Luca Spinelli. Un anno e mezzo dopo.

Oggi, mio caro lettore, ti propongo la mia seconda intervista a Luca Spinelli che avevi conosciuto su questo blog circa un anno e mezzo fa.

Questo ragazzo mi aveva colpito per la determinazione e la strategia con cui era riuscito a crearsi un’attività sostenibile nel tempo in un momento in cui la propaganda istituzionale era impegnata con tutti i suoi mezzi a diffondere il falso mito della “Crisi” che impediva ai giovani di realizzare i propri sogni.

Luca, ai miei occhi, era il classico esempio di come la volontà se ben diretta può ribaltare le situazioni più sfavorevoli.

Per questo motivo ho ritenuto molto importante intervistarlo di nuovo per sapere come sta procedendo il suo percorso professionale e di vita.

Buona lettura!

* * *

Come mai hai chiuso il tuo blog che aveva riscosso così tanto successo e ti aveva dato un’ottima visibilità?

Più che chiuso diciamo che gli ho dato il colpo di grazia. L’avevo archiviato (spostato da lucaspinelli.it ad un altro dominio) nel 2015 con l’idea di creare qualcosa di nuovo nel 2016 ma alla fine ho preferito accantonare la cosa per dedicarmi esclusivamente alla libera professione.

Come mai hai un sito web così minimal?

Parlare di sito web è eccessivo.

Io ho un biglietto da visita.

È paradossale che chi si occupa di digitale non abbia un sito web vero e proprio ma noto che è una cosa molto comune: “Il calzolaio, d’altronde, va in giro con le scarpe rotte”.

Il perché, nel mio caso specifico, è subito spiegato: i costi (di tempo più che altro) per tenere attivo un blog superano i benefici.

Altra cosa fondamentale è che negli anni, ricordo che ho scritto dal 2009 al 2015, ho perso interesse e passione per la scrittura.

Per questi 2 motivi ho preferito avere un semplice biglietto da visita più che un sito web vero e proprio.

Come sta andando la tua attività?

In una parola? Bene.

Non dico “alla grande” perché per dirlo credo che si dovrebbero fatturare almeno 4-5 mila euro al mese. Quindi mi limito a dire “bene”.

Il 2015 è stato un anno abbastanza piatto ma d’altronde era il 1° e più che un anno si è trattato di qualche mese. Nel 2016, invece, sono entrato nel vivo dell’azione, ho affrontato le prime vere difficoltà e ho iniziato a collaborare con aziende che apprezzo e che, credo, apprezzino il mio lavoro.

Per parlare del 2017, invece, è ancora presto, diciamo solo che il trend è in crescita e sono davvero contento.

Quale strategia di marketing usi per acquisire nuova clientela?

Parto col dire che sono ancora fedele a Subito, Bakeca, Kijiji e Vivastreet con cui nel 2015 avevo trovato alcuni dei miei primi clienti.

Quella di proporsi come professionisti su siti web del genere non si può certo definire una strategia di marketing ma ne approfitto comunque per consigliarla.

Il grosso dei lavori arrivano dall’offline e questo è un altro paradosso per chi si occupa di digitale. Ci si aspetta che i clienti arrivino dal web, no?

Invece, nel mio caso il 50% arriva proprio da fuori.

L’altra grande fetta arriva da collaborazioni con agenzie o aziende che rivendono i miei servizi mentre l’ultima piccola parte arriva da LinkedIn e Twitter (sarà che gli oltre 13.000 collegamenti su LinkedIn e 9.000 follower su Twitter destano ancora interesse sebbene abbia quasi completamente abbandonato i profili).

Fino a qualche mese fa avevo anche 2 landing che spingevo con AdWords ma che poi ho spento essendo più che soddisfatto dei risultati ottenuti tramite gli altri canali.

Per essere chiari, comunque, non ho una strategia vera e propria e questo è il mio più grande difetto sul lavoro, lo dico senza problemi.

Prediligo attività di lead generation low cost, se non gratuite (il passaparola, il resell dei miei servizi, etc.), quindi sono l’ultima persona al mondo a cui chiedere di strategie del genere.

[Anche se Luca non la identifica come tale, quella che ha appena descritto e ha applicato fino ad oggi è una vera e propria strategia, n.d.r.]

Sei ancora nel vecchio “Regime dei Minimi”?

Sono ancora nei minimi e, salvo un boom del fatturato s’intende, spero di rimanerci a lungo.

Ne approfitto per consigliarlo ancora a chiunque anche se oggi è stato sostituito dal regime forfettario (in realtà il regime dei minimi è, ancora, previsto per coloro che iniziano una nuova attività è ha una durata quinquennale, n.d.r.).

Come sta procedendo lo sviluppo dei business online di cui avevi accennato nella prima intervista? Su cosa sono verticalizzati?

Qua arriva il colpo di scena!

Li ho chiusi e venduti tutti. Non ne ho salvato neanche uno.

Diciamo solo che ho cominciato un nuovo progetto potenzialmente scalabile all’infinito che mi ha fatto vedere tutti i siti web che avevo come bastoni e pietre del paleolitico.

Vorrei poterti dire di più ma non è tutta farina del mio sacco.

Come sta procedendo il tuo progetto di vita, che prevede il trasferimento all’estero e di mettere su famiglia, di cui ci hai parlato nella prima intervista?

Procede. Mancano ancora molti step e ho più dubbi di quanti non ne avessi un anno e mezzo fa ma l’idea di base è sempre quella.

La cosa che più mi lascia perplesso è la destinazione quindi benvengano i consigli dei lettori che, magari, hanno già compiuto questo passo.

Quali sono i tuoi progetti futuri da qui a cinque anni?

Visto quello che è successo in un anno e mezzo non oso più fare progetti.

È stato sconvolgente, in senso positivo intendo, rileggere la vecchia intervista per confrontarla con l’oggi.

Questa volta mi astengo dal rispondere 😀

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

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2 pensieri su “Luca Spinelli. Un anno e mezzo dopo.

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