Ruben Vezzoli. Un anno dopo

Ruben Vezzoli

Ruben Vezzoli

Poco più di un anno fa ho avuto il piacere di intervistare per questo blog Ruben Vezzoli, giovane talento italiano del web, in procinto di partire per la Germania per uno stage di 6 mesi.

Ora, l’ho intervistato di nuovo per capire come è andata la sua esperienza all’estero e come si è evoluta la sua carriera lavorativa.

Buona lettura!

N.B.: Ruben è stato così gentile da fornirmi il link alla pagina dove sono elencate tutte le opportunità di lavoro in Lesara (clicca qui).

Ufficio Lesara @ Berlino

L’ufficio di Lesara @ Berlino

Com’è stato trasferirsi a Berlino da neodiplomato per buttarsi subito nel mondo del lavoro?

Non è stato affatto facile all’inizio. Io provengo da un paesino di circa 1000 abitanti e trasferirsi in una grande capitale europea con 3,5 milioni, ha stravolto il mio stile di vita.

Le città offrono enormi opportunità, ma a volte mi manca il poter conoscere tutti gli abitanti di un luogo. Certe volte ti senti un numero.

Come hai fatto a trovare lavoro in Germania?

Ho scoperto Lesara, startup berlinese, nel maggio del 2015, grazie a delle amicizie in comune con il CEO dell’azienda, Roman Kirsch.

Per quale azienda lavori e di cosa ti occupi nello specifico?

Come ho detto in precedenza, l’azienda si chiama Lesara. Ci occupiamo di vendita online di prodotti di abbigliamento e lifestyle.

Io in particolare mi occupo di quello che viene chiamato SEM, il marketing sui motori di ricerca, sia SEO che SEA (search engine advertising, n.d.r.).

Devo anche supportare gli altri dipartimenti aziendali in caso di necessità perché il mio obiettivo principale è controllare che tutto il mercato italiano vada nella giusta direzione.

Quali sono le difficoltà che hai incontrato?

Ho deciso di trasferirmi all’estero anche per migliorare il mio inglese, visto che all’inizio facevo fatica anche a capire le altre persone.

Posso però dire che dopo un anno sono migliorato tantissimo, anche se so che la strada è ancora lunga e tortuosa.

Quali sono stati, invece, i pregi di questa esperienza lavorativa?

Sicuramente ho consolidato le mie conoscenze e ho imparato i vari processi. Per intenderci, avevo già le competenze per costruire una casa, ma a volte non partivo dalle fondamenta.

Quanto saresti dovuto rimanere in origine a Berlino e in base a quale formula contrattuale?

Quando sono partito dovevo fare 6 mesi di stage.

Come si sono evolute le cose dal punto di vista contrattuale e del ruolo lavorativo?

Dopo 6 mesi sono diventato apprendista e dopo altri 6 mesi sono diventato Online Marketing Manager.

Il contratto a tempo indeterminato è ormai morto. E secondo me, è meglio così!

Se vuoi davvero completarti come professionista non puoi restare in un’azienda fino alla pensione.

Bisogna essere pronti a cambiare azienda da un momento all’altro.

Bisogna saper coglier le occasioni giuste, come quella che io ho preso un anno fa.

Quali competenze hai acquisito in questo periodo?

Ho ampliato le mie conoscenze per quanto riguarda la SEO tecnica e ho imparato, praticamente da 0, il funzionamento delle campagne a pagamento sui motori di ricerca.

Probabilmente però la competenza più importante che ho acquisito è il saper analizzare il “petrolio del 21esimo secolo”, i dati.

Ruben Vezzoli in azione

Ruben Vezzoli @ work

 Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Ormai ho preso questa strada e devo percorrerla fino in fondo, quindi non credo di iscrivermi ad un’università nel breve periodo, ma mai dire mai.

Il mio sogno è il poter aprire un’agenzia tutta mia, ma quello che mi spaventa è il mercato italiano, per molti versi lo ritengo ancora immaturo.

E quando lo definisco immaturo, non mi riferisco soltanto alle aziende, ma anche a chi lavora direttamente nel digitale.

Mi rendo conto che sono ancora troppo poche le persone competenti in questo settore.

Consiglieresti ad un neodiplomato di fare un’esperienza lavorativa all’estero?

Sì, ti cambia davvero la vita. Ti porta a veder le cose da un punto di vista differente.

Quali sono le skill per catturare l’attenzione di un’azienda straniera?

Penso la voglia di fare e di mettersi in gioco. Ma anche un po’ di umiltà, perché mi capita spesso di incotrare “tuttologi” del settore che poi si rivelano delle persone con 0 passione e 0 competenze.

Qual è la strategia migliore per farsi notare da un’azienda straniera?

Non esiste una strategia migliore o peggiore. Basta darsi da fare.

Alla luce del tuo percorso di studi e della tua esperienza lavorativa pensi che la scuola italiana ti abbia dato tutti gli strumenti necessari per raggiungere, in ambito lavorativo, i risultati che hai ottenuto?

Assolutamente no! Durante il mio percorso scolastico ho incontrato bravissime persone, però queste sono ancora in minoranza.

Dal mio punto di vista la scuola italiana non è stata in grado di fornirmi le competenze di cui avevo bisogno, perché è un mondo ormai vecchio di 40 anni e dove tutte le persone non sono stimolate a dare il loro massimo.

Polemiche a parte, basta rimboccarsi le maniche e fare tutto da soli.

* * *

Ringrazio Ruben per la sua disponibilità e per l’opportunità data ai miei lettori di poter vivere un’esperienza di vita e di lavoro all’estero come la sua.

Se sei interessato, clicca sul link seguente per scoprire le offerte di lavoro che Lesara ha aperte in questo momento:

https://corporate.lesara.com/career

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

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2 pensieri su “Ruben Vezzoli. Un anno dopo

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