Il Venditore Meraviglioso [Lettura Consigliata]

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di un altro dei libri che, nella mia biblioteca personale, fa parte di quella Top 10 che rileggo ogni anno per trarre insegnamenti e motivazioni al fine di battere i risultati ottenuti l’anno precedente.

Il libro in questione è: Il Venditore Meraviglioso di Frank Bettger.

In Italia questo testo è stato pubblicato per la prima volta da Longanesi nel lontano 1954.

Ma il suo contenuto è valido ancora oggi nell’era di Internet, delle imprese digitali e del Liquid Business.

A PROPOSITO DELL’AUTORE

Frank Bettger (1888-1981) nacque a Filadelfia e dopo una breve carriera come giocatore di baseball divenne un venditore di polizze assicurative.

Dopo un inizio difficile riuscì a standardizzare un metodo di vendita che lo condusse in breve tempo alla ricchezza.

Infine, grazie all’incontro con il grande Dale Carnegie scrisse il suo primo libro in cui spiegava come era riuscito a passare da venditore che a stento riusciva a mantenersi a venditore di successo.

Il Venditore Meraviglioso nel corso degli anni ha venduto milioni di copie proiettando il suo autore nell’empireo degli scrittori dei manuali di auto-aiuto e facendone uno dei punti di riferimento per tutti i venditori del mondo.

IL LIBRO

Questo manuale è di facile lettura e ricco di preziosi consigli che applicati con costanza possono trasformare il peggior venditore del mondo in un uomo ricco e soddisfatto di sé.

Io stesso sto applicando gli insegnamenti di Frank Bettger e sto ottenendo degli ottimi risultati.

Composto da 35 capitoli il libro inizia indicando la caratteristica che ogni venditore di successo deve possedere: l’entusiasmo.

Infatti, senza di esso nessuna impresa nella vita risulterà vincente.

Nei capitoli successivi si affronta in profondità il metodo di vendita seguito dall’autore. Si parte con l’organizzazione dell’agenda settimanale passando per il modo giusto di presentarsi da un cliente per arrivare alla tecnica migliore con cui affrontare le sue obiezioni.

Tale tecnica si basa su una semplice parola magica: “Perché?”.

Infatti, questo avverbio interrogativo se utilizzato abilmente costringe colui che pone delle obiezioni a rispondersi da solo mettendo in luce la loro fragilità o la loro inconsistenza.

Nei casi più difficili, però, bisognerà utilizzare anche la seguente domanda: “Oltre a ciò, qual è il vero motivo?”.

Come è scritto nel libro, a volte, dietro a un’obiezione apparentemente sensata si nasconde il vero motivo del rifiuto e una volta che lo si è scoperto sarà più facile trovare una proposta che possa allettare il nostro interlocutore.

Tanti sono i piccoli trucchi del mestiere che apprenderai leggendo questo testo.

Alcune volte, però, vi troverai anche la conferma di qualche strategia che già utilizzi con successo.

Come ho detto in precedenza le tecniche qui illustrate si possono applicare pure a un business online in quanto le fasi della vendita sono le medesime:

  1. Attenzione: sia in Internet che nel mondo reale se vuoi concludere un affare devi catturare l’attenzione del tuo interlocutore;

  2. Interesse: dopodiché devi sempre suscitare l’interesse del tuo potenziale cliente per la tua offerta;

  3. Desiderio: successivamente, devi innescare nel potenziale cliente il desiderio per il tuo prodotto o servizio;

  4. Conclusione: a questo punto, se hai fatto tutto bene, concludere la vendita sarà un gioco da ragazzi.

CONCLUSIONI

Il Venditore Meraviglioso di Frank Bettger è un’ottima lettura, nonostante siano passati molti anni dalla sua prima edizione, poiché spiega passo dopo passo quello che un venditore deve fare per avere successo nella sua attività.

Ti consiglio vivamente di studiare con attenzione ogni capitolo di questo libro perché in ognuno di essi trovi degli utili insegnamenti facilmente applicabili da tutti.

Infine, sofferma la tua attenzione sul capitolo trentaquattro dove l’autore svela come l’input del cambiamento avvenuto nella sua vita sia avvenuto grazie alla lettura dell’autobiografia di Benjamin Franklin da cui apprese una strategia in 13 punti che lui adattò al suo percorso professionale ricavandone grandi benefici.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

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Federico

Mira alla Luna [Lettura Consigliata]

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di un libro che ho letto di recente:

MIRA ALLA LUNA

Se sbagli, atterrerai tra le stelle

Questo testo scritto da Giovanni Zanier, imprenditore di successo nel settore dell’Elettronica Industriale, è indirizzato ai terzisti di questa industria.

A questo punto, ti chiederai, visto che non faccio parte della categoria suddetta, perché ho letto questo libro e perché lo consiglio a tutti coloro che vogliono raggiungere il successo con la propria attività.

Devi sapere che, nel corso degli anni, mi sono creato una vasta libreria personale in cui spicca una Top 10 di libri che ogni anno rileggo per accrescere le mie motivazioni a scalare l’impervia montagna del successo.

Ebbene, questo libro dal titolo così poetico, che mi è stato regalato a Natale, è entrato di diritto nella mia speciale classifica e si è conquistato un posto tra Pensa in grande e manda tutti al diavolo scritto da Donald Trump e Bill Zanker e Il venditore meraviglioso di Frank Bettger, che sono tra le mie letture preferite.

By the way, se non li hai mai letti, ti consiglio di farlo. Ti dirò di più studiali bene e applica quello che impari da queste letture nella tua vita quotidiana.

Se farai ciò con costanza, creando delle vere e proprie abitudini, nel giro di qualche mese vedrai la tua vita cambiare in meglio.

Tornando a Mira alla Luna sappi che vi sono due possibili chiavi di lettura a cui si deve fare attenzione.

La prima chiave è quella di più facile comprensione poiché si basa sull’analisi letterale del testo.

Si parte dalla storia della vita dell’autore la cui giovinezza non è stata per niente facile ma che ne ha forgiato la determinazione, caratteristica essenziale se si vuole avere successo nel mondo degli affari e del lavoro, fino ad arrivare all’introduzione di un metodo di lavoro che, se seguito passo dopo passo, porterà il terzista del settore dell’Elettronica Industriale a liberarsi dalle catene che gli sono imposte dai suoi clienti.

Nel mezzo Giovanni ci spiega cosa sta accadendo nel mondo e perché quella che la propaganda, diffusa dai giornali e dalle televisioni attraverso i telegiornali e i talk show, chiama La Grande Crisi in realtà è una rivoluzione che modifica alle radici il modo di produrre e vendere beni e servizi: La Terza Rivoluzione Industriale.

Questo vuol dire che chi non si adeguerà al cambiamento farà la fame oppure sopravviverà dando fondo alle ricchezze che ha accumulato nel tempo.

Coloro che, invece, abbandoneranno le posizioni conservatrici e la loro comfort zone avranno la possibilità di accumulare ricchezze e fare delle carriere lavorative fantastiche.

Ah! Come dice sempre Giovanni quando lo intervistano in TV in qualità di opinionista: “Non pensare che la politica verrà in tuo soccorso, perché è troppo impegnata a salvare se stessa”.

Ergo, non attenderti che appaia un Deus ex machina all’orizzonte che ti porterà il lavoro dei tuoi sogni o farà ripartire il fatturato della tua attività come per magia.

Toglitelo dalla testa questo Happy End. Piuttosto rimboccati le maniche, studia tanto in modo da acquisire le competenze richieste, attualmente, dal mercato e poi mettile in pratica o in vendita.

Nell’era della formazione permanente solo coloro che si muoveranno in questa direzione avranno successo in Italia e nel mondo. Sappilo.

Tutti gli altri staranno seduti al bar o su una panchina ai giardinetti a lamentarsi dei ladri che stanno al governo del Paese, degli extracomunitari che rubano loro il lavoro, dell’Euro, della cattiva Europa a guida tedesca, della globalizzazione, etc., senza capire che fino a quando non assumeranno su di sé la responsabilità della loro vita non otterranno nulla.

E ti assicuro che i soldi veri, quelli pesanti, in Italia, in modo onesto, li puoi fare.

Soprattutto, oggi, grazie alle informazioni che si possono recuperare, anche gratuitamente, con l’aiuto di Internet.

Certo è, che se utilizzi il tuo smartphone per vedere video divertenti su YouTube, giocare ai videogiochi e altre perdite di tempo di questo genere continuerai a vivere la tua vita di sempre.

Fatti tuoi!

Ma poi non andare in giro a scassare le orecchie delle persone con la tua negatività e le tue lamentele.

Ricordati che non hai il diritto di usare il cervello degli altri come cestino per i rifiuti riempendolo coi tuoi pensieri negativi e il tuo sterile pettegolezzo.

Tornando al libro, la seconda chiave di lettura di Mira alla Luna è basata sull’analisi strutturale del testo.

Infatti, se lo si guarda con attenzione in controluce si vedrà come esso sia stato costruito seguendo le più moderne strategie di marketing.

Se studierai con attenzione ogni passaggio, potrai anche tu sfruttare la stessa struttura per promuovere la tua attività oppure per cercare lavoro.

Ovviamente, dovrai adattare il modello al tuo caso particolare ma una volta realizzato il tutto ti stupirai dei grandi risultati che otterrai.

Prima di salutarti, però, ti devo svelare un segreto.

Giovanni Zanier è mio amico da oltre vent’anni e, quindi, ti posso garantire che la storia della sua vita, raccontata nel libro, è vera poiché ne abbiamo percorso un tratto assieme.

E se lui lavorando onestamente, in Italia, è riuscito a raggiungere i risultati straordinari di cui parla nel testo, ce la potrai fare anche tu.

Fidati!

Basta solo che ti impegni e credi in te stesso. Le capacità ce le hai poiché come tutti sei dotato di un cervello, cioè il computer più potente dell’universo.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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Federico

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P.S: Mira alla Luna lo puoi acquistare su Amazon.

Igor Redaelli. Web designer a 17 anni

Oggi, mio caro lettore, ti voglio presentare un giovanissimo web designer che ho scoperto recentemente navigando in Rete: Igor Redaelli.

Rimango sempre affascinato dai tanti giovani talenti del web che il nostro Paese, nonostante tutto, riesce a sfornare.

Una cantera come quella del Barcellona che, però, sforna talenti non nel calcio bensì in un settore cruciale per lo sviluppo di una nazione: Internet.

Caratteristica comune a tutti i ragazzi che ho intervistato fino ad ora è che si sono costruiti le loro competenze da autodidatti.

Questo la dice lunga sull’arretratezza di certi programmi scolastici.

Ovviamente, non bisogna fare di ogni erba un fascio in quanto ci sono diverse ottime scuole, in giro per l’Italia, con eccellenti insegnanti che sanno motivare i loro studenti.

A mio giudizio, per far emergere queste eccellenze dal mare magnum della mediocrità che le circonda bisognerebbe eliminare il valore legale dei titoli di studio e premiare, dando loro più soldi, quelle realtà che riescono a sfornare studenti capaci di inserirsi velocemente nel mondo del lavoro una volta finito il loro percorso di studi o di laurearsi bene e in tempi brevi se hanno scelto di frequentare l’università.

Buona lettura!

* * *

Quanti anni hai e dove abiti?

Ho 17 anni e vivo in provincia di Milano.

Quale percorso di studi stai seguendo?

Attualmente, frequento il quarto anno di un istituto professionale che ti diploma come tecnico elettrico.

Quali sono le tue aspirazioni future proiettate in un arco temporale di 5 anni?

Non ho ancora le idee ben chiare sul mio futuro. Sono in un momento cruciale della mia vita: davanti a me si sono aperte molte strade, ma non ho ancora deciso quale sia quella migliore da percorrere.

Sicuramente, dopo gli studi comincerò subito a lavorare come freelancer.

Come è nata la tua passione per la costruzione dei siti web?

La mia passione è nata all’età di 12 anni quando iniziai a realizzare e a gestire alcuni siti web di cui scrissi anche dei “frammenti” di codice HTML.

Quelli furono i miei primi siti web statici.

Fu amore a prima vista. Infatti, rimasi affascinato da questo mondo così bello e complesso.

Capii subito che il mondo del web design sarebbe stato il mio futuro.

Quali sono le competenze che hai sviluppato, nel tempo, in questo campo e i risultati che hai ottenuto?

Nel corso degli anni ho sviluppato molte competenze tra queste il linguaggio di mark-up: HTML, CSS e PHP.

Col tempo ne ho acquisite anche tante altre sviluppando siti web dinamici con il CMS WordPress.

Ho ottenuto sempre ottimi risultati, pur studiando da autodidatta, e le mie competenze crescono giorno dopo giorno.

Come hai monetizzato le tue competenze?

Monetizzo le mie competenze occupandomi della realizzazione e della gestione di siti web.

Come gestisci un cliente difficile?

Con molta pazienza. Cerco sempre di entrare in relazione con il cliente, di creare un legame emotivo con la persona che ho di fronte e, affinché si fidi di me, di apparire autorevole ai suoi occhi.

Cerco anche di espormi in maniera rispettosa nei suoi confronti ascoltandolo attentamente e facendolo sentire importante.

Come hai strutturato il tuo canale di acquisizione clienti?

Gli unici canali che utilizzo per la promozione della mia attività e per acquisire nuovi clienti sono i social media.

Ho promosso e promuovo ancora la mia attività sui vari Social Network.

In base ai dati che ho raccolto tramite Google Analytics è Twitter il social che porta più traffico in ingresso al mio sito, circa il 40% dei visitatori provengono da lì.

Perché, oggigiorno, un’attività deve avere un sito web?

Un sito web è la base di partenza di un’attività. Se è ben fatto comunica affidabilità e professionalità al cliente.

Inoltre, è il mezzo di comunicazione per eccellenza e permette la massima interazione con i propri clienti.

Chi è presente su Internet ha sicuramente più vantaggi di chi non c’è e non essere sul web significa far notare la propria assenza.

Un imprenditore o un libero professionista avendo un sito web ha la possibilità di essere sempre visibile a ogni ora del giorno e della notte, e di mostrare la propria “vetrina virtuale” ogni giorno della settimana, anche nei giorni di festa.

Con un sito web si ha anche la possibilità di aggiornare i propri clienti sulle ultime novità relative alla propria attività o di pubblicare contenuti con lo scopo di catturare l’attenzione di potenziali clienti, magari notificandoglieli con una newsletter.

Questi sono i primi vantaggi che mi vengono in mente.

Quali sono, da un punto di vista tecnico, i segreti di un sito web di successo?

I segreti di un sito web di successo sono diversi.

Ti elenco quelli che, dal mio punto di vista, sono i più importanti:

  • Ottimizzazione per i motori di ricerca: in questo entra in gioco la SEO (Search Engine Optimization, n.d.r).

  • Template con un design responsive: negli ultimi anni gli utenti che accedono ai siti da mobile sono aumentati a livello esponenziale. Inoltre, avere un sito web mobile friendly è un importante fattore di ranking sui motori di ricerca come Google.

  • Velocità di caricamento delle pagine web del sito: un altro fattore importante è la velocità di caricamento delle pagine. Anche questo è un fattore di cui Google tiene gran conto per il ranking. Il principale segreto per avere una pagina web dal caricamento veloce sta, innanzitutto, nel far risiedere il sito su un server di hosting professionale e non su quelli low cost o gratuiti. Come sempre: “Chi più spende, più guadagna”.

  • Utilizzare una CDN: riguarda sempre la velocità del caricamento di una pagina.

Il vantaggio di avere una CDN è quello di ridurre i tempi di latenza avvicinando i file dei nostri siti web agli utenti, in modo da diminuire il carico sui server e l’utilizzo della banda passante che li collega al web.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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Federico

La trasformazione

Dicembre è tempo di bilanci, di tirare le somme e di programmare l’anno che verrà.

Questo mio ultimo post dell’anno sarà, quindi, diverso dai soliti a cui sei abituato, mio caro lettore.

Infatti, parlerò un po’ di me e dei miei progetti.

Per me il 2016 è stato l’anno della trasformazione da consulente freelance a imprenditore digitale seriale. Infatti, nel corso del 2017 i due grossi progetti pianificati e lanciati durante questi ultimi e intensi 12 mesi si trasformeranno in società.

Grazie a Internet e ai Social Network ho incontrato le persone con cui ho dato vita negli ultimi 2 anni a tutti i miei progetti di lavoro dall’ebook scritto a quattro mani col Prof. Paolo Orlandi, docente di Marketing Pandemico presso la L. A. B. A. di Rimini, alla collaborazione con Gentian Hajdaraj titolare di Web Marketing Aziendale che mi ha introdotto nel mondo della Lead Generation.

Oltre a queste fantastiche persone, la mia strada ha incrociato quella di coloro che nel 2017 diventeranno a tutti gli effetti miei soci:

  • Mauro Manfredi, un leader visionario con una forte esperienza come International Business Developer alle spalle e una grande passione per il mondo delle startup.

  • Nina Gabriella MadaffariBusiness Coach di talento ed esperta HR con un trascorso professionale all’interno di importanti multinazionali.

  • Federico Antonioni, esperto nella gestione di blog aziendali.

  • Valeria Pindilli, giovanissimo talento del Business Development.

Insieme abbiamo fatto nascere una sinergia professionale che ha dato vita ai seguenti brand:

  • HarviUp, Business Accelerator, che si rivolge a startup e ad aziende con lo scopo di aiutarle ad accelerare la scalata ai mercati a cui si rivolgono.

  • Pocket Manager, progetto dedicato ai liberi professionisti e ai piccoli imprenditori che vogliono usufruire delle competenze strategiche e manageriali di un manager per risolvere i loro problemi e conquistare nuove fette di mercato, ma che per ovvie ragioni di dimensioni non possono assumerne uno.

Le imprese che andremo a creare saranno digitali e liquide. Vascelli corsari adatti a conquistare gli oceani blu che si aprono di fronte a noi.

Questo modello d’impresa, essendo flessibile e permettendo di lavorare a distanza e di automatizzare i processi, ci consentirà di affrontare le incertezze dei vari mercati senza troppi patemi d’animo.

Inoltre, si adatta alla nostra ambizione di essere un driver capace di favorire un cambiamento di mentalità nella classe dirigente e imprenditoriale del nostro Paese.

In questo periodo storico, in Italia, vi è un grande fermento che si muove sottotraccia. Un movimento carbonaro, fatto di giovani e meno giovani che non si sono arresi alla crisi e all’immobilismo conservatore che sembra avvolgere la nostra nazione.

Proprio come nel periodo risorgimentale in ogni angolo del Paese vi sono persone che anche grazie alla Rete si riuniscono per dar vita a nuove iniziative imprenditoriali consci del fatto che il riscatto di una nazione non passa solo dal rinnovamento politico.

Creare nuovi modelli d’impresa per forza di cose costringerà la classe dirigente attuale a prendere atto dello status quo e ad adeguarsi a esso o scomparire.

Sarà un forte cambiamento dal basso che travolgerà l’Ancien Régime e stabilirà un ordine nuovo.

La Rivoluzione, ormai è partita, si coordina attraverso Internet, si sviluppa negli spazi di coworking, ha i suoi podcast e intellettuali di riferimento, i suoi miti in Italia e all’estero, ma soprattutto è alimentata da una massa di persone di ogni età che non ha più nulla da perdere.

Nessuno potrà toglierci la speranza di una vita migliore ed essa ci porterà alla vittoria.

Come ti ho detto all’inizio, mio caro lettore, questo è l’ultimo post del 2016 quindi colgo l’occasione per farti gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Giorgio Valleris: Professione Media Manager

Giorgio Valleris, Media Manager

Giorgio Valleris

Oggi, mio caro lettore, ti presentarò attraverso la mia intervista Giorgio Valleris, professione: Media Manager.

Ci siamo conosciuti lavorando su un bel progetto imprenditoriale e fin da subito ho apprezzato la sua competenza nel campo del copywriting, settore che riveste un ruolo fondamentale per i business che vogliono crescere grazie a Internet.

Buona lettura!

* * *

Quanti anni hai e dove vivi?

Ho 38 anni e vivo in un piccolo paese in provincia di Monza. Mi sono trasferito qui da una decina d’anni. Prima vivevo alle porte di Milano, ma ho scelto di allontanarmi un po’ dal capoluogo, in perfetto stile “scappo dalla città”.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Un percorso tortuoso, così come alle volte lo è la vita.

Ho studiato ragioneria e, poi, ho scelto di iscrivermi a mediazione linguistica e culturale alla Statale di Milano.

Una volta laureato ho iniziato a fare il cronista per alcuni giornali locali e nei week end ho seguito un Master in Media Relations alla Business School de Il Sole 24 Ore.

Grazie al cielo ho scelto di non seguire la contabilità di nessuna azienda, appena diplomato. Altrimenti, sai che disastri avrei combinato tra spese, ricavi, bilanci e conti economici? No, me la cavo meglio con le parole che con i numeri.

Quali esperienze lavorative hanno preceduto quella attuale?

Come ti dicevo ho iniziato a fare il cronista per alcuni periodici locali appena laureato. Una bella esperienza.

Chi dice che fare il giornalista è meglio che lavorare avrà anche ragione, ma io ne ho passate di sere e week end tra consigli comunali, sedi di quartiere e interviste varie.

Poi ho lavorato per 8 anni nel Consiglio regionale della Lombardia come addetto stampa per un gruppo politico: all’inizio è stata davvero dura perché avevo responsabilità enormi e nessuna esperienza. Devi farti le ossa. E senza fartele rompere. Se ci riesci, dal punto di vista professionale compi un vero salto di qualità.

Nel 2013 ho iniziato la mia carriera come freelancer: tanto copywriting per i clienti più diversi, qualche ufficio stampa qua e là, collaborazioni giornalistiche con tv e testate.

Una svolta (termine abusatissimo da noi copy) a livello professionale e personale. Non tornerei mai indietro!

Qual è il cappello che indossi più spesso tra i tanti ruoli che rivesti?

Oggi, senz’altro quello di copy. Se mi guardo allo specchio è quello che mi sta meglio perché è il mio cappello preferito. Se è comodo non ti saprei dire, certi giorni quando non hai l’ispirazione ti sta stretto da farti venire mal di testa, ma quando s’accende quella classica lampadina, indossarlo è meraviglioso e me lo si legge in faccia.

Che cosa ti affascina di più dell’uso della parola?

Una sola virgola può stravolgere il senso di una frase, immagina cosa può fare una parola al posto giusto.

L’ho imparato studiando da copy ma anche intervistando i personaggi più diversi e lavorando nell’ambito della comunicazione politica.

In realtà non m’innamoro del claim o dello slogan fine a se stesso, ma delle sensazioni che provocano leggendoli. Quando capisci che quelle due o tre parole, messe insieme in quell’ordine e in quel contesto, hanno un potenziale enorme. È questo che m’affascina di più.

Come ha rivoluzionato la tua attività l’avvento della Rete?

La rivoluziona ogni giorno. Quando pensi di averci capito qualcosa ecco che arriva il nuovo algoritmo di Google, ecco che i guru del marketing cambiano le regole del gioco facendoti dubitare di quanto hai appreso fino a quel momento.

Però quant’è più facile lavorare con la Rete!

Come ti aggiorni?

Seguo seminari e conferenze appena posso.

In una professione non ancora “regolata” come quella del copywriter è fondamentale aggiornarsi continuamente, specie perché la continua evoluzione del linguaggio e delle regole del web ci obbliga a farlo, altrimenti meglio cambiare mestiere.

Leggo testi di altri copy e pubblicitari stranieri, da Claude Hopkins a Domenico Colella. E poi seguo i blog di alcuni SEO e butto anche un occhio alla concorrenza che non fa mai male…

Hai qualche consiglio da dare a coloro che vogliono seguire le tue orme?

Guarda, ti stupirò. Non parlerò né di perseveranza né di fiducia in se stessi.

Secondo me il consiglio migliore è sempre quello di far leggere il tuo claim, la tua headline o il tuo copy a tua moglie/marito, mamma/papà o a quello seduto di fianco a te al bar.

Insomma, a qualcuno che non si interessi minimamente di marketing e advertising.

Fagli leggere quello che hai scritto prima di inviarlo al cliente. Ho imparato negli anni che il suo giudizio è molto più importante di quanto si pensi e, talvolta, ti può perfino dare la dritta vincente…

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Federico

Tre caratteristiche che contraddistinguono una persona di successo

A mio giudizio, mio caro lettore, vi sono tre caratteristiche che contraddistinguono una persona di successo:

  1. La tenacia.

  2. La volontà di aggiornarsi costantemente.

  3. La capacità di stipulare alleanze.

La tenacia è la più importante fra le caratteristiche che ho appena elencato. Infatti, senza di essa un uomo che si è posto un obiettivo ambizioso non lo raggiungerà mai.

Per ottenere grandi risultati per forza di cose bisogna pensare in grande.

Dopodiché bisogna stabilire un piano d’azione che abbia al suo interno dei sotto obiettivi e delle “pietre miliari”, che fungano da punti di riferimento per capire se si sta andando nella direzione auspicata.

Fosse così facile tutti potrebbero raggiungere il successo nella propria vita.

Tutti, nessuno escluso.

Solo che nella vita capitano degli imprevisti che, a volte, appaiono agli occhi delle persone come degli ostacoli insormontabili, mentre in realtà sono solo delle prove per saggiare la nostra determinazione a raggiungere la meta che ci siamo prefissati.

In tutte queste situazioni solamente coloro che fanno ricorso alla loro tenacia non si arrendono e continuano il cammino che li porterà al raggiungimento del loro obiettivo.

Per questo Nelson Mandela nei momenti più bui della sua prigionia negli anni dell’apartheid faceva ricorso alla seguente poesia di William Ernest Henley per alimentare la sua tenacia:

INVICTUS

Dal profondo della notte che mi avvolge,

buia come un pozzo che va da un polo all’altro,

ringrazio qualunque dio esista

per l’indomabile anima mia.

Nella feroce stretta delle circostanze

non mi sono tirato indietro né ho gridato.

Sotto i colpi d’ascia della sorte

il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d’ira e di lacrime

si profila il solo Orrore delle ombre,

e ancora la minaccia degli anni

mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,

quanto piena di castighi la vita,

io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.

La seconda caratteristica di una persona di successo cioè la volontà di aggiornarsi, oggigiorno, è un must irrinunciabile vista la facilità di farlo, anche gratuitamente, grazie ad Internet.

Non farlo, tenuto conto dei repentini cambiamenti tecnologici cui andiamo incontro, è una sicura condanna al fallimento.

Certo ci vuole una determinazione incrollabile per impegnare il proprio tempo libero nel migliorarsi anziché divertendosi. Però, non si può ambire a raggiungere un grande obiettivo senza fare dei sacrifici.

Da ultima ma non meno importante viene la capacità di stipulare alleanze.

Viviamo in un mondo interconnesso dove persino gli oggetti grazie all’Internet delle cose collaborano tra di loro e con gli esseri umani.

Quindi è impensabile pensare di fare qualcosa di grande senza l’aiuto di altre persone.

Creare un team di individui che muovono tutti nella stessa direzione come un sol uomo è, a mio avviso, nell’era dell’Economia Collaborativa e con tutti gli strumenti che, oggigiorno, ti permettono di lavorare a distanza, molto più facile di un tempo.

L’importante è saper selezionare i propri compagni di viaggio.

Vi deve essere una certa affinità mentale, la condivisione dei medesimi intenti e, soprattutto, rispetto reciproco.

Questo non vuol dire che ci si debba appiattire sulla posizione degli altri, se non la si condivide, ma che ci si deve adeguare alle decisioni della maggioranza dei membri del team.

Poi, se non si otterranno i risultati sperati si potrà sempre convincere i compagni di viaggio a venire sulle nostre posizioni.

IN CONCLUSIONE

Senza tenacia, volontà di aggiornarsi e capacità di stipulare alleanze non si va da nessuna parte.

#sapevatelo

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Francesco Panìco. Un anno dopo

Francesco Panìco

Francesco Panìco

Oggi, mio caro lettore, sono tornato a intervistare il noto blogger Francesco Panìco.

Poco più di un anno è trascorso dalla prima intervista che ha rilasciato a questo blog e tanta acqua è passata sotto i ponti.

Cos’è successo?

Lo scoprirai solo leggendo…

Poco più di un anno fa hai rilasciato la tua prima intervista a questo blog. Com’è cambiata la tua vita da allora?

Ciao Federico, sono contento di tornare a scrivere per il tuo blog :).

Sono ancora a Versailles e felice di esserci!

Questa città  è così multietnica e stimolante…

La mia integrazione è ormai consolidata, parlo un buon francese e ho stretto tante nuove amicizie interessanti.

Ho un lavoretto part-time come barman in un simpatico ristorante italiano nel quartiere de La Défense.

Trovare un lavoro mi ha permesso di imparare la lingua più facilmente e di migliorare la mia integrazione.

Come si è evoluto il tuo blog durante quest’anno?

Il mio blog è in fase ascendente. Continua ad avere traffico anche se non pubblico più regolarmente dei nuovi articoli e ho più tempo per occuparmi della creazione di contenuti a pagamento.

Oggi riesco persino ad ottenere dei guadagni costanti anche se non è stato semplice e ho commesso diversi errori prima di comprendere le giuste strategie di vendita e promozione.

Non sai quanto avrei voluto trovare qualcuno che mi indicasse cosa fare per arrivare a raggiungere subito i miei obiettivi, evitando tutti gli sbagli che ho fatto!

Nell’intervista precedente hai dichiarato che il tuo obiettivo, dal punto di vista lavorativo, è quello di poter vivere grazie al tuo blog vendendo infoprodotti. Ne hai già pubblicato qualcuno?

Ho appena finito di preparare il mio terzo infoprodotto e sto per lanciarlo. Credo che sia quello della maturità.

Quello in cui ho messo dentro tutta la mia esperienza e le migliori strategie apprese negli ultimi anni. 

Quali sono stati i risultati che hai ottenuto dai tuoi lanci? Puoi già vivere di solo questo?

Creare e lanciare infoprodotti è veramente un lavoro, quasi a tempo pieno.

Ci vogliono impegno e studio!

Le vendite aumentano di mese in mese e i lettori del mio blog anche. Tuttavia ancora non posso permettermi di vivere solo di questo.

Ma grazie alle entrate extra che mi procura, oggi, posso scegliere di fare un piccolo lavoro part-time che mi occupa solo 25 ore a settimana, dal lunedì al venerdì, piuttosto che passare giornate intere a lavorare per realizzare i sogni di qualcun altro.

Oggi vivo meglio e sono più sereno. Ho più tempo per me, per fare sport, per leggere, per studiare, per portare avanti il progetto del mio blog e ho, comunque, un tenore di vita dignitoso.

Quali errori hai commesso la prima volta che ti sei cimentato nella realizzazione di un infoprodotto e nella sua vendita?

Sicuramente più di uno. Ma proprio grazie ai miei errori ho imparato tanto.

C’è, soprattutto, un errore che oggi ricordo specialmente.

Quando creai il mio primo infoprodotto decisi di chiamarlo BLOG START.

Lo chiamai così perché pensavo che le informazioni contenute al suo interno fossero le basi per creare un blog davvero professionale.

Tuttavia, questo titolo suscitò in molti lettori l’impressione che il corso contenesse informazioni scontate, basilari e banali. Ma non era affatto così. Anzi…

Il corso contiene tutto quello che bisogna imparare prima di lanciarsi nel mondo del blogging e le strategie avanzate per far crescere il proprio blog velocemente una volta creato.

Insomma, è come se spiegasse come imparare a camminare prima di imparare a correre e poi le tecniche per affinare la corsa.

Per questo motivo consideravo quel titolo perfetto, ma di fatto mi fece perdere un sacco di vendite nella fase iniziale di lancio. Finché un lettore, un giorno, non me lo fece gentilmente notare.

Così, cambiai il nome dell’infoprodotto in BLOG PRO. Il contenuto è rimasto lo stesso ma le vendite da allora sono aumentate sensibilmente.

Da questo ho imparato quanto sia importante fare attenzione nel dare i nomi ai propri corsi.

Che consiglio daresti a chi vorrebbe cimentarsi nella realizzazione di un infoprodotto?

La prima cosa da fare è, sicuramente, quella di testare i bisogni dei propri lettori.

Un infoprodotto di successo non parte dalle nostre idee, ma dai loro bisogni.

Per questo il consiglio principale che mi sento di dare è di testare le proprie intuizioni.

Prima di metterti all’opera per creare il tuo infoprodotto è meglio essere sicuri al cento per cento del fatto che ci sia un pubblico disposto a comprarlo.

Perdere diverse settimane a realizzare il tuo infoprodotto e fare pochissime vendite, o addirittura zero, non sarebbe una bella esperienza. 

Che tool utilizzi per la creazione dei tuoi infoprodotti?

Io preferisco creare degli infoprodotti in PDF.

Amo scrivere!

Per questo uso solo e soltanto Word per preparare i miei corsi.

Poi, chiaramente, l’intero sistema di vendita richiede l’uso di altri strumenti: un autoresponder, un servizio per archiviare il materiale online e uno per gestire i pagamenti.

Personalmente, cerco di non complicarmi la vita e di utilizzare dei programmi molto semplici: GetResponse, PayPal, Google Drive.

Quale strategia utilizzi per lanciarli?

A dirla tutta non c’è una strategia che preferisco in particolare. Mi piace testare e vedere ogni volta i risultati che ottengo.

Divido la mia lista in piccoli gruppi e per ognuno di loro testo un lancio diverso.

Ogni volta cambio il prezzo, la durata della promozione, il titolo della pagina di vendita. In questo modo riesco a capire cosa funziona meglio e come ottimizzare le mie vendite.

Quando uscirà il tuo prossimo infoprodotto?

Il mio ultimo infoprodotto, BLOG MONEY, è pronto da qualche giorno. Sto già effettuando il primo lancio, rivolto ad una piccola parte della mia lista. Farò altri piccoli test prima di proporlo alla maggioranza degli iscritti.

Di che cosa parlerà?

In BLOG MONEY ho raccolto le strategie per vendere e guadagnare online attraverso gli infoprodotti.

Oggi, grazie alla larghissima diffusione di Internet, questo tipo di business è in piena espansione e anche gli utenti sono molto più propensi all’acquisto online rispetto a qualche anno fa.

Tuttavia, quelli che davvero approfittano di questa opportunità sono ancora molto pochi, mentre gli altri restano bloccati dal timore di non essere capaci o dalla scarsa conoscenza delle tecniche di vendita e promozione perdendo così la grande opportunità di produrre dei guadagni extra che potrebbero davvero cambiare il loro stile di vita.

Con il mio ultimo infoprodotto, voglio dare a tutti la possibilità di sfruttare il web per generare guadagni extra.

Reputo che non sia così difficile e che per farlo bisogna solo scendere in campo e iniziare a giocare.

Solo chi non prova a vendere online non guadagna!

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Questo è il periodo storico migliore in cui vivere

Questo è il periodo storico migliore in cui vivere. Infatti, oggigiorno, ognuno di noi grazie alle immense potenzialità racchiuse in Internet può formarsi, migliorarsi e raggiungere il successo.

Tutti. Nessuno escluso.

Ora, mio caro lettore, so che starai storcendo il naso e strabuzzando gli occhi per l’incredulità.

Probabilmente, ti viene più facile credere a quello che dicono in TV i nostri politici o i nostri sindacalisti: “Per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale stiamo consegnando ai nostri figli e ai nostri nipoti un Paese senza speranza e con meno diritti” ed altre cazzate del genere.

Sì, hai capito bene: “Cazzate”.

Il modello di società a cui loro fanno riferimento non esiste più.

La globalizzazione, Internet, le nuove tecnologie e la “Grande Crisi” del 2007 lo hanno spazzato via per sempre.

E non ci sarà una sua restaurazione come vorrebbero le forze conservatrici che compongono la classe dirigente della nostra bella Italia.

Il vento che si respira oggi è paragonabile a quello che si respirò all’epoca della Rivoluzione Francese le cui idee furono diffuse in tutta Europa dalla “Grande Armata” di Napoleone.

Anche allora le forze conservatrici tentarono di riportare l’orologio della storia indietro. Ma non ci riuscirono e nacquero, così, i moderni stati come li conosciamo oggi.

Quindi, questo è il periodo storico migliore in cui vivere.

Ma per far sì che questo sia vero anche per te, devi uscire dalla tua comfort zone e darti da fare per migliorarti.

Devi andare su Internet per formarti e, poi, dovrai mostrare al mondo la tua grandezza.

Per acquisire le conoscenze che ti servono rinuncia a farti rimbambire dalla TV coi suoi messaggi negativi o dalle cose più stupide che circolano in Rete e dedica il tempo che recuperi per migliorarti.

Dopodiché buttati nella mischia e fai emergere la grandezza che c’è in te.

Non avere paura di mostrarla poiché la cosa peggiore che puoi fare nella tua vita è quella di farti condizionare dalle persone mediocri che ti circondano.

Come disse Nelson Mandela in “La nostra paura più profonda“.

La nostra paura più profonda

non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda,

è di essere potenti oltre ogni limite.

È la nostra luce, non la nostra ombra,

a spaventarci di più.

Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?”

In realtà chi sei tu per NON esserlo?

Siamo figli di Dio.

Il nostro giocare in piccolo,

non serve al mondo.

Non c’è nulla di illuminato

nello sminuire se stessi cosicché

gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.

Siamo tutti nati per risplendere,

come fanno i bambini.

Siamo nati per rendere manifesta

la gloria di Dio che è dentro di noi.

Non solo in alcuni di noi:

è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce

di risplendere, inconsapevolmente diamo

agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,

la nostra presenza

automaticamente libera gli altri.

Ecco, perché questo è il periodo storico migliore in cui vivere.

Hai tanti giganti sulle cui spalle puoi montare per costruire la vita dei tuoi sogni.

Sconfiggere l’inerzia che ti ha caratterizzato per tutti questi anni ti richiederà tanta energia.

I risultati tarderanno a venire e sarai tentato di rinunciare.

Poi vedrai i primi piccoli germogli delle tue fatiche. Questo ti galvanizzerà e ti spingerà a darti da fare ancora di più.

Da lì in avanti non sarà una passeggiata ma avrai conquistato la consapevolezza di poter riuscire a fare ciò che vuoi.

Avrai conquistato la consapevolezza dei tuoi talenti e della tua grandezza.

A questo punto, sarai di esempio per gli altri e, indirettamente, migliorerai le loro vite.

Ma per fare tutto ciò ti servirà un’unica cosa: la determinazione.

Essa, infatti, ti fa compiere quell’ultimo passo che ti permette di superare quella sottile linea che separa il successo dalla sconfitta.

Poiché è nell’ora più buia della nostra esistenza quando tutti gli sforzi compiuti sembrano stati vani che si decide chi sono i vincenti.

Ricordatelo sempre!

Ora, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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Federico

Ueh Paleo! Ti Piace Perdere Facile

Ueh, Paleo! Ti piace perdere facile.”

Sì, ce l’ho proprio con te che stai tutto il giorno a lamentarti con gli altri “Dinosauri” che ti circondano di una “Crisi” inesistente.

Certo che se gestisci la tua attività come si faceva nel ‘900 e cerchi di generare una domanda per il tuo prodotto o servizio con strategie di marketing dei primi anni ’80, sei finito.

Internet, i social media, gli smartphone e i tablet sono per la tua attività l’equivalente del grande meteorite che colpendo la crosta terreste ha decretato la fine dei dinosauri.

Ueh, Paleo! Ti piace perdere facile.”

Dammi retta! Se ti fai ancora promozione col volantino, la brochurina e il sito web “vetrina”, cala la saracinesca e utilizza i tuoi risparmi per goderti la vita in un paese in via di sviluppo. Così spenderai i tuoi soldi in modo intelligente.

Ora, li stai buttando nel cesso.

Inoltre, alimenti il buco nell’ozono, la deforestazione, il riscaldamento globale, la fame nel mondo e l’aumento della tassa sui rifiuti per le attività commerciali.

Sai raccogliere quei cazzo di volantini che lordano le strade delle nostre città e smaltirli non è a costo “zero”.

Cosa?”

Mi stai dicendo che tu li fai distribuire da delle belle gnocche proprio per evitare questo problema!

Ueh, Paleo! Certo che ne hai di “Danè” da sbatter via.”

Come si dice a Milano.

Intanto, in questo modo fai incazzare le mogli, le compagne e le fidanzate degli “animali” che si fanno irretire dalla sirena di turno e voltato l’angolo gettano il volantino o la brochurina per terra.

E poi sai cosa succede?

Nooo!

Il tuo Comune aumenta la tassa sui rifiuti per le attività commerciali.

E quando ti arriva il bollettino da pagare tu bestemmi per giorni e giorni perché non sai dove trovare i soldi per pagarlo.

Ueh, Paleo! Ti piace perdere facile.”

Hai appena scoperto Facebook Ads e ti senti il più “figo del bigonzo”.

Beh, ti do una brutta notizia o affidi la gestione ad un professionista che sa il fatto suo, non al solito “Cuggino” oppure al fuffaiolo a basso costo di turno, o studi bene come si utilizza lo strumento investendo tempo e denaro in libri e corsi oppure farai la fine di un chirurgo plastico di mia conoscenza che ha speso più di € 5000,00 in pubblicità online senza tirar su neanche un nuovo cliente.

Avrebbe fatto meglio a farsi una bella vacanza con quei soldi. Non trovi?

Perché se fai pubblicità su Facebook come si faceva 20 anni fa, cioè la classica pubblicità d’immagine che serve a far ricordare il Brand e che interrompe le persone mentre si stanno rilassando facendosi i cazzi degli altri sul social di “zio” Mark, non otterrai nemmeno un cliente.

L’unico risultato che avrai sarà quello di arricchire le tasche di Facebook e di impoverire le tue.

Un esempio di come si possono buttare via i soldi con Facebook Ads solo per farsi sbertucciare è il seguente:

 

Seac Apnea - Adv Fail

Una pubblicità su Facebook senza CTA

Seac Apnea - Epic Fail 2

Ecco cosa succede se si fa fare la pubblicità su Facebook al “Cuggino” o ad un fuffaiolo a basso costo.

(Dopo il mio commento la situazione è peggiorata vedi qui)

Ueh, Paleo! Vedo che sei sbiancato in volto.”

Lo so!

Adesso, il criceto che hai tra le orecchie si è messo in moto preso da un’attacco di panico per trovare una soluzione ai danni causati dalle varie strategie che ha messo in piedi.

La buona notizia è che, forse, non è troppo tardi per salvare il tuo tempo e il tuo denaro.

Infatti, hai davanti a te due strade:

  • Mi contatti per avere una consulenza. In soli 6 mesi sono sicuro di rimetterti in carreggiata. Ti porterò nel XXI secolo.

  • Ti metti a studiare tutto quello che ho imparato io, acquistando libri e navigando in Internet.

Ah, dimenticavo c’è una terza soluzione: “Decidi di non decidere”.

In quest’ultimo caso rilassati e “Stai sereno!”.

The end is near!”

A questo punto, mio caro Paleo, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici “Dinosauri”. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come Individuare Il Tuo Cliente Ideale Attraverso Un Sondaggio

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di come individuare il tuo cliente ideale attaverso un sondaggio.

Se come la maggior parte delle persone hai aperto la tua attività o la stai per aprire (in quest’ultimo caso fermati e leggi attentamente questo post, n.d.r.) seguendo la via classica, probabilmente hai buttato via tempo e denaro o lo stai per fare.

Seguire la via classica vuol dire fare quello che già migliaia di persone in Italia hanno fatto prima di te.

Le stesse persone che, ora, si lamentano della “Crisi”.

Ma quale “Crisi”!

Solo i “paleolitici” ne risentono. Chi applica la nuova via cresce a doppia cifra qualsiasi sia il suo settore.

Ad esempio il mio amico Giovanni, in soli 3 mesi, sfruttando le tecniche di web marketing in modo sapiente ha fatturato € 150.000,00 in un settore maturo ed altamente competitivo come quello dell’elettronica industriale.

L’ho sentito 5 giorni fa, incuriosito dal fatto che non vedevo più né i suoi post su Pulse (la piattaforma di blogging interna a LinkedIn, n.d.r.) né la sua pubblicità su Facebook, per chiedergli cosa stesse succedendo alla sua attività e lui serafico mi ha risposto che ha dovuto bloccare tutta la sua attività promozionale su Internet poiché non sapeva più come gestire il continuo afflusso di clienti.

Il mio amico Giovanni è uno scafato. Non lascia nulla al caso. Oltre ad essere un esperto nel suo settore e un gran lavoratore, negli ultimi 3 anni si è impegnato a studiare a fondo le tecniche di web marketing andando direttamente alla fonte, cioé acquistando infoprodotti americani e partecipando ad incontri con Al Ries e Jay Abraham che sono alcune tra le menti più brillanti del mondo del business.

Ecco, Giovanni è uno di quei pochi in Italia che pagherei anche € 100.000,00 per accedere alle sue tecniche di web marketing e di vendita.

Perché so che la cifra mi ritornerebbe moltiplicata per 10.

Lo so poiché tutti i consigli che mi ha dato li ho applicati ed ho ottenuto risultati straordinari.

La cosa bella di Giovanni è che è partito da “zero” e lavorando onestamente ha creato un business a 7 cifre che gli permette un alto tenore di vita.

Inoltre, è una persona che pensa in grande e sa che “il Business non dorme mai”. Infatti, è sempre impegnato in qualche nuovo progetto che trasforma in poco tempo in un successo.

Ed anche quando fallisce impara qualche cosa di nuovo e sviluppa nuovi contatti.

Se lo frequenti senti fiumi di adrenalina scorrere nelle tue vene e se applichi qualche suo consiglio in poco tempo vedi i risultati, come ti ho già detto poc’anzi.

Tra i vari consigli che mi ha dato c’è quello di trovare il proprio mercato attraverso un sondaggio e poi costruire il prodotto intorno alle informazioni che si raccolgono dai propri potenziali clienti.

Ancora meglio è la soluzione che prevede di costruire il prodotto o il servizio dopo averlo già venduto. La classica prevendita dei biglietti di un concerto o di un evento sportivo come la finale di Champions League ne è un chiaro esempio.

Come ti ho accennato poc’anzi mentre la via classica prevede l’apertura dell’attività e, successivamente, la ricerca dei clienti attraverso la pubblicità, che deve creare nelle persone un bisogno, (mi raccomando per promuoverti non utilizzare i volantini poiché l’unico bisogno che susciteresti in questo caso è quello di trovare un cestino per la carta, n. d. r.), la nuova via inverte il processo.

La nuova via parte dalla comprensione dei problemi, dei desideri e dei bisogni dei potenziali clienti per poi creare il prodotto o il servizio da vendergli.

Ma come si può capire ciò che vogliono le persone?

La risposta è molto semplice: chiedendoglielo.

Come?

Con un sondaggio.

IL SONDAGGIO

Per essere efficace deve individuare:

  • un segmento socio-demografico preciso;

  • un problema che assilla il segmento togliendogli il sonno;

  • la cifra che il potenziale cliente sarebbe disposto a pagare per eliminare il problema che lo assilla;

  • i canali distributivi preferiti dal potenziale cliente per ricevere la soluzione al problema.

Vuoi un esempio pratico di un sondaggio creato sulla base di questi principi?

Sì!

Be’ allora vai qui e testa quello che, assieme ad alcuni colleghi, ho creato per la creazione ed il lancio sul mercato di un nuovo servizio di consulenza.

LE DOMANDE

Come avrai notato, se hai risposto al mio sondaggio e se lo hai fatto ti ringrazio di cuore, le domande sono sia aperte che chiuse.

Le prime servono a far focalizzare l’intervistato sul suo problema. Più scrive più avrò informazioni utili per la creazione del prodotto o del servizio.

Inoltre, questo è un criterio molto utile nella selezione delle risposte da analizzare.

Infatti, se ottieni migliaia di risposte non avrai certo il tempo di leggerle tutte, quindi dovrai scegliere quelle più lunghe poiché sono quelle delle persone che sentono più forte il problema.

Questo è il tuo target ideale. Qui le statistiche ci dicono che si hanno i tassi di conversione da potenziale cliente a cliente più alti.

Se hai risposto al mio questionario (se non lo hai ancora fatto: fallo subito! Così carpirai uno dei miei segreti [vai qui], n.d.r.), avrai notato come esso spinge l’intervistato a prendere consapevolezza di sé.

La qual cosa è molto importante poiché solo chi è consapevole della sua situazione può prendere la decisione di uscire dalla propria “comfort zone”.

Il numero delle domande varia a seconda del tipo di progetto che vuoi andare a sviluppare. Più sono, più chiara sarà l’immagine che avrai del tuo potenziale cliente.

Però, ricordati che per invogliare le persone a rispondere a delle lunghe interviste bisogna prevedere un premio, una gratificazione che le spinga ad agire.

ALTRE CARATTERISTICHE

Il questionario deve rimanere online almeno 60 giorni. In questo modo si avrà un tempo più che sufficiente per raccogliere un numero significativo di risposte, che deve essere almeno di 100 unità.

Per promuovere la tua intervista utilizza la tua mailing list, il tuo sito web o il tuo blog oppure i gruppi di Facebook dedicati allo specifico problema che vai a risolvere.

In ultima istanza puoi creare una Landing Page apposita sui cui dirotterai il traffico tramite Facebook Ads e dove avrai predisposto un Lead Magnet gratuito per invogliare l’utente che ci atterrà a partecipare al sondaggio.

In quest’ultimo caso la risorsa che dai in regalo agli intervistati potrebbe anche essere un’anticipazione del successivo prodotto in modo da alimentare il desiderio del prodotto finale.

CONCLUSIONE

Oggigiorno, costruire un’attività, un prodotto o un servizio senza sapere se c’è un mercato disponibile e facilmente conquistabile è uno spreco di tempo e denaro.

Questa strategia, la c.d. via classica, poteva andare bene 20 o 30 anni fa, non ora che a causa di Internet sei in competizione persino col piccolo commerciante che si trova a Nairobi per non parlare dei grandi store online tipo Amazon o eBay.

Per avere successo devi costruire la tua attività, il tuo prodotto o il tuo servizio partendo da un sondaggio tra i tuoi potenziali clienti.

Una volta che avrai una chiara fotografia della situazione potrai dedicarti a sviluppare una soluzione che risponda alle esigenze del tuo mercato.

Ecco, perché oggigiorno si parla di Prosumer (cioè del fatto che il consumatore si fa produttore attraverso l’esplicitazione dei suoi desideri, bisogni e problemi alle aziende).

Il processo di produzione si è invertito grazie ad Internet che permette di analizzare in profondità le esigenze delle persone, si è amplificato grazie ai social network e, per chiudere il cerchio, sono arrivati gli smartphone che, essendo presenti nelle tasche di tutti noi, hanno dato il colpo finale al vecchio mondo.

Il risultato di questa rivoluzione copernicana è che i “paleolitici”, ora, si dibattono come un pesce fuori dall’acqua attendendo l’inevitabile fine.

Mentre tanti altri, in Italia, come Giovanni hanno crescite a doppia cifra.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

P.S.: Presto ti svelerò il segreto di chi vende il prodotto o il servizio prima ancora di averlo creato. Quindi stay tuned!