Patryk Rzucidło: PTKDev

Patryk Rzucidło

Patryk Rzucidło alias PTKDev

Oggi, mio caro lettore, attraverso la mia intervista ti porto a far la conoscenza con Patryk Rzucidło, alias PTKDev, un programmatore, anzi un artista del software, come ama definirsi, dalla battuta fulminante che grazie ai Social Network ha acquisito una certa notorietà tanto da essere notato dallo staff della famosa agenda Comix che lo ha assoldato come “battutiere”.

 

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Quanti anni hai e dove vivi?

Ho 27 anni compiuti da poco.

Attualmente, vivo a Roma ma, spesso, mi capita di viaggiare per hobby.

Otto ore al giorno passate davanti allo schermo di un PC ti fanno venire voglia di fuggire.

A quanti anni hai lasciato la Polonia per trasferirti in Italia?

Ho lasciato la Polonia all’età di quattro anni.

Per motivi di lavoro i miei si sono trasferiti in Italia.

Prima mio padre, poi dopo 2 anni lo ha seguito mia madre.

Quali sono le tue passioni?

Mi piace il biliardo, fotografare murales (su Instagram, ad esempio, ho creato l’hashtag #MuralesHunter), la musica, il cinema e gradisco la buona compagnia di persone che sanno ridere di gusto.

Ma, in genere, non ho di quelle passioni fighe come il paracadutismo, che fa scena in una biografia o intervista 😀 .

Quando nasce il tuo amore per l’informatica?

A 13 anni chiesi a mio cugino come avesse creato il suo sito web e lui mi rispose: “Office Frontpage”.

Iniziai a googlare, cercare, provare e, alla fine, nel 2004, finii con l’aprire un blog di guide msn diventato, nel 2006, il 3° più letto nel nostro Paese secondo TOP100 Italia (il primo era quello di Beppe Grillo, n.d.r.).

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Ho frequentato uno scientifico tecnologico.

Sarebbe uno scientifico dove al posto del latino fai corsi di programmazione (Assembly, C, Java Servlet).

Successivamente, ho fatto l’università: Ingegneria a Tor Vergata ma, ahimè, ero una “mezza sega” e il primo anno ho passato solo 2 esami.

Decisi anche di creare un sito web (torengine.it) il quale serviva da punto di raccolta di appunti, materiali, guide per passare gli esami.

Così mi feci conoscere all’università.

Mi ricordo ancora di quella volta in cui un ragazzo che mi fissava insistentemente si avvicinò a me e mi fece: “Scusa, ma tu sei Patryk?”.

Io: “Sì, perché?”.

Lui: “Cavolo! Ho passato architettura dei calcolatori con 30 grazie ai tuoi appunti”.

Mentre io a quell’esame avevo preso solo 26.

Dopo 2 anni di Ingegneria decisi di cambiare, di iscrivermi a Informatica e fare un part-time in un’azienda d’informatica vicino al campus universitario.

Ti sei laureato?

Ahimè, no.

Dopo 2 anni a fare part-time, essendo arrivato solo al secondo anno di Informatica, ho scelto il lavoro.

Cosa pensi della scuola e dell’università così come sono concepite in Italia?

Ne penso male.

Un neolaureato, almeno, in informatica non ha le competenze base per lavorare in azienda.

Ti spiego meglio: arriva e per lavorare in team serve conoscere GIT. Non lo conosce. Quindi devi passare i primi 3-4 mesi a insegnargli a lavorare con gli strumenti base.

In quanto a teoria in Italia siamo i migliori, ma in quanto a pratica i nostri laureati sono inutili e per questo molto spesso vengono pagati 1000 euro al mese, ma non è cattiveria e non è la crisi.

Semplicemente, è perché per almeno un anno dobbiamo “formarli” e a quel punto passano a uno stipendio più serio, tipo 1400 euro, dopo due anni di esperienza aziendale.

Hai qualche suggerimento per migliorare la situazione?

Laureatevi il più velocemente possibile, come spiegato nelle righe sovrastanti.

Se ti laurei a 25 anni e fai due anni da “schiavetto” in azienda, a 27 anni guadagni già 1300/1400 euro al mese. Questo, però, se sei in gamba e hai una crescita continua.

Se è così verso i 30 riuscirai sicuramente a guadagnare, mensilmente, sui 1800 euro tra promozioni, benefit, aumenti di stipendio o nel caso peggiore “cambiando azienda”.

Come hai sviluppato le tue attuali competenze?

Io ho sviluppato molto le mie competenze come autodidatta. “Curiosità” è la risposta giusta.

Dai 13 anni ai 21 ero molto curioso: rompevo, provavo, installavo Linux, programmavo in linguaggi solo per curiosità.

Qual è stato il tuo percorso professionale?

Al liceo, già, guadagnavo con il mio blog di guide msn.

Google Adsense, all’epoca, mi generava una buona rendita di circa 1000/1800 euro al mese a seconda del numero di visitatori.

Poi nel 2010 quando ho chiuso il sito (perché msn è fallito), mi sono messo solo a studiare.

Ho lavorato al mercato come venditore di prodotti sottolio di un’amica di mamma ma giusto per capire come relazionarmi con le persone.

Infatti, fino ai ventun anni ero abbastanza asociale.

A 22 anni, nella prima azienda che mi ha assunto, prendevo circa 700 euro al mese per un part-time di 5 ore.

Vi lavoravo il pomeriggio dopo l’università.

Da allora sono cresciuto in maniera molto veloce.

Oggi, nell’attuale azienda per cui lavoro, ho uno stipendio buono, per la mia età e, soprattutto, per le mie competenze, che supera i 1600 euro mensili.

Rispetto al percorso descritto prima, il mio è stato decisamente accelerato visto che tale stipendio dovrebbe arrivare verso i 30 anni, se ti laurei.

L’esperienza, comunque, batte sempre la laurea.

Come hai trovato il tuo attuale posto di lavoro?

Un buon CV.

A riguardo ho scritto un articolo sul mio blog su come scriverlo e “aspettare”.

Competenze ed età bassa aiutano a essere voluti da tutti.

L’importante è sapersi vendere.

Saper parlare.

Ho fatto colloqui di gruppo dove la gente non sapeva niente e lì capisci quanto è ignorante nel campo IT.

Quindi se te ne intendi e sai di sapere le cose, ti assumono facile.

Sui social sei molto popolare. Quale strategia di comunicazione hai adottato per diventarlo?

Nel 2009 creavo hashtag su Twitter: divertimento, ironia.

Ci mettevamo in gruppetto a lanciarli nelle tendenze, per noia.

Poi sono passato a fare assistenza e aiutare la gente su Teamviewer e, oggi, scrivo meme, battute e aforismi per passare il tempo.

La comunicazione che uso si basa sull’umiltà e sull’essere sempre abbastanza gentile anche con gli hater.

Ho imparato che è meglio che si parli di te, anche male, ma basta che si parli di te.

Su Linkedin sto provando i “flame”, le liti, perché maggiore interazione c’è e maggiore è l’utenza che ti legge.

Su Twitter scrivo battute.

Su Facebook ho una pagina dove con le battute ci faccio i meme.

Instagram, invece, lo uso per catalogare i murales che trovo viaggiando.

Quali vantaggi ti ha portato questa tua popolarità?

La mia popolarità mi ha portato: rispetto.

Strano a dirsi, ma vero, nelle aziende, lavorando come consulente esterno, quando si ricordano di aver letto il tuo nome associato a una battuta ti sorridono, sono gentili e ti stimano.

Non serve a molto a livello di “competenze”, ma parti con il piede giusto.

E questo non è poco in ambito lavorativo.

Qual è il tuo social preferito?

Twitter, ma ultimamente sto rivalutando Facebook dove la mia “fan base” è maggiore.

Mentre su Twitter sono riuscito, negli anni, a farmi molti più hater perché è un social dove ci sono numerose persone piene di rabbia e quindi ci si sfoga molto più facilmente trollando.

Spesso è difficile sopportarlo.

Ci vuole pazienza, ma ti dà molta visibilità.

Quali progetti hai per il futuro?

Per ora continuo a lavorare per Nextrek. Mi piace.

Facciamo team. Ho ottimi colleghi, capi gentili e sempre disponibili. Mi trovo bene.

Spero di continuare a “contribuire alla crescita” di questa società.

Io sono uno che crede sempre nei progetti e che quando smette di avere ambizione e passione per una cosa divento molto pigro e, spesso, anche un peso.

Per quanto riguarda i social per ora continuo con i meme.

Poi si vedrà se cambiare e diventare un fashion blogger.

L’ho sempre sognato… ah,ah,ah,ah,ah!

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Federico

Luca Spinelli. Un anno e mezzo dopo.

Oggi, mio caro lettore, ti propongo la mia seconda intervista a Luca Spinelli che avevi conosciuto su questo blog circa un anno e mezzo fa.

Questo ragazzo mi aveva colpito per la determinazione e la strategia con cui era riuscito a crearsi un’attività sostenibile nel tempo in un momento in cui la propaganda istituzionale era impegnata con tutti i suoi mezzi a diffondere il falso mito della “Crisi” che impediva ai giovani di realizzare i propri sogni.

