Maura Cannaviello. Due anni dopo

Maura Cannaviello

Maura Cannaviello alias whymarghette

Circa due anni fa, mio caro lettore, ho avuto il piacere di intervistare Maura Cannaviello, consulente web marketing e branding, docente di social media ed email marketing, e fondatrice di whymarghette Academy.

Ma, forse, tu la conosci col suo nick: whymarghette (la “e” finale è muta).

Oggi sono tornato a intervistarla per capire come si è evoluto il suo lavoro in tutto questo tempo.

Buona lettura!

* * *

La prima intervista che mi hai rilasciato è datata 12 maggio 2015. Com’è cambiata la tua vita da quella data?

Ciao Federico, è un piacere essere di nuovo qui. In questi quasi due anni, sono cambiati molti aspetti della mia vita.

Innanzitutto, sono diventata mamma e questo è stato l’evento più bello e significativo.

Poi, ho aperto la partita Iva e avviato la mia Academy di corsi di formazione online sul web marketing. Ho iniziato anche a tenere docenze in aula e in azienda e sto per pubblicare il mio primo libro di digital marketing per la Flaccovio Editore, “Email Marketing Automation”.

Con tutte queste sfide e nuove responsabilità,  per certi aspetti la mia vita si è complicata, soprattutto per quello che riguarda la gestione del tempo tra casa e lavoro. Il tutto però è ampiamente ripagato dalle soddisfazioni che ogni giorno diventano sempre più grandi.

Com’è cambiato da allora il tuo blog? Qual è la strategia dietro questo cambiamento?

Due anni per un blog sono come dieci per un uomo.  🙂

Naturalmente scherzo, ma con tutte le novità del digitale è impensabile non rinnovarsi continuamente.

In questo periodo abbiamo visto l’introduzione della Cookie Law e il metodo “Mobile first” per Google, solo per citare alcuni cambiamenti.

Sul mio blog ho deciso di eliminare i pop up che ostacolano la fruizione da mobile e i banner di affiliazione per dare più visibilità alle call-to-action come l’iscrizione ai miei corsi e alla newsletter.

Più di ciò che si “vede” sul blog, ho lavorato alla macchina che c’è dietro, rafforzando e automatizzando, attraverso contenuti personalizzati, l’email marketing di whymarghette, che è oltretutto diventata una sezione molto importante del mio sito.

Che cos’è whymarghette Academy?

WMAcademy è il mio centro di formazione online pensato per le aziende e i professionisti che desiderano migliorare le proprie competenze sul marketing digitale.

I corsi on demand gratuiti e a pagamento, trattano i temi di social media, content ed email marketing. Il percorso di studio è modulare così da garantire un’effettiva crescita nell’apprendimento. Sono anche previsti test di valutazione e un contatto diretto con me.

Tutti i contenuti sono frutto della mia esperienza sul campo di oltre quindici anni e anche delle richieste che più di frequente ricevo dalle aziende e da parte di chi vuole fare formazione.

Perché per un’azienda o un freelancer è importante formarsi all’utilizzo dei social?

Dovrebbe, ormai, essere chiaro che non esiste più la differenza tra online e offline.

Chi ha un’attività ha la necessità di comunicare, di incontrare il proprio pubblico nei luoghi che frequenta. Sono oggi 31 milioni gli italiani collegati su Facebook ogni giorno. E questo è solo per fare un esempio.

Essere presente sui canali giusti e farlo nel modo adeguato aiuta a instaurare questa relazione e a seguire il proprio target anche fuori dal negozio. Per non parlare di chi è presente solo online (le imprese digitali come ad esempio gli e-commerce, n.d.r.).

I social e il web cambiano continuamente ed è importante conoscere tutte le novità offerte dagli strumenti disponibili per non perdersi delle opportunità importanti.

Quale social non deve mancare in una moderna strategia di comunicazione?

Non a caso ho citato Facebook. Oggi è il social network più diffuso e che più di altri si adatta ai diversi ambiti merceologici.

Proprio perché così generalista può essere inserito all’interno di una strategia di promozione aziendale, ma la scelta non dovrebbe essere fatta d’impulso bensì dopo un’attenta analisi del proprio mercato.

Ogni canale dovrebbe assolvere a uno scopo specifico e Facebook, come piattaforma di advertising dai costi ancora piuttosto contenuti, si è rivelata uno strumento efficace nell’intercettare la domanda latente.

Tuttavia, molti marchi o prodotti che servono specifiche nicchie potrebbero trovare più conveniente investire su altri social, due su tutti: Instagram e Snapchat.

Ci sono molte persone che partono con una loro attività e, non avendo molti soldi a disposizione, utilizzano la propria fan page su Facebook al posto del sito web. Hai qualche utile consiglio da dargli?

Il sito web dovrebbe essere il canale primario di qualsiasi attività.

WordPress presenta un’interfaccia semplice, gratuita e consente di avere una piattaforma di proprietà dove gestire in autonomia la propria comunicazione con un investimento minimo (dominio ed hosting).

La newsletter è l’altro strumento che ci fornisce la libertà di comunicare nei tempi e nei modi che desideriamo con il nostro pubblico.

Al contrario, la fan page non è di nostra proprietà. Facebook ci concede uno spazio che al momento è gratis, al netto delle sponsorizzazioni indispensabili per ottenere visibilità per i propri contenuti, soggetto a regole che non possiamo controllare.

Se un domani Facebook sparisse avremmo investito tempo e risorse su un progetto di cui non ci resterebbe nulla!

Si può sfruttare la fan page su Facebook per fare Lead Generation?

Facebook ha di recente introdotto i moduli per la raccolta dei dati degli utenti che possono essere sponsorizzati attraverso un obiettivo di campagna studiato appositamente.

Ho testato con successo questo formato che consente di “catturare” indirizzi email, numeri di telefono e altri dati senza uscire dalla piattaforma e per pochi centesimi per lead.

L’importante è studiare bene il contenuto che vogliamo fornire in cambio dell’iscrizione, dovrebbe essere allineato ai nostri obiettivi e rilevante per il nostro consumatore ideale.

Al database che andrà scaricato puntualmente (Facebook conserva le informazioni per 90 giorni) è necessario agganciare un flusso di messaggi che fidelizzino il nuovo iscritto dopo averlo intercettato sul social network.

Quale autoresponder consiglieresti a chi usa solo la fan page per fare Lead Generation?

MailChimp ha proprio in questi giorni rilasciato una nuova feature a pagamento sulla propria piattaforma. Era già possibile eseguire una serie di integrazioni tra Facebook e MailChimp in modo automatico, come ad esempio installare nelle tab di Facebook il form di registrazione alla lista della piattaforma di email marketing. Oggi è possibile avviare una campagna di acquisizione lead direttamente da MailChimp.

Un’altra opzione potrebbe essere GetResponse, il quale fornisce landing page su cui installare facilmente il pixel di Facebook e su cui far confluire dal social network il traffico catturato tramite l’inserzione. Così, successivamente, sarebbe anche possibile fare campagne di remarketing sui visitatori che sono atterrati sulla nostra pagina di optin.

Personal Branding vs. Branding: tu che strategia hai adottato per posizionarti sul mercato e perché?

Sono partita dal Personal Branding attraverso il mio blog.

Per posizionarsi sul mercato il mio consiglio è quello di aprire un blog perché si tratta di un progetto completo. Consente di imparare facendo esperienza diretta su tecniche e strategie di comunicazione, di creare relazioni virtuose con professionisti del proprio settore e di ottenere visibilità sui propri progetti.

Le persone amano le storie personali, il potersi immedesimare in un percorso altrui. Metterci la faccia si conferma una strategia vincente per fare personal branding.

In genere, a un primo blog o sito, dopo un po’ di esperienza, ne segue o seguono altri che possono lanciare un brand. Il mio progetto di corsi di web marketing online, WMAcademy, ne è un esempio.

Quali progetti hai per il futuro (ad es. creare una srl)?

Federico, mi piacerebbe! Intanto, sono concentrata sull’imminente pubblicazione del mio libro “Email Marketing Automation” dove espongo come migliorare i processi di lavoro e la qualità della propria comunicazione applicando all’email personalizzazione e automazione.

La formazione online di WMAcademy è l’altro progetto che occuperà il mio prossimo futuro.

Inoltre, sto lavorando a un nuovo sito interamente dedicato all’email marketing che spero di lanciare a breve.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito a iscriverti alla mia Newsletter o a richiedere una mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Igor Redaelli. Web designer a 17 anni

Oggi, mio caro lettore, ti voglio presentare un giovanissimo web designer che ho scoperto recentemente navigando in Rete: Igor Redaelli.

Rimango sempre affascinato dai tanti giovani talenti del web che il nostro Paese, nonostante tutto, riesce a sfornare.

Una cantera come quella del Barcellona che, però, sforna talenti non nel calcio bensì in un settore cruciale per lo sviluppo di una nazione: Internet.

Caratteristica comune a tutti i ragazzi che ho intervistato fino ad ora è che si sono costruiti le loro competenze da autodidatti.

Questo la dice lunga sull’arretratezza di certi programmi scolastici.

Ovviamente, non bisogna fare di ogni erba un fascio in quanto ci sono diverse ottime scuole, in giro per l’Italia, con eccellenti insegnanti che sanno motivare i loro studenti.

A mio giudizio, per far emergere queste eccellenze dal mare magnum della mediocrità che le circonda bisognerebbe eliminare il valore legale dei titoli di studio e premiare, dando loro più soldi, quelle realtà che riescono a sfornare studenti capaci di inserirsi velocemente nel mondo del lavoro una volta finito il loro percorso di studi o di laurearsi bene e in tempi brevi se hanno scelto di frequentare l’università.

Buona lettura!

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Quanti anni hai e dove abiti?

Ho 17 anni e vivo in provincia di Milano.

Quale percorso di studi stai seguendo?

Attualmente, frequento il quarto anno di un istituto professionale che ti diploma come tecnico elettrico.

Quali sono le tue aspirazioni future proiettate in un arco temporale di 5 anni?

Non ho ancora le idee ben chiare sul mio futuro. Sono in un momento cruciale della mia vita: davanti a me si sono aperte molte strade, ma non ho ancora deciso quale sia quella migliore da percorrere.

Sicuramente, dopo gli studi comincerò subito a lavorare come freelancer.

Come è nata la tua passione per la costruzione dei siti web?

La mia passione è nata all’età di 12 anni quando iniziai a realizzare e a gestire alcuni siti web di cui scrissi anche dei “frammenti” di codice HTML.

Quelli furono i miei primi siti web statici.

Fu amore a prima vista. Infatti, rimasi affascinato da questo mondo così bello e complesso.

Capii subito che il mondo del web design sarebbe stato il mio futuro.

Quali sono le competenze che hai sviluppato, nel tempo, in questo campo e i risultati che hai ottenuto?

Nel corso degli anni ho sviluppato molte competenze tra queste il linguaggio di mark-up: HTML, CSS e PHP.

Col tempo ne ho acquisite anche tante altre sviluppando siti web dinamici con il CMS WordPress.

Ho ottenuto sempre ottimi risultati, pur studiando da autodidatta, e le mie competenze crescono giorno dopo giorno.

Come hai monetizzato le tue competenze?

Monetizzo le mie competenze occupandomi della realizzazione e della gestione di siti web.

Come gestisci un cliente difficile?

Con molta pazienza. Cerco sempre di entrare in relazione con il cliente, di creare un legame emotivo con la persona che ho di fronte e, affinché si fidi di me, di apparire autorevole ai suoi occhi.

Cerco anche di espormi in maniera rispettosa nei suoi confronti ascoltandolo attentamente e facendolo sentire importante.

Come hai strutturato il tuo canale di acquisizione clienti?

Gli unici canali che utilizzo per la promozione della mia attività e per acquisire nuovi clienti sono i social media.

Ho promosso e promuovo ancora la mia attività sui vari Social Network.

In base ai dati che ho raccolto tramite Google Analytics è Twitter il social che porta più traffico in ingresso al mio sito, circa il 40% dei visitatori provengono da lì.

Perché, oggigiorno, un’attività deve avere un sito web?

Un sito web è la base di partenza di un’attività. Se è ben fatto comunica affidabilità e professionalità al cliente.

Inoltre, è il mezzo di comunicazione per eccellenza e permette la massima interazione con i propri clienti.

Chi è presente su Internet ha sicuramente più vantaggi di chi non c’è e non essere sul web significa far notare la propria assenza.

Un imprenditore o un libero professionista avendo un sito web ha la possibilità di essere sempre visibile a ogni ora del giorno e della notte, e di mostrare la propria “vetrina virtuale” ogni giorno della settimana, anche nei giorni di festa.

Con un sito web si ha anche la possibilità di aggiornare i propri clienti sulle ultime novità relative alla propria attività o di pubblicare contenuti con lo scopo di catturare l’attenzione di potenziali clienti, magari notificandoglieli con una newsletter.

Questi sono i primi vantaggi che mi vengono in mente.

Quali sono, da un punto di vista tecnico, i segreti di un sito web di successo?

I segreti di un sito web di successo sono diversi.

Ti elenco quelli che, dal mio punto di vista, sono i più importanti:

  • Ottimizzazione per i motori di ricerca: in questo entra in gioco la SEO (Search Engine Optimization, n.d.r).

  • Template con un design responsive: negli ultimi anni gli utenti che accedono ai siti da mobile sono aumentati a livello esponenziale. Inoltre, avere un sito web mobile friendly è un importante fattore di ranking sui motori di ricerca come Google.

  • Velocità di caricamento delle pagine web del sito: un altro fattore importante è la velocità di caricamento delle pagine. Anche questo è un fattore di cui Google tiene gran conto per il ranking. Il principale segreto per avere una pagina web dal caricamento veloce sta, innanzitutto, nel far risiedere il sito su un server di hosting professionale e non su quelli low cost o gratuiti. Come sempre: “Chi più spende, più guadagna”.

  • Utilizzare una CDN: riguarda sempre la velocità del caricamento di una pagina.

Il vantaggio di avere una CDN è quello di ridurre i tempi di latenza avvicinando i file dei nostri siti web agli utenti, in modo da diminuire il carico sui server e l’utilizzo della banda passante che li collega al web.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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Federico

Come Creare Un Opt-in Form Per La Tua Fanpage Di Facebook Con MailChimp

Oggi, mio caro lettore, ti spiegherò come creare un Opt-in form per la tua fanpage di Facebook con MailChimp.

Nell’ultimo post ti ho parlato degli strumenti che devi assolutamente utilizzare per attirare il tuo cliente ideale. Tra di essi ho indicato la mailing list e la newsletter.

Quest’ultimo strumento è molto importante poiché ti permette di creare un rapporto di fiducia con i tuoi follower, di posizionare nella loro mente l’idea che tu sei la soluzione al loro problema e, dulcis in fundo, di vendergli il tuo prodotto o servizio.

Dai primi di febbraio sono alle prese con la creazione della mia newsletter e quindi ti posso fornire qualche utile consiglio che ti semplificherà la vita, se anche tu vorrai seguire il mio esempio.

Buona lettura!

MAILCHIMP

Poiché questo blog è stato realizzato con WordPress.com giocoforza ho dovuto utilizzare come autoresponder MailChimp, giacché è l’unica soluzione possibile, se si adotta questo tipo di piattaforma.

Questo autorisponditore è semplice da utilizzare, è gratuito fino a quando non superi i 2.000 iscritti alla tua mailing list (per questo motivo ti consiglio di eliminare periodicamente gli iscritti inattivi da lungo tempo, n.d.r.) e ti permette di spedire gratis fino a 12.000 email ogni mese.

Tanta roba, vero?

Superati questi confini oppure se vuoi automatizzare la tua sequenza di email per il lancio di un tuo prodotto o servizio devi passare al servizio a pagamento.

L’OPT-IN FORM

Per la realizzazione dell’Opt-in form di un sito web o di un blog WordPress.com mette a disposizione il MailChimp Widget, che trovi nel pannello di controllo sotto la voce widget che ti appare quando clicchi su Personalizza.

Facile da utilizzare ha, però, un grosso limite: ti permette di creare un pop-up banner che viene visualizzato dal visitatore del tuo sito solo quando vi atterrà per la prima volta.

Se lo chiude per visitare con calma il tuo sito web, non lo rivedrà più.

Alla visita successiva, infatti, il banner non gli sarà più mostrato per via di un cookie tecnico (il mio consiglio è di ritardare di qualche secondo l’apparizione del pop-up in modo da aumentare le possibilità che il visitatore s’iscriva alla tua newsletter, n.d.r.).

Questo di per sé non sarebbe un problema, se si potesse posizionare un Opt-in form fisso anche, a destra, sulla barra laterale del blog.

Senonché tale soluzione su WordPress.com è impedita ed è logico, se ci pensi, che sia così poiché vi è già il modulo con cui chi è interessato ai tuoi contenuti può lasciare il suo indirizzo email per essere aggiornato ogni volta che pubblichi un nuovo post.

Attenzione, però, perché quest’ultimo widget ti permetterà di crearti il tuo pubblico, ma non il tuo mercato visto che i dati di contatto di chi s’iscrive non ti vengono comunicati, per cui non puoi crearti la tua mailing list.

Per superare questo ostacolo io ho creato una pagina dedicata denominata Newsletter dove invito, colui che è interessato agli argomenti di cui tratto nel blog e vuole ricevere, in via esclusiva, anche contenuti diversi (Report, eBook ecc.) dal semplice aggiornamento sull’ultimo post pubblicato, ad iscriversi alla mia mailing list attraverso la mia fanpage su Facebook.

A proposito, se quanto hai letto fin qui ti è piaciuto, perché non ripaghi il mio sforzo iscrivendoti alla mia newsletter!  🙂

COME CREARE UN OPT-IN FORM PER LA TUA FANPAGE DI FACEBOOK

Per prima cosa, dopo che ti sei iscritto, la procedura guidata di MailChimp ti fa creare la tua newsletter (denominazione, layout, ecc.).

Il passo successivo è quello di creare la propria lista di contatti. Per far ciò devi cliccare su Lists, se hai già creato la tua bozza di newsletter essa ti apparirà sulla tua sinistra mentre alla tua destra troverai il pulsante Stats.

Lists MailChimp

Clicca sul suddetto bottone e vedrai apparire un menu a tendina.

A questo punto, non devi far altro che cliccare su Signup forms ti si aprirà una pagina con diverse voci, identica a quella che vedi qui sotto.

Signup forms di MailChimp

La prima denominata General Forms è molto importante perché ti permette di modificare, a tuo piacimento, gli Opt-in form e le varie email automatiche che seguono al processo di iscrizione o di disiscrizione alla tua mailing list (utilissima la funzione per tradurre automaticamente in italiano i testi di default dei vari form, n.d.r.).

Ma torniamo al tema principale di questo articolo e cioè come creare un Opt-in form per la tua fanpage di Facebook.

Bene! Scorrendo dall’alto verso il basso la pagina di cui sopra, arriverai alla funzione che ti permetterà di creare il modulo d’iscrizione alla tua newsletter da mostrare sulla tua pagina fan.

MailChimp Facebook Form

Da qui in poi è una passeggiata, infatti, MailChimp ha reso la procedura molto semplice, quindi non mi dilungherò ancora in ulteriori spiegazioni.

Aggiungerò solo tre cose:

  • Se avrai seguito correttamente le istruzioni di MailChimp, apparirà sulla tua fanpage la busta che vedi nell’immagine qui sotto con l’invito ad iscriversi alla tua newsletter.

Facebook Form per l'iscrizione alla newsletter

  • Ricordati che hai la possibilità di mostrare a colui che si vuole iscrivere alla tua mailing list l’Opt-in form come appare sul tuo sito web o blog oppure puoi contestualizzare meglio il tutto dandogli un look alla Facebook come ho fatto io.

Facebook look Opt-in form MailChimp

  • Fai sempre un test di prova per vedere se tutto funziona correttamente.
CONCLUSIONE

Grazie a MailChimp, anche se sfrutti per il tuo sito web o blog la piattaforma WordPress.com, puoi crearti seguendo la procedura che ti ho appena descritto la tua mailing list, strumento che non può mancare in una moderna strategia di marketing.

Il punto è che per aumentare le possibilità che qualcuno s’iscriva alla tua newsletter dovrai giocare d’astuzia e sfruttare la tua fanpage su Facebook.

Questa soluzione, se a prima vista ti può sembrare un limite, in realtà è una grande opportunità per utilizzare, a tuo vantaggio, le enormi potenzialità di ingaggio della tua pagina fan.

Se sarai creativo ed accorto, raccoglierai attorno a te una community di fan che contribuirà col suo entusiasmo e supporto al tuo successo.

Per oggi questo è tutto, mio caro lettore.

Non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima ti invito ad iscriverti alla mia newsletter, se non lo hai già fatto, e se l’articolo ti è piaciuto e lo hai trovato utile, per favore, condividilo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Il blog è essenziale per…

In un contesto di mercato in cui la competizione sul prezzo è all’ultimo sangue il blog è essenziale per comunicare ai tuoi potenziali clienti e a quelli attuali l’elemento che ti differenzia dai tuoi competitor.

Nello scorso articolo ti ho indicato, mio caro lettore, questo mezzo di comunicazione come uno degli strumenti che non possono mancare in una moderna strategia di marketing per posizionarsi nella mente del consumatore.

Si tratta di una questione di vita o di morte.

Sì, hai capito benissimo! Sto parlando della vita o della morte della tua attività. Quella da cui dipende la tua indipendenza economica.

Pensi che stia esagerando?

Beh, sei in buona compagnia. Infatti, ci sono tanti imprenditori e professionisti che all’alba del 2016 non si sono resi conto che il blog è essenziale per convincere gli individui a contribuire ai loro fatturati attraverso l’acquisto dei prodotti o servizi che vendono.

Non obiettarmi che il tuo business è differente!

Questa è semplicemente una patetica scusa.

Ammetti, invece, che sei pigro ed hai paura di uscire dalla tua comfort zone per imparare qualcosa di nuovo.

Anche se in questo momento i tuoi affari stanno andando bene, il fatto che tu, mio caro lettore, non ti dia da fare per mutare il modo con cui stai comunicando al mondo che sei sul mercato col tuo prodotto o servizio è indice di una mancanza di lungimiranza.

Infatti, se vuoi rimanere a lungo in affari devi ragionare come un giocatore di scacchi che pensa in anticipo le sue mosse prevedendo anche quelle dell’avversario.

Se ti muoverai all’ultimo costretto dalla forza degli eventi, sarà troppo tardi poiché i tuoi concorrenti più avveduti avranno acquisito su di te un vantaggio incolmabile.

E non dirmi che tu hai, già, il sito web. Questo strumento non basta da solo per creare un rapporto di fiducia coi tuoi potenziali clienti, pur essendo molto importante poiché ti garantisce un minimo di visibilità.

Averne uno è senz’altro un bel passo in avanti che hai fatto nella direzione giusta, ma affinché esso si trasformi in una macchina per far soldi devi portarci traffico qualificato e per far ciò il blog è essenziale.

Solo attraverso di esso puoi mostrare le tue competenze, la conoscenza del prodotto o servizio che vendi e la tua autorevolezza.

Per costruire un blog ci sono diverse soluzioni: WordPress, Drupal, Joomla, Squarespace, Rainmaker e altre ancora.

In questo post mi limiterò ad accennare, solamente, a due di esse e cioè alla piattaforma più diffusa tra i blogger, WordPress, e a quella che di recente ha colpito la mia attenzione, Squarespace.

WORDPRESS VS. SQUARESPACE

Attualmente, WordPress è la piattaforma di blogging più usata al mondo poiché è gratuita, facile da installare, ha tanti plug-in che la rendono così flessibile da adattarsi perfettamente ad ogni esigenza e vi è una grande community di programmatori che si occupa del suo sviluppo.

Di contro, l’estrema libertà di customizzazione di cui gode WordPress lo rende uno strumento complesso da utilizzare per chi non ha dimestichezza col mondo di Internet e del computer.

Per tua fortuna, in Rete, ci sono un sacco di tutorial e di blog che spiegano come sfruttare al meglio questo CMS (content management system, n.d.r.).

Se vuoi imparare qualche trucco che ti faciliterà la vita con WordPress ti consiglio di leggerti i post di Andrea Toxiri, alias Mr Tozzo, il quale sul suo blog ha una rubrica dal titolo, alquanto, esplicativo: Help WordPress.

Se, invece, tanta libertà di customizzazione ti spaventa, Squarespace è la soluzione ideale per te.

Questa piattaforma ti mette a disposizione una ventina di template dal bel design, totalmente responsive, cioè che si adattano perfettamente alla visione da tablet e smartphone, tutti facilmente personalizzabili anche senza essere un web designer e ha un’ottima assistenza (solo in lingua inglese, n.d.r.).

Qui, però, si paga un canone annuale (accetta solo carte di credito per il pagamento, n.d.r).

Per chi si vuole creare da solo il proprio sito web o il blog vi sono due pacchetti, il più economico dei quali ha un costo di $ 96,00 l’anno, che ti permetteranno di sceglierti il template che più ti piace. In ogni pacchetto è compreso anche il servizio di hosting.

In più, prima dell’acquisto del servizio ti viene data l’opportunità di provare gratis la piattaforma per 14 giorni in questo modo potrai capire se sei in grado di fare tutto da solo o se ti conviene affidarti ad un professionista per la realizzazione del tuo sito web o blog.

Infine, hai anche la possibilità di acquistare il dominio da questa società. Io, però, sconsiglio questa soluzione in quanto ti vincolerebbe troppo a Squarespace, mentre se acquisterai il dominio da un altro fornitore qualora volessi migrare il tuo blog o sito web su un altro servizio hosting perché, ad esempio, vuoi passare a WordPress non avrai nessun problema nel farlo.

QUESTIONE DI BLOGGING

Ora, che hai preso coscienza del fatto che il blog è essenziale per fare business ed hai scoperto alcune delle piattaforme che potresti usare per crearne uno, non ti resta che capire come bloggare in modo efficace.

Fare del buon blogging non è per niente facile, ma neanche una cosa impossibile.

Una risorsa che ti può essere utile è il blog di Francesco Panìco: Blog Facile.

Però, prima di dedicarti alla sua lettura devi stabilire l’argomento attorno a cui costruire tutto il tuo piano editoriale.

Ricordati di non dedicare tutti gli articoli che andrai a scrivere alla promozione del tuo prodotto o servizio e di dare sempre contenuti di valore in pasto a chi ti legge.

È buona norma pubblicare un articolo promozionale ogni dieci in questo modo non stancherai il tuo pubblico, mentre gli altri contenuti che scriverai devono avere per oggetto una soluzione al problema che fa perdere il sonno il tuo lettore.

Se, sei un mio fedele, lettore avrai notato come mi muovo.

Io, da più di due anni a questa parte, mi sono focalizzato su un problema che assilla diverse migliaia di italiani: quello dell’indipendenza economica.

Ho intervistato persone che, nonostante la situazione odierna o proprio grazie ad essa, hanno deciso che era il momento giusto per realizzare i propri sogni. Oltre a ciò pubblico articoli su idee o strumenti che possono aiutare le persone a creare o a far crescere il proprio business.

Difficilmente, troverai articoli su questo blog in cui promuovo direttamente la mia attività, ma questo non vuol dire che non stia utilizzando questo spazio come vetrina promozionale per posizionarmi nella mente del mio cliente ideale.

Lo sto facendo. Ma in modo molto sottile.

CONCLUSIONE

Come avrai, ormai, capito dopo questa breve lettura il blog è essenziale:

  • Per comunicare ai tuoi potenziali clienti in cosa sei differente dai tuoi concorrenti e, quindi, perché è meglio acquistare il prodotto o il servizio da te.

  • Per creare un rapporto di fiducia tra te e il tuo mercato.

  • Per portare al tuo sito web contatti caldi interessati alla soluzione che proponi al loro problema.

A questo punto, mio caro lettore, dopo averti parlato di come il blog è essenziale per posizionarsi nella mente del consumatore non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post dove approfondirò alcuni discorsi che ho iniziato in questo articolo.

Ma ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Mr Tozzo: Toxnetlab’s Blog

Continua la serie di interviste ai blogger che considero un punto di riferimento nel panorama italiano del Web 2.0.

Oggi, mio caro lettore, ti presento Andrea Toxiri, alias Mr Tozzo, titolare del blog Toxnetlab sul quale potrai trovare utili consigli in campo informatico e sulla comunicazione via web.

Tra i vari argomenti da lui trattati ti segnalo la rubrica Help WordPress che insegna un sacco di trucchi per sfruttare al meglio le caratteristiche di WordPress.com, la piattaforma gratuita di blogging più utilizzata al mondo.

Quanti anni hai e dove vivi?

Prima di tutto volevo ringraziarti per aver pensato a me per questa intervista.

Ho 34 anni e vivo a Roma.

Che percorso scolastico hai seguito?

Avendo una preferenza per le materie scientifiche il mio percorso scolastico è stato molto omogeneo.

Liceo Scientifico per quanto riguarda le Superiori.

E visto il mio “amore” per tutto ciò che riguarda il mondo delle tecnologia quando è arrivato il momento di scegliere il mio percorso universitario la scelta è ricaduta su: Ingegneria delle Telecomunicazioni.

Quali sono state le tue esperienze lavorative antecedenti all’attuale?

A febbraio sono 10 anni che lavoro.

In questo periodo ho cambiato quattro aziende ed ho svolto (con diversi ruoli: da sistemista a capo progetto, passando per docente) sempre il lavoro di consulente in campo ICT.

In realtà, ho sempre fatto il consulente da quando ho ricevuto il mio primo computer. Prima per amici e parenti.

E da 10 anni mi pagano anche 😀

Come nasce la tua passione per il copywriting e i social media?

Oltre che dalla tecnologia sono sempre stato affascinato dal mondo del giornalismo, tanto che quando stavo alle elementari avevo una macchina da scrivere regalata da mio nonno.

Poi, per un bel periodo ho mollato questa passione e mi sono dedicato prevalentemente al mondo della tecnologia fino a quando nel 2009 ho avuto il mio primo incontro con il mondo del Blog e dei Social Media.

Come sei approdato alla tua attuale professione? Se non sbaglio ti dividi tra un’attività in azienda e la tua attività da freelancer, giusto?

Alla professione di consulente sono arrivato dopo la mia laurea mentre, grazie al blog, ho scritto e scrivo per portali di tecnologia.

Com’è una tua giornata tipo?

Inizia presto, alle 6, e mi divido tra lavoro e famiglia.

La maggior parte delle giornata è occupata dall’attività di consulente e poi naturalmente c’è tutta l’attività di PR sui Social Media (dove bisogna essere sempre presenti).

Durante la pausa di pranzo, invece, mi dedico alla lettura dei colleghi blogger o scrivo i post per il mio blog.

Quali strategie utilizzi per trovare nuovi clienti?

Per quanto riguarda l’attività di blogger il mio “manager” è il mio blog. Le richieste per scrivere per alcune redazioni sono arrivate proprio grazie a lui.

Come gestisci un cliente difficile?

Un cliente è sempre difficile e bisogna andarci sempre con cautela.

Ci sono stati dei momenti critici dove la mia pazienza è stata messa a dura prova.

Prima avevo un carattere fumino.

Adesso, invece, ho capito che chi alza la voce ha sempre torto e che rispondere con tranquillità senza alzare i toni od offendere spiazza il tuo interlocutore.

Naturalmente, questo se hai ragione; invece, se sei nel torto conviene ammettere l’errore, perché tutti sbagliamo, e cercare di rimediare.

Ti è mai capitato di sbroccare con un cliente?

Discutere sì, proprio sbroccare no.

A Roma e nel Lazio come viene percepito il mondo dei social media ed il tuo lavoro da parte degli imprenditori?

I Social Media sono visti ancora con diffidenza perché l’idea che hanno è che sono degli strumenti per perdere tempo (forse, sarà colpa dei giochini che girano su Facebook?).

Questo, naturalmente, non è un problema che si trova solo dalle mie parti, ma è un concetto diffuso a livello nazionale.

Se pensi che negli Stati Uniti c’è gente che ha creato un vero e proprio business con Facebook e qui da noi nelle aziende, invece, viene bloccato.

In Italia manca una cultura digitale e questa mancanza porta ad avere due situazioni: il datore di lavoro che ti blocca Facebook e il dipendente che cazzeggia tutto il giorno sul web.

Come nasce il tuo blog e che importanza assume nelle tue strategie di comunicazione?

Il mio blog nasce nel 2009 per curiosità e come vi ho scritto:

Da quando ho iniziato a “smanettare” con i computer sono stato il consulente informatico di amici e parenti.

Poi è arrivato Internet e le consulenze si sono spostate dai computer al web.

Questo blog nasce dalla mia passione per il mondo informatico e del web, l’idea è quella di fornire consulenze a chi non è pratico. Cercherò di trattare gli argomenti in maniera semplice, ma completa, per dare la soluzione a tutti.”

Il blog è molto importante per le mie strategie di comunicazione, perché è molto più di un semplice CV dove elenchi quello che sai fare.

Il blog ti permette di far vedere a tutti quello che sai fare veramente.

Inoltre, ti permette di raggiungere persone in tutto il mondo (se guardo le statistiche del mio blog ho ricevuto visite da quasi tutto il globo…Groenlandia compresa).

L’importante è essere sempre onesti con i tuoi lettori perché tanto se provi a fare il furbo prima o poi quello che ti sgama lo trovi.

Quali tool utilizzi per facilitare la tua attività di blogger?

Hootsuite, Buzzsumo, Google Trend questi sono quelli che uso di più per muovermi online.

Invece, per quanto riguarda l’offline uso molto Evernote (l’ho installato su iPhone, iPad e Mac) perché lo trovo molto comodo per prendere appunti o scrivere pezzi di post quando sono in giro.

E poi, naturalmente, l’applicazione di WordPress per pubblicare articoli quando non sono né a casa, né in ufficio.

Com’è il tuo rapporto con gli altri blogger?

Buono, anzi ottimo. Nella vita offline non sono un attaccabrighe e lo stesso nella vita online.

Se mi piaci ti seguo, altrimenti non ti seguo.

Naturalmente, se non concordo con quello che scrivi una critica te la lascio… ma sempre costruttiva.

Come ti formi per restare continuamente al passo coi tempi?

Ho i miei blogger di riferimento del settore e leggo anche i libri che riguardano determinati argomenti.

Ad esempio, l’ultimo che ho letto è “Contagioso” di Jonah Berger molto interessante. E quando ho tempo partecipo anche a qualche seminario online.

Da utilizzatore di WordPress ho apprezzato la tua idea di creare una serie di articoli in cui dai al tuo pubblico alcune dritte. Come è nata?

Tutto è nato durante la “Tempesta della Cookie Law”, ho notato che molte persone non conoscevano le sue funzioni basilari e quindi ho pensato: “Perché non creare una rubrica? “

Sono contento che l’abbia apprezzata. Spero che sia così anche per gli altri.

So che sei un’appassionato fotografo. Quanto è importante l’immagine fotografica all’interno del tuo stile di comunicazione?

La passione per la fotografia nasce prima di quella per i Social e per il Blog.

Quando sono in vacanza ho sempre in mano la mia Nikon (sono praticamente ai livelli dei cinesi ;D ).

Faccio anche molte foto con il mio iPhone e sono molto attivo su Instagram, che io definisco la sintesi delle mie passioni… Social-Fotografia, e Flickr.

L’immagine è molto importante nella comunicazione perché può rafforzare un concetto o spiegarlo meglio.

Del resto come si dice: “Un’immagine vale più di mille parole”.

Cosa ne pensi di Google+?

Un raccomandato senza talento!!!

Lo so con questa frase mi tirerò dietro l’ira di molti “Guru”, ma a me Google+ non è mai piaciuto.

Lo vedo come una brutta copia di Facebook che però, nonostante Google, non ha avuto il successo sperato da BigG.

Lo uso poco, giusto per pubblicare i miei post e quelli dei colleghi blogger.

Di che cosa parla il tuo e-book: “Chiedilo a Mr Tozzo VOL. 1”?

C’è stato un periodo della mia vita in cui mi arrivavano diverse email che mi chiedevano: “Come si fa a fare… ?”, l’idea è stata quindi di prendere le risposte che gli davo e creare dei post per il mio blog.

Così è nata la rubrica “Chiedilo a Mr Tozzo”.

L’ebook “Chiedilo a Mr Tozzo VOL. 1” è una raccolta di tutti quei post (così lo puoi portare sempre dietro).

Forse, uscirà anche un VOL. 2, però, non so ancora come e quando.

Qual è stata la tua più grande soddisfazione come comunicatore?

Lasciando perdere i numeri e le statistiche (che fanno sempre piacere): ogni volta che un lettore arriva sul mio blog e va via con qualcosa in più rispetto a quando è arrivato.

Cookie Law. Habemus Banner

Finalmente, dopo un lungo conclave WordPress ha rilasciato il widget che permette a tutti i blogger che utilizzano la piattaforma WordPress.com di mettersi in regola con la legge vigente.

Cosa devi fare?

Prima di tutto, crea, se non lo hai già fatto, una pagina dedicata alla Cookie & Privacy Policy.

Questo passaggio è molto importante poiché nel banner dovrà essere inserito il link alla suddetta.

Per quanto riguarda il contenuto della pagina puoi prendere spunto dalla mia.

Ricordati, però, di inserire nella tua Cookie Policy i link alle Privacy Policy di tutti i tasti e widget social che utilizzi, oltre a quello diretto alla pagina di Automattic.

Fatto ciò, per avere il proprio banner basterà entrare nel Pannello di Controllo (dashboard) cliccare su Aspetto ==> Personalizza ==> Widget.

Una volta giunti in questa sezione seleziona EU Cookie Law Banner ed aggiungilo all’area widget a piè di pagina oppure per quei temi che non la supportano in quella della barra laterale (comparirà ugualmente a fondo pagina, n.d.r.).

A questo punto il gioco è fatto. Infatti, ti basterà seguire i seguenti passaggi:

  1. Apri il widget;

  2. Scegli la modalità con cui il visitatore accetterà l’utilizzo dei cookie;

  3. Stabilisci il colore del banner. Le opzioni sono solo due: Trasparente o Nero;

  4. Personalizza il messaggio che apparirà al visitatore;

  5. Inserisci il link alla tua pagina Cookie Policy nell’apposito spazio e poi scegli personalizza (ti suggerisco di far così poiché ho notato che seguendo la via più logica il widget non accettava l’url e lasciava quello predefinito, n.d.r.);

  6. Personalizza il testo che rimanda alla tua policy e quello che apparirà sul bottone d’accettazione;

  7. Salva il tutto.

A questo punto potrai eliminare il testo provvisorio o il banner “fai da te” che, in attesa della fumata nera da parte di WordPress, avevi posto in essere per tentare di essere in regola con le direttive dell’Autorità Garante, goderti il tuo blog e dormire sonni tranquilli.

Cookie Law. Aggiornamento finale

Come direbbe Shakespeare “Molto rumore per nulla”.

La Cookie Law, che tanto in ambasce ha messo chi come me possiede un blog su WordPress e non solo, si può rispettare facilmente come ben ci spiega Angelo Cerrone nel suo ultimo aggiornamento ed a cui rimando per un approfondimento.

Breve riassunto per chi, ancora, non sa di che cosa sto parlando.

Sicuramente, navigando in Rete, di recente, avrai notato che appena apri, per la prima volta, la pagina di un sito web o di un blog ti appare un banner che ti avvisa che sta utilizzando dei cookie.

Il banner, altresì, ti informa che continuando a scorrere la pagina o cliccando sull’apposito bottone “Accetto” dai il tuo consenso all’utilizzo di tali strumenti; inoltre, per chi vuole saperne di più mette a disposizione un link alla pagina sulla privacy dove viene spiegato nel dettaglio che tipo di cookie sono utilizzati dal sito in questione e come disattivarli qualora non si gradisse essere “spiati” durante la navigazione del suddetto.

Ebbene, questo fiorire di banner sui cookie è dovuto ad una direttiva europea volta a tutelare la privacy dei cittadini europei che navigano in Internet, a cui il legislatore italiano si è adeguato con una legge con qualche punto di difficile interpretazione.

Ricordo che tale legge e la successiva direttiva del Garante della Privacy che impongono a tutti i siti e blog di informare i visitatori dell’utilizzo dei cookie entra in vigore al passaggio tra il 2 giugno ed il 3 giugno 2015 e che per chi non vi si adegua ci sono multe salatissime.

Tutto ciò premesso, se l’adeguamento alla norma di legge è abbastanza facile per coloro che hanno un proprio spazio web tale non lo è sembrato, ad una prima lettura del testo, per coloro che hanno un sito o blog su WordPress.com che non sono proprietari dello spazio che utilizzano né del CMS.

Mentre, ora si ha la certezza che per adeguarsi alla direttiva del Garante chi ha un blog o un sito su WP dovrà, semplicemente, imitare quello che ho fatto io.

Infine, ti ricordo che per essere perfettamente conforme alla legge, mio caro lettore, devi aggiungere al testo dell’informativa questo codice HTML , gentilmente fornitomi da Angelo, che rimanda alla normativa sulla privacy di Automattic:

<a href=”http://automattic.com/privacy “>leggi qui</a>

Buon blogging!

Aggiornamento del 07-06-2015:

Il Garante della Privacy ha confermato che per coloro che hanno un sito od un blog su WordPress l’obbligo di legge cade in capo ad Automattic come si evince dal punto 3 dell’informativa emessa in data 05-06-2015. (leggi qui)

Aggiornamento finale (01-07-2015):

Finalmente, WordPress ha rilasciato il widget col banner che ci mette in regola con le direttive del Garante della Privacy. Per maggiori info leggi il mio ultimo articolo a riguardo. Con oggi la questione è definitivamente chiusa.

Angelo Cerrone. L’eleganza di comunicare emozioni

Oggi, mio caro lettore, ti presento attraverso questa intervista Angelo Cerrone, giovane promessa del marketing italiano ed autore dell’omonimo blog.

A lui la parola. Buona lettura!

Ciao Federico è un piacere essere intervistato da te che rappresenti un punto di riferimento per la comunicazione italiana, in quanto sei abilissimo nel coniugare cultura, qualità e creatività in tutti i tuoi lavori.

Ma prima di iniziare l’intervista concedimi la possibilità di salutare i tuoi lettori che sono una risorsa importantissima per questo blog.

Quanti anni hai e di dove sei?

Sono nato sotto il segno del cancro in una calda notte del luglio del 1986 e quindi quest’anno compirò 29 anni.

Vivo nella splendida provincia di Salerno, un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni ma che è privo di un assetto economico capace di essere competitivo in tutto il mondo e ciò penalizza le risorse professionali dislocate in tutta l’area salernitana.

Qual è stato il tuo percorso scolastico?

Dopo aver concluso le scuole medie decisi di mia spontanea volontà di frequentare il liceo linguistico poiché ero attratto dallo studio dell’inglese e dello spagnolo.

Purtroppo, il percorso scolastico fu caratterizzato da una vera e propria lotta contro i consueti “favoritismi” che caratterizzano la scuola italiana.

Questa situazione mi ha segnato profondamente e ancora oggi provo “disgusto” verso le lingue straniere.

Quindi, dopo aver ottenuto la maturità, decisi di seguire la mia seconda passione ovvero: l’economia.

Mi iscrissi alla laurea triennale di Economia e Amministrazione delle Imprese ed iniziai a dare i miei primi esami.

Durante i tre anni di studi, lessi alcuni libri sul marketing e sulla comunicazione d’impresa e fui letteralmente sedotto da questa disciplina che non conoscevo.

Per questo, dopo essermi laureato alla triennale, ho deciso di specializzarmi in comunicazione, ottenendo il massimo dei voti.

Dunque il mio percorso scolastico è stato “movimentato” ma segnato da un filo logico: la comunicazione, l’economia e le lingue sono alla base del marketing.

Qual è stato il tuo percorso lavorativo?

Sicuramente, non ho un curriculum prestigioso come tanti altri professionisti anche perché sono “relativamente giovane” per il mondo del lavoro, ma per ora le soddisfazioni non mancano.

Infatti, ho sempre lavorato nel settore del marketing e della comunicazione e ciò mi rende fiero del mio percorso lavorativo in quanto viviamo in una Nazione dove è facile bruciarsi e/o dove è difficile collocarsi nei settori professionali di pertinenza.

In questi anni ho lavorato per importanti realtà imprenditoriali, non soltanto locali ma anche internazionali, ho conosciuto molti professionisti del settore e, in ultimo, ho collaborato con alcune amministrazioni locali in ambito politico.

La mia carriera non poteva iniziare nel migliori dei modi.

Come hai conquistato il tuo primo posto di lavoro nel settore in cui operi?

Sarò sincero. Per me la mia prima vera esperienza di lavoro è quella che sto vivendo tuttora nell’agenzia dove opero.

Le altre esperienze sono state superflue e poco produttive sotto il profilo dell’apprendimento della professione.

Alla Pubblisystem sono entrato mediante il classico contratto da stagista e dopo un po’ di dura gavetta sono stato promosso all’area marketing.

Lo staff dell’agenzia nutre una profonda stima nelle mie capacità ed in questi ultimi mesi ha apprezzato, a più riprese, il mio modo di lavorare: sicuramente, un po’ troppo lontano dai classici canoni italiani ma molto produttivo sotto il profilo economico.

Qual è la cosa che più ti appassiona nel tuo campo lavorativo?

Quando si lavora per passione è quasi impossibile scegliere gli aspetti più piacevoli della propria professione.

Il marketing è una disciplina troppo complessa ed articolata per essere amata “parzialmente”.

Certamente, la parte strategica è più vicina alla mia indole e non c’è cosa più bella di pianificare un’azione che dovrà condurre un’azienda e/o un libero professionista al “successo”.

Quando qualcuno raggiunge determinati obiettivi attraverso le tue idee e il tuo lavoro, ti senti, talmente, felice da amare a dismisura la tua attività.

Tu lavori sia per una società che come freelancer. Giusto? Quali sono gli aspetti positivi del lavoro da dipendente e quelli positivi da freelancer?

Sì, caro Federico, ti ricordi molto bene.

Oltre a lavorare in una delle agenzie di comunicazione più importanti del territorio, sto muovendo i primi passi da freelancer.

Lavorare in agenzia è molto produttivo perché hai la possibilità di crescere professionalmente mediante un continuo confronto con i tuoi colleghi. Non hai la necessità di ricercare costantemente nuovi clienti ed hai, soprattutto, uno stipendio fisso.

Ma questo, forse, è anche uno degli aspetti più penalizzanti del lavoro alle dipendenze di qualcuno.

Infatti, spesso, i corrispettivi sono troppo bassi e non sono sufficienti a fornirti quell’autonomia economica necessaria per realizzarti nella vita di tutti i giorni.

Inoltre, le imprese italiane sono troppo lontane dalle esigenze dei lavoratori di oggi.

Concetti quali flessibilità e dinamicità sono ancora un miraggio per il nostro Paese e tutto ciò si tramuta in contesti imprenditoriali poco produttivi e competitivi.

Per superare la crisi economica è necessario non opprimere psicologicamente i lavoratori.

Molti economisti americani hanno individuato nella libertà del lavoro (ovvero: orari flessibili, premi di produzione, vacanze strategiche e altro ancora) un modo innovativo per incrementare la qualità produttiva di un’azienda.

È, forse, questo l’aspetto più seducente della vita da freelancer.

Hai la possibilità di lavorare in base alle tue esigenze e di avere dei compensi maggiori rispetto ai lavoratori dipendenti, ma per colpa delle tasse troppo elevate è difficilissimo far “quadrare” i conti in un settore duramente colpito dalla grande crisi economica come il nostro.

In futuro pensi di metterti in proprio definitivamente?

Se ti rispondessi di sarei troppo banale. Se ti rispondessi di no sembrerei troppo presuntuoso. Per questo ti dico: non lo so.

A parte gli scherzi vorrei avviare un’attività tutta mia, ma lo scenario economico italiano mi blocca.

Come ho già ribadito precedentemente, le tasse incidono negativamente sull’economia nazionale e finché la classe politica italiana continuerà ad aumentarle per perseguire il pareggio di bilancio, le nostre condizioni lavorative saranno sempre più precarie e ciò limiterà la possibilità di avviare nuove attività d’impresa.

Quali sono i tuoi punti di forza e che servizi proponi ai tuoi clienti?

Sul mercato propongo un’ampia gamma di servizi che abbracciano sia il marketing tradizionale sia quello digitale che quello non convenzionale.

Però, la forte passione per la tecnologia e per il web mi stanno conducendo ad una specializzazione nel digital advertising ed è anche per questo che sto imparando ad utilizzare WordPress e Joomla per poter realizzare siti web ed ampliare così la mia offerta “commerciale”.

Per quanto riguarda i miei punti di forza potrei dilungarmi su concetti quali: professionalità, creatività, dinamismo, originalità e tante altre qualità che appartengono ad ogni professionista ma ciò ridurebbe la mia figura ad una semplice valutazione oggettiva.

Pertanto, preferisco che ogni cliente, ogni mio collega e qualsiasi altro individuo mi valuti e mi apprezzi per ciò che realizzo.

Il passaparola è la miglior medicina per il personal branding.

Quali obiettivi hai nella vita?

Ho solo un unico grande obiettivo ovvero lasciare una traccia indelebile nel panorama comunicativo nazionale e di raggiungere i vertici del marketing italiano.

Forse, sarà un sogno irrealizzabile, ma finché ne avrò la possibilità cercherò in tutti i modi di trasformare questo sogno in realtà.

Se tu dovessi fare un bilancio della tua carriera lavorativa a che punto pensi di essere arrivato rispetto al percorso che ti sei prefissato?

Parto dal presupposto che la carriera di un professionista può essere rappresentata mediante una struttura piramidale simile a quella di Maslow.

L’inizio carriera è collocato alla base della piramide ed è possibile accedere ad uno step successivo solo quando, interiormente, saremmo sazi e le nostre conoscenze in quel determinato contesto non potranno essere più arricchite.

Per perfezionarci sarà necessario passare ad una fase successiva.

Solo i più bravi raggiungeranno il vertice mentre molti si fermeranno agli step precedenti.

Se mi avessi posto questa domanda qualche mese fa ti avrei risposto di essere ancora alla base della piramide, ma in questi ultimi mesi la mia notorietà è cresciuta in modo esponenziale e anche la qualità dei lavori è nettamente migliorata.

Poiché ho avvertito l’esigenza di ricercare nuovi stimoli culturali che mi potessero ulteriormente migliorare, penso che la mia carriera sia al secondo gradino della piramide ma per raggiungere il vertice dovrò lavorare sodo e migliorarmi costantemente.

Nicola Losito: I Pensieri e Le Divagazioni del Signor Giacomo

Oggi, mio caro lettore, ti propongo l’intervista che ho fatto a Nicola Losito, scrittore e blogger, che con i suoi scritti e la sua ironia ha colpito il mio interesse.

Buona lettura!

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Ho studiato in diverse scuole dell’Emilia-Romagna: Elementari a Lavino di Mezzo (BO), medie a Bologna, liceo Scientifico a Lugo di Romagna, ingegneria elettronica all’Università di Bologna, questo perché mio padre, sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri, a ogni avanzamento di grado, doveva cambiare sede.

Essendo nato in Puglia mi reputo, a tutti gli effetti, un emigrante della cultura di base.

Quali sono state le tue esperienze lavorative?

Subito dopo la laurea ho trovato lavoro a Milano alla General Electric Information System poi acquisita dalla Honeywell, concorrente principale della IBM.

Dopo due anni in questa società, sono stato cooptato nell’industria cartotecnica di mio suocero. Una volta informatizzata la contabilità e la direzione commerciale, sono stato dirottato alla produzione: qui, per 24 anni, ho svolto la funzione di direttore di fabbrica. Da elettronico mi sono trasformato in meccanico. Oltre alla testa ho imparato a usare le mani, cosa piuttosto impegnativa per una persona inesperta, ma è stato divertente imparare a far funzionare le macchine alla massima velocità consentita.

L’avvento del fax e della posta elettronica rese matura la nostra produzione (fornivamo buste commerciali a quasi tutte le banche della Lombardia e del Piemonte) e così abbiamo dovuto chiudere l’azienda. Per arrivare alla pensione (mi mancavano 12 anni) ho aperto un’attività commerciale in Milano a cui ho dato il nome, molto significativo, di Punto a Capo.

Come nasce la tua passione per la scrittura?

In modo molto naturale anche se intervallata da lunghissimi periodi di completa dimenticanza.

Da piccolo leggevo molto e molto presto ho cominciato a usare la penna: il primo romanzo di 20 pagine l’ho scritto a 12 anni, il secondo a 28, prima della laurea. Due esperimenti da dimenticare.

L’anno dopo, in attesa di trovare lavoro, nacque il mio amore per i fumetti d’autore. Il Signor Giacomo con i suoi pensieri e le sue divagazioni, risale proprio a quel lontano periodo della mia vita.

Ho ricominciato a scrivere con impegno e costanza una volta terminato il lavoro attivo.

Come le tue esperienze di vita si riverberano nei tuoi scritti?

Praticamente i miei scritti in tarda età seguono la naturale evoluzione delle quattro stagioni degli esseri umani: l’infanzia/adolescenza, la giovinezza, la maturità, la vecchiaia, stagioni da me rivissute mentalmente e rielaborate con la fantasia.

I primi anni di un bambino durante le vacanze estive nella masseria dei nonni in Puglia li racconto nel mio romanzo d’esordio scritto nel 2004.

Le esperienze di un giovane sposo si trovano nei racconti stilati fra il 2004 e il 2006. In questi brevi scritti parlo dell’amore, del sesso, del matrimonio, delle scappatelle, vere o inventate, di un marito e di molti altri argomenti.

Da un’assidua frequentazione del mondo virtuale di Internet di un uomo maturo, nasce il mio secondo romanzo.

Infine, le problematiche della vecchiaia, osservata con occhio ironico e, allo stesso tempo, realistico le affronto nel mio ultimo libro.

Cosa pensi del panorama editoriale italiano?

Attualmente, il panorama editoriale italiano è tristissimo. Si pubblica troppo e male.

Sui banconi delle librerie ci sono sempre gli stessi scrittori e, proprio per questo, non sono per nulla invogliato ad acquistare dei libri.

Il grosso di ciò che viene stampato in Italia è rappresentato da quegli autori stranieri che hanno già venduto parecchio all’estero, ma che ormai hanno smesso di accendere il mio interesse.

Da tempo non mi fido più delle recensioni che leggo sulla stampa o ascolto in TV. Quasi sempre si tratta di marchette prezzolate.

Per comprare un libro oggi mi affido al passaparola di amici e conoscenti.

Ti hanno pubblicato o ti sei auto-pubblicato?

Non ho mai inviato manoscritti a case editrici: l’unico che mi è stato chiesto espressamente da un editore conosciuto a una cena fra amici e, in seguito, anche da un responsabile della B.C.Dalai Editore, incontrato alla Cattolica durante una conferenza, è stato il romanzo Alla bisogna tango si balla, entrambi attratti dal titolo, un azzeccatissimo palindromo. Nel primo caso l’editore era alle prime armi e chiuse i battenti per sopravvenute difficoltà economiche, nel secondo caso, non so che fine fece il manoscritto: so solo che la casa editrice B.C.Dalai, in gravi difficoltà, venne venduta e cambiò ragione sociale in Baldini & Castoldi.

Non vorrei che si pensasse che sia stato il mio libro a fare fallire i due editori: entrambi non fecero in tempo a metterlo in stampa… ahahahah!

Dopo questa disarmante esperienza, l’estate scorsa, terminato il mio ultimo romanzo, ho deciso di auto-pubblicare sotto forma di e-book, predisponendone anche la versione cartacea, tutto ciò che la mia fantasia aveva partorito negli anni.

Da qualche mese, infatti, cinque mie opere sono presenti su Amazon Italia e sono scaricabili a prezzi decisamente abbordabili. Comunque, a chi me le chiede “con gentilezza”, sono disponibile a cederle gratuitamente.

Quanti romanzi hai scritto?

Ne ho scritti tre, nell’ordine: Ossi di Pollo, Alla bisogna tango si balla e Io e Agata. Le altre due mie pubblicazioni sono: I pensieri e le divagazioni del Signor Giacomo, una raccolta di fumetti umoristici e Piani Incrociati, una miscellanea dei miei migliori racconti.

Quando nasce il tuo blog e perché?

Il mio blog I pensieri e le divagazioni del Signor Giacomo nasce quattro anni fa quando scopro l’esistenza della piattaforma WordPress.

In passato avevo tenuto un blog di successo all’interno del social network Netlog, un antesignano di Facebook. Uscito da Netlog, avevo promesso a me stesso di chiudere con i social network ma, dopo una disintossicazione durata due anni, ho cominciato a scrivere su WordPress dove, a mio parere, la vita virtuale è meno aggressiva e i pericoli di sbandate sentimentali sono minori.

Se ti fai i fatti tuoi e non polemizzi con altri blogger, riesci persino a divertirti pubblicando le tue cose e puoi anche fare amicizia con un sacco di persone simpatiche.

Su questa piattaforma è possibile “postare” quando e come ti pare, cioè decidere tu la frequenza e le tematiche.

All’inizio pubblicavo cosucce umoristiche, le strisce del Signor Giacomo, qualche mio racconto, e recensioni dei libri che avevo letto e che mi erano piaciuti.

In seguito, avendo iniziato a viaggiare all’estero, ho iniziato a pubblicare a puntate anche i reportage e i filmati da me girati nei luoghi appena visitati.

Cosa ti ha portato la tua esperienza come blogger?

Immagino che tu voglia una risposta sincera.

Allora, anche a rischio di ricevere bacchettate dagli amici che mi leggono, ti dico che, finalmente, ho capito la mentalità di chi, come me, porta avanti un blog in Rete.

Per avere un buon riscontro devi tu stesso commentare il blog di chi ti segue. Devi, cioè, contraccambiare chi ha preso l’impegno di frequentarti. Se non lo fai, l’amicizia virtuale dura poco.

Io leggo volentieri i blog degli altri e, sorpresa delle sorprese, in questo modo ho incontrato persone davvero interessanti!

Certo, “contraccambiare” comporta stare molte ore attaccato a Internet, ma io mi sono dato una tempistica ferrea: alla Rete dedico solo due giorni alla settimana e poi faccio altro.

Da volontario insegno italiano agli stranieri, seguo un cineforum, leggo libri, faccio il dog sitter al cane di mia figlia, sono iscritto a un corso bisettimanale di ginnastica per la terza età (la mia), curo il prato nella casa di campagna (ho quasi vinto la mia guerra con i sassi), ascolto musica. Insomma ho la settimana piuttosto impegnata.

Il blog, per me, è un grosso impegno mentale e fisico. Non essendo un poeta che in pochi secondi d’ispirazione sforna versi di grande pregio, ma uno scrittore di prosa che ama approfondire i problemi, i miei post sono quasi sempre lunghi, forse troppo lunghi, frutto di ore e ore passate davanti a un computer.

Essendo molto lento a scrivere, ti puoi immaginare quanta fatica mi costa ogni singolo post che pubblico.

I blog che vanno per la maggiore, invece, sono tutti di un’invidiabile brevità. Il vero successo in Rete arriva quando la concisione si coniuga con la capacità di proporre ogni volta temi di grande interesse. A questi blogger va tutta la mia ammirazione.

Oltre al blog utilizzi anche i social network per promuoverti?

WordPress permette automaticamente di promuovere i post su Facebook, Twitter, Pinterest, Linkedin, Google+ ma, se devo dire la verità, non credo di avere molti follower su queste piattaforme. Il mio zoccolo duro è su WordPress. Qui ho diversi amici che mi seguono fedelmente da anni e a loro rinnovo il mio grazie più sincero.

Sei soddisfatto dei risultati ottenuti dai tuoi scritti?

Sono soddisfatto dei miei scritti. Per quanto riguarda i risultati, che dire? Mi basta sapere che qualcuno, al di fuori della ristretta cerchia di amici e parenti, legge i miei libri e i miei post e apprezza la fatica e l’impegno che ci ho messo a scriverli.

I soldi e la gloria mi affascinano parecchio, ma so che difficilmente busseranno alla mia porta. Ma questo banale pensiero, alla mia età, ha smesso di turbarmi il sonno. Giuro.

FarOVale

Oggi, miei cari lettori, vi propongo l’intervista ai blogger che animano il blog FarOVale. Tre donne ed un uomo dall’identità misteriosa che dai primi di luglio 2012 ci raccontano le loro vite, i loro amori ed i loro viaggi. Questo blog è glamour come la serie Sex and the City e divertente come quella di Friends. Se vi capita visitatelo poiché merita il vostro tempo. Non ve ne pentirete. 

Di quante persone è composto il team di FarOVale?

Ro: Per ora hanno scritto sul blog solo quattro persone, ma mi piace considerare che la nostra sia una comunità, più che un gruppo chiuso.

Bachelorette: Siamo quattro, o almeno mi pare.

Vale: Per ora quattro.

Fa: Quanto sono fortunato a condividere un blog con tre splendide donne?

Qual è la vostra età?

Ro: Ho la stessa età dei nostri lettori, su per giù. Sono più giovane di te, dai.

Bachelorette: Non si chiede l’età ad una signora!

Vale: Più di 30 meno di 40.

Fa: Pochi mesi prima che io nascessi l’esercito vietnamita entrava in Cambogia e metteva fine al regime di Pol Pot e dei Khmer Rossi.

Quali studi avete alle spalle e che professione svolgete?

Ro: Asilo e un po’ di elementari dalle suore, poi qualche scuola statale, maturità classica dai preti e poi economia all’università.

Bachelorette: Io ho studiato tedesco in Germania. Al momento lavoro come artista.

Vale: Liceo classico poi università. Il mio lavoro rientra nell’ambito sociosanitario.

Fa: Ho una formazione prettamente umanistica. Dal liceo all’università sono stato discretamente circondato da donne. Inutilmente. Mi occupo di crescita personale, mettiamola così.

Trovo le vostre foto bellissime perché aumentano l’alone di mistero che vi circonda. Ma una domanda sorge spontanea: quelli ritratti siete proprio voi?

Ro: No, non sono io nella foto del mio profilo, però mi assomiglia molto. Un giorno ero dal parrucchiere e avevo un Vogue sotto il naso. La modella mi era piaciuta particolarmente e le ho scattato una foto. Ho un vestito simile e, talvolta, la stessa espressione.

Bachelorette: E’ un pezzo che dico che vorrei esserci anche io sull’immagine della testata, ma gli altri mi hanno detto che dovrei intanto fornire una foto che ben si accosti alle altre. Così in definitiva per il momento ci sono e non ci sono.

Vale: Non sono io quella della foto, ho preferito non essere riconoscibile, anche per il lavoro che svolgo.

Fa: Quello sono proprio io. Ma abbiamo un bravo grafico. Anzi, una.

Come è nata l’idea di un blog collettivo?

Ro: Un giorno io e Fa eravamo seduti sotto un pino del giardino di una villa a Frascati. Ascoltavamo una canzone dal mio telefonino. Era forse primo pomeriggio e parlavamo di cose da fare insieme, facevamo una lista di cose che ci piacciono e che avremmo dovuto fare. Avevamo appena conosciuto un ragazzo appassionato di geopolitica che diceva di aver aperto un blog l’anno prima e ci stava anche facendo i soldi. Ci siamo detti che potevamo aprire anche noi un blog, ché di soldi c’era bisogno. Qualche giorno dopo ho dato un’occhiata al blog del tipo: era graficamente scadente e più che di geopolitica scriveva di calcio in Cina. Ne ho parlato anche con Vale e lei ha subito detto che le interessava. Così è nato FarOVale.

Bachelorette: Non ne ho la più pallida idea. Un giorno ho detto che mi piaceva scrivere un po’ e me l’hanno fatto fare, con la promessa di non dire troppe cazzate.

Vale: Me ne ha parlato Ro, molto probabilmente davanti ad un bicchiere di vino. E le proposte fatte in certi momenti non si possono rifiutare!

Fa: Quoto la versione di Ro. Giuro che non me ne ricordavo. Manco fossero passati trent’anni.

Abitate tutti nel medesimo luogo?

Ro: Press’a poco. Mi piacerebbe molto abitare tutti insieme, ma per il momento non ci sono i presupposti.

Bachelorette: Io sono quella che è più lontana. Tipo che gli altri praticamente non li vedo mai.

Vale: Abitiamo vicini, anche se io lavoro in città diverse quindi non riusciamo a vederci molto spesso, non quanto vorrei, per lo meno.

Fa: Confermo le versioni delle tre donne.

Col vostro blog cosa volete raccontare?

Ro: Come dice il sottotitolo “Hearts on Earth” , a me piace raccontare di storie di vita, di cuori. Mi piace quando qualcuno racconta a me delle storie, mi incanto. Nel blog scrivo di cose che mi piacciono, di musica che ascolto, di libri che mi appassionano, di incontri che mi fanno riflettere o posti che visito. Con gli altri avevamo detto che c’era bisogno di un po’ di classe intorno a noi, un po’ di cura, di bellezza, di attenzione alle persone e al mondo e magari arte, fosse anche solo culinaria: questa penso sia la linea di fondo del blog FarOVale.

Bachelorette: Tu hai presente quando ti succede qualcosa di pazzesco e devi dirlo a tutti per renderlo ancora più vivo come se prolungassi quegli istanti per renderli eterni? Ecco. Quelle storie dove sei senza fiato come dopo una corsa veloce? Il batticuore, hai presente? I pianti dalle risate oppure quell’affossamento che ti senti come se il materasso ti abbia risucchiato? Una roba del genere… quando mi succede, per lo meno.

Vale: Per me è soprattutto un piacere, un’evasione dalla realtà quotidiana, un modo per conoscere il mondo dei blog e le persone che li scrivono. Purtroppo, non riesco ad essere presente quanto vorrei, spesso il lavoro mi lascia sfinita.

Fa: Cosa voglio raccontare? Non lo so. Io scrivo quello che mi passa per la testa ed è piuttosto personale, devo dire. Racconto i miei stati d’animo, racconto i miei pensieri. Mi piace scatenare il dibattito, quando ci riesco. Mi piace prendere un tema e affrontarlo anche controcorrente per vedere la reazione di chi ci legge. La più grande soddisfazione è il dibattito che si scatena nei commenti dei post.

Quali social network usate per promuovervi in Rete? Siete soddisfatti dei risultati ottenuti?

Ro: Esiste una pagina su Tumblr, una su Bloglovin’ e da un paio di settimane abbiamo una pagina Facebook, ed è come se su ogni piattaforma i lettori fossero altri rispetto al blog, con caratteristiche molto diverse tra loro. I blogger con cui interagiamo maggiormente sono quelli di WordPress. Spesso mi stupiscono per avere cultura, profondità di sentimenti, attenzioni ed intelligenza. Personalmente sono molto contenta di questo gruppo di persone, perché non è tanto il numero di chi ci segue che mi importa, ma lo scambio di opinioni che ho con loro. Abbiamo chiuso il profilo di Ask.fm perché non abbiamo il tempo di stare dietro a tutto e preferiamo la concentrazione alla dispersione.

Bachelorette: Sinceramente io mi limito a scrivere ogni tanto e a leggere i blog che mi piacciono. Ogni tanto mando qualche foto, ma ogni tanto.

Vale: Ne so molto poco di questa parte, è soprattutto Ro che se ne occupa. Io, come Bachelorette, mi limito a leggere.

Fa: Confermo ogni parola. 

I vostri post sono molto intensi e coinvolgenti tanto che sono numerosi i blogger che vi seguono. Vi aspettavate tutto questo successo?

Ro: Mi sembra un numero in linea con altri blog dello stesso genere. In realtà, nei primi sei mesi credo che abbiano letto il blog al massimo venti persone e lo scorso agosto avevamo anche chiuso il blog perché eravamo in vacanza. Oggi il numero di persone che leggono e commentano i post è maggiore e questo mi piace molto perché lo scambio di opinioni diventa più articolato e interessante.

Bachelorette: Non è male, ma ci vorrebbero più miliardari single sotto i quaranta!

Vale: È sicuramente piacevole! Credo che il fatto di essere persone diverse con stili personali possa essere l’elemento distintivo e ricercato rispetto ad altri blog.

Fa: C’è ancora molta strada da fare. Ma pensavo ci saremmo fermati molto prima.

Come è il rapporto con gli altri blogger?

Ro: Mi pare buono. A parte un tipo che si faceva di Remeron nessuno ci ha preso a brutte parole sul nostro blog.

Bachelorette: Non ho mai conosciuto di persona dei blogger, ma non mi dispiacerebbe partecipare ad un raduno una volta.

Vale: Ho conosciuto qualche selezionatissimo lettore ed è stata una esperienza piacevole trasformatasi in amicizia a distanza. Fa: Il rapporto è buono al punto che mi preoccupo se non vedo comparire un “Like” o un commento di alcuni di loro per qualche tempo. “Che gli sia successo qualcosa?”. Giuro che vorrei conoscerli, alcuni.

Come questo blog ha cambiato le vostre vite?

Ro: Il blog non ha cambiato la mia vita. Semmai la mia vita continua a far cambiare il blog…

Bachelorette: Confermo. Nessun cambiamento significativo per ora.

Vale: Non direi che abbia cambiato la mia vita, anche perché lo “vivo” meno degli altri. Sicuramente è stata un’esperienza che mi ha arricchito umanamente, ed alla fine credo sia questo quello che conta.

Fa: Ti racconterei di come io abbia dovuto affidarmi ad un professionista per gestire gli introiti del blog, se solo fosse successo.