Riccardo Russo. Web Marketer & Blogger a 16 anni

Oggi, mio caro lettore, faremo un salto in Sicilia per conoscere attraverso questa mia intervista un giovanissimo talento del web Riccardo Russo, fondatore dell’omonimo blog e web marketer.

Buona lettura!

Quanti anni hai e dove vivi?

Ho 16 anni e vivo a Messina.

Che tipo di scuola stai frequentando?

Frequenterò da settembre il quarto liceo scientifico.

Come nasce la tua passione per il web?

È nata per puro caso gestendo delle pagine Facebook all’età di 12 anni.

Proporzionalmente al grado di successo ottenuto arrivarono le prime proposte di lavoro da persone che erano intente ad acquistare pubblicità.

Ho notato che le cose giravano per il verso giusto, scoprendo che intorno a ciò vi era un vero e proprio business.

Decisi, allora, di dedicare del tempo per studiare approfonditamente le varie materie digitali.

Quanto tempo dedichi a formarti per migliorare le tue conoscenze?

Dedico mediamente due ore al giorno per migliorare le mie conoscenze e per aggiornarmi su tutti i cambiamenti che avvengono nel mondo digital.

Quali blog segui per questo scopo?

I blog che leggo, che postano contenuti ed offrono un reale valore in questo ambito sono molteplici.

Alcuni esempi possono essere quelli di Davide Pozzi e Dario Vignali, MySocialWeb di Riccardo Esposito, SocialMediaCoso di Francesco Ambrosino o skande di Riccardo Scandellari.

Leggi libri a tema e/o partecipi a dei corsi?

Sì, leggo molti libri a tema, inerenti principalmente alla SEO, ai Social Media, al blogging ed all’Inbound Marketing.

Qual è stato il tuo primo lavoro da freelancer?

Il mio primo lavoro da freelancer è stato come Social Media Manager.

Come promuovi la tua attività?

Tutto ciò che riguarda la promozione della mia attività lo devo al mio blog.

Attualmente, non porto avanti alcun tipo di campagna di advertising, ma cerco soltanto di farmi trovare al momento giusto sui social network e sui motori di ricerca.

Come gestisci un cliente difficile?

Mi mostro empatico nei suoi confronti e gestisco la situazione con molta pazienza.

Nella tua regione gli imprenditori capiscono l’importanza di essere presenti su Internet e, di conseguenza, quanto sia prezioso il tuo lavoro?

Purtroppo no o, comunque, non appieno. La digitalizzazione in Sicilia è piuttosto arretrata.

Di conseguenza gli imprenditori non riescono a capire quanto possa essere prezioso possedere un sito web o attuare delle strategie online.

Bisogna prendere atto del fatto che il mondo è cambiato e sta continuando a cambiare.

Le nuove tecnologie hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere e noi non possiamo opporci a questo straordinario cambiamento. Dobbiamo adeguarci e cavalcare l’onda del web.

Che ruolo assume il tuo blog nella tua strategia di personal branding?

Il blog è di fondamentale importanza nella mia strategia di personal branding.

Tramite esso riesco a far “sentire” la mia voce e riesco a creare relazioni durature con i lettori e con altri blogger.

Quali social network utilizzi nella tua strategia di comunicazione?

Utilizzo principalmente Twitter, LinkedIn e Google+. Per adesso non sto prendendo molto in considerazione Facebook, nonostante sappia il potenziale enorme che c’è dietro.

Qual è il tuo tool preferito?

Trovo davvero utili una decina di tool, soprattutto quelli messi a disposizione da Google. Ma il mio preferito resta SocialBro.

Dopo la maturità come vedi il futuro? Pensi di andare all’università, di metterti subito a lavorare oppure di andare all’estero?

Bella domanda. La risposta non sarà semplice o definitiva perché non riesco a prevedere il mio futuro. Sono certo del fatto che se dovessi perseguire una carriera universitaria, dovrò riuscire a far coesistere gli studi con la mia attività online.

D’altra parte mi piacerebbe mettermi a lavorare da subito, magari come freelancer, in altre città o all’estero. Mi stuzzica, infine, l’idea di fare il nomade digitale: colui che viaggia in giro per il mondo e lavora, semplicemente, tramite un laptop ed una connessione ad internet.

Adesso mi rivolgo a te che stai leggendo questa intervista:

Sappi che oggi devi essere pronto a cambiare. Devi provare a cambiare vita. Devi distaccarti dagli stupidi modelli imposti dalla società.

Il consiglio che do ai miei coetanei è quello di sognare. Sognate il più possibile. Fate la vita che realmente volete fare. Ponetevi un obiettivo e perseguitelo con tutte le vostre forze. Salite sul carro del web ed unitevi al cambiamento!

Gentian Hajdaraj. Come ho trasformato la mia passione in lavoro

Oggi, mio caro lettore, ti propongo la storia di Gentian Hajdaraj, un giovane imprenditore di origini albanesi che vive a Brescia ed ha fondato Web Marketing Aziendale, una Internet Company, che si occupa di Lead Generation.

Buona lettura!

Quanti anni hai?

32 anni e ne dimostro anche di più. 🙂

A che età sei arrivato in Italia?

Sono arrivato in Italia all’età di 16 anni guardando questo Paese come un posto con molte prospettive.

L’inizio è stato un po’ deludente, ma ho mantenuto sempre un atteggiamento positivo e questo mi ha aiutato a vedere le mie potenzialità e quelle di una nazione come l’Italia.

Ultimamente, per staccare un po’ dalla routine quotidiana, con la mia compagna faccio qualche weekend in diverse città d’Italia e devo ammettere che viviamo in un Paese fantastico che ci offre molto e non solo culturalmente.

Qual è stato il tuo percorso scolastico?

Quando sono arrivato qui il mio obiettivo primario era quello di finire gli studi e laurearmi il prima possibile.

Il settore informatico mi incuriosiva molto.

Mi sono diplomato all’ITIS di Parma in elettronica e telecomunicazioni. Dopo il diploma ho notato che nel settore vi era un calo di lavoro.

La Cina andava più veloce di noi e, di conseguenza, alcune aziende iniziavano a chiudere.

Nel frattempo, crescevo e diventavo anche più cosciente del lavoro che volevo fare da grande.

Mi attirava molto il marketing e guardavo con curiosità le pubblicità, gli slogan e la psicologia che c’era dietro.

Per questo motivo ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Economia e Management a Parma.

Intanto la mia carriera nel web marketing era iniziata e prometteva bene. Ho dovuto, quindi, scegliere se finire l’Università o aprire una mia attività.

Non avendo le spalle coperte economicamente ho dovuto lasciare a metà gli studi universitari e proseguire con entusiasmo la professione di web marketer. Ma tra i miei obiettivi c’è ancora quello di laurearmi.

Prima di diventare imprenditore che lavori hai fatto?

Come ti dicevo prima, non avendo una famiglia alle spalle che mi mantenesse economicamente, mi sono dovuto arrangiare fin dall’inizio.

Ho lavorato come aiuto cuoco, cameriere, nel settore della geologia, ecc..

Sono lavori di tutto rispetto come altri, ma non mi davano nessuna emozione. Era un processo meccanico senza quel qualcosa in più che mi desse soddisfazione a fine lavoro.

Questo è stato un ulteriore stimolo ad intraprendere la carriera di imprenditore perché non mi ci vedevo arrivare a 60 anni attraverso un percorso di vita uguale, monotono e povero come stile di vita.

Inconsciamente, avevo scoperto l’esistenza della ruota del criceto.

Il problema più grande della ruota del criceto è che non hai tempo di pensare.

Lavori sempre e hai poco tempo per te stesso.

Uno degli elementi fondamentali per avere successo, infatti, è mantenere il focus sul tuo obiettivo.

E se corriamo sempre non possiamo mai averlo, qualsiasi lavoro noi si faccia.

Come e quando inizia la tua carriera d’imprenditore? Quante aziende hai avviato?

Ho iniziato in questo settore più di 5 anni fa con tutte le difficoltà che ci sono nel fare impresa ma con molte soddisfazioni.

La prima azienda che ho attivato fu: Web Marketing Aziendale.

Ho iniziato questo percorso con un’altra persona ma, ora, le nostre strade si sono divise.

Adesso, gestisco WMA con un team di esperti, ottenendo risultati eccellenti che ci regalano grosse soddisfazioni.

La seconda è stata: Venture Knowledge.

VK ha una storia particolare perché è nata su Linkedin da un gruppo tematico.

In questo gruppo abbiamo sviluppato le idee e creato la società. In tutto eravamo 10 soci.

È stata una bellissima esperienza ma, per diversi motivi, la società ha avuto vita breve: solo 2 anni.

Come hai acquisito le conoscenze che ora spendi sul lavoro?

Internet è il può grande mezzo di comunicazione al mondo. Ed è da lì che ho iniziato.

Oggi in tanti, quando non sanno come si fa una cosa o vogliono più informazioni, cercano su Google. Io ho fatto la stessa cosa più di 7 anni fa. Ho scoperto la mia passione e ho iniziato ad informarmi online.

Grazie al Web puoi sapere anche qual è il miglior libro o corso per perfezionarti nella tua professione. E perché no: imparare un nuovo mestiere.

Per migliorare sempre di più ho partecipato a seminari dal vivo con esperti di livello nazionale ed internazionale.

Specialmente, nel mio settore bisogna essere sempre aggiornati e stare al passo con i tempi. Spesso, magari, anticipando il trend.

Per questo motivo ho investito anche in corsi professionali tenuti da esperti americani e non solo.

Fondamentale, è anche imparare da noi stessi. Mi piace studiare i lavori che facciamo e i risultati ottenuti. Ed è anche grazie a questo che miglioriamo sempre di più.

Di che cosa si occupa la tua azienda Web Marketing Aziendale?

Attraverso vari servizi di web marketing ed in particolare di tecniche di Lead Generation, supportiamo aziende e professionisti nello sviluppo online del proprio business, con lo scopo principale di aumentarne la visibilità convertendo i propri utenti in contatti utili, relativamente al contesto in cui si opera.

Spiega con parole semplici che cosa è la Lead Generation?

La Lead Generation è un insieme di azioni di marketing volte all’acquisizione ed alla generazione di una lista di contatti. Clienti, realmente, interessati alle attività svolte da un’azienda.

Applicando la Lead Generation ottieni:

  • Traffico qualificato;

  • Creazione della domanda (prospect);

  • Creazione di un rapporto di fiducia con chi ti segue (target);

  • Conversioni (vendite).

Perché un’impresa dovrebbe fare Lead Generation?

Ci sono molte aziende che si rivolgono a noi perché con l’online hanno ottenuto risultati scarsi e questo succede per 2 fattori fondamentali:

  1. Non è stato individuato il target ideale;

  1. Errata comunicazione.

Grazie alla Lead Generation l’investimento che l’imprenditore fa per una campagna di web marketing viene ottimizzato al massimo.

Qualche giorno fa un mio amico (che non è del settore) mi chiede: ”Ma come fai ad avere nuovi clienti dal Web?”

La mia risposta è stata che sono loro che mi contattano. È rimasto stupito.

Infatti, grazie al nostro sistema è il tuo target a trovarti e, molto spesso, a contattarti.

Molti imprenditori sono ossessionati dall’idea di avere molte visite sul proprio sito web ma, ormai, questo non funziona più.

Utilizzare le azioni marketing di Lead Generation è una strategia vincente sia per il consumatore che per l’azienda:

  • Il consumatore richiede e ottiene le informazioni che desidera;

  • L’azienda comunica direttamente con il proprio target di riferimento.

In quanto tempo, in base alla tua esperienza, un’azienda che investe in Lead Generation ottiene i primi risultati?

Abbiamo avuto risultati anche in pochi giorni, ma sappiamo benissimo che un’attività di successo deve essere costante e durare nel tempo.

Perciò, quello che andiamo a creare con la Lead Generation è una struttura che funzioni da subito ma, soprattutto, che duri nel tempo.

Quali sono, a tuo avviso, i criteri principali che un imprenditore dovrebbe seguire nella scelta di un’agenzia di web marketing?

Se non sa cos’è la Lead Generation bocciarlo subito.   🙂

A parte gli scherzi, un fattore importante è come la Web Agency segue il proprio cliente.

Se crea solo il sito web o fa una campagna web marketing giusto per farla e non segue più il cliente. Tutto ciò sarà inutile.

Poi, altri fattori sono: esperienza, testimonianze e, chiaramente, deve conoscere tutte le ultime strategie di web marketing.

Un consiglio per chi deve investire in una campagna di web marketing: le attività di marketing online devono essere costanti.

Se lo fai per un mese, giusto per provare, è inutile.

Rischi di spendere, invece, che investire e raccogliere i tuoi frutti.

Business Designer. Che cosa fa?

Di recente, un amico mi ha posto la seguente domanda: “Che cosa fa il Business Designer?”.

Questo interrogativo mi ha portato a compiere una profonda riflessione.

Infatti, se per chi esercita una determinata professione è chiaro in che cosa consiste il suo lavoro ciò è meno palese per un osservatore esterno.

Quindi, come potrà una persona non addetta ai lavori capire se ha bisogno di quel professionista?

Questo è un problema comune a molte delle nuove professioni sorte negli ultimi anni grazie ad Internet.

Prova a spiegare ad una persona qualunque (compresi: imprenditori, manager e laureati col vecchio ordinamento) che cosa è un social media strategist, un web marketer o un community manager.

La prima reazione che ha l’interlocutore è di perplessità. A volte, annuisce facendo finta di aver capito la tua spiegazione, ma subito si tradisce poiché fa seguire la fatidica domanda: “Ma si campa col tuo lavoro?”.

A quel punto, come un personaggio dei cartoni animati la tua mascella e le tue braccia cadono a terra e gli occhi strabuzzano. E ti verrebbe da rispondere: “In effetti: no! Vivo sotto un ponte, mi lavo presso i bagni pubblici e mangio grazie all’elemosina che raccolgo agli angoli delle strade”.

Così la persona che hai di fronte potrebbe stamparsi in volto un sorriso sarcastico e rispondere: “Eh, lo dicevo io!”.

Ovviamente, ti trattieni poiché il tuo interlocutore potrebbe essere un potenziale cliente.

Quindi ripeti il tuo spot personale di un minuto, quello che utilizzi quando ti presenti ad un nuovo cliente, nella speranza di esser capito.

Ma niente!

A questo punto, nove volte su dieci, ti arrendi e dai una risposta generica che pensi possa essere compresa da chi sta ti sta davanti: “In parole povere: faccio il consulente”.

L’altro ti guarda ed avendo una vaga idea di cosa sia un consulente, pensa: “Ci voleva così tanto a spiegarlo?”.

Tornando a noi, il Business Designer è un consulente manageriale che si rivolge agli start-upper, qui intesi come tutti coloro che vogliono avviare un’attività in proprio (freelancer compresi, n.d.r), ed agli imprenditori disorientati che vogliono che la loro azienda sopravviva al cambiamento in corso.

Questo professionista ha una visione olistica dell’impresa ed è ad essa che rivolge le sue attenzioni.

Non è, infatti, un Business Coach che, generalmente, si occupa di sviluppare il potenziale insito nelle persone che segue.

Il Business Designer inizia il suo consulto con un’analisi della situazione attuale.

Nel caso il suo cliente sia uno start-upper, nel senso di cui sopra, si analizzerà non solo l’idea imprenditoriale ma anche i potenziali clienti dell’attività, creando un profilo preciso del cliente ideale, ed il contesto sociale in cui si andrà ad operare.

Quest’ultima operazione è molto importante in quanto bisogna tenere sempre presente gli interessi di tutti gli stakeholder che operano in un determinato mercato e permette di prefigurarsi tutta una serie di paletti che potrebbero essere frapposti da chi è toccato dall’arrivo di un nuovo competitor.

Per chiarire questo concetto basta pensare alla guerra che i tassisti stanno facendo a Uber in difesa del loro monopolio.

Nella costruzione del modello di business per il suo cliente il Business Designer deve ragionare come un giocatore di scacchi anticipando mentalmente le mosse che l’avversario farà in risposta alle sue.

Invece, nel caso in cui il cliente sia un imprenditore già presente da tempo sul mercato si analizzerà l’impresa e la risposta dell’azienda ai cambiamenti che stanno avvenendo nella nostra società.

Una volta in possesso di questi dati si disegnerà un modello di business volto allo sviluppo di un oceano blu, cioè uno spazio di mercato nuovo. Quindi lo sguardo non sarà più rivolto alla concorrenza, bensì ai non clienti.

Pensa al Cirque du Soleil. I suoi spettacoli si rivolgono ad un pubblico diverso da quello del circo classico. I suoi clienti cercano l’adrenalina provocata da alcune esibizioni circensi classiche (ad es. quelle dei trapezisti e degli acrobati) e la raffinatezza di uno spettacolo teatrale.

Nel caso in cui non ci si possa allontanare col modello di business dall’oceano rosso, cioè quello spazio di mercato in cui vi è una forte concorrenza, allora il Business Designer dovrà puntare su una maggiore efficienza aziendale e su di un utilizzo più efficace di Internet.

Alla fase dell’analisi seguirà quella della creazione della strategia che lo start-upper o l’imprenditore disorientato dovranno seguire nel corso del tempo.

A questo punto del suo lavoro il Business Designer sarà conscio delle risorse a sua disposizione, dei punti deboli e dei punti di forza del suo cliente, degli obiettivi da raggiungere e degli ostacoli che dovrà affrontare per realizzare il suo progetto, e cercherà d’individuare all’interno del suo network di conoscenze quei contatti che possono aiutarlo nella sua impresa.

In pratica, il Business Designer si muoverà alla stessa stregua di Cavour quando s’impegnò nell’unificazione d’Italia.

Una volta superata anche questa fase verificherà che il cliente segua passo per passo il progetto da lui disegnato.

Per far ciò avrà stabilito delle pietre miliari all’interno della road map, cioè delle tappe intermedie, che l’attività seguita dovrà raggiungere. Così facendo saprà sempre a che punto si è nella realizzazione del modello di business.

Ovviamente, visto che viviamo un periodo di grandi cambiamenti il progetto disegnato dal Business Designer è flessibile e subirà tutte le modifiche necessarie per raggiungere l’obiettivo finale ovvero: il successo dell’impresa.

CONCLUSIONE

Il Business Designer disegna, da qui il termine designer, il modello di business dei suoi clienti e per far ciò suddivide il suo lavoro in due fasi: analisi e pianificazione.

Il passo successivo è quello di individuare all’interno del suo network di contatti quelli più idonei per la riuscita del progetto.

Infine, vi è la fase di verifica attraverso le pietre miliari dei progressi ottenuti dal cliente e siccome la situazione è fluida, se necessario, si aggiornerà il modello di business e la rotta che si sta seguendo in modo che l’attività imprenditoriale seguita dal Business Designer generi un utile.

Le 7 caratteristiche fondamentali del Business Designer

Oggi, mio caro lettore, mi soffermerò sulle sette caratteristiche fondamentali che deve avere un Business Designer.

Come ho spiegato in un articolo precedente questa è una professione che nasce dalle esigenze di una società liquida come quella odierna.

Oggigiorno, essendo venute meno molte certezze tra le quali quella del posto fisso, le persone sono più inclini a seguire la loro voce interiore e cercano di realizzare le proprie idee imprenditoriali piuttosto che rinchiudersi in una gabbia priva di prospettive per pochi euro al mese.

Sarà capitato anche a te di sentire di qualche tuo amico o parente che ha lasciato il posto di lavoro fisso che aveva da anni per realizzare un suo sogno.

Per alcuni stante la situazione attuale ciò è inconcepibile. Non capiscono perché una persona che ha la fortuna di avere un lavoro baratti uno stipendio certo per l’incerto.

A mio avviso, è proprio la situazione che stiamo vivendo in Italia ad aver imposto ai singoli individui un cambio di prospettiva ed una rielaborazione della scala dei valori sulla quale impostare la propria vita.

Quindi chi sceglie di lasciare un posto di lavoro fisso per mettersi in proprio è una persona che non vuole più seguire i dettami del senso comune oppure le imposizioni familiari.

Vuole realizzare se stesso poiché ha capito che la vita è una sola e va vissuta secondo le proprie aspirazioni non quelle degli altri.

Tutto ciò premesso, si capisce perché rivolgersi ad un Business Designer prima di iniziare la propria avventura imprenditoriale sia cosa buona e giusta.

Infatti, come per la costruzione di una casa o per la ristrutturazione di un appartamento ci si affida ad un professionista competente lo stesso si dovrebbe fare nel caso in cui si voglia iniziare un’attività oppure nel caso in cui avendone una, già, avviata si voglia cambiare rotta per tornare competitivi.

Le caratteristiche principali che deve avere un Business Designer sono le seguenti:

  • Creatività;

  • Esperienze lavorative diversificate;

  • Conoscenza di Internet e dei social media;

  • Capacità organizzative;

  • Saper ascoltare;

  • Eccellenti doti comunicative;

  • Pazienza.

#1 – CREATIVITÀ

Non si possono creare dei modelli di business se non si ha un animo creativo.

Il Business Designer trasforma un’idea imprenditoriale in una realtà concreta oppure ridisegna i confini di un’attività già consolidata, ma che ha perso la rotta a causa dei mutamenti sociali, economici e tecnologici avvenuti negli ultimi anni.

Per questo motivo deve essere un creativo alla stessa stregua di uno stilista o di un designer d’interni.

#2 – ESPERIENZE LAVORATIVE DIVERSIFICATE

L’aver accumulato nel corso del tempo esperienze lavorative in campi diversi permette al Business Designer di avere una visione a 360°.

Questo lo aiuta ad elaborare le migliori soluzioni per superare i differenti problemi che il cliente porta alla sua attenzione.

Al contrario, se avesse operato sempre nel medesimo settore la sua forma mentis lo porterebbe, inevitabilmente, ad applicare lo stesso modello cognitivo alle problematiche che, di volta in volta, gli vengono sottoposte.

Per questo motivo un professionista del business design dovrebbe avere alle spalle almeno 10/15 anni di carriera lavorativa per poter offrire un servizio di un certo livello.

Se tutti questi anni li ha passati nel medesimo settore potrà offrire solo una visione specialistica ai suoi clienti.

Ma il Business Designer deve avere un approccio generalista poiché nel corso della sua attività dovrà indossare “più cappelli”.

#3 – CONOSCENZA DI INTERNET E DEI SOCIAL MEDIA

Oggigiorno, qualsiasi attività deve vivere su Internet e sui social network.

Quindi il Business Designer deve conoscere i fondamentali della comunicazione in Rete. Questa competenza gli permetterà di scegliere i professionisti del web più idonei per portare a termine il progetto affidatogli dal cliente.

Senza queste conoscenze sostenere un colloquio con un web designer o un web marketer è veramente arduo. Infatti, non puoi capire se la persona che hai davanti è preparata o meno.

#4 – CAPACITÀ ORGANIZZATIVE

Per il Business Designer avere buone doti organizzative è essenziale poiché deve coordinare diversi fornitori di servizi e disegnare il modello di business del cliente.

Questa capacità gli permette, inoltre, di gestire nel migliore dei modi più progetti contemporaneamente.

#5 – SAPER ASCOLTARE

Il Business Designer deve saper ascoltare.

Questa dote è molto importante poiché aumenta le possibilità di vendita della sua consulenza.

Il miglior venditore, infatti, è colui che sa porre le domande giuste ed ascolta con attenzione il cliente che parla di sé.

Dopodiché dovrà spiegargli come potrà essergli d’aiuto.

Il saper ascoltare è una qualità, particolarmente, utile anche nei confronti dei fornitori e dei membri del team con cui si lavora ad un progetto. Infatti, dalle informazioni che essi veicolano possono nascere spunti preziosi per sviluppare al meglio il modello di business su cui si sta lavorando.

#6 – ECCELLENTI DOTI COMUNICATIVE

Il Business Designer deve avere ottime doti comunicative sia scritte che orali.

Infatti, deve essere in grado di presentare al meglio il modello di business da lui elaborato sia al cliente sia a tutti i membri del team che dovrà realizzarlo e deve saper coinvolgere tutte le parti in causa.

Senza il coinvolgimento emotivo di tutti gli stakeholder nessun processo ha una minima speranza di riuscita.

#7 – PAZIENZA

Il Business Designer deve essere una persona molto paziente poiché non è facile mediare fra le esigenze del cliente e quelle dei vari fornitori di servizi.

Spiegare ad un cliente le soluzioni che si sono scelte per aiutarlo nello sviluppo della sua attività imprenditoriale non è mai cosa facile, poiché molte persone s’innamorano delle loro idee e non sentono ragioni, e quando le cose vanno male non si assumono le responsabilità del proprio insuccesso ma tendono a scaricarle sugli altri.

Ci vuole, quindi, tutta la pazienza di questo mondo per portare il cliente dalla sua posizione alla nostra.

Anche il rapporto con i vari fornitori, a volte, richiede la pazienza di un santo.

Infatti, questi ultimi molto spesso tendono a venderti la soluzione per loro più comoda spacciandola come la più efficiente. Sarà compito del Business Designer convincerli a seguire le linee guida da lui stabilite nella elaborazione del modello di business del cliente.

CONCLUSIONE

L’insieme delle caratteristiche che ho appena descritto delineano la figura di un professionista eclettico che deve capire bene le esigenze delle persone che ha davanti e tradurle in realtà.

Per far ciò dovrà costituire un team di lavoro. Cioé dovrà mettere in rete una serie di fornitori di beni e servizi.

Se saprà ascoltare i clienti ed i fornitori e mediare tra le rispettive esigenze il suo successo sarà garantito.

Ovviamente, la sua non è un’obbligazione di risultato. Il suo scopo è quello di accompagnare gli imprenditori nella realizzazione dei loro progetti. In nessun modo, potrà garantire che essi facciano profitti. Questo solo il mercato ed il tempo potranno dirlo.