Luca, ai miei occhi, era il classico esempio di come la volontà se ben diretta può ribaltare le situazioni più sfavorevoli.

Per questo motivo ho ritenuto molto importante intervistarlo di nuovo per sapere come sta procedendo il suo percorso professionale e di vita.

Buona lettura!

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Come mai hai chiuso il tuo blog che aveva riscosso così tanto successo e ti aveva dato un’ottima visibilità?

Più che chiuso diciamo che gli ho dato il colpo di grazia. L’avevo archiviato (spostato da lucaspinelli.it ad un altro dominio) nel 2015 con l’idea di creare qualcosa di nuovo nel 2016 ma alla fine ho preferito accantonare la cosa per dedicarmi esclusivamente alla libera professione.

Come mai hai un sito web così minimal?

Parlare di sito web è eccessivo.

Io ho un biglietto da visita.

È paradossale che chi si occupa di digitale non abbia un sito web vero e proprio ma noto che è una cosa molto comune: “Il calzolaio, d’altronde, va in giro con le scarpe rotte”.

Il perché, nel mio caso specifico, è subito spiegato: i costi (di tempo più che altro) per tenere attivo un blog superano i benefici.

Altra cosa fondamentale è che negli anni, ricordo che ho scritto dal 2009 al 2015, ho perso interesse e passione per la scrittura.

Per questi 2 motivi ho preferito avere un semplice biglietto da visita più che un sito web vero e proprio.

Come sta andando la tua attività?

In una parola? Bene.

Non dico “alla grande” perché per dirlo credo che si dovrebbero fatturare almeno 4-5 mila euro al mese. Quindi mi limito a dire “bene”.

Il 2015 è stato un anno abbastanza piatto ma d’altronde era il 1° e più che un anno si è trattato di qualche mese. Nel 2016, invece, sono entrato nel vivo dell’azione, ho affrontato le prime vere difficoltà e ho iniziato a collaborare con aziende che apprezzo e che, credo, apprezzino il mio lavoro.

Per parlare del 2017, invece, è ancora presto, diciamo solo che il trend è in crescita e sono davvero contento.

Quale strategia di marketing usi per acquisire nuova clientela?

Parto col dire che sono ancora fedele a Subito, Bakeca, Kijiji e Vivastreet con cui nel 2015 avevo trovato alcuni dei miei primi clienti.

Quella di proporsi come professionisti su siti web del genere non si può certo definire una strategia di marketing ma ne approfitto comunque per consigliarla.

Il grosso dei lavori arrivano dall’offline e questo è un altro paradosso per chi si occupa di digitale. Ci si aspetta che i clienti arrivino dal web, no?

Invece, nel mio caso il 50% arriva proprio da fuori.

L’altra grande fetta arriva da collaborazioni con agenzie o aziende che rivendono i miei servizi mentre l’ultima piccola parte arriva da LinkedIn e Twitter (sarà che gli oltre 13.000 collegamenti su LinkedIn e 9.000 follower su Twitter destano ancora interesse sebbene abbia quasi completamente abbandonato i profili).

Fino a qualche mese fa avevo anche 2 landing che spingevo con AdWords ma che poi ho spento essendo più che soddisfatto dei risultati ottenuti tramite gli altri canali.

Per essere chiari, comunque, non ho una strategia vera e propria e questo è il mio più grande difetto sul lavoro, lo dico senza problemi.

Prediligo attività di lead generation low cost, se non gratuite (il passaparola, il resell dei miei servizi, etc.), quindi sono l’ultima persona al mondo a cui chiedere di strategie del genere.

[Anche se Luca non la identifica come tale, quella che ha appena descritto e ha applicato fino ad oggi è una vera e propria strategia, n.d.r.]

Sei ancora nel vecchio “Regime dei Minimi”?

Sono ancora nei minimi e, salvo un boom del fatturato s’intende, spero di rimanerci a lungo.

Ne approfitto per consigliarlo ancora a chiunque anche se oggi è stato sostituito dal regime forfettario (in realtà il regime dei minimi è, ancora, previsto per coloro che iniziano una nuova attività è ha una durata quinquennale, n.d.r.).

Come sta procedendo lo sviluppo dei business online di cui avevi accennato nella prima intervista? Su cosa sono verticalizzati?

Qua arriva il colpo di scena!

Li ho chiusi e venduti tutti. Non ne ho salvato neanche uno.

Diciamo solo che ho cominciato un nuovo progetto potenzialmente scalabile all’infinito che mi ha fatto vedere tutti i siti web che avevo come bastoni e pietre del paleolitico.

Vorrei poterti dire di più ma non è tutta farina del mio sacco.

Come sta procedendo il tuo progetto di vita, che prevede il trasferimento all’estero e di mettere su famiglia, di cui ci hai parlato nella prima intervista?

Procede. Mancano ancora molti step e ho più dubbi di quanti non ne avessi un anno e mezzo fa ma l’idea di base è sempre quella.

La cosa che più mi lascia perplesso è la destinazione quindi benvengano i consigli dei lettori che, magari, hanno già compiuto questo passo.

Quali sono i tuoi progetti futuri da qui a cinque anni?

Visto quello che è successo in un anno e mezzo non oso più fare progetti.

È stato sconvolgente, in senso positivo intendo, rileggere la vecchia intervista per confrontarla con l’oggi.

Questa volta mi astengo dal rispondere 😀

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Federico

Igor Redaelli. Web designer a 17 anni

Oggi, mio caro lettore, ti voglio presentare un giovanissimo web designer che ho scoperto recentemente navigando in Rete: Igor Redaelli.

Rimango sempre affascinato dai tanti giovani talenti del web che il nostro Paese, nonostante tutto, riesce a sfornare.

Una cantera come quella del Barcellona che, però, sforna talenti non nel calcio bensì in un settore cruciale per lo sviluppo di una nazione: Internet.

Caratteristica comune a tutti i ragazzi che ho intervistato fino ad ora è che si sono costruiti le loro competenze da autodidatti.

Questo la dice lunga sull’arretratezza di certi programmi scolastici.

Ovviamente, non bisogna fare di ogni erba un fascio in quanto ci sono diverse ottime scuole, in giro per l’Italia, con eccellenti insegnanti che sanno motivare i loro studenti.

A mio giudizio, per far emergere queste eccellenze dal mare magnum della mediocrità che le circonda bisognerebbe eliminare il valore legale dei titoli di studio e premiare, dando loro più soldi, quelle realtà che riescono a sfornare studenti capaci di inserirsi velocemente nel mondo del lavoro una volta finito il loro percorso di studi o di laurearsi bene e in tempi brevi se hanno scelto di frequentare l’università.

Buona lettura!

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Quanti anni hai e dove abiti?

Ho 17 anni e vivo in provincia di Milano.

Quale percorso di studi stai seguendo?

Attualmente, frequento il quarto anno di un istituto professionale che ti diploma come tecnico elettrico.

Quali sono le tue aspirazioni future proiettate in un arco temporale di 5 anni?

Non ho ancora le idee ben chiare sul mio futuro. Sono in un momento cruciale della mia vita: davanti a me si sono aperte molte strade, ma non ho ancora deciso quale sia quella migliore da percorrere.

Sicuramente, dopo gli studi comincerò subito a lavorare come freelancer.

Come è nata la tua passione per la costruzione dei siti web?

La mia passione è nata all’età di 12 anni quando iniziai a realizzare e a gestire alcuni siti web di cui scrissi anche dei “frammenti” di codice HTML.

Quelli furono i miei primi siti web statici.

Fu amore a prima vista. Infatti, rimasi affascinato da questo mondo così bello e complesso.

Capii subito che il mondo del web design sarebbe stato il mio futuro.

Quali sono le competenze che hai sviluppato, nel tempo, in questo campo e i risultati che hai ottenuto?

Nel corso degli anni ho sviluppato molte competenze tra queste il linguaggio di mark-up: HTML, CSS e PHP.

Col tempo ne ho acquisite anche tante altre sviluppando siti web dinamici con il CMS WordPress.

Ho ottenuto sempre ottimi risultati, pur studiando da autodidatta, e le mie competenze crescono giorno dopo giorno.

Come hai monetizzato le tue competenze?

Monetizzo le mie competenze occupandomi della realizzazione e della gestione di siti web.

Come gestisci un cliente difficile?

Con molta pazienza. Cerco sempre di entrare in relazione con il cliente, di creare un legame emotivo con la persona che ho di fronte e, affinché si fidi di me, di apparire autorevole ai suoi occhi.

Cerco anche di espormi in maniera rispettosa nei suoi confronti ascoltandolo attentamente e facendolo sentire importante.

Come hai strutturato il tuo canale di acquisizione clienti?

Gli unici canali che utilizzo per la promozione della mia attività e per acquisire nuovi clienti sono i social media.

Ho promosso e promuovo ancora la mia attività sui vari Social Network.

In base ai dati che ho raccolto tramite Google Analytics è Twitter il social che porta più traffico in ingresso al mio sito, circa il 40% dei visitatori provengono da lì.

Perché, oggigiorno, un’attività deve avere un sito web?

Un sito web è la base di partenza di un’attività. Se è ben fatto comunica affidabilità e professionalità al cliente.

Inoltre, è il mezzo di comunicazione per eccellenza e permette la massima interazione con i propri clienti.

Chi è presente su Internet ha sicuramente più vantaggi di chi non c’è e non essere sul web significa far notare la propria assenza.

Un imprenditore o un libero professionista avendo un sito web ha la possibilità di essere sempre visibile a ogni ora del giorno e della notte, e di mostrare la propria “vetrina virtuale” ogni giorno della settimana, anche nei giorni di festa.

Con un sito web si ha anche la possibilità di aggiornare i propri clienti sulle ultime novità relative alla propria attività o di pubblicare contenuti con lo scopo di catturare l’attenzione di potenziali clienti, magari notificandoglieli con una newsletter.

Questi sono i primi vantaggi che mi vengono in mente.

Quali sono, da un punto di vista tecnico, i segreti di un sito web di successo?

I segreti di un sito web di successo sono diversi.

Ti elenco quelli che, dal mio punto di vista, sono i più importanti:

  • Ottimizzazione per i motori di ricerca: in questo entra in gioco la SEO (Search Engine Optimization, n.d.r).

  • Template con un design responsive: negli ultimi anni gli utenti che accedono ai siti da mobile sono aumentati a livello esponenziale. Inoltre, avere un sito web mobile friendly è un importante fattore di ranking sui motori di ricerca come Google.

  • Velocità di caricamento delle pagine web del sito: un altro fattore importante è la velocità di caricamento delle pagine. Anche questo è un fattore di cui Google tiene gran conto per il ranking. Il principale segreto per avere una pagina web dal caricamento veloce sta, innanzitutto, nel far risiedere il sito su un server di hosting professionale e non su quelli low cost o gratuiti. Come sempre: “Chi più spende, più guadagna”.

  • Utilizzare una CDN: riguarda sempre la velocità del caricamento di una pagina.

Il vantaggio di avere una CDN è quello di ridurre i tempi di latenza avvicinando i file dei nostri siti web agli utenti, in modo da diminuire il carico sui server e l’utilizzo della banda passante che li collega al web.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Fare Business è molto semplice

Fare Business è molto semplice!

Sì, mio caro lettore, hai capito bene: “Fare Business è molto semplice!”.

Il che non vuol dire che sia facile.

Ma semplice, sì.

Infatti, tutti i Business si basano su tre fasi:

  • creazione della struttura;

  • creazione del canale di acquisizione dei clienti;

  • creazione di un efficace sistema di monetizzazione.

Basta che uno solo di questi elementi non sia ben strutturato per trasformare un potenziale Business di successo in un incubo.

COME STRUTTURARE UN BUSINESS VINCENTE

La prima fase è quella che ti permette di trasformare la tua idea in un’attività imprenditoriale o professionale.

Molte persone hanno le competenze necessarie e le idee giuste per creare un Business vincente, ma nel momento in cui passano all’azione nulla va come previsto.

Perché?

Semplice! Non hanno studiato il mercato e i loro competitor oppure tendono a risparmiare su cose essenziali poiché ragionano come un consumatore anziché come un imprenditore, cioè acquistano i beni e servizi che dovranno sostenere la loro attività al minor costo possibile.

Quest’ultimo punto è molto interessante e fa capire bene perché molti non hanno o non avranno mai successo nel mondo degli affari.

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Personalmente, tu compreresti il cibo, i vestiti, le scarpe i giochi per i tuoi figli, gli elettrodomestici, i prodotti per la casa e per la tua igiene intima solamente dai cinesi o nei negozi che vendono tutto ad 1 Euro?

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Se la tua risposta alla mia domanda è: “Sì!”.

Allora, ti faccio i miei migliori auguri.

Se, invece, è: “No!”.

Allora, vuol dire che come me e molti altri pensi che il prezzo sia un indicatore di qualità.

A questo punto si pone un’ulteriore questione: “Quanto è importante per te la tua attività? Ovvero, quanto è importante per te la tua unica fonte di reddito?”.

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Se la tua unica fonte di reddito è così importante per te, perché per portarla avanti acquisti prodotti o servizi di scarsa qualità?

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Infatti, se per determinare la qualità di un prodotto molti usano come indicatore il suo prezzo quando fanno gli acquisti per loro stessi o per la loro famiglia, poiché non vogliono mettere a rischio la propria vita o quella delle persone che amano, è altrettanto vero che non utilizzano il medesimo criterio per le loro attività da cui dipende il loro reddito.

E poi si stupiscono se i loro affari vanno male.

Ti faccio un semplice esempio:

  • Quando si tratta di farsi fare un sito web quasi tutti gli imprenditori o i professionisti si rivolgono a chi gli fa il prezzo più basso e pensano così di aver fatto l’affare della loro vita e ne sono anche molto compiaciuti.

Questo tipo di visione è, invece, molto miope.

Il sito web, oggigiorno, è la prima cosa che un potenziale cliente visita.

Inoltre, hai solo 8 secondi per conquistare la sua attenzione.

Se il tuo sito web è fatto male perché, ad esempio, non è responsive, cioè adatto per essere visto sui tablet e sugli smartphone, sai cosa succede?

Il visitatore va sul sito di un tuo concorrente e, molto probabilmente, acquisterà da lui.

A questo punto, vedendo che il web non porta clienti, l’imprenditore o il professionista dal sito web low cost cosa fa?

Semplice, va in giro a dire che Internet non serve a nulla ed è una perdita di tempo e di denaro.

Ti suona familiare la cosa?

Un’altra situazione molto comune legata sempre ai siti web realizzati a poco prezzo è quella che vede l’imprenditore o il professionista che vuol utilizzare le tecniche di web marketing per trovare nuovi clienti chiedere ad una web agency, ad esempio, una campagna di Lead Generation.

A questo punto, il più delle volte, si scopre che il sito web che si è fatto realizzare e che gli è costato poco non è utilizzabile per lo scopo, poiché di difficile aggiornamento.

Quindi l’unica soluzione adottabile è quella di crearne uno nuovo o adottare una soluzione di rattoppo che sarà meno efficace di una landing page inserita in un sito web fatto a regola d’arte.

In un caso o nell’altro chi pensava di aver risparmiato dei soldi porta a casa una perdita secca.

Certamente, in fase di strutturazione di un’attività bisogna utilizzare il budget che si ha disposizione in modo oculato. Non lo nego.

Però, per far ciò devi prima:

  • validare la tua idea;

  • analizzare i tuoi concorrenti;

  • individuare il tuo cliente ideale.

In questo modo saprai come organizzare la tua attività in modo efficiente ottenendo così un risparmio effettivo.

Inoltre, aumenterai le tue possibilità di successo.

COME STRUTTURARE UN CANALE DI ACQUISIZIONE CLIENTI VINCENTE

Avere un canale di acquisizione clienti vincente è essenziale per garantire la sopravvivenza del tuo Business.

Infatti, senza clienti nessuna attività può vivere e prosperare.

Per strutturarne uno davvero efficace devi partire dalle analisi di mercato fatte nella fase precedente.

Una volta che avrai individuato il tuo target ideale, come si muovono i tuoi competitor per trovare i loro clienti e quali sono i gap che con i loro prodotti o servizi non riescono a colmare, allora potrai passare al marketing diretto che è il canale di acquisizione clienti ideale per chi non dispone di grossi capitali per fare pubblicità.

Infatti, solo grandi compagnie come ad es. Armani, Samsung, Apple possono permettersi di fare la pubblicità d’immagine. In parole povere la classica pubblicità: TV, radio, giornali, cartellonistica stradale etc.

Con questo termine s’intende tutta quella tipologia di advertising che ha come unico scopo quello di far conoscere il brand al grande pubblico.

Ti faccio un esempio per chiarirti le idee a riguardo.

Mettiamo che tu abbia un negozio di parrucche prodotte con capelli naturali e per attirare nuovi clienti tu abbia deciso di affidarti ad una pubblicità fatta attraverso un cartellone stradale posto in una via della tua città molto trafficata.

Sicuramente, il tuo brand acquisirà notorietà tra la gente.

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Ma:

  • Quante persone tra quelle che vedono ogni giorno il tuo cartellone pubblicitario soffrono di problemi di calvizie?

  • Quante persone tra coloro che sono affette da questo problema sono effettivamente interessate ad acquistare una parrucca per risolverlo?

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La risposta più onesta che potresti dare a questa mia domanda è: “Boh!”

Questo tipo di pubblicità andava bene quando non c’erano molti concorrenti sul mercato. Ti parlo degli albori del ‘900.

Poiché non si può misurare se i soldi spesi con la pubblicità d’immagine ritornano indietro sotto forma di clienti solo i grandi brand possono permettersi di farla.

I piccoli, invece, si devono affidare al marketing diretto poiché permette loro di verificare il ritorno dei soldi spesi in promozione.

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  • Tu sai già come comunicare col tuo cliente ideale?

  • Qual è il costo delle azioni di comunicazione che stai facendo?

  • Qual è il ritorno in termini di clienti del tuo investimento?

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Se la tua risposta alle domande di cui sopra è positiva, allora sei a buon punto.

Se, invece, non conosci quanto ti costa acquisire un nuovo cliente e quanto ti costa fidelizzarlo (il costo per fidelizzare un cliente è sempre inferiore a quello di acquisizione, n.d.r.) hai un serio problema.

Infatti, non stai utilizzando in modo efficiente il denaro che hai stanziato per le tue attività promozionali.

Ecco perché il marketing diretto fa al caso tuo.

Riprendendo l’esempio di cui sopra, per promuovere il tuo negozio di parrucche fatte con capelli naturali dovrai semplicemente farti creare:

  • Un sito web dotato di un blog professionale.

  • Una Landing Page che spinga chi arriva sul tuo sito in cerca della soluzione al suo problema di calvizie a iscriversi alla tua newsletter in cambio di un buono sconto da spendere nel tuo negozio.

  • Una newsletter dove si spiegano i vantaggi insiti nell’utilizzo di una parrucca fatta con capelli naturali rispetto ad altre soluzioni e i trucchi per mantenerla in perfetto stato per lungo tempo. Ed in cui, ogni tanto, promuoverai qualche tuo servizio. Lo scopo principale della newsletter è quello di posizionarti nella mente dei tuoi contatti come l’esperto del settore. Quello secondario è vendere i tuoi prodotti.

Seguendo questa strategia otterrai un database popolato da persone realmente interessate alla soluzione che proponi, un mercato ideale facile da convertire in clienti reali.

Inoltre, col tempo, ai loro occhi acquisirai l’autorevolezza dell’esperto. Quindi sarà più facile che ti portino altri clienti attraverso il passaparola.

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La differenza principale tra la pubblicità d’immagine e il marketing diretto consiste nel fatto che la prima si rivolge ad un pubblico indifferenziato mentre la seconda colpisce un target ben preciso.

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Col marketing diretto, inoltre, ti sarà più facile capire il ritorno sul capitale investito in questa operazione poiché avrai dei numeri verificabili.

COME MONETIZZARE I TUOI CONTATTI

A questo punto del percorso, se hai fatto tutto bene, non ti resta che convertire i tuoi contatti, i c.d. Lead, in clienti reali.

Per far ciò dovrai affinare le tue tecniche di vendita. Infatti, capisci anche tu che non basta avere un prodotto di qualità ed un flusso costante di potenziali clienti per far sì che la tua attività abbia successo.

Bisogna anche saper vendere.

E se tu non hai ricevuto questo in dote dalla natura ti dovrai applicare per imparare come si diventa un venditore vincente.

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Non tutti nascono venditori. Però, tutti lo possono diventare.

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CONCLUSIONE

Fare Business è molto semplice, come ti ho appena dimostrato. Basta saper strutturare bene le tre fasi in cui si distingue:

  1. Creazione di una struttura efficiente ed organizzata.

  2. Creazione di un canale di acquisizione clienti.

  3. Creazione di un efficace sistema di monetizzazione.

Per questo motivo per supportare i miei clienti ho creato una procedura distinta in tre stadi:

  1. Fai decollare il tuo business!”: grazie a questo format il mio cliente alla fine del percorso ottiene un’attività efficiente ed organizzata.

  2. Attira il tuo cliente ideale!”: con questo format strutturo per il mio cliente un efficace canale di acquisizione clienti.

  3. Monetizza i tuoi lead!”: con il mio ultimo format miglioro la tecnica di vendita del mio cliente.

Ogni format è un processo di trasformazione che porta le persone che si affidano alla mia consulenza ad un risultato concreto e si basa sulle numerose esperienze che ho maturato nel corso degli anni.

Ed ora, mio caro lettore, siamo giunti alla conclusione di questo lungo articolo.

Quindi non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post e ricorda:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

P.S.: Se sei interessato a far nascere e crescere la tua attività imprenditoriale o professionale contattami.

P.P.S.: Se, invece, vuoi solamente aggiornare le tue competenze ti consiglio di iscriverti alla mia Newsletter.

La Peggiore Strategia Per Attirare I Clienti

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò della peggiore strategia per attirare i clienti.

Sia che tu abbia appena intrapreso la tua attività oppure che tu sia presente sul mercato da anni devi avere una tecnica efficace per attirare i clienti.

Più ne attiri, più probabilità hai di vendere il tuo prodotto o servizio.

Per far ciò la cosa peggiore che puoi fare è quella di contattare i tuoi potenziali clienti senza averne il permesso.

Sia che tu lo faccia attraverso le email oppure che tu lo faccia via telefono, se contatti delle persone a freddo, difficilmente, otterrai un risultato positivo.

Ovviamente, qualche vendita, se sei fortunato, la otterrai anche così; però non saranno quelle a far crescere il tuo business.

Infatti, a nessuno piace essere interrotto durante la routine quotidiana da telefonate di venditori sconosciuti oppure dallo spam che arriva nella propria casella di posta elettronica.

A te, forse, piace?

E non dirmi che il tuo caso è differente poiché il tuo prodotto o servizio merita di essere conosciuto, tu sei speciale ed hai uno stile diverso da quello di tutti gli altri venditori che scassano i “Cabbasisi” per dirla come il Commissario Montalbano.

Non è così! Fattene una ragione.

I tempi in cui queste tecniche di vendita funzionavano sono finiti da un pezzo.

Ora, è l’era del web marketing.

Non lo fai o non lo vuoi fare perché non credi in Internet. Peggio per te. Sei out!

I tuoi affari, inesorabilmente, scemeranno e piano piano la tua attività uscirà di scena. Questa si chiama selezione darwiniana.

Sei appena partito col tuo business e non vuoi investire denaro oppure non ti vuoi impegnare in prima persona nel web marketing.

Sei out!

Mi spiace per te ma la tua attività ha scarse, se non nulle possibilità, di decollare.

Questa è la nuda e cruda verità. So che non ti piace, ma è così.

Siamo nel 2016 non puoi pensare di poter aver successo con le tecniche di vendita del millennio scorso.

Se parti con un business devi avere un budget per le azioni di marketing oppure se proprio non ce l’hai, devi trovare una soluzione per promuoverti a costo zero o farlo da solo investendoci il tuo tempo.

Pensa che le statistiche dicono che in Italia ci sono più giovani che chiedono ai genitori o ai parenti € 25.000-30.000 per acquistare un’auto che per lanciare una propria attività.

Assurdo! Si pensa prima all’automobile, un bene che è soggetto a svalutazione, che a crearsi un proprio futuro.

Tra parentesi, anche il culto dell’auto è un residuo del passato. Di una società che non aveva Internet per cui spostarsi per andare al lavoro era essenziale.

Ed è il marketing attraverso le sue tecniche che, ancora oggi, fa percepire alle persone la necessità di possederne una.

Oggigiorno, infatti si assiste all’avvento dell’impresa liquida. Un’azienda in cui non è importante che il lavoratore sia presente in sede, a volte, tra le altre cose non vi è nemmeno una sede operativa classica, ma essa è collocata in uno spazio di co-working.

Tempo un decennio, anche in Italia, sono sicuro che le strade e le autostrade saranno meno trafficate, così come i treni dei pendolari. Questo perché ci si muoverà sulle autostrade digitali.

LA STRATEGIA VINCENTE

Ma che cos’è il web marketing di cui ti ho parlato prima?

È quell’insieme di strategie che ti portano a conquistare, prima di tutto, la fiducia dei tuoi clienti ideali in modo che siano loro a contattarti per acquistare il tuo prodotto o servizio.

Alla base di questa strategia vincente, hub & spoke (leggi questo mio articolo a riguardo, n.d.r.), che guarda al futuro, pur affondando le sue radici nel passato, c’è il tuo sito web dotato di blog.

A tal proposito, quando te ne fai realizzare uno da una web agency o da un web designer fatti consegnare tutte le chiavi di accesso al tuo spazio virtuale e poi cambia la password.

Ti dico ciò, poiché pochi giorni fa sono stato contattato dalla titolare di una società che si era fatta letteralmente chiudere fuori dalla porta del suo sito web avendone un danno economico notevole.

Se quando acquisti una casa da un privato per prima cosa cambi la serratura della porta d’ingresso, è cosa buona e giusta farlo anche per la tua casa virtuale.

Suggerimento: se proprio vuoi farti realizzare il sito web da una web agency o da un web designer, acquista tu, direttamente, il dominio e il servizio di hosting, in modo da averne il controllo diretto, poi gira dati e password a chi ti dovrà costruire il tutto.

In questo modo potrai fargli firmare un contratto che ti tuteli veramente da situazioni come quella che ti ho appena descritto e che gli impedisca di trasferire il tuo sito da un’altra parte.

Una volta che hai il tuo sito web popola il tuo blog con i tuoi contenuti.

Il mio consiglio è quello di aver già pronto un nucleo di 5/10 post per il momento del lancio.

Così i primi visitatori passeranno, fin da subito, del tempo sul tuo sito e saranno più propensi ad iscriversi alla tua newsletter, che è il secondo elemento che ti servirà per attirare i potenziali clienti e coltivarli fino a quando non saranno pronti per comprare da te (vedi come, attualmente, funziona il processo d’acquisto degli italiani in questo mio articolo, n.d.r.).

Una volta che hai in mano questi due strumenti dovrai popolare il tuo database e per farlo ti potrai avvalere della pubblicità online, dei social network, del guest posting e se hai uno spazio fisico dove accogli i tuoi potenziali clienti oppure partecipi ad eventi o fiere potrai chiedere a chi mostra interesse per la tua attività i dati di contatto ed il permesso di inviargli la newsletter.

Lo scopo di questa strategia è quello di creare un rapporto di fiducia tra te ed il tuo interlocutore che ti deve vedere come l’esperto a cui ricorrere nel momento del bisogno.

Certo, questo modo di procedere richiede tempo per vedere i primi risultati.

Inoltre, dovrai sempre tenere sotto controllo i dati inerenti alla campagna di web marketing che stai portando avanti per poter correggere la rotta in modo da non allontanarti dagli obiettivi che ti sei prefissato.

Ma alla fine del processo avrai creato il tuo mercato composto da persone profilate ed interessate a te e al tuo prodotto o servizio e avrai delle vendite assicurate.

CONCLUSIONE

La strategia peggiore che puoi attuare per promuovere i tuoi affari è quella di chiamare a freddo i tuoi potenziali clienti o riempire di posta indesiderata i loro indirizzi email, che hai ottenuto dai loro siti web dopo una ricerca con Google, oppure da qualche lista DEM che hai acquistato.

La strategia migliore è quella di farti conoscere attraverso i contenuti del tuo blog, la tua newsletter e i tuoi canali social.

Conquista così la fiducia dei tuoi interlocutori ed essi ti premieranno acquistando il tuo prodotto o servizio.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito ad iscriverti alla mia newsletter e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come Attirare Il Tuo Cliente Ideale

Dopo aver parlato di come posizionarsi nella mente del consumatore ed aver affermato che il blog è essenziale per avere successo in questa operazione, oggi ti spiegherò, mio caro lettore, come attirare il tuo cliente ideale.

Sicuramente, ti ricorderai che in un recente articolo ho analizzato il cambiamento avvenuto nel processo d’acquisto degli italiani nel 2015.

In quel post ho scritto che grazie all’avvento di Internet, dei Social Network, degli smartphone e dei Tablet il consumatore tende ad acquisire molte informazioni sul prodotto o servizio che vuole acquistare e pure sul venditore, prima di procedere all’acquisto.

Il processo decisionale del tuo cliente ideale, oggigiorno, si è allungato e solo nel momento in cui il suo problema o bisogno oppure desiderio si sarà fatto più urgente egli passerà all’azione e tu potrai vendergli il tuo prodotto o servizio.

Per questo motivo, ti dovrai attrezzare per conoscere i bisogni e i desideri del tuo cliente ideale, e per creare con lui un rapporto di fiducia che lo porti a posizionarti nella sua mente come LA SOLUZIONE al suo problema.

Per far ciò dovrai ricorrere alla Lead Generation, cioè un insieme di azioni di marketing volte all’acquisizione ed alla generazione di una lista di contatti. Clienti, realmente, interessati alle attività svolte da un’azienda.

Di questo potente strumento ti ha, già, parlato Gentian Hajdaraj, titolare di Web Marketing Aziendale nell’intervista che gli feci tempo fa (leggi qui, n.d.r.).

In pratica grazie alla Lead Generation si fa il c.d. Inbound Marketing.

Vi è, quindi, un’inversione dei ruoli: è il potenziale cliente che cerca te e non tu che cerchi lui.

In pratica il tuo compito sarà quello di accompagnare i contatti caldi (i lead, n.d.r), far evolvere il loro interesse nei tuoi confronti e creare tra di voi un rapporto di fiducia.

IL FUNNEL

Se di recente, mio caro lettore, ti sei messo a studiare un po’ la Lead Generation per capire se può essere la soluzione ideale per aumentare il tuo fatturato ti sarai imbattuto nel termine funnel ovvero imbuto.

Infatti, graficamente il processo di cui sopra viene rappresentato come un imbuto in cui entrano un gran numero di contatti, ma ne esce un numero minore di clienti reali (quanto minore sta nelle tue capacità di comunicatore, ma soprattutto di venditore, n.d.r.).

Come è ovvio d’altronde, poiché non esiste nessun metodo al mondo che ti può garantire che il 100% dei tuoi potenziali clienti si trasformi nel 100% dei tuoi clienti reali.

Altro termine che avrai sentito di recente, specie se sei un assiduo frequentatore di Facebook o di LinkedIn, visto che è sulla bocca di tutti, è: lista dei contatti, detta anche mailing list.

Questa è lo strumento principale di una campagna di Lead Generation perché ti permette di fare email marketing, di educare il tuo pubblico attraverso la tua newsletter, di fidelizzarlo e di convertirlo in clientela reale.

IL CLIENTE IDEALE

La prima cosa che devi fare se vorrai che questo potente strumento ti sia di qualche utilità è definire a chi il tuo prodotto o servizio è diretto.

Analizza bene te stesso, quello che vendi e la concorrenza. Crea un profilo virtuale di colui o colei che pensi possa essere il tuo cliente ideale.

Cerca di capire i luoghi virtuali che lui o lei frequenta e quale tipo di comunicazione attira la sua attenzione.

Questa fase di Business Intelligence avrà una triplice utilità:

  • Ti permetterà di conoscere te stesso.

  • Ti permetterà di conoscere la tua concorrenza.

  • Ti permetterà di capire come meglio posizionarti nella mente del tuo target.

IL SITO WEB

Conclusa la fase di analisi del tuo pubblico ideale dovrai stabilire il tipo di comunicazione che utilizzerai per raggiungerlo.

Tre sono i tipi di comunicazione da prendere in considerazione:

  • Testuale

  • Visiva (Immagini, infografiche e video)

  • Sonora (Podcast)

Puoi usarne uno solo, due o tutti e tre. Questa decisione spetta solo a te, ma la devi prendere prima di partire con la costruzione del tuo sito web e del tuo blog, perché è attorno al tuo modo di comunicare che essi dovranno essere costruiti.

Ovviamente, come avrai già capito il blog dovrà essere inglobato all’interno del tuo sito web poiché ciò è essenziale per il tuo successo imprenditoriale o professionale.

Infatti, ti servirà per far crescere la tua autorevolezza e la tua credibilità di esperto.

Devi diventare la figura di riferimento dei tuoi utenti.

COME ATTIRARE IL TUO CLIENTE IDEALE

Una volta costruito il tuo sito web e il tuo blog devi farci arrivare il traffico dei visitatori che, poi, educherai attraverso l’email marketing e la newsletter.

Per generare le visite alla tua “vetrina virtuale” potrai usare i Social Network, partecipare alle discussioni sui vari forum tematici presenti in Rete o usare la pubblicità online: Google Adwords, Facebook Ads, LinkedIn Ads e Twitter Ads.

Stai attento, però, a non farti prendere dalle mode del momento.

In questo periodo, Facebook Ads è lo strumento che va per la maggiore per generare traffico qualificato verso il proprio sito web o blog.

Lo strumento è ottimo e poco costoso, se paragonato agli altri che ho citato, ma i suoi costi di conversione sono in salita poiché il numero dei suoi utilizzatori è in costante ascesa.

Per questo motivo chi vuole aumentare il suo fatturato facendo ricorso a Facebook Ads deve avere un’attività commerciale che vende prodotti o servizi di valore medio-alto.

Se, invece, vendi infoprodotti, allora ti conviene usare questo strumento solo se il tuo prodotto ha un prezzo uguale o superiore a € 100,00.

Infine, se vorrai generare traffico gratuito verso il tuo sito web dovrai giocoforza ricorrere al tuo ingegno ed alla tua creatività.

I miei suggerimenti sono:

  1. Scrivi dei guest post di valore per i blogger del tuo settore. I blogger sono sempre felici di ospitare post di qualità sui loro blog. All’interno di questi guest post inserisci un link che indirizza al tuo sito web così attirerai le visite di coloro a cui il tuo articolo è particolarmente piaciuto.

  2. Commenta in modo approfondito i post di blogger e influencer che sono considerati autorevoli nel tuo settore.

  3. Contribuisci con contenuti di valore alle discussioni presenti nei forum tematici o nei gruppi sui vari Social Network relative ai beni o servizi che vendi. Di tanto in tanto, nel rispetto delle regole imposte dagli amministratori degli spazi che ospitano i tuoi interventi, pubblica un commento con un link che porta direttamente alla tua “vetrina virtuale”.

  4. Intervista blogger famosi e influencer del tuo settore.

Questi sono tutti modi a “costo zero” che ti aiutano a generare traffico verso il tuo sito web.

EMAIL MARKETING

Dopo aver generato il traffico verso la tua piattaforma online dovrai prendere alcuni dati essenziali dei visitatori del tuo sito web.

Per fa ciò devi ricorrere alla c.d. Squeeze Page, cioè una pagina dotata di un form in cui l’utente lascerà il suo indirizzo email, il suo nome e tutti gli altri dati che riterrai opportuno chiedere (non esagerare però, poiché rischi che il visitatore abbandoni il tuo sito, n.d.r.).

Per invogliare le persone a lasciare i propri dati puoi dare in cambio un ebook gratuito, un codice sconto, un report, dei gadget in omaggio o altre risorse gratuite.

In questo modo la tua lista, cioè il tuo mercato, crescerà costantemente nel corso del tempo.

Ma, ora, viene il bello!

Una volta che hai creato la tua lista dovrai nutrirla dandogli contenuti di valore (Lead Nurturing, n.d.r.) in modo da posizionarti nella mente dei tuoi contatti, educare il tuo potenziale cliente e creare tra di voi un legame di fiducia.

È qui che entra in gioco la newsletter. Essa è lo strumento che devi utilizzare per fare Lead Nurturing.

Per crearne una e distribuirla hai a disposizione diverse applicazioni: MailChimp, GetResponse, AWeber, ConvertKit e altre ancora.

Ricordati che è solo alla fine di questo lungo percorso che, finalmente, potrai proporgli l’acquisto del tuo prodotto o servizio attraverso una sequenza di email di vendita (sales letter, n.d.r.).

CONCLUSIONE

Il processo per attirare il tuo cliente ideale, come hai visto, è composto da più fasi, ognuna propedeutica alla successiva, che raggiungono il loro apice con la Lead Generation, che è lo strumento principe per attirare i clienti.

Solo dopo che avrai catturato la loro attenzione e creato un rapporto di fiducia dovranno entrare in gioco le tue doti di venditore, non prima, se vorrai concludere la tua vendita.

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post.

Ma ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Il blog è essenziale per…

In un contesto di mercato in cui la competizione sul prezzo è all’ultimo sangue il blog è essenziale per comunicare ai tuoi potenziali clienti e a quelli attuali l’elemento che ti differenzia dai tuoi competitor.

Nello scorso articolo ti ho indicato, mio caro lettore, questo mezzo di comunicazione come uno degli strumenti che non possono mancare in una moderna strategia di marketing per posizionarsi nella mente del consumatore.

Si tratta di una questione di vita o di morte.

Sì, hai capito benissimo! Sto parlando della vita o della morte della tua attività. Quella da cui dipende la tua indipendenza economica.

Pensi che stia esagerando?

Beh, sei in buona compagnia. Infatti, ci sono tanti imprenditori e professionisti che all’alba del 2016 non si sono resi conto che il blog è essenziale per convincere gli individui a contribuire ai loro fatturati attraverso l’acquisto dei prodotti o servizi che vendono.

Non obiettarmi che il tuo business è differente!

Questa è semplicemente una patetica scusa.

Ammetti, invece, che sei pigro ed hai paura di uscire dalla tua comfort zone per imparare qualcosa di nuovo.

Anche se in questo momento i tuoi affari stanno andando bene, il fatto che tu, mio caro lettore, non ti dia da fare per mutare il modo con cui stai comunicando al mondo che sei sul mercato col tuo prodotto o servizio è indice di una mancanza di lungimiranza.

Infatti, se vuoi rimanere a lungo in affari devi ragionare come un giocatore di scacchi che pensa in anticipo le sue mosse prevedendo anche quelle dell’avversario.

Se ti muoverai all’ultimo costretto dalla forza degli eventi, sarà troppo tardi poiché i tuoi concorrenti più avveduti avranno acquisito su di te un vantaggio incolmabile.

E non dirmi che tu hai, già, il sito web. Questo strumento non basta da solo per creare un rapporto di fiducia coi tuoi potenziali clienti, pur essendo molto importante poiché ti garantisce un minimo di visibilità.

Averne uno è senz’altro un bel passo in avanti che hai fatto nella direzione giusta, ma affinché esso si trasformi in una macchina per far soldi devi portarci traffico qualificato e per far ciò il blog è essenziale.

Solo attraverso di esso puoi mostrare le tue competenze, la conoscenza del prodotto o servizio che vendi e la tua autorevolezza.

Per costruire un blog ci sono diverse soluzioni: WordPress, Drupal, Joomla, Squarespace, Rainmaker e altre ancora.

In questo post mi limiterò ad accennare, solamente, a due di esse e cioè alla piattaforma più diffusa tra i blogger, WordPress, e a quella che di recente ha colpito la mia attenzione, Squarespace.

WORDPRESS VS. SQUARESPACE

Attualmente, WordPress è la piattaforma di blogging più usata al mondo poiché è gratuita, facile da installare, ha tanti plug-in che la rendono così flessibile da adattarsi perfettamente ad ogni esigenza e vi è una grande community di programmatori che si occupa del suo sviluppo.

Di contro, l’estrema libertà di customizzazione di cui gode WordPress lo rende uno strumento complesso da utilizzare per chi non ha dimestichezza col mondo di Internet e del computer.

Per tua fortuna, in Rete, ci sono un sacco di tutorial e di blog che spiegano come sfruttare al meglio questo CMS (content management system, n.d.r.).

Se vuoi imparare qualche trucco che ti faciliterà la vita con WordPress ti consiglio di leggerti i post di Andrea Toxiri, alias Mr Tozzo, il quale sul suo blog ha una rubrica dal titolo, alquanto, esplicativo: Help WordPress.

Se, invece, tanta libertà di customizzazione ti spaventa, Squarespace è la soluzione ideale per te.

Questa piattaforma ti mette a disposizione una ventina di template dal bel design, totalmente responsive, cioè che si adattano perfettamente alla visione da tablet e smartphone, tutti facilmente personalizzabili anche senza essere un web designer e ha un’ottima assistenza (solo in lingua inglese, n.d.r.).

Qui, però, si paga un canone annuale (accetta solo carte di credito per il pagamento, n.d.r).

Per chi si vuole creare da solo il proprio sito web o il blog vi sono due pacchetti, il più economico dei quali ha un costo di $ 96,00 l’anno, che ti permetteranno di sceglierti il template che più ti piace. In ogni pacchetto è compreso anche il servizio di hosting.

In più, prima dell’acquisto del servizio ti viene data l’opportunità di provare gratis la piattaforma per 14 giorni in questo modo potrai capire se sei in grado di fare tutto da solo o se ti conviene affidarti ad un professionista per la realizzazione del tuo sito web o blog.

Infine, hai anche la possibilità di acquistare il dominio da questa società. Io, però, sconsiglio questa soluzione in quanto ti vincolerebbe troppo a Squarespace, mentre se acquisterai il dominio da un altro fornitore qualora volessi migrare il tuo blog o sito web su un altro servizio hosting perché, ad esempio, vuoi passare a WordPress non avrai nessun problema nel farlo.

QUESTIONE DI BLOGGING

Ora, che hai preso coscienza del fatto che il blog è essenziale per fare business ed hai scoperto alcune delle piattaforme che potresti usare per crearne uno, non ti resta che capire come bloggare in modo efficace.

Fare del buon blogging non è per niente facile, ma neanche una cosa impossibile.

Una risorsa che ti può essere utile è il blog di Francesco Panìco: Blog Facile.

Però, prima di dedicarti alla sua lettura devi stabilire l’argomento attorno a cui costruire tutto il tuo piano editoriale.

Ricordati di non dedicare tutti gli articoli che andrai a scrivere alla promozione del tuo prodotto o servizio e di dare sempre contenuti di valore in pasto a chi ti legge.

È buona norma pubblicare un articolo promozionale ogni dieci in questo modo non stancherai il tuo pubblico, mentre gli altri contenuti che scriverai devono avere per oggetto una soluzione al problema che fa perdere il sonno il tuo lettore.

Se, sei un mio fedele, lettore avrai notato come mi muovo.

Io, da più di due anni a questa parte, mi sono focalizzato su un problema che assilla diverse migliaia di italiani: quello dell’indipendenza economica.

Ho intervistato persone che, nonostante la situazione odierna o proprio grazie ad essa, hanno deciso che era il momento giusto per realizzare i propri sogni. Oltre a ciò pubblico articoli su idee o strumenti che possono aiutare le persone a creare o a far crescere il proprio business.

Difficilmente, troverai articoli su questo blog in cui promuovo direttamente la mia attività, ma questo non vuol dire che non stia utilizzando questo spazio come vetrina promozionale per posizionarmi nella mente del mio cliente ideale.

Lo sto facendo. Ma in modo molto sottile.

CONCLUSIONE

Come avrai, ormai, capito dopo questa breve lettura il blog è essenziale:

  • Per comunicare ai tuoi potenziali clienti in cosa sei differente dai tuoi concorrenti e, quindi, perché è meglio acquistare il prodotto o il servizio da te.

  • Per creare un rapporto di fiducia tra te e il tuo mercato.

  • Per portare al tuo sito web contatti caldi interessati alla soluzione che proponi al loro problema.

A questo punto, mio caro lettore, dopo averti parlato di come il blog è essenziale per posizionarsi nella mente del consumatore non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post dove approfondirò alcuni discorsi che ho iniziato in questo articolo.

Ma ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come Posizionarsi Nella Mente Del Consumatore

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di come posizionarsi nella mente del consumatore.

Per far crescere un business, oltre ad un prodotto o servizio di qualità, ci vogliono i clienti.

Questa è una verità universale su cui tutti concordano. Giusto?

Per trovare i clienti bisogna far sapere in giro che si è sul mercato, in parole povere: farsi pubblicità, e posizionarsi nella mente del consumatore come il brand, il prodotto o servizio che risolve il suo problema o appaga il suo desiderio.

Detta così la storia, sembra tutto ovvio e semplice.

Ma non lo è, per il fatto che il cervello umano nel corso degli anni ha sviluppato dei filtri automatici i quali ci proteggono dalle varie forme di pubblicità, attenuandone gli effetti.

Spot televisivi o radiofonici, cartellonistica stradale, spazi pubblicitari sui giornali, volantini, brochure e, persino, i banner sui siti web sono meno efficaci di un tempo.

Sottolineo le parole “meno efficaci” poiché non voglio che passi l’idea che questi strumenti siano inutili per l’acquisizione di nuova clientela.

Infatti, quanto più grande è la tua azienda e quindi il budget che hai a disposizione per la promozione dei tuoi prodotti o servizi quanto più grandi saranno i risultati che otterrai.

Ovviamente, se la tua è una piccola o piccolissima attività oppure se sei all’inizio della tua carriera professionale o imprenditoriale per posizionarti nella mente del consumatore non avrai senz’altro grandi somme per pubblicizzarti.

Per questo motivo ogni euro che dedichi alla tua promozione deve assicurarti un buon ritorno in termini di clienti, in caso contrario stai buttando via il denaro che hai faticosamente guadagnato.

Cosa che tu non vuoi. Vero?

Per tua fortuna, nel 2016 hai a tua disposizione la Rete per promuoverti in modo efficace anche con un budget limitato e, se proprio non hai denaro da investire, dovrai semplicemente rimboccarti le maniche per imparare tutto quello che ti serve per farti da solo la tua campagna di web marketing.

Ciò vuol dire che, oggigiorno, non puoi non avere un sito web, un blog e una newsletter.

In caso contrario non lamentarti se non riesci a fatturare abbastanza.

Essere su Internet per posizionarsi nella mente del consumatore è essenziale poiché egli ha acquisito grazie a questa tecnologia sempre più potere, non come singolo individuo bensì in virtù della sua posizione all’interno di una rete di contatti.

A tal proposito giova ricordare quello che dice la legge di Metcalfe, l’inventore della tecnologia di rete Ethernet, e cioè che: “La potenza di una rete di n membri in un contesto uno a uno è pari a .

Questa legge spiega bene come si diffonde secondo la modalità uno a uno la pubblicità tradizionale all’interno di una rete di consumatori.

Oggigiorno, però, grazie ad Internet le relazioni all’interno di una rete di contatti avvengono anche secondo la modalità uno a molti o molti a molti.

Per questo motivo bisogna integrare la legge di Metcalfe con quella di Reed che dice che: “La potenza di una rete di n membri in un contesto molti a molti è pari a 2ⁿ quando n è pari o superiore a 5”.

Alla luce di ciò risulta che la potenza di una rete molti a molti è sempre superiore a quella di uno a uno.

Questo spiega il perché grazie ai social media vi è stato un trasferimento di potere dal brand ai consumatori.

Quindi, come ci si può posizionare nella mente del consumatore?

Ovvio, con un sito web, un blog e una newsletter in modo che chi ti legge condivida con la sua rete di contatti il valore che gli dai attraverso i tuoi contenuti.

Più valore darai con i tuoi articoli al tuo lettore, più sarà alto il tuo ritorno d’immagine e più sarà facile che lui si ricordi di te nel momento in cui dovrà fare un acquisto.

Il consumatore, oggi, cerca la soluzione ai suoi problemi o il prodotto/servizio che appaga il suo desiderio in Rete con Google, nei social network, sui blog, nei forum e nelle e-zine (magazine online, n.d.r.).

Quindi è in Internet che ti devi fare trovare. Se non sei lì, non esisti.

E, sul lungo periodo, se insisterai nel non creare una tua piattaforma online da cui dirigere la tua comunicazione, dovrai chiudere la tua attività.

Chi non sbarca in Rete e non presidia adeguatamente il suo spazio virtuale è destinato ad estinguersi come i dinosauri. Credimi.

CONCLUSIONE

Se ancora oggi non ti sei dotato di un sito web, un blog e di una newsletter, stai lasciando sul tavolo un sacco di denaro.

Ora, è il momento di farlo, prima che sia troppo tardi.

A questo punto, mio caro lettore, dopo averti parlato di come posizionarsi nella mente del consumatore non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post dove approfondirò il discorso che ho iniziato in questo articolo.

Ma ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come Funziona il Processo d’Acquisto degli Italiani nel 2015

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Il processo d’acquisto degli italiani nel 2015 è divenuto molto più complesso che nel passato.

Infatti, se prima dell’avvento degli smartphone, dei Tablet e l’ampia diffusione del web 2.0, che nel nostro Paese si può far risalire al 2008 con il boom di Facebook, la maggioranza dei consumatori aveva solo due modi per informarsi su di un prodotto o servizio:

  1. La pubblicità.

  2. Le informazioni raccolte tra i parenti, gli amici e i conoscenti che lo avevano già sperimentato.

Oggigiorno, non è più così.

Oggi, mio caro lettore, il potenziale cliente prima di mettere mano al portafoglio si dedica ad una vera e propria operazione d’intelligence acquisendo informazioni sul venditore, oltre che sul prodotto o servizio, tramite Google o un altro motore di ricerca oppure sui blog o nei forum.

Il tempo che intercorre tra la fase di ricerca e l’acquisto vero e proprio si è dilatato. Quindi per i venditori è sempre più importante essere presenti nella mente del potenziale acquirente durante tutto il processo d’acquisto.

La pubblicità tradizionale è meno efficace di un tempo. Con essa si può far conoscere il proprio brand o il proprio prodotto/servizio, cioè si farà del semplice posizionamento, e sarà tanto più efficace quanto più a lungo s’investirà nelle campagne pubblicitarie.

Capisci che per far ciò devi essere una grossa azienda con un ingente budget destinato all’advertising. Infatti, dovrai essere presente nella mente del cliente nel momento in cui si deciderà all’acquisto che non si sa, di preciso, quando avverrà.

Questo semplice concetto, però, è difficile da far passare tra molti imprenditori e professionisti.

Me ne sono reso conto parlando, ultimamente, con diversi potenziali clienti.

Infatti, a prescindere dalla loro età anagrafica e dalla loro collocazione geografica, la maggioranza degli intervistati ha in essere attività promozionali obsolete quali volantini, brochure, pubblicità sui giornali, sia offline che online, o cartellonistica stradale.

Il classico messaggio sparato nel mucchio nella speranza di ottenere qualche cliente.

Ma perché questi imprenditori e professionisti si comportano in un modo così “antico” sprecando i loro soldi?

In primis ciò, è dovuto ad una mancanza di comprensione dell’attuale processo d’acquisto seguito dal cliente.

In secondo luogo, poiché non vogliono uscire dalla loro “comfort zone” provando una via nuova.

Quindi trovano diverse giustificazioni per avvalorare la loro fallimentare strategia di comunicazione che porta scarsi risultati che, ovviamente, imputano alla crisi.

Un esempio ti renderà più chiaro il concetto che ho appena esposto.

Io vivo a Ponti sul Mincio, un paese di poco più di duemila anime di cui la maggioranza sono anziani.

Ora la classica strategia promozionale dell’imprenditore della zona è il volantino nella casella della posta che finisce, spesso e volentieri, nel cestino della carta per la raccolta differenziata o la pubblicità su alcuni giornali distribuiti gratuitamente a livello locale oppure la sponsorizzazione di qualche sagra o di un altro evento dal forte potere attrattivo.

Il risultato finale è scarso. Loro dicono per colpa della crisi. Io dico perché le persone hanno sviluppato gli anticorpi a queste forme pubblicitarie.

Quando ho provato a spiegare loro che, magari, facendo Lead Generation avrebbero ottenuto dei risultati migliori mi è stato risposto che sono cose che vanno bene in città non qui dove la popolazione è formata da anziani.

Beh, si sbagliano di grosso perché molti di quegli anziani hanno uno smartphone o un Tablet e, spesso, lo usano per fare ricerche con Google e quelli che proprio non sono avvezzi alla tecnologia si fanno aiutare dai nipoti o da persone più esperte di loro.

Come so queste cose?

Perché alcuni mi hanno chiesto il favore di fare delle ricerche al posto loro o perché gli ho insegnato ad utilizzare il Tablet oppure lo smartphone ed ho notato che una volta appresi i primi rudimenti sfruttano questi strumenti con cognizione di causa. Certo non sono ai livelli di una persona più giovane, ma vedere un’ottantenne che si organizza una vacanza con Internet sono soddisfazioni.

Ma torniamo al nostro imprenditore.

Quando gli faccio notare la cosa risponde che sono delle eccezioni. Allora, provo a cambiare strategia e gli chiedo come s’informa su un prodotto o servizio che vuole acquistare.

Il più delle volte mi dice che usa Internet.

Quindi, mi chiedo, se lui per primo utilizza la Rete e butta via i volantini pubblicitari e non degna di attenzione la pubblicità sui giornali, perché gli altri non dovrebbero fare altrettanto?

Se io fossi, ad esempio, il titolare di un’agenzia immobiliare locale invece che lamentarmi che non si vendono case per colpa delle tasse sfrutterei Facebook Ads per promuovere gli immobili che ho in carico in Germania, UK e Olanda giacché d’estate i cittadini di questi paesi, letteralmente, invadono la zona.

Ovviamente, mi attrezzerei assumendo un collaboratore che parla inglese, tedesco ed olandese o mi darei da fare per imparare, almeno, due di queste lingue.

Facendo così mi creerei un mercato con scarsissima concorrenza e venderei o affitterei più immobili.

A questo punto, ti chiederai come funziona il processo d’acquisto degli italiani nel 2015.

Presto detto, esso si distingue in 5 fasi:

  1. Nascita di un problema, di un interesse o di un’esigenza (PIE);

  2. Ricerca della soluzione in Internet;

  3. Valutazione delle informazioni raccolte;

  4. Identificazione della soluzione migliore compatibile col budget a disposizione;

  5. Acquisto.

Se tu sarai presente nella mente del tuo cliente ideale durante tutto il percorso, allora avrai buone possibilità di vendergli il tuo prodotto o servizio.

Per far ciò devi sfruttare la Lead Generation. Dovrai partire dalla costruzione di un sito web adatto a questa forma di promozione. Successivamente, dovrai utilizzare Facebook Ads o Google Adwords per generare dei contatti interessati che atterrino sul tuo sito web dove avrai creato una landing page con una precisa Call-to-Action.

Dal momento in cui il contatto interessato esegue la Call-to-Action da te predisposta entra nel tuo funnel.

Da qui in poi il tuo compito sarà quello di fornirgli valore a titolo gratuito in modo che egli ti identifichi come quella persona o azienda esperta di cui si ricorderà al momento di passare all’acquisto del prodotto/servizio.

Ricordati che si preferisce sempre concludere degli affari con chi si conosce da tempo piuttosto che con l’ultimo arrivato di cui non si sa nulla.

I metodi per distribuire valore ai tuoi potenziali clienti sono vari, ad esempio: i video, i blog, le newsletter, i webinar, i teleseminar, le email ecc. .

Tutti gli strumenti suddetti sono volti a conquistare la fiducia dei potenziali clienti e a creare la tua reputazione.

Certo il processo richiede tempo poiché non saprai mai il momento esatto in cui il potenziale cliente deciderà di mettere mano al portafoglio, però avrai una probabilità maggiore di convertirlo in cliente rispetto ad un processo di vendita tradizionale basato sulla strategia promozionale di sparare nel mucchio nella speranza che qualcuno cada nella tua rete.

Inoltre, il metodo che si basa sulla Lead Generation ha dei costi nettamente inferiori rispetto alla pubblicità tradizionale.

Conclusione

Il processo d’acquisto degli italiani nel 2015 si basa essenzialmente sulla ricerca di soluzioni via Internet.

Quindi se si vuole aumentare il numero delle vendite bisogna farsi trovare lì dove si trova il consumatore.

Per far ciò la Lead Generation è uno strumento migliore rispetto a tutti i tipi di pubblicità tradizionali, compreso il caro e ormai vecchio banner, per cui i consumatori hanno sviluppato delle vere e proprie difese mentali.

I tempi per avere i primi risultati sono, forse, più lunghi, però i costi pubblicitari nel lungo periodo sono inferiori rispetto alle forme pubblicitarie tradizionali ed i tassi di conversione da potenziale cliente a cliente sono più alti.

A questo punto, mio caro lettore, ti ho dato molto materiale su cui riflettere. Quindi non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al mio prossimo post.

Ma ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Photo Credits: I Love Creativity 

Luca Spinelli. Come crearsi un lavoro al tempo della crisi e vincere la propria scommessa

Oggi, mio caro lettore, ti porterò a conoscere Luca SpinelliSEO e webmaster freelance, che ha colpito la mia attenzione il giorno in cui mi sono imbattuto in un articolo sul suo blog in cui spiegava per filo e per segno la strategia da lui seguita per crearsi la sua opportunità lavorativa.

Questo ragazzo non si è perso d’animo a causa della “crisi”, delle mancate risposte ai CV inviati o alle offerte di lavoro poco serie che gli sono state fatte, ma ha aguzzato l’ingegno ed alla fine ha vinto la scommessa fatta su se stesso.

Buona lettura!

Quanti anni hai e dove abiti?

Ho 20 anni ed abito a Lissone.

Qual è stato il tuo percorso scolastico?

Ho studiato presso l’ITCG Europa Unita, della città in cui abito, ragioneria e dopo cinque anni d’intenso studio (spero che non ci creda nessuno) mi sono diplomato come Ragioniere e Perito Commerciale.

Il mio percorso scolastico è poi proseguito presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca dove mi sono iscritto a Sociologia, facoltà che però, dopo due anni, ho abbandonato per dedicarmi alla libera professione.

Hai avuto qualche esperienza lavorativa durante gli anni dei tuoi studi?

Se uno stage scolastico in 4° superiore presso il Comune della mia città e qualche lavoretto sul web come freelancer valgono, allora sì; altrimenti: no, non ho mai avuto esperienze lavorative.

Ora, che lavoro fai?

Oggi sono un libero professionista e più nel dettaglio un SEO e un webmaster.

Per i non “addetti ai lavori” mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca e di creare, gestire ed ottimizzare siti web per PMI o privati.

Dal momento che inviando il tuo CV non riuscivi a trovare uno stage serio o un lavoro, quale strategia hai adottato per risolvere la situazione e volgerla a tua favore?

Dopo decine di CV inviati ho fatto due cose:

  1. Ho scritto un articolo sul mio blog in cui informavo i miei lettori d’essermi messo alla ricerca di un lavoro in ambito SEO.

  1. Poi mi sono mosso per aprire la P.IVA. Dato che nessuno poteva o voleva offrirmi un lavoro, me lo sono creato da solo.

Quali risultati hai ottenuto?

Ho trovato i miei primi clienti prima ancora che il commercialista mi consegnasse la P.IVA e dopo neanche quattro mesi dalla sua apertura sono più che soddisfatto dei risultati che ho ottenuto.

Di fatto ho uno “stipendio” migliore di molti coetanei che conosco. E vengo pagato per fare qualcosa che amo profondamente.

Quando hai aperto la Partita Iva che regime hai adottato?

Ho adottato il regime dei minimi. Un regime che consiglio a chiunque.

Pagare le tasse solo in base alla differenza fra ricavi e costi è qualcosa di eccezionale (in alcuni paesi è la normalità) che dovrebbero poter fare tutti e non sono le persone che possono accedere, finché possono usufruirne, al regime dei minimi.

Quale strategia di marketing utilizzi per trovare nuovi clienti?

Attualmente, nessuna. Ci credi?

Il mio blog l’ho archiviato ed il mio sito web è in (ri)costruzione.

Quindi non uso più neanche lo strumento che mi ha lanciato in questo mondo.

In futuro, però, (Gennaio 2016 data in cui verrà pubblicata la nuova e definitiva versione del mio blog) utilizzerò Facebook Ads, Google AdWords ed altri canali pubblicitari minori come gli annunci sponsorizzati di subito.it, vivastreet.it, ecc. .

Quale ruolo hanno il blogging ed i social network all’interno di questa strategia?

Come detto poco sopra, attualmente non sto sfruttando nessuna strategia, ma nel 2016 il blog sarà decisivo e verrà affiancato da diverse landing page con cui ho intenzione di convertire il traffico dei miei articoli.

Ai social network, invece, riserverò un ruolo marginale, fatta eccezione per Facebook per via di Facebook Ads, e di mero “customer care” se così si può definire.

Quali progetti hai per il futuro?

I progetti sono semplici, ma molto difficili da realizzare.

Sembra un ossimoro, ma non lo è (semplice non significa facile).

Quelli lavorativi?

Abbandonare la dipendenza dai clienti per concentrarmi e vivere, esclusivamente, dei miei business online. Ho molte idee che vorrei testare e rendere realtà.

Quelli personali?

Devo trasferirmi in un paese come il Canada, l’Islanda, la Norvegia o la Svizzera (al fresco, insomma), sposarmi, fare 1 o 2 pargoli e, forse, comprare una cosa come 5 cani.

Qual è il futuro della SEO, a tuo giudizio?

Un futuro incerto come ogni futuro. Credo che gli sviluppi tecnologici nel campo dell’IA (intelligenza artificiale, n.d.r.) saranno determinanti e che la SEO come la conosciamo oggi diventerà tutt’altra cosa.

Come si fa a riconoscere se si ha di fronte un webmaster o un SEO affidabile e non il solito personaggio improvvisato?

Bisogna fare una cosa molto semplice.

Nel caso del webmaster bisogna chiedergli di mostrarci 2-3 lavori che ha realizzato, magari tutti dello stesso tipo di quello che vogliamo che realizzi per noi.

Se ti serve un e-Commerce ed i tre siti che ti fa vedere sono, praticamente, tutti uguali c’è già qualcosa che non va (non so a quanti piaccia avere un negozio graficamente identico, magari, a quello di un concorrente).

Nel caso del SEO vedere qualche risultato di posizionamento non è una brutta idea, ma ti direi anche di fargli una domanda specifica: “Che posizione mi garantisci ed entro quanto?”. Se ti risponde la 1° entro una data precisa allora storci il naso.

Nessun SEO può garantire niente entro una data X o per lo meno se lo fa assicurati che nel contratto ci sia una clausola che preveda il rimborso (parziale o totale) nel caso in cui il risultato non venga raggiunto entro la data indicata.

Ed ora che siamo giunti al termine di questa bella ed illuminante intervista, mio caro lettore, non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post e ricorda:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico