Luca Spinelli. Come crearsi un lavoro al tempo della crisi e vincere la propria scommessa

Oggi, mio caro lettore, ti porterò a conoscere Luca SpinelliSEO e webmaster freelance, che ha colpito la mia attenzione il giorno in cui mi sono imbattuto in un articolo sul suo blog in cui spiegava per filo e per segno la strategia da lui seguita per crearsi la sua opportunità lavorativa.

Questo ragazzo non si è perso d’animo a causa della “crisi”, delle mancate risposte ai CV inviati o alle offerte di lavoro poco serie che gli sono state fatte, ma ha aguzzato l’ingegno ed alla fine ha vinto la scommessa fatta su se stesso.

Buona lettura!

Quanti anni hai e dove abiti?

Ho 20 anni ed abito a Lissone.

Qual è stato il tuo percorso scolastico?

Ho studiato presso l’ITCG Europa Unita, della città in cui abito, ragioneria e dopo cinque anni d’intenso studio (spero che non ci creda nessuno) mi sono diplomato come Ragioniere e Perito Commerciale.

Il mio percorso scolastico è poi proseguito presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca dove mi sono iscritto a Sociologia, facoltà che però, dopo due anni, ho abbandonato per dedicarmi alla libera professione.

Hai avuto qualche esperienza lavorativa durante gli anni dei tuoi studi?

Se uno stage scolastico in 4° superiore presso il Comune della mia città e qualche lavoretto sul web come freelancer valgono, allora sì; altrimenti: no, non ho mai avuto esperienze lavorative.

Ora, che lavoro fai?

Oggi sono un libero professionista e più nel dettaglio un SEO e un webmaster.

Per i non “addetti ai lavori” mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca e di creare, gestire ed ottimizzare siti web per PMI o privati.

Dal momento che inviando il tuo CV non riuscivi a trovare uno stage serio o un lavoro, quale strategia hai adottato per risolvere la situazione e volgerla a tua favore?

Dopo decine di CV inviati ho fatto due cose:

  1. Ho scritto un articolo sul mio blog in cui informavo i miei lettori d’essermi messo alla ricerca di un lavoro in ambito SEO.

  1. Poi mi sono mosso per aprire la P.IVA. Dato che nessuno poteva o voleva offrirmi un lavoro, me lo sono creato da solo.

Quali risultati hai ottenuto?

Ho trovato i miei primi clienti prima ancora che il commercialista mi consegnasse la P.IVA e dopo neanche quattro mesi dalla sua apertura sono più che soddisfatto dei risultati che ho ottenuto.

Di fatto ho uno “stipendio” migliore di molti coetanei che conosco. E vengo pagato per fare qualcosa che amo profondamente.

Quando hai aperto la Partita Iva che regime hai adottato?

Ho adottato il regime dei minimi. Un regime che consiglio a chiunque.

Pagare le tasse solo in base alla differenza fra ricavi e costi è qualcosa di eccezionale (in alcuni paesi è la normalità) che dovrebbero poter fare tutti e non sono le persone che possono accedere, finché possono usufruirne, al regime dei minimi.

Quale strategia di marketing utilizzi per trovare nuovi clienti?

Attualmente, nessuna. Ci credi?

Il mio blog l’ho archiviato ed il mio sito web è in (ri)costruzione.

Quindi non uso più neanche lo strumento che mi ha lanciato in questo mondo.

In futuro, però, (Gennaio 2016 data in cui verrà pubblicata la nuova e definitiva versione del mio blog) utilizzerò Facebook Ads, Google AdWords ed altri canali pubblicitari minori come gli annunci sponsorizzati di subito.it, vivastreet.it, ecc. .

Quale ruolo hanno il blogging ed i social network all’interno di questa strategia?

Come detto poco sopra, attualmente non sto sfruttando nessuna strategia, ma nel 2016 il blog sarà decisivo e verrà affiancato da diverse landing page con cui ho intenzione di convertire il traffico dei miei articoli.

Ai social network, invece, riserverò un ruolo marginale, fatta eccezione per Facebook per via di Facebook Ads, e di mero “customer care” se così si può definire.

Quali progetti hai per il futuro?

I progetti sono semplici, ma molto difficili da realizzare.

Sembra un ossimoro, ma non lo è (semplice non significa facile).

Quelli lavorativi?

Abbandonare la dipendenza dai clienti per concentrarmi e vivere, esclusivamente, dei miei business online. Ho molte idee che vorrei testare e rendere realtà.

Quelli personali?

Devo trasferirmi in un paese come il Canada, l’Islanda, la Norvegia o la Svizzera (al fresco, insomma), sposarmi, fare 1 o 2 pargoli e, forse, comprare una cosa come 5 cani.

Qual è il futuro della SEO, a tuo giudizio?

Un futuro incerto come ogni futuro. Credo che gli sviluppi tecnologici nel campo dell’IA (intelligenza artificiale, n.d.r.) saranno determinanti e che la SEO come la conosciamo oggi diventerà tutt’altra cosa.

Come si fa a riconoscere se si ha di fronte un webmaster o un SEO affidabile e non il solito personaggio improvvisato?

Bisogna fare una cosa molto semplice.

Nel caso del webmaster bisogna chiedergli di mostrarci 2-3 lavori che ha realizzato, magari tutti dello stesso tipo di quello che vogliamo che realizzi per noi.

Se ti serve un e-Commerce ed i tre siti che ti fa vedere sono, praticamente, tutti uguali c’è già qualcosa che non va (non so a quanti piaccia avere un negozio graficamente identico, magari, a quello di un concorrente).

Nel caso del SEO vedere qualche risultato di posizionamento non è una brutta idea, ma ti direi anche di fargli una domanda specifica: “Che posizione mi garantisci ed entro quanto?”. Se ti risponde la 1° entro una data precisa allora storci il naso.

Nessun SEO può garantire niente entro una data X o per lo meno se lo fa assicurati che nel contratto ci sia una clausola che preveda il rimborso (parziale o totale) nel caso in cui il risultato non venga raggiunto entro la data indicata.

Ed ora che siamo giunti al termine di questa bella ed illuminante intervista, mio caro lettore, non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post e ricorda:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

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La Mentalità Dell’Imprenditore vs. La Mentalità Del Consumatore

Avendo, spesso, a che fare con individui che stanno per intraprendere un’attività in proprio ho notato che molti di loro non ragionano con la mentalità dell’imprenditore, bensì con la mentalità del consumatore.

Mi spiego meglio. Tutti noi in quanto consumatori quando acquistiamo un prodotto o un servizio cerchiamo di concludere un affare.

Quindi il processo mentale che seguiamo è il seguente:

  • raccogliamo più informazioni possibili sul prodotto/servizio che vogliamo acquistare;

  • confrontiamo i prezzi;

  • a parità di prodotto/servizio scegliamo quello che costa meno oppure acquistiamo prodotti/servizi in promozione per risparmiare il nostro denaro in modo da poterci permettere altri acquisti.

È per questo motivo che gli e-commerce hanno tanto successo. Essi, infatti, ci danno lo stesso prodotto del negozio sotto casa ad un costo inferiore.

Siamo così abituati a ragionare in questo modo che lo facciamo anche nel momento in cui dobbiamo iniziare la nostra attività imprenditoriale.

Ad esempio, nella scelta del commercialista ci affidiamo a quello più economico.

Questo poiché pensiamo che i soldi così risparmiati potranno essere meglio investiti in altro.

Facendo così, però, perdiamo di vista la visione d’insieme del nostro progetto.

Invece, colui che ha la mentalità dell’imprenditore tiene sempre presente il quadro generale nel quale andranno ad inserirsi tutti gli elementi utili a fargli raggiungere il suo obiettivo finale, cioè il successo della sua attività.

Riprendendo l’esempio di cui sopra egli non si affiderà per forza di cose al commercialista più economico, ma prenderà in considerazione il risultato che il professionista dovrà fargli conseguire.

Mi spiego meglio.

Se io voglio creare un business online non mi affiderò ad un commercialista che tratta solo clienti tradizionali poiché non avrà le competenze necessarie per seguire il mio business. Infatti, non sarà esperto di tutte le norme fiscali che regolano la vendita, ad esempio, di infoprodotti o gli e-commerce.

È vero, potrà sempre informarsi a riguardo, ma non sarà mai bravo come colui che ogni giorno tratta solo quello specifico problema accumulando un grosso bagaglio di conoscenze su di esso.

Quest’ultimo si può definire, senza ombra di dubbio, uno specialista della fiscalità online.

Chi ha la mentalità dell’imprenditore l’applicherà sempre.

Egli baderà più al risultato che vuole raggiungere piuttosto che al costo del prodotto o servizio che andrà ad acquistare poiché per lui quello non è un costo, bensì un investimento che lo farà arrivare prima ed in modo più efficiente al successo.

Si badi bene che per lui anche il suo tempo, che è una risorsa non rinnovabile, ha un valore economico.

Quindi, a volte, preferirà pagare qualcuno per svolgere alcuni compiti che è solito svolgere di persona in modo da poter risparmiare del tempo da dedicare allo sviluppo della sua attività.

Un altro ambito dove bisogna applicare la mentalità dell’imprenditore è quello della scelta del servizio di hosting del proprio sito web.

Scegliere il servizio che costa meno può essere saggio in alcuni casi, in altri no.

Mi spiego meglio. Se il mio sito web deve essere una semplice vetrina statica anche un servizio di hosting poco performante mi potrà andare bene.

Ma se, invece, per promuovere la mia attività devo utilizzare molte foto di alta qualità in questo caso la scelta meno performante e più economica mi penalizzerà di sicuro.

Infatti, il visitatore che giungerà sul mio sito lo abbandonerà dopo poco tempo se le sue pagine si caricheranno lentamente.

Ciò mi causerà dei mancati guadagni.

Per cui, sul lungo periodo, la mia volontà di risparmiare inizialmente qualche euro si rivelerà dannosa per il mio business.

Colui che ha la mentalità dell’imprenditore quando sceglie il servizio di hosting per il proprio sito web ha bene in mente l’obiettivo che esso deve raggiungere e come s’inserisce nel suo modello di business. Quindi basa la sua scelta su queste variabili non sul prezzo.

CONCLUSIONE

In tutti noi è presente la mentalità del consumatore che ci porta a cercare di concludere l’affare più vantaggioso a parità di valore e qualità di un determinato prodotto o servizio.

Quando, però, gestiamo una nostra attività dobbiamo dismettere i panni del consumatore ed assumere la mentalità dell’imprenditore.

Dobbiamo prendere in considerazione la visione d’insieme, cioè gli obiettivi generali del nostro business model, ed il risultato specifico che il prodotto o servizio che andiamo ad acquistare ci deve garantire al fine della realizzazione del nostro progetto.

Spesso, ci accorgeremo che il prodotto o servizio più economico tra quelli che ci possiamo permettere non è il più adatto a farci raggiungere il successo. A questo punto è gioco forza acquistare ciò che costa di più. Ovviamente, sempre rimanendo nei limiti del nostro budget.

Ed ora, mio caro lettore, non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post e ricorda:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Massimo Ponzano: Empower Network

Oggi, mio caro lettore, ti propongo l’intervista che ho fatto a Massimo Ponzano, un amico di vecchia data, che attualmente è impegnato in Empower Network, un’attività che proviene dagli Stati Uniti e che offre la possibilità, a chi vi partecipa e s’impegna nello studio delle tecniche di web marketing che vengono fornite, di realizzare importanti guadagni sfruttando le proprie capacità di blogger e il supporto dato dalla potenza della loro piattaforma informatica e dei loro servizi.

Buona lettura!

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Qual è stato il tuo percorso scolastico e quale quello lavorativo?

Innanzitutto permettimi di ringraziarti per questa opportunità che mi auguro possa offrire qualche spunto di riflessione ai tuoi lettori e possa invogliarli ad approfondire quello di cui parleremo.

Dopo il liceo scientifico, mi sono laureato in ingegneria chimica, ma non ho mai svolto tale professione. Sono subito partito per Londra, dove ho vissuto per qualche mese. Una volta tornato in Italia ho fatto di nuovo le valigie e da Genova, città in cui allora risiedevo, mi sono spostato a Torino, dove ho vissuto due anni. Dopodiché mi sono trasferito a Roma per tre anni ed, infine, sono tornato a Genova, dove mi sono sposato e tuttora vivo.

In tutto questo tempo ho lavorato per una multinazionale operante nell’industri petrolifera, ma da ormai dodici anni lavoro nel settore dell’ICT, in un’azienda il cui core business è rappresentato da sistemi di Call e Contact Center e da applicazioni di CRM.

Premetto che fino a qualche mese fa  sapevo poco di web marketing e network marketing ma, poi, ho letto un’intervista di Bill Gates nella quale lo stesso dichiarava: “Le persone che non hanno un business online e che non sono sui social network nel prossimo futuro rimarranno fuori da qualunque attività commerciale”.

Alcune persone, a me vicine, hanno sorriso a questa affermazione. Io, invece, proprio da quel momento, mi sono messo a studiare come poter sfruttare il web in maniera professionale, cercando di capire se e come fosse possibile trasformare una passione in un lavoro. Non ci vuole, infatti, molto per capire che Internet è oggi uno dei pochi settori che continua a creare posti di lavoro. Il suo attuale valore è stato calcolato in 1 trilione di dollari. 

Forse non tutti sanno che le attività online sono in crescita continua e costante da parecchi anni. Dati alla mano, negli Stati Uniti, ogni 10 secondi nasce un nuovo business basato sul lavoro da casa.

Giacché a me piace, sempre, parlare di cose concrete vi porto ad esempio quello che sta succedendo nel mercato della pubblicità online. Lo voglio fare brevemente invitandovi a leggere il rapporto annuale AdEx Benchmark, realizzato da IAB Europe, punto di riferimento sullo stato del mercato europeo dell’advertising online.

Sappiamo tutti che il 2012 è stato un anno di crisi durissima per l’Europa, ma nonostante questo, il settore della pubblicità online ha registrato un’aumento dell’11,5%, pari a un valore di 24,3 miliardi di euro. Incredibile, vero?

Video e mobile sono gli ambiti che hanno registrato i maggiori tassi di crescita: il primo ha fatto registrare un +50,6% (circa 661,9 milioni di euro), il secondo ha registrato un exploit del 78,3% (circa 392 milioni di euro). Questo credo che confermi l’importanza del settore.

Se volete acquisire ulteriori informazioni a riguardo andate a leggere l’articolo, pubblicato il 31 maggio 2013, sul sito de Il Sole 24 Ore nella sezione Nova24Tech/Business.

Un altro mercato incredibile è quello delle App. Pochi sanno che Facebook ha oltre 1,01 miliardi di utenti che hanno caricato 219 miliardi di foto (dato aggiornato al 10 settembre del 2012, n.d.r.) e che Twitter ha oltre 500 milioni di utenti che ogni giorno si scambiano migliaia di tweet.

Per me sono numeri straordinari che denotano la salute di questo settore. Ed allora mi ci sono buttato. Non essendo né un inventore né un programmatore ho iniziato da ciò che è alla portata di tutti: bloggare.

Che cos’è Empower Network e come sei venuto a conoscenza di questa realtà?

Un giorno dello scorso novembre, la mia curiosità, e quella di un gruppo ristretto di amici fidati, mi ha portato ad assistere, comodamente seduto nel salotto di casa mia, ad un webinar online che si svolgeva dall’altra parte dell’oceano. Tutti noi siamo rimasti affascinati dalla personalità di colui che teneva il seminario. Tutto è successo perché avevamo capito che quell’uomo aveva reso semplice ed alla portata di tutti una cosa straordinaria di cui si sente sempre più parlare, ma che in pochi sanno fare davvero e, soprattutto, ne comprendono le potenzialità: bloggare. 

Un blog, così come è descritto su Wikipedia, è un particolare tipo di sito web in cui i contenuti vengono visualizzati in forma cronologica. Esso è gestito da uno o più blogger che pubblicano contenuti multimediali, in forma testuale o in forma di post, concetto assimilabile o avvicinabile ad un articolo di giornale.

Ma cosa ci può essere di straordinario in un blog?

Semplice: la sua capacità di attirare “traffico”, cioè visitatori. E’ come avere un negozio, senza dover investire le cifre necessarie per aprire un punto fisico. Se poi il nostro “negozio” è bello e confortevole, saremo in grado di vendere i nostri prodotti (o info-prodotti).

Ma avere un bel blog, funzionale e, soprattutto, con tante visite, non è così semplice. E soprattutto non è da tutti avere dei prodotti da vendere attraverso di esso. Con Empower Network i miei amici ed io abbiamo subito capito che potevamo cogliere i famosi “due piccioni con una fava”. Così il 2 dicembre 2012 siamo partiti con il progetto Team Market Badass.

Cosa ti ha convinto ad investire tempo e denaro in questa attività?

Di certo la mia voglia di imparare cose nuove è stata una grande ed importantissima leva, ma, da buon genovese, ti posso anche dire che l’investimento iniziale di soli $ 25 è stato altrettanto convincente. Con quella cifra, infatti, avevamo a disposizione un blog già pronto all’uso, altamente indicizzato da Google, ed un corso online per imparare ad ottimizzare il SEO score, usare i TAG e capire al meglio tutte le tecniche di info-marketing più avanzate. L’unico problema era legato al fatto che tutto il materiale di supporto era in inglese ed, allora, ci siamo messi di buzzo buono e lo abbiamo tradotto per dare a tutti i nostri amici l’opportunità di studiarlo. Ed i risultati non hanno tardato ad arrivare.

Ti promuovi attraverso i social network? Come avviene tale promozione?

Ho imparato (e sto ancora imparando) ad usare in maniera diversa da quella più comune: Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube, Google+ ed altri social network meno famosi in Italia, ma molto conosciuti nel resto del mondo. Ogni giorno scrivo un post sul mio blog e poi lo condivido, aspettando che il mio blog faccia il resto. Ci sono molte tecniche di promozione, ma non è semplice spiegare tutto in poche parole: bisogna studiare.

 Empower Network ti ha portato dei guadagni?

Sarei bugiardo se ti dicessi che ho intrapreso questa attività solo per il gusto di imparare una cosa nuova. A distanza di poco meno di tre mesi, infatti, il lavoro fatto con il mio blog ha iniziato a dare buoni frutti. Nulla accade per caso ed Internet non è la “gallina dalle uova d’oro”, nel senso che se non fai nulla non guadagni nulla, ma come mi piace spesso ripetere: “Se vuoi avere cose che non hai mai avuto, devi iniziare a fare cose che non hai mai fatto”.

Nel nostro team ci sono ragazzi che si sono dedicati anima e corpo a questo progetto e per loro Empower Network è diventato da tempo un vero e proprio lavoro, con la differenza che lo possono fare da casa o da dove vogliono (basta avere una connessione ad internet ed un tablet). E ti posso assicurare che le loro entrate sono decisamente interessanti.

Vero è che ognuno di noi ha i suoi parametri. Ma credo di poter dire, senza paura di essere smentito che Empower Network dà loro un vero stipendio.

Oltre a questo lavoro ne fai anche altri?

E come potrei non fare altre cose? In questo momento sto partecipando al lancio di un nuovo social network di cui, presto, tutti sentirete parlare perché cambierà il nostro modo di fare acquisti online. Questo è un progetto assolutamente innovativo, ideato e progettato, tra gli altri, da Adam D’Angelo. Per chi non lo conoscesse suggerisco di andare a cercare il suo nome su Google per capire chi è questo ragazzo e perché questo progetto sarà un successo. Partecipare al network è assolutamente gratuito fino al momento in cui non si capisce quanto sia importante abbandonare la figura di semplice fan e diventare un vero e proprio player. I risultati che sto ottenendo sono strabilianti ma di questo potremmo parlarne un’altra volta.

In Internet si trovano, oltre a diverse persone entusiaste di Empower Network, di solito questi ultimi sono degli affiliati, anche molti detrattori che lo paragonano ad un moderno Schema Ponzi (per intenderci: il sistema utilizzato dal finanziere americano Bernard Madoff per truffare i suoi clienti, n.d.r.). Alla luce di questa critica, tu in coscienza, ti sentiresti di consigliarlo ad un disoccupato?

Internet è uno strumento straordinario, ma bisogna imparare ad usarlo. Solitamente chi “parla male” di un business online lo fa dalle pagine del suo sito che, così facendo, attira visite e guadagna dalla pubblicità. Lo Schema Ponzi è un sistema truffaldino e invito tutti a girare alla larga da chi promette grandi e facili guadagni. Come ho detto in precedenza Internet non è la gallina dalle uova d’oro, bensì una grande opportunità per crearsi un lavoro ed un reddito lavorando da casa.

Empower Network è stato fondato il 31 ottobre 2011 da David Wood e David Sharpe e da allora ha coinvolto oltre 72.000 persone, di cui il 95% negli States, pagando oltre $ 20 milioni di commissioni (dati aggiornati al dicembre 2012, n.d.r.).

Empower Network e noi del team italiano non garantiamo guadagni facili, ma assicuriamo il massimo supporto a tutti coloro che vogliono imparare un mestiere nuovo come quello che si può fare con Empower Network.

Abbiamo realizzato un sito di supporto in italiano totalmente gratuito a cui tutti gli affiliati di Empower Network possono accedere. Abbiamo alcuni gruppi Facebook privati in cui ci scambiamo informazioni ed offriamo gratuitamente materiale utile per aumentare le visite ai blog degli iscritti. Spieghiamo cosa sono e come si costruiscono le squeeze pages ed i funnel, cosa sono e come si usano gli autorisponditori e molte altre cose ancora.

Io sono uno dei fondatori del Team Market Badass e posso garantire che Empower Network funziona. Ci sono alcune regole da seguire (noi la chiamiamo Core Checklist) e sono certo che un impegno serio e costante possa permettere a chiunque di avere degli ottimi risultati.

Empower Network è un sistema di blogging virale che si vende da sé, essendo già altamente indicizzato da Google, ma sta a noi ed al nostro impegno rendere affascinante il nostro blog che ci viene fornito pronto all’uso e con tutte le istruzioni per portarlo ai primi posti di Google a portata di mano.

A noi spetta il compito di creare contenuti interessanti, parlando delle nostre passioni, di sport, di cucina, di viaggi, di teatro, di cultura, di politica o di qualunque cosa ci piace e serva a “vendere” la nostra immagine e la nostra professionalità.

A questo punto, non posso che ringraziare tutti coloro che sono arrivati a leggere fino in fondo questa lunga intervista, sperando di non aver annoiato nessuno, ma, al contrario, di avervi incuriosito almeno un po’. Un grazie particolare a te, Federico, per avermi offerto questa opportunità.

A presto,

Max

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter, “Fai Decollare Il Tuo Business!“, in cui pubblico consigli utili per coloro che vogliono aprire una nuova attività che sia solida e sostenibile nel tempo oppure per chi ce l’ha già e, semplicemente, vuole rilanciarla o vuol far crescere il suo fatturato.

E, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividi questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico