiedono anche una massiccia dose di esperienza e di errori, purtroppo. Difficile riuscire al primo colpo.

Come gestisci i clienti difficili o che fanno richieste assurde?

Come dicevo ci vuole esperienza. Ormai i clienti difficili li individuo lontano un miglio. E in quei casi alzo la tariffa perché già so che le richieste saranno molte più di quelle iniziali o come dici tu assurde.

Mi è anche capitato di dover chiudere anzitempo dei rapporti di collaborazione, non portavano a nulla né per me né per il cliente.

Siamo persone che lavorano con le persone, non è detto che io sia sempre la consulente giusta per un determinato cliente, e vale anche il viceversa.

Come trovi i clienti?

Devo essere sincera: in tre anni e mezzo non ho fatto molta attività commerciale.

La maggior parte dei miei clienti sono arrivati a me spontaneamente con il passaparola o perché mi seguivano da tempo sui social.

Per me è quindi fondamentale il modo di porsi online.

In Rete io sono proprio io, se mi incontri di persona sai già cosa aspettarti da me, questo mio modo di fare probabilmente pregiudica alcuni contatti, non lo saprò mai ma credo che qualche potenziale cliente mi abbia scartata per come mi comporto online.

Ma ho preferito essere il più trasparente possibile anche per questo: per poter lavorare con persone a cui piaccio e che mi piacciano a loro volta. È una strategia come un’altra.

Come si concilia l’essere mamma di due splendidi bimbi ed il lavoro da freelancer?

Si cerca di conciliare. Essere freelancer lavorando online consente una certa libertà nella gestione del tempo (anche se non sempre è così). La gestione del tempo diventa l’asset fondamentale per un genitore-freelancer, è un gioco di incastri e di gestione efficiente di tutti gli spazi disponibili. Ci sono dei giorni in cui me la cavo brillantemente e altri in cui vado in affanno.

Lavori in team?

Sì, mi capita spesso di lavorare in team per i miei clienti: redazioni di blog o magazine aziendali, partecipazione a singole campagne per i brand clienti, progetti digital che prevedono diverse figure professionali e, ancora la cosa non è pubblica quindi resterò sul vago, progetti di formazione.

Come vedi il tuo futuro?

Non so risponderti. E non perché io non abbia alcuna idea di dove voglio andare.

Ma è un mondo che cambia in fretta e anche io da quando ho iniziato l’attività ho “aggiustato il tiro” più volte grazie a stimoli esterni ed a una sempre migliore conoscenza delle mie capacità e competenze.

Quello che auguro a me stessa è un trend in crescita continua sia umana che professionale.

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14 pensieri su “Michela Calculli: Mammaeconomia

      • Infatti…la selezione alla fine la fanno gli utenti. Sui blog di settore, se non hai qualcosa da trasmettere non vai lontano. Poi è della provincia di Bari come me…un po’ di sano campanilismo non guasta…eheheheh. Un abbraccio e un saluto

      • Sono di Barletta per la precisione e vivo a Milano da più di vent’anni…ho amato questa città profondamente, l’ho vissuta a fondo e adesso…bè adesso ho mollato tutto, ho chiuso col mio lavoro e spero di trasferirmi all’estero entro il prossimo anno…ho bisogno di nuovi stimoli…

      • Milano mi ha adottato e le sarò per sempre grato. Mi ha dato tanto ma anche tolto qualcosa… Facevo l’avvocato penalista ma adesso mi sono persino cancellato dall’albo…non ne potevo più. Ho un fraterno amico che vive nella Repubblica Dominicana e credo andrò li a trascorrere la seconda parte della mia vita… 😉

      • Ma guarda gli strani incroci del destino. Anch’io sono laureato in giurisprudenza. In diritto internazionale alla Cattolica ed ho un amico che trascorre circa sei mesi l’anno tra Cuba e gli altri stati della zona. Anche lui sostiene che la vita laggiù sia più vera.

        Sono sicuro che ti divertirai e troverai nuovi stimoli. Inoltre, coi tuoi reportage arricchirai tutti noi che ti seguiamo sul tuo blog.

      • Anche io ho fatto indirizzo internazionale…ho tentato il concorso in carriera diplomatica… poi mi sono appassionato al penale, specializzandomi in un settore molto pesante…e tutto quel dolore mi è rimasto attaccato addosso…quindi ho detto basta.
        Ora ho voglia soltanto di pace e tranquillità, di un contatto più diretto con la natura e spero di poter ricominciare da qualche altra parte dove non esista l’inverno… Ciao Federico!

      • No Federico…l’università l’ho fatta a Bari… La mia tesi è stata sui progetti di riforma dell’ONU… Poi mi sono trovato ad occuparmi quasi esclusivamente di abusi sessuali su minori…il peggio del peggio…

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