Maura Cannaviello. Due anni dopo

Maura Cannaviello

Maura Cannaviello alias whymarghette

Circa due anni fa, mio caro lettore, ho avuto il piacere di intervistare Maura Cannaviello, consulente web marketing e branding, docente di social media ed email marketing, e fondatrice di whymarghette Academy.

Ma, forse, tu la conosci col suo nick: whymarghette (la “e” finale è muta).

Oggi sono tornato a intervistarla per capire come si è evoluto il suo lavoro in tutto questo tempo.

Buona lettura!

* * *

La prima intervista che mi hai rilasciato è datata 12 maggio 2015. Com’è cambiata la tua vita da quella data?

Ciao Federico, è un piacere essere di nuovo qui. In questi quasi due anni, sono cambiati molti aspetti della mia vita.

Innanzitutto, sono diventata mamma e questo è stato l’evento più bello e significativo.

Poi, ho aperto la partita Iva e avviato la mia Academy di corsi di formazione online sul web marketing. Ho iniziato anche a tenere docenze in aula e in azienda e sto per pubblicare il mio primo libro di digital marketing per la Flaccovio Editore, “Email Marketing Automation”.

Con tutte queste sfide e nuove responsabilità,  per certi aspetti la mia vita si è complicata, soprattutto per quello che riguarda la gestione del tempo tra casa e lavoro. Il tutto però è ampiamente ripagato dalle soddisfazioni che ogni giorno diventano sempre più grandi.

Com’è cambiato da allora il tuo blog? Qual è la strategia dietro questo cambiamento?

Due anni per un blog sono come dieci per un uomo.  🙂

Naturalmente scherzo, ma con tutte le novità del digitale è impensabile non rinnovarsi continuamente.

In questo periodo abbiamo visto l’introduzione della Cookie Law e il metodo “Mobile first” per Google, solo per citare alcuni cambiamenti.

Sul mio blog ho deciso di eliminare i pop up che ostacolano la fruizione da mobile e i banner di affiliazione per dare più visibilità alle call-to-action come l’iscrizione ai miei corsi e alla newsletter.

Più di ciò che si “vede” sul blog, ho lavorato alla macchina che c’è dietro, rafforzando e automatizzando, attraverso contenuti personalizzati, l’email marketing di whymarghette, che è oltretutto diventata una sezione molto importante del mio sito.

Che cos’è whymarghette Academy?

WMAcademy è il mio centro di formazione online pensato per le aziende e i professionisti che desiderano migliorare le proprie competenze sul marketing digitale.

I corsi on demand gratuiti e a pagamento, trattano i temi di social media, content ed email marketing. Il percorso di studio è modulare così da garantire un’effettiva crescita nell’apprendimento. Sono anche previsti test di valutazione e un contatto diretto con me.

Tutti i contenuti sono frutto della mia esperienza sul campo di oltre quindici anni e anche delle richieste che più di frequente ricevo dalle aziende e da parte di chi vuole fare formazione.

Perché per un’azienda o un freelancer è importante formarsi all’utilizzo dei social?

Dovrebbe, ormai, essere chiaro che non esiste più la differenza tra online e offline.

Chi ha un’attività ha la necessità di comunicare, di incontrare il proprio pubblico nei luoghi che frequenta. Sono oggi 31 milioni gli italiani collegati su Facebook ogni giorno. E questo è solo per fare un esempio.

Essere presente sui canali giusti e farlo nel modo adeguato aiuta a instaurare questa relazione e a seguire il proprio target anche fuori dal negozio. Per non parlare di chi è presente solo online (le imprese digitali come ad esempio gli e-commerce, n.d.r.).

I social e il web cambiano continuamente ed è importante conoscere tutte le novità offerte dagli strumenti disponibili per non perdersi delle opportunità importanti.

Quale social non deve mancare in una moderna strategia di comunicazione?

Non a caso ho citato Facebook. Oggi è il social network più diffuso e che più di altri si adatta ai diversi ambiti merceologici.

Proprio perché così generalista può essere inserito all’interno di una strategia di promozione aziendale, ma la scelta non dovrebbe essere fatta d’impulso bensì dopo un’attenta analisi del proprio mercato.

Ogni canale dovrebbe assolvere a uno scopo specifico e Facebook, come piattaforma di advertising dai costi ancora piuttosto contenuti, si è rivelata uno strumento efficace nell’intercettare la domanda latente.

Tuttavia, molti marchi o prodotti che servono specifiche nicchie potrebbero trovare più conveniente investire su altri social, due su tutti: Instagram e Snapchat.

Ci sono molte persone che partono con una loro attività e, non avendo molti soldi a disposizione, utilizzano la propria fan page su Facebook al posto del sito web. Hai qualche utile consiglio da dargli?

Il sito web dovrebbe essere il canale primario di qualsiasi attività.

WordPress presenta un’interfaccia semplice, gratuita e consente di avere una piattaforma di proprietà dove gestire in autonomia la propria comunicazione con un investimento minimo (dominio ed hosting).

La newsletter è l’altro strumento che ci fornisce la libertà di comunicare nei tempi e nei modi che desideriamo con il nostro pubblico.

Al contrario, la fan page non è di nostra proprietà. Facebook ci concede uno spazio che al momento è gratis, al netto delle sponsorizzazioni indispensabili per ottenere visibilità per i propri contenuti, soggetto a regole che non possiamo controllare.

Se un domani Facebook sparisse avremmo investito tempo e risorse su un progetto di cui non ci resterebbe nulla!

Si può sfruttare la fan page su Facebook per fare Lead Generation?

Facebook ha di recente introdotto i moduli per la raccolta dei dati degli utenti che possono essere sponsorizzati attraverso un obiettivo di campagna studiato appositamente.

Ho testato con successo questo formato che consente di “catturare” indirizzi email, numeri di telefono e altri dati senza uscire dalla piattaforma e per pochi centesimi per lead.

L’importante è studiare bene il contenuto che vogliamo fornire in cambio dell’iscrizione, dovrebbe essere allineato ai nostri obiettivi e rilevante per il nostro consumatore ideale.

Al database che andrà scaricato puntualmente (Facebook conserva le informazioni per 90 giorni) è necessario agganciare un flusso di messaggi che fidelizzino il nuovo iscritto dopo averlo intercettato sul social network.

Quale autoresponder consiglieresti a chi usa solo la fan page per fare Lead Generation?

MailChimp ha proprio in questi giorni rilasciato una nuova feature a pagamento sulla propria piattaforma. Era già possibile eseguire una serie di integrazioni tra Facebook e MailChimp in modo automatico, come ad esempio installare nelle tab di Facebook il form di registrazione alla lista della piattaforma di email marketing. Oggi è possibile avviare una campagna di acquisizione lead direttamente da MailChimp.

Un’altra opzione potrebbe essere GetResponse, il quale fornisce landing page su cui installare facilmente il pixel di Facebook e su cui far confluire dal social network il traffico catturato tramite l’inserzione. Così, successivamente, sarebbe anche possibile fare campagne di remarketing sui visitatori che sono atterrati sulla nostra pagina di optin.

Personal Branding vs. Branding: tu che strategia hai adottato per posizionarti sul mercato e perché?

Sono partita dal Personal Branding attraverso il mio blog.

Per posizionarsi sul mercato il mio consiglio è quello di aprire un blog perché si tratta di un progetto completo. Consente di imparare facendo esperienza diretta su tecniche e strategie di comunicazione, di creare relazioni virtuose con professionisti del proprio settore e di ottenere visibilità sui propri progetti.

Le persone amano le storie personali, il potersi immedesimare in un percorso altrui. Metterci la faccia si conferma una strategia vincente per fare personal branding.

In genere, a un primo blog o sito, dopo un po’ di esperienza, ne segue o seguono altri che possono lanciare un brand. Il mio progetto di corsi di web marketing online, WMAcademy, ne è un esempio.

Quali progetti hai per il futuro (ad es. creare una srl)?

Federico, mi piacerebbe! Intanto, sono concentrata sull’imminente pubblicazione del mio libro “Email Marketing Automation” dove espongo come migliorare i processi di lavoro e la qualità della propria comunicazione applicando all’email personalizzazione e automazione.

La formazione online di WMAcademy è l’altro progetto che occuperà il mio prossimo futuro.

Inoltre, sto lavorando a un nuovo sito interamente dedicato all’email marketing che spero di lanciare a breve.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Stefano Bersanetti. Un anno dopo

Stefano Bersanetti

Stefano Bersanetti

Oggi, mio caro lettore, ti propongo una nuova intervista a Stefano Bersanetti, ingegnere e manager di successo con una bella esperienza di lavoro in Cina nel suo curriculum.

Di recente, Stefano ha fatto pivoting come si dice nel linguaggio gergale degli startupper.

Infatti, il suo blog Pensieri stra…nieri in cui si parlava della sua esperienza di lavoro in terra cinese e che ospitava una rubrica in cui altri expat italiani raccontavano della loro vita da emigranti ha mutato pelle e nome.

Ora, si chiama Il puntino sulla i ed è focalizzato sulla sua attuale esperienza lavorativa a contatto con l’innovazione.

Buona lettura!

Dalla nostra prima intervista è passato poco più di un anno. Com’è cambiata la tua vita?

Direi che è stato un anno intenso e complicato, sia a livello lavorativo, sia a livello di vita privata. Probabilmente l’esperienza più fortificante e rigenerante è stato il viaggio che ho fatto con mia moglie on the road tra i parchi degli Stati Uniti. Una totale immersione nella natura, che ha rilasciato nel corpo e nello spirito gemme di positività.

Perché hai deciso di cambiare il titolo e l’impostazione del tuo blog visto che avevi fatto un pivot di recente pur mantenendo in vita il vecchio brand?

Come giustamente hai notato, avevo fatto una prima operazione qualche mese fa, evidenziando una correzione di rotta.

Si viene e si va, pur essendo una rubrica di cui vado molto fiero, cominciava a essere poco sostenibile: la difficoltà delle interviste, un argomento comunque molto specifico e affrontato da centinaia di blog che si trovano in Rete.

E soprattutto, mi sono reso conto che, per la mia propensione giornalistica, raccontare ciò di cui non ero più protagonista (l’espatrio) non mi consentiva di rispondere alle principali regole del fact checking.

Ciò che scrivevo, attingeva ad un’esperienza che si era conclusa nel 2012.

Ecco allora la necessità anche di cambiare il titolo, per togliere il riferimento all’essere stato straniero in terra d’altri.

Quali argomenti tratti nel nuovo blog?

Ho creato tre sezioni, ognuna corrispondente a una mia passione.

Prima di tutto l’innovazione, nella sezione L’ingegnere esploratore, da intendersi non solo come innovazione tecnologica, ma a 360°.

Innovare significa progredire, cambiare: quanta innovazione possiamo apportare quotidianamente nella nostra vita e nel nostro lavoro?

Una seconda sezione nasce dal mio essere manager: L’occhio del manager si rivolge a tutti quegli aspetti della quotidianità in cui occorrerebbe, dal mio punto di vista, più spirito manageriale e più capacità strategica. Nel mio post sul caso Higuain, per esempio, non parlo di calcio, ma parlo di gestione aziendale.

L’ultima sezione, che ho chiamato Matita rossa e blu, affronta il mondo dei Social: come questi hanno cambiato, in meglio o in peggio, la nostra vita, generando una iperconnessione della quale non abbiamo ancora colto gli elementi positivi.

Quali strategie hai deciso di implementare per far crescere questo nuovo blog velocemente?

Sicuramente il veicolo più importante resta la Pagina Facebook, nella quale, peraltro, pubblico anche notizie o articoli di altri blogger. Sto cercando, in questo modo, di aumentare il traffico verso la fanpage, così che questa possa diventare a sua volta veicolo verso il blog.

Non credo, invece, che manterrò la Newsletter. Ho visto che non genera grossi contatti.

Alla luce dei tuoi primi dati statistici il cambio ti ha fatto perdere qualcuno dei tuoi vecchi lettori?

È ancora presto per dirlo.

Credo che alcuni lettori fossero molto affezionati alla rubrica Si viene e si va, per cui, nel momento in cui l’ho interrotta, hanno perso l’interesse per il blog.

Spero, tuttavia, di riuscire ad acquisire lettori partecipi, non tanto in quantità, ma in qualità, lettori che commentino e che dicano la propria idea.

Mi rendo conto che il tempo per interagire in un blog non c’è, soprattutto se si trascorre molto tempo sui Social, ma indirizzando maggiormente gli argomenti, chi è interessato dovrebbe anche dire la propria opinione.

Qual è l’obiettivo che ti sei prefissato di raggiungere con questo nuovo “brand”?

Il puntino sulla i è il mio essere.

Sono preciso, a volte, purtroppo, puntiglioso, non lascio mai nulla al caso. Datemi una tabella Excel con centinaia di numeri e ve la analizzo da capo a fondo.

Nello stesso tempo, il mio lato ingegneristico è compensato da una cultura classica che mi ha infuso, dai tempi del Liceo, la voglia di approfondire, di interessarmi e di leggere moltissimo.

Sono molto Social, nel senso che sfrutto la Rete per attingere informazioni e dati.

Del resto, come ho scritto anche nella pagina Sul blog e su di me, mi sarebbe piaciuto fare il giornalista ed è questo il taglio che vorrei dare ai miei post.

Ecco dunque cosa vuole essere Il puntino sulla i: un blog dove esprimere me stesso, sperando di generare interesse.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Angelo Cerrone. Un anno dopo

Angelo Cerrone

Angelo Cerrone

Tempo fa, mio caro lettore, ho intervistato Angelo Cerrone, social media manager di grande talento, nato e cresciuto in Campania.

Oggi ho deciso di intervistarlo di nuovo vista la bella crescita che hanno avuto i suoi progetti e il suo blog per carpirne i trucchi del mestiere in modo da aiutarti a replicarli.

Buona lettura!

Dalla nostra prima intervista è passato poco più di un anno. Com’è cambiata la tua vita?

Prima di raccontarti della mia vita, volevo ringraziarti per questa seconda intervista che rappresenta un attestato di stima nei miei confronti.

Come avrai notato sui social la mia vita è stata stravolta sia sotto il profilo professionale che sotto il profilo privato.

Per quanto riguarda il lato lavorativo, ho abbandonato l’incarico da social media manager presso l’agenzia dove ho mosso i miei primi passi da professionista.

La decisione è stata abbastanza sofferta, ma i margini di crescita si erano ridotti notevolmente e, dunque, era giunto il momento di intraprendere nuove avventure.

Per alcuni mesi mi sono dedicato alla vita da libero professionista che continuo a svolgere tuttora e poi, dopo un lungo corteggiamento, ho accettato una collaborazione interna presso un’impresa privata.

Qui mi sto occupando della digitalizzazione della loro attività sia sui social network che sui più importanti motori di ricerca.

Inoltre, mi è stato affidato l’incarico di gestire anche la contabilità, un mio vecchio amore, monitorando in questo modo la crescita del loro business.

Quindi, attualmente, svolgo entrambe le mansioni e, nonostante, i tanti impegni le soddisfazioni non mancano.

Invece, per quanto riguarda la mia vita privata finalmente dopo un po’ di tempo ho trovato una ragazza fantastica con cui stiamo progettando qualcosa di importante e con cui condivido una passione nata da poco ovvero la fotografia.

Come si è evoluto il tuo blog in tutto questo tempo?

In quest’ultimo anno il blog ha raggiunto la sua maturità visto che la maggior parte delle visite deriva dalla ricerca organica e non più dalla condivisione dei post sui social network.

Inoltre, in questi ultimi mesi, il calendario editoriale è stato completamente stravolto. Ho ridotto la frequenza di pubblicazione in modo tale da migliorare la qualità dei contenuti e i risultati sembrano darmi ragione.

Ho registrato una crescita netta dei seguaci, una crescita delle condivisione dei post e, soprattutto, una maggiore visibilità sui social network.

Come si crea un blog di successo come il tuo?

Ci vogliono tre ingredienti: costanza, determinazione e originalità.

Per quanto riguarda la costanza mi riferisco a un aggiornamento periodico del proprio blog. Questo non significa che bisogna pubblicare uno o più articoli al giorno perché è impensabile lavorare a questi ritmi.

I più bravi ci riescono ma alle loro spalle c’è un team che li supporta.

I blogger meno “fortunati” devono realizzare in prima persona i loro articoli e questo determina uno stress non indifferente.

Per questo bisogna trovare una soluzione intermedia, un articolo ogni tot giorni, che consenta di scrivere contenuti utili e di qualità.

Il secondo ingrediente è la determinazione.

Se ci arrendessimo alle prime difficoltà la figura del blogger non esisterebbe in quanto ci vogliono almeno due anni per consolidare il proprio blog e per creare una community di buona qualità.

Il terzo e ultimo ingrediente per creare un blog di successo è l’originalità.

Per originalità non intendo solo la creazione di post innovativi ma anche di rivedere sotto un’ottica differente ciò che è già stato trattato da altri blogger.

Purtroppo, con la crescita del loro numero questo ingrediente è venuto meno ed è sufficiente una novità dell’ultima ora per generare cento articoli identici o molto simili.

Mi è capitato di leggere post che avevano lo stesso titolo e le stesse parole.

Com’è possibile tutto ciò?

Semplicemente, perché i blogger in questione avevano tradotto un articolo in lingua inglese.

Come scegli gli argomenti di cui trattare?

Gli argomenti li scelgo generalmente una settimana prima dell’elaborazione del post, salvo novità dell’ultima ora, in modo tale da effettuare ricerche più approfondite sul tema trattato.

