Come portare al successo la tua Partita IVA nel 2017

Oggi, mio caro lettore, ti darò qualche consiglio su come portare al successo la tua Partita IVA nel 2017.

Ovviamente, spetta a te riempire di significato la parola successo. Per ogni persona, infatti, questo termine ha un valore diverso.

Io, qui, mi limiterò a indicarti alcune scorciatoie che renderanno il tuo percorso più agevole.

Iniziamo col dire che, nel 2017, sia che tu sia un disoccupato, che vuol sfruttare uno dei regimi agevolati della Partita IVA per crearsi la sua opportunità lavorativa, oppure un libero professionista, un artigiano, un commerciante o un imprenditore da tempo sul mercato non puoi più prescindere da Internet e dai Social Network.

E non rispondermi: “Il mio settore è differente”, “queste cose vanno bene per tutti gli altri ma non per me” oppure “ho sempre fatto così. Perché dovrei cambiare?”.

Queste sono solo delle giustificazioni per non uscire dalla tua comfort zone.

Se in questo momento i tuoi affari stanno andando bene per cui non ti stai interessando a Internet e ai social, allora senza saperlo stai lentamente e inesorabilmente arretrando.

Certo, ora, la cosa non ti sta colpendo nel portafoglio, ma presto inizierai a subire i primi inesorabili contraccolpi di una crisi di mercato e in men che non si dica non avrai più le forze per reagire.

In pratica sei come quella rana che buttata viva in una pentola d’acqua fredda sotto cui è stato acceso un fuoco, dapprima si gode il nuovo “stagno”.

Successivamente, quando l’acqua si fa tiepida inizia a provare un po’ di fastidio, ma non salta fuori dalla pentola poiché ritiene di poter sopportare la cosa.

Infine, quando l’acqua si fa troppo calda non ha più le forze per saltare fuori e portarsi in salvo. Quindi non le resta che lasciarsi morire.

Ti ricordi di Mivar, il più importante costruttore italiano di televisori degli anni ’80?

Beh, prima dell’avvento delle TV a schermo piatto aveva una grossa fetta del mercato italiano. Però, non avendo abbracciato per tempo il cambiamento dei gusti dei suoi clienti, dall’oggi al domani, l’azienda si è trovata espulsa dal mercato e ha dovuto chiudere i battenti.

A onor del vero, a un certo punto, la Mivar ha provato a inserirsi nel nuovo mercato ma era troppo tardi per farlo.

Quest’azienda, come la Kodak, Blackberry, Nokia e tante altre, soffriva di un terribile male la miopia di marketing.

Ora, per non subire il loro stesso destino (se sei già da tempo sul mercato, n.d.r.) oppure per non buttare via i tuoi soldi (se solo adesso ti stai affacciando al mondo del business, n.d.r.) devi sfruttare Internet per acquisire nuove competenze e analizzare il tuo mercato.

La Rete è un ottimo strumento per formarsi in modo permanente.

Se hai soldi ci puoi trovare degli ottimi corsi che ti permetteranno di fare il salto di qualità.

Se, invece, non hai molti soldi a disposizione, dovrai armarti di santa pazienza e setacciare l’oceano di risorse gratuite presenti nel web alla ricerca di quelle perle che potrai applicare al tuo business, ovviamente, dopo averle adattate al tuo caso specifico.

Per quanto riguarda, invece, l’analisi del mercato in cui operi o vorrai operare hai la possibilità di sfruttare diversi strumenti.

Oltre a Google e ai tool a lui connessi (Keywords Planner, Google Trends, Google Suggest), ti consiglio di sfruttare Answer The Public.

Questo strumento, di facile utilizzo, ti permette di scoprire con quali correlazioni di parole chi utilizza Google cerca la parola chiave o di individuare nicchie particolari oppure di focalizzarti sugli effettivi bisogni delle persone.

Prendiamo, ad esempio, Partita IVA come parola chiave e selezioniamo IT (Italia, n.d.r.) come paese in cui individuare le query di ricerca.

In pochi secondi Answer The Public ti mostrerà le chiavi di ricerca utilizzate dagli italiani che sono correlate alla suddetta parola chiave.

A questo punto, potrai usare questi spunti per scrivere dei post per il tuo blog che rispondano alle chiavi di ricerca che hai intercettato oppure per creare dei sondaggi con SurveyGizmo in base ai bisogni individuati correlati al prodotto o servizio che offri sul mercato.

Nel primo caso il tuo obiettivo sarà quello di acquisire traffico verso il tuo blog e autorevolezza agli occhi delle persone che effettuano una determinata ricerca su Google, Bing & co.

Nel secondo caso dovrai creare un questionario che ti permetta di capire quanto le persone siano consapevoli del loro bisogno, desiderio o problema, quanto forte sia in loro la volontà di risolvere la questione, infine, se e quanto sono disposti a pagare la tua soluzione.

Inoltre, se sarai veramente bravo nel formularlo, avrai la possibilità di acquisire fin da subito dei clienti.

Qui entrano in gioco i Social Network.

Come, già, sai su Facebook e LinkedIn ci sono i Gruppi che su G+ prendono il nome di Community.

Queste comunità di persone si raggruppano attorno a un interesse comune come accade nei forum d’altronde.

Una volta individuati con gli strumenti di cui sopra gli interessi legati alla soluzione che offri o che vorrai offrire sul mercato sarà facile per te, attraverso un questionario settato nel modo giusto, catturare nei gruppi l’attenzione di persone interessate a trovare una soluzione ai loro problemi.

Dopo aver intercettato il tuo pubblico target e aver instaurato con lui una relazione di valore attraverso il tuo blog o la tua Newsletter dovrai vendergli il tuo prodotto o servizio.

Vendere qualcosa a qualcuno è facile ma non semplice.

In Rete ci sono tante risorse gratuite da cui acquisire utili competenze che faranno di te un venditore migliore.

Io consiglio lo studio del bel libro di Frank Bettger “Il Venditore Meraviglioso” di cui ho già parlato in questo post.

Ovviamente, il solo studio non basterà a migliorare il tuo fatturato ma devi fare anche tanta pratica. Passare cioè all’azione.

Se ci rifletti bene esperienza e competenze danno vita a un prodotto o servizio, ma è solo con l’ingresso sul mercato che potrai capire il grado di successo di ciò che hai creato.

Grazie a un’attenta analisi di tutti i dati che hai raccolto nella prima fase da me descritta e alle risposte che raccoglierai direttamente dai test di mercato potrai facilmente aggiustare il tiro del tuo modello di business.

Di fondamentale importanza è l’essere flessibili mentalmente.

Non bisogna fossilizzarsi sul business plan originario ma essere sempre disposti a cambiare direzione in base alle risposte del mercato, pur essendo determinati nel perseguire la propria Vision e la propria Mission.

CONCLUSIONE

Se vuoi portare al successo la tua Partita IVA nel 2017 non puoi prescindere dall’utilizzo di Internet e dei Social Network.

Dovrai sfruttare questi strumenti per fare la tua analisi di mercato e per comunicare col tuo target.

Così facendo ti posizionerai nella loro testa come un valore e acquisirai autorevolezza.

Una volta sul mercato validerai le ipotesi che hai formulato nel tuo modello di business e, successivamente, in base ai feedback che avrai, nel frattempo, ricevuto adatterai il tuo prodotto o servizio per rispondere alle richieste della tua clientela attuale o potenziale.

Analizza le risposte del tuo pubblico target a ogni cambiamento che apporti e, poi, fai ulteriori modifiche.

Esegui questo processo più volte nel corso della vita del tuo prodotto o servizio solo così ne determinerai un successo prolungato nel tempo.

Ricordati che nel momento in cui smetterai di evolverti segnerai l’inizio della tua fine.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

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Federico

Maura Cannaviello. Due anni dopo

Maura Cannaviello

Maura Cannaviello alias whymarghette

Circa due anni fa, mio caro lettore, ho avuto il piacere di intervistare Maura Cannaviello, consulente web marketing e branding, docente di social media ed email marketing, e fondatrice di whymarghette Academy.

Ma, forse, tu la conosci col suo nick: whymarghette (la “e” finale è muta).

Oggi sono tornato a intervistarla per capire come si è evoluto il suo lavoro in tutto questo tempo.

Buona lettura!

* * *

La prima intervista che mi hai rilasciato è datata 12 maggio 2015. Com’è cambiata la tua vita da quella data?

Ciao Federico, è un piacere essere di nuovo qui. In questi quasi due anni, sono cambiati molti aspetti della mia vita.

Innanzitutto, sono diventata mamma e questo è stato l’evento più bello e significativo.

Poi, ho aperto la partita Iva e avviato la mia Academy di corsi di formazione online sul web marketing. Ho iniziato anche a tenere docenze in aula e in azienda e sto per pubblicare il mio primo libro di digital marketing per la Flaccovio Editore, “Email Marketing Automation”.

Con tutte queste sfide e nuove responsabilità,  per certi aspetti la mia vita si è complicata, soprattutto per quello che riguarda la gestione del tempo tra casa e lavoro. Il tutto però è ampiamente ripagato dalle soddisfazioni che ogni giorno diventano sempre più grandi.

Com’è cambiato da allora il tuo blog? Qual è la strategia dietro questo cambiamento?

Due anni per un blog sono come dieci per un uomo.  🙂

Naturalmente scherzo, ma con tutte le novità del digitale è impensabile non rinnovarsi continuamente.

In questo periodo abbiamo visto l’introduzione della Cookie Law e il metodo “Mobile first” per Google, solo per citare alcuni cambiamenti.

Sul mio blog ho deciso di eliminare i pop up che ostacolano la fruizione da mobile e i banner di affiliazione per dare più visibilità alle call-to-action come l’iscrizione ai miei corsi e alla newsletter.

Più di ciò che si “vede” sul blog, ho lavorato alla macchina che c’è dietro, rafforzando e automatizzando, attraverso contenuti personalizzati, l’email marketing di whymarghette, che è oltretutto diventata una sezione molto importante del mio sito.

Che cos’è whymarghette Academy?

WMAcademy è il mio centro di formazione online pensato per le aziende e i professionisti che desiderano migliorare le proprie competenze sul marketing digitale.

I corsi on demand gratuiti e a pagamento, trattano i temi di social media, content ed email marketing. Il percorso di studio è modulare così da garantire un’effettiva crescita nell’apprendimento. Sono anche previsti test di valutazione e un contatto diretto con me.

Tutti i contenuti sono frutto della mia esperienza sul campo di oltre quindici anni e anche delle richieste che più di frequente ricevo dalle aziende e da parte di chi vuole fare formazione.

Perché per un’azienda o un freelancer è importante formarsi all’utilizzo dei social?

Dovrebbe, ormai, essere chiaro che non esiste più la differenza tra online e offline.

Chi ha un’attività ha la necessità di comunicare, di incontrare il proprio pubblico nei luoghi che frequenta. Sono oggi 31 milioni gli italiani collegati su Facebook ogni giorno. E questo è solo per fare un esempio.

Essere presente sui canali giusti e farlo nel modo adeguato aiuta a instaurare questa relazione e a seguire il proprio target anche fuori dal negozio. Per non parlare di chi è presente solo online (le imprese digitali come ad esempio gli e-commerce, n.d.r.).

I social e il web cambiano continuamente ed è importante conoscere tutte le novità offerte dagli strumenti disponibili per non perdersi delle opportunità importanti.

Quale social non deve mancare in una moderna strategia di comunicazione?

Non a caso ho citato Facebook. Oggi è il social network più diffuso e che più di altri si adatta ai diversi ambiti merceologici.

Proprio perché così generalista può essere inserito all’interno di una strategia di promozione aziendale, ma la scelta non dovrebbe essere fatta d’impulso bensì dopo un’attenta analisi del proprio mercato.

Ogni canale dovrebbe assolvere a uno scopo specifico e Facebook, come piattaforma di advertising dai costi ancora piuttosto contenuti, si è rivelata uno strumento efficace nell’intercettare la domanda latente.

Tuttavia, molti marchi o prodotti che servono specifiche nicchie potrebbero trovare più conveniente investire su altri social, due su tutti: Instagram e Snapchat.

Ci sono molte persone che partono con una loro attività e, non avendo molti soldi a disposizione, utilizzano la propria fan page su Facebook al posto del sito web. Hai qualche utile consiglio da dargli?

Il sito web dovrebbe essere il canale primario di qualsiasi attività.

WordPress presenta un’interfaccia semplice, gratuita e consente di avere una piattaforma di proprietà dove gestire in autonomia la propria comunicazione con un investimento minimo (dominio ed hosting).

La newsletter è l’altro strumento che ci fornisce la libertà di comunicare nei tempi e nei modi che desideriamo con il nostro pubblico.

Al contrario, la fan page non è di nostra proprietà. Facebook ci concede uno spazio che al momento è gratis, al netto delle sponsorizzazioni indispensabili per ottenere visibilità per i propri contenuti, soggetto a regole che non possiamo controllare.

Se un domani Facebook sparisse avremmo investito tempo e risorse su un progetto di cui non ci resterebbe nulla!

Si può sfruttare la fan page su Facebook per fare Lead Generation?

Facebook ha di recente introdotto i moduli per la raccolta dei dati degli utenti che possono essere sponsorizzati attraverso un obiettivo di campagna studiato appositamente.

Ho testato con successo questo formato che consente di “catturare” indirizzi email, numeri di telefono e altri dati senza uscire dalla piattaforma e per pochi centesimi per lead.

L’importante è studiare bene il contenuto che vogliamo fornire in cambio dell’iscrizione, dovrebbe essere allineato ai nostri obiettivi e rilevante per il nostro consumatore ideale.

Al database che andrà scaricato puntualmente (Facebook conserva le informazioni per 90 giorni) è necessario agganciare un flusso di messaggi che fidelizzino il nuovo iscritto dopo averlo intercettato sul social network.

Quale autoresponder consiglieresti a chi usa solo la fan page per fare Lead Generation?

MailChimp ha proprio in questi giorni rilasciato una nuova feature a pagamento sulla propria piattaforma. Era già possibile eseguire una serie di integrazioni tra Facebook e MailChimp in modo automatico, come ad esempio installare nelle tab di Facebook il form di registrazione alla lista della piattaforma di email marketing. Oggi è possibile avviare una campagna di acquisizione lead direttamente da MailChimp.

Un’altra opzione potrebbe essere GetResponse, il quale fornisce landing page su cui installare facilmente il pixel di Facebook e su cui far confluire dal social network il traffico catturato tramite l’inserzione. Così, successivamente, sarebbe anche possibile fare campagne di remarketing sui visitatori che sono atterrati sulla nostra pagina di optin.

Personal Branding vs. Branding: tu che strategia hai adottato per posizionarti sul mercato e perché?

Sono partita dal Personal Branding attraverso il mio blog.

Per posizionarsi sul mercato il mio consiglio è quello di aprire un blog perché si tratta di un progetto completo. Consente di imparare facendo esperienza diretta su tecniche e strategie di comunicazione, di creare relazioni virtuose con professionisti del proprio settore e di ottenere visibilità sui propri progetti.

Le persone amano le storie personali, il potersi immedesimare in un percorso altrui. Metterci la faccia si conferma una strategia vincente per fare personal branding.

In genere, a un primo blog o sito, dopo un po’ di esperienza, ne segue o seguono altri che possono lanciare un brand. Il mio progetto di corsi di web marketing online, WMAcademy, ne è un esempio.

Quali progetti hai per il futuro (ad es. creare una srl)?

Federico, mi piacerebbe! Intanto, sono concentrata sull’imminente pubblicazione del mio libro “Email Marketing Automation” dove espongo come migliorare i processi di lavoro e la qualità della propria comunicazione applicando all’email personalizzazione e automazione.

La formazione online di WMAcademy è l’altro progetto che occuperà il mio prossimo futuro.

Inoltre, sto lavorando a un nuovo sito interamente dedicato all’email marketing che spero di lanciare a breve.

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Federico

Igor Redaelli. Web designer a 17 anni

Oggi, mio caro lettore, ti voglio presentare un giovanissimo web designer che ho scoperto recentemente navigando in Rete: Igor Redaelli.

Rimango sempre affascinato dai tanti giovani talenti del web che il nostro Paese, nonostante tutto, riesce a sfornare.

Una cantera come quella del Barcellona che, però, sforna talenti non nel calcio bensì in un settore cruciale per lo sviluppo di una nazione: Internet.

Caratteristica comune a tutti i ragazzi che ho intervistato fino ad ora è che si sono costruiti le loro competenze da autodidatti.

Questo la dice lunga sull’arretratezza di certi programmi scolastici.

Ovviamente, non bisogna fare di ogni erba un fascio in quanto ci sono diverse ottime scuole, in giro per l’Italia, con eccellenti insegnanti che sanno motivare i loro studenti.

A mio giudizio, per far emergere queste eccellenze dal mare magnum della mediocrità che le circonda bisognerebbe eliminare il valore legale dei titoli di studio e premiare, dando loro più soldi, quelle realtà che riescono a sfornare studenti capaci di inserirsi velocemente nel mondo del lavoro una volta finito il loro percorso di studi o di laurearsi bene e in tempi brevi se hanno scelto di frequentare l’università.

Buona lettura!

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Quanti anni hai e dove abiti?

Ho 17 anni e vivo in provincia di Milano.

Quale percorso di studi stai seguendo?

Attualmente, frequento il quarto anno di un istituto professionale che ti diploma come tecnico elettrico.

Quali sono le tue aspirazioni future proiettate in un arco temporale di 5 anni?

Non ho ancora le idee ben chiare sul mio futuro. Sono in un momento cruciale della mia vita: davanti a me si sono aperte molte strade, ma non ho ancora deciso quale sia quella migliore da percorrere.

Sicuramente, dopo gli studi comincerò subito a lavorare come freelancer.

Come è nata la tua passione per la costruzione dei siti web?

La mia passione è nata all’età di 12 anni quando iniziai a realizzare e a gestire alcuni siti web di cui scrissi anche dei “frammenti” di codice HTML.

Quelli furono i miei primi siti web statici.

Fu amore a prima vista. Infatti, rimasi affascinato da questo mondo così bello e complesso.

Capii subito che il mondo del web design sarebbe stato il mio futuro.

Quali sono le competenze che hai sviluppato, nel tempo, in questo campo e i risultati che hai ottenuto?

Nel corso degli anni ho sviluppato molte competenze tra queste il linguaggio di mark-up: HTML, CSS e PHP.

Col tempo ne ho acquisite anche tante altre sviluppando siti web dinamici con il CMS WordPress.

Ho ottenuto sempre ottimi risultati, pur studiando da autodidatta, e le mie competenze crescono giorno dopo giorno.

Come hai monetizzato le tue competenze?

Monetizzo le mie competenze occupandomi della realizzazione e della gestione di siti web.

Come gestisci un cliente difficile?

Con molta pazienza. Cerco sempre di entrare in relazione con il cliente, di creare un legame emotivo con la persona che ho di fronte e, affinché si fidi di me, di apparire autorevole ai suoi occhi.

Cerco anche di espormi in maniera rispettosa nei suoi confronti ascoltandolo attentamente e facendolo sentire importante.

Come hai strutturato il tuo canale di acquisizione clienti?

Gli unici canali che utilizzo per la promozione della mia attività e per acquisire nuovi clienti sono i social media.

Ho promosso e promuovo ancora la mia attività sui vari Social Network.

In base ai dati che ho raccolto tramite Google Analytics è Twitter il social che porta più traffico in ingresso al mio sito, circa il 40% dei visitatori provengono da lì.

Perché, oggigiorno, un’attività deve avere un sito web?

Un sito web è la base di partenza di un’attività. Se è ben fatto comunica affidabilità e professionalità al cliente.

Inoltre, è il mezzo di comunicazione per eccellenza e permette la massima interazione con i propri clienti.

Chi è presente su Internet ha sicuramente più vantaggi di chi non c’è e non essere sul web significa far notare la propria assenza.

Un imprenditore o un libero professionista avendo un sito web ha la possibilità di essere sempre visibile a ogni ora del giorno e della notte, e di mostrare la propria “vetrina virtuale” ogni giorno della settimana, anche nei giorni di festa.

Con un sito web si ha anche la possibilità di aggiornare i propri clienti sulle ultime novità relative alla propria attività o di pubblicare contenuti con lo scopo di catturare l’attenzione di potenziali clienti, magari notificandoglieli con una newsletter.

Questi sono i primi vantaggi che mi vengono in mente.

Quali sono, da un punto di vista tecnico, i segreti di un sito web di successo?

I segreti di un sito web di successo sono diversi.

Ti elenco quelli che, dal mio punto di vista, sono i più importanti:

  • Ottimizzazione per i motori di ricerca: in questo entra in gioco la SEO (Search Engine Optimization, n.d.r).

  • Template con un design responsive: negli ultimi anni gli utenti che accedono ai siti da mobile sono aumentati a livello esponenziale. Inoltre, avere un sito web mobile friendly è un importante fattore di ranking sui motori di ricerca come Google.

  • Velocità di caricamento delle pagine web del sito: un altro fattore importante è la velocità di caricamento delle pagine. Anche questo è un fattore di cui Google tiene gran conto per il ranking. Il principale segreto per avere una pagina web dal caricamento veloce sta, innanzitutto, nel far risiedere il sito su un server di hosting professionale e non su quelli low cost o gratuiti. Come sempre: “Chi più spende, più guadagna”.

  • Utilizzare una CDN: riguarda sempre la velocità del caricamento di una pagina.

Il vantaggio di avere una CDN è quello di ridurre i tempi di latenza avvicinando i file dei nostri siti web agli utenti, in modo da diminuire il carico sui server e l’utilizzo della banda passante che li collega al web.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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Federico

Stefano Bersanetti. Un anno dopo

Stefano Bersanetti

Stefano Bersanetti

Oggi, mio caro lettore, ti propongo una nuova intervista a Stefano Bersanetti, ingegnere e manager di successo con una bella esperienza di lavoro in Cina nel suo curriculum.

Di recente, Stefano ha fatto pivoting come si dice nel linguaggio gergale degli startupper.

Infatti, il suo blog Pensieri stra…nieri in cui si parlava della sua esperienza di lavoro in terra cinese e che ospitava una rubrica in cui altri expat italiani raccontavano della loro vita da emigranti ha mutato pelle e nome.

Ora, si chiama Il puntino sulla i ed è focalizzato sulla sua attuale esperienza lavorativa a contatto con l’innovazione.

Buona lettura!

Dalla nostra prima intervista è passato poco più di un anno. Com’è cambiata la tua vita?

Direi che è stato un anno intenso e complicato, sia a livello lavorativo, sia a livello di vita privata. Probabilmente l’esperienza più fortificante e rigenerante è stato il viaggio che ho fatto con mia moglie on the road tra i parchi degli Stati Uniti. Una totale immersione nella natura, che ha rilasciato nel corpo e nello spirito gemme di positività.

Perché hai deciso di cambiare il titolo e l’impostazione del tuo blog visto che avevi fatto un pivot di recente pur mantenendo in vita il vecchio brand?

Come giustamente hai notato, avevo fatto una prima operazione qualche mese fa, evidenziando una correzione di rotta.

Si viene e si va, pur essendo una rubrica di cui vado molto fiero, cominciava a essere poco sostenibile: la difficoltà delle interviste, un argomento comunque molto specifico e affrontato da centinaia di blog che si trovano in Rete.

E soprattutto, mi sono reso conto che, per la mia propensione giornalistica, raccontare ciò di cui non ero più protagonista (l’espatrio) non mi consentiva di rispondere alle principali regole del fact checking.

Ciò che scrivevo, attingeva ad un’esperienza che si era conclusa nel 2012.

Ecco allora la necessità anche di cambiare il titolo, per togliere il riferimento all’essere stato straniero in terra d’altri.

Quali argomenti tratti nel nuovo blog?

Ho creato tre sezioni, ognuna corrispondente a una mia passione.

Prima di tutto l’innovazione, nella sezione L’ingegnere esploratore, da intendersi non solo come innovazione tecnologica, ma a 360°.

Innovare significa progredire, cambiare: quanta innovazione possiamo apportare quotidianamente nella nostra vita e nel nostro lavoro?

Una seconda sezione nasce dal mio essere manager: L’occhio del manager si rivolge a tutti quegli aspetti della quotidianità in cui occorrerebbe, dal mio punto di vista, più spirito manageriale e più capacità strategica. Nel mio post sul caso Higuain, per esempio, non parlo di calcio, ma parlo di gestione aziendale.

L’ultima sezione, che ho chiamato Matita rossa e blu, affronta il mondo dei Social: come questi hanno cambiato, in meglio o in peggio, la nostra vita, generando una iperconnessione della quale non abbiamo ancora colto gli elementi positivi.

Quali strategie hai deciso di implementare per far crescere questo nuovo blog velocemente?

Sicuramente il veicolo più importante resta la Pagina Facebook, nella quale, peraltro, pubblico anche notizie o articoli di altri blogger. Sto cercando, in questo modo, di aumentare il traffico verso la fanpage, così che questa possa diventare a sua volta veicolo verso il blog.

Non credo, invece, che manterrò la Newsletter. Ho visto che non genera grossi contatti.

Alla luce dei tuoi primi dati statistici il cambio ti ha fatto perdere qualcuno dei tuoi vecchi lettori?

È ancora presto per dirlo.

Credo che alcuni lettori fossero molto affezionati alla rubrica Si viene e si va, per cui, nel momento in cui l’ho interrotta, hanno perso l’interesse per il blog.

Spero, tuttavia, di riuscire ad acquisire lettori partecipi, non tanto in quantità, ma in qualità, lettori che commentino e che dicano la propria idea.

Mi rendo conto che il tempo per interagire in un blog non c’è, soprattutto se si trascorre molto tempo sui Social, ma indirizzando maggiormente gli argomenti, chi è interessato dovrebbe anche dire la propria opinione.

Qual è l’obiettivo che ti sei prefissato di raggiungere con questo nuovo “brand”?

Il puntino sulla i è il mio essere.

Sono preciso, a volte, purtroppo, puntiglioso, non lascio mai nulla al caso. Datemi una tabella Excel con centinaia di numeri e ve la analizzo da capo a fondo.

Nello stesso tempo, il mio lato ingegneristico è compensato da una cultura classica che mi ha infuso, dai tempi del Liceo, la voglia di approfondire, di interessarmi e di leggere moltissimo.

Sono molto Social, nel senso che sfrutto la Rete per attingere informazioni e dati.

Del resto, come ho scritto anche nella pagina Sul blog e su di me, mi sarebbe piaciuto fare il giornalista ed è questo il taglio che vorrei dare ai miei post.

Ecco dunque cosa vuole essere Il puntino sulla i: un blog dove esprimere me stesso, sperando di generare interesse.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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Federico

Come Individuare Il Tuo Cliente Ideale Attraverso Un Sondaggio

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di come individuare il tuo cliente ideale attaverso un sondaggio.

Se come la maggior parte delle persone hai aperto la tua attività o la stai per aprire (in quest’ultimo caso fermati e leggi attentamente questo post, n.d.r.) seguendo la via classica, probabilmente hai buttato via tempo e denaro o lo stai per fare.

Seguire la via classica vuol dire fare quello che già migliaia di persone in Italia hanno fatto prima di te.

Le stesse persone che, ora, si lamentano della “Crisi”.

Ma quale “Crisi”!

Solo i “paleolitici” ne risentono. Chi applica la nuova via cresce a doppia cifra qualsiasi sia il suo settore.

Ad esempio il mio amico Giovanni, in soli 3 mesi, sfruttando le tecniche di web marketing in modo sapiente ha fatturato € 150.000,00 in un settore maturo ed altamente competitivo come quello dell’elettronica industriale.

L’ho sentito 5 giorni fa, incuriosito dal fatto che non vedevo più né i suoi post su Pulse (la piattaforma di blogging interna a LinkedIn, n.d.r.) né la sua pubblicità su Facebook, per chiedergli cosa stesse succedendo alla sua attività e lui serafico mi ha risposto che ha dovuto bloccare tutta la sua attività promozionale su Internet poiché non sapeva più come gestire il continuo afflusso di clienti.

Il mio amico Giovanni è uno scafato. Non lascia nulla al caso. Oltre ad essere un esperto nel suo settore e un gran lavoratore, negli ultimi 3 anni si è impegnato a studiare a fondo le tecniche di web marketing andando direttamente alla fonte, cioé acquistando infoprodotti americani e partecipando ad incontri con Al Ries e Jay Abraham che sono alcune tra le menti più brillanti del mondo del business.

Ecco, Giovanni è uno di quei pochi in Italia che pagherei anche € 100.000,00 per accedere alle sue tecniche di web marketing e di vendita.

Perché so che la cifra mi ritornerebbe moltiplicata per 10.

Lo so poiché tutti i consigli che mi ha dato li ho applicati ed ho ottenuto risultati straordinari.

La cosa bella di Giovanni è che è partito da “zero” e lavorando onestamente ha creato un business a 7 cifre che gli permette un alto tenore di vita.

Inoltre, è una persona che pensa in grande e sa che “il Business non dorme mai”. Infatti, è sempre impegnato in qualche nuovo progetto che trasforma in poco tempo in un successo.

Ed anche quando fallisce impara qualche cosa di nuovo e sviluppa nuovi contatti.

Se lo frequenti senti fiumi di adrenalina scorrere nelle tue vene e se applichi qualche suo consiglio in poco tempo vedi i risultati, come ti ho già detto poc’anzi.

Tra i vari consigli che mi ha dato c’è quello di trovare il proprio mercato attraverso un sondaggio e poi costruire il prodotto intorno alle informazioni che si raccolgono dai propri potenziali clienti.

Ancora meglio è la soluzione che prevede di costruire il prodotto o il servizio dopo averlo già venduto. La classica prevendita dei biglietti di un concerto o di un evento sportivo come la finale di Champions League ne è un chiaro esempio.

Come ti ho accennato poc’anzi mentre la via classica prevede l’apertura dell’attività e, successivamente, la ricerca dei clienti attraverso la pubblicità, che deve creare nelle persone un bisogno, (mi raccomando per promuoverti non utilizzare i volantini poiché l’unico bisogno che susciteresti in questo caso è quello di trovare un cestino per la carta, n. d. r.), la nuova via inverte il processo.

La nuova via parte dalla comprensione dei problemi, dei desideri e dei bisogni dei potenziali clienti per poi creare il prodotto o il servizio da vendergli.

Ma come si può capire ciò che vogliono le persone?

La risposta è molto semplice: chiedendoglielo.

Come?

Con un sondaggio.

IL SONDAGGIO

Per essere efficace deve individuare:

  • un segmento socio-demografico preciso;

  • un problema che assilla il segmento togliendogli il sonno;

  • la cifra che il potenziale cliente sarebbe disposto a pagare per eliminare il problema che lo assilla;

  • i canali distributivi preferiti dal potenziale cliente per ricevere la soluzione al problema.

Vuoi un esempio pratico di un sondaggio creato sulla base di questi principi?

Sì!

Be’ allora vai qui e testa quello che, assieme ad alcuni colleghi, ho creato per la creazione ed il lancio sul mercato di un nuovo servizio di consulenza.

LE DOMANDE

Come avrai notato, se hai risposto al mio sondaggio e se lo hai fatto ti ringrazio di cuore, le domande sono sia aperte che chiuse.

Le prime servono a far focalizzare l’intervistato sul suo problema. Più scrive più avrò informazioni utili per la creazione del prodotto o del servizio.

Inoltre, questo è un criterio molto utile nella selezione delle risposte da analizzare.

Infatti, se ottieni migliaia di risposte non avrai certo il tempo di leggerle tutte, quindi dovrai scegliere quelle più lunghe poiché sono quelle delle persone che sentono più forte il problema.

Questo è il tuo target ideale. Qui le statistiche ci dicono che si hanno i tassi di conversione da potenziale cliente a cliente più alti.

Se hai risposto al mio questionario (se non lo hai ancora fatto: fallo subito! Così carpirai uno dei miei segreti [vai qui], n.d.r.), avrai notato come esso spinge l’intervistato a prendere consapevolezza di sé.

La qual cosa è molto importante poiché solo chi è consapevole della sua situazione può prendere la decisione di uscire dalla propria “comfort zone”.

Il numero delle domande varia a seconda del tipo di progetto che vuoi andare a sviluppare. Più sono, più chiara sarà l’immagine che avrai del tuo potenziale cliente.

Però, ricordati che per invogliare le persone a rispondere a delle lunghe interviste bisogna prevedere un premio, una gratificazione che le spinga ad agire.

ALTRE CARATTERISTICHE

Il questionario deve rimanere online almeno 60 giorni. In questo modo si avrà un tempo più che sufficiente per raccogliere un numero significativo di risposte, che deve essere almeno di 100 unità.

Per promuovere la tua intervista utilizza la tua mailing list, il tuo sito web o il tuo blog oppure i gruppi di Facebook dedicati allo specifico problema che vai a risolvere.

In ultima istanza puoi creare una Landing Page apposita sui cui dirotterai il traffico tramite Facebook Ads e dove avrai predisposto un Lead Magnet gratuito per invogliare l’utente che ci atterrà a partecipare al sondaggio.

In quest’ultimo caso la risorsa che dai in regalo agli intervistati potrebbe anche essere un’anticipazione del successivo prodotto in modo da alimentare il desiderio del prodotto finale.

CONCLUSIONE

Oggigiorno, costruire un’attività, un prodotto o un servizio senza sapere se c’è un mercato disponibile e facilmente conquistabile è uno spreco di tempo e denaro.

Questa strategia, la c.d. via classica, poteva andare bene 20 o 30 anni fa, non ora che a causa di Internet sei in competizione persino col piccolo commerciante che si trova a Nairobi per non parlare dei grandi store online tipo Amazon o eBay.

Per avere successo devi costruire la tua attività, il tuo prodotto o il tuo servizio partendo da un sondaggio tra i tuoi potenziali clienti.

Una volta che avrai una chiara fotografia della situazione potrai dedicarti a sviluppare una soluzione che risponda alle esigenze del tuo mercato.

Ecco, perché oggigiorno si parla di Prosumer (cioè del fatto che il consumatore si fa produttore attraverso l’esplicitazione dei suoi desideri, bisogni e problemi alle aziende).

Il processo di produzione si è invertito grazie ad Internet che permette di analizzare in profondità le esigenze delle persone, si è amplificato grazie ai social network e, per chiudere il cerchio, sono arrivati gli smartphone che, essendo presenti nelle tasche di tutti noi, hanno dato il colpo finale al vecchio mondo.

Il risultato di questa rivoluzione copernicana è che i “paleolitici”, ora, si dibattono come un pesce fuori dall’acqua attendendo l’inevitabile fine.

Mentre tanti altri, in Italia, come Giovanni hanno crescite a doppia cifra.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

P.S.: Presto ti svelerò il segreto di chi vende il prodotto o il servizio prima ancora di averlo creato. Quindi stay tuned!

Come Una Consulenza Può Salvare Il Tuo Business

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di come una consulenza può salvare il tuo business.

Spesso e volentieri quando s’inizia un’attività si è così innamorati della propria idea che non ci si accorge delle criticità ad essa connesse.

Si pensa di sapere tutto e non si ascoltano i consigli di chi ci sta vicino.

Ora, di per sé questo atteggiamento non è sbagliato poiché molte persone parlano solo per dar fiato alla bocca, ma l’imprenditore o il professionista dovrebbe ascoltare tutti per raccogliere informazioni, spunti ed idee, e poi decidere con la propria testa.

La prima volta che sono incappato nel fatale errore di innamorarmi di una mia idea incaponendomi nel perseguirla è stato in quarta elementare.

La scena con tutte le sue sequenze è ancora ben impressa nella mia mente.

Ogni anno la nostra scuola organizzava un mercatino di beneficenza in cui si vendevano oggetti creati da noi alunni.

Bene quell’anno mi ero fissato con l’idea di creare un extraterrestre con il DAS (una specie di plastilina di color grigio molto malleabile che aveva la particolarità di indurirsi se fatta asciugare all’aria, n.d.r.), degli spilli ed il cilindro di cartone su cui è arrotolata la carta igenica.

Nella mia testa la creazione del prodotto era facile e il risultato finale era una vera e propria figata.

Nella mia testa, appunto.

La realtà mi dimostrò il contrario. Ovviamente, per orgoglio non avevo chiesto aiuto né consiglio alla maestra.

Il termine per la consegna dei lavori s’avvicinava ed io ero in alto mare.

A quel punto intervenne l’insegnante che d’imperio m’impose di fare con le mollette di legno una struttura a forma di stella che poteva essere utilizzata per appoggiarvi sopra una pentola o una padella calda, una volta portata a tavola.

L’intervento della Signorina Picozzi, la mia maestra durante tutti i 5 anni delle elementari, mi tolse da una situazione imbarazzante e mi aiutò a raggiungere l’obiettivo finale.

Orbene, mio caro lettore, nel mondo degli affari, se le cose non vanno per il verso giusto non c’è una Signorina Picozzi che interviene d’imperio ed aggiusta le cose al posto tuo.

E il persistere lungo una direzione sbagliata ha un’unica e spiacevole conseguenza che si chiama: fallimento.

  • Tu vuoi fallire?
  • Vuoi dover sostenere per tutta la vita lo sguardo di sufficienza di coloro che ti sconsigliavano di metterti in proprio?
  • Vuoi sentir dire dai tuoi detrattori che avevano ragione nel dirti che non ce la potevi fare o peggio che sei un fallito, un incapace?

Oppure vuoi dimostrare coi fatti e col tuo stile di vita che avevi ragione tu e che chi ti sconsigliava di crearti una tua attività aveva torto?

Ricordati solo se avrai successo potrai far tacere i tuoi critici.

Non c’è altro modo.

Quindi se sei in difficoltà e i risultati stentano ad arrivare abbi l’umiltà e la saggezza di chiedere aiuto ad un esperto.

Infatti, il punto di vista di una persona che non è coinvolta direttamente in un’attività, essendo più distaccato, permette di prevenire le situazioni critiche che si manifestano all’orizzonte e di cui non ti sei accorto poiché troppo preso nel seguire il lavoro di tutti i giorni e porterà alla tua attenzione tutte quelle soluzioni, a volte anche drastiche, che tu non prenderesti in considerazione poiché troppo coinvolto emotivamente nella tua attività.

Io, ad esempio, nel corso della mia vita lavorativa ho accumulato una grossa esperienza nella creazione e nel lancio di attività in diversi settori alla quale potresti attingere in diversi modi:

  • Leggendo il mio blog.

  • Iscrivendoti alla mia Newsletter.

  • Chiedendomi una consulenza.

I primi due metodi ti richiederanno un semplice investimento in termini di tempo per formarti.

Dopodiché dovrai applicare quello che ti ho insegnato al tuo caso specifico.

Passare dalla teoria alla pratica è molto importante.

Studiare, solamente, non porta risultati.

L’ultimo metodo ti richiederà un investimento in termini di tempo e denaro.

Ma grazie al mio intervento diretto nella tua attività potrai:

  • Raggiungere più velocemente gli obiettivi che ti sei prefissato.

  • Fare quel cambio di direzione che ti salverà dal fallimento.

  • Anticipare delle situazioni critiche che non avevi previsto.

L’esperienza, però, si paga poiché è il frutto delle tante ore di studio e dei tanti sacrifici che ho dovuto affrontare per poterti aiutare con cognizione di causa.

Quindi, se non sei disposto a pagarmi quanto ti chiedo, non offenderti se rifiuterò di aiutarti.

Io non voglio fallire e far soffrire le persone che contano su di me per eccesso di buon cuore.

Inoltre, sono arrivato ad un punto della mia carriera professionale in cui posso permettermi di scegliermi i clienti.

Per cui analizza con onestà la tua situazione e se sei disposto a seguire il percorso che ti indicherò: contattami.

Ed ora, mio caro lettore, non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post e ricorda:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

L’Autostima e il Successo nel Mondo degli Affari

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di una qualità fondamentale presente in tutte le persone che hanno avuto successo nel mondo degli affari: l’autostima.

Senza di essa, credimi sulla fiducia, non andrai da nessuna parte ed otterrai risultati differenti dalle tue aspettative.

Non fallirai, poiché come più volte ho sottolineato non si fallisce mai, bensì otterrai risultati diversi da quelli che ti eri prefissato nel momento in cui hai lanciato il tuo business.

Una forte autostima è importante per poter gestire al meglio i clienti, specie in un periodo storico come quello attuale dove la maggior parte degli imprenditori e dei freelancer si fa la guerra a colpi di ribassi sui prezzi dei loro prodotti o servizi.

Ci hanno insegnato che: “Il cliente ha sempre ragione!”

Quindi visto che in questi ultimi anni i consumatori sono alla ricerca di grandi occasioni e di forti sconti, tu hai deciso di adeguarti all’andazzo generale abbassando i tuoi prezzi e, di conseguenza, riducendo i tuoi margini di profitto.

Ecco, hai fatto una scelta sbagliata.

Te lo ripeto: “Questo tipo di ragionamento è sbagliato e ti porterà al fallimento.”

La cosa positiva è che, una volta fallito, se ti rialzerai ed aprirai una nuova attività non ripeterai più l’errore di cui sopra.

Come ti dicevo poc’anzi, ci vuole una forte autostima per porsi come leader di prezzo ed avere il coraggio di sceglierti i clienti allontanando da te quelli che cercano solo prezzi bassi ed alta qualità.

Detto tra noi, le persone di tal fatta sono anche le più rognose da gestire. Potrai vendergli il prodotto o il servizio migliore al mondo ed al prezzo più basso possibile e loro avranno sempre da ridire.

Sono certo che sai benissimo di che cosa sto parlando. Vero?

Queste sono situazioni frustranti che sul lungo periodo ti incattiviscono, ti rendono nervoso ed incline a prendertela con coloro che ti stanno accanto sommergendoli con lamentele e giudizi negativi sul tuo prossimo.

Per inciso, nella mente delle persone i prezzi bassi sono sinonimo di bassa qualità.

Vuoi, per caso, essere associato all’idea di bassa qualità?

A questo punto, ti chiederai: “Cosa devo fare?”.

Ovvio, aumentare i tuoi prezzi.

In questo modo dai un chiaro messaggio al tuo mercato: “Io vendo prodotti o servizi di qualità e la qualità si paga!”.

Il prezzo è l’unico segnale che un cliente, che non conosce il tuo prodotto o servizio e non ha le capacità e i mezzi per comprenderne il valore, associa istintivamente al concetto di alta qualità.

Quindi sfrutta questo indicatore a tuo vantaggio.

Lo so cosa stai per dirmi, adesso: “Se alzo i prezzi, i pochi clienti che ho al momento se ne andranno dalla concorrenza.”

Vero! E lo faranno, comunque, nel momento in cui troveranno un tuo concorrente che ha dei prezzi più bassi dei tuoi. Per cui lasciali andare e concentra le tue attenzioni su chi ti può permettere di vivere una vita dignitosa facendo il lavoro che ami.

Infatti, se alzi i tuoi prezzi, aumenti i tuoi margini di profitto.

Questo porterà in eredità una bella dose di tranquillità che sarà percepita da tutti coloro che ti circondano.

Il risultato finale sarà un miglior prodotto o servizio e la massima soddisfazione del cliente.

Un altro elemento di cui devi tener conto nel momento in cui vendi qualcosa a qualcuno è il suo stato di necessità.

Perché il chirurgo di fama mondiale o l’avvocato di grido si fa pagare tanto?

La risposta è semplicissima:

  • Nel primo caso poiché quel medico è l’unico che ti può guarire;

  • Nel secondo perché il famoso avvocato è colui che può salvarti dalla prigione oppure ti può far guadagnare tanti soldi.

Entrambi sfruttano lo stato di necessità del cliente per farsi pagare ciò che vogliono.

In ciò non vi è nulla di scandaloso.

Pensa a quanto duramente hanno dovuto studiare e lavorare, mentre altri preferivano divertirsi, sacrificando il loro tempo libero (il tempo: l’unica risorsa che nessuno può restituirci, n.d.r.), per arrivare al top nella loro carriera.

Lo stesso hai fatto tu e quindi è giusto che tu ti faccia pagare per quanto vali. E più esperienza acquisirai nel corso della tua carriera lavorativa e più ti dovrai far pagare.

Dopodiché quando sarai arrivato al Top dovrai necessariamente restituire alla società tutto il bene che hai ricevuto impegnandoti in opere di bene a favore dei più sfortunati.

CONCLUSIONE

Se vuoi avere successo nella tua attività ti devi porre come leader di prezzo. Per esser leader di prezzo ci vuole una forte autostima.

Più i tuoi prezzi saranno alti, più farai percepire la qualità dei tuoi prodotti o servizi ai tuoi potenziali clienti. Ovviamente, per ottenere quello che vuoi devi sfruttare lo stato di necessità del tuo potenziale cliente e devi soddisfare al meglio il bisogno o il desiderio del tuo interlocutore.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia Newsletter e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

La Peggiore Strategia Per Attirare I Clienti

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò della peggiore strategia per attirare i clienti.

Sia che tu abbia appena intrapreso la tua attività oppure che tu sia presente sul mercato da anni devi avere una tecnica efficace per attirare i clienti.

Più ne attiri, più probabilità hai di vendere il tuo prodotto o servizio.

Per far ciò la cosa peggiore che puoi fare è quella di contattare i tuoi potenziali clienti senza averne il permesso.

Sia che tu lo faccia attraverso le email oppure che tu lo faccia via telefono, se contatti delle persone a freddo, difficilmente, otterrai un risultato positivo.

Ovviamente, qualche vendita, se sei fortunato, la otterrai anche così; però non saranno quelle a far crescere il tuo business.

Infatti, a nessuno piace essere interrotto durante la routine quotidiana da telefonate di venditori sconosciuti oppure dallo spam che arriva nella propria casella di posta elettronica.

A te, forse, piace?

E non dirmi che il tuo caso è differente poiché il tuo prodotto o servizio merita di essere conosciuto, tu sei speciale ed hai uno stile diverso da quello di tutti gli altri venditori che scassano i “Cabbasisi” per dirla come il Commissario Montalbano.

Non è così! Fattene una ragione.

I tempi in cui queste tecniche di vendita funzionavano sono finiti da un pezzo.

Ora, è l’era del web marketing.

Non lo fai o non lo vuoi fare perché non credi in Internet. Peggio per te. Sei out!

I tuoi affari, inesorabilmente, scemeranno e piano piano la tua attività uscirà di scena. Questa si chiama selezione darwiniana.

Sei appena partito col tuo business e non vuoi investire denaro oppure non ti vuoi impegnare in prima persona nel web marketing.

Sei out!

Mi spiace per te ma la tua attività ha scarse, se non nulle possibilità, di decollare.

Questa è la nuda e cruda verità. So che non ti piace, ma è così.

Siamo nel 2016 non puoi pensare di poter aver successo con le tecniche di vendita del millennio scorso.

Se parti con un business devi avere un budget per le azioni di marketing oppure se proprio non ce l’hai, devi trovare una soluzione per promuoverti a costo zero o farlo da solo investendoci il tuo tempo.

Pensa che le statistiche dicono che in Italia ci sono più giovani che chiedono ai genitori o ai parenti € 25.000-30.000 per acquistare un’auto che per lanciare una propria attività.

Assurdo! Si pensa prima all’automobile, un bene che è soggetto a svalutazione, che a crearsi un proprio futuro.

Tra parentesi, anche il culto dell’auto è un residuo del passato. Di una società che non aveva Internet per cui spostarsi per andare al lavoro era essenziale.

Ed è il marketing attraverso le sue tecniche che, ancora oggi, fa percepire alle persone la necessità di possederne una.

Oggigiorno, infatti si assiste all’avvento dell’impresa liquida. Un’azienda in cui non è importante che il lavoratore sia presente in sede, a volte, tra le altre cose non vi è nemmeno una sede operativa classica, ma essa è collocata in uno spazio di co-working.

Tempo un decennio, anche in Italia, sono sicuro che le strade e le autostrade saranno meno trafficate, così come i treni dei pendolari. Questo perché ci si muoverà sulle autostrade digitali.

LA STRATEGIA VINCENTE

Ma che cos’è il web marketing di cui ti ho parlato prima?

È quell’insieme di strategie che ti portano a conquistare, prima di tutto, la fiducia dei tuoi clienti ideali in modo che siano loro a contattarti per acquistare il tuo prodotto o servizio.

Alla base di questa strategia vincente, hub & spoke (leggi questo mio articolo a riguardo, n.d.r.), che guarda al futuro, pur affondando le sue radici nel passato, c’è il tuo sito web dotato di blog.

A tal proposito, quando te ne fai realizzare uno da una web agency o da un web designer fatti consegnare tutte le chiavi di accesso al tuo spazio virtuale e poi cambia la password.

Ti dico ciò, poiché pochi giorni fa sono stato contattato dalla titolare di una società che si era fatta letteralmente chiudere fuori dalla porta del suo sito web avendone un danno economico notevole.

Se quando acquisti una casa da un privato per prima cosa cambi la serratura della porta d’ingresso, è cosa buona e giusta farlo anche per la tua casa virtuale.

Suggerimento: se proprio vuoi farti realizzare il sito web da una web agency o da un web designer, acquista tu, direttamente, il dominio e il servizio di hosting, in modo da averne il controllo diretto, poi gira dati e password a chi ti dovrà costruire il tutto.

In questo modo potrai fargli firmare un contratto che ti tuteli veramente da situazioni come quella che ti ho appena descritto e che gli impedisca di trasferire il tuo sito da un’altra parte.

Una volta che hai il tuo sito web popola il tuo blog con i tuoi contenuti.

Il mio consiglio è quello di aver già pronto un nucleo di 5/10 post per il momento del lancio.

Così i primi visitatori passeranno, fin da subito, del tempo sul tuo sito e saranno più propensi ad iscriversi alla tua newsletter, che è il secondo elemento che ti servirà per attirare i potenziali clienti e coltivarli fino a quando non saranno pronti per comprare da te (vedi come, attualmente, funziona il processo d’acquisto degli italiani in questo mio articolo, n.d.r.).

Una volta che hai in mano questi due strumenti dovrai popolare il tuo database e per farlo ti potrai avvalere della pubblicità online, dei social network, del guest posting e se hai uno spazio fisico dove accogli i tuoi potenziali clienti oppure partecipi ad eventi o fiere potrai chiedere a chi mostra interesse per la tua attività i dati di contatto ed il permesso di inviargli la newsletter.

Lo scopo di questa strategia è quello di creare un rapporto di fiducia tra te ed il tuo interlocutore che ti deve vedere come l’esperto a cui ricorrere nel momento del bisogno.

Certo, questo modo di procedere richiede tempo per vedere i primi risultati.

Inoltre, dovrai sempre tenere sotto controllo i dati inerenti alla campagna di web marketing che stai portando avanti per poter correggere la rotta in modo da non allontanarti dagli obiettivi che ti sei prefissato.

Ma alla fine del processo avrai creato il tuo mercato composto da persone profilate ed interessate a te e al tuo prodotto o servizio e avrai delle vendite assicurate.

CONCLUSIONE

La strategia peggiore che puoi attuare per promuovere i tuoi affari è quella di chiamare a freddo i tuoi potenziali clienti o riempire di posta indesiderata i loro indirizzi email, che hai ottenuto dai loro siti web dopo una ricerca con Google, oppure da qualche lista DEM che hai acquistato.

La strategia migliore è quella di farti conoscere attraverso i contenuti del tuo blog, la tua newsletter e i tuoi canali social.

Conquista così la fiducia dei tuoi interlocutori ed essi ti premieranno acquistando il tuo prodotto o servizio.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia newsletter e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come Creare Un Opt-in Form Per La Tua Fanpage Di Facebook Con MailChimp

Oggi, mio caro lettore, ti spiegherò come creare un Opt-in form per la tua fanpage di Facebook con MailChimp.

Nell’ultimo post ti ho parlato degli strumenti che devi assolutamente utilizzare per attirare il tuo cliente ideale. Tra di essi ho indicato la mailing list e la newsletter.

Quest’ultimo strumento è molto importante poiché ti permette di creare un rapporto di fiducia con i tuoi follower, di posizionare nella loro mente l’idea che tu sei la soluzione al loro problema e, dulcis in fundo, di vendergli il tuo prodotto o servizio.

Dai primi di febbraio sono alle prese con la creazione della mia newsletter e quindi ti posso fornire qualche utile consiglio che ti semplificherà la vita, se anche tu vorrai seguire il mio esempio.

Buona lettura!

MAILCHIMP

Poiché questo blog è stato realizzato con WordPress.com giocoforza ho dovuto utilizzare come autoresponder MailChimp, giacché è l’unica soluzione possibile, se si adotta questo tipo di piattaforma.

Questo autorisponditore è semplice da utilizzare, è gratuito fino a quando non superi i 2.000 iscritti alla tua mailing list (per questo motivo ti consiglio di eliminare periodicamente gli iscritti inattivi da lungo tempo, n.d.r.) e ti permette di spedire gratis fino a 12.000 email ogni mese.

Tanta roba, vero?

Superati questi confini oppure se vuoi automatizzare la tua sequenza di email per il lancio di un tuo prodotto o servizio devi passare al servizio a pagamento.

L’OPT-IN FORM

Per la realizzazione dell’Opt-in form di un sito web o di un blog WordPress.com mette a disposizione il MailChimp Widget, che trovi nel pannello di controllo sotto la voce widget che ti appare quando clicchi su Personalizza.

Facile da utilizzare ha, però, un grosso limite: ti permette di creare un pop-up banner che viene visualizzato dal visitatore del tuo sito solo quando vi atterrà per la prima volta.

Se lo chiude per visitare con calma il tuo sito web, non lo rivedrà più.

Alla visita successiva, infatti, il banner non gli sarà più mostrato per via di un cookie tecnico (il mio consiglio è di ritardare di qualche secondo l’apparizione del pop-up in modo da aumentare le possibilità che il visitatore s’iscriva alla tua newsletter, n.d.r.).

Questo di per sé non sarebbe un problema, se si potesse posizionare un Opt-in form fisso anche, a destra, sulla barra laterale del blog.

Senonché tale soluzione su WordPress.com è impedita ed è logico, se ci pensi, che sia così poiché vi è già il modulo con cui chi è interessato ai tuoi contenuti può lasciare il suo indirizzo email per essere aggiornato ogni volta che pubblichi un nuovo post.

Attenzione, però, perché quest’ultimo widget ti permetterà di crearti il tuo pubblico, ma non il tuo mercato visto che i dati di contatto di chi s’iscrive non ti vengono comunicati, per cui non puoi crearti la tua mailing list.

Per superare questo ostacolo io ho creato una pagina dedicata denominata Newsletter dove invito, colui che è interessato agli argomenti di cui tratto nel blog e vuole ricevere, in via esclusiva, anche contenuti diversi (Report, eBook ecc.) dal semplice aggiornamento sull’ultimo post pubblicato, ad iscriversi alla mia mailing list attraverso la mia fanpage su Facebook.

A proposito, se quanto hai letto fin qui ti è piaciuto, perché non ripaghi il mio sforzo iscrivendoti alla mia newsletter!  🙂

COME CREARE UN OPT-IN FORM PER LA TUA FANPAGE DI FACEBOOK

Per prima cosa, dopo che ti sei iscritto, la procedura guidata di MailChimp ti fa creare la tua newsletter (denominazione, layout, ecc.).

Il passo successivo è quello di creare la propria lista di contatti. Per far ciò devi cliccare su Lists, se hai già creato la tua bozza di newsletter essa ti apparirà sulla tua sinistra mentre alla tua destra troverai il pulsante Stats.

Lists MailChimp

Clicca sul suddetto bottone e vedrai apparire un menu a tendina.

A questo punto, non devi far altro che cliccare su Signup forms ti si aprirà una pagina con diverse voci, identica a quella che vedi qui sotto.

Signup forms di MailChimp

La prima denominata General Forms è molto importante perché ti permette di modificare, a tuo piacimento, gli Opt-in form e le varie email automatiche che seguono al processo di iscrizione o di disiscrizione alla tua mailing list (utilissima la funzione per tradurre automaticamente in italiano i testi di default dei vari form, n.d.r.).

Ma torniamo al tema principale di questo articolo e cioè come creare un Opt-in form per la tua fanpage di Facebook.

Bene! Scorrendo dall’alto verso il basso la pagina di cui sopra, arriverai alla funzione che ti permetterà di creare il modulo d’iscrizione alla tua newsletter da mostrare sulla tua pagina fan.

MailChimp Facebook Form

Da qui in poi è una passeggiata, infatti, MailChimp ha reso la procedura molto semplice, quindi non mi dilungherò ancora in ulteriori spiegazioni.

Aggiungerò solo tre cose:

  • Se avrai seguito correttamente le istruzioni di MailChimp, apparirà sulla tua fanpage la busta che vedi nell’immagine qui sotto con l’invito ad iscriversi alla tua newsletter.

Facebook Form per l'iscrizione alla newsletter

  • Ricordati che hai la possibilità di mostrare a colui che si vuole iscrivere alla tua mailing list l’Opt-in form come appare sul tuo sito web o blog oppure puoi contestualizzare meglio il tutto dandogli un look alla Facebook come ho fatto io.

Facebook look Opt-in form MailChimp

  • Fai sempre un test di prova per vedere se tutto funziona correttamente.
CONCLUSIONE

Grazie a MailChimp, anche se sfrutti per il tuo sito web o blog la piattaforma WordPress.com, puoi crearti seguendo la procedura che ti ho appena descritto la tua mailing list, strumento che non può mancare in una moderna strategia di marketing.

Il punto è che per aumentare le possibilità che qualcuno s’iscriva alla tua newsletter dovrai giocare d’astuzia e sfruttare la tua fanpage su Facebook.

Questa soluzione, se a prima vista ti può sembrare un limite, in realtà è una grande opportunità per utilizzare, a tuo vantaggio, le enormi potenzialità di ingaggio della tua pagina fan.

Se sarai creativo ed accorto, raccoglierai attorno a te una community di fan che contribuirà col suo entusiasmo e supporto al tuo successo.

Per oggi questo è tutto, mio caro lettore.

Non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima ti invito ad iscriverti alla mia newsletter, se non lo hai già fatto, e se l’articolo ti è piaciuto e lo hai trovato utile, per favore, condividilo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come Attirare Il Tuo Cliente Ideale

Dopo aver parlato di come posizionarsi nella mente del consumatore ed aver affermato che il blog è essenziale per avere successo in questa operazione, oggi ti spiegherò, mio caro lettore, come attirare il tuo cliente ideale.

Sicuramente, ti ricorderai che in un recente articolo ho analizzato il cambiamento avvenuto nel processo d’acquisto degli italiani nel 2015.

In quel post ho scritto che grazie all’avvento di Internet, dei Social Network, degli smartphone e dei Tablet il consumatore tende ad acquisire molte informazioni sul prodotto o servizio che vuole acquistare e pure sul venditore, prima di procedere all’acquisto.

Il processo decisionale del tuo cliente ideale, oggigiorno, si è allungato e solo nel momento in cui il suo problema o bisogno oppure desiderio si sarà fatto più urgente egli passerà all’azione e tu potrai vendergli il tuo prodotto o servizio.

Per questo motivo, ti dovrai attrezzare per conoscere i bisogni e i desideri del tuo cliente ideale, e per creare con lui un rapporto di fiducia che lo porti a posizionarti nella sua mente come LA SOLUZIONE al suo problema.

Per far ciò dovrai ricorrere alla Lead Generation, cioè un insieme di azioni di marketing volte all’acquisizione ed alla generazione di una lista di contatti. Clienti, realmente, interessati alle attività svolte da un’azienda.

Di questo potente strumento ti ha, già, parlato Gentian Hajdaraj, titolare di Web Marketing Aziendale nell’intervista che gli feci tempo fa (leggi qui, n.d.r.).

In pratica grazie alla Lead Generation si fa il c.d. Inbound Marketing.

Vi è, quindi, un’inversione dei ruoli: è il potenziale cliente che cerca te e non tu che cerchi lui.

In pratica il tuo compito sarà quello di accompagnare i contatti caldi (i lead, n.d.r), far evolvere il loro interesse nei tuoi confronti e creare tra di voi un rapporto di fiducia.

IL FUNNEL

Se di recente, mio caro lettore, ti sei messo a studiare un po’ la Lead Generation per capire se può essere la soluzione ideale per aumentare il tuo fatturato ti sarai imbattuto nel termine funnel ovvero imbuto.

Infatti, graficamente il processo di cui sopra viene rappresentato come un imbuto in cui entrano un gran numero di contatti, ma ne esce un numero minore di clienti reali (quanto minore sta nelle tue capacità di comunicatore, ma soprattutto di venditore, n.d.r.).

Come è ovvio d’altronde, poiché non esiste nessun metodo al mondo che ti può garantire che il 100% dei tuoi potenziali clienti si trasformi nel 100% dei tuoi clienti reali.

Altro termine che avrai sentito di recente, specie se sei un assiduo frequentatore di Facebook o di LinkedIn, visto che è sulla bocca di tutti, è: lista dei contatti, detta anche mailing list.

Questa è lo strumento principale di una campagna di Lead Generation perché ti permette di fare email marketing, di educare il tuo pubblico attraverso la tua newsletter, di fidelizzarlo e di convertirlo in clientela reale.

IL CLIENTE IDEALE

La prima cosa che devi fare se vorrai che questo potente strumento ti sia di qualche utilità è definire a chi il tuo prodotto o servizio è diretto.

Analizza bene te stesso, quello che vendi e la concorrenza. Crea un profilo virtuale di colui o colei che pensi possa essere il tuo cliente ideale.

Cerca di capire i luoghi virtuali che lui o lei frequenta e quale tipo di comunicazione attira la sua attenzione.

Questa fase di Business Intelligence avrà una triplice utilità:

  • Ti permetterà di conoscere te stesso.

  • Ti permetterà di conoscere la tua concorrenza.

  • Ti permetterà di capire come meglio posizionarti nella mente del tuo target.

IL SITO WEB

Conclusa la fase di analisi del tuo pubblico ideale dovrai stabilire il tipo di comunicazione che utilizzerai per raggiungerlo.

Tre sono i tipi di comunicazione da prendere in considerazione:

  • Testuale

  • Visiva (Immagini, infografiche e video)

  • Sonora (Podcast)

Puoi usarne uno solo, due o tutti e tre. Questa decisione spetta solo a te, ma la devi prendere prima di partire con la costruzione del tuo sito web e del tuo blog, perché è attorno al tuo modo di comunicare che essi dovranno essere costruiti.

Ovviamente, come avrai già capito il blog dovrà essere inglobato all’interno del tuo sito web poiché ciò è essenziale per il tuo successo imprenditoriale o professionale.

Infatti, ti servirà per far crescere la tua autorevolezza e la tua credibilità di esperto.

Devi diventare la figura di riferimento dei tuoi utenti.

COME ATTIRARE IL TUO CLIENTE IDEALE

Una volta costruito il tuo sito web e il tuo blog devi farci arrivare il traffico dei visitatori che, poi, educherai attraverso l’email marketing e la newsletter.

Per generare le visite alla tua “vetrina virtuale” potrai usare i Social Network, partecipare alle discussioni sui vari forum tematici presenti in Rete o usare la pubblicità online: Google Adwords, Facebook Ads, LinkedIn Ads e Twitter Ads.

Stai attento, però, a non farti prendere dalle mode del momento.

In questo periodo, Facebook Ads è lo strumento che va per la maggiore per generare traffico qualificato verso il proprio sito web o blog.

Lo strumento è ottimo e poco costoso, se paragonato agli altri che ho citato, ma i suoi costi di conversione sono in salita poiché il numero dei suoi utilizzatori è in costante ascesa.

Per questo motivo chi vuole aumentare il suo fatturato facendo ricorso a Facebook Ads deve avere un’attività commerciale che vende prodotti o servizi di valore medio-alto.

Se, invece, vendi infoprodotti, allora ti conviene usare questo strumento solo se il tuo prodotto ha un prezzo uguale o superiore a € 100,00.

Infine, se vorrai generare traffico gratuito verso il tuo sito web dovrai giocoforza ricorrere al tuo ingegno ed alla tua creatività.

I miei suggerimenti sono:

  1. Scrivi dei guest post di valore per i blogger del tuo settore. I blogger sono sempre felici di ospitare post di qualità sui loro blog. All’interno di questi guest post inserisci un link che indirizza al tuo sito web così attirerai le visite di coloro a cui il tuo articolo è particolarmente piaciuto.

  2. Commenta in modo approfondito i post di blogger e influencer che sono considerati autorevoli nel tuo settore.

  3. Contribuisci con contenuti di valore alle discussioni presenti nei forum tematici o nei gruppi sui vari Social Network relative ai beni o servizi che vendi. Di tanto in tanto, nel rispetto delle regole imposte dagli amministratori degli spazi che ospitano i tuoi interventi, pubblica un commento con un link che porta direttamente alla tua “vetrina virtuale”.

  4. Intervista blogger famosi e influencer del tuo settore.

Questi sono tutti modi a “costo zero” che ti aiutano a generare traffico verso il tuo sito web.

EMAIL MARKETING

Dopo aver generato il traffico verso la tua piattaforma online dovrai prendere alcuni dati essenziali dei visitatori del tuo sito web.

Per fa ciò devi ricorrere alla c.d. Squeeze Page, cioè una pagina dotata di un form in cui l’utente lascerà il suo indirizzo email, il suo nome e tutti gli altri dati che riterrai opportuno chiedere (non esagerare però, poiché rischi che il visitatore abbandoni il tuo sito, n.d.r.).

Per invogliare le persone a lasciare i propri dati puoi dare in cambio un ebook gratuito, un codice sconto, un report, dei gadget in omaggio o altre risorse gratuite.

In questo modo la tua lista, cioè il tuo mercato, crescerà costantemente nel corso del tempo.

Ma, ora, viene il bello!

Una volta che hai creato la tua lista dovrai nutrirla dandogli contenuti di valore (Lead Nurturing, n.d.r.) in modo da posizionarti nella mente dei tuoi contatti, educare il tuo potenziale cliente e creare tra di voi un legame di fiducia.

È qui che entra in gioco la newsletter. Essa è lo strumento che devi utilizzare per fare Lead Nurturing.

Per crearne una e distribuirla hai a disposizione diverse applicazioni: MailChimp, GetResponse, AWeber, ConvertKit e altre ancora.

Ricordati che è solo alla fine di questo lungo percorso che, finalmente, potrai proporgli l’acquisto del tuo prodotto o servizio attraverso una sequenza di email di vendita (sales letter, n.d.r.).

CONCLUSIONE

Il processo per attirare il tuo cliente ideale, come hai visto, è composto da più fasi, ognuna propedeutica alla successiva, che raggiungono il loro apice con la Lead Generation, che è lo strumento principe per attirare i clienti.

Solo dopo che avrai catturato la loro attenzione e creato un rapporto di fiducia dovranno entrare in gioco le tue doti di venditore, non prima, se vorrai concludere la tua vendita.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post.

Ma ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico