[Lettura Consigliata]: Da Sottozero a Imprenditore

Se hai letto I Quadranti del Cashflow di Robert T. Kiyosaki, sai che la strada verso la libertà finanziaria parte dal quadrante denominato: Imprenditore.

Ma conquistare una mentalità da imprenditore non è facile specie in una nazione come l’Italia dove fin da piccoli si è bombardati dal messaggio che gli imprenditori sono tutti ladri e sfruttano i loro dipendenti arricchendosi alle loro spalle.

Ora, se sei una persona profondamente buona e vieni a contatto con questo messaggio che ha un’impronta fortemente negativa, nel momento in cui inizierai la tua carriera lavorativa molto probabilmente, anche avendone le possibilità, non farai l’imprenditore.

In questo modo ti condannerai a una qualità della vita inferiore rispetto a quella che potresti avere sfruttando i tuoi talenti, le tue competenze e le risorse economiche che hai a disposizione.

Tutto ciò, se ci pensi bene, è un danno per te ma anche per la società nel suo complesso poiché è l’impresa che dà lavoro a chi, legittimamente, ha come massima aspirazione la sicurezza del posto fisso.

Più imprese = più posti di lavoro.

Comunque, per acquisire la giusta forma mentis e per evitare di cadere in questa trappola c’è una soluzione molto facile da seguire e cioè quella di immergersi nella lettura di libri o ebook scritti da imprenditori per coloro che aspirano a diventarlo o lo sono già e vogliono crescere ancora di più.

L’ebook che ti consiglio oggi è Da Sottozero a Imprenditore di Mihail Bria, fondatore del BriaGroup, un’azienda specializzata nella fornitura e posa di finestre e porte con sedi a Cuneo, Milano, Nizza, Roma, Sanremo e Strasburgo.

L’autore, un immigrato moldavo, racconta le strategie e le tecniche che lo hanno portato ad essere imprenditore di se stesso.

Ci sono alcuni punti del suo racconto che mi hanno colpito molto, portandomi a fare delle profonde riflessioni.

Ad esempio, quando descrive dei condizionamenti che riceviamo dall’ambiente che ci circonda.

Infatti, solitamente accade che, quando racconti la tua intenzione di aprire un’attività a qualcuno della tua cerchia di amici, un tuo amico ti elenchi tutta una serie di motivi per cercarti un posto fisso tra cui, nell’ordine, la sicurezza dello stipendio a fine mese, le ferie pagate, la pensione, a cui contrappone un lungo elenco di eventi negativi che colpiscono chi cerca di fare l’imprenditore.

Un altro passaggio molto interessante di questo ebook è quello in cui l’autore elogia il fatto di possedere poche risorse economiche quando si parte con la propria avventura imprenditoriale.

Infatti, secondo lui, l’avere troppi soldi quando si lancia un business porta a compiere grossi errori, a cui, poi, è difficile rimediare e che, in breve tempo, ti fanno esaurire tutte le risorse a disposizione e fallire.

Purtroppo, ho potuto constatare di persona che questa sua affermazione in molti casi risulta essere, tristemente, vera.

Mi è capitato, infatti, nella mia carriera di Business Designer di incontrare diverse persone sull’orlo del fallimento poiché avevano utilizzato i loro soldi per attività che non avevano portato alcun risultato e che, nel momento in cui gli si chiedeva un nuovo investimento per correggere la direzione della loro azienda, non sapevano dove trovare i capitali necessari per investire in tutte quelle azioni che al contrario gli avrebbero portato dei risultati positivi.

Quindi, il discorso dell’autore che dice che è meglio partire con pochi soldi, imparare a gestirli e piano piano con l’aumentare della propria esperienza accrescere la leva finaziaria a cui fare ricorso, non fa una grinza poiché permette all’imprenditore di migliorarsi imparando dai piccoli fallimenti a cui è andato incontro.

“La quantità di denaro che gestisce un imprenditore deve essere proporzionale alla sua esperienza”.

Mihail Bria

Invece, se ci fai caso la prima cosa che fa chi vuole lanciare un’attività in proprio è chiedere soldi a destra e a manca senza nemmeno sapere se il suo prodotto o servizio venderà o meno.

Nella testa di queste persone alberga la convinzione che basterà aprire l’attività, mettersi alla cassa e si avranno grossi incassi.

Questa mentalità poteva andare bene negli anni ’50, quando la competizione era scarsa e non c’era Internet che ha aumentato enormemente la possibilità di scelta dei consumatori.

Ma oggi, purtroppo, non è così.

I soldi arriveranno solo se si ha la giusta strategia, un ottimo brand positioning e si è pronti a lavorare duro con grande umiltà e tanta pazienza.

Altro consiglio che trovo particolarmente azzeccato è quello di partire con una srls piuttosto che con una ditta individuale, una sas o una snc per evitare di mettere a rischio il proprio patrimonio personale.

Con tutti i suoi limiti questo strumento di autoimpiego è una soluzione valida per iniziare un’avventura imprenditoriale.

Purtroppo, vi sono diversi notai che boicottano questo istituto giuridico poiché non possono trarne alcun profitto.

Infatti, per la costituzione di una srls i notai, a norma di legge, non possono richiedere alcun compenso per la prestazione svolta.

Ovviamente, chi inizia un’attività imprenditoriale non pensa di poter fallire e per questo motivo non separa il suo patrimonio personale da quello dell’impresa.

Ma questo è un grave errore di cui ci si può pentire amaramente, qualora le cose andassero veramente male.

Oltre a ciò, alcuni commercialisti spingono i loro clienti a non optare per questo tipo di società dicendo loro che, scegliendo altre forme (ditta individuale, sas, snc, impresa familiare), il compenso richiesto dallo studio per la gestione della contabilità e della parte fiscale è inferiore rispetto a quello chiesto per una srl o srls.

E siccome molte persone ragionano con una mentalità da supermercato, ovvero, sono sempre alla ricerca del prezzo più basso, questo discorso fa subito breccia nelle loro teste.

Così abbagliati dall’idea di risparmiare qualche euro mettono a rischio tutto ciò che possiedono.

Da ultimo, ti segnalo altri due suggerimenti estremamente utili tratti da questo ebook:

  1. Parti subito con la tua attività poiché, in caso contrario, il momento ideale per partire non si presenterà mai.

  2. Ascolta gli altri e fai l’opposto.

In base alla mia esperienza personale questi due consigli valgono oro.

CONCLUSIONI

L’ebook di Mihail BriaDa sottozero a imprenditore“, Bruno Editore, è un testo ricco di ottimi suggerimenti per chi vuol partire con la propria attività o, avendocene già una, vuole rilanciarla.

Risulta, quindi, una lettura caldamente consigliata.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter, “Fai Decollare Il Tuo Business!“, in cui pubblico consigli utili per coloro che vogliono aprire una nuova attività che sia solida e sostenibile nel tempo oppure per chi ce l’ha già e, semplicemente, vuole rilanciarla o vuol far crescere il suo fatturato.

Infine, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividi questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Annunci

[Lettura Consigliata]: Metodo Imprenditore Libero

Di recente, mio caro lettore, ho preso la buona abitudine di leggere libri scritti da piccoli imprenditori che, in Italia, hanno avuto successo nel loro business e raccontano come hanno fatto a raggiungerlo.

Faccio questo per acquisire la loro forma mentis e apprendere la loro metodologia di lavoro.

Inoltre, il fatto che queste persone abbiano raggiunto il successo con una PMI, cioè il tipo d’impresa che forma l’ossatura dell’imprenditoria italiana, e che si parli delle difficoltà tipiche del nostro contesto economico rende il modello più facilmente imitabile.

Con questo non voglio dire che non si debbano leggere i libri sui grandi imprenditori che hanno raggiunto il successo in Italia e nel mondo da cui si trae sempre grande ispirazione, bensì che, se vuoi raggiungere, il livello di questi ultimi devi porti un obiettivo più alla tua portata per, poi, scalare.

In fondo, ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo.

Fatta questa doverosa premessa, il libro o meglio l’eBook edito da Bruno Editore, di cui ti parlerò, oggi, s’intitola Metodo Imprenditore Libero ed è stato scritto da Emanuele Rissone, il fondatore della catena Vitamin Store.

Le radici del suo successo affondano nel lontano 1985 quando all’età di 15 anni viene ispirato dalla visione di un film e da una canzone della sua indimenticabile colonna sonora.

Il film in questione è Rocky III e la canzone di cui parlo è Eye of the Tiger dei Survivor.

Lo spirito di emulazione spinge Emanuele Risssone a cercare di ottenere un fisico come quello di Sylvester Stallone.

Vivendo nell’hinterland milanese e non avendo i soldi per iscriversi in una palestra di bodybuilding s’ingegna come può.

Attacca allo stipite della porta della sua camera una sbarra per trazioni a cui si appende ogni volta che entra o che esce dalla stanza e si mette a fare un sacco di flessioni, anche su una mano sola.

In pochi mesi il suo fisico s’irrobustisce.

Già solo questa parte della sua storia è di grande ispirazione per tutti coloro che ambiscono a diventare imprenditori.

Infatti, analizzando il modo di pensare dell’autore troviamo 3 passaggi fondamentali per costruire un business di successo:

  1. Bisogna porsi un obiettivo ambizioso.

    Nel nostro caso lo scrittore si era posto l’obiettivo di avere un fisico atletico come quello di Rocky Balboa.

  2. Bisogna sfruttare al meglio le risorse che si hanno a disposizione.

    Non avere i soldi necessari per iscriversi in palestra non è stato un ostacolo così grosso da impedire a Emanuele Rissone di tentare di realizzare il suo sogno.

  3. Bisogna agire con determinazione e seguendo una strategia. Non basta avere un sogno o un’idea imprenditoriale.

    Se l’autore si fosse limitato, uscendo dal cinema, a dire ai suoi amici di volere un fisico come quello di Stallone e non si fosse adoperato per raggiungere l’obiettivo non sarebbe accaduto nulla.

METODO IMPRENDITORE LIBERO: LO SCHEMA

All’età di 19 anni Emanuele Rissone, oltre a frequentare l’università, inizia a gettare le basi del suo successo.

Dai 15 ai 19 anni, infatti, si è appassionato sia allo sport che all’integrazione alimentare che ne favorisce le performance.

Accumula informazioni attraverso le riviste di settore, come Cultura Fisica, imparando tutto ciò che può e mettendolo, successivamente, in pratica durante gli allenamenti in palestra.

Dopodiché, essendo un tipo molto preciso e puntiglioso, e avendo capito che avrebbe potuto avere un futuro in quel mercato, si mette a studiare in modo approfondito il settore dell’integrazione alimentare.

Tutto questo nel tempo libero lasciato dalla scuola.

Questa strategia gli permette di crearsi le competenze necessarie per lanciarsi nel campo della produzione degli integratori alimentari, partendo dalla camera di casa sua.

L’entusiasmo che lo contraddistingue lo porta a contattare le industrie farmaceutiche per realizzare il suo progetto di creare degli integratori alimentari per sportivi che abbiano un gusto gradevole rispetto a quelli che erano, allora, in circolazione.

Tanta è la passione che ci mette nello spiegare la sua idea ai suoi interlocutori che riesce a coinvolgerli ottenendo da loro, gratuitamente, alcuni chilogrammi di proteine e aminoacidi ramificati.

A questo punto, la camera di casa sua si trasforma nel suo laboratorio di produzione.

Dapprima, si mette a confezionare barattoli da 500g di aminoacidi ramificati e proteine in polvere che inizia a vendere agli atleti delle palestre dell’hinterland milanese.

Ed è subito un successo.

Le richieste del suo prodotto, che ha una qualità superiore rispetto agli altri prodotti in circolazione, aumentano.

Quindi torna dalle due case famaceutiche che gli avevano dato i primi campioni gratuiti e fa i suoi primi acquisti.

Ha, così, i suoi primi fornitori.

Nel frattempo, per realizzare il prodotto che, da sempre, aveva in mente trova un terzo fornitore: un’industria che produce aromi.

Anche in questo caso replica lo schema che aveva applicato in precedenza con le industrie farmaceutiche, cioè farsi dare una prima campionatura del prodotto gratis e, poi, una volta superato il test di mercato iniziare ad acquistare le quantità necessarie per soddisfare le sue esigenze produttive.

I suoi prodotti, una volta aromatizzati, hanno ancora più successo.

Un giorno, però, il suo migliore cliente lo informa che uno dei suoi atleti vorrebbe il prodotto confezionato in capsule anziché in polvere.

In un primo momento l’autore viene colto dal panico, ma subito accetta la sfida e si impegna per esaudire la richiesta.

La qual cosa porta all’ingresso di un quarto fornitore testato sempre con la procedura di cui sopra.

Il cliente rimane, talmente, soddisfatto che aumenta il suo ordine.

Il panico raddoppia.

Ma anche questa volta Emanuele Rissone riesce a soddisfare, brillantemente, le richieste pervenutegli.

La domanda del suo prodotto aumenta ancora e, quindi, l’autore è costretto ad acquistare un macchinario per confezionare le capsule.

Oramai, ha acquisito un certo slancio, ha ampliato il giro di palestre che rifornisce e iniziano ad arrivargli le prime richieste di collaborazione.

A ventun anni compiuti capisce che l’università non gli sta dando nulla e lascia gli studi.

Infatti, sta imparando molto di più su come si gestisce un’azienda dall’esperienza quotidiana.

Il nostro imprenditore ha le idee molto chiare.

Pianifica la sua linea di integratori dopo aver studiato i prodotti made in USA arrivati sul mercato italiano per trovare l’elemento differenziante da proporre ai suoi potenziali clienti.

Una volta pianificata la produzione Emanuele Rissone si rivolge a un’importante impresa di Bergamo per fare produrre la linea di prodotti che si è immaginato.

La sua passione e il suo entusiasmo sono così coinvolgenti che l’azienda accetta di entrare nel novero dei suoi fornitori.

In quel momento, si pone la questione di trovare i capitali necessari per costituire la srl, acquistare gli imballi e le materie prime.

Inizia così il tempo della ricerca dei fondi…

E qui, mio caro lettore, mi fermo per non toglierti il piacere della lettura di questo ebook suddiviso in 7 capitoli più un extra bonus e una parte dedicata agli esercizi il cui scopo è quello di darti i primi rudimenti per poter realizzare la tua idea imprenditoriale.

Se hai letto con attenzione il mio riassunto di parte del primo capitolo del libro e hai una certa dimestichezza col metodo Lean Startup elaborato da Eric Ries, nel 2008, avrai notato che Emanuele Rissone, senza saperlo, ha approcciato il suo progetto seguendo questa metodologia.

Infatti, ha creato un Minimum Viable Product (MVP), cioè un prodotto basico e via via lo ha migliorato seguendo i suggerimenti dei suoi clienti.

Inoltre, una volta creata una procedura vincente l’ha replicata tutte le volte che si rendeva necessario (come, ad esempio, nel caso della ricerca e acquisizione di fornitori).

CONCLUSIONI

Questo eBook, a mio avviso, è un’ottima lettura sia per chi sta iniziando il suo percorso imprenditoriale sia per coloro che sono già imprenditori e vogliono semplicemente migliorarsi o avere delle conferme.

Ovviamente, non basta la lettura di un libro per replicare il successo del suo protagonista.

Ma se si trova il contenuto interessante e utile, il mio consiglio è quello di leggere molte volte il testo fino a quando non si è assimilato i concetti che ci servono e si riesce ad applicarli in modo automatico.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter, “Fai Decollare Il Tuo Business!“, in cui pubblico consigli utili per coloro che vogliono aprire una nuova attività che sia solida e sostenibile nel tempo oppure per chi ce l’ha già e, semplicemente, vuole rilanciarla o vuol far crescere il suo fatturato.