La scelta spesso è determinata dalle mie esperienze personali con il mondo dei social network o in alternativa dalle richieste dei miei follower.

Le richieste possono essere esplicite (commento, messaggio, etc.) o tacite cioè tratte dai dati statistici del mio blog.

Alcuni articoli di successo sono nati proprio dalla lettura degli insight.

Come distribuisci i contenuti in modo da catturare l’attenzione degli utenti online e aumentare la tua audience?

Sulla distribuzione dei contenuti ho avuto una bellissima conversazione digitale con una mia cara amica blogger che evidenziava come tantissimi blogger postano i loro contenuti in tutti i gruppi in cui sono iscritti.

Io ho sottolineato come questa strategia sia orientata semplicemente a far gonfiare le visite del blog e a guadagnare qualche centesimo con AdSense.

Io, invece, ho optato per una condivisione real time sui social dove sono iscritto e una ricondivisione differita dopo qualche giorno o periodo ben stabilito.

Inoltre, mi sono concentrato molto sul lato SEO dei singoli post e questo mi ha consentito di raggiungere ottimi risultati.

Infatti, la vita media di un post sui social network è di pochi giorni, salvo alcuni post evergreen, mentre con la SEO, la vita media di un articolo è nettamente superiore.

Hai dei progetti per monetizzare il tuo blog visto il tuo vasto seguito?

Non mettermi in difficoltà con domande che potrebbero svelare i miei segreti.

A parte gli scherzi, ad agosto avevo annunciato delle novità interessanti e la prima è stata già lanciata.

Ho trovato uno spazio autonomo per il mio progetto Advertising Break, rubrica sulla pubblicità creativa, in modo tale da differenziare i contenuti pubblicitari da quelli più markettari.

Ora ho in mente altri due progetti.

Il primo è top secret e sarà svelato nel 2017, il secondo invece è sempre più vicino ma non posso sbilanciarmi troppo visto che è una sorpresa per i miei follower.

Però, visto lo splendido rapporto che c’è tra di noi, voglio dare un’esclusiva ai tuoi “seguaci”: il secondo progetto interesserà il mio blog.

Hai mai pensato di vivere solo attraverso il tuo blog o le tue passioni?

Sì, ci ho pensato più volte ma per raggiungere una certa autonomia economica è necessario lavorare sodo per più anni e concentrarsi anche sui guadagni indiretti.

Mi spiego meglio.

Un blog o qualsiasi progetto sui social genera due tipi di entrate: quelle dirette e quelle indirette.

Le prime non hanno bisogno di presentazioni visto che ci sono numerosi articoli che spiegano come guadagnare con un blog.

Invece, le seconde, spesso sottovalutate, sono fondamentali per consolidare la propria figura professionale.

In questi ultimi mesi ho ricevuto alcune offerte di collaborazione grazie al mio blog e ai miei progetti su Instagram, ma ho sempre rifiutato perchè non c’erano le condizioni per portare avanti la cosa.

Quindi in modo indiretto ho già guadagnato qualcosa, ora però spero di incrementare i guadagni diretti.

Come stanno andando gli altri tuoi progetti online?

In questi ultimi mesi mi sono concentrato principalmente su Instagram dove ho lanciato due progetti: #unangeloinviaggio e Italia in cartolina.

unangeloinviaggio

unangeloinviaggio

Entrambi i progetti hanno una tematica comune: la valorizzazione del territorio italiano mediante i social network.

Per quanto riguarda #unangeloinviaggio il progetto è gestito direttamente sul mio profilo personale dove pubblico quotidianamente le foto dei miei viaggi categorizzandole appunto con l’hashtag di cui sopra.

Invece, Italia in cartolina ha un profilo autonomo e sono i miei follower a indicarmi le località più belle del nostro Paese.

Anche qui ogni giorno vengono postate due foto in modo tale da stimolare la partecipazione di tutti gli iger d’Italia.

Per quanto riguarda invece i progetti storici Graffi Creativi e l’Advertising Break hanno, ormai, raggiunto la loro autonomia.

Come ho già anticipato prima la rubrica sulla pubblicità creativa ha trovato uno spazio tutto suo mentre su Graffi Creativi ho dato spazio definitivamente alle news e alle novità sul mondo dei social network.

Il nuovo format sembra piacere ai lettori e la crescita organica della pagina Facebook è più che raddoppiata.

Hai qualche novità su come si evolveranno il tuo blog e i tuoi progetti online che puoi darmi in anteprima per i miei lettori?

Dai, sul blog ti ho già detto troppo e non posso più sbilanciarmi altrimenti viene meno l’effetto sorpresa.

Invece, sui progetti posso darti qualche informazione dettagliata in esclusiva.

A dicembre i miei due progetti su Instagram saranno rinnovati parzialmente.

Per quanto riguarda Italia in cartolina ti anticipo che ci sarà il classico contest natalizio per valorizzare il territorio italiano anche durante le festività.

Invece, per quanto riguarda #unangeloinviaggio ho creato un contest che rappresenta una novità assoluta per chi gestisce un account privato su Instagram, ma anche in questo caso tutto è top secret.

Un altro progetto interessante è quello che sto elaborando per l’azienda con cui collaboro e coinvolgerà i negozianti e gli artigiani italiani.

Speriamo che questa idea venga apprezzata in quanto è sempre bello ricevere qualche complimento da chi ti segue con affetto.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Giorgio Valleris: Professione Media Manager

Giorgio Valleris, Media Manager

Giorgio Valleris

Oggi, mio caro lettore, ti presentarò attraverso la mia intervista Giorgio Valleris, professione: Media Manager.

Ci siamo conosciuti lavorando su un bel progetto imprenditoriale e fin da subito ho apprezzato la sua competenza nel campo del copywriting, settore che riveste un ruolo fondamentale per i business che vogliono crescere grazie a Internet.

Buona lettura!

* * *

Quanti anni hai e dove vivi?

Ho 38 anni e vivo in un piccolo paese in provincia di Monza. Mi sono trasferito qui da una decina d’anni. Prima vivevo alle porte di Milano, ma ho scelto di allontanarmi un po’ dal capoluogo, in perfetto stile “scappo dalla città”.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Un percorso tortuoso, così come alle volte lo è la vita.

Ho studiato ragioneria e, poi, ho scelto di iscrivermi a mediazione linguistica e culturale alla Statale di Milano.

Una volta laureato ho iniziato a fare il cronista per alcuni giornali locali e nei week end ho seguito un Master in Media Relations alla Business School de Il Sole 24 Ore.

Grazie al cielo ho scelto di non seguire la contabilità di nessuna azienda, appena diplomato. Altrimenti, sai che disastri avrei combinato tra spese, ricavi, bilanci e conti economici? No, me la cavo meglio con le parole che con i numeri.

Quali esperienze lavorative hanno preceduto quella attuale?

Come ti dicevo ho iniziato a fare il cronista per alcuni periodici locali appena laureato. Una bella esperienza.

Chi dice che fare il giornalista è meglio che lavorare avrà anche ragione, ma io ne ho passate di sere e week end tra consigli comunali, sedi di quartiere e interviste varie.

Poi ho lavorato per 8 anni nel Consiglio regionale della Lombardia come addetto stampa per un gruppo politico: all’inizio è stata davvero dura perché avevo responsabilità enormi e nessuna esperienza. Devi farti le ossa. E senza fartele rompere. Se ci riesci, dal punto di vista professionale compi un vero salto di qualità.

Nel 2013 ho iniziato la mia carriera come freelancer: tanto copywriting per i clienti più diversi, qualche ufficio stampa qua e là, collaborazioni giornalistiche con tv e testate.

Una svolta (termine abusatissimo da noi copy) a livello professionale e personale. Non tornerei mai indietro!

Qual è il cappello che indossi più spesso tra i tanti ruoli che rivesti?

Oggi, senz’altro quello di copy. Se mi guardo allo specchio è quello che mi sta meglio perché è il mio cappello preferito. Se è comodo non ti saprei dire, certi giorni quando non hai l’ispirazione ti sta stretto da farti venire mal di testa, ma quando s’accende quella classica lampadina, indossarlo è meraviglioso e me lo si legge in faccia.

Che cosa ti affascina di più dell’uso della parola?

Una sola virgola può stravolgere il senso di una frase, immagina cosa può fare una parola al posto giusto.

L’ho imparato studiando da copy ma anche intervistando i personaggi più diversi e lavorando nell’ambito della comunicazione politica.

In realtà non m’innamoro del claim o dello slogan fine a se stesso, ma delle sensazioni che provocano leggendoli. Quando capisci che quelle due o tre parole, messe insieme in quell’ordine e in quel contesto, hanno un potenziale enorme. È questo che m’affascina di più.

Come ha rivoluzionato la tua attività l’avvento della Rete?

La rivoluziona ogni giorno. Quando pensi di averci capito qualcosa ecco che arriva il nuovo algoritmo di Google, ecco che i guru del marketing cambiano le regole del gioco facendoti dubitare di quanto hai appreso fino a quel momento.

Però quant’è più facile lavorare con la Rete!

Come ti aggiorni?

Seguo seminari e conferenze appena posso.

In una professione non ancora “regolata” come quella del copywriter è fondamentale aggiornarsi continuamente, specie perché la continua evoluzione del linguaggio e delle regole del web ci obbliga a farlo, altrimenti meglio cambiare mestiere.

Leggo testi di altri copy e pubblicitari stranieri, da Claude Hopkins a Domenico Colella. E poi seguo i blog di alcuni SEO e butto anche un occhio alla concorrenza che non fa mai male…

Hai qualche consiglio da dare a coloro che vogliono seguire le tue orme?

Guarda, ti stupirò. Non parlerò né di perseveranza né di fiducia in se stessi.

Secondo me il consiglio migliore è sempre quello di far leggere il tuo claim, la tua headline o il tuo copy a tua moglie/marito, mamma/papà o a quello seduto di fianco a te al bar.

Insomma, a qualcuno che non si interessi minimamente di marketing e advertising.

Fagli leggere quello che hai scritto prima di inviarlo al cliente. Ho imparato negli anni che il suo giudizio è molto più importante di quanto si pensi e, talvolta, ti può perfino dare la dritta vincente…

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Mr Tozzo. Un anno dopo

Andrea Toxiri

Andrea Toxiri alias Mr Tozzo

Caro lettore, oggi ti propongo una nuova intervista ad Andrea Toxiri alias Mr Tozzo fondatore di Toxnetlab’s Blog che è un punto di riferimento per gli appassionati di Tecnologia, Web/Social Media e Comunicazione/Web Marketing.

Buona lettura!

Dalla nostra prima intervista è passato poco più di un anno. Com’è cambiata la tua vita? 

Ciao e grazie per questa seconda intervista.

In questo anno la famiglia si è allargata (a luglio è arrivato Michele).

Invece, per quanto riguarda il lavoro non è cambiato molto.

Le mie passioni sono sempre le stesse lettura, musica, fotografia e cucina e proprio a queste ultime due mi sono appassionato sempre di più tanto che sto facendo tanta pratica per migliorare, appena posso.

Come si è evoluto il tuo blog in tutto questo tempo?

A marzo il blog compierà 8 anni e questa estate ho iniziato a pensare a qualche novità per farlo evolvere anche perché nel mondo del blogging se rimani fermo sei finito.

La prima è arrivata a settembre, ovvero le interviste a blogger e youtuber che seguo.

Nei mesi prossimi ne arriveranno altre due.

Come si crea un blog di successo come il tuo?

Grazie per aver definito il mio blog di successo.

Guarda non ho una formula magica ma sicuramente ci vuole passione per quello che stai facendo, competenza per quanto riguarda l’argomento che vuoi affrontare, onestà verso i tuoi lettori, una costante formazione/informazione perché le cose sul web cambiano velocemente ed educazione verso tutti.

Io mi sono mosso sempre così e qualche soddisfazione me la sono tolta.

Poi naturalmente devi avere tanta pazienza perché i numeri non arrivano subito e per affrontare (sempre in maniera educata) chi ti verrà contro (hater, troll, criticoni etc.).

Come scegli gli argomenti di cui trattare?

Il blog ha tre argomenti centrali che sono: Tecnologia, Web/Social Media e Comunicazione/Web Marketing.

Ci tengo a precisare che Comunicazione/Web Marketing non è un argomento che tratto come esperto del settore, ma come utente finale lo subisce.

La Comunicazione e il Web Marketing sono due argomenti che esulano dal mio background ma ai quali mi sono appassionato in questi ultimi anni e che cerco di approfondire appena posso.

Alcune volte gli argomenti nascono anche da un’esigenza di risolvere un problema (Tecnologia – Web/Social Media) che ho oppure che mi viene proposto o quando scopro qualche nuova cosa.

Come distribuisci i contenuti in modo da catturare l’attenzione degli utenti online ed aumentare la tua audience?

I miei canali principali sono Facebook e Twitter ma cerco di curare molto il titolo del post.

Un titolo che non illuda il lettore ma che allo stesso tempo provochi un “sentimento” (che può essere di rabbia o di gioia) che lo porti a leggere,  commentare e cliccare.

Il post su “iPhone e Android” è quello che attualmente detiene il record di commenti (oltre i 100), ma come puoi immaginare la maggior parte sono …diciamo… “animati” perché sono andato a toccare (schierandomi) una diatriba che va avanti da anni.

Invece il post sulle “Telecamere IP” è quello che detiene il record di visite (attualmente 33389 da Febbraio 2015).

Quindi diciamo che aiutare, informare e provocare aiuta alla diffusione dei tuoi contenuti.

Dirò una cosa banale: “Io non scrivo per Google, ma per chi mi legge (che poi è quello che vorrei leggere io andando su un blog)”.

Hai dei progetti per monetizzare il tuo blog visto il tuo vasto seguito?

Ci stavo pensando ma ancora non mi sono mosso in quel senso, perché devo capire ancora come farlo senza snaturare il blog.

Hai mai pensato di vivere solo attraverso il tuo blog o le tue passioni?

Mi piacerebbe vivere scrivendo (magari come giornalista freelance) sempre in ambito tecnologico.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

 

 

Francesco Panìco. Un anno dopo

Francesco Panìco

Francesco Panìco

Oggi, mio caro lettore, sono tornato a intervistare il noto blogger Francesco Panìco.

Poco più di un anno è trascorso dalla prima intervista che ha rilasciato a questo blog e tanta acqua è passata sotto i ponti.

Cos’è successo?

Lo scoprirai solo leggendo…

Poco più di un anno fa hai rilasciato la tua prima intervista a questo blog. Com’è cambiata la tua vita da allora?

Ciao Federico, sono contento di tornare a scrivere per il tuo blog :).

Sono ancora a Versailles e felice di esserci!

Questa città  è così multietnica e stimolante…

La mia integrazione è ormai consolidata, parlo un buon francese e ho stretto tante nuove amicizie interessanti.

Ho un lavoretto part-time come barman in un simpatico ristorante italiano nel quartiere de La Défense.

Trovare un lavoro mi ha permesso di imparare la lingua più facilmente e di migliorare la mia integrazione.

Come si è evoluto il tuo blog durante quest’anno?

Il mio blog è in fase ascendente. Continua ad avere traffico anche se non pubblico più regolarmente dei nuovi articoli e ho più tempo per occuparmi della creazione di contenuti a pagamento.

Oggi riesco persino ad ottenere dei guadagni costanti anche se non è stato semplice e ho commesso diversi errori prima di comprendere le giuste strategie di vendita e promozione.

Non sai quanto avrei voluto trovare qualcuno che mi indicasse cosa fare per arrivare a raggiungere subito i miei obiettivi, evitando tutti gli sbagli che ho fatto!

Nell’intervista precedente hai dichiarato che il tuo obiettivo, dal punto di vista lavorativo, è quello di poter vivere grazie al tuo blog vendendo infoprodotti. Ne hai già pubblicato qualcuno?

Ho appena finito di preparare il mio terzo infoprodotto e sto per lanciarlo. Credo che sia quello della maturità.

Quello in cui ho messo dentro tutta la mia esperienza e le migliori strategie apprese negli ultimi anni. 

Quali sono stati i risultati che hai ottenuto dai tuoi lanci? Puoi già vivere di solo questo?

Creare e lanciare infoprodotti è veramente un lavoro, quasi a tempo pieno.

Ci vogliono impegno e studio!

Le vendite aumentano di mese in mese e i lettori del mio blog anche. Tuttavia ancora non posso permettermi di vivere solo di questo.

Ma grazie alle entrate extra che mi procura, oggi, posso scegliere di fare un piccolo lavoro part-time che mi occupa solo 25 ore a settimana, dal lunedì al venerdì, piuttosto che passare giornate intere a lavorare per realizzare i sogni di qualcun altro.

Oggi vivo meglio e sono più sereno. Ho più tempo per me, per fare sport, per leggere, per studiare, per portare avanti il progetto del mio blog e ho, comunque, un tenore di vita dignitoso.

Quali errori hai commesso la prima volta che ti sei cimentato nella realizzazione di un infoprodotto e nella sua vendita?

Sicuramente più di uno. Ma proprio grazie ai miei errori ho imparato tanto.

C’è, soprattutto, un errore che oggi ricordo specialmente.

Quando creai il mio primo infoprodotto decisi di chiamarlo BLOG START.

Lo chiamai così perché pensavo che le informazioni contenute al suo interno fossero le basi per creare un blog davvero professionale.

Tuttavia, questo titolo suscitò in molti lettori l’impressione che il corso contenesse informazioni scontate, basilari e banali. Ma non era affatto così. Anzi…

Il corso contiene tutto quello che bisogna imparare prima di lanciarsi nel mondo del blogging e le strategie avanzate per far crescere il proprio blog velocemente una volta creato.

Insomma, è come se spiegasse come imparare a camminare prima di imparare a correre e poi le tecniche per affinare la corsa.

Per questo motivo consideravo quel titolo perfetto, ma di fatto mi fece perdere un sacco di vendite nella fase iniziale di lancio. Finché un lettore, un giorno, non me lo fece gentilmente notare.

Così, cambiai il nome dell’infoprodotto in BLOG PRO. Il contenuto è rimasto lo stesso ma le vendite da allora sono aumentate sensibilmente.

Da questo ho imparato quanto sia importante fare attenzione nel dare i nomi ai propri corsi.

Che consiglio daresti a chi vorrebbe cimentarsi nella realizzazione di un infoprodotto?

La prima cosa da fare è, sicuramente, quella di testare i bisogni dei propri lettori.

Un infoprodotto di successo non parte dalle nostre idee, ma dai loro bisogni.

Per questo il consiglio principale che mi sento di dare è di testare le proprie intuizioni.

Prima di metterti all’opera per creare il tuo infoprodotto è meglio essere sicuri al cento per cento del fatto che ci sia un pubblico disposto a comprarlo.

Perdere diverse settimane a realizzare il tuo infoprodotto e fare pochissime vendite, o addirittura zero, non sarebbe una bella esperienza. 

Che tool utilizzi per la creazione dei tuoi infoprodotti?

Io preferisco creare degli infoprodotti in PDF.

Amo scrivere!

Per questo uso solo e soltanto Word per preparare i miei corsi.

Poi, chiaramente, l’intero sistema di vendita richiede l’uso di altri strumenti: un autoresponder, un servizio per archiviare il materiale online e uno per gestire i pagamenti.

Personalmente, cerco di non complicarmi la vita e di utilizzare dei programmi molto semplici: GetResponse, PayPal, Google Drive.

Quale strategia utilizzi per lanciarli?

A dirla tutta non c’è una strategia che preferisco in particolare. Mi piace testare e vedere ogni volta i risultati che ottengo.

Divido la mia lista in piccoli gruppi e per ognuno di loro testo un lancio diverso.

Ogni volta cambio il prezzo, la durata della promozione, il titolo della pagina di vendita. In questo modo riesco a capire cosa funziona meglio e come ottimizzare le mie vendite.

Quando uscirà il tuo prossimo infoprodotto?

Il mio ultimo infoprodotto, BLOG MONEY, è pronto da qualche giorno. Sto già effettuando il primo lancio, rivolto ad una piccola parte della mia lista. Farò altri piccoli test prima di proporlo alla maggioranza degli iscritti.

Di che cosa parlerà?

In BLOG MONEY ho raccolto le strategie per vendere e guadagnare online attraverso gli infoprodotti.

Oggi, grazie alla larghissima diffusione di Internet, questo tipo di business è in piena espansione e anche gli utenti sono molto più propensi all’acquisto online rispetto a qualche anno fa.

Tuttavia, quelli che davvero approfittano di questa opportunità sono ancora molto pochi, mentre gli altri restano bloccati dal timore di non essere capaci o dalla scarsa conoscenza delle tecniche di vendita e promozione perdendo così la grande opportunità di produrre dei guadagni extra che potrebbero davvero cambiare il loro stile di vita.

Con il mio ultimo infoprodotto, voglio dare a tutti la possibilità di sfruttare il web per generare guadagni extra.

Reputo che non sia così difficile e che per farlo bisogna solo scendere in campo e iniziare a giocare.

Solo chi non prova a vendere online non guadagna!

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Riccardo Russo. Un anno dopo

Riccardo Russo

Riccardo Russo

Circa un anno fa ho pubblicato la mia prima intervista a Riccardo Russo, un giovanissimo talento del web, che mi aveva colpito per la sua capacità di usare i social media e di conciliare la sua vita da studente di liceo scientifico con quella di freelancer in erba.

Personalmente, quando in TV vedo un programma come “Hotel da Incubo” o “Restaurant Impossible” mi rimane sempre la curiosità di sapere se le aziende aiutate sono ancora sul mercato e se la consulenza, che i titolari e il personale dell’azienda hanno ricevuto, ha dato i suoi frutti.

Per questo motivo ho deciso di intervistare più volte nel corso della loro vita le persone che mi hanno rilasciato una prima intervista.

Il mio scopo è quello di capire se gli intervistati sono riusciti a realizzare i loro sogni e come sono cambiate le loro priorità nel corso del tempo.

Buona lettura!

* * *

Come è andata l’avventura con la startup londinese Areea?

È stata un’avventura splendida. Ho vissuto dei mesi molto intensi, circondato da persone in gamba da cui potevo soltanto imparare, tra cui Jacopo Mele, inserito nella lista dei trenta Under 30 più influenti d’Europa secondo la rivista statunitense Forbes ed Antimo Farid Mir, che oltre ad essere il CEO di Areea, è anche il presidente dello Youth Economic Summit.

Qual era il vostro focus?

Areea è una startup operante nel settore del beverage. Siamo riusciti a creare una bevanda con un enzima in grado di depurare il nostro corpo dagli effetti dell’inquinamento. All’interno del team svolgevo ricerche di mercato.

Areea2

Il Team di Areea

Come si è conclusa e perché?

Ho preferito fare un passo indietro lasciando la startup, ma porto con me tutte le cose positive che quest’esperienza mi ha offerto.

Le ho raccolte una per una ed ora fanno parte di me ampliando quelle che sono le mie conoscenze e competenze.

L’aspetto formativo, adesso, è la mia priorità.

Sono riuscito ad estrapolare da quest’avventura ciò che stavo cercando.

Areea

In laboratorio

Che cosa ti ha lasciato quest’esperienza?

Mi ha lasciato tanto. Come detto in precedenza, mi trovavo in un contesto splendido e molto stimolante.

Entrarci e restarci nel migliore dei modi, a 16 anni, non è stato semplicissimo.

Ho sfidato me stesso per vedere fino a che punto sarei riuscito ad arrivare.

È stato complicato riuscire a conciliare gli impegni scolastici con quelli lavorativi… per la gioia dei miei genitori, però, è arrivata anche la promozione! 🙂

Che cosa è la Fondazione Homo ex Machina?

È la prima fondazione tecnofilantropica italiana.

Il modo più moderno per fare beneficienza.

Quali sono i suoi obiettivi?

La fondazione ha come obiettivo quello di migliorare il mondo e salvaguardare il benessere dell’umanità attraverso la tecnologia digitale.

Uno dei progetti più interessanti è scApp, un’applicazione in grado di salvare la vita di molte persone in caso di calamità naturali.

Per approfondire l’argomento invito tutti a visitare questo link: http://hexma.org/sicurezza/

Qual è il tuo ruolo al suo interno?

Mi sto occupando, insieme ad altri membri della fondazione, di realizzare un contest che possa in qualche modo stimolare il pensiero creativo degli under 18 italiani.

Un guru della tecnologia presenterà un quesito inerente l’impatto della tecnologia sulla nostra vita e gli under 18 potranno rispondere con un breve video di massimo 60 secondi in cui “raccontare” la propria visione rispetto al dilemma proposto in partenza.

L’obiettivo principale del contest è quello di far avvicinare gli under 18 italiani al mondo della tecnologia con l’intento di farli orientare verso le professioni digitali.

Cos’è il progetto “The Haircut”?

TheHaircut.it è il primo blog in Italia rivolto esclusivamente all’hairstyle maschile ed al mondo dei barber shop.

La mission di TheHaircut.it non è solo quella di offrire dei contenuti informativi in merito alle tematiche prima citate, ma anche quella di creare il primo network in Italia composto da barber shop esclusivi, selezionati nella maniera più accurata possibile.

Come nasce?

Mi sono trovato spesso in giro per varie città italiane o anche all’estero intenzionato a voler dare anche una semplice sfoltita ai miei capelli.

Non avevo idea di dove andare, però.

A quel punto, dopo aver “collaudato” la validità del progetto, ho condiviso il tutto con Davide Fantino, che ha deciso di entrare a far parte del team.

Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato e qual è la strategia che adotterai per raggiungerli?

L’obiettivo è quello di offrire dei benefici, in termini di visibilità e credibilità, ai barber shop che si affiliano alla nostra piattaforma.

Sono certo, inoltre, che stiamo creando un servizio realmente utile in grado di indirizzare nella maniera più corretta possibile i nostri lettori nei barber shop più esclusivi d’Italia.

Che fine ha fatto riccardorusso.net il blog che ti ha lanciato?

Nonostante mi avesse aiutato in maniera considerevole in merito alla promozione delle mie attività e dato tanto altro, qualche mese fa ho deciso di metterlo offline per mancanza di tempo.

Ho preferito focalizzarmi interamente su altri progetti.

Lo rivedremo online?

Assolutamente sì, al più presto!

È una promessa.

L’anno appena trascorso è stato ricco di esperienze e molto intenso. Che cosa ti ha lasciato?

Mi ha lasciato tanto, dal punto di vista umano, professionale e caratteriale.

Sono riuscito a scavare sempre più dentro me stesso entrando in contatto con degli scenari con cui mi confronto quotidianamente e che amo moltissimo.

Ho capito col tempo che l’unica caratteristica che bisogna necessariamente possedere è la capacità di rischiare.

Le altre skill si costruiscono col tempo.

Alla luce di tutte queste esperienze come vedi il tuo futuro?

Vivo!

Vedo un futuro: vivo.

Credo sia questo il termine che identifica al meglio la mia idea di futuro con la consapevolezza di inseguire in maniera costante e naturale ogni mia passione ed ogni mio obiettivo, al di là di tutto, al di là di tutti.

Riccardo Russo 2

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Spero che questa seconda intervista a Riccardo Russo ti sia piaciuta e ti stimoli a gettare le basi di un tuo business.

Prima di lasciarti, però, ti invito ad iscriverti alla mia newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come Sfruttare Al Massimo L’Aiuto Di Un Consulente

Oggi, mio caro lettore, ti spiegherò come sfruttare al massimo l’aiuto di un consulente.

Se ti sei rivolto ad un professionista i casi sono tre:

  1. La tua attività va male e vuoi risollevarne le sorti prima che sia troppo tardi.

  2. La tua attività va bene, ma vuoi migliorarne alcuni aspetti per farla andare ancora meglio.

  3. Devi partire con un’attività imprenditoriale o professionale e non sai bene come muoverti.

In tutti questi casi tu ti trovi in un punto A e vuoi che il consulente ti porti al punto B.

In parole povere, deve trasformare te e la tua attività.

Affinché la trasformazione avvenga tu ti devi affidare a lui completamente e non devi dargli le tue soluzioni.

Tieni sempre presente che il consulente è lui. Se tu fossi in grado di fare le cose che gli chiedi, da solo, non lo pagheresti. Giusto?

Quindi fatti aiutare.

Ricordati che:

Non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare”.

Infatti, non puoi andare da un consulente porgli delle domande e dargli anche le risposte.

Questo atteggiamento è presuntuoso e dimostra solo che sei in cerca di conferme alle tue teorie. Inoltre, non ti porta a nessun cambiamento.

Ma, allora, come puoi pretendere di ottenere risultati diversi da quelli che già stai ottenendo senza compiere azioni diverse da quelle che compi di solito?

COME SI SCEGLIE UN CONSULENTE

A mio giudizio, ci sono solo due modi per scegliere un consulente.

Il primo modo è quello di individuarlo grazie al passaparola che avviene all’interno delle tue cerchie.

Infatti, se vieni a sapere che il tal professionista ha aiutato in modo efficace un tuo concorrente oppure un conoscente ti avvicinerai a lui con una migliore predisposizione d’animo e con più fiducia.

Questo perché hai una riprova sociale del suo valore e ciò ti permette di superare la paura di buttare via i tuoi soldi.

Il timore di subire una perdita è ciò che, maggiormente, frena le persone dall’agire e le mantiene bloccate nella situazione che stanno vivendo.

Il secondo è quello di affidarsi ad Internet sia per la sua ricerca sia per capire se è un consulente di valore.

Il primo step è molto facile. Oramai, tutti noi prima di acquistare un prodotto o un servizio facciamo una ricerca preliminare con Google o qualche altro motore di ricerca oppure ci confrontiamo su un forum o in un gruppo su Facebook o LinkedIn o Google+.

Il secondo step, invece, è quello di leggere attentamente il blog del consulente che si vuole assumere.

Se da esso si ricevono informazioni utili e di valore, che applicate con costanza ti portano ad ottenere dei miglioramenti, allora il professionista è valido.

Nel caso in cui sul suo blog si trovino solo informazioni superficiali che non analizzano in profondità un tema, magari contenute in articoli brevi, allora lascia perdere.

Non contattarlo. Butteresti via i tuoi soldi e il tuo tempo.

Questo è il genere di professionista che scrive sul suo blog post brevi e non approfonditi poiché è convinto che la gente non ami leggere.

Dopodiché si lamenta dei suoi clienti dicendo che non capiscono nulla e che lo pagano poco etc.

A questo professionista io risponderei: “Ma pezzo d’asino! Sei tu con la tua comunicazione superficiale e priva di valore che attiri quel genere di clienti, quindi non prendertela con loro, bensì con te stesso”.

Una persona prima di mettere mano al portafoglio ci pensa su mille volte.

Se trova su di un blog, gratis, delle informazioni utili a migliorare la sua situazione, sarà più propenso ad assumere il consulente che gliele ha fornite, ben sapendo che questo avrà un costo poiché i bravi professionisti si pagano profumatamente.

COME USUFRUIRE DELLA CONSULENZA

Due sono i modi in cui puoi usufruire di una consulenza:

  • Do it with you: il consulente ti affianca nel tuo lavoro e ti conduce per mano nel percorso di trasformazione della tua attività ma sarai tu a fare tutto.

  • Do it for you: il consulente fa il lavoro al posto tuo. Ovviamente, questa seconda opzione è più costosa rispetto alla precedente.

Entrambe le soluzioni ti porteranno ad un cambio radicale di mentalità. Dopo la consulenza la tua attività non sarà più quella di prima.

Quindi prima di contattare un consulente devi rispondere onestamente a queste domande:

  1. Sono pronto a cambiare?

  2. Voglio uscire dalla mia comfort zone?

  3. Sono disposto ad agire seguendo le linee guida dettate dal mio consulente?

Ricordati, inoltre, che ricorrere ad un consulente è un investimento non un costo.

Parlo d’investimento poiché se il professionista è valido e seguirai tutte le sue istruzioni alla letterà quello che hai speso ti ritornerà sotto forma di maggiori utili.

COME SFRUTTARE AL MASSIMO L’AIUTO DI UN CONSULENTE

Una volta, individuato il consulente che fa al caso tuo ed averlo ingaggiato dovrai affidarti a lui completamente.

Non mettergli in bocca le tue risposte, segui i suoi consigli ed armati di santa pazienza poiché per avere dei risultati ci vorrà molto tempo.

Infatti, bisognerà superare lo stato d’inerzia iniziale.

Come ci insegna la Fisica qualsiasi oggetto che è immobile ha bisogno di tanta energia per mettersi in moto.

Lo stesso vale per le attività imprenditoriali o professionali.

Per cambiare passo avranno bisogno di un grande sforzo iniziale.

Dapprima i cambiamenti saranno impercettibili poi, man mano che passa il tempo, diverranno visibili.

Se, invece, poni delle resistenze e non segui con tenacia la strada che ti viene indicata i risultati non si vedranno o saranno solamente parziali.

Quindi rimarrai deluso e ti farai prendere dallo sconforto. Oltre a ciò incolperai il consulente di tutto, mentre in realtà dovresti prenderti le colpe derivanti dal fatto che non lo hai ascoltato.

Un esempio ti chiarirà meglio il concetto.

Se il tuo consulente ti dice di fare una determinata azione di marketing sul tuo database clienti e di portarla avanti nel tempo e tu, dopo l’invio della prima Newsletter, vedendo che il tasso di apertura è basso gli dici che la strategia da lui indicata non funziona, sbagli.

Intanto, non tieni conto del fatto che i tuoi clienti hanno bisogno di un certo periodo di tempo per adattarsi alla novità.

Inoltre, l’azione che stai portando avanti è quella di educare il tuo mercato e per farlo ti ci vuole tempo.

Non puoi avere tutto e subito.

Quello del volere una gratificazione istantanea è uno dei mali che affliggono la nostra società.

Ciò porta gli imprenditori e i professionisti a spazientirsi nel momento in cui non ottengono risultati immediati, ad abbandonare il nuovo tracciato per intraprenderne uno nuovo e poi un’altro ancora fino a che non hanno esaurito le loro risorse monetarie.

A quel punto, si convincono di essere circondati da incompetenti e continuano a fare di testa loro.

Tu non commettere lo stesso errore.

Affidati alle cure del tuo consulente, agisci secondo le sue direttive, abbi pazienza ed abbandonati al cambiamento.

CONCLUSIONI

Se vuoi lanciare la tua attività imprenditoriale o professionale oppure rilanciarla hai bisogno di un consulente che ti aiuti nella trasformazione.

Due sono le modalità attraverso cui la consulenza ti potrà essere erogata o il consulente farà il lavoro per te oppure ti affiancherà nel percorso di cambiamento. In quest’ultimo caso sarai tu a fare tutto il lavoro.

In entrambi i casi non dovrai opporti al cambiamento che ti viene proposto.

Infatti, se vorrai ottenere dei risultati soddisfacenti e duraturi, dovrai affidarti al consulente con tutto te stesso.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Fare Business è molto semplice

Fare Business è molto semplice!

Sì, mio caro lettore, hai capito bene: “Fare Business è molto semplice!”.

Il che non vuol dire che sia facile.

Ma semplice, sì.

Infatti, tutti i Business si basano su tre fasi:

  • creazione della struttura;

  • creazione del canale di acquisizione dei clienti;

  • creazione di un efficace sistema di monetizzazione.

Basta che uno solo di questi elementi non sia ben strutturato per trasformare un potenziale Business di successo in un incubo.

COME STRUTTURARE UN BUSINESS VINCENTE

La prima fase è quella che ti permette di trasformare la tua idea in un’attività imprenditoriale o professionale.

Molte persone hanno le competenze necessarie e le idee giuste per creare un Business vincente, ma nel momento in cui passano all’azione nulla va come previsto.

Perché?

Semplice! Non hanno studiato il mercato e i loro competitor oppure tendono a risparmiare su cose essenziali poiché ragionano come un consumatore anziché come un imprenditore, cioè acquistano i beni e servizi che dovranno sostenere la loro attività al minor costo possibile.

Quest’ultimo punto è molto interessante e fa capire bene perché molti non hanno o non avranno mai successo nel mondo degli affari.

===================================================================

Personalmente, tu compreresti il cibo, i vestiti, le scarpe i giochi per i tuoi figli, gli elettrodomestici, i prodotti per la casa e per la tua igiene intima solamente dai cinesi o nei negozi che vendono tutto ad 1 Euro?

===================================================================

Se la tua risposta alla mia domanda è: “Sì!”.

Allora, ti faccio i miei migliori auguri.

Se, invece, è: “No!”.

Allora, vuol dire che come me e molti altri pensi che il prezzo sia un indicatore di qualità.

A questo punto si pone un’ulteriore questione: “Quanto è importante per te la tua attività? Ovvero, quanto è importante per te la tua unica fonte di reddito?”.

===================================================================

Se la tua unica fonte di reddito è così importante per te, perché per portarla avanti acquisti prodotti o servizi di scarsa qualità?

===================================================================

Infatti, se per determinare la qualità di un prodotto molti usano come indicatore il suo prezzo quando fanno gli acquisti per loro stessi o per la loro famiglia, poiché non vogliono mettere a rischio la propria vita o quella delle persone che amano, è altrettanto vero che non utilizzano il medesimo criterio per le loro attività da cui dipende il loro reddito.

E poi si stupiscono se i loro affari vanno male.

Ti faccio un semplice esempio:

  • Quando si tratta di farsi fare un sito web quasi tutti gli imprenditori o i professionisti si rivolgono a chi gli fa il prezzo più basso e pensano così di aver fatto l’affare della loro vita e ne sono anche molto compiaciuti.

Questo tipo di visione è, invece, molto miope.

Il sito web, oggigiorno, è la prima cosa che un potenziale cliente visita.

Inoltre, hai solo 8 secondi per conquistare la sua attenzione.

Se il tuo sito web è fatto male perché, ad esempio, non è responsive, cioè adatto per essere visto sui tablet e sugli smartphone, sai cosa succede?

Il visitatore va sul sito di un tuo concorrente e, molto probabilmente, acquisterà da lui.

A questo punto, vedendo che il web non porta clienti, l’imprenditore o il professionista dal sito web low cost cosa fa?

Semplice, va in giro a dire che Internet non serve a nulla ed è una perdita di tempo e di denaro.

Ti suona familiare la cosa?

Un’altra situazione molto comune legata sempre ai siti web realizzati a poco prezzo è quella che vede l’imprenditore o il professionista che vuol utilizzare le tecniche di web marketing per trovare nuovi clienti chiedere ad una web agency, ad esempio, una campagna di Lead Generation.

A questo punto, il più delle volte, si scopre che il sito web che si è fatto realizzare e che gli è costato poco non è utilizzabile per lo scopo, poiché di difficile aggiornamento.

Quindi l’unica soluzione adottabile è quella di crearne uno nuovo o adottare una soluzione di rattoppo che sarà meno efficace di una landing page inserita in un sito web fatto a regola d’arte.

In un caso o nell’altro chi pensava di aver risparmiato dei soldi porta a casa una perdita secca.

Certamente, in fase di strutturazione di un’attività bisogna utilizzare il budget che si ha disposizione in modo oculato. Non lo nego.

Però, per far ciò devi prima:

  • validare la tua idea;

  • analizzare i tuoi concorrenti;

  • individuare il tuo cliente ideale.

In questo modo saprai come organizzare la tua attività in modo efficiente ottenendo così un risparmio effettivo.

Inoltre, aumenterai le tue possibilità di successo.

COME STRUTTURARE UN CANALE DI ACQUISIZIONE CLIENTI VINCENTE

Avere un canale di acquisizione clienti vincente è essenziale per garantire la sopravvivenza del tuo Business.

Infatti, senza clienti nessuna attività può vivere e prosperare.

Per strutturarne uno davvero efficace devi partire dalle analisi di mercato fatte nella fase precedente.

Una volta che avrai individuato il tuo target ideale, come si muovono i tuoi competitor per trovare i loro clienti e quali sono i gap che con i loro prodotti o servizi non riescono a colmare, allora potrai passare al marketing diretto che è il canale di acquisizione clienti ideale per chi non dispone di grossi capitali per fare pubblicità.

Infatti, solo grandi compagnie come ad es. Armani, Samsung, Apple possono permettersi di fare la pubblicità d’immagine. In parole povere la classica pubblicità: TV, radio, giornali, cartellonistica stradale etc.

Con questo termine s’intende tutta quella tipologia di advertising che ha come unico scopo quello di far conoscere il brand al grande pubblico.

Ti faccio un esempio per chiarirti le idee a riguardo.

Mettiamo che tu abbia un negozio di parrucche prodotte con capelli naturali e per attirare nuovi clienti tu abbia deciso di affidarti ad una pubblicità fatta attraverso un cartellone stradale posto in una via della tua città molto trafficata.

Sicuramente, il tuo brand acquisirà notorietà tra la gente.

===================================================================

Ma:

  • Quante persone tra quelle che vedono ogni giorno il tuo cartellone pubblicitario soffrono di problemi di calvizie?

  • Quante persone tra coloro che sono affette da questo problema sono effettivamente interessate ad acquistare una parrucca per risolverlo?

===================================================================

La risposta più onesta che potresti dare a questa mia domanda è: “Boh!”

Questo tipo di pubblicità andava bene quando non c’erano molti concorrenti sul mercato. Ti parlo degli albori del ‘900.

Poiché non si può misurare se i soldi spesi con la pubblicità d’immagine ritornano indietro sotto forma di clienti solo i grandi brand possono permettersi di farla.

I piccoli, invece, si devono affidare al marketing diretto poiché permette loro di verificare il ritorno dei soldi spesi in promozione.

===================================================================

  • Tu sai già come comunicare col tuo cliente ideale?

  • Qual è il costo delle azioni di comunicazione che stai facendo?

  • Qual è il ritorno in termini di clienti del tuo investimento?

===================================================================

Se la tua risposta alle domande di cui sopra è positiva, allora sei a buon punto.

Se, invece, non conosci quanto ti costa acquisire un nuovo cliente e quanto ti costa fidelizzarlo (il costo per fidelizzare un cliente è sempre inferiore a quello di acquisizione, n.d.r.) hai un serio problema.

Infatti, non stai utilizzando in modo efficiente il denaro che hai stanziato per le tue attività promozionali.

Ecco perché il marketing diretto fa al caso tuo.

Riprendendo l’esempio di cui sopra, per promuovere il tuo negozio di parrucche fatte con capelli naturali dovrai semplicemente farti creare:

  • Un sito web dotato di un blog professionale.

  • Una Landing Page che spinga chi arriva sul tuo sito in cerca della soluzione al suo problema di calvizie a iscriversi alla tua newsletter in cambio di un buono sconto da spendere nel tuo negozio.

  • Una newsletter dove si spiegano i vantaggi insiti nell’utilizzo di una parrucca fatta con capelli naturali rispetto ad altre soluzioni e i trucchi per mantenerla in perfetto stato per lungo tempo. Ed in cui, ogni tanto, promuoverai qualche tuo servizio. Lo scopo principale della newsletter è quello di posizionarti nella mente dei tuoi contatti come l’esperto del settore. Quello secondario è vendere i tuoi prodotti.

Seguendo questa strategia otterrai un database popolato da persone realmente interessate alla soluzione che proponi, un mercato ideale facile da convertire in clienti reali.

Inoltre, col tempo, ai loro occhi acquisirai l’autorevolezza dell’esperto. Quindi sarà più facile che ti portino altri clienti attraverso il passaparola.

===================================================================

La differenza principale tra la pubblicità d’immagine e il marketing diretto consiste nel fatto che la prima si rivolge ad un pubblico indifferenziato mentre la seconda colpisce un target ben preciso.

===================================================================

Col marketing diretto, inoltre, ti sarà più facile capire il ritorno sul capitale investito in questa operazione poiché avrai dei numeri verificabili.

COME MONETIZZARE I TUOI CONTATTI

A questo punto del percorso, se hai fatto tutto bene, non ti resta che convertire i tuoi contatti, i c.d. Lead, in clienti reali.

Per far ciò dovrai affinare le tue tecniche di vendita. Infatti, capisci anche tu che non basta avere un prodotto di qualità ed un flusso costante di potenziali clienti per far sì che la tua attività abbia successo.

Bisogna anche saper vendere.

E se tu non hai ricevuto questo in dote dalla natura ti dovrai applicare per imparare come si diventa un venditore vincente.

===================================================================

Non tutti nascono venditori. Però, tutti lo possono diventare.

===================================================================

CONCLUSIONE

Fare Business è molto semplice, come ti ho appena dimostrato. Basta saper strutturare bene le tre fasi in cui si distingue:

  1. Creazione di una struttura efficiente ed organizzata.

  2. Creazione di un canale di acquisizione clienti.

  3. Creazione di un efficace sistema di monetizzazione.

Per questo motivo per supportare i miei clienti ho creato una procedura distinta in tre stadi:

  1. Fai decollare il tuo business!”: grazie a questo format il mio cliente alla fine del percorso ottiene un’attività efficiente ed organizzata.

  2. Attira il tuo cliente ideale!”: con questo format strutturo per il mio cliente un efficace canale di acquisizione clienti.

  3. Monetizza i tuoi lead!”: con il mio ultimo format miglioro la tecnica di vendita del mio cliente.

Ogni format è un processo di trasformazione che porta le persone che si affidano alla mia consulenza ad un risultato concreto e si basa sulle numerose esperienze che ho maturato nel corso degli anni.

Ed ora, mio caro lettore, siamo giunti alla conclusione di questo lungo articolo.

Quindi non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post e ricorda:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

P.S.: Se sei interessato a far nascere e crescere la tua attività imprenditoriale o professionale contattami.

P.P.S.: Se, invece, vuoi solamente aggiornare le tue competenze ti consiglio di iscriverti alla mia Newsletter.

La Peggiore Strategia Per Attirare I Clienti

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò della peggiore strategia per attirare i clienti.

Sia che tu abbia appena intrapreso la tua attività oppure che tu sia presente sul mercato da anni devi avere una tecnica efficace per attirare i clienti.

Più ne attiri, più probabilità hai di vendere il tuo prodotto o servizio.

Per far ciò la cosa peggiore che puoi fare è quella di contattare i tuoi potenziali clienti senza averne il permesso.

Sia che tu lo faccia attraverso le email oppure che tu lo faccia via telefono, se contatti delle persone a freddo, difficilmente, otterrai un risultato positivo.

Ovviamente, qualche vendita, se sei fortunato, la otterrai anche così; però non saranno quelle a far crescere il tuo business.

Infatti, a nessuno piace essere interrotto durante la routine quotidiana da telefonate di venditori sconosciuti oppure dallo spam che arriva nella propria casella di posta elettronica.

A te, forse, piace?

E non dirmi che il tuo caso è differente poiché il tuo prodotto o servizio merita di essere conosciuto, tu sei speciale ed hai uno stile diverso da quello di tutti gli altri venditori che scassano i “Cabbasisi” per dirla come il Commissario Montalbano.

Non è così! Fattene una ragione.

I tempi in cui queste tecniche di vendita funzionavano sono finiti da un pezzo.

Ora, è l’era del web marketing.

Non lo fai o non lo vuoi fare perché non credi in Internet. Peggio per te. Sei out!

I tuoi affari, inesorabilmente, scemeranno e piano piano la tua attività uscirà di scena. Questa si chiama selezione darwiniana.

Sei appena partito col tuo business e non vuoi investire denaro oppure non ti vuoi impegnare in prima persona nel web marketing.

Sei out!

Mi spiace per te ma la tua attività ha scarse, se non nulle possibilità, di decollare.

Questa è la nuda e cruda verità. So che non ti piace, ma è così.

Siamo nel 2016 non puoi pensare di poter aver successo con le tecniche di vendita del millennio scorso.

Se parti con un business devi avere un budget per le azioni di marketing oppure se proprio non ce l’hai, devi trovare una soluzione per promuoverti a costo zero o farlo da solo investendoci il tuo tempo.

Pensa che le statistiche dicono che in Italia ci sono più giovani che chiedono ai genitori o ai parenti € 25.000-30.000 per acquistare un’auto che per lanciare una propria attività.

Assurdo! Si pensa prima all’automobile, un bene che è soggetto a svalutazione, che a crearsi un proprio futuro.

Tra parentesi, anche il culto dell’auto è un residuo del passato. Di una società che non aveva Internet per cui spostarsi per andare al lavoro era essenziale.

Ed è il marketing attraverso le sue tecniche che, ancora oggi, fa percepire alle persone la necessità di possederne una.

Oggigiorno, infatti si assiste all’avvento dell’impresa liquida. Un’azienda in cui non è importante che il lavoratore sia presente in sede, a volte, tra le altre cose non vi è nemmeno una sede operativa classica, ma essa è collocata in uno spazio di co-working.

Tempo un decennio, anche in Italia, sono sicuro che le strade e le autostrade saranno meno trafficate, così come i treni dei pendolari. Questo perché ci si muoverà sulle autostrade digitali.

LA STRATEGIA VINCENTE

Ma che cos’è il web marketing di cui ti ho parlato prima?

È quell’insieme di strategie che ti portano a conquistare, prima di tutto, la fiducia dei tuoi clienti ideali in modo che siano loro a contattarti per acquistare il tuo prodotto o servizio.

Alla base di questa strategia vincente, hub & spoke (leggi questo mio articolo a riguardo, n.d.r.), che guarda al futuro, pur affondando le sue radici nel passato, c’è il tuo sito web dotato di blog.

A tal proposito, quando te ne fai realizzare uno da una web agency o da un web designer fatti consegnare tutte le chiavi di accesso al tuo spazio virtuale e poi cambia la password.

Ti dico ciò, poiché pochi giorni fa sono stato contattato dalla titolare di una società che si era fatta letteralmente chiudere fuori dalla porta del suo sito web avendone un danno economico notevole.

Se quando acquisti una casa da un privato per prima cosa cambi la serratura della porta d’ingresso, è cosa buona e giusta farlo anche per la tua casa virtuale.

Suggerimento: se proprio vuoi farti realizzare il sito web da una web agency o da un web designer, acquista tu, direttamente, il dominio e il servizio di hosting, in modo da averne il controllo diretto, poi gira dati e password a chi ti dovrà costruire il tutto.

In questo modo potrai fargli firmare un contratto che ti tuteli veramente da situazioni come quella che ti ho appena descritto e che gli impedisca di trasferire il tuo sito da un’altra parte.

Una volta che hai il tuo sito web popola il tuo blog con i tuoi contenuti.

Il mio consiglio è quello di aver già pronto un nucleo di 5/10 post per il momento del lancio.

Così i primi visitatori passeranno, fin da subito, del tempo sul tuo sito e saranno più propensi ad iscriversi alla tua newsletter, che è il secondo elemento che ti servirà per attirare i potenziali clienti e coltivarli fino a quando non saranno pronti per comprare da te (vedi come, attualmente, funziona il processo d’acquisto degli italiani in questo mio articolo, n.d.r.).

Una volta che hai in mano questi due strumenti dovrai popolare il tuo database e per farlo ti potrai avvalere della pubblicità online, dei social network, del guest posting e se hai uno spazio fisico dove accogli i tuoi potenziali clienti oppure partecipi ad eventi o fiere potrai chiedere a chi mostra interesse per la tua attività i dati di contatto ed il permesso di inviargli la newsletter.

Lo scopo di questa strategia è quello di creare un rapporto di fiducia tra te ed il tuo interlocutore che ti deve vedere come l’esperto a cui ricorrere nel momento del bisogno.

Certo, questo modo di procedere richiede tempo per vedere i primi risultati.

Inoltre, dovrai sempre tenere sotto controllo i dati inerenti alla campagna di web marketing che stai portando avanti per poter correggere la rotta in modo da non allontanarti dagli obiettivi che ti sei prefissato.

Ma alla fine del processo avrai creato il tuo mercato composto da persone profilate ed interessate a te e al tuo prodotto o servizio e avrai delle vendite assicurate.

CONCLUSIONE

La strategia peggiore che puoi attuare per promuovere i tuoi affari è quella di chiamare a freddo i tuoi potenziali clienti o riempire di posta indesiderata i loro indirizzi email, che hai ottenuto dai loro siti web dopo una ricerca con Google, oppure da qualche lista DEM che hai acquistato.

La strategia migliore è quella di farti conoscere attraverso i contenuti del tuo blog, la tua newsletter e i tuoi canali social.

Conquista così la fiducia dei tuoi interlocutori ed essi ti premieranno acquistando il tuo prodotto o servizio.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia newsletter e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico