LEANSTACK

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di LEANSTACK, un’applicazione ideata da Ash Maurya, il creatore del Lean Canvas, oltre che l’autore dei libri: Running Lean e Scaling Lean.

LEANSTACK è uno strumento freemium (alcune funzione di base sono gratuite mentre altre sono a pagamento, ndr) che sfrutta il cloud e che ritengo possa essere molto utile per chi vuole avviare una nuova attività o una startup.

Tieni presente che il fine di tutta la ricerca condotta, nel corso degli anni, da Ash Maurya è quello di ridurre al minimo il rischio d’impresa.

E LEANSTACK è stato creato per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo.

L’assunto da cui Maurya parte è la constatazione che molti prodotti falliscono la prova del mercato non perché sono stati costruiti male, bensì poiché non trovano clienti.

Questo comporta un grande spreco di tempo e di denaro.

Per evitare tutto ciò, diversi anni fa, ha creato il Lean Canvas che è un’evoluzione del Business Model Canvas di Alexander Osterwalder.

A questo punto, forse, ti starai chiedendo in che cosa questi due strumenti si differenziano.

Beh, la differenza tra i due consiste nel fatto che il primo mette al centro il cliente e il suo problema o bisogno, mentre il secondo si focalizza sull’azienda e, quindi, risulta poco adatto, secondo Maurya, a rappresentare graficamente il modello di business di un’attività nascente o quello del lancio di un nuovo prodotto.

Infatti, secondo Maurya un imprenditore si dovrebbe concentrare solamente su due cose:

  1. la creazione di un modello di business funzionante e dinamico;

  2. il testare ciclicamente il suo modello di business attraverso dei veloci esperimenti condotti sul mercato al fine di ridurre i rischi di insuccesso.

Se tutto ciò da un punto di vista meramente concettuale è facile da comprendere, è quando si passa alla sua applicazione concreta sul campo che sorgono i primi problemi.

Questo è dovuto al fatto che:

  1. è complesso dare una priorità ai rischi e definire gli esperimenti;

  2. è difficile, nel corso del tempo, tracciare gli esperimenti;

  3. è complesso trasferire quello che si è imparato dagli esperimenti nel canvas.

Ed è per questo motivo che Maurya ha sviluppato LEANSTACK.

Lo strumento è distinto in tre elementi:

  1. Lean Canvas

  2. Traction Roadmap

  3. Sprint Board

Il primo elemento è il Lean Canvas.

In questo l’applicazione, a mio avviso, dà il meglio di sè.

Infatti, per la sua creazione hai un facile percorso guidato che in massimo 20 minuti ti permetterà di realizzare la trasposizione grafica del tuo modello di business.

Tra l’altro, una volta realizzato, il canvas lo si può facilmente trasformare in PDF per condividerlo coi propri colleghi o i propri stakeholder.

N.B.: ogni colonna del canvas è corredata da un video, che spiega come compilare il riquadro, a cui si accede cliccando sull’icona con il punto interrogativo.

Il secondo elemento è la Traction RoadMap, che consiste nella trasposizione grafica delle previsioni finanziarie del proprio business.

Questa parte del modello che solitamente nel Business Plan risulta difficile da comprendere, poiché è facile perdersi nelle cifre dei fogli di Excel, viene semplificata al massimo prendendo in consideazione solo 7 metriche chiave.

Ciò permette di controllare nel corso del tempo se si sta rispettando la tabella di marcia stabilita agli inizi.

E qualora si constatasse uno scostamento notevole dalle previsioni fatte al momento di iniziare l’attività, si potrà facilmente intervenire con i correttivi più opportuni.

Infine, si ha la Sprint Board. Questo strumento ti permette di fissare i tuoi obiettivi, di formulare piani di validazione, e di testare le tue idee e strategie tramite veloci esperimenti.

Oltre a ciò, LEANSTACK, fornisce al suo utente ulteriori mezzi per migliorare le proprie competenze nell’utilizzo del tool e permettere agli imprenditori di tutto il mondo di avere successo.

Si tratta di:

  1. Corsi

  2. Workshop

  3. Template dei vari canvas (Resources)

  4. Un forum tematico (Discussion)

CONCLUSIONI

LEANSTACK è un’applicazione che non deve mancare nella cassetta degli attrezzi di un aspirante imprenditore o di uno startupper poiché permette di costruire dei modelli di business dove il rischio d’impresa è ridotto al minimo.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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Federico

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[Lettura Consigliata]: Da Sottozero a Imprenditore

Se hai letto I Quadranti del Cashflow di Robert T. Kiyosaki, sai che la strada verso la libertà finanziaria parte dal quadrante denominato: Imprenditore.

Ma conquistare una mentalità da imprenditore non è facile specie in una nazione come l’Italia dove fin da piccoli si è bombardati dal messaggio che gli imprenditori sono tutti ladri e sfruttano i loro dipendenti arricchendosi alle loro spalle.

Ora, se sei una persona profondamente buona e vieni a contatto con questo messaggio che ha un’impronta fortemente negativa, nel momento in cui inizierai la tua carriera lavorativa molto probabilmente, anche avendone le possibilità, non farai l’imprenditore.

In questo modo ti condannerai a una qualità della vita inferiore rispetto a quella che potresti avere sfruttando i tuoi talenti, le tue competenze e le risorse economiche che hai a disposizione.

Tutto ciò, se ci pensi bene, è un danno per te ma anche per la società nel suo complesso poiché è l’impresa che dà lavoro a chi, legittimamente, ha come massima aspirazione la sicurezza del posto fisso.

Più imprese = più posti di lavoro.

Comunque, per acquisire la giusta forma mentis e per evitare di cadere in questa trappola c’è una soluzione molto facile da seguire e cioè quella di immergersi nella lettura di libri o ebook scritti da imprenditori per coloro che aspirano a diventarlo o lo sono già e vogliono crescere ancora di più.

L’ebook che ti consiglio oggi è Da Sottozero a Imprenditore di Mihail Bria, fondatore del BriaGroup, un’azienda specializzata nella fornitura e posa di finestre e porte con sedi a Cuneo, Milano, Nizza, Roma, Sanremo e Strasburgo.

L’autore, un immigrato moldavo, racconta le strategie e le tecniche che lo hanno portato ad essere imprenditore di se stesso.

Ci sono alcuni punti del suo racconto che mi hanno colpito molto, portandomi a fare delle profonde riflessioni.

Ad esempio, quando descrive dei condizionamenti che riceviamo dall’ambiente che ci circonda.

Infatti, solitamente accade che, quando racconti la tua intenzione di aprire un’attività a qualcuno della tua cerchia di amici, un tuo amico ti elenchi tutta una serie di motivi per cercarti un posto fisso tra cui, nell’ordine, la sicurezza dello stipendio a fine mese, le ferie pagate, la pensione, a cui contrappone un lungo elenco di eventi negativi che colpiscono chi cerca di fare l’imprenditore.

Un altro passaggio molto interessante di questo ebook è quello in cui l’autore elogia il fatto di possedere poche risorse economiche quando si parte con la propria avventura imprenditoriale.

Infatti, secondo lui, l’avere troppi soldi quando si lancia un business porta a compiere grossi errori, a cui, poi, è difficile rimediare e che, in breve tempo, ti fanno esaurire tutte le risorse a disposizione e fallire.

Purtroppo, ho potuto constatare di persona che questa sua affermazione in molti casi risulta essere, tristemente, vera.

Mi è capitato, infatti, nella mia carriera di Business Designer di incontrare diverse persone sull’orlo del fallimento poiché avevano utilizzato i loro soldi per attività che non avevano portato alcun risultato e che, nel momento in cui gli si chiedeva un nuovo investimento per correggere la direzione della loro azienda, non sapevano dove trovare i capitali necessari per investire in tutte quelle azioni che al contrario gli avrebbero portato dei risultati positivi.

Quindi, il discorso dell’autore che dice che è meglio partire con pochi soldi, imparare a gestirli e piano piano con l’aumentare della propria esperienza accrescere la leva finaziaria a cui fare ricorso, non fa una grinza poiché permette all’imprenditore di migliorarsi imparando dai piccoli fallimenti a cui è andato incontro.

“La quantità di denaro che gestisce un imprenditore deve essere proporzionale alla sua esperienza”.

Mihail Bria

Invece, se ci fai caso la prima cosa che fa chi vuole lanciare un’attività in proprio è chiedere soldi a destra e a manca senza nemmeno sapere se il suo prodotto o servizio venderà o meno.

Nella testa di queste persone alberga la convinzione che basterà aprire l’attività, mettersi alla cassa e si avranno grossi incassi.

Questa mentalità poteva andare bene negli anni ’50, quando la competizione era scarsa e non c’era Internet che ha aumentato enormemente la possibilità di scelta dei consumatori.

Ma oggi, purtroppo, non è così.

I soldi arriveranno solo se si ha la giusta strategia, un ottimo brand positioning e si è pronti a lavorare duro con grande umiltà e tanta pazienza.

Altro consiglio che trovo particolarmente azzeccato è quello di partire con una srls piuttosto che con una ditta individuale, una sas o una snc per evitare di mettere a rischio il proprio patrimonio personale.

Con tutti i suoi limiti questo strumento di autoimpiego è una soluzione valida per iniziare un’avventura imprenditoriale.

Purtroppo, vi sono diversi notai che boicottano questo istituto giuridico poiché non possono trarne alcun profitto.

Infatti, per la costituzione di una srls i notai, a norma di legge, non possono richiedere alcun compenso per la prestazione svolta.

Ovviamente, chi inizia un’attività imprenditoriale non pensa di poter fallire e per questo motivo non separa il suo patrimonio personale da quello dell’impresa.

Ma questo è un grave errore di cui ci si può pentire amaramente, qualora le cose andassero veramente male.

Oltre a ciò, alcuni commercialisti spingono i loro clienti a non optare per questo tipo di società dicendo loro che, scegliendo altre forme (ditta individuale, sas, snc, impresa familiare), il compenso richiesto dallo studio per la gestione della contabilità e della parte fiscale è inferiore rispetto a quello chiesto per una srl o srls.

E siccome molte persone ragionano con una mentalità da supermercato, ovvero, sono sempre alla ricerca del prezzo più basso, questo discorso fa subito breccia nelle loro teste.

Così abbagliati dall’idea di risparmiare qualche euro mettono a rischio tutto ciò che possiedono.

Da ultimo, ti segnalo altri due suggerimenti estremamente utili tratti da questo ebook:

  1. Parti subito con la tua attività poiché, in caso contrario, il momento ideale per partire non si presenterà mai.

  2. Ascolta gli altri e fai l’opposto.

In base alla mia esperienza personale questi due consigli valgono oro.

CONCLUSIONI

L’ebook di Mihail BriaDa sottozero a imprenditore“, Bruno Editore, è un testo ricco di ottimi suggerimenti per chi vuol partire con la propria attività o, avendocene già una, vuole rilanciarla.

Risulta, quindi, una lettura caldamente consigliata.

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Federico

[Lettura Consigliata]: Metodo Imprenditore Libero

Di recente, mio caro lettore, ho preso la buona abitudine di leggere libri scritti da piccoli imprenditori che, in Italia, hanno avuto successo nel loro business e raccontano come hanno fatto a raggiungerlo.

Faccio questo per acquisire la loro forma mentis e apprendere la loro metodologia di lavoro.

Inoltre, il fatto che queste persone abbiano raggiunto il successo con una PMI, cioè il tipo d’impresa che forma l’ossatura dell’imprenditoria italiana, e che si parli delle difficoltà tipiche del nostro contesto economico rende il modello più facilmente imitabile.

Con questo non voglio dire che non si debbano leggere i libri sui grandi imprenditori che hanno raggiunto il successo in Italia e nel mondo da cui si trae sempre grande ispirazione, bensì che, se vuoi raggiungere, il livello di questi ultimi devi porti un obiettivo più alla tua portata per, poi, scalare.

In fondo, ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo.

Fatta questa doverosa premessa, il libro o meglio l’eBook edito da Bruno Editore, di cui ti parlerò, oggi, s’intitola Metodo Imprenditore Libero ed è stato scritto da Emanuele Rissone, il fondatore della catena Vitamin Store.

Le radici del suo successo affondano nel lontano 1985 quando all’età di 15 anni viene ispirato dalla visione di un film e da una canzone della sua indimenticabile colonna sonora.

Il film in questione è Rocky III e la canzone di cui parlo è Eye of the Tiger dei Survivor.

Lo spirito di emulazione spinge Emanuele Risssone a cercare di ottenere un fisico come quello di Sylvester Stallone.

Vivendo nell’hinterland milanese e non avendo i soldi per iscriversi in una palestra di bodybuilding s’ingegna come può.

Attacca allo stipite della porta della sua camera una sbarra per trazioni a cui si appende ogni volta che entra o che esce dalla stanza e si mette a fare un sacco di flessioni, anche su una mano sola.

In pochi mesi il suo fisico s’irrobustisce.

Già solo questa parte della sua storia è di grande ispirazione per tutti coloro che ambiscono a diventare imprenditori.

Infatti, analizzando il modo di pensare dell’autore troviamo 3 passaggi fondamentali per costruire un business di successo:

  1. Bisogna porsi un obiettivo ambizioso.

    Nel nostro caso lo scrittore si era posto l’obiettivo di avere un fisico atletico come quello di Rocky Balboa.

  2. Bisogna sfruttare al meglio le risorse che si hanno a disposizione.

    Non avere i soldi necessari per iscriversi in palestra non è stato un ostacolo così grosso da impedire a Emanuele Rissone di tentare di realizzare il suo sogno.

  3. Bisogna agire con determinazione e seguendo una strategia. Non basta avere un sogno o un’idea imprenditoriale.

    Se l’autore si fosse limitato, uscendo dal cinema, a dire ai suoi amici di volere un fisico come quello di Stallone e non si fosse adoperato per raggiungere l’obiettivo non sarebbe accaduto nulla.

METODO IMPRENDITORE LIBERO: LO SCHEMA

All’età di 19 anni Emanuele Rissone, oltre a frequentare l’università, inizia a gettare le basi del suo successo.

Dai 15 ai 19 anni, infatti, si è appassionato sia allo sport che all’integrazione alimentare che ne favorisce le performance.

Accumula informazioni attraverso le riviste di settore, come Cultura Fisica, imparando tutto ciò che può e mettendolo, successivamente, in pratica durante gli allenamenti in palestra.

Dopodiché, essendo un tipo molto preciso e puntiglioso, e avendo capito che avrebbe potuto avere un futuro in quel mercato, si mette a studiare in modo approfondito il settore dell’integrazione alimentare.

Tutto questo nel tempo libero lasciato dalla scuola.

Questa strategia gli permette di crearsi le competenze necessarie per lanciarsi nel campo della produzione degli integratori alimentari, partendo dalla camera di casa sua.

L’entusiasmo che lo contraddistingue lo porta a contattare le industrie farmaceutiche per realizzare il suo progetto di creare degli integratori alimentari per sportivi che abbiano un gusto gradevole rispetto a quelli che erano, allora, in circolazione.

Tanta è la passione che ci mette nello spiegare la sua idea ai suoi interlocutori che riesce a coinvolgerli ottenendo da loro, gratuitamente, alcuni chilogrammi di proteine e aminoacidi ramificati.

A questo punto, la camera di casa sua si trasforma nel suo laboratorio di produzione.

Dapprima, si mette a confezionare barattoli da 500g di aminoacidi ramificati e proteine in polvere che inizia a vendere agli atleti delle palestre dell’hinterland milanese.

Ed è subito un successo.

Le richieste del suo prodotto, che ha una qualità superiore rispetto agli altri prodotti in circolazione, aumentano.

Quindi torna dalle due case famaceutiche che gli avevano dato i primi campioni gratuiti e fa i suoi primi acquisti.

Ha, così, i suoi primi fornitori.

Nel frattempo, per realizzare il prodotto che, da sempre, aveva in mente trova un terzo fornitore: un’industria che produce aromi.

Anche in questo caso replica lo schema che aveva applicato in precedenza con le industrie farmaceutiche, cioè farsi dare una prima campionatura del prodotto gratis e, poi, una volta superato il test di mercato iniziare ad acquistare le quantità necessarie per soddisfare le sue esigenze produttive.

I suoi prodotti, una volta aromatizzati, hanno ancora più successo.

Un giorno, però, il suo migliore cliente lo informa che uno dei suoi atleti vorrebbe il prodotto confezionato in capsule anziché in polvere.

In un primo momento l’autore viene colto dal panico, ma subito accetta la sfida e si impegna per esaudire la richiesta.

La qual cosa porta all’ingresso di un quarto fornitore testato sempre con la procedura di cui sopra.

Il cliente rimane, talmente, soddisfatto che aumenta il suo ordine.

Il panico raddoppia.

Ma anche questa volta Emanuele Rissone riesce a soddisfare, brillantemente, le richieste pervenutegli.

La domanda del suo prodotto aumenta ancora e, quindi, l’autore è costretto ad acquistare un macchinario per confezionare le capsule.

Oramai, ha acquisito un certo slancio, ha ampliato il giro di palestre che rifornisce e iniziano ad arrivargli le prime richieste di collaborazione.

A ventun anni compiuti capisce che l’università non gli sta dando nulla e lascia gli studi.

Infatti, sta imparando molto di più su come si gestisce un’azienda dall’esperienza quotidiana.

Il nostro imprenditore ha le idee molto chiare.

Pianifica la sua linea di integratori dopo aver studiato i prodotti made in USA arrivati sul mercato italiano per trovare l’elemento differenziante da proporre ai suoi potenziali clienti.

Una volta pianificata la produzione Emanuele Rissone si rivolge a un’importante impresa di Bergamo per fare produrre la linea di prodotti che si è immaginato.

La sua passione e il suo entusiasmo sono così coinvolgenti che l’azienda accetta di entrare nel novero dei suoi fornitori.

In quel momento, si pone la questione di trovare i capitali necessari per costituire la srl, acquistare gli imballi e le materie prime.

Inizia così il tempo della ricerca dei fondi…

E qui, mio caro lettore, mi fermo per non toglierti il piacere della lettura di questo ebook suddiviso in 7 capitoli più un extra bonus e una parte dedicata agli esercizi il cui scopo è quello di darti i primi rudimenti per poter realizzare la tua idea imprenditoriale.

Se hai letto con attenzione il mio riassunto di parte del primo capitolo del libro e hai una certa dimestichezza col metodo Lean Startup elaborato da Eric Ries, nel 2008, avrai notato che Emanuele Rissone, senza saperlo, ha approcciato il suo progetto seguendo questa metodologia.

Infatti, ha creato un Minimum Viable Product (MVP), cioè un prodotto basico e via via lo ha migliorato seguendo i suggerimenti dei suoi clienti.

Inoltre, una volta creata una procedura vincente l’ha replicata tutte le volte che si rendeva necessario (come, ad esempio, nel caso della ricerca e acquisizione di fornitori).

CONCLUSIONI

Questo eBook, a mio avviso, è un’ottima lettura sia per chi sta iniziando il suo percorso imprenditoriale sia per coloro che sono già imprenditori e vogliono semplicemente migliorarsi o avere delle conferme.

Ovviamente, non basta la lettura di un libro per replicare il successo del suo protagonista.

Ma se si trova il contenuto interessante e utile, il mio consiglio è quello di leggere molte volte il testo fino a quando non si è assimilato i concetti che ci servono e si riesce ad applicarli in modo automatico.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter, “Fai Decollare Il Tuo Business!“, in cui pubblico consigli utili per coloro che vogliono aprire una nuova attività che sia solida e sostenibile nel tempo oppure per chi ce l’ha già e, semplicemente, vuole rilanciarla o vuol far crescere il suo fatturato.

Infine, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividi questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

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Federico

Answer The Public

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di uno strumento delle cui potenzialità avevo trattato, già, in passato: Answer The Public.

Il mio scopo è quello di analizzare in profondità questo tool gratuito che non può mancare nella cassetta degli attrezzi di un buon imprenditore o libero professionista e che, se affiancato agli strumenti di analisi di Google e al sondaggio realizzato secondo i criteri descritti nel mio ultimo post, permette di avere una mappa ben definita del proprio potenziale mercato e di identificare il tipo di contenuti da far apparire di fronte agli occhi dei propri potenziali clienti.

Buona lettura!

* * *

DEFINIRE IL CONTESTO

Ogni imprenditore o libero professionista che si rispetti prima di affrontare il mercato dovrebbe definire il contesto in cui andrà a operare.

Con questo intendo dire che dovrà analizzare la concorrenza e il pubblico target a cui è rivolto il suo prodotto o servizio.

Answer The Public è lo strumento ideale per conoscere meglio come un potenziale cliente cerca il prodotto o il servizio che si sta vendendo o che si vuole vendere.

In pratica ti permette di entrare nella testa delle persone e di capire il linguaggio che utilizzano per fare le loro ricerche con Google e gli altri motori di ricerca.

All’apparenza questo può sembrare un dettaglio poco importante, ma non è così.

Chi opera in un determinato settore, qualunque esso sia, utilizza un linguaggio tecnico e dà per scontato che anche chi non appartiene alla propria categoria conosca la terminologia in uso nell’ambiente.

Molto spesso quando si visita il sito web, ad esempio, di un avvocato, di un digital marketer o di altri liberi professionisti, ci si imbatte in contenuti che sono scritti più per far capire ai colleghi che si è competenti e si domina la materia che per essere compresi dai non addetti ai lavori.

Oppure, se si tratta di un sito aziendale ci si trova di fronte al solito elenco di caratterisitiche che il prodotto o il servizio possiede.

Invece, per essere efficace la comunicazione di un sito dovrebbe spiegare in che modo si intende migliorare la vita del visitatore attraverso il proprio prodotto o servizio.

Infatti, mettersi al servizio del cliente e portarlo dal punto A in cui si trova, attualmente, al punto B, dove vorrebbe essere, è lo scopo di ogni imprenditore o libero professionista degno di questo nome.

Per far ciò, però devi spogliarti di tutte le credenze che hai sulla tua target audience e metterti nei suoi panni.

Questa cosa la puoi fare attraverso accurate ricerche di mercato, che sono costose sia in termini di tempo che di denaro, oppure puoi sfruttare i dati provenienti dai motori di ricerca.

Le persone, converrai con me, li usano per trovare risposte a ogni tipo di domanda, anche le più inconfessabili.

Questo vuol dire che sono una fonte incredibile di informazioni relativamente a quello che gli individui vogliono realmente, il tutto in tempo reale.

Tutto vero, tutto bello ma c’è un però… analizzare tutta la mole di dati che ci viene riproposta dai motori di ricerca ogni volta che li interroghiamo per trovare gli argomenti che ci interessano consuma un sacco di tempo.

Ed è qui che ci viene in aiuto Answer The Public.

Questo tool ti permette di utilizzare il tuo know how per comprendere come le persone parlano degli argomenti tipici del tuo settore.

Saperlo ti permetterà di scrivere dei contenuti da postare sul tuo sito web in grado di intercettare la domanda consapevole, cioè quella di coloro che sono alla ricerca di una determinata risposta, di un determinato prodotto o servizio.

Ti faccio un esempio per farti comprendere meglio cosa intendo.

Luca ha un negozio che vende attrezzatura subacquea verticalizzato sull’apnea.

Ovviamente, ha anche una piattaforma e-commerce con un blog con un suo piano editoriale.

Sapendo che le principali marche del settore, come ogni anno, stanno per lanciare sul mercato dei nuovi modelli di mute mimetiche per la pesca in apnea usa Answer The Public per comprendere meglio le intenzioni di acquisto degli appassionati.

Così facendo scopre che vi è molto interesse per il mimetismo adatto alla pesca in acque basse.

Questo spunto gli permette di scrivere tutta una serie di post che mettono in evidenza quali sono le migliori mute mimetiche in commercio per la pesca in acque basse in base ai fondali che il pescatore si troverà ad affrontare.

Il risultato finale di questa strategia sarà un aumento di traffico organico verso il blog del suo sito e un conseguente aumento delle vendite del suo e-commerce.

Il fatto di essere stato così specifico, infatti, ha permesso a Luca di apparire sempre nelle ricerce delle persone per quel determinato argomento surclassando i post generalisti dei concorrenti.

In parole povere si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto.

La qual cosa gli conferisce un notevole vantaggio in termini di vendite.

COME OTTIMIZZARE “REALMENTE” LE PAROLE CHIAVE

Non sempre ottimizzare i contenuti trattati nel proprio blog con le parole chiave col volume di ricerca più alto risulta essere la strategia vincente per trovare il proprio pubblico target.

Certamente, il volume di ricerca delle parole chiave è un dato significativo.

Ma non trovi strano che Google da una parte ti fornisca dei suggerimenti quando digiti nella sua casella di ricerca (basati sulla reale esperienza degli utenti, n.d.r.) e dall’altra i suoi tool per l’advertising ti dicano che nessuno sta facendo ricerche con quel termine.

Mmm… C’è qualcosa che non quadra.

Sempre per rimanere nel contesto della pesca in apnea, se digito in Google “arbalete per” la mia ricerca mi dà 5 idee utili per scrivere altrettanti articoli che intercetteranno una domanda consapevole:

  1. arbalete per iniziare

  2. arbalete per tonni

  3. arbalete per principianti

  4. arbalete per tana

  5. arbalete per pesca in tana

Ecco, questo è quello che intendo quando dico che bisogna entrare nella testa dei potenziali clienti.

Una volta che avrai capito quello che vuole il tuo pubblico target non ti resterà che costruire una valida strategia per farglielo avere.

E tutto questo avrà un forte impatto positivo sul tuo business.

LA MIGLIORE STRATEGIA DI CONTENT MARKETING

La migliore strategia di content marketing consiste nel dare valore al tuo pubblico target.

Per far ciò dovrai:

  1. Scoprire da chi è composta la tua audience e, poi, interagire e creare empatia con il tuo pubblico target.

  2. Rendere i tuoi contenuti rilevanti e memorabili.

  3. Fare arrivare i tuoi contenuti di fronte al tuo pubblico target migliorando così la sua vita:

    • Insegnagli qualcosa.

    • Intrattienilo, ispiralo, fallo sorridere.

    • Aiutalo a prendere le giuste decisioni.

    • Rendi la sua vita un po’ più facile.

CONCLUSIONI

Answer The Public è un tool gratuito che non può mancare nella tua cassetta degli attrezzi di imprenditore o libero professionista poiché ti permette di entrare nella testa dei tuoi potenziali clienti.

Utilizzandolo assieme agli strumenti di analisi messi a disposizione da Google e al sondaggio ti permetterà di definire il contesto di mercato che vuoi conquistare con il tuo prodotto o servizio.

E di trovare la chiave di lettura per far comparire i tuoi contenuti davanti al tuo pubblico target ideale il che influenzerà positivamente l’andamento del tuo fatturato.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter, “Fai Decollare Il Tuo Business!“, in cui pubblico consigli utili per coloro che vogliono aprire una nuova attività che sia solida e sostenibile nel tempo oppure per chi ce l’ha già e, semplicemente, vuole rilanciarla o vuol far crescere il suo fatturato.

Infine, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividi questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come aprire un’attività senza perdere tempo e denaro

Se anche tu, mio caro lettore, come molti altri italiani hai deciso che questo è il momento giusto per lanciare il tuo nuovo business; allora, molto probabilmente, ti starai chiedendo come aprire un’attività senza perdere tempo e denaro.

Ovviamente, il rischio d’impresa non potrà mai essere pari a zero. Però, ci sono delle strategie che ti permettono di ridurre al minimo le possibilità di fallire.

Una di queste si basa sul sapiente utilizzo di uno strumento: il sondaggio, che ti viene in soccorso quando non hai abbastanza risorse economiche per far svolgere una ricerca di mercato da un’agenzia specializzata o da un freelancer esperto del settore.

Gli obiettivi del tuo questionario dovranno essere:

  • la definizione del contesto di mercato in cui andrai a operare;

  • l’identificazione del tuo target;

  • la segmentazione del tuo pubblico nelle varie tipologie di clienti;

  • l’individuazione del linguaggio da utilizzare per comunicare coi tuoi potenziali clienti e dei canali di comunicazione per raggiungerli;

  • l’individuazione dei canali distributivi attraverso cui il tuo prodotto o servizio raggiungerà la tua clientela;

  • l’identificazione degli elementi utili per stabilire il giusto pricing;

  • la definizione delle caratteristiche necessarie per creare il tuo brand positioning.

In questo post ti spiegherò passo dopo passo come creo e diffondo un questionario, e come analizzo le risposte ottenute in modo che tu possa replicare la mia strategia.

Partiamo!!!

PERCHE’  CREARE UN SONDAGGIO

La maggior parte di coloro che aprono una nuova attività sono convinti di sapere esattamente che cosa vogliono i loro clienti e su questo basano il loro modello di business e il loro business plan.

Dopo un po’ di tempo, però, scoprono una realtà ben diversa e, allora, sono dolori.

Gli affari non vanno come sperato e si dà la colpa ai clienti che non capiscono la qualità del prodotto o del servizio oppure alla crisi, invece, di assumersi le proprie responsabilità e ammettere di avere fatto il passo più lungo della gamba.

Coloro che, al contrario, si mantengono umili sanno benissimo che per prosperare nel mondo del business bisogna capire cosa vuole veramente il cliente, il linguaggio che usa, dove trovarlo e, soprattutto, come e quando contattarlo.

Per ottenere tutte queste informazioni il sondaggio è uno strumento eccezionale che ti evita di fare salti nel buio.

Infatti, quello che imparerai dai tuoi clienti attuali e da quelli potenziali ti permetterà di costruire il tuo prodotto o servizio sulla base dei loro feedback.

In questo modo riduci al minimo i tuoi rischi finanziari.

Tra l’altro questa strategia può essere usata in ogni settore.

Pensa quale marea di informazioni, ad esempio, una pizzeria d’asporto di nuova apertura potrebbe ottenere dai clienti in attesa di ritirare la loro ordinazione.

Oppure, una lavanderia automatica da coloro che attendono di ritirare il bucato.

Tutti dati utili per creare nuovi servizi o per migliorare quelli già in essere.

COME CREARE UN SONDAGGIO

Ci sono vari modi per creare un sondaggio. Quello che prediligo, attualmente, è il metodo ideato da Ryan Levesque, The Ask Method.

A cui, a volte, a seconda delle situazioni applico delle varianti di mia invenzione.

Prima di strutturare le domande stabilisco l’obiettivo o gli obiettivi che voglio raggiungere con la mia indagine.

Ad esempio, il questionario potrebbe avere lo scopo di raccogliere gli indirizzi email di futuri potenziali clienti da inserire nella mia mailing list oppure quello di capire il linguaggio usato dalla potenziale clientela per migliorare il mio modo di comunicare con essa.

La prima domanda che pongo agli intervistati attraverso il modulo di Google (questo è lo strumento che uso di solito, n.d.r.) è la più importante, deve essere a risposta aperta e deve essere accompagnata dall’invito all’intervistato a scrivere il più possibile.

Infatti, più uno scrive, più significa che sente molto forte il problema che lo assilla.

Il testo della domanda n. 1 deve, sempre, essere il seguente:

“Qual è il più grande problema/ostacolo [la più grande sfida] che stai affrontando, attualmente, … ?”.

Se vuoi renderti conto di come costruisco un sondaggio per avere ben chiaro ogni passaggio, visita il questionario che ho sviluppato, di recente, per un progetto, che sto lanciando assieme al mio amico e socio Mauro Manfredi, dedicato a chi come te ha intenzione di aprire un nuovo business.

Lo trovi in fondo alla pagina Prenota il tuo Freemeet.

Se, invece, ti stai chiedendo il perché mi soffermo sui problemi delle persone e non chiedo loro, per esempio, che cosa desiderano, eccoti servita la mia risposta:

  • tutti noi abbiamo bene in mente ciò che non vogliamo mentre quello che desideriamo, se ci fai caso, è sempre molto vago.

Le domande successive alla prima mi servono per segmentare il mio pubblico e quindi saranno, per la maggior parte, a risposta chiusa.

Infatti, cerco di capire se il mio target è composto più da uomini o più da donne, la fascia d’età che maggiormente sente il problema indicato nella prima domanda e tutto quello che mi può essere utile per creare un effetto specchio.

Le informazioni che raccoglierò mi serviranno per modulare le mie successive offerte e la mia comunicazione.

Il mio potenziale cliente dovrà esclamare quando incapperà in un mio contenuto:

“Wow! Questo è proprio quello che sto vivendo in questo momento. Sembra quasi che mi abbia letto nel pensiero. Fammi dare un’occhiata alla soluzione che mi propone”.

Nell’ultima parte del sondaggio chiedo sempre le informazioni di contatto: nome, cognome, email (obbligatori) e numero di telefono/Skype ID (Facoltativo).

Quest’ultimo elemento è molto importante in quanto chi lascia il numero di telefono o il suo Skype ID statisticamente mostra una propensione maggiore ad acquistare i prodotti o servizi che, successivamente, gli vengono proposti.

Per questo motivo lascio libero l’intervistato di darmi questo dato.

UN ESEMPIO CONCRETO

Mettiamo il caso che io sia il titolare di una lavanderia automatica a gettoni desideroso di aumentare il fatturato della mia attività.

Per farlo dovrei sapere qualcosa di più sui miei attuali clienti in modo da creare un’offerta che li spinga ad acquistare di più i miei servizi.

In una situazione del genere strutturerei un questionario con l’obiettivo di capire:

  • qual è il problema principale che incontrano nell’utilizzare il mio servizio di lavanderia;

  • chi sono i miei clienti abituali (turisti, studenti, cittadini extracomunitari etc.);

  • cosa li spinge a utilizzare il mio servizio;

  • se sono più uomini o più donne;

  • quante volte utilizzano il mio servizio in un mese e in che fascia oraria;

  • le fascie di età dei miei clienti.

Per invogliare i clienti a compilare il sondaggio darei in cambio un buono sconto valido per un lavaggio.

Costruirei, inoltre, una landing page apposita dove far atterrare il mio cliente per catturare il suo indirizzo email.

In pratica per ottenere il coupon il cliente dovrebbe accedere al sito lasciare: Nome, Cognome e il suo migliore indirizzo email.

A questo punto gli invierei una mail col link al sondaggio.

Una volta completato il questionario gli spedirei una seconda mail, di ringraziamento, col codice sconto valido per un lavaggio.

Tutta questa strategia, oltre a farmi conoscere meglio il mio target, mi permetterebbe di raccogliere gli indirizzi mail dei miei clienti che potrei sfruttare per fare lead nurturing.

Ciò è la dimostrazione di quanto questo strumento sia versatile e possa permetterci di raggiungere un obiettivo primario (la conoscenza della clientela in vista della creazione di un servizio di upsell o downsell oppure cross-sell) e un obiettivo secondario (la mail del cliente per aumentare il suo Life Customer Value).

DOVE DIFFONDERE IL SONDAGGIO

Per essere un test statisticamente significativo al questionario dovranno partecipare almeno 100 persone.

Per questo motivo bisognerà lasciarlo online almeno 90 giorni e sfruttare i social per diffonderlo.

Il social che più si presta a questa attività è senz’altro Facebook.

Infatti, i suoi gruppi tematici sono l’ambiente ideale per diffondere un questionario.

Attenzione, però, non in tutti i gruppi è permesso postare sondaggi.

Quindi ti consiglio di leggere sempre attentamente i loro regolamenti oppure di chiedere al suo amministratore l’autorizzazione.

Anche la tua mailing list, se in linea con l’argomento del sondaggio, può essere sfruttata per raccogliere le informazioni che ti interessano.

Un’altra possibilità è quella di creare un’apposita landing page su cui mandare del traffico sponsorizzato.

In quest’ultimo caso potrai prevedere di dare una piccola ricompensa a tutti coloro che termineranno il questionario in modo da incentivarli a farlo.

LO SCORE

Una volta raccolte tutte le risposte, solitamente, creo un file Excel su Drive (con il modulo Google è un gioco da ragazzi; infatti, basta cliccare sull’apposito bottone verde presente nel modulo dove sono raccolte le risposte per esportarle con tutte le relative domande su di un foglio di calcolo, n.d.r.) allo scopo di elaborare uno score che mi permetta di individuare le risposte più significative da analizzare per trarne i dati idonei a farmi raggiungere i miei obiettivi.

Per prima cosa nella riga n. 1, dopo l’ultima delle domande importate, creo le colonne Lunghezza, Moltiplicatore e Score, che mi serviranno per assegnare un punteggio a ogni utente che ha terminato il sondaggio.

Più è alto il punteggio, più l’intervistato sarà preso come punto di riferimento per le successive analisi dei dati.

Score

Score

Per ottenere i numeri che vedi nell’immagine qui sopra uso le seguenti formule:

Lunghezza

=LUNGHEZZA(B2)

Una volta salvata la formula in una casella ti basterà trascinarla lungo tutta la colonna per applicarla a tutte le caselle e sapere quanti caratteri sono stati utilizzati da ciascun intervistato per rispondere alla prima domanda.

Moltiplicatore

=SE(AC2=” ” ; 1 ; 1,5)

Questa formula permette di assegnare un punteggio di 1,5 a chi lascia il numero di telefono o lo Skype ID e di 1 a chi lascia la casella vuota.

Anche in questo caso la formula potrà essere applicata a tutta la colonna del Moltiplicatore semplicemente trascinandola.

Score

=AF2*AG2

Questa formula calcola il punteggio da assegnare a ogni intervistato.

Ovviamente, trascinandola per tutta la colonna Score l’applicherai a tutte le caselle che compongono la suddetta.

CONCLUSIONI

Se vuoi capire come aprire un’attività senza perdere tempo e denaro, puoi sfruttare lo strumento del sondaggio seguendo la metodologia Ask.

Questo ti permetterà di entrare nella testa del tuo potenziale cliente e carpirne:

  • informazioni utili per sviluppare il tuo prodotto o servizio oppure per innovare il tuo processo;

  • il linguaggio utile per comunicare al meglio col proprio target;

  • i canali più utili per raggiungere il proprio pubblico con i messaggi desiderati;

  • e molto altro ancora.

Una volta raccolte tutte le risposte dovrai semplicemente riportarle su di un foglio di Excel in modo da poter attribuire a ogni intervistato un punteggio.

Questo ti permetterà di analizzare solo le risposte più significative, cioè quelle con lo score più alto.

Se hai ancora qualche dubbio, qui trovi un esempio di questionario che assieme al mio amico e socio Mauro Manfredi ho realizzato per le attività in via d’apertura.

Per ulteriori chiarimenti lascia un commento qui sotto. Sarà mia premura risponderti il più presto possibile.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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Federico

Taskomat – Il CRM per freelancer e liberi professionisti

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò del nuovo CRM/ERP che ho iniziato a utilizzare il 6 febbraio 2018: Taskomat, che nel momento in cui esce questa recensione è in fase Open Beta.

Ciò vuol dire che potresti trovare il tool leggermente modificato rispetto a quello che descriverò ora.

Comunque, non ti preoccupare poiché aggiornerò di frequente questo post in modo da rimanere allineato con tutte le implementazioni del prodotto e fornirti una guida pratica all’utilizzo dello strumento.

Questo SaaS (software as a service, n.d.r.), il cui uso è molto intuitivo, è stato realizzato, nello specifico, per freelancer e liberi professionisti, e permette di gestire l’anagrafica clienti, di creare preventivi e fatture, di organizzare il flusso di lavoro di ogni singolo progetto su cui si lavora e di verificare attraverso i grafici le proprie performance.

Il fatto di riunire in un unico tool tutte queste funzioni, che di solito sono suddivise tra più software, è, a mio avviso, una grande comodità.

Inoltre, poiché è un servizio in cloud l’utente può utilizzarlo su diversi dispositivi e da ogni luogo.

Un vero e proprio plus per i nomadi digitali.

COME FUNZIONA

La prima cosa che devi fare è quella di registrarti sul sito dell’applicazione.

Per farlo basta compilare l’apposito form, ma lo si può fare anche tramite Facebook o G+.

Una volta che ti sei registrato arriverai al pannello di controllo.

Per prima cosa ti consiglio di accedere al tuo profilo (clicca sull’icona colorata posta sull’estrema destra, n.d.r.).

Taskomat2.0

Taskomat – Particolare del pannello di controllo

Da qui, infatti, potrai modificare la lingua predefinita poiché di default Taskomat è configurato in inglese.

Taskomat 2

Taskomat – Dettaglio della sezione da cui configurare la lingua predefinita

Una volta compiuta questa operazione e dopo aver compilato le informazioni di fatturazione che ti permetteranno di emettere fattura nei confronti dei tuoi clienti, potrai creare la tua anagrafica clienti oppure l’elenco dei tuoi progetti.

Un’ultima cosa, prima di passare, a vedere più nel dettaglio come poter organizzare  al meglio il proprio lavoro con questa applicazione:

  • L’icona con la lettera ” i ” fa accedere all’Help Center dove troverai una breve guida all’utilizzo e la sezione FAQ (per ottenere aiuto, risolvere problemi particolari o segnalare dei bug usa, invece, il bottone azzurro col simbolo del fumetto in basso a destra, n.d.r.).

  • L’icona con l’immagine della campana ti porta all’area delle notifiche.

  • L’icona con la coppa ti introduce alla VIP Championship (una gara tra i beta tester che mette in palio l’utilizzo gratuito, a vita, del servizio, n.d.r.).

PRIMI PASSI

Il cuore dell’applicazione è la Dashboard che è suddivisa in quattro quadranti: redditività, gestione del tempo, carico di lavoro giornaliero e documenti in attesa.

Taskomat - Dashboard

Taskomat – Pannello di controllo

Per iniziare a lavorare con questo strumento ti basterà andare nella sezione Progetti e cliccare sul bottone Crea Progetto, ti apparirà una finestra grazie alla quale potrai denominare il progetto e collegarlo a un cliente. 

Dopodiché recati nella sezione Workflow. Lì si concentra il flusso delle Work Unit, cioè il lavoro che devi fare.

Ogni nostro progetto di lavoro, infatti, può essere scomposto in un certo numero di operazioni coerenti tra di loro da eseguirsi in modo sequenziale.

Dapprima, le Work Unit verranno riunite nella sezione Non Pianificate che raccoglie tutti i lavori da svolgere per portare a termine un progetto.

Dopo che avrai creato i task relativi ad ogni singola Work Unit essa si sposterà nella sezione Pianificate.

Per creare un task ti basterà cliccare sull’icona azzurra a forma di occhio posta sulla relativa etichetta.

Fatto ciò apparirà una finestra che ti permetterà di eseguire l’azione desiderata.

Una volta scomposta ogni singola Work Unit in task e pianificato la loro esecuzione sei pronto per registrare le tue performance.

N. B.: per modificare o eliminare una Work Unit o un task clicca sui tre punti azzurri, si aprirà una finestra dalla quale potrai effettuare l’azione desiderata (v. immagine sottostante).

Icona Modifica-Elimina

Dettaglio dell’icona

IL PLANNER

A questo punto non ti resterà che recarti ogni giorno nella sezione Planner e far partire il timer relativo all’attività che devi svolgere in quel momento.

Questa semplice azione protratta nel tempo ti permetterà di migliorare la tua produttività.

Infatti, una volta che avrai compreso bene quanto tempo effettivamente ti occorre per completare determinati task potrai migliorare la pianificazione dei tuoi lavori risultando, al contempo, più efficace ed efficiente.

Io, ad esempio, mi sono stupito nel vedere come sovrastimavo il tempo per compiere alcuni task e sottostimavo quello per svolgerne altri.

Il fatto che non mi fossi mai preso la briga di tracciare il tempo dedicato al compimento di alcune operazioni mi aveva indotto in errore ma grazie a Taskomat, adesso, so quanto impiego per eseguirle.

La qual cosa mi permette di organizzare meglio le mie giornate di lavoro aumentando la mia produttività.

CONCLUSIONI

Taskomat è un tool all-in-one che permette al freelancer o al libero professionista che lo utilizza di gestire l’anagrafica clienti, creare preventivi e fatture, e cosa ancora più importante di migliorare le sue prestazioni, proprio come fa un atleta che si allena per le Olimpiadi.

Utilizzarlo è molto semplice. La curva di apprendimento è veloce e dopo che avrai capito tutti i vantaggi che ciò comporta non potrai più farne a meno.

Essendo ancora in fase beta chi lo utilizza, grazie alla VIP Championship, ha la possibilità di poterlo utilizzare gratis per tutta la vita se raggiungerà i 1000 punti entro il 30 aprile 2018.

Se non riuscirai a diventare un VIP User, potrai comunque usufruire del servizio con uno sconto, a vita, dell’80% sul prezzo finale che è di € 15,00 al mese. Fare il Beta Tester conviene. Affrettati!

Tra l’altro, accumulare punti è abbastanza facile.

Per scoprire come fare corri a registrati cliccando qui.

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Federico 

RECENSIONE AGGIORNATA AL 14-03-2018

[Lettura Consigliata]: Formula Infoprodotto

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di uno degli ultimi libri che ho letto.

S’intitola Formula Infoprodotto ed è stato scritto da Tiziano Valentinuzzi, allievo del compianto Italo Cillo e della cui creatura Cerchia Ristretta, il programma più famoso, in Italia, sull’Internet marketing, ha preso la guida.

Il libro è un manuale pratico che ti prende per mano e ti porta a:

  • trovare la tua nicchia;

  • creare la tua autorevolezza online dando valore ai tuoi follower;

  • costruire il tuo infoprodotto e a venderlo.

Non tutti, però, possono fare infomarketing poiché, come dice l’autore, se non sai parlare né scrivere abbastanza bene in italiano è meglio che lasci perdere.

Infatti, butteresti via sia tempo che denaro.

Inoltre, non pensare che questo genere di attività ti permetta di guadagnare online senza fare nulla.

La verità è che potrai guadagnare bene liberando il tuo tempo.

Quanto bene, però, dipenderà dalla nicchia in cui hai scelto di operare, dalla concorrenza presente sul mercato, dalla tua determinazione e dal tuo costante impegno.

Fatta questa importante e doverosa premessa ti invito a leggere la mia recensione.

Buona lettura!

* * *

A PROPOSITO DELL’AUTORE

Tiziano Valentinuzzi, classe 1972, nel 2010 incontra Italo Cillo e la sua Cerchia Ristretta da qui inizia il suo percorso nel mondo del web marketing.

In poco tempo pubblica i suoi infoprodotti che riscuotono subito grande successo, suo il sito casavastu.it (il Vastu è una disciplina indiana simile al Feng Shui, n.d.r.) e lo portano a lavorare come consulente marketing per esperti di varie nicchie con siti ad alto traffico.

Nel 2014 Italo Cillo lo chiama per rifare dalle fondamenta Cerchia Ristretta designandolo in questo modo come suo naturale successore.

A PROPOSITO DEL LIBRO

Formula Infoprodotto è un manuale pratico che guida il lettore nella costruzione del proprio infoprodotto.

Come ben saprai, l’infomarketing cioè la vendita di informazioni o conoscenza via Internet in modo semiautomatico è il trend del momento. Secondo solo alla moda del Bitcoin.

Cinque sono i pilastri su cui si basa il processo creato dall’autore:

  • Individua

  • Raccogli

  • Offri

  • Attira

  • Dialoga

Questi cinque elementi attivati nel giusto ordine ti permottono di realizzare un infoprodotto che genera profitti.

Il primo pilastro è quello che permette all’infomarketer di individuare il suo cliente ideale.

In questa fase è importante scegliere la nicchia di mercato da aggredire e identificare uno o più avatar, ovvero i modelli di persone a cui ci si rivolgerà parlando come se ci si trovasse in una riunione tra vecchi amici.

Il secondo è focalizzato sulla strutturazione di tutti quegli elementi che servono per creare la propria mailing list.

Il terzo pilastro ha il suo fulcro nella Pagina di Vendita. In questa fase l’abilità consiste nel riuscire a vendere senza vendere.

Nel libro, tra le altre cose, ci sono indicazioni precise su come costruire delle Pagine di Vendita vincenti.

Il quarto si preoccupa di generare traffico verso la nostra Landing Page.

A questo punto del libro vengono spiegate le varie fonti di traffico, vengono chiarite le differenze tra i due tipi di domanda (consapevole e latente, n.d.r.) che si deve intercettare e suggeriti i modi per farlo.

Infine, il quinto pilastro quello più importante cioè il dialogo che pervade tutti gli step precedenti.

CONCLUSIONI

Formula Infoprodotto di Tiziano Valentinuzzi edito da Uno Editori e con l’introduzione di Max Formisano è un libro che chi ha intenzione di dedicarsi all’infomarketing in modo etico deve leggere assolutamente.

Una volta studiato, però, bisognerà impegnarsi nell’applicare tutti i suggerimenti che vi si trovano con determinazione e costanza.

Solo in questo modo si potrà sperare di ottenere dei risultati concreti.

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Federico

Streak – Il CRM per Gmail

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di Streak, il CRM per Gmail.

Se, per caso, utilizzi per lavoro il servizio di posta elettronica di Google questo è lo strumento ideale per gestire il flusso di email che scambi con clienti, colleghi, collaboratori, partner e fornitori.

Questa estensione di Chrome è il classico servizio freemium.

Infatti, a un piano base gratuito denominato “Personal”, si affiancano due piani a pagamento: “Professional” ed “Enterprise”.

Il bello di Streak è che permette di ricostruire tutto lo scambio di messaggi intercorso tra te e il tuo interlocutore senza dover perdere tempo nell’andare a ricercare ciò che t’interessa in un mare magnum di email.

Inoltre, grazie al suo sistema di tracciamento potrai vedere se e quando una mail da te inviata è stata aperta e anche con quale dispositivo è stata letta.

Il sistema di tracciamento

Nelle versioni a pagamento vi è, tra le altre cose, la possibilità di calendarizzare meeting e task salvandoli direttamente su Google Calendar, tenere traccia delle telefonate e delle note prese durante gli incontri di lavoro avvenuti di persona col contatto, stabilire delle deadline o affidare compiti a colleghi e collaboratori.

In questo modo si può facilmente avere il pieno controllo delle comunicazioni che avvengono tra tutte le parti in gioco, consultare le note relative a ogni singolo meeting, sapere chi deve occuparsi di un determinato task e per quando tale compito dovrà essere portato a termine al fine di completare il progetto che si sta seguendo.

Inoltre, una volta finito il tutto si avrà uno storico del lavoro svolto.

Ciò detto, una delle funzioni, a mio avviso, più interessanti tra quelle messe a disposizione e che è presente anche nella versione gratuita, è quella che permette l’invio di una mail a un gruppo di contatti avendo la possibilità di personalizzare alcuni campi del testo del messaggio come, ad esempio, quelli di nome e cognome.

Mass Mail/Mail Merge

Mass Mail/Mail Merge

Un ulteriore vantaggio di questa soluzione consiste nel fatto di poter gestire la relazione coi propri contatti da un unico luogo, cioè senza dover ogni volta passare da un CRM esterno a Gmail, il che comporta un grosso risparmio di tempo e una bella comodità.

A questo si deve aggiungere una comoda app per Android e IOS che consente di avere sempre a portata di mano questo CRM.

COME FUNZIONA STREAK

Una volta che si è caricata su Chrome l’estensione di Streak bisognerà entrare dentro al proprio account di Gmail e attivarla.

Fatto ciò, si dovrà creare la propria pipeline (gasdotto/conduttura, n.d.r.), cioè il percorso lungo il quale dovrà procedere la “Box” (una scatola virtuale dove sono contenuti lo scambio di messaggi, i task e le annotazioni relative a ogni singolo contatto, n.d.r.).

Nel farlo potrai avvalerti dei modelli già predisposti oppure utilizzare l’opzione “Blank” che ti permette di customizzare la pipeline per renderla più adeguata alle tue esigenze.

Pipeline

Un esempio di pipeline

Subito dopo che avrai effettuato la tua scelta ti verrà chiesto se vuoi tenerla privata o condividerla con i membri del tuo gruppo di lavoro.

Dopo aver effettuato quest’ultimo passaggio il CRM è pienamente operativo.

A questo punto, ti consiglio di studiare bene a tavolino la procedura che vuoi monitorare con Streak per capire da quanti step è composta.

Ciò faciliterà la denominazione delle varie fasi che la compongono.

Una volta che avrai concluso la fase di denominazione di ogni singolo passaggio da cui è composto il tuo processo interno ti basterà cliccare sull’icona di Streak che appare accanto a ogni email dentro alla tua Inbox, dare un nome al nuovo “Box” e, successivamente, scegliere la pipeline in cui inserirlo.

Dopo che il “Box” è stato inserito nel percorso da te selezionato ti basterà spuntare la casella di check accanto alla sua etichetta per spostarlo nella fase della procedura in cui si trova, in quel momento, il contatto con cui ti stai relazionando.

Tutto è molto facile e intuitivo ma, comunque, il sito web dell’azienda ha un blog ricco di suggerimenti su come sfruttare al meglio questo CRM.

CONCLUSIONI

Streak, il CRM per Gmail, è uno strumento che devi assolutamente utilizzare se usi per lavoro il servizio di posta elettronica di Google.

Infatti, ti permette di:

  • tenere sotto controllo il flusso di comunicazioni con clienti, collaboratori, partner e fornitori;
  • tracciare le mail e vedere se sono state aperte;
  • inviare una mail a un gruppo di contatti personalizzando alcuni campi all’interno del corpo del messaggio che verrà inviato come, ad esempio, quelli di nome e cognome.

Già nella versione gratuita di base, questo prodotto freemium, grazie alle diverse funzioni che ti mette a disposizione, ti consente di gestire in modo ordinato ed efficiente lo scambio di comunicazioni che normalmente avvengono tra te e tutte le parti coinvolte nella realizzazione di un progetto.

Tutto ciò si traduce in un grosso risparmio di tempo e in una grande comodità.

In più grazie all’immancabile app potrai avere sempre con te questo utile strumento.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter, “Fai Decollare Il Tuo Business!“, in cui pubblico consigli utili per coloro che vogliono aprire una nuova attività che sia solida e sostenibile nel tempo oppure per chi ce l’ha già e, semplicemente, vuole rilanciarla o vuol far crescere il suo fatturato.

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[Lettura Consigliata]: Zero Concorrenti

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di un libro che ogni imprenditore e libero professionista dovrebbe studiare.

Il testo di cui parlo è Zero Concorrenti di Marco De Veglia, il più grande esperto italiano di brand positioning, l’uomo che ha contribuito, con le sue competenze, a portare al successo diversi imprenditori.

Un nome fra tutti: Alfio Bardolla.

Sua, ad esempio, l’idea del maglione arancione che ha reso estremamente riconoscibile quest’ultimo.

Buona lettura!

* * *

ZERO CONCORRENTI

Questo libro è suddiviso in sei capitoli ed è un manuale pratico rivolto alla media, piccola e micro impresa italiana.

Infatti, il suo autore dopo aver appreso il brand positioning direttamente da coloro che hanno gettato le fondamenta di questa disciplina, Al Ries e Jack Trout (in fondo al testo trovi un’intervista fatta a quest’ultimo da Marco De Veglia in vista della pubblicazione di Zero Concorrenti, n.d.r.) e averlo applicato in vari contesti per oltre venticinque anni, negli ultimi quattro si è dedicato, esclusivamente, ai piccoli imprenditori italiani.

Questo vuol dire che quello che apprenderai studiando questo libro è calibrato per il nostro contesto socio-economico dove il 95% delle imprese sono medie, piccole o micro.

Anche gli interessanti casi di studio analizzati nell’ultimo capitolo sono tutti tratti dal nostro attuale contesto e ti permetteranno di capire i giusti passi per applicare il brand positioning alla tua attività.

Ma andiamo con ordine.

Come dicevo poc’anzi il libro è suddiviso in sei capitoli.

I primi quattro sono dedicati a spiegare che cos’è il brand positioning.

Il primo capitolo ti dà le basi del brand positioning e spiega perché è così importante per il business.

Il secondo è dedicato al rapporto tra il brand positioning e il marketing.

Il terzo mette a confronto il brand positioning e il personal branding.

Il quarto mostra come un uso corretto di questo strumento permette alla piccola media impresa italiana di azzerare la concorrenza e di assumere la leadership di mercato.

Il quinto insegna come applicare al proprio contesto la “Brand Positioning Formula”. È un capitolo molto pratico che spiega in modo semplice la sequenza di azioni che si devono mettere in opera per realizzare il proprio brand positioning.

Il sesto, come ho già detto, è dedicato ai casi di studio.

Qui ti consiglio di soffermare la tua attenzione sulle “case history” di: SilenzioCasa, Atum, Fidagel e Camperis.

A questo punto, mio caro lettore, ti chiederai: “Ma che cos’è il brand positioning e perché è così importante che io lo applichi al mio business?”

Il brand positioning è la strategia che porta alla creazione di quel messaggio che differenzia il proprio prodotto da quello dei concorrenti posizionandolo nella mente del potenziale cliente come la prima scelta per una determinata categoria di prodotto.

La nostra mente è limitata, odia la confusione e non vuole cambiare idea.

Ecco, perché è indispensabile applicare le strategie che si trovano in questo libro alla propria attività se si vuole far emergere il proprio brand dal mare magnum delle informazioni pubblicitarie che la bombardano ogni giorno cercando di catturare la sua attenzione.

La formula ideata da Marco De Veglia si basa su quattro step.

  1. Analisi del contesto competitivo

  2. Idea differenziante

  3. Validazione dell’idea differenziante

  4. Creazione del brand positioning statement

L’autore non solo insegna come realizzare quanto sopra, ma fa vedere come ha applicato su un suo cliente la sua “Brand Positioning Formula”.

Questo passaggio è molto utile per fissare nella mente del lettore le varie azioni che dovrà compiere.

CONCLUSIONI

Zero Concorrenti di Marco De Veglia è un testo che non può mancare nella libreria di un imprenditore, un consulente o un libero professionista.

Il marketing è una guerra per conquistare le menti dei consumatori che basa il suo successo non sulla realtà dei fatti, ma sulle percezioni dei consumatori.

Emblematica, a questo riguardo, la vicenda delle due birre brasiliane Antarctica e Brahma riportata a pag. 95 del libro che dimostra come un’ottimo brand positioning statement basato sull’idea differenziante de “il numero uno” possa ribaltare una data situazione.

Nel volume l’autore, oltre a identificare i tre tipi di idee differenzianti alla base di un brand positioning vincente, spiega quali idee non sono per nulla differenzianti come, ad esempio, l’idea del prezzo basso (una iattura che molto spesso è l’anticamera del fallimento poiché erode i margini delle aziende, n.d.r.) oppure quella della qualità del prodotto.

Infatti, in quest’ultimo caso se non sei un profondo conoscitore del prodotto che vai ad acquistare, come fai a determinarne la qualità?

Ciò detto, se dopo aver letto questa mia breve recensione, mio caro lettore, non sei ancora convinto riguardo all’importanza di acquistare e studiare questo libro, ti lascio meditare su quest’ultima affermazione: in Italia poche imprese conoscono e applicano correttamente il brand positioning, quindi se tu farai tue queste conoscenze e le applicherai correttamente, sbaraglierai facilmente tutti i tuoi concorrenti.

Da ultimo, voglio ricordarti che a supporto del libro vi è un sito dedicato e un gruppo su Facebook dove imprenditori, consulenti e liberi professionisti s’incontrano ogni giorno per discutere dell’argomento e approfondire la materia sotto la vigile e partecipe direzione di Marco De Veglia.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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[Lettura Consigliata]: Il Libretto Giallo del Sì!

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di un altro dei libri che fanno parte della mia “speciale” libreria personale, cioè quella composta dai testi che rileggo ogni anno per motivarmi nella mia scalata al successo.

Si tratta de Il Libretto Giallo del Sì! di Jeffrey Gitomer, venditore, scrittore di successo, creativo, coach, consulente e trainer internazionale.

L’autore è un esperto di comunicazione persuasiva che ha scritto più di 15 volumi dedicati alla gestione delle vendite e ha avuto clienti del calibro di: BMW, Coca Cola, A. C. Nielsen, Financial Time e Hyatt Hotels.

Oggetto del testo è l’atteggiamento mentale, cioè il dialogo interiore che ognuno di noi ha quotidianamente con se stesso, che deve essere adottato da chi vuole avere successo e realizzarsi nella vita.

Gitomer definisce questo tipo di atteggiamento: l’atteggiamento Sì!

L’ATTEGGIAMENTO MENTALE

Inutile farsi illusioni! Se si vuole vincere nella vita, bisogna assumere un atteggiamento mentale ultrapossibilista.

Tutto il resto sono chiacchiere da bar.

Se ti piangi addosso, non otterrai mai niente.

O meglio, forse, otterrai la compassione e la comprensione delle persone che ti stanno vicino.

Ma con queste non andrai mai molto lontano.

Ci sono persone che amano crogiolarsi nel piagnisteo e nel “Non è colpa mia…”, perché così si deresponsabilizzano.

Hanno sempre “Saturno contro”, dicono.

E grazie a ciò possono rimanere nella loro “Comfort Zone”.

Ecco, se rientri in questa categoria, ma vuoi riuscire a sottrarti al tuo personale “Triangolo delle Bermuda della sfiga” questo libro fa per te.

Poiché ti aiuterà a riprogrammare il tuo modo di pensare.

Ovviamente, come dice lo stesso autore questa trasformazione richiederà del tempo.

Quanto?

Beh, questo dipenderà da te.

Più ti impegnerai e prima otterrai l’atteggiamento Sì!

Questo è il premio che si raggiunge alla fine del percorso indicato da Gitomer. Un atteggiamento ultrapossibilista che ti fa scorgere le opportunità anche nei momenti più bui della vita.

E l’autore, come dice nel libro, ne ha avuti diversi.

Ricordati sempre che l’atteggiamento positivo è alla base di ogni impresa di successo sia sul lavoro che nel privato.

Esso viene da dentro e non dipende da ciò che ti capita intorno.

Di conseguenza, nella vita l’atteggiamento giusto è tutto.

Gitomer nel libro delinea un metodo che dovrà essere applicato ogni giorno perché ci vuole molta costanza per invertire la rotta e mutare l’atteggiamento che si è costruito lungo il corso della propria esistenza.

Quindi, non basta leggere o studiare questo libro per ottenere l’atteggiamento Sì!

Ma c’è bisogno di fare delle azioni concrete che col tempo porteranno al risultato sperato.

Questa è una caratteristica insita in tutti i libri che si occupano di sviluppo personale.

Se non agisci, non ottieni.

E ciò vuol dire mettere in atto gli insegnamenti tratti da questi manuali con costanza.

Se a un certo punto del cammino, non vedendo i risultati sperati, smetterai di applicarti allora non raggiungerai il tuo obiettivo.

Come nell’attività sportiva l’allenamento vero inizia nel preciso istante in cui vorresti gettare la spugna, così è anche nel percorso di crescita personale.

LE COSE DA EVITARE

Per conquistare un atteggiamento Sì! ci sono alcune cose da evitare come la peste, ad esempio:

  1. Le persone lamentose.

  2. I notiziari e i giornali. Sono un concentrato di negatività e pessimismo. Ricerca solo le notizie economiche che possono esserti utili nello sviluppo del tuo business.

  3. I film violenti o con storie tristi.

Queste e altre situazioni negative, infatti, inibiscono la creatività.

Mi spiego meglio.

Sicuramente, ti sarà capitato di litigare con una persona e di non averle dato le risposte che si meritava.

Risposte che ti sono venute in mente solamente una volta finito il litigio.

Questo semplice esempio ti dimostra chiaramente come la negatività blocca la creatività, che riprende ad agire una volta che è ritornata una situazione di calma emotiva.

LA REALIZZAZIONE

L’atteggiamento Sì!, così come l’atteggiamento positivo, è alla base della realizzazione dell’individuo.

Ciò non vuol dire avere successo.

Ci sono moltissime persone di successo, infelici poiché non sono realizzate.

“La realizzazione è uno stato di grande felicità interiore combinata con l’amore per ciò che fai e l’orgoglio della riuscita: lo splendore interiore della fiducia in se stessi che crea un’aura esterna di pace e serenità”, scrive Gitomer.

CONCLUSIONE

Il Libretto Giallo del Sì! è un libro motivazionale di circa 200 pagine di facile lettura. Gitomer ha uno stile scorrevole e ironico che facilita l’acquisizione delle nozioni che vuole trasmettere al lettore.

I suoi insegnamenti sono “terra a terra” ed è per questo che molti non riescono ad applicarli.

Io ci sono riuscito e ne ho ottenuto un indubbio beneficio.

Spero che ci riuscirai anche tu.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico