Italian Business Design

Oggi, mio caro lettore, ti presento il progetto di economia collaborativa ITALIAN BUSINESS DESIGN di cui sono co-fondatore assieme al Professor Paolo Orlandi, docente di Marketing Pandemico presso il Poliarte di Ancona e la L.A.B.A. di Rimini.

Questo progetto professionale nasce dall’esigenza di rispondere alle mutevoli condizioni socio-economiche del mondo.

Vari sono i fattori che determinano i mutamenti. Sottolineiamo quelli legati alla tecnologia che ha, ormai, invaso ogni ambito della vita contemporanea, attraverso l’uso di Internet e, soprattutto, dei Social Network.

L’ampliamento della coda lunga in quasi tutti i settori con una crescente richiesta di essere considerati delle persone e non dei semplici consumatori o clienti.

Altri fattori, poi, sono pronti a intervenire per delineare un futuro che non è prevedibile, ma al quale occorre essere pronti per coglierne le opportunità e limitarne i conseguenti rischi.

A tutto ciò si aggiunga che la grande Crisi ha colpito il mondo e l’Italia mandando in soffitta un modello di economia obsoleto, che per ancora qualche tempo affiancherà quello che, attualmente, si sta sviluppando: cioè quello dell’economia della condivisione e della collaborazione.

Una Crisi che costringe a cambiare con immediatezza il modo di fare business e di innovare continuamente.

Da tutto ciò consegue che gli italiani, sempre, più dovranno crearsi la propria attività o rilanciarla se, come professionisti o imprenditori, non sono riusciti adattarsi ai cambiamenti in corso, subendone così i contraccolpi negativi.

La caccia al mitico posto fisso richiederà, se non si è in possesso delle competenze richieste dal nuovo mercato del lavoro, sempre più tempo.

Occorre,quindi, sfruttare i propri talenti con coraggio ed abnegazione. Oggi più che mai ciò è possibile.

Allo stesso tempo, gestire un’attività professionale o un’impresa senza sfruttare al meglio Internet ed i Social Network ridurrà al minimo le possibilità che il proprio business abbia successo.

Inoltre, occorre aprirsi alla ricerca continua in modo da essere pronti alle novità e rimodulare sempre il proprio business.

L’obiettivo che in qualità di Business Designer ci prefiggiamo è quello di aiutare le persone di buona volontà e che desiderano reinventarsi partendo dalle loro passioni e dai loro sogni oppure coloro che vogliono portare la loro attività nel XXI secolo e creare nuovi modelli di business.

Questo, a nostro avviso, è il momento giusto per farlo poiché come nel dopoguerra non abbiamo più nulla da perdere e davanti a noi c’è tutto da ricostruire.

Dobbiamo rimboccarci le maniche per cambiare il mondo in cui viviamo per farne un luogo migliore per noi, per i nostri figli e nipoti.

Per questo scopo, oggi, nasce:

ITALIAN BUSINESS DESIGN

MISSION

Partiamo dall’analisi delle singole parole.

Italian, italiano, cioè figlio di un determinato passato, incarnato in questa storia piena di bellezza e creatività, con il nostro gusto, gli italici sapori e la nostra cultura frutto di complesse stratificazioni.

Siamo e rimarremo per sempre degli inguaribili italiani. Difetti e pregi compresi.

Business, cioè la capacità di scovare opportunità e aprire un mercato.

Quanto più il prodotto risulta straordinario e riesce a scatenare i desideri della persone tanto più il business sarà importante e remunerativo.

Design, invece, sta ad indicare qualche cosa di più di un semplice disegno.

È la realizzazione di una visione e di un sogno che si materializza.

Sono la forma e le modalità che si concretizzano.

Il designer, moderno demiurgo, trasforma ciò che sogna in realtà. Non fa arte, bensì impresa.

Il progetto ITALIAN BUSINESS DESIGN si compone dell’amalgama di queste tre parole.

Si prefigge di aiutare ad aprire o a sviluppare business attraverso un design ricercato, influenzato dal nostro sentire italiano.

Con un modello aperto al rischio e basato su un procedimento che, attraverso tentativi ed errori, ci conduca al successo.

Si prefigge di offrire a tutte le persone di Buona Volontà che intendono realizzare o rilanciare il proprio business il nostro contributo professionale attraverso un Team specifico che realizzi il Design Giusto per il loro successo futuro.

METODO DI LAVORO

Nel Team saranno coinvolti tutti i professionisti considerati degli Italian Business Designer.

I Team saranno costituiti in base alle esigenze del cliente.

Saranno guidati da un Team Leader detto: Architetto Business Designer.

Egli chiamerà e nominerà le persone con le competenze giuste per sviluppare il progetto specifico.

Ogni persona coinvolta avrà un nickname che identificherà il suo ruolo all’interno del progetto ed anche le sue competenze.

L’obiettivo sarà sempre quello di creare un business o di ampliarlo attraverso la scoperta di nuovi clienti e nuovi mercati.

I nostri fondamenti etici sono quelli che ci fanno sentire orgogliosi di essere italiani.

Al centro poniamo sempre il massimo rispetto delle persone.

Inoltre, ci prefiggiamo anche il massimo rispetto delle regole, fondamento di una sana vita in comune.

COME RICHIEDERE IL NOSTRO INTERVENTO E COME OPERIAMO

In primo luogo, il potenziale cliente dovrà contattare uno o più membri di ITALIAN BUSINESS DESIGN, d’ora in poi, semplicemente, detti: business designer.

Spiegare dettagliatamente, magari, tramite mail il tipo intervento richiesto.

Il business designer che riceve la richiesta d’aiuto, dopo attenta valutazione, condivide le sue riflessioni con i colleghi aventi le competenze giuste per portare a termine il progetto.

Se accetta la missione questi diventa Architetto, crea il suo Team e assegna ai membri coinvolti i nickname in base ai rispettivi compiti.

Quindi, invia il preventivo al potenziale cliente.

Se esso viene accettato, con congruo anticipo ed acconto, si procede a stabilire le modalità ed i tempi d’intervento suddividendo il lavoro tra i vari business designer coinvolti.

Il rapporto cliente – business designer si basa sulla fiducia.

Per tanto, se per qualsiasi motivo di natura economica o di dignità dovesse venire meno la suddetta, il rapporto di collaborazione s’interromperà immediatamente.

Ciò vale sia nei confronti dei clienti che dei membri.

Nello svolgimento dell’incarico si adotteranno tutti i mezzi tecnologici utili a poter svolgere nel modo più efficiente il lavoro in Team e per monitorare i risultati raggiunti, sia positivi che negativi.

TUTTO CIÒ PREMESSO:

Prometto a coloro che si uniranno al sottoscritto ed al Prof. Paolo Orlandi: notti insonni, tanto lavoro, deadline infernali, paga certa e proporzionata al proprio contributo e tanto, tanto divertimento. Oltre a gloria imperitura.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che lanciare il bando d’arruolamento per coloro che desiderano cimentarsi in questa avventura ed il codice a cui dovranno attenersi.

ITALIAN BUSINESS DESIGN MANIFESTO

  1. Il Business Design è da noi inteso come quell’attività volta alla creazione di nuovi modelli di business che facciano realizzare sogni imprenditoriali e che contribuiscano a far nascere posti di lavoro o conservino quelli esistenti.

  1. I Business Designer operano con creatività ed in Team. Ognuno in base alle proprie competenze nel più puro spirito di collaborazione. Noi crediamo nell’alleanza di cervelli.

  1. La composizione dei vari Team di Business Designer varia a seconda del cliente e del prodotto.

  1. Il Team Leader del gruppo di lavoro è colui che acquisisce il cliente. Egli seleziona i membri della squadra con la quale seguirà il progetto di cui è l’unico responsabile. Suddivide i compiti e decide se fare da General Contractor, in questo caso, una volta pagato dal cliente, suddividerà il denaro in base al contributo dato da ciascuno dei vari membri del Team alla realizzazione del progetto, oppure se presentare al cliente i vari componenti della sua squadra in modo che si instauri un rapporto diretto cliente-fornitore.

  1. I Business Designer nell’eseguire i loro compiti sfruttano in modo creativo ed efficiente gli strumenti messi a disposizione da Internet per lavorare in condivisione. Per questo motivo può accadere che non s’incontrino mai fisicamente.

  1. La creazione di un nuovo modello di business deve partire da:

  • Analisi del prodotto e delle sue potenzialità future;

  • Analisi del cliente e delle sue esigenze, volontà e capacità di cambiare;

  • Massima creatività.

  1. Le principali linee di intervento contemplano:

  • Analisi del business attraverso il prodotto, la comunicazione aziendale e i vari strumenti di marketing utilizzati.

  • Design del modello di business per rendere il Prodotto Stra-Ordinario (mucca viola) con tutti gli strumenti di marketing necessari: packaging, prezzo, comunicazione aziendale, linee distributive. In modo da rendere il business unico e inimitabile.

  • Analisi del mercato in cui opera il soggetto e, soprattutto, individuazione delle potenzialità.

  • Elaborazione di una pianificazione di marketing: dalla ricerca attraverso la mission fino alla definizione dell’obiettivo e delle conseguenti strategie e tattiche di marketing.

  • Particolare attenzione sarà rivolta alla Comunicazione Pandemica-Virale del prodotto.

  • Monitoraggio continuo delle azioni intraprese ed elaborazione delle soluzioni per i cambiamenti necessari allo scopo di conseguire il Business Design di successo.

  1. Nella realizzazione del progetto il cliente sarà seguito passo dopo passo con la diligenza del buon padre di famiglia.

  2. I membri del Team condividono tutte le informazioni in loro possesso con gli altri Business Designer del gruppo in modo che ognuno sia sempre aggiornato sull’andamento del progetto.

  3. Tutti coloro che saranno coinvolti in un Team avranno uno specifico e simpatico nickname che li identifica e ne delimita le aree di competenza. A titolo di esempio:

  • Scout Purple Cow;
  • Antropologo d’impresa;
  • Internet Nerd;
  • Burocrate Easy;
  • Architetto Business Design (il Team Leader, n.d.r.);
  • Sperimentatore Martire;
  • Process Product;
  • Crazy Packaging.

11.   Il Business Designer fa squadra col cliente e le sue risorse interne od esterne e collabora e compete con esse al fine di portare al successo il progetto affidatogli.

Ed ora, mio caro lettore, non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post e ricorda:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Attiva i tuoi Talenti con coraggio e competenza e pazzia.

Federico

Paolo

L’alfabeto del Business Design

Il Business Design è una nuova professione dai tratti non ancora ben definiti, ma di cui si può stilare un suo “alfabeto” col quale indicare alcune delle caratteristiche proprie del business designer.

A come Amore: è questo il sentimento che deve illuminare l’intera attività del business designer.

Egli, infatti, deve amare profondamente il prossimo e la sua professione.

Deve essere altruista e generoso se vuole costruire dei modelli di business vincenti per i suoi clienti.

Oltre a ciò, deve avere una forte passione per quello che fa poiché questo lavoro non ha orari predefiniti.

Può capitare di lavorare nei week-end e di essere libero durante la settimana oppure di essere impegnati la sera e liberi di giorno.

Da ciò si evince che il business design non è un lavoro per persone che amano la routine.

Inoltre, il business designer al lavoro vero e proprio deve affiancare diverse ore di studio sulle più disparate materie sia per rimanere costantemente aggiornato in un mondo che cambia alla velocità della luce sia per stimolare la sua creatività.

B come Business: obiettivo principale del business design è quello di costruire nuovi modelli di business.

Per far ciò ci si muove su due direttrici o si crea una strategia oceano blu, cioè si apre un nuovo mercato dove non vi sono competitor, oppure si rende più efficiente il modello di business aziendale del cliente, se non ci si può allontanare dall’oceano rosso in cui si naviga.

C come Creatività: il business designer è un creativo in quanto deve ridisegnare un modello di business oppure inventarsene uno di sana pianta.

Egli alimenta la sua creatività attraverso la curiosità che gli permette di esplorare più campi dello scibile umano e di trovare soluzioni innovative ai problemi.

Il mantra del business designer è: “Non esistono problemi. Esistono soluzioni.”

D come Determinazione: per portare al successo la propria attività o quella del cliente bisogna essere determinati.

Gli ostacoli che il business designer incontra nel suo lavoro sono per lui solo situazioni temporanee.

Tutto si può superare con la propria determinazione.

E come Empatia: il business designer deve calarsi nei panni dei suoi clienti, vedere coi loro occhi e provare ciò che essi sentono.

In caso contrario difficilmente potrà portare al successo le loro attività.

L’empatia è, inoltre, molto importante anche nel caso in cui il business designer lavori all’interno di un team. Questa qualità, infatti, gli permetterà di integrarsi ed interagire al meglio coi colleghi della squadra.

F come Fiducia in se stessi: il business designer deve avere una grande fiducia nei suoi mezzi.

Altrimenti non potrà affrontare tutte le insidie che gli si pareranno davanti nel corso della sua professione.

La più insidiosa delle quali è il giudizio di coloro che lo circondano abitualmente che, non capendo la sua attività lavorativa, cercheranno di mettere in dubbio le sue certezze.

Inoltre, questa qualità permette al business designer di rimanere fedele ai propri principi e valori, nonostante le pressioni esterne.

In conclusione chi intraprende la via del business design deve essere una persona che ama ciò che fa, altruista (poiché il suo fine ultimo è quello di disegnare dei modelli di business che devono salvare i posti di lavoro preesistenti o crearne di nuovi, e portare beneficio alla società), determinata, empatica e che ha un’estrema fiducia nei suoi mezzi e nei suoi valori.

Business Designer. Che cosa fa?

Di recente, un amico mi ha posto la seguente domanda: “Che cosa fa il Business Designer?”.

Questo interrogativo mi ha portato a compiere una profonda riflessione.

Infatti, se per chi esercita una determinata professione è chiaro in che cosa consiste il suo lavoro ciò è meno palese per un osservatore esterno.

Quindi, come potrà una persona non addetta ai lavori capire se ha bisogno di quel professionista?

Questo è un problema comune a molte delle nuove professioni sorte negli ultimi anni grazie ad Internet.

Prova a spiegare ad una persona qualunque (compresi: imprenditori, manager e laureati col vecchio ordinamento) che cosa è un social media strategist, un web marketer o un community manager.

La prima reazione che ha l’interlocutore è di perplessità. A volte, annuisce facendo finta di aver capito la tua spiegazione, ma subito si tradisce poiché fa seguire la fatidica domanda: “Ma si campa col tuo lavoro?”.

A quel punto, come un personaggio dei cartoni animati la tua mascella e le tue braccia cadono a terra e gli occhi strabuzzano. E ti verrebbe da rispondere: “In effetti: no! Vivo sotto un ponte, mi lavo presso i bagni pubblici e mangio grazie all’elemosina che raccolgo agli angoli delle strade”.

Così la persona che hai di fronte potrebbe stamparsi in volto un sorriso sarcastico e rispondere: “Eh, lo dicevo io!”.

Ovviamente, ti trattieni poiché il tuo interlocutore potrebbe essere un potenziale cliente.

Quindi ripeti il tuo spot personale di un minuto, quello che utilizzi quando ti presenti ad un nuovo cliente, nella speranza di esser capito.

Ma niente!

A questo punto, nove volte su dieci, ti arrendi e dai una risposta generica che pensi possa essere compresa da chi sta ti sta davanti: “In parole povere: faccio il consulente”.

L’altro ti guarda ed avendo una vaga idea di cosa sia un consulente, pensa: “Ci voleva così tanto a spiegarlo?”.

Tornando a noi, il Business Designer è un consulente manageriale che si rivolge agli start-upper, qui intesi come tutti coloro che vogliono avviare un’attività in proprio (freelancer compresi, n.d.r), ed agli imprenditori disorientati che vogliono che la loro azienda sopravviva al cambiamento in corso.

Questo professionista ha una visione olistica dell’impresa ed è ad essa che rivolge le sue attenzioni.

Non è, infatti, un Business Coach che, generalmente, si occupa di sviluppare il potenziale insito nelle persone che segue.

Il Business Designer inizia il suo consulto con un’analisi della situazione attuale.

Nel caso il suo cliente sia uno start-upper, nel senso di cui sopra, si analizzerà non solo l’idea imprenditoriale ma anche i potenziali clienti dell’attività, creando un profilo preciso del cliente ideale, ed il contesto sociale in cui si andrà ad operare.

Quest’ultima operazione è molto importante in quanto bisogna tenere sempre presente gli interessi di tutti gli stakeholder che operano in un determinato mercato e permette di prefigurarsi tutta una serie di paletti che potrebbero essere frapposti da chi è toccato dall’arrivo di un nuovo competitor.

Per chiarire questo concetto basta pensare alla guerra che i tassisti stanno facendo a Uber in difesa del loro monopolio.

Nella costruzione del modello di business per il suo cliente il Business Designer deve ragionare come un giocatore di scacchi anticipando mentalmente le mosse che l’avversario farà in risposta alle sue.

Invece, nel caso in cui il cliente sia un imprenditore già presente da tempo sul mercato si analizzerà l’impresa e la risposta dell’azienda ai cambiamenti che stanno avvenendo nella nostra società.

Una volta in possesso di questi dati si disegnerà un modello di business volto allo sviluppo di un oceano blu, cioè uno spazio di mercato nuovo. Quindi lo sguardo non sarà più rivolto alla concorrenza, bensì ai non clienti.

Pensa al Cirque du Soleil. I suoi spettacoli si rivolgono ad un pubblico diverso da quello del circo classico. I suoi clienti cercano l’adrenalina provocata da alcune esibizioni circensi classiche (ad es. quelle dei trapezisti e degli acrobati) e la raffinatezza di uno spettacolo teatrale.

Nel caso in cui non ci si possa allontanare col modello di business dall’oceano rosso, cioè quello spazio di mercato in cui vi è una forte concorrenza, allora il Business Designer dovrà puntare su una maggiore efficienza aziendale e su di un utilizzo più efficace di Internet.

Alla fase dell’analisi seguirà quella della creazione della strategia che lo start-upper o l’imprenditore disorientato dovranno seguire nel corso del tempo.

A questo punto del suo lavoro il Business Designer sarà conscio delle risorse a sua disposizione, dei punti deboli e dei punti di forza del suo cliente, degli obiettivi da raggiungere e degli ostacoli che dovrà affrontare per realizzare il suo progetto, e cercherà d’individuare all’interno del suo network di conoscenze quei contatti che possono aiutarlo nella sua impresa.

In pratica, il Business Designer si muoverà alla stessa stregua di Cavour quando s’impegnò nell’unificazione d’Italia.

Una volta superata anche questa fase verificherà che il cliente segua passo per passo il progetto da lui disegnato.

Per far ciò avrà stabilito delle pietre miliari all’interno della road map, cioè delle tappe intermedie, che l’attività seguita dovrà raggiungere. Così facendo saprà sempre a che punto si è nella realizzazione del modello di business.

Ovviamente, visto che viviamo un periodo di grandi cambiamenti il progetto disegnato dal Business Designer è flessibile e subirà tutte le modifiche necessarie per raggiungere l’obiettivo finale ovvero: il successo dell’impresa.

CONCLUSIONE

Il Business Designer disegna, da qui il termine designer, il modello di business dei suoi clienti e per far ciò suddivide il suo lavoro in due fasi: analisi e pianificazione.

Il passo successivo è quello di individuare all’interno del suo network di contatti quelli più idonei per la riuscita del progetto.

Infine, vi è la fase di verifica attraverso le pietre miliari dei progressi ottenuti dal cliente e siccome la situazione è fluida, se necessario, si aggiornerà il modello di business e la rotta che si sta seguendo in modo che l’attività imprenditoriale seguita dal Business Designer generi un utile.

Le 7 caratteristiche fondamentali del Business Designer

Oggi, mio caro lettore, mi soffermerò sulle sette caratteristiche fondamentali che deve avere un Business Designer.

Come ho spiegato in un articolo precedente questa è una professione che nasce dalle esigenze di una società liquida come quella odierna.

Oggigiorno, essendo venute meno molte certezze tra le quali quella del posto fisso, le persone sono più inclini a seguire la loro voce interiore e cercano di realizzare le proprie idee imprenditoriali piuttosto che rinchiudersi in una gabbia priva di prospettive per pochi euro al mese.

Sarà capitato anche a te di sentire di qualche tuo amico o parente che ha lasciato il posto di lavoro fisso che aveva da anni per realizzare un suo sogno.

Per alcuni stante la situazione attuale ciò è inconcepibile. Non capiscono perché una persona che ha la fortuna di avere un lavoro baratti uno stipendio certo per l’incerto.

A mio avviso, è proprio la situazione che stiamo vivendo in Italia ad aver imposto ai singoli individui un cambio di prospettiva ed una rielaborazione della scala dei valori sulla quale impostare la propria vita.

Quindi chi sceglie di lasciare un posto di lavoro fisso per mettersi in proprio è una persona che non vuole più seguire i dettami del senso comune oppure le imposizioni familiari.

Vuole realizzare se stesso poiché ha capito che la vita è una sola e va vissuta secondo le proprie aspirazioni non quelle degli altri.

Tutto ciò premesso, si capisce perché rivolgersi ad un Business Designer prima di iniziare la propria avventura imprenditoriale sia cosa buona e giusta.

Infatti, come per la costruzione di una casa o per la ristrutturazione di un appartamento ci si affida ad un professionista competente lo stesso si dovrebbe fare nel caso in cui si voglia iniziare un’attività oppure nel caso in cui avendone una, già, avviata si voglia cambiare rotta per tornare competitivi.

Le caratteristiche principali che deve avere un Business Designer sono le seguenti:

  • Creatività;

  • Esperienze lavorative diversificate;

  • Conoscenza di Internet e dei social media;

  • Capacità organizzative;

  • Saper ascoltare;

  • Eccellenti doti comunicative;

  • Pazienza.

#1 – CREATIVITÀ

Non si possono creare dei modelli di business se non si ha un animo creativo.

Il Business Designer trasforma un’idea imprenditoriale in una realtà concreta oppure ridisegna i confini di un’attività già consolidata, ma che ha perso la rotta a causa dei mutamenti sociali, economici e tecnologici avvenuti negli ultimi anni.

Per questo motivo deve essere un creativo alla stessa stregua di uno stilista o di un designer d’interni.

#2 – ESPERIENZE LAVORATIVE DIVERSIFICATE

L’aver accumulato nel corso del tempo esperienze lavorative in campi diversi permette al Business Designer di avere una visione a 360°.

Questo lo aiuta ad elaborare le migliori soluzioni per superare i differenti problemi che il cliente porta alla sua attenzione.

Al contrario, se avesse operato sempre nel medesimo settore la sua forma mentis lo porterebbe, inevitabilmente, ad applicare lo stesso modello cognitivo alle problematiche che, di volta in volta, gli vengono sottoposte.

Per questo motivo un professionista del business design dovrebbe avere alle spalle almeno 10/15 anni di carriera lavorativa per poter offrire un servizio di un certo livello.

Se tutti questi anni li ha passati nel medesimo settore potrà offrire solo una visione specialistica ai suoi clienti.

Ma il Business Designer deve avere un approccio generalista poiché nel corso della sua attività dovrà indossare “più cappelli”.

#3 – CONOSCENZA DI INTERNET E DEI SOCIAL MEDIA

Oggigiorno, qualsiasi attività deve vivere su Internet e sui social network.

Quindi il Business Designer deve conoscere i fondamentali della comunicazione in Rete. Questa competenza gli permetterà di scegliere i professionisti del web più idonei per portare a termine il progetto affidatogli dal cliente.

Senza queste conoscenze sostenere un colloquio con un web designer o un web marketer è veramente arduo. Infatti, non puoi capire se la persona che hai davanti è preparata o meno.

#4 – CAPACITÀ ORGANIZZATIVE

Per il Business Designer avere buone doti organizzative è essenziale poiché deve coordinare diversi fornitori di servizi e disegnare il modello di business del cliente.

Questa capacità gli permette, inoltre, di gestire nel migliore dei modi più progetti contemporaneamente.

#5 – SAPER ASCOLTARE

Il Business Designer deve saper ascoltare.

Questa dote è molto importante poiché aumenta le possibilità di vendita della sua consulenza.

Il miglior venditore, infatti, è colui che sa porre le domande giuste ed ascolta con attenzione il cliente che parla di sé.

Dopodiché dovrà spiegargli come potrà essergli d’aiuto.

Il saper ascoltare è una qualità, particolarmente, utile anche nei confronti dei fornitori e dei membri del team con cui si lavora ad un progetto. Infatti, dalle informazioni che essi veicolano possono nascere spunti preziosi per sviluppare al meglio il modello di business su cui si sta lavorando.

#6 – ECCELLENTI DOTI COMUNICATIVE

Il Business Designer deve avere ottime doti comunicative sia scritte che orali.

Infatti, deve essere in grado di presentare al meglio il modello di business da lui elaborato sia al cliente sia a tutti i membri del team che dovrà realizzarlo e deve saper coinvolgere tutte le parti in causa.

Senza il coinvolgimento emotivo di tutti gli stakeholder nessun processo ha una minima speranza di riuscita.

#7 – PAZIENZA

Il Business Designer deve essere una persona molto paziente poiché non è facile mediare fra le esigenze del cliente e quelle dei vari fornitori di servizi.

Spiegare ad un cliente le soluzioni che si sono scelte per aiutarlo nello sviluppo della sua attività imprenditoriale non è mai cosa facile, poiché molte persone s’innamorano delle loro idee e non sentono ragioni, e quando le cose vanno male non si assumono le responsabilità del proprio insuccesso ma tendono a scaricarle sugli altri.

Ci vuole, quindi, tutta la pazienza di questo mondo per portare il cliente dalla sua posizione alla nostra.

Anche il rapporto con i vari fornitori, a volte, richiede la pazienza di un santo.

Infatti, questi ultimi molto spesso tendono a venderti la soluzione per loro più comoda spacciandola come la più efficiente. Sarà compito del Business Designer convincerli a seguire le linee guida da lui stabilite nella elaborazione del modello di business del cliente.

CONCLUSIONE

L’insieme delle caratteristiche che ho appena descritto delineano la figura di un professionista eclettico che deve capire bene le esigenze delle persone che ha davanti e tradurle in realtà.

Per far ciò dovrà costituire un team di lavoro. Cioé dovrà mettere in rete una serie di fornitori di beni e servizi.

Se saprà ascoltare i clienti ed i fornitori e mediare tra le rispettive esigenze il suo successo sarà garantito.

Ovviamente, la sua non è un’obbligazione di risultato. Il suo scopo è quello di accompagnare gli imprenditori nella realizzazione dei loro progetti. In nessun modo, potrà garantire che essi facciano profitti. Questo solo il mercato ed il tempo potranno dirlo.

Business Designer

Di recente, facendo un bilancio della mia attività mi sono accorto che la maggior parte delle richieste di consulenza che ricevo hanno come oggetto la creazione di nuove attività oppure provengono da titolari di micro-imprese che vogliono un aiuto per far tornare redditizie le loro aziende.

Le persone che mi contattano si possono quindi distinguere in due categorie:

  • Aspiranti imprenditori che vogliono trasformare le loro idee e passioni in un’attività imprenditoriale;

  • Piccoli imprenditori che hanno avviato le loro aziende diversi anni fa ed ora a causa della “Grande Crisi” sono disorientati.

Detto tra noi, io credo che la storia della “Grande Crisi” così come ci viene raccontata dai mass media sia una grande bufala data in pasto alle masse per tenerle sottomesse attraverso un’iniezione di massicce dosi d’insicurezza.

In realtà, quello che stiamo vivendo è un passaggio epocale: “La Terza Rivoluzione Industriale”.

Se la globalizzazione, altro mito a cui si fanno risalire molte delle cause dei nostri mali, è stato un semplice spostamento della produzione in paesi in cui il costo del lavoro era più basso, i diritti dei lavoratori inesistenti e la tutela ambientale una chimera sacrificata sull’altare dello sviluppo.

In parole povere, una semplice riproposizione del nostro modello produttivo in un ambiente più favorevole.

Internet e i social network, a cui oggi si unisce il movimento dei “Maker”, cioè i nuovi artigiani che producono beni grazie alle stampanti 3D, hanno scardinato il sistema produttivo preesistente dando il via alla Terza Rivoluzione Industriale.

Per farti comprendere meglio quest’ultimo concetto farò un piccolo viaggio nella storia:

Alla fine dell’ottocento, in tutto il mondo, attorno al cavallo vi era un fiorente settore economico composto da allevatori di cavalli, stallieri, maniscalchi, produttori di carrozze, selle e finimenti, e di tante altre attività collaterali.

Ancora oggi alcune di queste attività sono vive e vegete, ma il settore ha perso la sua importanza ed influisce poco sulla crescita del PIL di una nazione.

Qual è stata la causa del declino di questo settore economico?

L’avvento dell’automobile.

In principio questo mezzo era appannaggio solo dei ricchi e non era considerato un concorrente del cavallo o della carrozza, bensì una stravaganza buona solo per gli individui eccentrici (gli early adopter, cioè coloro che per primi adottano una novità tecnologica, n.d.r.).

Infatti, le prime auto, oltre ad essere rumorose e ad emettere fumi particolarmente ammorbanti, erano un prodotto artigianale che in pochi potevano permettersi e che a causa delle strade dell’epoca, più idonee ai cavalli ed alle carrozze, erano soggette a frequenti rotture, che costringevano i proprietari a rivolgersi a tecnici specializzati per le costose riparazioni.

I più pensavano che quella dell’automobile sarebbe stata una moda passeggera (quello che, oggi, molti imprenditori pensano dei social network, n.d.r.).

Nel 1908 Ford lancia il Modello T e fa nascere la moderna industria automobilistica.

In conseguenza di ciò quello che era un settore fiorente si è ridotto ad una nicchia residuale mentre quella che un tempo era una nicchia è diventata un’industria globale.

Oggigiorno, noi stiamo vivendo una situazione simile. Le nuove tecnologie, Internet ed i social network stanno distruggendo il modo di fare impresa tradizionale ed i posti di lavoro ad essi collegati per creare una nuova realtà fatta di lavori nuovi e modi innovativi di fare impresa.

Ovviamente, accanto a questo nuovo modello di economia resterà in forma residuale quello vecchio.

Quindi la società liquida in cui tutti noi viviamo mi ha portato a dare più spazio, all’interno della mia attività, alle consulenze volte ad aiutare le persone a trasformare le loro idee e passioni in un business e ad aiutare i microimprenditori a cambiare abitudini consolidate nel tempo per far tornare le loro aziende in utile.

Ho definito questa professione liquida Business Designer poiché, a mio modo di vedere, ha molte analogie con quella dei designer, i quali trasformano delle semplici idee in prodotti o ridisegnano un prodotto già esistente dandogli nuova vita e nuove funzionalità.