Francesco Ambrosino. Un anno dopo

Francesco Ambrosino

Francesco Ambrosino – founder Socialmediacoso

Oggi, mio caro lettore, ti propongo una nuova intervista a Francesco Ambrosino, esperto Social Media Manager, Content Marketer e noto blogger campano, che ho già avuto il piacere di ospitare sul mio blog tempo fa.

Buona lettura!

* * *

Che cosa era Effea Solutions e di cosa si occupava?

Quando ho aperto la Partiva Iva nel 2012 decisi di creare un brand che offrisse due servizi: sviluppo siti web, del quale si occupava mio cognato, e comunicazione e marketing.

Ero troppo immaturo, probabilmente, ma quel percorso ha perso molto velocemente fascino, e dopo un anno l’ho messo da parte, facendo solo qualche lavoretto, e mi sono concentrato su altro e ho studiato.

Quando sono tornato, era nato Socialmediacoso.

Come mai quella esperienza è finita e cosa hai imparato da quell’avventura?

Per colpa mia. Non era quello che volevo fare e non avevo ancora le competenze adatte per fare il freelancer in modo adeguato.

Pessimo tempismo. Ma mi ha aiutato molto perché mi ha fatto capire cosa volevo fare davvero.

A differenza di molti altri professionisti del web non hai puntato sul personal branding ma hai creato il brand con cui sei conosciuto in Rete “Socialmediacoso”, come mai hai fatto questa scelta strategica?

Non è proprio così, io ho puntato tutto sul personal branding, solo che non ho voluto costruire un posizionamento basato solo sul mio nome e cognome, perché a me piace lavorare sui progetti. Ma che dietro Socialmediacoso ci sia io è palese ed evidente ovunque, perché è il mio progetto.

Ho sempre considerato Socialmediacoso come un hub. Un elemento centrale dal quale far partire tutte le mie collaborazioni con altri professionisti.

Infatti, oggi offro servizi avvalendomi del prezioso contributo di colleghi che, però, lavorano su di un cliente di Socialmediacoso.

Quali vantaggi si hanno nell’avere un brand piuttosto che nell’essere un personal brand?

Ripeto, il mio progetto è personal branding puro, solo che l’ho veicolato attraverso un naming e un brand riconoscibili.

Il 2016 è stato per te l’anno della svolta. Quali sono stati i cambiamenti rispetto al 2015?

Ho capito con chi non volevo lavorare, e questo è stato imporante.

Poi ho iniziato a pensare in grande, a stringere collaborazioni con agenzie e freelancer in modo tale da offrire servizi più completi e complessi.

Infine, ho anche capito che dovevo provare a vivere la mia vita, quindi ho rallentato un po’ i ritmi e ho smesso di fare le nottate a lavorare.

Adesso di notte guardo Netflix. Ne ho guadagnato di salute.

Quali sono state le ragioni alla base di questo pivoting (cambiamento nel gergo delle startup, n.d.r.)?

Non volevo essere schiavo del mio lavoro, volevo anzi rendermi ancora più indipendente.

Infatti, ho anche lasciato l’azienda di famiglia, dando le dimissioni lo scorso settembre.

Volevo vivere del mio lavoro, ma volevo anche farlo con entusiasmo e passione, e per fare questo avevo bisogno di riorganizzare la mia vita.

Lo sto facendo e piano piano ci riuscirò.

Quali risultati hai ottenuto e, soprattutto, sei soddisfatto di ciò?

Io non sono mai soddisfatto di nulla. Vivo a blocchi semestrali poiché ho sempre bisogno di evolvermi e puntare a qualcosa di nuovo, altrimenti mi annoio. Sono contento di come si è sviluppata la mia carriera professionale, ma non mi accontento.

Il giorno che lo farò, smetterò di fare questo mestiere.

In futuro pensi di creare una società che detenga il brand “Socialmediacoso”?

Penso ad una società, ma non credo con il brand Socialmediacoso, perché se giungo alla decisione di passare da freelancer a imprenditore, allora dovrà essere per un progetto nuovo.

Altrimenti, resto come sto. Che schifo non mi fa.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

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5 pensieri su “Francesco Ambrosino. Un anno dopo

  1. Ho letto con interesse la tua intervista a Francesco che mi pare abbia idee chiare ed un futuro che gli auguro luminoso (perchè tu sei sempre alla ricerca di talenti), ma mi ha colpito il commento di Nicola che fotografa la miseria intellettuale che caratterizza il nostro Paese in questo momento. Avremmo bisogno di stimoli forti per crescere ma siamo davvero in pochi a cercare questa strada ardua…ahimè la gente aspetta Sanremo e le domeniche di calcio…che tristezza… Ciao Federico!

  2. Mi piacciono le persone come Francesco Ambrosino che non si cristallizzano su un progetto quando si accorgono che non corrisponde alle aspettative.
    Il mio piccolo progetto era un blog su cui veicolare le mie idee in campo letterario e, al contempo, presentare le mie realizzazioni in campo artistico (romanzi e fumetti): purtroppo pochi mi hanno seguito in quest’avventura, anzi, ogni volta che parlavo di libri miei o di altri, l’audience crollava al minimo.
    Evidentemente su WordPress tutti scrivono ma pochi amano leggere ciò che altri scrivono.
    Perciò presto chiuderò quest’esperienza e mi dedicherò ad altro che mi dia maggiori soddisfazioni.
    Non senza avere ringraziato quei pochi che hanno apprezzato il mio progetto.
    E fra questi ci sei anche tu, caro Federico.
    Cordiali saluti.
    Nicola

    • Caro Nicola, avevo subodorato qualcosa del genere leggendo l’ultimo post che avevi scritto prima di Natale.

      Ma avere la conferma dei miei sospetti mi rattrista molto.

      Mi mancheranno i tuoi diari di viaggio, i tuoi fumetti e tutti gli altri contenuti che pubblicavi.

      Il mio consiglio è quello di non cancellare definitivamente il tuo blog in modo che si possa di tanto in tanto passare di lì a rileggerti.

      E, magari, anche tu una volta ogni tanto potrai scrivere qualcosa.

      Sai tutti i grandi artisti dopo aver abbandonato le scene, a volte, tornano sul palco.

      Comunque, auguro a te e a Chicca ogni bene.

      Un abbraccio,

      Federico

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