Mimmo Mastronardi: Millennium Copy

Mimmo Mastronardi

Mimmo Mastronardi – Copywriter

Oggi, mio caro lettore, attraverso la mia intervista ti presenterò Mimmo Mastronardi, fondatore di Millennium Copy, un progetto destinato, a mio avviso, a cambiare il volto del copywriting in Italia.

Buona lettura!

* * *

Quanti anni hai e dove vivi?

Ciao Federico e grazie per avermi invitato per questa intervista.

Ho 36 anni e vivo in Puglia, a Monopoli. Il gioco da tavola (pugliese) più famoso al mondo.

Monopoli è una località che si trova a circa 40 km a sud-est di Bari e insieme ai paesi che la circondano è una zona molto visitata dai turisti, soprattutto nella stagione estiva.

Vivo in una bella cittadina di poco più di 50.000 abitanti con un paesaggio molto bello e vasto, fatto di un mare e delle spiagge stupende e di bellissime campagne.

Qual è stato il tuo percorso scolastico?

Il mio percorso scolastico comprende, dopo la scuola dell’obbligo, lo studio presso l’Istituto Tecnico Commerciale (la vecchia Ragioneria). Studi svolti nel mio paese.

In seguito, a Bari, ho frequentato la facoltà di Economia e Commercio.

Ma non sarebbe stata quella la mia strada. E l’ho capito quando una mattina, prima di andare all’Università, mi sono fermato a Bari in una libreria Feltrinelli e ho sfogliato e, poi, acquistato il libro di Alfio Bardolla dal titolo: ”I soldi fanno la felicità”.

Da lì ho iniziato a maturare altre convinzioni. Ma ho comunque finito gli studi.

Quali sono state le tue esperienze lavorative antecedenti all’attuale e cosa hai imparato da esse?

Ora, mi occupo di copywriting a risposta diretta, nello specifico.

Che non vuol dire solamente SCRIVERE, come erroneamente in molti pensano.

Nel passato ho svolto per parecchio tempo, nei week end, la mansione di cameriere presso ristoranti e sale ricevimenti.

Ho fatto, inoltre, il venditore in un sistema di vendita del tipo Network Marketing. E poi ho avuto esperienza anche nella vendita di aspirapolvere.

Infine, sono passato a fare consulenza marketing per attività ristorative.

Prima, appunto, di focalizzarmi sul copywriting a risposta diretta in svariati settori.

Cosa ho imparato dalle esperienze precedenti?

Col cameriere ho imparato a sentire le esigenze dei clienti e a trattare con la gente. E come ognuno è diverso dall’altro.

Un po’ anche dalla vendita, ovviamente, ho tratto gli stessi insegnamenti.

Ma soprattutto mi sono reso conto che non mi piaceva svolgere quel lavoro fatto senza uno straccio di marketing.

Io mi ero creato il mito del venditore e di quanto fosse bello fare vendite. In realtà il vero lavoro di vendita che a me è piaciuto al volo è stato un altro.

Per questo dopo aver studiato innumerevoli materiali sulla vendita sono passato al marketing e, infine, al copywriting a risposta diretta.

Il lavoro di vendita di cui ho avuto esperienza era di scarsa qualità ed efficienza.

Nonostante, ci fossero bravissime persone a farlo con cui ho fatto esperienza.

Sono però certo che si poteva svolgere in maniera più efficiente e efficace se ci fosse stata una fase di marketing preparatoria.

Quegli stessi venditori potevano performare ancora meglio se ci fosse stato un buon marketing a sostenerli e a precederli nella fase di vendita vera e propria generando dei lead qualificati.

Come sei approdato al copywriting?

Come sono approdato al copywriting? L’ho già accennato prima.

Non mi piaceva come era svolta la vendita classica.

Per me doveva essere la competenza principale per diventare un imprenditore.

Invece, era un’attività orribile svolta senza un’azione di marketing precedente.

Quindi potremmo dire che la vera abilità fondamentale è quella di saper usare al meglio il marketing e la vendita in concomitanza.

Devono andare di pari passo.

Ero alla ricerca della miglior forma di marketing esistente sul pianeta.

Io sono un tipo con la mente da matematico, anche se, spesso, di un copywriter non si direbbe.

Quindi ero alla ricerca di un marketing scientifico.

Sono giunto al copywriting a risposta diretta e su consiglio di Marco De Veglia ho iniziato a studiare tutti gli autori americani (quasi tutti) o inglesi che mi consigliava e che aveva studiato lui stesso nel passato.

Preferisco sempre studiare testi in lingua inglese perché quasi tutti i formatori e scrittori italiani copiano o scimmiottano gli originali (appunto spesso americani o comunque testi di autori in lingua inglese).

Ovviamente seguendo Marco De Veglia ho acquisito un bagaglio tecnico in merito al brand positioning di tutto rispetto.

Soprattutto, considerando che nel mondo se ne ha poca o nessuna conoscenza.

Ed io, in Italia, osservo da anni il miglior esperto su piazza (parlo di Marco, ovviamente).

Il positioning è molto utile per chi si occupa di svolgere lavori di copywriting.

Che cosa ti appassiona di più di questa scienza?

Mi appassiona tutto.

Io la definisco in parte scienza e in parte arte.

Puoi, a livello strategico, prendere una persona che cerca qualcosa e portarla docilmente all’acquisto.

Oppure puoi stimolare le persone risvegliando in loro un desiderio da appagare o un problema da risolvere, che è sopito da tempo, e portarle all’acquisto.

Puoi fare questo senza squilli di trombe e senza esagerare nei toni, come fanno in molti.

Effettuare quella che io definisco una vendita gentile.

Inoltre, puoi continuare con loro un dialogo e vendergli, nel tempo, ancora più prodotti o servizi.

In questo modo hai un estremo controllo di tutta la parte marketing e vendita.

Non è tanto l’aspetto dello scrivere che mi appassiona, ma quanto più l’aspetto strategico che c’è dietro.

Poi è chiaro che il mio lavoro si conclude con la scrittura vera e propria.

Ma a molte aziende serve molto altro prima del semplice copy.

Serve una vera struttura di marketing ideata secondo i vecchi dettami del copywriting a risposta diretta.

E direi che, nonostante tutta la formazione che esiste in giro nel mondo e in Italia, poche realtà sono davvero ben organizzate.

In Italia di certo, ma non solo. Anche fuori dai confini italiani non c’è tutta questa grande organizzazione per supportare una struttura di marketing a risposta diretta.

Come sta andando la tua attività di copy?

La mia attività di copywriting sta andando bene. Io scrivo copy per diversi clienti.

Sono, in Italia, Il professionista  di questa disciplina.

Oltre al lavoro da copywriter professionista che svolgo ormai da oltre 4 anni, ora ho realizzato il mio sogno di lavorare con veri professionisti che sono specialisti, tra i migliori in Italia, in altre specialità del marketing.

Penso, ad esempio, al traffic manager che alcuni chiamano media buyer, parliamo di chi porta traffico ben targettizzato al copy.

Penso ad un esperto di video, sempre più utile grazie a YouTube e le promozioni tramite video di Facebook Ads.

Ho un grafico a mia disposizione e una persona che mi aiuta a mettere tutto online.

Il tutto in maniera organizzata.

Invece, da libero professionista spesso il mio lavoro si fermava all’aspetto strategico e del copy finale.

Poi erano altri professionisti che intervenivano, interni all’azienda mia cliente o freelancer come me.

Lavorando con un team e con una mia propria agenzia ora sono in grado di controllare tutto il funnel marketing del mio cliente.

Quindi posso realmente capire se il mio copy funziona o meno.

Perché so di poter contare su persone estremamente competenti.

Dopo l’estate 2017 lanceremo il nostro brand.

Ora, stiamo lavorando con clienti che già ci conoscono. E lavoriamo solo con alcuni tipi di clienti che vogliono fare un certo tipo di lavoro.

Abbiamo creato un format di servizi alternativi rispetto a quelli che alcuni svolgono in Italia.

E posso affermare, senza paura di essere smentito, di un livello nettamente più alto.

Ma a deciderlo saranno i clienti, ovviamente.

In sintesi lavoriamo prevalentemente a performance quando riusciamo a trovare un accordo.

Come stanno andando i tuoi progetti Millennium Copy e il Ginnasio del Copy?

Ho già accennato al mio progetto da freelancer e a quello con la mia agenzia.

Per Millennium Copy e il relativo Ginnasio, che è un progetto collegato, sono un po’ fermo.

Il lavoro per i clienti è tanto e, quindi, i miei progetti personali li ho messi un pochino da parte.

Qual è la Mission che si cela dietro a questi due progetti?

Sostanzialmente, Millennium Copy nel mio immaginario futuro sarà l’unica vera Enciclopedia Gratuita sul copywriting in Italia.

Questa, almeno, è la mia visione del progetto che vuole diffondere la scienza e l’arte del copywriting a risposta diretta.

Il tutto realizzato da un professionista che giorno dopo giorno lavora a stretto contatto con clienti veri che devono vendere i loro prodotti e servizi.

Non mi piace fare il formatore di professione.

Preferisco che a farlo siano altri.

A me piace portare risultati concreti.

Qual è la situazione attuale del copywriting nel panorama italiano?

Qual è la situazione attuale del copywriting in Italia? Non lo so.

Ti faccio io una domanda. Ci sono copywriter in Italia?

Intendo dire veri professionisti al servizio di clienti?

Parlo di veri professionisti che svolgono il lavoro al livello di certi americani.

Secondo me ce ne sono pochi, pochissimi.

Io, almeno, non ne conosco poi tanti.

Secondo me tutto deriva da una struttura errata delle aziende in Italia.

Come dico anche in Millennium Copy le aziende italiane non sono ancora strutturate per far lavorare bene un copywriter e di conseguenza i copywriter bravi che potrebbero nascere restano nell’ombra a prendere spiccioli.

Spesso, invece, il copywriter in USA, lavora nel reciproco vantaggio per sé e l’azienda cliente.

Ritengo che questa sia una questione di competitività del mercato italiano rispetto a quello straniero.

Le aziende italiane sono in media piccole o piccolissime quindi non in grado di lavorare bene con veri copywriter, tanto meno con agenzie come quella che ho creato di recente col mio team.

Infatti, noi selezioniamo una manciata di clienti con cui lavorare.

Tre blog sul copywriting che un aspirante copywriter dovrebbe leggere assiduamente?

Il primo sicuramente è quello di Roy Furr, un ragazzo di 35 anni che è un fenomeno.

Sono sicuro che tra 10-15 anni sarà considerato il miglior copywriter al mondo. Già da anni lavora con aziende che fatturano, almeno, 10 milioni di dollari.

È famoso per aver iniziato la sua carriera avendo sfidato e battuto il copy del suo cliente, un famoso internet marketer.

Il blog di Roy è a questo indirizzo:

http://www.breakthroughmarketingsecrets.com/blog/

Poi te ne do uno che riguarda la scienza del CRO, conversion rate optimization.

Per me ogni copywriter non può esserlo veramente se non conosce bene l’arte di ottimizzare il lavoro realizzato.

Qui posto il blog più seguito al mondo sull’argomento: https://conversionxl.com/blog/

Il fondatore è Peep Laja.

E poi voglio raccomandare 2 blog che non vengono più aggiornati, ma che sono stati scritti dai 2 migliori copywriter attualmente in vita.

Gary Bencivenga (oggi in pensione): http://marketingbullets.com/archive/ (contiene 29 articoli che sono i principi base sul copywriting scritti dal più grande copywriter vivente)

Clayton Makepeace (lui lavora ancora con la sua azienda RESPONSE INK): http://www.makepeacetotalpackage.com/ (blog scritto dal 2005 al 2010).

Tre libri che un aspirante copywriter dovrebbe studiare?

È difficile darti solo 3 titoli ma ci provo:

  1. Ca$hvertising di Drew Eric Whitman

  2. The Adweek Copywriting Handbook di Joseph Sugarman (il primo libro sul copywriting che ho letto).

  3. Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman premio nobel per l’economia nel 2002 anche se tratta di psicologia cognitiva.

Prendo l’ultimo libro per rappresentare la voglia di ogni copywriter di studiare l’aspetto cognitivo dell’essere umano, il suo cervello, il modo di pensare.

L’irrazionalità dell’essere umano.

È questo che ti renderà libero di scrivere del copy vero e non scimmiottare copy scopiazzati in giro per il web.

Il copy scopiazzato è un errore madornale che vedo fare a quasi tutti.

Come identifichi il cliente target?

Anzitutto, faccio compilare al mio cliente un BRIEF.

Un documento per me utile per ottenere tutte le informazioni del caso: sul prodotto o sul servizio, sull’azienda, sul cliente target, su chi influenza la decisione del cliente e le promozioni realizzate in passato.

Poi guardo tutti i siti, i canali social e i materiali del cliente. Tra cui le testimonianze, positive e negative.

Se riesco a parlare con i clienti ancora meglio.

E poi faccio mie ricerche sul pubblico target leggendo articoli che lo riguardano, scopro i gruppi online in cui si confronta e cerco di essere la persona a cui andrò a vendere. Sia essa uomo o donna, bambino o anziano.

Se non riesci a empatizzare col target non riuscirai mai a fare un copy veramente efficace.

Qual è il segreto dietro un’offerta a prova di stupido?

Non sono sicuro di aver capito la domanda.

Ma se per ”offerta a prova di stupido” intendi la semplicità con cui grazie a una determinata offerta un potenziale cliente acquista facilmente il tuo prodotto o servizio, non esiste alcun segreto.

Devi semplicemente capire quale può essere la migliore maniera di presentare il tuo prodotto o servizio affinché sia quanto più facile possibile per il tuo cliente acquistarlo e per te sia molto profittevole venderlo.

A volte, potresti scegliere di fargli compiere tanti piccoli passi per fargli acquistare solo piccole parti del prodotto o servizio, a volte, potresti vendergli tutto direttamente.

In realtà non esistono regole precise. È l’esperienza che si acquisisce sul campo che ti aiuta.

Molto spesso le regole vengono smentite quando ti metti al lavoro.

Però è ovvio che quanto meno sforzo o impegno richiedi al tuo potenziale cliente, più è semplice per lui effettuare l’acquisto.

Questo vale soprattutto quando il tuo Brand non è così tanto forte e non hai una grossa fiducia da parte del mercato.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Progetti futuri?

Mi vedo sempre impegnato nel migliorare le mie capacità di copywriter lavorando sia per clienti come freelancer… ma sempre più presente col nuovo progetto di agenzia che ho lanciato da pochissimi mesi.

Ovviamente lato editoriale voglio impegnarmi a essere più presente con Millennium Copy.

Può sembrare che le informazioni sul copywriting in Italia siano arrivate in abbondanza ma in realtà sono davvero scarse e di bassa qualità.

Inoltre, c’è soprattutto una scarsa capacità di mettere in azione nelle aziende i concetti appresi.

Per questo l’agenzia di cui faccio parte entra nelle aziende e lavora in partnership con l’imprenditore con cui abbiamo scelto di collaborare.

Credo che in giro ci sia un po’ troppa capacità di chiacchierare e poca reale capacità di aiutare le aziende per davvero.

Per questo l’attuale progetto mi eccita e allo stesso tempo mi fa guardare al futuro con entusiasmo.

Mi piace migliorare costantemente le mie capacità e questo progetto mi permette di farlo alla grande.

Grazie ancora dell’intervista, Federico.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Giorgio Valleris: Professione Media Manager

Giorgio Valleris, Media Manager

Giorgio Valleris

Oggi, mio caro lettore, ti presentarò attraverso la mia intervista Giorgio Valleris, professione: Media Manager.

Ci siamo conosciuti lavorando su un bel progetto imprenditoriale e fin da subito ho apprezzato la sua competenza nel campo del copywriting, settore che riveste un ruolo fondamentale per i business che vogliono crescere grazie a Internet.

Buona lettura!

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Quanti anni hai e dove vivi?

Ho 38 anni e vivo in un piccolo paese in provincia di Monza. Mi sono trasferito qui da una decina d’anni. Prima vivevo alle porte di Milano, ma ho scelto di allontanarmi un po’ dal capoluogo, in perfetto stile “scappo dalla città”.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Un percorso tortuoso, così come alle volte lo è la vita.

Ho studiato ragioneria e, poi, ho scelto di iscrivermi a mediazione linguistica e culturale alla Statale di Milano.

Una volta laureato ho iniziato a fare il cronista per alcuni giornali locali e nei week end ho seguito un Master in Media Relations alla Business School de Il Sole 24 Ore.

Grazie al cielo ho scelto di non seguire la contabilità di nessuna azienda, appena diplomato. Altrimenti, sai che disastri avrei combinato tra spese, ricavi, bilanci e conti economici? No, me la cavo meglio con le parole che con i numeri.

Quali esperienze lavorative hanno preceduto quella attuale?

Come ti dicevo ho iniziato a fare il cronista per alcuni periodici locali appena laureato. Una bella esperienza.

Chi dice che fare il giornalista è meglio che lavorare avrà anche ragione, ma io ne ho passate di sere e week end tra consigli comunali, sedi di quartiere e interviste varie.

Poi ho lavorato per 8 anni nel Consiglio regionale della Lombardia come addetto stampa per un gruppo politico: all’inizio è stata davvero dura perché avevo responsabilità enormi e nessuna esperienza. Devi farti le ossa. E senza fartele rompere. Se ci riesci, dal punto di vista professionale compi un vero salto di qualità.

Nel 2013 ho iniziato la mia carriera come freelancer: tanto copywriting per i clienti più diversi, qualche ufficio stampa qua e là, collaborazioni giornalistiche con tv e testate.

Una svolta (termine abusatissimo da noi copy) a livello professionale e personale. Non tornerei mai indietro!

Qual è il cappello che indossi più spesso tra i tanti ruoli che rivesti?

Oggi, senz’altro quello di copy. Se mi guardo allo specchio è quello che mi sta meglio perché è il mio cappello preferito. Se è comodo non ti saprei dire, certi giorni quando non hai l’ispirazione ti sta stretto da farti venire mal di testa, ma quando s’accende quella classica lampadina, indossarlo è meraviglioso e me lo si legge in faccia.

Che cosa ti affascina di più dell’uso della parola?

Una sola virgola può stravolgere il senso di una frase, immagina cosa può fare una parola al posto giusto.

L’ho imparato studiando da copy ma anche intervistando i personaggi più diversi e lavorando nell’ambito della comunicazione politica.

In realtà non m’innamoro del claim o dello slogan fine a se stesso, ma delle sensazioni che provocano leggendoli. Quando capisci che quelle due o tre parole, messe insieme in quell’ordine e in quel contesto, hanno un potenziale enorme. È questo che m’affascina di più.

Come ha rivoluzionato la tua attività l’avvento della Rete?

La rivoluziona ogni giorno. Quando pensi di averci capito qualcosa ecco che arriva il nuovo algoritmo di Google, ecco che i guru del marketing cambiano le regole del gioco facendoti dubitare di quanto hai appreso fino a quel momento.

Però quant’è più facile lavorare con la Rete!

Come ti aggiorni?

Seguo seminari e conferenze appena posso.

In una professione non ancora “regolata” come quella del copywriter è fondamentale aggiornarsi continuamente, specie perché la continua evoluzione del linguaggio e delle regole del web ci obbliga a farlo, altrimenti meglio cambiare mestiere.

Leggo testi di altri copy e pubblicitari stranieri, da Claude Hopkins a Domenico Colella. E poi seguo i blog di alcuni SEO e butto anche un occhio alla concorrenza che non fa mai male…

Hai qualche consiglio da dare a coloro che vogliono seguire le tue orme?

Guarda, ti stupirò. Non parlerò né di perseveranza né di fiducia in se stessi.

Secondo me il consiglio migliore è sempre quello di far leggere il tuo claim, la tua headline o il tuo copy a tua moglie/marito, mamma/papà o a quello seduto di fianco a te al bar.

Insomma, a qualcuno che non si interessi minimamente di marketing e advertising.

Fagli leggere quello che hai scritto prima di inviarlo al cliente. Ho imparato negli anni che il suo giudizio è molto più importante di quanto si pensi e, talvolta, ti può perfino dare la dritta vincente…

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Federico

Francesco Panìco: BlogFacile.net

Oggi, mio caro lettore, attraverso la mia intervista ti presenterò Francesco Panìco, fondatore di BlogFacile.net e Copy Editor professionista con una grande passione per l’informatica ed il web.

Buona lettura!

Quanti anni hai e dove vivi?

Compirò 33 anni a settembre e, attualmente, vivo nella fiabesca Versailles.

Come mai ti sei trasferito in Francia? La motivazione è ancora valida?

È stato quasi un caso. Dopo diversi anni di lavoro in Italia, avevo voglia di confrontarmi con nuove realtà, di immergermi in una nuova cultura ma purtroppo la mia conoscenza superficiale delle lingue straniere e il mio impiego da dipendente sono stati sempre un freno.

Ma il destino ha voluto che conoscessi una ragazza francese. Così insieme all’amore è arrivata l’opportunità di trasferirmi all’estero.

Adesso, vivo qui insieme alla mia compagna. Ammetto che è lei la motivazione principale del mio trasferimento.

Cambiando nazione ho ritrovato stimoli assopiti da diversi anni di lavoro da dipendente. Ho deciso di darmi da fare per farmi conoscere sul web (era da sempre un sogno nel cassetto) e di rimettermi a studiare le lingue straniere anche se sono un vero testone quando si tratta di apprendere una nuova lingua.

Ora, dopo quasi un anno, parlo un discreto francese.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Mi sono diplomato, nel 2001, in un istituto tecnico di Foggia, la mia città di origine, specializzandomi negli studi d’informatica.

Ho sempre avuto il pallino dei computer. Mi è stato trasmesso senz’altro da mio padre, che ha iniziato a parlarmi di PC e schede madri, già, da quando avevo meno di 12 anni.

Due mesi dopo aver preso il diploma ero, già, nel mondo del lavoro e solo qualche anno dopo, nel 2004, decisi di iscrivermi alla facoltà di informatica dell’Università di Bari.

Tuttavia non mi è mai riuscito di far bene due cose contemporaneamente. Tanta stima per chi riesce a studiare e lavorare allo stesso tempo, ma non fa per me. Così rinunciai alla mia avventura universitaria dopo appena un anno.

E a dirla tutta, ho avuto l’impressione che l’istruzione universitaria fosse troppo lontana da quello che serviva nel mondo del lavoro. Così ripresi a dedicarmi a tempo pieno al mio impiego principale.

Quali sono state le tue esperienze lavorative prima dell’attuale e in che cosa ti hanno arricchito professionalmente?

Nel 2001 ho cominciato a lavorare per una piccola casa editrice della mia città.

Era un’attività legata soprattutto a stampe di tipo religioso, ma il suo cavallo di battaglia era il calendario da muro che ogni anno i fedeli di San Pio da Pietrelcina attendevano con ansia. Si preparava e stampava in decine di migliaia di copie, e andava a ruba.

Veniva spedito in tutto il mondo, oltre che in Italia.

Eravamo quattro dipendenti e io mi occupavo un po’ di tutto: dalla redazione di testi alla correzione delle bozze, dalla gestione del database degli abbonati all’organizzazione del processo di spedizione.

È stato, soprattutto, in quegli anni che ho iniziato ad acquisire diverse delle mie conoscenze. Ho imparato tanto sul campo dell’editoria e del copywriting.

Inoltre, mi sono specializzato nell’uso di programmi come FileMaker e InDesign.

Oltre a comporre il calendario annuale di Padre Pio, mi occupavo della revisione e dell’impaginazione di diversi altri testi (religiosi e non), e di gestire il sito web che promuoveva la casa editrice.

Già intorno al 2006 avevo a che fare con Google Analytcs, Mailing list e Newsletter.

Dal 2011 ho iniziato a collaborare con un’altra casa editrice, molto più grande e consolidata. Anche questa operava nel campo delle stampe religiose, pubblicando riviste mensili e annuali.

Dopo qualche anno, però, non ero più felice. Non avevo più stimoli, non crescevo più a livello personale e professionale, e molti degli incarichi che ricevevo mi sembravano noiosi. Così il mio rapporto di lavoro, a metà del 2014, s’interruppe.

Di che cosa ti occupi attualmente?

Attualmente, mi occupo a tempo pieno di BlogFacile.net. Ho diversi progetti in cantiere da sviluppare. Il mio obiettivo e di farlo crescere fino a farlo diventare la mia fonte di reddito principale.

Quali vantaggi e quali svantaggi ha la tua attività da freelancer?

Non mi sono ancora dedicato ad una vera e propria attività da freelancer. Negli anni ho capito cosa mi piace fare e cosa, invece, detesto.

Non ho la pazienza di portare avanti i rapporti con i clienti.

Certi clienti possono essere, davvero, un incubo.

Troppe volte ho visto clienti perennemente indecisi e insoddisfatti, troppo volte ho visto fatture non saldate e lavori di ore ed ore pagati una miseria.

Quindi non ho mai pensato di lavorare come freelancer.

A volte, faccio piccole consulenze e do qualche consiglio a chi mi chiede aiuto ma finora ho rifiutato relazioni di lavoro più “stabili”.

Torneresti a fare il dipendente?

Il mio obiettivo è quello di guadagnare con il mio blog, attraverso gli infoprodotti, ma potrei anche prendere in considerazione delle collaborazioni con altri progetti online.

Nel frattempo, non ho paura di mettermi a fare qualsiasi lavoro da dipendente per arrotondare.

Come gestisci un cliente difficile?

Ormai ti sarà chiaro: li evito 🙂

Come stabilisci il prezzo delle tue prestazioni professionali?

Nonostante non abbia mai prestato le mie capacità professionali per lavori occasionali, penso che bisogna imporre un prezzo adeguato alle ore che un lavoro prende, senza stare lì a tirarla troppo per le lunghe.

Un giorno potrei accettare una collaborazione di lavoro, ma solo ad un prezzo “giusto”, che paghi non solo le ore del mio tempo ma anche le mie competenze.

Se devo lavorare per 10 euro all’ora, preferisco fare il cameriere in qualche ristorante di Parigi. Paga meglio e dà meno problemi 🙂

Come nasce il tuo blog?

Nasce come una sfida personale, un modo per mettere alla prova le mie capacità. Ma anche dalla voglia che avevo di condividere le mie conoscenze per aiutare chi ha voglia di avvicinarsi al mondo del web.

Ho notato che in Italia c’è ancora un certo analfabetismo informatico che impedisce a molte persone di usare la Rete per promuoversi.

Per questo ho creato BlogFacile.net. Per dare a chiunque la possibilità di imparare ad usare il web come mezzo di comunicazione e di promozione.

A chi si rivolge e a quali problemi dà soluzione?

Oggi qualunque professionista e qualunque attività ha bisogno di farsi conoscere e di rendersi visibile. E per far questo Internet è un mezzo indispensabile.

Il mercato del lavoro si sta evolvendo in questo senso e molti, da questo punto di vista, sono ancora indietro.

BlogFacile vuole essere una risorsa valida per tutti i professionisti e i piccoli imprenditori che hanno bisogno di crearsi visibilità e vogliono imparare a farlo.

Quale strategia di comunicazione hai utilizzato per lanciarlo?

Sono partito da zero, senza usare liste di contatti già esistenti.

Partire così è il modo più difficile. Per avere subito traffico e visibilità ho usato Facebook ADS e ho interagito con altri blogger, scrivendo guest post o facendo loro interviste.

Ma penso che scrivere guest post per i blogger più conosciuti della propria nicchia sia il modo migliore per farsi conoscere subito.

Gli sforzi fatti in ottica SEO pagano solo dopo diverso tempo.

Come ti rapporti coi social network?

Sono social dipendente. In pratica sono su tutti i social. Cerco però di usare il mio tempo su queste piattaforme in maniera utile. Li uso per seguire i gruppi e le persone di mio interesse e per capire cosa la gente ama e quali sono gli argomenti di discussione più caldi. Quindi provo a trarne spunti interessanti per scrivere nuovi articoli. O forse è tutta una scusa per giustificare la mia dipendenza… 🙂

Qual è il tuo social network preferito?

Sarò banale ma dico Facebook. Credo che sia il social maggiormente innovativo e con le maggiori ambizioni di sviluppo.

Inoltre, offre numerosi strumenti utili a noi blogger.

Ha tool di statistica e di promozione davvero unici.

Quali tool utilizzi per facilitare il tuo lavoro?

Feedly per seguire i blogger più interessanti. Pocket per conservare i contenuti davvero utili.

Ma lo strumento davvero indispensabile, per me, è OneNote: l’ho installato su tutti i miei dispositivi. Grazie a OneNote posso annotare in qualunque momento idee e appunti e avere sempre a portata di mano le mie numerose liste.

Lo ammetto, sono un fan delle liste e ne ho una per ogni cosa: per le cose da fare, per gli articoli da scrivere, per le idee da sviluppare, per i libri da leggere, per le nuove parole in francese che imparo…

Come ti vedi tra dieci anni?

Mi facevo questa domanda quando avevo il mio vecchio lavoro da dipendente. E mi rispondevo che mi vedevo con un buon posto di lavoro, con una situazione economica stabile, ma schiavo di una monotonia logorante. E mentre mi facevo quella domanda, guardavo dalla finestra del mio ufficio e mi sentivo come un uccello in gabbia.

Adesso, ho smesso di farmi questa domanda perché penso che il momento più importante da vivere, per ogni persona, sia il presente.

È nel presente che dobbiamo lavorare per i nostri progetti.

È oggi che abbiamo la possibilità di realizzare i nostri sogni.