Infine, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividi questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Impresa Tradizionale vs. Impresa Digitale [Liquida]

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò dei due modelli d’impresa tra cui dovrai scegliere nel momento in cui deciderai di lanciare il tuo business:

  • Impresa tradizionale.

  • Impresa digitale [liquida].

A questi se ne può affiancare anche un terzo modello che trae origine dai primi due: l’impresa ibrida.

L’IMPRESA TRADIZIONALE

Questo è il modello classico di azienda a cui tutti siamo abituati e prevede che vi sia una sede, cioè una struttura fisica dedicata alla produzione dei beni o dei servizi oppure al commercio, dei dipendenti che variano nel numero in base alla grandezza dell’impresa e tutta una serie di costi fissi, costi variabili e adempimenti burocratici non indifferenti.

Capisci bene che per mettere in piedi un’azienda di questo tipo devi avere ingenti capitali ma, soprattutto, la tua organizzazione deve essere molto efficiente poiché solo in questo modo ridurrai il peso dei costi fissi, di quelli variabili e della burocrazia, e, mercato permettendo, produrrai degli utili a fine anno.

Per far ciò l’imprenditore deve sapere vendere, fare marketing, delegare, deve avere il pieno controllo dei numeri e una grande capacità organizzativa.

Troppo spesso, però, si vedono imprese dove, se non c’è il titolare, tutto si blocca poiché è lui che decide su ogni cosa, oltre ad essere il depositario di tutte le competenze necessarie per mandare avanti la baracca.

L’IMPRESA DIGITALE [LIQUIDA]

Questo secondo modello d’azienda è molto flessibile e risponde più velocemente ai mutamenti del mercato.

Inoltre, può contare su costi fissi e variabili che incidono di meno sul fatturato, e minori oneri burocratici.

Il perché è presto detto.

Questo tipo d’impresa tende a dematerializzarsi il più possibile per vivere in Internet.

Un classico esempio è l’e-commerce dove non vi è una sede fisica in cui il cliente può visionare il prodotto e poi acquistarlo, ma il tutto avviene in Rete.

In questo caso l’imprenditore ha eliminato il costo fisso dei locali in cui esercitare l’attività commerciale e dei commessi.

Inoltre, può tenere la sua attività aperta tutti i giorni 24h su 24h, senza incorrere in rivendicazioni sindacali e cattiva pubblicità a causa degli orari di lavoro.

La qual cosa gli permetterà di avere margini più alti rispetto a un concorrente che ha un’attività tradizionale.

Tra l’altro, se l’e-commerce in questione operasse in dropshipping il suo titolare si dovrebbe occupare solo di portare traffico al suo negozio virtuale poiché a tutto il resto ci penserebbe il dropshipper.

In pratica, in questo caso dovrebbe, principalmente, occuparsi del marketing cercando di creare strategie promozionali sempre più performanti.

Gran parte dei ricavi verrebbero reinvestiti in advertising allo scopo di sfruttare l’effetto leva e scalare la nicchia di mercato velocemente in modo da diventarne il leader.

Grazie a questo modello di business si eliminano i problemi di magazzino, dell’inventario e della logistica.

Per la cronaca, attualmente in Italia, ci sono diversi ragazzi che stanno facendo un sacco di soldi con il dropshipping.

Poiché hanno trovato una nicchia di mercato interessata a un determinato prodotto, un prodotto che risponde alle esigenze dei loro potenziali clienti e un dropshipper il quale si occupa del packaging e della spedizione al cliente finale.

Per comprendere meglio come funziona il tutto ti invito a leggere questa case history.

Come vedi i protagonisti di questa storia per le mani hanno avuto solo i campioni del prodotto, del packaging e dell’etichetta.

Ad assemblare il tutto secondo le loro istruzioni ci ha pensato il dropshipper.

Nel tempo sono stati creati marketplace, ad esempio Oberlo, dove coloro che vogliono lanciare un loro e-commerce sfruttando la metodologia del dropshipping possono trovare prodotti da rivendere alla nicchia che hanno individuato con un’approfondita analisi di mercato preliminare.

By the way, se non sei ancora convinto che il modello d’impresa digitale [liquida] si possa applicare ad ogni settore, ti faccio un ulteriore esempio partendo da un settore che, concettualmente, è il più lontano possibile dal mondo di Internet poiché molto concreto e solido: l’agricoltura.

Un agricoltore che ha una buona produzione per aumentare i suoi margini ha davanti a sé diverse possibilità, ad esempio:

  • la vendita diretta del suo prodotto. Ma per far ciò, oltre ad affrontare tutta una serie di adempimenti burocratici, dovrà predisporre un locale idoneo alla vendita al pubblico oppure avere un banco al mercato locale e avere dei commessi. Il che comporta tutta una serie di costi non indifferenti;

  • trasformare il suo prodotto per, poi, venderlo direttamente. In questo caso, avrà ulteriori oneri burocratici e costi dovuti all’allestimento dei locali per la lavorazione e la trasformazione dei prodotti.

    Non penserai mica che lo Stato gli lasci usare la cucina di casa sua per far tutto ciò, vero?

    In più ci vorrà il personale che materialmente dovrà eseguire il lavoro.

Entrambe le soluzioni richiedono un ingente impegno in termini finanziari e di tempo.

Tutte risorse sottratte alla sua attività principale che è quella di coltivare i campi e raccogliere i frutti del suo duro lavoro.

La strategia che, a mio avviso, dovrebbe seguire al fine di aumentare i suoi utili è la seguente:

  • Analizzare la concorrenza diretta, quella indiretta e i clienti.

  • Trovare un terzista che trasformi il prodotto destinato al segmento di mercato precedentemente individuato.

  • Sviluppare un brand e creare una sua identità di marca.

  • Selezionare un dropshipper che si occupi dell’assemblaggio e dell’invio al cliente finale del prodotto confenzionato nel rispetto delle normative previste per il commercio dei prodotti alimentari.

  • Crearsi il proprio e-shop con Shopify.

  • Individuare un marketer freelance che si occupi della promozione del prodotto online per permettergli di scalare il mercato.

In questo modo il nostro agricoltore potrà dedicarsi al lavoro nei suoi campi, al controllo dei numeri e alla gestione dell’organizzazione mentre il resto verrà lasciato ai vari partner.

Come vedi il processo che dal campo porta al cliente finale è stato suddiviso in vari step ognuno affidato a un partner diverso.

Facendo così diminuiscono gli oneri burocratici a cui è sottoposto e l’investimento richiesto è inferiore a quello previsto nel caso in cui avesse seguito uno dei due percorsi delineati in prima battuta.

LA TERZA VIA: L’IMPRESA IBRIDA

Per completezza d’informazione ti segnalo che chi ha deciso di lanciare un suo business ha di fronte a sé anche una terza via che ha alla base i due modelli d’impresa che ti ho appena descritto.

La soluzione di cui parlo è: l’impresa ibrida.

Con questa definizione classifico quelle imprese che sono tradizionali ma hanno un ramo d’azienda totalmente liquido.

Tale innesto permette all’impresa di aumentare i suoi utili in modo considerevole sfruttando le opportunità create dalla tecnologia digitale.

CONCLUSIONI

Oggigiorno, se vuoi lanciare un business ti trovi di fronte due modelli d’impresa tra cui scegliere: quello tradizionale, che per partire richiede un forte investimento iniziale di capitali e per far utili deve essere molto efficiente dal punto di vista dell’organizzazione, e quello dell’impresa digitale [liquida], che richiede meno capitali del precedente per l’avviamento e sfrutta le potenzialità della Rete per scalare il mercato.

Quest’ultimo modello è quello che lascia nelle mani dell’imprenditore più margini poiché l’incidenza dei costi fissi, di quelli variabili e della burocrazia (intesa come tempo sottratto allo svolgimento della propria attività imprenditoriale e, quindi, come costo, n.d.r.) sul fatturato è inferiore rispetto a quella del caso precedente.

Vi è, infine, una terza via che consiste nel creare un’impresa ibrida la quale unisce i due modelli per cogliere il meglio dell’uno e dell’altro.

La scelta che dovrai fare si baserà come sempre sull’analisi del mercato fatta in via preliminare.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter, “Fai Decollare Il Tuo Business!“, in cui pubblico consigli utili per coloro che vogliono aprire una nuova attività che sia solida e sostenibile nel tempo oppure per chi ce l’ha già e, semplicemente, vuole rilanciarla o vuol far crescere il suo fatturato.

Infine, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividi questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

[Lettura Consigliata]: Zero Concorrenti

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di un libro che ogni imprenditore e libero professionista dovrebbe studiare.

Il testo di cui parlo è Zero Concorrenti di Marco De Veglia, il più grande esperto italiano di brand positioning, l’uomo che ha contribuito, con le sue competenze, a portare al successo diversi imprenditori.

Un nome fra tutti: Alfio Bardolla.

Sua, ad esempio, l’idea del maglione arancione che ha reso estremamente riconoscibile quest’ultimo.

Buona lettura!

* * *

ZERO CONCORRENTI

Questo libro è suddiviso in sei capitoli ed è un manuale pratico rivolto alla media, piccola e micro impresa italiana.

Infatti, il suo autore dopo aver appreso il brand positioning direttamente da coloro che hanno gettato le fondamenta di questa disciplina, Al Ries e Jack Trout (in fondo al testo trovi un’intervista fatta a quest’ultimo da Marco De Veglia in vista della pubblicazione di Zero Concorrenti, n.d.r.) e averlo applicato in vari contesti per oltre venticinque anni, negli ultimi quattro si è dedicato, esclusivamente, ai piccoli imprenditori italiani.

Questo vuol dire che quello che apprenderai studiando questo libro è calibrato per il nostro contesto socio-economico dove il 95% delle imprese sono medie, piccole o micro.

Anche gli interessanti casi di studio analizzati nell’ultimo capitolo sono tutti tratti dal nostro attuale contesto e ti permetteranno di capire i giusti passi per applicare il brand positioning alla tua attività.

Ma andiamo con ordine.

Come dicevo poc’anzi il libro è suddiviso in sei capitoli.

I primi quattro sono dedicati a spiegare che cos’è il brand positioning.

Il primo capitolo ti dà le basi del brand positioning e spiega perché è così importante per il business.

Il secondo è dedicato al rapporto tra il brand positioning e il marketing.

Il terzo mette a confronto il brand positioning e il personal branding.

Il quarto mostra come un uso corretto di questo strumento permette alla piccola media impresa italiana di azzerare la concorrenza e di assumere la leadership di mercato.

Il quinto insegna come applicare al proprio contesto la “Brand Positioning Formula”. È un capitolo molto pratico che spiega in modo semplice la sequenza di azioni che si devono mettere in opera per realizzare il proprio brand positioning.

Il sesto, come ho già detto, è dedicato ai casi di studio.

Qui ti consiglio di soffermare la tua attenzione sulle “case history” di: SilenzioCasa, Atum, Fidagel e Camperis.

A questo punto, mio caro lettore, ti chiederai: “Ma che cos’è il brand positioning e perché è così importante che io lo applichi al mio business?”

Il brand positioning è la strategia che porta alla creazione di quel messaggio che differenzia il proprio prodotto da quello dei concorrenti posizionandolo nella mente del potenziale cliente come la prima scelta per una determinata categoria di prodotto.

La nostra mente è limitata, odia la confusione e non vuole cambiare idea.

Ecco, perché è indispensabile applicare le strategie che si trovano in questo libro alla propria attività se si vuole far emergere il proprio brand dal mare magnum delle informazioni pubblicitarie che la bombardano ogni giorno cercando di catturare la sua attenzione.

La formula ideata da Marco De Veglia si basa su quattro step.

  1. Analisi del contesto competitivo

  2. Idea differenziante

  3. Validazione dell’idea differenziante

  4. Creazione del brand positioning statement

L’autore non solo insegna come realizzare quanto sopra, ma fa vedere come ha applicato su un suo cliente la sua “Brand Positioning Formula”.

Questo passaggio è molto utile per fissare nella mente del lettore le varie azioni che dovrà compiere.

CONCLUSIONI

Zero Concorrenti di Marco De Veglia è un testo che non può mancare nella libreria di un imprenditore, un consulente o un libero professionista.

Il marketing è una guerra per conquistare le menti dei consumatori che basa il suo successo non sulla realtà dei fatti, ma sulle percezioni dei consumatori.

Emblematica, a questo riguardo, la vicenda delle due birre brasiliane Antarctica e Brahma riportata a pag. 95 del libro che dimostra come un’ottimo brand positioning statement basato sull’idea differenziante de “il numero uno” possa ribaltare una data situazione.

Nel volume l’autore, oltre a identificare i tre tipi di idee differenzianti alla base di un brand positioning vincente, spiega quali idee non sono per nulla differenzianti come, ad esempio, l’idea del prezzo basso (una iattura che molto spesso è l’anticamera del fallimento poiché erode i margini delle aziende, n.d.r.) oppure quella della qualità del prodotto.

Infatti, in quest’ultimo caso se non sei un profondo conoscitore del prodotto che vai ad acquistare, come fai a determinarne la qualità?

Ciò detto, se dopo aver letto questa mia breve recensione, mio caro lettore, non sei ancora convinto riguardo all’importanza di acquistare e studiare questo libro, ti lascio meditare su quest’ultima affermazione: in Italia poche imprese conoscono e applicano correttamente il brand positioning, quindi se tu farai tue queste conoscenze e le applicherai correttamente, sbaraglierai facilmente tutti i tuoi concorrenti.

Da ultimo, voglio ricordarti che a supporto del libro vi è un sito dedicato e un gruppo su Facebook dove imprenditori, consulenti e liberi professionisti s’incontrano ogni giorno per discutere dell’argomento e approfondire la materia sotto la vigile e partecipe direzione di Marco De Veglia.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter, “Fai Decollare Il Tuo Business!“, in cui pubblico consigli utili per coloro che vogliono aprire una nuova attività che sia solida e sostenibile nel tempo oppure per chi ce l’ha già e, semplicemente, vuole rilanciarla o vuol far crescere il suo fatturato.

Infine, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividi questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come portare al successo la tua Partita IVA nel 2017

Oggi, mio caro lettore, ti darò qualche consiglio su come portare al successo la tua Partita IVA nel 2017.

Ovviamente, spetta a te riempire di significato la parola successo. Per ogni persona, infatti, questo termine ha un valore diverso.

Io, qui, mi limiterò a indicarti alcune scorciatoie che renderanno il tuo percorso più agevole.

Iniziamo col dire che, nel 2017, sia che tu sia un disoccupato, che vuol sfruttare uno dei regimi agevolati della Partita IVA per crearsi la sua opportunità lavorativa, oppure un libero professionista, un artigiano, un commerciante o un imprenditore da tempo sul mercato non puoi più prescindere da Internet e dai Social Network.

E non rispondermi: “Il mio settore è differente”, “queste cose vanno bene per tutti gli altri ma non per me” oppure “ho sempre fatto così. Perché dovrei cambiare?”.

Queste sono solo delle giustificazioni per non uscire dalla tua comfort zone.

Se in questo momento i tuoi affari stanno andando bene per cui non ti stai interessando a Internet e ai social, allora senza saperlo stai lentamente e inesorabilmente arretrando.

Certo, ora, la cosa non ti sta colpendo nel portafoglio, ma presto inizierai a subire i primi inesorabili contraccolpi di una crisi di mercato e in men che non si dica non avrai più le forze per reagire.

In pratica sei come quella rana che buttata viva in una pentola d’acqua fredda sotto cui è stato acceso un fuoco, dapprima si gode il nuovo “stagno”.

Successivamente, quando l’acqua si fa tiepida inizia a provare un po’ di fastidio, ma non salta fuori dalla pentola poiché ritiene di poter sopportare la cosa.

Infine, quando l’acqua si fa troppo calda non ha più le forze per saltare fuori e portarsi in salvo. Quindi non le resta che lasciarsi morire.

Ti ricordi di Mivar, il più importante costruttore italiano di televisori degli anni ’80?

Beh, prima dell’avvento delle TV a schermo piatto aveva una grossa fetta del mercato italiano. Però, non avendo abbracciato per tempo il cambiamento dei gusti dei suoi clienti, dall’oggi al domani, l’azienda si è trovata espulsa dal mercato e ha dovuto chiudere i battenti.

A onor del vero, a un certo punto, la Mivar ha provato a inserirsi nel nuovo mercato ma era troppo tardi per farlo.

Quest’azienda, come la Kodak, Blackberry, Nokia e tante altre, soffriva di un terribile male la miopia di marketing.

Ora, per non subire il loro stesso destino (se sei già da tempo sul mercato, n.d.r.) oppure per non buttare via i tuoi soldi (se solo adesso ti stai affacciando al mondo del business, n.d.r.) devi sfruttare Internet per acquisire nuove competenze e analizzare il tuo mercato.

La Rete è un ottimo strumento per formarsi in modo permanente.

Se hai soldi ci puoi trovare degli ottimi corsi che ti permetteranno di fare il salto di qualità.

Se, invece, non hai molti soldi a disposizione, dovrai armarti di santa pazienza e setacciare l’oceano di risorse gratuite presenti nel web alla ricerca di quelle perle che potrai applicare al tuo business, ovviamente, dopo averle adattate al tuo caso specifico.

Per quanto riguarda, invece, l’analisi del mercato in cui operi o vorrai operare hai la possibilità di sfruttare diversi strumenti.

Oltre a Google e ai tool a lui connessi (Keywords Planner, Google Trends, Google Suggest), ti consiglio di sfruttare Answer The Public.

Questo strumento, di facile utilizzo, ti permette di scoprire con quali correlazioni di parole chi utilizza Google cerca la parola chiave o di individuare nicchie particolari oppure di focalizzarti sugli effettivi bisogni delle persone.

Prendiamo, ad esempio, Partita IVA come parola chiave e selezioniamo IT (Italia, n.d.r.) come paese in cui individuare le query di ricerca.

In pochi secondi Answer The Public ti mostrerà le chiavi di ricerca utilizzate dagli italiani che sono correlate alla suddetta parola chiave.

A questo punto, potrai usare questi spunti per scrivere dei post per il tuo blog che rispondano alle chiavi di ricerca che hai intercettato oppure per creare dei sondaggi con SurveyGizmo in base ai bisogni individuati correlati al prodotto o servizio che offri sul mercato.

Nel primo caso il tuo obiettivo sarà quello di acquisire traffico verso il tuo blog e autorevolezza agli occhi delle persone che effettuano una determinata ricerca su Google, Bing & co.

Nel secondo caso dovrai creare un questionario che ti permetta di capire quanto le persone siano consapevoli del loro bisogno, desiderio o problema, quanto forte sia in loro la volontà di risolvere la questione, infine, se e quanto sono disposti a pagare la tua soluzione.

Inoltre, se sarai veramente bravo nel formularlo, avrai la possibilità di acquisire fin da subito dei clienti.

Qui entrano in gioco i Social Network.

Come, già, sai su Facebook e LinkedIn ci sono i Gruppi che su G+ prendono il nome di Community.

Queste comunità di persone si raggruppano attorno a un interesse comune come accade nei forum d’altronde.

Una volta individuati con gli strumenti di cui sopra gli interessi legati alla soluzione che offri o che vorrai offrire sul mercato sarà facile per te, attraverso un questionario settato nel modo giusto, catturare nei gruppi l’attenzione di persone interessate a trovare una soluzione ai loro problemi.

Dopo aver intercettato il tuo pubblico target e aver instaurato con lui una relazione di valore attraverso il tuo blog o la tua Newsletter dovrai vendergli il tuo prodotto o servizio.

Vendere qualcosa a qualcuno è facile ma non semplice.

In Rete ci sono tante risorse gratuite da cui acquisire utili competenze che faranno di te un venditore migliore.

Io consiglio lo studio del bel libro di Frank Bettger “Il Venditore Meraviglioso” di cui ho già parlato in questo post.

Ovviamente, il solo studio non basterà a migliorare il tuo fatturato ma devi fare anche tanta pratica. Passare cioè all’azione.

Se ci rifletti bene esperienza e competenze danno vita a un prodotto o servizio, ma è solo con l’ingresso sul mercato che potrai capire il grado di successo di ciò che hai creato.

Grazie a un’attenta analisi di tutti i dati che hai raccolto nella prima fase da me descritta e alle risposte che raccoglierai direttamente dai test di mercato potrai facilmente aggiustare il tiro del tuo modello di business.

Di fondamentale importanza è l’essere flessibili mentalmente.

Non bisogna fossilizzarsi sul business plan originario ma essere sempre disposti a cambiare direzione in base alle risposte del mercato, pur essendo determinati nel perseguire la propria Vision e la propria Mission.

CONCLUSIONE

Se vuoi portare al successo la tua Partita IVA nel 2017 non puoi prescindere dall’utilizzo di Internet e dei Social Network.

Dovrai sfruttare questi strumenti per fare la tua analisi di mercato e per comunicare col tuo target.

Così facendo ti posizionerai nella loro testa come un valore e acquisirai autorevolezza.

Una volta sul mercato validerai le ipotesi che hai formulato nel tuo modello di business e, successivamente, in base ai feedback che avrai, nel frattempo, ricevuto adatterai il tuo prodotto o servizio per rispondere alle richieste della tua clientela attuale o potenziale.

Analizza le risposte del tuo pubblico target a ogni cambiamento che apporti e, poi, fai ulteriori modifiche.

Esegui questo processo più volte nel corso della vita del tuo prodotto o servizio solo così ne determinerai un successo prolungato nel tempo.

Ricordati che nel momento in cui smetterai di evolverti segnerai l’inizio della tua fine.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

[Lettura Consigliata]: Il Venditore Meraviglioso

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di un altro dei libri che, nella mia biblioteca personale, fa parte di quella Top 10 che rileggo ogni anno per trarre insegnamenti e motivazioni al fine di battere i risultati ottenuti l’anno precedente.

Il libro in questione è: Il Venditore Meraviglioso di Frank Bettger.

In Italia questo testo è stato pubblicato per la prima volta da Longanesi nel lontano 1954.

Ma il suo contenuto è valido ancora oggi nell’era di Internet, delle imprese digitali e del Liquid Business.

A PROPOSITO DELL’AUTORE

Frank Bettger (1888-1981) nacque a Filadelfia e dopo una breve carriera come giocatore di baseball divenne un venditore di polizze assicurative.

Dopo un inizio difficile riuscì a standardizzare un metodo di vendita che lo condusse in breve tempo alla ricchezza.

Infine, grazie all’incontro con il grande Dale Carnegie scrisse il suo primo libro in cui spiegava come era riuscito a passare da venditore che a stento riusciva a mantenersi a venditore di successo.

Il Venditore Meraviglioso nel corso degli anni ha venduto milioni di copie proiettando il suo autore nell’empireo degli scrittori dei manuali di auto-aiuto e facendone uno dei punti di riferimento per tutti i venditori del mondo.

IL LIBRO

Questo manuale è di facile lettura e ricco di preziosi consigli che applicati con costanza possono trasformare il peggior venditore del mondo in un uomo ricco e soddisfatto di sé.

Io stesso sto applicando gli insegnamenti di Frank Bettger e sto ottenendo degli ottimi risultati.

Composto da 35 capitoli il libro inizia indicando la caratteristica che ogni venditore di successo deve possedere: l’entusiasmo.

Infatti, senza di esso nessuna impresa nella vita risulterà vincente.

Nei capitoli successivi si affronta in profondità il metodo di vendita seguito dall’autore. Si parte con l’organizzazione dell’agenda settimanale passando per il modo giusto di presentarsi da un cliente per arrivare alla tecnica migliore con cui affrontare le sue obiezioni.

Tale tecnica si basa su una semplice parola magica: “Perché?”.

Infatti, questo avverbio interrogativo se utilizzato abilmente costringe colui che pone delle obiezioni a rispondersi da solo mettendo in luce la loro fragilità o la loro inconsistenza.

Nei casi più difficili, però, bisognerà utilizzare anche la seguente domanda: “Oltre a ciò, qual è il vero motivo?”.

Come è scritto nel libro, a volte, dietro a un’obiezione apparentemente sensata si nasconde il vero motivo del rifiuto e una volta che lo si è scoperto sarà più facile trovare una proposta che possa allettare il nostro interlocutore.

Tanti sono i piccoli trucchi del mestiere che apprenderai leggendo questo testo.

Alcune volte, però, vi troverai anche la conferma di qualche strategia che già utilizzi con successo.

Come ho detto in precedenza le tecniche qui illustrate si possono applicare pure a un business online in quanto le fasi della vendita sono le medesime:

  1. Attenzione: sia in Internet che nel mondo reale se vuoi concludere un affare devi catturare l’attenzione del tuo interlocutore;

  2. Interesse: dopodiché devi sempre suscitare l’interesse del tuo potenziale cliente per la tua offerta;

  3. Desiderio: successivamente, devi innescare nel potenziale cliente il desiderio per il tuo prodotto o servizio;

  4. Conclusione: a questo punto, se hai fatto tutto bene, concludere la vendita sarà un gioco da ragazzi.

CONCLUSIONI

Il Venditore Meraviglioso di Frank Bettger è un’ottima lettura, nonostante siano passati molti anni dalla sua prima edizione, poiché spiega passo dopo passo quello che un venditore deve fare per avere successo nella sua attività.

Ti consiglio vivamente di studiare con attenzione ogni capitolo di questo libro perché in ognuno di essi trovi degli utili insegnamenti facilmente applicabili da tutti.

Infine, sofferma la tua attenzione sul capitolo trentaquattro dove l’autore svela come l’input del cambiamento avvenuto nella sua vita sia avvenuto grazie alla lettura dell’autobiografia di Benjamin Franklin da cui apprese una strategia in 13 punti che lui adattò al suo percorso professionale ricavandone grandi benefici.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Il Marketing Pandemico

Poco più di un anno è passato da quando il Prof. Paolo Orlandi, docente di Marketing Pandemico alla prestigiosa L.A.B.A. di Rimini e io abbiamo pubblicato il nostro primo ebook I Principi di Italian Business Design.

Quel primo frutto delle nostre fatiche ci ha dato delle belle soddisfazioni. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere un nuovo ebook per approfondire il tema del Marketing Pandemico.

Questa volta abbiamo scritto un vero e proprio manuale frutto dei nostri studi e delle nostre esperienze al fianco di imprenditori e liberi professionisti dal titolo: Il Marketing Pandemico.

Lo scopo di questo testo è quello di fornire un agile strumento per aprire il proprio mercato a tutti coloro che hanno un’attività imprenditoriale o vogliono aprirne una.

Oltre alla teoria nell’ebook ci sono degli utili esercizi che abbiamo inserito per favorire lo sviluppo di un nuovo modello di pensiero adatto ai tempi odierni.

Infatti, il più delle volte chi gestisce un’attività, specie se da molti anni, applica degli schemi di pensiero non più attuali giustificandosi con la consueta frase: “Si è sempre fatto così. Non c’è bisogno di cambiare”.

Il problema è che il mondo sta cambiando a una velocità impressionante e quello che oggi è nuovo, domani non lo sarà più.

Quindi il rimanere legati a modelli di business validi nel passato, adesso, non ha più senso poiché equivale a fare dei giganteschi passi indietro.

Essere conservatori in questo periodo storico vuol dire portarsi la Crisi in casa e languire in attesa dell’inevitabile fine.

Ora, mio caro lettore, se segui il mio blog da diverso tempo avrai capito che non credo nella Crisi così come ci viene descritta dalle TV e dai giornali.

Il mio pensiero a riguardo è molto chiaro. Stiamo vivendo un passaggio epocale la Terza Rivoluzione Industriale.

Coloro che non si sono adeguati al cambiamento effettivamente stanno male, vedono il loro reddito diminuire e il loro stile di vita peggiorare.

Sono come i maniscalchi o gli allevatori di cavalli che avendo visto comparire le prime automobili hanno pensato a una moda passeggera per ricchi eccentrici e quindi non si sono premurati di cambiare il loro modello di business decretando così la loro fine.

La realtà di oggi non è diversa. Ci sono attività anche in settori cosiddetti maturi che crescono con percentuali a doppia cifra, alcune persino a tripla cifra.

Tutte le altre sono morte o stanno morendo trascinando a fondo con sé pure i loro collaboratori. Questo è il vero dramma sociale.

Nel libro, a tal proposito, parliamo di Miopia di Marketing.

Una classe dirigente miope sta affondando il Paese poiché si ostina ad arroccarsi su posizioni retrograde.

A tutto questo il Prof. Paolo Orlandi e io con questo eBook abbiamo voluto dare la nostra soluzione. Una delle tante possibili per risollevare le sorti della nostra amata Italia e certo non l’unica.

Buona lettura e buon business!

La trasformazione

Dicembre è tempo di bilanci, di tirare le somme e di programmare l’anno che verrà.

Questo mio ultimo post dell’anno sarà, quindi, diverso dai soliti a cui sei abituato, mio caro lettore.

Infatti, parlerò un po’ di me e dei miei progetti.

Per me il 2016 è stato l’anno della trasformazione da consulente freelance a imprenditore digitale seriale. Infatti, nel corso del 2017 i due grossi progetti pianificati e lanciati durante questi ultimi e intensi 12 mesi si trasformeranno in società.

Grazie a Internet e ai Social Network ho incontrato le persone con cui ho dato vita negli ultimi 2 anni a tutti i miei progetti di lavoro dall’ebook scritto a quattro mani col Prof. Paolo Orlandi, docente di Marketing Pandemico presso la L. A. B. A. di Rimini, alla collaborazione con Gentian Hajdaraj titolare di Web Marketing Aziendale che mi ha introdotto nel mondo della Lead Generation.

Oltre a queste fantastiche persone, la mia strada ha incrociato quella di coloro che nel 2017 diventeranno a tutti gli effetti miei soci:

  • Mauro Manfredi, un leader visionario con una forte esperienza come International Business Developer alle spalle e una grande passione per il mondo delle startup.

  • Nina Gabriella MadaffariBusiness Coach di talento ed esperta HR con un trascorso professionale all’interno di importanti multinazionali.

  • Federico Antonioni, esperto nella gestione di blog aziendali.

  • Valeria Pindilli, giovanissimo talento del Business Development.

Insieme abbiamo fatto nascere una sinergia professionale che ha dato vita ai seguenti brand:

  • HarviUp, Business Accelerator, che si rivolge a startup e ad aziende con lo scopo di aiutarle ad accelerare la scalata ai mercati a cui si rivolgono.

  • Pocket Manager, progetto dedicato ai liberi professionisti e ai piccoli imprenditori che vogliono usufruire delle competenze strategiche e manageriali di un manager per risolvere i loro problemi e conquistare nuove fette di mercato, ma che per ovvie ragioni di dimensioni non possono assumerne uno.

Le imprese che andremo a creare saranno digitali e liquide. Vascelli corsari adatti a conquistare gli oceani blu che si aprono di fronte a noi.

Questo modello d’impresa, essendo flessibile e permettendo di lavorare a distanza e di automatizzare i processi, ci consentirà di affrontare le incertezze dei vari mercati senza troppi patemi d’animo.

Inoltre, si adatta alla nostra ambizione di essere un driver capace di favorire un cambiamento di mentalità nella classe dirigente e imprenditoriale del nostro Paese.

In questo periodo storico, in Italia, vi è un grande fermento che si muove sottotraccia. Un movimento carbonaro, fatto di giovani e meno giovani che non si sono arresi alla crisi e all’immobilismo conservatore che sembra avvolgere la nostra nazione.

Proprio come nel periodo risorgimentale in ogni angolo del Paese vi sono persone che anche grazie alla Rete si riuniscono per dar vita a nuove iniziative imprenditoriali consci del fatto che il riscatto di una nazione non passa solo dal rinnovamento politico.

Creare nuovi modelli d’impresa per forza di cose costringerà la classe dirigente attuale a prendere atto dello status quo e ad adeguarsi a esso o scomparire.

Sarà un forte cambiamento dal basso che travolgerà l’Ancien Régime e stabilirà un ordine nuovo.

La Rivoluzione, ormai è partita, si coordina attraverso Internet, si sviluppa negli spazi di coworking, ha i suoi podcast e intellettuali di riferimento, i suoi miti in Italia e all’estero, ma soprattutto è alimentata da una massa di persone di ogni età che non ha più nulla da perdere.

Nessuno potrà toglierci la speranza di una vita migliore ed essa ci porterà alla vittoria.

Come ti ho detto all’inizio, mio caro lettore, questo è l’ultimo post del 2016 quindi colgo l’occasione per farti gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Angelo Cerrone. Un anno dopo

Angelo Cerrone

Angelo Cerrone

Tempo fa, mio caro lettore, ho intervistato Angelo Cerrone, social media manager di grande talento, nato e cresciuto in Campania.

Oggi ho deciso di intervistarlo di nuovo vista la bella crescita che hanno avuto i suoi progetti e il suo blog per carpirne i trucchi del mestiere in modo da aiutarti a replicarli.

Buona lettura!

Dalla nostra prima intervista è passato poco più di un anno. Com’è cambiata la tua vita?

Prima di raccontarti della mia vita, volevo ringraziarti per questa seconda intervista che rappresenta un attestato di stima nei miei confronti.

Come avrai notato sui social la mia vita è stata stravolta sia sotto il profilo professionale che sotto il profilo privato.

Per quanto riguarda il lato lavorativo, ho abbandonato l’incarico da social media manager presso l’agenzia dove ho mosso i miei primi passi da professionista.

La decisione è stata abbastanza sofferta, ma i margini di crescita si erano ridotti notevolmente e, dunque, era giunto il momento di intraprendere nuove avventure.

Per alcuni mesi mi sono dedicato alla vita da libero professionista che continuo a svolgere tuttora e poi, dopo un lungo corteggiamento, ho accettato una collaborazione interna presso un’impresa privata.

Qui mi sto occupando della digitalizzazione della loro attività sia sui social network che sui più importanti motori di ricerca.

Inoltre, mi è stato affidato l’incarico di gestire anche la contabilità, un mio vecchio amore, monitorando in questo modo la crescita del loro business.

Quindi, attualmente, svolgo entrambe le mansioni e, nonostante, i tanti impegni le soddisfazioni non mancano.

Invece, per quanto riguarda la mia vita privata finalmente dopo un po’ di tempo ho trovato una ragazza fantastica con cui stiamo progettando qualcosa di importante e con cui condivido una passione nata da poco ovvero la fotografia.

Come si è evoluto il tuo blog in tutto questo tempo?

In quest’ultimo anno il blog ha raggiunto la sua maturità visto che la maggior parte delle visite deriva dalla ricerca organica e non più dalla condivisione dei post sui social network.

Inoltre, in questi ultimi mesi, il calendario editoriale è stato completamente stravolto. Ho ridotto la frequenza di pubblicazione in modo tale da migliorare la qualità dei contenuti e i risultati sembrano darmi ragione.

Ho registrato una crescita netta dei seguaci, una crescita delle condivisione dei post e, soprattutto, una maggiore visibilità sui social network.

Come si crea un blog di successo come il tuo?

Ci vogliono tre ingredienti: costanza, determinazione e originalità.

Per quanto riguarda la costanza mi riferisco a un aggiornamento periodico del proprio blog. Questo non significa che bisogna pubblicare uno o più articoli al giorno perché è impensabile lavorare a questi ritmi.

I più bravi ci riescono ma alle loro spalle c’è un team che li supporta.

I blogger meno “fortunati” devono realizzare in prima persona i loro articoli e questo determina uno stress non indifferente.

Per questo bisogna trovare una soluzione intermedia, un articolo ogni tot giorni, che consenta di scrivere contenuti utili e di qualità.

Il secondo ingrediente è la determinazione.

Se ci arrendessimo alle prime difficoltà la figura del blogger non esisterebbe in quanto ci vogliono almeno due anni per consolidare il proprio blog e per creare una community di buona qualità.

Il terzo e ultimo ingrediente per creare un blog di successo è l’originalità.

Per originalità non intendo solo la creazione di post innovativi ma anche di rivedere sotto un’ottica differente ciò che è già stato trattato da altri blogger.

Purtroppo, con la crescita del loro numero questo ingrediente è venuto meno ed è sufficiente una novità dell’ultima ora per generare cento articoli identici o molto simili.

Mi è capitato di leggere post che avevano lo stesso titolo e le stesse parole.

Com’è possibile tutto ciò?

Semplicemente, perché i blogger in questione avevano tradotto un articolo in lingua inglese.

Come scegli gli argomenti di cui trattare?

Gli argomenti li scelgo generalmente una settimana prima dell’elaborazione del post, salvo novità dell’ultima ora, in modo tale da effettuare ricerche più approfondite sul tema trattato.

La scelta spesso è determinata dalle mie esperienze personali con il mondo dei social network o in alternativa dalle richieste dei miei follower.

Le richieste possono essere esplicite (commento, messaggio, etc.) o tacite cioè tratte dai dati statistici del mio blog.

Alcuni articoli di successo sono nati proprio dalla lettura degli insight.

Come distribuisci i contenuti in modo da catturare l’attenzione degli utenti online e aumentare la tua audience?

Sulla distribuzione dei contenuti ho avuto una bellissima conversazione digitale con una mia cara amica blogger che evidenziava come tantissimi blogger postano i loro contenuti in tutti i gruppi in cui sono iscritti.

Io ho sottolineato come questa strategia sia orientata semplicemente a far gonfiare le visite del blog e a guadagnare qualche centesimo con AdSense.

Io, invece, ho optato per una condivisione real time sui social dove sono iscritto e una ricondivisione differita dopo qualche giorno o periodo ben stabilito.

Inoltre, mi sono concentrato molto sul lato SEO dei singoli post e questo mi ha consentito di raggiungere ottimi risultati.

Infatti, la vita media di un post sui social network è di pochi giorni, salvo alcuni post evergreen, mentre con la SEO, la vita media di un articolo è nettamente superiore.

Hai dei progetti per monetizzare il tuo blog visto il tuo vasto seguito?

Non mettermi in difficoltà con domande che potrebbero svelare i miei segreti.

A parte gli scherzi, ad agosto avevo annunciato delle novità interessanti e la prima è stata già lanciata.

Ho trovato uno spazio autonomo per il mio progetto Advertising Break, rubrica sulla pubblicità creativa, in modo tale da differenziare i contenuti pubblicitari da quelli più markettari.

Ora ho in mente altri due progetti.

Il primo è top secret e sarà svelato nel 2017, il secondo invece è sempre più vicino ma non posso sbilanciarmi troppo visto che è una sorpresa per i miei follower.

Però, visto lo splendido rapporto che c’è tra di noi, voglio dare un’esclusiva ai tuoi “seguaci”: il secondo progetto interesserà il mio blog.

Hai mai pensato di vivere solo attraverso il tuo blog o le tue passioni?

Sì, ci ho pensato più volte ma per raggiungere una certa autonomia economica è necessario lavorare sodo per più anni e concentrarsi anche sui guadagni indiretti.

Mi spiego meglio.

Un blog o qualsiasi progetto sui social genera due tipi di entrate: quelle dirette e quelle indirette.

Le prime non hanno bisogno di presentazioni visto che ci sono numerosi articoli che spiegano come guadagnare con un blog.

Invece, le seconde, spesso sottovalutate, sono fondamentali per consolidare la propria figura professionale.

In questi ultimi mesi ho ricevuto alcune offerte di collaborazione grazie al mio blog e ai miei progetti su Instagram, ma ho sempre rifiutato perchè non c’erano le condizioni per portare avanti la cosa.

Quindi in modo indiretto ho già guadagnato qualcosa, ora però spero di incrementare i guadagni diretti.

Come stanno andando gli altri tuoi progetti online?

In questi ultimi mesi mi sono concentrato principalmente su Instagram dove ho lanciato due progetti: #unangeloinviaggio e Italia in cartolina.

unangeloinviaggio

unangeloinviaggio

Entrambi i progetti hanno una tematica comune: la valorizzazione del territorio italiano mediante i social network.

Per quanto riguarda #unangeloinviaggio il progetto è gestito direttamente sul mio profilo personale dove pubblico quotidianamente le foto dei miei viaggi categorizzandole appunto con l’hashtag di cui sopra.

Invece, Italia in cartolina ha un profilo autonomo e sono i miei follower a indicarmi le località più belle del nostro Paese.

Anche qui ogni giorno vengono postate due foto in modo tale da stimolare la partecipazione di tutti gli iger d’Italia.

Per quanto riguarda invece i progetti storici Graffi Creativi e l’Advertising Break hanno, ormai, raggiunto la loro autonomia.

Come ho già anticipato prima la rubrica sulla pubblicità creativa ha trovato uno spazio tutto suo mentre su Graffi Creativi ho dato spazio definitivamente alle news e alle novità sul mondo dei social network.

Il nuovo format sembra piacere ai lettori e la crescita organica della pagina Facebook è più che raddoppiata.

Hai qualche novità su come si evolveranno il tuo blog e i tuoi progetti online che puoi darmi in anteprima per i miei lettori?

Dai, sul blog ti ho già detto troppo e non posso più sbilanciarmi altrimenti viene meno l’effetto sorpresa.

Invece, sui progetti posso darti qualche informazione dettagliata in esclusiva.

A dicembre i miei due progetti su Instagram saranno rinnovati parzialmente.

Per quanto riguarda Italia in cartolina ti anticipo che ci sarà il classico contest natalizio per valorizzare il territorio italiano anche durante le festività.

Invece, per quanto riguarda #unangeloinviaggio ho creato un contest che rappresenta una novità assoluta per chi gestisce un account privato su Instagram, ma anche in questo caso tutto è top secret.

Un altro progetto interessante è quello che sto elaborando per l’azienda con cui collaboro e coinvolgerà i negozianti e gli artigiani italiani.

Speriamo che questa idea venga apprezzata in quanto è sempre bello ricevere qualche complimento da chi ti segue con affetto.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Giorgio Valleris: Professione Media Manager

Giorgio Valleris, Media Manager

Giorgio Valleris

Oggi, mio caro lettore, ti presentarò attraverso la mia intervista Giorgio Valleris, professione: Media Manager.

Ci siamo conosciuti lavorando su un bel progetto imprenditoriale e fin da subito ho apprezzato la sua competenza nel campo del copywriting, settore che riveste un ruolo fondamentale per i business che vogliono crescere grazie a Internet.

Buona lettura!

* * *

Quanti anni hai e dove vivi?

Ho 38 anni e vivo in un piccolo paese in provincia di Monza. Mi sono trasferito qui da una decina d’anni. Prima vivevo alle porte di Milano, ma ho scelto di allontanarmi un po’ dal capoluogo, in perfetto stile “scappo dalla città”.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Un percorso tortuoso, così come alle volte lo è la vita.

Ho studiato ragioneria e, poi, ho scelto di iscrivermi a mediazione linguistica e culturale alla Statale di Milano.

Una volta laureato ho iniziato a fare il cronista per alcuni giornali locali e nei week end ho seguito un Master in Media Relations alla Business School de Il Sole 24 Ore.

Grazie al cielo ho scelto di non seguire la contabilità di nessuna azienda, appena diplomato. Altrimenti, sai che disastri avrei combinato tra spese, ricavi, bilanci e conti economici? No, me la cavo meglio con le parole che con i numeri.

Quali esperienze lavorative hanno preceduto quella attuale?

Come ti dicevo ho iniziato a fare il cronista per alcuni periodici locali appena laureato. Una bella esperienza.

Chi dice che fare il giornalista è meglio che lavorare avrà anche ragione, ma io ne ho passate di sere e week end tra consigli comunali, sedi di quartiere e interviste varie.

Poi ho lavorato per 8 anni nel Consiglio regionale della Lombardia come addetto stampa per un gruppo politico: all’inizio è stata davvero dura perché avevo responsabilità enormi e nessuna esperienza. Devi farti le ossa. E senza fartele rompere. Se ci riesci, dal punto di vista professionale compi un vero salto di qualità.

Nel 2013 ho iniziato la mia carriera come freelancer: tanto copywriting per i clienti più diversi, qualche ufficio stampa qua e là, collaborazioni giornalistiche con tv e testate.

Una svolta (termine abusatissimo da noi copy) a livello professionale e personale. Non tornerei mai indietro!

Qual è il cappello che indossi più spesso tra i tanti ruoli che rivesti?

Oggi, senz’altro quello di copy. Se mi guardo allo specchio è quello che mi sta meglio perché è il mio cappello preferito. Se è comodo non ti saprei dire, certi giorni quando non hai l’ispirazione ti sta stretto da farti venire mal di testa, ma quando s’accende quella classica lampadina, indossarlo è meraviglioso e me lo si legge in faccia.

Che cosa ti affascina di più dell’uso della parola?

Una sola virgola può stravolgere il senso di una frase, immagina cosa può fare una parola al posto giusto.

L’ho imparato studiando da copy ma anche intervistando i personaggi più diversi e lavorando nell’ambito della comunicazione politica.

In realtà non m’innamoro del claim o dello slogan fine a se stesso, ma delle sensazioni che provocano leggendoli. Quando capisci che quelle due o tre parole, messe insieme in quell’ordine e in quel contesto, hanno un potenziale enorme. È questo che m’affascina di più.

Come ha rivoluzionato la tua attività l’avvento della Rete?

La rivoluziona ogni giorno. Quando pensi di averci capito qualcosa ecco che arriva il nuovo algoritmo di Google, ecco che i guru del marketing cambiano le regole del gioco facendoti dubitare di quanto hai appreso fino a quel momento.

Però quant’è più facile lavorare con la Rete!

Come ti aggiorni?

Seguo seminari e conferenze appena posso.

In una professione non ancora “regolata” come quella del copywriter è fondamentale aggiornarsi continuamente, specie perché la continua evoluzione del linguaggio e delle regole del web ci obbliga a farlo, altrimenti meglio cambiare mestiere.

Leggo testi di altri copy e pubblicitari stranieri, da Claude Hopkins a Domenico Colella. E poi seguo i blog di alcuni SEO e butto anche un occhio alla concorrenza che non fa mai male…

Hai qualche consiglio da dare a coloro che vogliono seguire le tue orme?

Guarda, ti stupirò. Non parlerò né di perseveranza né di fiducia in se stessi.

Secondo me il consiglio migliore è sempre quello di far leggere il tuo claim, la tua headline o il tuo copy a tua moglie/marito, mamma/papà o a quello seduto di fianco a te al bar.

Insomma, a qualcuno che non si interessi minimamente di marketing e advertising.

Fagli leggere quello che hai scritto prima di inviarlo al cliente. Ho imparato negli anni che il suo giudizio è molto più importante di quanto si pensi e, talvolta, ti può perfino dare la dritta vincente…

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico