La trasformazione

Dicembre è tempo di bilanci, di tirare le somme e di programmare l’anno che verrà.

Questo mio ultimo post dell’anno sarà, quindi, diverso dai soliti a cui sei abituato, mio caro lettore.

Infatti, parlerò un po’ di me e dei miei progetti.

Per me il 2016 è stato l’anno della trasformazione da consulente freelance a imprenditore digitale seriale. Infatti, nel corso del 2017 i due grossi progetti pianificati e lanciati durante questi ultimi e intensi 12 mesi si trasformeranno in società.

Grazie a Internet e ai Social Network ho incontrato le persone con cui ho dato vita negli ultimi 2 anni a tutti i miei progetti di lavoro dall’ebook scritto a quattro mani col Prof. Paolo Orlandi, docente di Marketing Pandemico presso la L. A. B. A. di Rimini, alla collaborazione con Gentian Hajdaraj titolare di Web Marketing Aziendale che mi ha introdotto nel mondo della Lead Generation.

Oltre a queste fantastiche persone, la mia strada ha incrociato quella di coloro che nel 2017 diventeranno a tutti gli effetti miei soci:

  • Mauro Manfredi, un leader visionario con una forte esperienza come International Business Developer alle spalle e una grande passione per il mondo delle startup.

  • Nina Gabriella MadaffariBusiness Coach di talento ed esperta HR con un trascorso professionale all’interno di importanti multinazionali.

  • Federico Antonioni, esperto nella gestione di blog aziendali.

  • Valeria Pindilli, giovanissimo talento del Business Development.

Insieme abbiamo fatto nascere una sinergia professionale che ha dato vita ai seguenti brand:

  • HarviUp, Business Accelerator, che si rivolge a startup e ad aziende con lo scopo di aiutarle ad accelerare la scalata ai mercati a cui si rivolgono.

  • Pocket Manager, progetto dedicato ai liberi professionisti e ai piccoli imprenditori che vogliono usufruire delle competenze strategiche e manageriali di un manager per risolvere i loro problemi e conquistare nuove fette di mercato, ma che per ovvie ragioni di dimensioni non possono assumerne uno.

Le imprese che andremo a creare saranno digitali e liquide. Vascelli corsari adatti a conquistare gli oceani blu che si aprono di fronte a noi.

Questo modello d’impresa, essendo flessibile e permettendo di lavorare a distanza e di automatizzare i processi, ci consentirà di affrontare le incertezze dei vari mercati senza troppi patemi d’animo.

Inoltre, si adatta alla nostra ambizione di essere un driver capace di favorire un cambiamento di mentalità nella classe dirigente e imprenditoriale del nostro Paese.

In questo periodo storico, in Italia, vi è un grande fermento che si muove sottotraccia. Un movimento carbonaro, fatto di giovani e meno giovani che non si sono arresi alla crisi e all’immobilismo conservatore che sembra avvolgere la nostra nazione.

Proprio come nel periodo risorgimentale in ogni angolo del Paese vi sono persone che anche grazie alla Rete si riuniscono per dar vita a nuove iniziative imprenditoriali consci del fatto che il riscatto di una nazione non passa solo dal rinnovamento politico.

Creare nuovi modelli d’impresa per forza di cose costringerà la classe dirigente attuale a prendere atto dello status quo e ad adeguarsi a esso o scomparire.

Sarà un forte cambiamento dal basso che travolgerà l’Ancien Régime e stabilirà un ordine nuovo.

La Rivoluzione, ormai è partita, si coordina attraverso Internet, si sviluppa negli spazi di coworking, ha i suoi podcast e intellettuali di riferimento, i suoi miti in Italia e all’estero, ma soprattutto è alimentata da una massa di persone di ogni età che non ha più nulla da perdere.

Nessuno potrà toglierci la speranza di una vita migliore ed essa ci porterà alla vittoria.

Come ti ho detto all’inizio, mio caro lettore, questo è l’ultimo post del 2016 quindi colgo l’occasione per farti gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

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Mr Tozzo. Un anno dopo

Andrea Toxiri

Andrea Toxiri alias Mr Tozzo

Caro lettore, oggi ti propongo una nuova intervista ad Andrea Toxiri alias Mr Tozzo fondatore di Toxnetlab’s Blog che è un punto di riferimento per gli appassionati di Tecnologia, Web/Social Media e Comunicazione/Web Marketing.

Buona lettura!

Dalla nostra prima intervista è passato poco più di un anno. Com’è cambiata la tua vita? 

Ciao e grazie per questa seconda intervista.

In questo anno la famiglia si è allargata (a luglio è arrivato Michele).

Invece, per quanto riguarda il lavoro non è cambiato molto.

Le mie passioni sono sempre le stesse lettura, musica, fotografia e cucina e proprio a queste ultime due mi sono appassionato sempre di più tanto che sto facendo tanta pratica per migliorare, appena posso.

Come si è evoluto il tuo blog in tutto questo tempo?

A marzo il blog compierà 8 anni e questa estate ho iniziato a pensare a qualche novità per farlo evolvere anche perché nel mondo del blogging se rimani fermo sei finito.

La prima è arrivata a settembre, ovvero le interviste a blogger e youtuber che seguo.

Nei mesi prossimi ne arriveranno altre due.

Come si crea un blog di successo come il tuo?

Grazie per aver definito il mio blog di successo.

Guarda non ho una formula magica ma sicuramente ci vuole passione per quello che stai facendo, competenza per quanto riguarda l’argomento che vuoi affrontare, onestà verso i tuoi lettori, una costante formazione/informazione perché le cose sul web cambiano velocemente ed educazione verso tutti.

Io mi sono mosso sempre così e qualche soddisfazione me la sono tolta.

Poi naturalmente devi avere tanta pazienza perché i numeri non arrivano subito e per affrontare (sempre in maniera educata) chi ti verrà contro (hater, troll, criticoni etc.).

Come scegli gli argomenti di cui trattare?

Il blog ha tre argomenti centrali che sono: Tecnologia, Web/Social Media e Comunicazione/Web Marketing.

Ci tengo a precisare che Comunicazione/Web Marketing non è un argomento che tratto come esperto del settore, ma come utente finale lo subisce.

La Comunicazione e il Web Marketing sono due argomenti che esulano dal mio background ma ai quali mi sono appassionato in questi ultimi anni e che cerco di approfondire appena posso.

Alcune volte gli argomenti nascono anche da un’esigenza di risolvere un problema (Tecnologia – Web/Social Media) che ho oppure che mi viene proposto o quando scopro qualche nuova cosa.

Come distribuisci i contenuti in modo da catturare l’attenzione degli utenti online ed aumentare la tua audience?

I miei canali principali sono Facebook e Twitter ma cerco di curare molto il titolo del post.

Un titolo che non illuda il lettore ma che allo stesso tempo provochi un “sentimento” (che può essere di rabbia o di gioia) che lo porti a leggere,  commentare e cliccare.

Il post su “iPhone e Android” è quello che attualmente detiene il record di commenti (oltre i 100), ma come puoi immaginare la maggior parte sono …diciamo… “animati” perché sono andato a toccare (schierandomi) una diatriba che va avanti da anni.

Invece il post sulle “Telecamere IP” è quello che detiene il record di visite (attualmente 33389 da Febbraio 2015).

Quindi diciamo che aiutare, informare e provocare aiuta alla diffusione dei tuoi contenuti.

Dirò una cosa banale: “Io non scrivo per Google, ma per chi mi legge (che poi è quello che vorrei leggere io andando su un blog)”.

Hai dei progetti per monetizzare il tuo blog visto il tuo vasto seguito?

Ci stavo pensando ma ancora non mi sono mosso in quel senso, perché devo capire ancora come farlo senza snaturare il blog.

Hai mai pensato di vivere solo attraverso il tuo blog o le tue passioni?

Mi piacerebbe vivere scrivendo (magari come giornalista freelance) sempre in ambito tecnologico.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

 

 

Luca Spinelli. Come crearsi un lavoro al tempo della crisi e vincere la propria scommessa

Oggi, mio caro lettore, ti porterò a conoscere Luca SpinelliSEO e webmaster freelance, che ha colpito la mia attenzione il giorno in cui mi sono imbattuto in un articolo sul suo blog in cui spiegava per filo e per segno la strategia da lui seguita per crearsi la sua opportunità lavorativa.

Questo ragazzo non si è perso d’animo a causa della “crisi”, delle mancate risposte ai CV inviati o alle offerte di lavoro poco serie che gli sono state fatte, ma ha aguzzato l’ingegno ed alla fine ha vinto la scommessa fatta su se stesso.

Buona lettura!

Quanti anni hai e dove abiti?

Ho 20 anni ed abito a Lissone.

Qual è stato il tuo percorso scolastico?

Ho studiato presso l’ITCG Europa Unita, della città in cui abito, ragioneria e dopo cinque anni d’intenso studio (spero che non ci creda nessuno) mi sono diplomato come Ragioniere e Perito Commerciale.

Il mio percorso scolastico è poi proseguito presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca dove mi sono iscritto a Sociologia, facoltà che però, dopo due anni, ho abbandonato per dedicarmi alla libera professione.

Hai avuto qualche esperienza lavorativa durante gli anni dei tuoi studi?

Se uno stage scolastico in 4° superiore presso il Comune della mia città e qualche lavoretto sul web come freelancer valgono, allora sì; altrimenti: no, non ho mai avuto esperienze lavorative.

Ora, che lavoro fai?

Oggi sono un libero professionista e più nel dettaglio un SEO e un webmaster.

Per i non “addetti ai lavori” mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca e di creare, gestire ed ottimizzare siti web per PMI o privati.

Dal momento che inviando il tuo CV non riuscivi a trovare uno stage serio o un lavoro, quale strategia hai adottato per risolvere la situazione e volgerla a tua favore?

Dopo decine di CV inviati ho fatto due cose:

  1. Ho scritto un articolo sul mio blog in cui informavo i miei lettori d’essermi messo alla ricerca di un lavoro in ambito SEO.

  1. Poi mi sono mosso per aprire la P.IVA. Dato che nessuno poteva o voleva offrirmi un lavoro, me lo sono creato da solo.

Quali risultati hai ottenuto?

Ho trovato i miei primi clienti prima ancora che il commercialista mi consegnasse la P.IVA e dopo neanche quattro mesi dalla sua apertura sono più che soddisfatto dei risultati che ho ottenuto.

Di fatto ho uno “stipendio” migliore di molti coetanei che conosco. E vengo pagato per fare qualcosa che amo profondamente.

Quando hai aperto la Partita Iva che regime hai adottato?

Ho adottato il regime dei minimi. Un regime che consiglio a chiunque.

Pagare le tasse solo in base alla differenza fra ricavi e costi è qualcosa di eccezionale (in alcuni paesi è la normalità) che dovrebbero poter fare tutti e non sono le persone che possono accedere, finché possono usufruirne, al regime dei minimi.

Quale strategia di marketing utilizzi per trovare nuovi clienti?

Attualmente, nessuna. Ci credi?

Il mio blog l’ho archiviato ed il mio sito web è in (ri)costruzione.

Quindi non uso più neanche lo strumento che mi ha lanciato in questo mondo.

In futuro, però, (Gennaio 2016 data in cui verrà pubblicata la nuova e definitiva versione del mio blog) utilizzerò Facebook Ads, Google AdWords ed altri canali pubblicitari minori come gli annunci sponsorizzati di subito.it, vivastreet.it, ecc. .

Quale ruolo hanno il blogging ed i social network all’interno di questa strategia?

Come detto poco sopra, attualmente non sto sfruttando nessuna strategia, ma nel 2016 il blog sarà decisivo e verrà affiancato da diverse landing page con cui ho intenzione di convertire il traffico dei miei articoli.

Ai social network, invece, riserverò un ruolo marginale, fatta eccezione per Facebook per via di Facebook Ads, e di mero “customer care” se così si può definire.

Quali progetti hai per il futuro?

I progetti sono semplici, ma molto difficili da realizzare.

Sembra un ossimoro, ma non lo è (semplice non significa facile).

Quelli lavorativi?

Abbandonare la dipendenza dai clienti per concentrarmi e vivere, esclusivamente, dei miei business online. Ho molte idee che vorrei testare e rendere realtà.

Quelli personali?

Devo trasferirmi in un paese come il Canada, l’Islanda, la Norvegia o la Svizzera (al fresco, insomma), sposarmi, fare 1 o 2 pargoli e, forse, comprare una cosa come 5 cani.

Qual è il futuro della SEO, a tuo giudizio?

Un futuro incerto come ogni futuro. Credo che gli sviluppi tecnologici nel campo dell’IA (intelligenza artificiale, n.d.r.) saranno determinanti e che la SEO come la conosciamo oggi diventerà tutt’altra cosa.

Come si fa a riconoscere se si ha di fronte un webmaster o un SEO affidabile e non il solito personaggio improvvisato?

Bisogna fare una cosa molto semplice.

Nel caso del webmaster bisogna chiedergli di mostrarci 2-3 lavori che ha realizzato, magari tutti dello stesso tipo di quello che vogliamo che realizzi per noi.

Se ti serve un e-Commerce ed i tre siti che ti fa vedere sono, praticamente, tutti uguali c’è già qualcosa che non va (non so a quanti piaccia avere un negozio graficamente identico, magari, a quello di un concorrente).

Nel caso del SEO vedere qualche risultato di posizionamento non è una brutta idea, ma ti direi anche di fargli una domanda specifica: “Che posizione mi garantisci ed entro quanto?”. Se ti risponde la 1° entro una data precisa allora storci il naso.

Nessun SEO può garantire niente entro una data X o per lo meno se lo fa assicurati che nel contratto ci sia una clausola che preveda il rimborso (parziale o totale) nel caso in cui il risultato non venga raggiunto entro la data indicata.

Ed ora che siamo giunti al termine di questa bella ed illuminante intervista, mio caro lettore, non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post e ricorda:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come il Milanese Imbruttito ti diventa freelance

Oggi, mio caro lettore, voglio affrontare dal punto di vista del Milanese Imbruttito un argomento di cui, attualmente, si parla molto in Rete: la professione di freelance.

PREMESSA

Il Milanese Imbruttito vive in Milano città e nasce in una famiglia dove il padre ricorda tanto Il Dogui (mitico personaggio milanese, n.d.r.) e la madre, in fatto di moda, ha gli stessi gusti della First Sciura (la moglie del primo sindaco leghista della città, Formentini).

Inoltre, ha un fratello che ha seguito il tipico cursus honorum alla milanese: Liceo scientifico – Bocconi – MBA – Lavoro in banca, meglio se una merchant bank a Londra o a New York.

Il Milanese Imbruttito, invece, ha seguito “The Original cursus honorum: Liceo classico – Giurisprudenza – Boh?

Infatti, non volendo assolutamente finire a fare lo schiavo sottopagato o per nulla pagato in uno studio legale, adesso non sa che pesci pigliare.

Il Milanese Imbruttito, però, ha già alle spalle diverse esperienze lavorative avendo lavorato come PR in discoteca o come driver per le Agenzie di modelle durante la Fashion Week.

#1 – LA SCELTA DEL LAVORO

Il Milanese Imbruttito dato che, causa crisi, non trova una cippa di lavoro s’inventa freelance, ma non uno di quelli tradizionali.

Il Milanese Imbruttito fa il fashion/food/travel blogger, il party/wedding planner, il cool/house hunter, il Social Media Strategist, il trend setter, il personal shopper o qualsiasi altro mestiere dal nome vagamente esotico che faccia molto figo.

#2 – NETWORKING

Il Milanese Imbruttito è personaggio social per eccellenza. Questo anche a causa dell’ambiente in cui vive. Mi spiego meglio.

Milano nasce quadrata con gli antichi romani ma, successivamente, si sviluppa tonda con la cerchia dei Navigli, la circonvallazione interna e quella esterna.

Qui si vive per cerchie d’amicizie tanto che alla fine sembra di vivere in un grande paesone.

Quando il Milanese Imbruttito va in vacanza frequenta sempre il solito giro che sia a “Courma”, a “Santa” (Courmayeur e Santa Margherita Ligure per coloro che non conoscono il suo gergo, n.d.r.), a Cortina, a Formentera o Ibiza, in Costa Smeralda o in Versilia o in qualuque altro posto cool del globo terrestre.

In pratica si porta la sua cerchia appresso e si stupisce quando all’appello manca qualcuno. La qual cosa diventa oggetto di appassionate discussioni.

Ed è per questo motivo che il Milanese Imbruttito è convinto che quelli di Google abbiano preso a modello Milano nel progettare Google+.

Essendo il networking per il freelance questione di vita o di morte, nel senso che se non ti conosce nessuno non trovi clienti, il Milanese Imbruttito annuncia a tutti, seguendo una precisa strategia, la sua nuova professione.

Nell’ordine contatta tutti i parenti, gli amici, gli amici degli amici, gli ex datori di lavoro, i proprietari dei locali e dei negozi che frequenta, nonché il personale che ci lavora, ed il parroco.

In questo modo trova sempre l’amico dell’amico dell’amico che ha bisogno del suo servizio ed inizia a fare esperienza.

Il suo obiettivo è quello di accumulare:

Esperienza, Contatti, Referenze.

Allorquando al Milanese Imbruttito propongono di lavorare gratis ad un progetto, egli valuta se questo gli può portare E.C.R. (Esperienza, Contatti, Referenze, n.d.r.).

Se la sua valutazione sfocia in un N.C.S. (non ci siamo, n.d.r.) allora con molto garbo rifiuta la proposta.

Il Milanese Imbruttito non perde il suo tempo poiché nessuno glielo potrà mai restituire.

#3 – PERSONAL BRANDING

Il Milanese Imbruttito sa che per avere successo deve vedere se stesso come un brand. 

La qual cosa non gli costa molta fatica poiché è connaturata nel suo DNA.

Appena gli sarà possibile si doterà di un sito web e/o di un blog molto cool. Investirà una somma adeguata sul loro sviluppo non facendosi incantare dalle sirene del low cost, memore di ciò che gli dice sempre la sua mami: “Chi più spende, più guadagna”.

Il Milanese Imbruttito è uno sgamato. Per promuoversi non si posizionerà su tutti i social network bensì solo su quelli che gli permettono di raggiungere il target di potenziali clienti che vuole conquistare.

Tutto il resto è una perdita di tempo e come dice il suo papi: “Chi ha tempo non perda tempo”.

Il Milanese Imbruttito investirà molto anche sulla sua immagine. Abiti, accessori, biglietti da visita ed eventuali brochure saranno di prim’ordine. 

#4 – SCRIVE UN PIANO D’AZIONE 

Il Milanese Imbruttito non si muove a caso. Non si fa trasportare dalla corrente. Vuole fare la fresca (i soldi, n.d.r.). 

Quindi pianifica per iscritto tutte le azioni che lo porteranno a raggiungere il suo obiettivo e verifica spesso il rispetto del suo crono-programma. In questo modo sa sempre a che punto sta col suo lavoro.

Il Milanese Imbruttito tiene per la sua attività una contabilità semplificata fatta di due sole colonne: entrate uscite. Ciò gli permette di capire facilmente l’andamento del suo business*.

Questi due strumenti sono per lui: mappa bussola.

Il Milanese Imbruttito quando deve presentare un preventivo ad un cliente stabilisce il suo fee in base a questa semplice formuletta:

(Costi Fissi + Costi sostenuti in favore del cliente) x 3.

* In ogni caso si dota di un ottimo commercialista contro gli imprevisti della vita.

#5 – RICERCA 

Il Milanese Imbruttito fa bene i compiti a casa.

Studia il suo mercato di riferimento ed analizza i competitor in modo da riprodurne le azioni più efficaci.

#6 – NON TAGLIA I PONTI CON NESSUNO

Il Milanese Imbruttito non interrompe i rapporti con nessuno poiché sa che tutti, anche il più baluba, nel corso della sua vita lavorativa potrebbero tornargli utili. 

Ed ora, mio caro lettore, tocca a te. Aggiungi con un commento a questo articolo il tuo pensiero o qualche suggerimento per chi come il Milanese Imbruttito si appresta a diventare freelancer.