Giorgio Valleris: Professione Media Manager

Giorgio Valleris, Media Manager

Giorgio Valleris

Oggi, mio caro lettore, ti presentarò attraverso la mia intervista Giorgio Valleris, professione: Media Manager.

Ci siamo conosciuti lavorando su un bel progetto imprenditoriale e fin da subito ho apprezzato la sua competenza nel campo del copywriting, settore che riveste un ruolo fondamentale per i business che vogliono crescere grazie a Internet.

Buona lettura!

* * *

Quanti anni hai e dove vivi?

Ho 38 anni e vivo in un piccolo paese in provincia di Monza. Mi sono trasferito qui da una decina d’anni. Prima vivevo alle porte di Milano, ma ho scelto di allontanarmi un po’ dal capoluogo, in perfetto stile “scappo dalla città”.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Un percorso tortuoso, così come alle volte lo è la vita.

Ho studiato ragioneria e, poi, ho scelto di iscrivermi a mediazione linguistica e culturale alla Statale di Milano.

Una volta laureato ho iniziato a fare il cronista per alcuni giornali locali e nei week end ho seguito un Master in Media Relations alla Business School de Il Sole 24 Ore.

Grazie al cielo ho scelto di non seguire la contabilità di nessuna azienda, appena diplomato. Altrimenti, sai che disastri avrei combinato tra spese, ricavi, bilanci e conti economici? No, me la cavo meglio con le parole che con i numeri.

Quali esperienze lavorative hanno preceduto quella attuale?

Come ti dicevo ho iniziato a fare il cronista per alcuni periodici locali appena laureato. Una bella esperienza.

Chi dice che fare il giornalista è meglio che lavorare avrà anche ragione, ma io ne ho passate di sere e week end tra consigli comunali, sedi di quartiere e interviste varie.

Poi ho lavorato per 8 anni nel Consiglio regionale della Lombardia come addetto stampa per un gruppo politico: all’inizio è stata davvero dura perché avevo responsabilità enormi e nessuna esperienza. Devi farti le ossa. E senza fartele rompere. Se ci riesci, dal punto di vista professionale compi un vero salto di qualità.

Nel 2013 ho iniziato la mia carriera come freelancer: tanto copywriting per i clienti più diversi, qualche ufficio stampa qua e là, collaborazioni giornalistiche con tv e testate.

Una svolta (termine abusatissimo da noi copy) a livello professionale e personale. Non tornerei mai indietro!

Qual è il cappello che indossi più spesso tra i tanti ruoli che rivesti?

Oggi, senz’altro quello di copy. Se mi guardo allo specchio è quello che mi sta meglio perché è il mio cappello preferito. Se è comodo non ti saprei dire, certi giorni quando non hai l’ispirazione ti sta stretto da farti venire mal di testa, ma quando s’accende quella classica lampadina, indossarlo è meraviglioso e me lo si legge in faccia.

Che cosa ti affascina di più dell’uso della parola?

Una sola virgola può stravolgere il senso di una frase, immagina cosa può fare una parola al posto giusto.

L’ho imparato studiando da copy ma anche intervistando i personaggi più diversi e lavorando nell’ambito della comunicazione politica.

In realtà non m’innamoro del claim o dello slogan fine a se stesso, ma delle sensazioni che provocano leggendoli. Quando capisci che quelle due o tre parole, messe insieme in quell’ordine e in quel contesto, hanno un potenziale enorme. È questo che m’affascina di più.

Come ha rivoluzionato la tua attività l’avvento della Rete?

La rivoluziona ogni giorno. Quando pensi di averci capito qualcosa ecco che arriva il nuovo algoritmo di Google, ecco che i guru del marketing cambiano le regole del gioco facendoti dubitare di quanto hai appreso fino a quel momento.

Però quant’è più facile lavorare con la Rete!

Come ti aggiorni?

Seguo seminari e conferenze appena posso.

In una professione non ancora “regolata” come quella del copywriter è fondamentale aggiornarsi continuamente, specie perché la continua evoluzione del linguaggio e delle regole del web ci obbliga a farlo, altrimenti meglio cambiare mestiere.

Leggo testi di altri copy e pubblicitari stranieri, da Claude Hopkins a Domenico Colella. E poi seguo i blog di alcuni SEO e butto anche un occhio alla concorrenza che non fa mai male…

Hai qualche consiglio da dare a coloro che vogliono seguire le tue orme?

Guarda, ti stupirò. Non parlerò né di perseveranza né di fiducia in se stessi.

Secondo me il consiglio migliore è sempre quello di far leggere il tuo claim, la tua headline o il tuo copy a tua moglie/marito, mamma/papà o a quello seduto di fianco a te al bar.

Insomma, a qualcuno che non si interessi minimamente di marketing e advertising.

Fagli leggere quello che hai scritto prima di inviarlo al cliente. Ho imparato negli anni che il suo giudizio è molto più importante di quanto si pensi e, talvolta, ti può perfino dare la dritta vincente…

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Francesco Panìco: BlogFacile.net

Oggi, mio caro lettore, attraverso la mia intervista ti presenterò Francesco Panìco, fondatore di BlogFacile.net e Copy Editor professionista con una grande passione per l’informatica ed il web.

Buona lettura!

Quanti anni hai e dove vivi?

Compirò 33 anni a settembre e, attualmente, vivo nella fiabesca Versailles.

Come mai ti sei trasferito in Francia? La motivazione è ancora valida?

È stato quasi un caso. Dopo diversi anni di lavoro in Italia, avevo voglia di confrontarmi con nuove realtà, di immergermi in una nuova cultura ma purtroppo la mia conoscenza superficiale delle lingue straniere e il mio impiego da dipendente sono stati sempre un freno.

Ma il destino ha voluto che conoscessi una ragazza francese. Così insieme all’amore è arrivata l’opportunità di trasferirmi all’estero.

Adesso, vivo qui insieme alla mia compagna. Ammetto che è lei la motivazione principale del mio trasferimento.

Cambiando nazione ho ritrovato stimoli assopiti da diversi anni di lavoro da dipendente. Ho deciso di darmi da fare per farmi conoscere sul web (era da sempre un sogno nel cassetto) e di rimettermi a studiare le lingue straniere anche se sono un vero testone quando si tratta di apprendere una nuova lingua.

Ora, dopo quasi un anno, parlo un discreto francese.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Mi sono diplomato, nel 2001, in un istituto tecnico di Foggia, la mia città di origine, specializzandomi negli studi d’informatica.

Ho sempre avuto il pallino dei computer. Mi è stato trasmesso senz’altro da mio padre, che ha iniziato a parlarmi di PC e schede madri, già, da quando avevo meno di 12 anni.

Due mesi dopo aver preso il diploma ero, già, nel mondo del lavoro e solo qualche anno dopo, nel 2004, decisi di iscrivermi alla facoltà di informatica dell’Università di Bari.

Tuttavia non mi è mai riuscito di far bene due cose contemporaneamente. Tanta stima per chi riesce a studiare e lavorare allo stesso tempo, ma non fa per me. Così rinunciai alla mia avventura universitaria dopo appena un anno.

E a dirla tutta, ho avuto l’impressione che l’istruzione universitaria fosse troppo lontana da quello che serviva nel mondo del lavoro. Così ripresi a dedicarmi a tempo pieno al mio impiego principale.

Quali sono state le tue esperienze lavorative prima dell’attuale e in che cosa ti hanno arricchito professionalmente?

Nel 2001 ho cominciato a lavorare per una piccola casa editrice della mia città.

Era un’attività legata soprattutto a stampe di tipo religioso, ma il suo cavallo di battaglia era il calendario da muro che ogni anno i fedeli di San Pio da Pietrelcina attendevano con ansia. Si preparava e stampava in decine di migliaia di copie, e andava a ruba.

Veniva spedito in tutto il mondo, oltre che in Italia.

Eravamo quattro dipendenti e io mi occupavo un po’ di tutto: dalla redazione di testi alla correzione delle bozze, dalla gestione del database degli abbonati all’organizzazione del processo di spedizione.

È stato, soprattutto, in quegli anni che ho iniziato ad acquisire diverse delle mie conoscenze. Ho imparato tanto sul campo dell’editoria e del copywriting.

Inoltre, mi sono specializzato nell’uso di programmi come FileMaker e InDesign.

Oltre a comporre il calendario annuale di Padre Pio, mi occupavo della revisione e dell’impaginazione di diversi altri testi (religiosi e non), e di gestire il sito web che promuoveva la casa editrice.

Già intorno al 2006 avevo a che fare con Google Analytcs, Mailing list e Newsletter.

Dal 2011 ho iniziato a collaborare con un’altra casa editrice, molto più grande e consolidata. Anche questa operava nel campo delle stampe religiose, pubblicando riviste mensili e annuali.

Dopo qualche anno, però, non ero più felice. Non avevo più stimoli, non crescevo più a livello personale e professionale, e molti degli incarichi che ricevevo mi sembravano noiosi. Così il mio rapporto di lavoro, a metà del 2014, s’interruppe.

Di che cosa ti occupi attualmente?

Attualmente, mi occupo a tempo pieno di BlogFacile.net. Ho diversi progetti in cantiere da sviluppare. Il mio obiettivo e di farlo crescere fino a farlo diventare la mia fonte di reddito principale.

Quali vantaggi e quali svantaggi ha la tua attività da freelancer?

Non mi sono ancora dedicato ad una vera e propria attività da freelancer. Negli anni ho capito cosa mi piace fare e cosa, invece, detesto.

Non ho la pazienza di portare avanti i rapporti con i clienti.

Certi clienti possono essere, davvero, un incubo.

Troppe volte ho visto clienti perennemente indecisi e insoddisfatti, troppo volte ho visto fatture non saldate e lavori di ore ed ore pagati una miseria.

Quindi non ho mai pensato di lavorare come freelancer.

A volte, faccio piccole consulenze e do qualche consiglio a chi mi chiede aiuto ma finora ho rifiutato relazioni di lavoro più “stabili”.

Torneresti a fare il dipendente?

Il mio obiettivo è quello di guadagnare con il mio blog, attraverso gli infoprodotti, ma potrei anche prendere in considerazione delle collaborazioni con altri progetti online.

Nel frattempo, non ho paura di mettermi a fare qualsiasi lavoro da dipendente per arrotondare.

Come gestisci un cliente difficile?

Ormai ti sarà chiaro: li evito 🙂

Come stabilisci il prezzo delle tue prestazioni professionali?

Nonostante non abbia mai prestato le mie capacità professionali per lavori occasionali, penso che bisogna imporre un prezzo adeguato alle ore che un lavoro prende, senza stare lì a tirarla troppo per le lunghe.

Un giorno potrei accettare una collaborazione di lavoro, ma solo ad un prezzo “giusto”, che paghi non solo le ore del mio tempo ma anche le mie competenze.

Se devo lavorare per 10 euro all’ora, preferisco fare il cameriere in qualche ristorante di Parigi. Paga meglio e dà meno problemi 🙂

Come nasce il tuo blog?

Nasce come una sfida personale, un modo per mettere alla prova le mie capacità. Ma anche dalla voglia che avevo di condividere le mie conoscenze per aiutare chi ha voglia di avvicinarsi al mondo del web.

Ho notato che in Italia c’è ancora un certo analfabetismo informatico che impedisce a molte persone di usare la Rete per promuoversi.

Per questo ho creato BlogFacile.net. Per dare a chiunque la possibilità di imparare ad usare il web come mezzo di comunicazione e di promozione.

A chi si rivolge e a quali problemi dà soluzione?

Oggi qualunque professionista e qualunque attività ha bisogno di farsi conoscere e di rendersi visibile. E per far questo Internet è un mezzo indispensabile.

Il mercato del lavoro si sta evolvendo in questo senso e molti, da questo punto di vista, sono ancora indietro.

BlogFacile vuole essere una risorsa valida per tutti i professionisti e i piccoli imprenditori che hanno bisogno di crearsi visibilità e vogliono imparare a farlo.

Quale strategia di comunicazione hai utilizzato per lanciarlo?

Sono partito da zero, senza usare liste di contatti già esistenti.

Partire così è il modo più difficile. Per avere subito traffico e visibilità ho usato Facebook ADS e ho interagito con altri blogger, scrivendo guest post o facendo loro interviste.

Ma penso che scrivere guest post per i blogger più conosciuti della propria nicchia sia il modo migliore per farsi conoscere subito.

Gli sforzi fatti in ottica SEO pagano solo dopo diverso tempo.

Come ti rapporti coi social network?

Sono social dipendente. In pratica sono su tutti i social. Cerco però di usare il mio tempo su queste piattaforme in maniera utile. Li uso per seguire i gruppi e le persone di mio interesse e per capire cosa la gente ama e quali sono gli argomenti di discussione più caldi. Quindi provo a trarne spunti interessanti per scrivere nuovi articoli. O forse è tutta una scusa per giustificare la mia dipendenza… 🙂

Qual è il tuo social network preferito?

Sarò banale ma dico Facebook. Credo che sia il social maggiormente innovativo e con le maggiori ambizioni di sviluppo.

Inoltre, offre numerosi strumenti utili a noi blogger.

Ha tool di statistica e di promozione davvero unici.

Quali tool utilizzi per facilitare il tuo lavoro?

Feedly per seguire i blogger più interessanti. Pocket per conservare i contenuti davvero utili.

Ma lo strumento davvero indispensabile, per me, è OneNote: l’ho installato su tutti i miei dispositivi. Grazie a OneNote posso annotare in qualunque momento idee e appunti e avere sempre a portata di mano le mie numerose liste.

Lo ammetto, sono un fan delle liste e ne ho una per ogni cosa: per le cose da fare, per gli articoli da scrivere, per le idee da sviluppare, per i libri da leggere, per le nuove parole in francese che imparo…

Come ti vedi tra dieci anni?

Mi facevo questa domanda quando avevo il mio vecchio lavoro da dipendente. E mi rispondevo che mi vedevo con un buon posto di lavoro, con una situazione economica stabile, ma schiavo di una monotonia logorante. E mentre mi facevo quella domanda, guardavo dalla finestra del mio ufficio e mi sentivo come un uccello in gabbia.

Adesso, ho smesso di farmi questa domanda perché penso che il momento più importante da vivere, per ogni persona, sia il presente.

È nel presente che dobbiamo lavorare per i nostri progetti.

È oggi che abbiamo la possibilità di realizzare i nostri sogni.

Francesco Ambrosino: Socialmediacoso

Prosegue la serie di ritratti che ha per protagonisti i nuovi professionisti della Rete.

Oggi, mio caro lettore, ti propongo l’intervista che ho fatto a Francesco Ambrosino di Socialmediacoso, un blog che propone sempre contenuti molto interessanti e che permette di accrescere le proprie conoscenze su social media, copywriting e blogging.

Quanti anni hai e di dove sei?

Innanzitutto, grazie mille per l’intervista.

Venendo alla tua domanda: ho trent’anni, vivo in provincia di Avellino, precisamente a Mugnano del Cardinale, ma ho vissuto tutta la mia vita prima del matrimonio a Saviano, in provincia di Napoli.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Mi sono diplomato al Liceo Linguistico con un percorso diviso in due fasi: la prima fase di ribellione, che mi ha portato a trascurare lo studio per dedicarmi a manifestazioni ed occupazioni (e che mi è costata un anno), e la seconda di assestamento, iniziata in seguito al mio fidanzamento con la ragazza, che dopo dieci anni ho sposato, cosa che mi ha consentito di maturare molto in fretta.

Mi sono laureato alla triennale in Scienze della Comunicazione a Salerno. Un ateneo che consiglio a tutti.

Sono stati anni molto belli, perché studiavo quello che mi piaceva e interagivo con persone interessanti, molto più interessanti dei compagni del liceo.

Nel frattempo ho frequentato dei corsi di formazione: due in informatica e uno in Sceneggiatura Cinematografica.

Quali sono state le tue esperienze lavorative?

Sono stato fortunato perché, appena mi sono laureato, sono andato da mio padre e gli ho detto che non avevo intenzione di fare la Specialistica e che preferivo iniziare a lavorare subito nell’azienda di famiglia.

Non ne fu entusiasta, ma accettò la mia richiesta.

Per due anni mi sono fatto le ossa (il culo, in realtà) – si dovrebbe sempre iniziare così – lavorando senza sosta, facendo le trasferte, viaggiando molto e imparando tantissimo.

Nel 2012 ho deciso di fare qualcosa che fosse solo mio. Così ho aperto la partita iva ed ho iniziato a fornire servizi web e comunicazione.

L’inizio non è stato brillante e non mi ha riservato grosse soddisfazioni.

Così mi sono preso un anno di “pausa” che ho dedicato ad un progetto di formazione nel settore editoriale in azienda.

Nel frattempo ho continuato a studiare molto, fino a quando, lo scorso agosto, ho deciso di aprire Socialmediacoso e mettermi nuovamente sul mercato forte dell’esperienza maturata e delle competenze acquisite.

Oggi cerco di far convivere le due cose: dipendente d’azienda e freelancer.

Per ora ci sto riuscendo, vedremo in futuro.

Come sei approdato alla tua attuale professione?

Perché sentivo il bisogno di rimettere la scrittura e la comunicazione al centro della mia vita.

Mi sono sforzato di adeguare la mia passione ai tempi nei quali viviamo.

Quindi blogging e social media marketing mi sono sembrati l’ambiente giusto nel quale occupare un piccolo spazio.

Come ti dividi tra la tua attività di freelancer e quella nell’azienda di famiglia?

Con difficoltà, lavorando di notte e facendo più cose contemporaneamente.

Fortunatamente, in azienda sono molto autonomo, quindi riesco a organizzare il lavoro nel modo migliore.

Inoltre, credo che il tempo dedicato alla mia attività da freelancer porti diversi benefici all’azienda, sia in termini di visibilità che in termini professionali, perché ho la possibilità di mettere le mie competenze al servizio dei corsi di formazione che organizziamo.

Com’è una tua giornata tipo?

Lunga e incasinata. Mi sveglio molto presto, poco prima delle 6.00, perché purtroppo vivo lontano dal luogo di lavoro, che è a Napoli città. Prendo i mezzi pubblici, il che vuol dire arrivare in ufficio già stanco e incazzato.

Lavoro molto, perché anche nei momenti di minore intensità ho sempre mille cose da fare, che ovviamente si accumulano, costringendomi a fare il turno di notte.

È un circolo vizioso. Mi alzo presto e vado a dormire tardi.

Per cui sono perennemente stanco e assonnato. Però, quello che faccio mi piace e questo aiuta molto.

Quali strategie adotti per conquistare nuovi clienti?

Nessuna strategia, punto su un approccio molto diretto e schietto.

Il veicolo di attrazione principale è il mio blog, ma punto molto sulla costruzione di relazioni vere con i colleghi, perché credo che si possa crescere solo se si fa quadrato e ci si aiuta a vicenda.

Non considero gli altri blogger o social media manager dei competitor, perché c’è spazio per tutti.

Io devo solo preoccuparmi di dimostrare quello che so fare ogni giorno.

Lavorando con sacrificio e passione, e costruendo un network solido, le richieste poi arrivano. Ma te le devi guadagnare!

Come gestisci un cliente difficile?

Tutti i clienti sono difficili. Bisogna solo armarsi di pazienza e impostare un rapporto diretto dal primo momento.

Tu hai bisogno di me per fare cose che non sai fare, io ho bisogno di te per vivere e guadagnare. Veniamoci incontro e cerchiamo di lavorare per il bene comune.

Una tecnica che uso, quando posso, è quella di far passare la comunicazione con il cliente via email, perché le telefonate fanno perdere un mare di tempo.

Inoltre, cerco di fargli usare Google Drive per consegnarmi il materiale, altrimenti tra allegati e revisioni non se ne esce più.

Lo rispetto, e non lo scavalco mai, perché sono io che lavoro per lui, non viceversa. E questo non bisogna mai dimenticarlo.

Ti è mai capitato di perdere le staffe con un cliente?

No, perché sono molto chiaro sin da subito e chi lavora con me questo lo sa.

Se una cosa non mi piace lo dico subito, ma il rispetto per il cliente non può mai mancare.

Poi, se l’incompatibilità si fa insostenibile ci si saluta ed ognuno va per la propria strada.

Ho imparato a gestire gruppi di persone molto eterogenee. Questo mi ha consentito di migliorare moltissimo il mio livello di sopportazione e di gestione dello stress, e delle crisi. Quindi riesco a trattenermi prima di esplodere.

Nella tua regione ed in generale nel sud Italia gli imprenditori come si pongono nei confronti del web marketing?

Nella mia: male, ma in Campania non funziona niente; quindi non fa testo.

In generale credo che l’approccio sia ancora un po’ immaturo, ma vedo dei margini di miglioramento importanti. Il problema è far capire al cliente quello che fai concretamente…lì è dura davvero.

Se ci riesci, sei a cavallo. Sta a te, poi, non farti disarcionare.

Quali tool utilizzi per facilitare la tua attività?

Quelli che non possono mancare sono: Feedly, Flipboard, Google Drive, Google Docs, Canva, Pixlr Editor, Pocket, Tweetdeck, PostPickr, Todoist…ne uso molti, basta dare un’occhiata alla rubrica Essential Tools che pubblico ogni mercoledì sul mio blog.

Come ti formi per rimanere sempre aggiornato rispetto ai continui cambiamenti del mondo del web?

Leggo moltissimi blog e giornali di settore, italiani e stranieri, seguo le discussioni nelle community sui social network ed interagisco con colleghi più esperti di me.

Quando posso, poi, partecipo ad eventi e workshop tematici, e seguo webinar online, i più comodi per me che sono sempre bloccato in ufficio.

In Rete circolano un sacco d’informazioni su come fare web marketing e blogging. A tuo parere, è tutto oro quel che luccica?

Dipende da chi le pubblica quelle informazioni. Va fatta un’attenta attività di filtraggio e selezione, per distinguere i contenuti utili dalla fuffa inutile.

Ci sono molti blogger competenti che offrono risorse utilissime e ben scritte, credo che si debba dedicare attenzione a queste persone, ignorando gli altri.

Come ti vedi da qui a 10 anni?

Mi auguro più rilassato. Ora ho 30 anni, due figli ed i problemi tipici della mia generazione.

Ho intenzione di fare grossi sacrifici per un altro paio di anni, dormendo poco e lavorando tantissimo. Poi mi fermerò e farò il punto della situazione.

Se avrò raggiunto gli obiettivi prefissati, bene.

In caso contrario, mi rimboccherò le maniche e ripartirò con un nuovo progetto.

Quindi, per rispondere alla tua domanda, spero di poter invertire le proporzioni attuali e fare più il padre e meno il professionista.

In tanti hanno dato per morto il blog in favore dei social network. Tu che ne pensi?

Che è una cretinata. Ad essere morto è il concetto di blog come entità autosufficiente, perché senza i social non si va da nessuna parte, ma fino a quando le persone avranno una storia da raccontare ci sarà sempre un pubblico pronto ad ascoltarle.

Il blog non morirà mai.

Si evolverà, diventando sempre più integrato coi social.

Che importanza ha il tuo blog nella tua strategia di comunicazione?

È tutto. Senza il blog, oggi, non mi avresti intervistato.

La mia credibilità e la mia autorevolezza non esisterebbero senza il blog. Non potrei farne a meno, non ora. Magari in futuro, perché non credo che farò il blogger per sempre.

Come ti rapporti con gli altri blogger e socialmediacosi?

Per me viene prima la persona e poi il professionista. Quindi cerco di costruire delle relazioni umane con i miei colleghi, anche perché l’interazione è la parte che amo di più del mio lavoro.

Cerco di essere sempre disponibile con tutti, perché quelli che fanno i preziosi e ti presentano la fattura ogni volta che gli chiedi un chiarimento non li sopporto.

Siamo sulla stessa barca. Dobbiamo remare insieme.

Qual è il miglior risultato che hai ottenuto nel tuo lavoro?

Sapere di essere stato utile al cliente, di non averlo deluso e di non aver tradito la sua fiducia. Quello per me è un risultato che conta.