Kadett: l’hotel di Rimini 3 stelle a pensione completa che ti fa sentire come a casa

Kadett: l’hotel di Rimini 3 stelle a pensione completa che ti fa sentire come a casa

Hotel Kadett

Scegliere un hotel di Rimini 3 stelle a pensione completa come il Kadett significa non rinunciare al comfort e ad un servizio di qualità per il proprio soggiorno.

L’Hotel Kadett si trova a Miramare di Rimini e vanta di una posizione ottimale: 80 metri dal mare, a due passi dalla spiaggia, godendo di una posizione strategica e centrale ma tranquilla e facilmente raggiungibile.

E’ importante la scelta della posizione della struttura per la propria vacanza, soprattutto, se si ha intenzione di muoversi durante le giornate, visitare le città vicine e i tanti intrattenimenti che propone la riviera.

Miramare, infatti, si trova esattamente a metà strada tra Rimini e Riccione, è una località in cui sono presenti tanti ristoranti e locali, comoda e facile da raggiungere, esaudisce le necessità di ogni target.

Un’offerta da non perdere dell’hotel di Rimini 3 stelle è la pensione completa che grazie al calore e all’accoglienza della famiglia che gestisce la struttura, offre un soggiorno indimenticabile. La famiglia che gestisce l’hotel tramanda la proprietà di generazione in generazione da oltre 60 anni, e nel tempo ha saputo adeguare i propri servizi alle esigenze dei loro ospiti, dove cortesia e attenzione ai dettagli sono sempre al primo posto per offrire una vacanza a Rimini economica ma con tutti i servizi di un ottimo hotel 3 stelle vicino al mare.

I servizi eccellenti offerti dall’Hotel Kadett vengono scelti soprattutto dalle famiglie con i bambini, poiché l’hotel dispone di un’organizzazione efficiente per tutti coloro che vogliono far divertire i figli o i nipoti ma anche godersi momenti di relax. L’animazione dell’hotel, infatti, rende il soggiorno anche per i più piccoli un magico mondo in un villaggio vacanze, ricco di divertimenti che saprà stupire ogni ospite.

La cucina, soprattutto, per chi sceglie la formula dell’hotel di Rimini 3 stelle a pensione completa sarà una sorpresa che soddisferà ogni gusto. Al ristorante dell’Hotel Kadett si potrà gustare la vera cucina romagnola, dove gusto, sapore e tradizione si intrecciano in qualcosa di sublime. Il buffet degli antipasti, soprattutto quello di pesce, rigorosamente fresco, è quello che caratterizza l’hotel, per non parlare della “Serata Romagnola” che viene organizzata tutte le settimane con prodotti tipici regionali e golosissime sorprese.

L’hotel di Rimini 3 stelle a pensione completa vi aspetta non solo con le offerte per la stagione estiva, ma durante tutto l’anno per accogliervi come se foste a casa vostra. Cortesia, ambienti curati, attenzione ai dettagli sono gli ingredienti che faranno della tua vacanza a Rimini, un’esperienza davvero speciale.

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Hotel 3 stelle a Viserba di Rimini: scegli il Tritone per la tua vacanza, sarà come sentirsi a casa!

Hotel 3 stelle a Viserba di Rimini: scegli il Tritone per la tua vacanza, sarà come sentirsi a casa!

Non è mai troppo presto per pensare alle vacanze estive ed è importante scegliere per tempo la struttura giusta in modo da usufruire dei maggiori vantaggi e delle offerte più favorevoli .

Per una soluzione che soddisfi le esigenze delle famiglie e non solo, per tutti coloro che vogliono trascorrere la propria vacanza in una zona tranquilla all’insegna del relax, consigliamo un Hotel a 3 stelle a Viserba di Rimini: l’Hotel Tritone  che è ideale per chi ama essere vicino al mare.

L’Hotel 3 stelle sul lungomare di Rimini vanta di un’ottima posizione, strategica per le giornate estive più affollate poiché è situato di fronte alla spiaggia, per una vacanza indimenticabile con la comodità di raggiungere il mare semplicemente attraversando la strada.

Questa vicinanza al mare permette ad ognuno di poter realizzare il sogno di una vacanza al mare, anche chi con le sue disabilità fa fatica a muoversi. L’Hotel Tritone, infatti, ha tutti i servizi dedicati alle persone che hanno bisogno di qualche attenzione in più, sia a livello di spazi che di organizzazione. Raggiungere il mare è facilissimo, bastano pochi passi, e una volta arrivati in spiaggia, ci sono tutte le attrezzature necessarie e i servizi per rendere il più confortevole possibile anche questo tipo di vacanza.

Si trova vicino alle zone di interesse principali. Infatti, è facilissimo raggiungere il centro storico di Rimini in pochi minuti di macchina, in cui non può mancare una passeggiata tra le vie dei negozi e le piazze e i monumenti tipici di un antico foro romano.

Rimini, porta come simboli della città l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio, unico ponte romano ancora transitabile in Europa .

Rimini rappresenta oggi la capitale dell’ospitalità, divertimento ma anche cultura. Una meta amata a tutte le età e perfetta per ogni target: i giovani che amano i locali e il divertimento, gli anziani che amano le passeggiate sul lungomare e le famiglie che non possono rinunciare ai perfetti servizi forniti in questa zona.

L’Hotel 3 stelle di Viserba vanta di camere vista mare con una visuale meravigliosa al tramonto e al mattino al risveglio.

Soggiornare all’Hotel Tritone è come sentirsi a casa, un ambiente molto accogliente e famigliare, ed è proprio questo uno dei vantaggi della struttura.

Il ristorante dell’Hotel 3 stelle di Rimini ha una meravigliosa vista mare e ogni giorno delizia i suoi ospiti con le specialità del territorio e due ricchi menù sia di carne e pesce, insieme ad un ricco buffet di prodotti tipici e verdure fresche.

L’Hotel Tritone offre il migliore comfort e tariffe convenienti in tutti i periodi dell’anno.

La riviera adriatica è una terra meravigliosa per trascorrere una vacanza al mare, soprattutto nei periodi estivi, e l’Hotel 3 stelle di Viserba farà al caso vostro!

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Oggi, mio caro lettore, parte un esperimento che cambierà un poco il volto di questo blog.

Se mi stai seguendo da molto tempo avrai notato che la maggior parte degli articoli da me pubblicati parlano di:

  • persone che hanno realizzato o stanno realizzando un loro sogno;

  • strumenti, idee e soluzioni per coloro che vogliono crearsi una propria attività o rilanciarla;

  • argomenti connessi ai social network e alla comunicazione via web.

Da oggi, però, accanto a questo tipo di articoli troverai dei post decontestualizzati.

Di recente, infatti, mi è stato chiesto da un mio conoscente che opera nell’ambito del marketing turistico se potevo mettergli a disposizione il mio spazio per dei guest post volti a promuovere delle attività turistiche.

Ho accettato subito la sua proposta poiché lusingato dal fatto che questo blog abbia attirato la sua attenzione e perché in passato avevo già parlato di argomenti legati all’ambito turistico in due articoli che hanno riscosso un certo successo tra coloro che mi seguono.

Personalmente, credo molto nel turismo. Se sfruttato con saggezza potrebbe, a mio giudizio, trasformarsi nel “petrolio” italiano e fare da volano per la crescita dell’Italia intera, ed essendo un settore “labour intensive” decollando darebbe sollievo alla grande fame di posti di lavoro che oggi colpisce il nostro Paese.

Ovviamente, non ho concesso il mio spazio gratis, bensì ho chiesto una donazione che servirà per sviluppare un progetto di cui ti parlerò presto.

Ecco perché, di tanto in tanto, troverai dei post recanti, a fine articolo, la dicitura: SPONSORIZZATO.

Mi è sembrato corretto, mio caro lettore, avvisarti di ciò, prima di ringraziarti per la fiducia che mi hai accordato ed il tempo che mi hai dedicato fino ad oggi. E spero che tu voglia continuare, nonostante tutto, a frequentare ancora questo blog.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Bilancio del 2015

Il 2015, mio caro lettore, è appena stato archiviato ed è tempo di fare un bilancio.

Dal punto di vista professionale l’anno che si è appena concluso è stato quello della svolta. Infatti, dopo alcuni anni in cui ho navigato a vista, ora ho imboccato con decisione una via che sento appartenermi: quella del Business Design.

I risultati, se da un punto di vista meramente economico, sono ancora largamente insufficienti, da quello delle opportunità, invece, sono straordinari.

Il cambio di passo è avvenuto a maggio, allorquando ho partecipato via web al “Hay House World Summit” (la casa editrice Hay House pubblica libri, film, corsi dedicati alla crescita personale e spirituale come ad es. quelli del Dr. Wayne Dyer, n.d.r.). Qui ho scoperto tutta una serie di nuovi autori tra cui Christian Mickelsen, colui che con un suo ebook gratuito rilasciato in concomitanza del lancio di un suo corso ha dato il via a tutta una serie di eventi che hanno impattato positivamente sulla mia vita professionale.

La lettura di questo libro mi ha aperto un mondo tutto nuovo: quello dei lanci degli infoprodotti di cui, fino a giugno, ero stato “vittima” inconsapevole.

Dopo la lettura di questo manuale ho scoperto una parte della strategia sottostante e cosa più importante sono passato all’azione applicando le teorie appena imparate al mio caso.

Ovviamente, i primi risultati non sono stati quelli sperati. Però, l’eco delle mie azioni mi ha permesso di iniziare una collaborazione con Web Marketing Aziendale, un’azienda di Brescia specializzata in Lead Generation.

Galvanizzato da questo primo risultato mi sono messo ad analizzare le tecniche sviluppate da altri infomarketer americani per vedere se potevo apprendere ulteriori segreti che mi portassero dei risultati concreti.

Durante il mio percorso ho conosciuto: Callan Rush, Jeff Walker, Eban Pagan ed altri professionisti del settore che si sono arricchiti applicando queste tecniche.

Non avendo la possibilità di investire nei corsi di tutti questi personaggi mi sono limitato ad analizzare il materiale gratuito che, di volta in volta, mettono a disposizione di tutti nel momento del lancio dei loro prodotti e la loro biografia.

Dopodiché ho estratto alcuni elementi comuni e li ho calati nella mia realtà.

In breve tempo altre opportunità si sono manifestate all’orizzonte:

  • Angelo Cerrone, noto blogger campano, ha scritto un pezzo su di me.

  • Francesco Panìco di Blog Facile ha ospitato sulla sua piattaforma un report in cui è spiegato più nel dettaglio quello che ho imparato da Mickelsen, dalla Rush e da Walker, e come l’ho applicato.

  • Dal mio incontro col prof. Paolo Orlandi, che tiene un corso universitario sul Marketing Pandemico alla LABA di Rimini e al Poliarte di Ancona, è nato il progetto Italian Business Design il cui primo frutto è stato un ebook che ha l’ambizioso obiettivo di traghettare il panorama italiano nel Marketing del nuovo millennio.

  • Mi è stato proposto da un’associazione culturale di Varese di tenere un workshop per i loro iscritti.

  • Ho avuto l’opportunità di parlare con Samuele Onelia il fondatore di Italian Indie. Colui che ha rivoluzionato il panorama italiano del podcast dedicato al mondo del business.

  • Da ultimo sono stato coinvolto in un progetto molto interessante rivolto al mondo delle Startup.

Ecco, tutto ciò è nato dalla semplice lettura di un libro e dalla mia decisione di passare all’azione calando in un contesto culturale molto differente da quello americano tutto quello che avevo imparato da esso e le altre tecniche di cui via via venivo a conoscenza durante il mio viaggio di approfondimento.

La strada che ho imboccato non so se mi farà diventare milionario come le persone che ho preso a modello, ovviamente lo spero; però, in breve tempo, mi ha già mostrato diverse opportunità di guadagno che starà a me concretizzare attraverso il duro ed appassionante lavoro.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

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Federico

Addio Vodafone!!!

Di recente, miei cari lettori, vi ho raccontato di un problema che ho avuto con la Vodafone. Ingenuamente, pensavo di averlo risolto parlando più e più volte con gli operatori. Alla fine non è stato così ed oggi mi è stato dato l’aut aut: o cedo al loro ricatto e pago quanto loro non dovuto oppure mi sospendono la linea.

A questo punto, nonostante, tutti i disagi che ciò mi causerà, poiché utilizzo la linea per lavoro, ho deciso… che non pagherò. Vadano pure a quel paese. E, soprattutto, prendo la cosa con filosofia. Essendo costretto a cambiar numero ed operatore molti vecchi contatti non mi potranno raggiungere. Amen! E’ l’occasione giusta per fare un po’ di pulizia in agenda e per distribuire il numero solo a coloro che per me contano davvero.

Alla fin della fiera ho preso il tutto positivamente. In fondo è proprio a primavera che si fanno le pulizie. O no?

Una pubblicità veramente efficace

Qualche giorno fa la mia attenzione è stata catturata da una pubblicità che gira su MTV. Si tratta dello spot della M Corporation, il cui pay off è: We Run The World.

Ad un occhio poco allenato può sembrare una pubblicità come tante altre, ma se si seguono con attenzione le immagini proposte e la voce narrante si capisce che c’è qualcosa che non quadra. Se a questo si aggiunge l’indirizzo del sito web istituzionale che appare  alla fine dello spot: http://www.mcorporation.org , si capisce subito che ci si trova di fronte ad un fake. Infatti, difficilmente il dominio di una multinazionale riporta il suffisso: .org.

Non è stato, però, questo ultimo indizio a farmi rizzare le antenne bensì le immagini patinate che presentano i campi in cui opera questa ipotetica multinazionale. Infatti, ad ogni situazione proposta fa subito seguito il suo contrario. Si vede, ad esempio, che la M Corporation produce scorie radioattive e subito dopo che genera energia pulita con l’eolico oppure che coltiva sui suoi terreni tabacco e che i suoi laboratori producono la cura contro il cancro.

Di primo acchito lo spot sembra una presentazione aziendale ad uso interno della Umbrella Corporation, i cattivi che creano il virus che trasforma gli esseri umani in zombie distruggendo la razza umana nel famoso videogame horror Resident Evil, che invece di essere mostrata agli investitori o ai potenziali clienti in visita al quartier generale della multinazionale viene mandata all’esterno.

La visita al sito non è chiarificatrice, ma infittisce il mistero su che cosa si voglia pubblicizzare: un film, una nuova serie televisiva, un libro oppure si vuole semplicemente far riflettere sullo strapotere delle multinazionali.

Comunque, sia coloro che hanno ideato questa campagna pubblicitaria sono stati semplicemente geniali. A tutti loro vanno i miei più sentiti complimenti.

Visita il sito e guarda con attenzione, se vi capita, lo spot ne trarrai sicuramente degli ottimi spunti creativi.

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Federico

La crisi secondo A. Einstein

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”
Albert Einstein

Io condivido al 100%  questa sua affermazione e tu?

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Federico

Photoshop!!!

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di assistere al casting di Luxuryouself per la selezione di una modella da utilizzare per la realizzazione del look book che servirà a promuovere la collezione A/I 2012-2013.

Rispetto agli anni ’90, in cui le modelle si presentavano senza trucco in modo che il fotografo, lo stilista e i membri dell’ufficio stampa potessero apprezzare anche quei piccoli difetti fisici che rendono unica e particolare una donna donandole quel certo non so ché, le ragazze, che si sono presentate alla selezione quel giorno, erano tutte truccate e vestite in modo simile. Erano omologate. Non dimostravano attraverso il loro look la loro personalità, né la loro volontà di diventare Top Model.

Inoltre, molte  delle immagini presenti nei loro composit e book erano palesemente ritoccate con Photoshop. A volte, la ragazza che li presentava era molto diversa da quella che appariva nelle foto e non era solo questione di trucco. Il che non la valorizzava affatto.

Le Top Model di un tempo non avevano timore di far vedere il loro volto struccato poiché sapevano che spettava al fotografo, novello Michelangelo, trarre dalla materia prima l’oggetto del desiderio di molti uomini e di emulazione di molte donne. Ancora oggi tutti si ricordano di: Naomi, Claudia e delle altre.

Chi si ricorderà delle loro epigoni?

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Le Fashion Blogger

Scordati il vecchio stereotipo della donna bella, stupida e superficiale tutta dedita allo shopping. Le fashion blogger sono donne intelligenti, hanno la passione per la scrittura e la fotografia, oltre che per la moda, ma soprattutto sono imprenditrici. Infatti, le più brave fra loro fatturano tanto quanto una microimpresa. Chiara Ferragni, titolare del noto blog The Blonde Salad, è una vera è propria star, di recente a New York ha vinto il Bloglovin’ Awards 2012 nella categoria Blogger Business of the Year ed inoltre ha lanciato una linea di scarpe che porta il suo nome.

Le fashion blogger operano in un ecosistema molto competitivo come quello dei blog dove prevali solo se sei bravo. Un sistema meritocratico all’ennesima potenza. Inoltre, sono riuscite a scardinare un sistema chiuso come quello delle riviste di moda. Sono invise alle giornaliste del settore da quando hanno rubato loro la prima fila alle sfilate dei più famosi stilisti, che sempre pronti a captare i segnali del mercato hanno intuito che le riviste di moda stanno diventando meno influenti nell’orientare i trend  di acquisto.

Certo l’impero della carta stampata non è finito. È ancora forte e splendente, ma si vedono già le prime crepe.

A quando il crollo definitivo?

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Haute-à-porter

Nella moda, da sempre, la haute couture si contrappone al prêt-à-porter.

Col primo termine ci si riferisce a creazioni sartoriali di alto livello fatte su ordinazione.

Sono abiti unici creati da sapienti artigiani con tessuti preziosi, calibrati sulle misure della persona che li ha ordinati, cuciti a mano, i cui dettagli sono particolarmente curati e dietro cui vi è una sapiente ricerca.

In parole povere sono dei capolavori costruiti su misura per ricchi committenti.

Col secondo si indicano quegli abiti non realizzati su misura del cliente ma venduti finiti in taglie standard pronti per essere  indossati.

Il  prêt-à-porter rappresenta il passaggio dalla sartoria artigianale all’industrializzazione del procedimento produttivo con la standardizzazione delle taglie per permettere una produzione in serie degli abiti.

In questo modo la moda da prodotto esclusivo per pochi eletti si fa democratica ampliando la platea dei suoi potenziali fruitori.

Oggigiorno, un nuovo concetto si sta facendo strada, forse come reazione al “pronto moda”, realizzato da marchi come Zara, H&M e simili, che ha ulteriormente democratizzato la moda ampliando ulteriormente le fasce di mercato,  quello di haute-à-porter (in inglese lo si potrebbe tradurre in “high quality to wear” [hi-to-wear, i2wear]).

Con questo neologismo intendo indicare quei brand di nicchia che partendo da un processo di industrializzazione del prodotto fanno un cammino a ritroso e vi inseriscono elementi artigianali, frutto di mani sapienti e tecniche antiche che stavano quasi per scomparire risucchiate nei vortici della modernità industriale.

Non sono capi su misura, ma si rivolgono ad una fascia alta del mercato. Si trovano nei migliori negozi del mondo ma non se li possono permettere tutti. Sono un gradino sopra il prêt-à-porter ed uno sotto la haute couture.

Un eccellente esempio di ciò di cui sto parlando sono i seguenti brand italiani: Paola Frani, Roberta Furlanetto, Luxuryouself e Zoraide.

In essi si possono trovare un uso molto raffinato dei preziosi materiali utilizzati nella produzione dei capi, una grande ricerca ed una forta impronta artigianale.

Saranno loro i fautori del nuovo “Rinascimento” della moda italiana?

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Federico