Stefano Bersanetti. Un anno dopo

Stefano Bersanetti

Stefano Bersanetti

Oggi, mio caro lettore, ti propongo una nuova intervista a Stefano Bersanetti, ingegnere e manager di successo con una bella esperienza di lavoro in Cina nel suo curriculum.

Di recente, Stefano ha fatto pivoting come si dice nel linguaggio gergale degli startupper.

Infatti, il suo blog Pensieri stra…nieri in cui si parlava della sua esperienza di lavoro in terra cinese e che ospitava una rubrica in cui altri expat italiani raccontavano della loro vita da emigranti ha mutato pelle e nome.

Ora, si chiama Il puntino sulla i ed è focalizzato sulla sua attuale esperienza lavorativa a contatto con l’innovazione.

Buona lettura!

Dalla nostra prima intervista è passato poco più di un anno. Com’è cambiata la tua vita?

Direi che è stato un anno intenso e complicato, sia a livello lavorativo, sia a livello di vita privata. Probabilmente l’esperienza più fortificante e rigenerante è stato il viaggio che ho fatto con mia moglie on the road tra i parchi degli Stati Uniti. Una totale immersione nella natura, che ha rilasciato nel corpo e nello spirito gemme di positività.

Perché hai deciso di cambiare il titolo e l’impostazione del tuo blog visto che avevi fatto un pivot di recente pur mantenendo in vita il vecchio brand?

Come giustamente hai notato, avevo fatto una prima operazione qualche mese fa, evidenziando una correzione di rotta.

Si viene e si va, pur essendo una rubrica di cui vado molto fiero, cominciava a essere poco sostenibile: la difficoltà delle interviste, un argomento comunque molto specifico e affrontato da centinaia di blog che si trovano in Rete.

E soprattutto, mi sono reso conto che, per la mia propensione giornalistica, raccontare ciò di cui non ero più protagonista (l’espatrio) non mi consentiva di rispondere alle principali regole del fact checking.

Ciò che scrivevo, attingeva ad un’esperienza che si era conclusa nel 2012.

Ecco allora la necessità anche di cambiare il titolo, per togliere il riferimento all’essere stato straniero in terra d’altri.

Quali argomenti tratti nel nuovo blog?

Ho creato tre sezioni, ognuna corrispondente a una mia passione.

Prima di tutto l’innovazione, nella sezione L’ingegnere esploratore, da intendersi non solo come innovazione tecnologica, ma a 360°.

Innovare significa progredire, cambiare: quanta innovazione possiamo apportare quotidianamente nella nostra vita e nel nostro lavoro?

Una seconda sezione nasce dal mio essere manager: L’occhio del manager si rivolge a tutti quegli aspetti della quotidianità in cui occorrerebbe, dal mio punto di vista, più spirito manageriale e più capacità strategica. Nel mio post sul caso Higuain, per esempio, non parlo di calcio, ma parlo di gestione aziendale.

L’ultima sezione, che ho chiamato Matita rossa e blu, affronta il mondo dei Social: come questi hanno cambiato, in meglio o in peggio, la nostra vita, generando una iperconnessione della quale non abbiamo ancora colto gli elementi positivi.

Quali strategie hai deciso di implementare per far crescere questo nuovo blog velocemente?

Sicuramente il veicolo più importante resta la Pagina Facebook, nella quale, peraltro, pubblico anche notizie o articoli di altri blogger. Sto cercando, in questo modo, di aumentare il traffico verso la fanpage, così che questa possa diventare a sua volta veicolo verso il blog.

Non credo, invece, che manterrò la Newsletter. Ho visto che non genera grossi contatti.

Alla luce dei tuoi primi dati statistici il cambio ti ha fatto perdere qualcuno dei tuoi vecchi lettori?

È ancora presto per dirlo.

Credo che alcuni lettori fossero molto affezionati alla rubrica Si viene e si va, per cui, nel momento in cui l’ho interrotta, hanno perso l’interesse per il blog.

Spero, tuttavia, di riuscire ad acquisire lettori partecipi, non tanto in quantità, ma in qualità, lettori che commentino e che dicano la propria idea.

Mi rendo conto che il tempo per interagire in un blog non c’è, soprattutto se si trascorre molto tempo sui Social, ma indirizzando maggiormente gli argomenti, chi è interessato dovrebbe anche dire la propria opinione.

Qual è l’obiettivo che ti sei prefissato di raggiungere con questo nuovo “brand”?

Il puntino sulla i è il mio essere.

Sono preciso, a volte, purtroppo, puntiglioso, non lascio mai nulla al caso. Datemi una tabella Excel con centinaia di numeri e ve la analizzo da capo a fondo.

Nello stesso tempo, il mio lato ingegneristico è compensato da una cultura classica che mi ha infuso, dai tempi del Liceo, la voglia di approfondire, di interessarmi e di leggere moltissimo.

Sono molto Social, nel senso che sfrutto la Rete per attingere informazioni e dati.

Del resto, come ho scritto anche nella pagina Sul blog e su di me, mi sarebbe piaciuto fare il giornalista ed è questo il taglio che vorrei dare ai miei post.

Ecco dunque cosa vuole essere Il puntino sulla i: un blog dove esprimere me stesso, sperando di generare interesse.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

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13 pensieri su “Stefano Bersanetti. Un anno dopo

  1. Il cambiamento è segno di intelligenza. Non si può restare fermi se il mondo dattorno è variato.
    Spero che lo capiscano anche i politici, anche se in realtà non ci credo molto.
    Visto anche il risultato del referendum…
    Nicola

  2. A me le interviste piacevano un sacco perché riassumono molto bene le esperienze di varie persone: non tutte hanno un blog e non tutte parlano in dettaglio della loro esperienza di emigrazione. Per me che sono un’expat è molto importante leggere di storie simili alla mia perché nella mia cerchia di amici italiani sono pochissimi quelli che sono andati a vivere all’estero e non ci sentiamo mai (non tutti hanno voglia di parlarne, con molti non ho così tanta confidenza, altri vivono nella comunità italiana a Londra che non è la stessa cosa di andarsene per i fatti propri dall’altra parte del mondo, ecc.). Secondo me Stefano faceva un egregio lavoro con le interviste, ma continuo a seguirlo anche nella sua nuova avventura “Il puntino sulla i”.

    • Cara Isa, condivido il tuo pensiero riguardo all’egregio lavoro compiuto da Stefano con la rubrica “Si viene e si va”.

      Comunque, tu e gli altri expat che avete un blog sulle vostre esperienze di vita fate un ottimo lavoro.

      Tenete acceso un faro su questa realtà!

      By the way, che ne dici di farti intervistare da me?

      Apprezzo il tuo blog e mi farebbe molto piacere.

      Attendo tue notizie a riguardo.

      Un abbraccio,

      Federico

      • Grazie Isa, mi fa piacere che la rubrica sugli Expats abbia avuto un senso per qualcuno. A me piaceva molto l’idea di intervistare gli expats, ma mi sono reso conto che io cominciavo a essere meno affine a quel mondo. e soprattutto, ci sono fior di blog che raccontano: basti pensare a Amiche di fuso, uno dei migliori, a mio avviso. Oppure blog personali come il tuo, che seguo sempre con piacere, perché mi piace conoscere qualcosa in più dell’Argentina.
        Come detto, so che qualcuno potrebbe non appassionarsi al nuovo corso, ma io ci provo lo stesso!
        Grazie!

  3. Pingback: Dall’altra parte del microfono. Un anno dopo. – Il puntino sulla i

    • Ciao Andrea, sono lieto che le mie interviste ti piacciano.

      La cosa mi spinge a impegnarmi di più per trovare altri personaggi interessanti.

      Per quanto riguarda la tua idea di un ebook mi piace molto.

      Devo solo studiare un poco la cosa e avere qualche intervista in più.

      Poi, quando sarò pronto ti contatterò per chiederti qualche consiglio a riguardo.

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