Daredevil

L’altra sera su Rai4 hanno mandato in onda la prima puntata della serie Netflix su Daredevil, il noto personaggio della Marvel.


Ora, ti starai chiedendo cosa c’entra tutto ciò con i temi trattati in questo blog.

Beh, se hai un po’ di pazienza te lo rivelo.

Ma prima di entrare nel vivo dell’argomento di cui sopra permettimi di presentarmi.

Mi chiamo Federico Chigbuh Gasparini e sono un Business Designer Freelance.


La mia attività consiste, principalmente, nel realizzare strategie e modelli di business che hanno come obiettivo quello di lanciare oppure rilanciare, attraverso un approccio “marketing first“, i personal o gli unpersonal Brand dei miei clienti.


Ciò detto, torniamo a bomba all’argomento di questo post.

Daredevil

Le scene iniziali di questa prima puntata sono, a mio avviso, un’ottima spiegazione di come ci si differenzia in un mercato già saturo di concorrenti e di come fare marketing in fase di avviamento del proprio business.

L’idea differenziante

Scena:

Il protagonista l’avv. Matt Murdock e il suo socio l’avv. Foggy Nelson sono in compagnia di una bella agente immobiliare che gli mostra l’immobile che poi diventerà la sede del loro studio legale.

La donna chiede loro che tipo di studio legale hanno intenzione di aprire.

E Matt risponde: “Uno studio legale che difenda solo gli innocenti” (specializzazione che squalifica tutte le altre tipologie di clienti e rende lo studio legale Murdock & Nelson veramente differente, n.d.r.).


Foggy replica subito dicendo che su questo specifico punto non è d’accordo col suo socio poiché essendo un fautore dell’habeas corpus ritiene che tutti siano innocenti fino a che una giuria non stabilisca il contrario (posizionamento che hanno tutti gli altri studi legali, n.d.r.).


Apprendimento:


La nostra idea differenziante deve farci risaltare immediatamente rispetto ai concorrenti presenti nella nostra nicchia di mercato e questa differenza deve essere facilmente compresa da tutti.

Il marketing in fase di avviamento

Scena:


L’avv. Nelson incontra un suo conoscente che lavora in polizia e gli chiede di segnalargli dei potenziali clienti per il suo nuovo studio legale e per agevolare la cosa porta un omaggio per sua madre.


Apprendimento:


Per trovare i nostri primi clienti è cosa buona e giusta analizzare bene le nostre cerchie di amici e parenti.


Dopodiché ci si rivolgerà solo a coloro che per il tipo lavoro o per la posizione occupata nella comunità in cui vivono possono effettivamente metterci in contatto con chi potrebbe avere bisogno del nostro prodotto o servizio.


Infine, per convincere il nostro interlocutore ad aiutarci sul serio e non solo a parole è utile sfruttare il principio di reciprocità donandogli qualcosa (Robert Cialdini nel suo libro “Le armi della persuasione” ben descrive il meccanismo psicologico alla base di questo principio, n.d.r.).

Scena:

Gli avv. Murdock e Nelson siedono di fronte al loro primo potenziale cliente.
Si tratta di una ragazza innocente accusata di un omicidio che non ha commesso.


Con assoluta trasparenza le dicono che lei sarebbe la loro prima cliente e che non hanno esperienza ma sono la sua unica possibilità per uscire dal carcere (soluzione di un problema molto sentito che spinge a mettere mano al portafoglio, n.d.r).

La ragazza, con altrettanta onestà, dice loro che non può pagare.


Mentre l’avv. Nelson vorrebbe rifiutare il caso il suo socio lo accetta senza esitazione (risolvere il problema di un cliente anche se gratis fa acquisire esperienza e una testimonianza spendibile sul mercato di riferimento, n.d.r.).


Apprendimento:


Lavorare gratis oppure fornire un prodotto o servizio gratuitamente non piace a nessuno ma si tratta di un investimento sul lungo periodo.


Infatti, si acquisisce esperienza rispetto alla nicchia di mercato a cui ci si rivolge, si testa il proprio prodotto o servizio e la soddisfazione del cliente di fronte alla nostra promessa di valore, si portano a casa un case study e una testimonianza utili per acquisire clienti paganti.

* * *

Con questo è tutto, mio caro lettore!

Ora, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici.

Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente. Reinventati. Fai la differenza!

Federico

SPID: cos’è e perché è utile

A volte, ci sono strumenti digitali messi a disposizione gratuitamente dalla Pubblica Amministrazione che si tende a ignorare.

Uno di questi è lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Quando nel 2016 la pubblicità istituzionale iniziò a invitare i cittadini a dotarsi di questo strumento per poter operare online con gli enti pubblici, snobbai la cosa.

E ciò è paradossale se penso che ho un business digitale e che lavoro da remoto da più di 10 anni.

Per fortuna, il mio Esperto Contabile (figura equipollente al commercialista, n.d.r.), Dr. Ivan Napoleone Fichera, a fine 2019 mi ha convinto a dotarmi di questo strumento.

Infatti, se così non fosse stato, visto che vivo in Lombardia, quest’anno in piena emergenza Covid-19 non avrei avuto un medico di base a cui fare riferimento in caso di malattia, giacché il mio era andato in pensione e io che è da più di 10 anni, per fortuna, che non ne ho bisogno, non me ne ero nemmeno accorto.

A dirla tutta, non mi ricordavo nemmeno il suo nome.

Per scoprirlo ho visitato l’apposita sezione del sito della Regione Lombardia e qui ho scoperto di non avere più un medico di base.

Ovviamente, se non avessi avuto lo SPID non avrei potuto risolvere la cosa viste le restrizioni alla circolazione e gli ovvi problemi ad accedere a un ufficio dell’ASL durante tutto il periodo dell’emergenza.

Invece, grazie a questo strumento digitale sono riuscito a scegliere il mio nuovo medico di base in 5 minuti e senza muovermi da casa.

La morale di questa storia è che non bisogna snobbare gli strumenti digitali che la Pubblica Amministrazione ci mette a disposizione per dialogare con lei.

SPID: Cos’è e come richiederlo

L’acronimo SPID sta, come ho detto sopra, per Sistema Pubblico di Identità Digitale ed è gratuito (anche se, per esempio, il riconoscimento via webcam o tramite il postino che viene al tuo domicilio si paga, n.d.r.).

Si tratta di un sistema di autenticazione che permette a cittadini e imprese di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati aderenti alla piattaforma con un’unica identità digitale grazie a un computer, un tablet o un cellulare (tramite username e password oppure App, n.d.r.).

Con lo stesso username (nome utente, n.d.r) e la stessa password (credenziali di primo livello, n.d.r.) è possibile accedere, a titolo di esempio, ai seguenti enti pubblici:

  • Agenzia delle Entrate
  • Agenzia delle Entrate-Riscossione
  • Inps
  • Inail
  • Mod.730 Unico Precompilato
  • Regione Lombardia
  • Centrale Rischi Banca d’Italia

N. B.: Se vuoi scoprire quali sono i servizi abilitati SPID messi a disposizione da oltre 4000 amministrazioni pubbliche visita il seguente sito:

https://www.spid.gov.it/servizi

La comodità di questo sistema sta nel fatto che si possono effettuare diverse operazioni dal proprio ufficio o da casa, come ho fatto io, evitando così di recarsi personalmente presso gli uffici pubblici.

Cosa assai saggia, di questi tempi, giacché il coronavirus è ancora in mezzo a noi.

Attualmente, lo SPID è molto utilizzato per accedere alla propria posizione Inps, per cui è richiesta una credenziale di secondo livello, e richiedere i vari bonus istituiti dal governo per dare un sostegno a chi è rimasto senza reddito.

Normalmente, invece, i servizi più utilizzati sono quelli di consultazione della propria posizione.

Alcuni esempi:

  • Inps: per verificare la propria posizione contributiva o richiedere delle prestazioni economiche.
  • Agenzia delle entrate: per controllare la propria dichiarazione dei redditi, le imposte e le tasse pagate.
  • Agenzia delle entrate-riscossione: per controllare le cartelle esattoriali a proprio carico e per richiederne il rateizzo.
  • Mod. 730 Unico Precompilato: per controllare, modificare e inviare il proprio mod.730.

Come si richiede

La procedura è molto semplice ed è spiegata in dettaglio sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID).

Per richiederlo devi essere maggiorenne e cittadino italiano.

E ti devi rivolgere a uno degli Identity Provider autorizzato dall’AGID (Aruba, Poste italiane, Infocert, Intesa, Lepida, Namirial, Sielte, SpidItalia, Tim) che deve riconoscerti.

Questo riconoscimento può essere fatto di persona o webcam oppure tramite carta d’identità elettronica (CIE), carta nazionale dei servizi (CNS), firma digitale ma in questi ultimi casi devi avere un lettore di smart card collegato al PC e la CIE o la CNS devono essere state preventivamente abilitate per l’uso dei servizi online.

Se, invece, decidi di seguire la procedura più comune sono necessari:

  • un documento d’identità italiano valido (passaporto o carta d’identità);
  • un indirizzo di posta elettronica;
  • il numero di cellulare che usi normalmente (anche se non sei tu intestatario del contratto, n.d.r.);
  • la tessera sanitaria.

Dopo il riconoscimento otterrai le credenziali da utilizzare per accedere al sistema digitale.

Personalmente, ho attivato lo SPID con le Poste Italiane poiché, assieme ad Aruba, attualmente, è l’unico Identity Provider che fornisce tutti e tre i livelli di credenziali.

Con il secondo livello che ti permette tramite l’App PosteID di autorizzare l’accesso ai servizi online anche attraverso QR code, impronta o il riconoscimento facciale.

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Con questo è tutto, mio caro lettore!

Ora, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici.

Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente. Reinventati. Fai la differenza!

Federico

Michele Renzullo: scritturacreativa.org

Michele Renzullo

Oggi, mio caro lettore, attraverso la mia intervista ti presento Michele Renzullo, autore di romanzi e titolare di Scrittura Creativa, un corso di scrittura creativa online.

Un progetto che per lungo tempo non ha generato profitti e che, nel suo momento più buio, quando si trovava a un passo dalla chiusura, grazie al lockdown imposto a causa del Coronavirus ha ottenuto un successo inaspettato.

Questo a riprova che la resilienza è una dote che tutti coloro che vogliono raggiungere i propri obiettivi imprenditoriali devono possedere e che creare un business digitale o un ramo d’azienda digitale è una strada che, oramai, tutte le imprese e tutti liberi professionisti devono percorrere, se vogliono prosperare.

Infatti, oggigiorno, nessuno può pensare di farcela senza essere presente con cognizione di causa in Internet con la sua attività imprenditoriale o professionale.

Buona lettura!

* * *

Quanti anni hai e dove abiti?

Ciao Federico, grazie per ospitarmi sul tuo blog.

Ho 43 anni, e in questo momento abito a Barcellona, dopo 9 anni di permanenza a Dublino.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Ho frequentato un Istituto Tecnico Commerciale che, inizialmente, odiai. Ma dopo il primo anno ci feci pace.

Per il resto, mi ero iscritto a Lettere Moderne, che abbandonai per mancanza di motivazione. Erano tutti lì interessati a superare l’esamuccio.

Ho frequentato, successivamente, il Corso di Alta Scrittura Creativa della Cattolica, un Master in imprenditorialità a Dublino e altri corsi specifici come quelli su: SEO, Copywriting, Web design.

Ma, fondamentalmente, sono un autodidatta che si nutre di centinaia di libri.

Quali esperienze di lavoro hai avuto nel corso della tua carriera lavorativa e che cosa ti hanno insegnato che ti è utile ora?

Tutte le esperienze lavorative mi hanno insegnato qualcosa: dal cameriere all’account manager per Facebook.

Ho sempre cercato di vedere le cose da un altro punto di vista, di migliorare i processi, di renderli più snelli e funzionali.

Le task di routine mi annoiano.

Mi interessa più la logica che sta dietro ai processi.

Da tutte le esperienze lavorative ho imparato qualcosa e da tutte sono scappato.

Quando non riuscivo più a imparare niente di nuovo, mollavo il colpo.

Come nasce la tua passione per la scrittura creativa?

Non ricordo nemmeno e, forse, ai tempi non la chiamavo nemmeno scrittura creativa, ma semplicemente scrittura.

Diciamo che sono sempre andato bene nei temi di italiano e all’età di 20 anni ho sentito l’esigenza di scrivere il mio primo romanzo.

Ne sono seguiti altri 4.

Attualmente, sono in fase di lavorazione del mio quinto romanzo, che spero trovi presto un buon editore.

Quando è stato il tuo incontro coi libri di Robert Kiyosaki e come questo ha influenzato il tuo mindset imprenditoriale?

Lessi Padre Ricco, Padre Povero circa 5 anni fa.

Alcuni elementi sono stati illuminanti, altri sono stati delle conferme di qualche intuizione o considerazione che sentivo già dentro.

Il sentirsi ricchi o poveri non dipende dai soldi, ma da uno stato mentale.

I soldi devono lavorare per te e non tu per loro.

E in questo, la scalabilità e l’automatismo dei prodotti del digital marketing ne rappresentano una perfetta incarnazione.

Quando e come nasce la tua scuola di scrittura creativa?

Ho lanciato www.scritturacreativa.org nel 2016.

Si erano combinate, come spesso accade quando si crea qualcosa, diverse circostanze differenti.

Lo spunto pratico me lo ha dato il videocorso di Marco Ronco sulla SEO (penso il miglior SEO italiano).

Diciamo che l’aver seguito il suo videocorso mi è servito sia per acquisire i fondamenti di questa affascinante disciplina (tuttora gestisco io questo aspetto), sia per strutturare il mio corso online.

In più avevo seguito un master in imprenditorialità a Dublino e avevo appena pubblicato il mio romanzo L’una di Ferragosto.

Quali difficoltà hai dovuto affrontare per farla emergere?

Per molto tempo non sono riuscito a battere il break even point (in italiano punto di pareggio, ovvero quella situazione in cui non hai né profitti né perdite, n.d.r.).

A volte, paradossalmente, è più facile gestire un completo insuccesso o un disastro.

Ma quando ti trovi a ricevere dei buoni riscontri, con gente che ammira e apprezza il tuo lavoro, ma tu non sbarchi il lunario, è dura gestire la cosa dal punto di vista finanziario.

Dopo il lockdown a causa del Coronavirus che risultati hai ottenuto?

Parlando di numeri: 600 iscritti in un mese, 40 mila visite mensili al blog, 10 mila iscritti alla Newsletter e fan social.

Ma il risultato più sorprendente è la fiducia che si è instaurata con quanti si sono iscritti e la loro riconoscenza.

Ancora fatico a credere a tutte le testimonianze che mi hanno lasciato.

In più, anche il lato economico mi sta regalando molte inaspettate soddisfazioni, che mi danno la serenità per affrontare meglio il lavoro.

Cosa hai imparato lungo il percorso che ti ha portato ai risultati attuali?

Che se rinunci non saprai mai se ce l’avresti fatta.

Solitamente, il successo arriva sempre a un passo dal fallimento totale.

Che se non vendi oppure non convinci in un dato momento storico non vuol dire che il tuo prodotto o servizio è scarso.

Sono tanti i fattori che possono non farti convertire in quel momento.

D’altro canto, possiamo e dobbiamo sempre migliorare, lavorando con umiltà.

Ciò vuol dire che hai bisogno di tante competenze diverse, in diversi ambiti, che saper comunicare è tutto e che, a volte, per quanto abbiamo l’impressione di aver lavorato bene, di aver dato, non è ancora abbastanza.

Dobbiamo sempre mirare all’eccellenza.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

A breve, uscirò sul mercato con la pubblicazione di un manuale di scrittura creativa di 230 pagine.

Penso che sia uno dei più completi in lingua italiana.

Sto, inoltre, raccogliendo materiale per lanciare un nuovo prodotto: un videocorso di Master editing e correzione di bozze.

Infine, voglio continuare a lavorare sull’attuale videocorso di scrittura creativa e, naturalmente, a scrivere romanzi.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Riccardo Russo: SmartLoops

Riccardo Russo
Riccardo RussoSmartLoops

Oggi, mio caro lettore, ti propongo una nuova intervista a Riccardo Russo, le precedenti le trovi qui e qui.

Come sai, se leggi da tempo questo blog, mi piace molto seguire come si evolve la carriera di chi ho intervistato una prima volta.

Riccardo, tra l’altro, ha recentemente lanciato SmartLoops, una growth marketing agency, specializzata nell’aiutare le startup nella loro crescita.

Una ragione in più per intervistarlo visto che opero nello stesso settore. 

Buona lettura!

* * *

Ciao Riccardo! Sono passati quasi quattro anni dalla nostra ultima intervista (5 agosto 2016). Com’è cambiata la tua vita da allora?

Ciao Federico, che bello risentirci.

Sono cambiate tante tante cose, ero al liceo in Sicilia, a Messina.

Cosa è successo durante questi quasi quattro anni?

Prima cosa, mi sono trasferito a Londra, subito dopo aver finito il liceo.

E lì ho vissuto e lavorato per 3 mesi in una startup.

Successivamente, sono tornato in Italia a causa del fallimento dell’azienda in cui lavoravo, trasferendomi a Milano.

La mia casa da, ormai, due anni  esatti.

In questi due anni a Milano ho avuto la fortuna di vivere delle esperienze professionalmente significative, prima come Marketing Specialist in One Day Group (holding dove sono presenti aziende come ScuolaZoo e WeRoad, con +25mln di euro di fatturato), poi come Account Manager di Giffoni Innovation Hub, uno spin-off di Giffoni Film Festival.

Più passava il tempo, più esperienze facevo, più persone conoscevo… più imparavo a conoscere me stesso.

Ed è proprio per questo motivo che ho deciso di abbandonare il “posto fisso” aprendo partita Iva e mettendomi in proprio.

Che cos’è SmartLoops e dov’è la sua sede?

SmartLoops è un’agenzia di Growth Marketing che aiuta le startup a crescere.

Siamo basati a Milano.

Chi sono i tuoi soci in quest’avventura e dove li hai conosciuti?

L’idea di mettere in piedi SmartLoops è nata insieme al mio socio Pietro Campanella, lui è di Bologna e studia Data Science in Bocconi.

L’ho conosciuto poco più di due anni fa a Roma, a una premiazione.

Poi quando ci siamo trasferiti entrambi a Milano abbiamo iniziato a vederci periodicamente e ricordo che riflettevamo spesso su cosa ci sarebbe tanto piaciuto fare negli anni a venire.

Abbiamo notato che le idee erano piuttosto simili e in aggiunta a ciò ci divertivamo un sacco a lavorare insieme.

Abbiamo quindi unito le forze. Così è nata SmartLoops.

Cosa risponderesti a un potenziale cliente che vi considerasse un Team troppo giovane per aiutarlo?

Rispondiamo in due modi:

  • Raccontando alcuni nostri case study. La concretezza per un marketer è un elemento fondamentale. Se manca, forse, è bene cambiare lavoro.
  • Raccontando le nostre esperienze lavorative più rilevanti prima di SmartLoops.

Chi è il vostro cliente ideale?

Startup che hanno validato la propria idea di business, sono sul mercato e fatturano pur non seguendo la curva di crescita che una startup dovrebbe seguire.

Quali servizi proponete?

Abbiamo due linee di business principali.

La prima è relativa all’incremento delle conversioni.

Ci rivolgiamo a startup che vogliono diminuire il proprio costo di acquisizione.

Grazie all’analisi dei dati troviamo i punti critici del funnel della startup in cui sta perdendo più potenziali clienti.

Sperimentiamo velocemente tecniche per ottimizzare quei punti fino a che non generiamo un miglioramento netto nei risultati del processo di vendita.

Seconda linea di business: aumento della customer life-time value.

Questo servizio è rivolto alle startup che vogliono aumentare i propri profitti senza incrementare la spesa in advertising.

Quello che facciamo è creare una scala del valore composta da più prodotti che permettono di aumentare il profitto generato da ogni singolo cliente per il business. 

Facciamo quindi crescere non solo il fatturato, ma anche la marginalità.

Com’è strutturato, a grandi linee, il vostro processo di lavoro?

A livello macro possiamo dividerlo in tre step:

  1. Growth Design Live: l’unico modo per portare risultati per un business che non è il tuo, è conoscerlo. Facciamo quindi 6h di confronto one-to-one con la startup!
  2. Strategia di Crescita:  niente slide infinite. Presentiamo la strategia ideata mettendoci la faccia con un video di spiegazione.
  3. Avvio dell’operatività: il primo Sprint sarà dedicato alla creazione degli asset (landing page, campagne di advertising etc.), negli Sprint successivi daremo il via agli esperimenti di crescita.

Che risultati avete ottenuto fino ad oggi?

Ti menziono i più recenti:

  • Raccolto 50.000€ in 25 giorni per il Teatro Menotti di Milano grazie al lancio di una campagna di crowdfunding.
  • Generato 31.000€ di fatturato, in soli 3 giorni, vendendo un corso sul coding di un nostro cliente.
  • Incrementato il traffico organico del 100% passando da 162.000 utenti mensili a 335.000, su un sito di un nostro cliente, in soli 3 mesi.
  • Generato 15.000€ di fatturato vendendo una subscription ad una community in 5 giorni.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Adesso il focus è sulla crescita di SmartLoops. Pianifichiamo la prossima chiacchierata tra due anni e vediamo cosa accadrà? 🙂

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come scrivere un ebook

Oggi, mio caro lettore, ti racconterò di come ho progettato e creato il mio ultimo ebook che si intitola Business Design Tips.

E il cui sottotitolo recita: Come creare la tua microimpresa di successo.

Premesso che, in Italia, ogni anno vengono pubblicati molti libri anche se gli italiani non sono dei grandi lettori, come ci raccontano le statistiche.

E che, di conseguenza, il mercato editoriale del nostro Paese è caratterizzato da un eccesso di offerta a fronte di una bassa domanda di libri.

Detto che questo è il terzo libro che scrivo, ma il primo di cui sono l’unico autore.

Da buon Business Designer, non volendo buttare via il mio prezioso tempo in un’impresa del tutto inutile, per dar vita al mio ebook ho seguito la metodologia Lean.

Ed ora ti spiego come ho operato affinché tu possa replicare il mio modo di ragionare.

La qual cosa ti sarà utile non solo nel caso tu voglia scrivere il tuo libro ma anche e, soprattutto, nel caso in cui tu voglia realizzare un tuo progetto imprenditoriale o professionale.

Let’s go!

L’IDENTIFICAZIONE DEL TARGET

Per prima cosa ho identificato il segmento di pubblico a cui rivolgermi e il problema che lo assilla.

Nel caso del target da me scelto il problema individuato è: una mentalità datata non adatta a fare impresa al giorno d’oggi.

Infatti, molti di coloro che, oggigiorno, iniziano un’attività imprenditoriale o professionale lo fanno ancora come si faceva negli anni ’60 o, nel migliore dei casi, negli anni ’80.

E io, attraverso la mia soluzione (il mio ebook, n.d.r.) mi propongo di aiutarli a cambiare questo modo di pensare molto pericoloso rendendolo al passo coi tempi.

Per quanto riguarda il target la mia scelta è ricaduta sugli imprenditori che hanno già una microimpresa di cui vogliono far crescere gli utili o che vogliono rilanciare poiché naviga in cattive acque e sugli aspiranti imprenditori.

Ma, comunque, il libro è un’ottima lettura anche per liberi professionisiti e freelancer.

Parlo alle microimprese, cioè a quelle imprese che hanno un numero di dipendenti inferiori a 10 e il cui fatturato o totale di bilancio annuo non supera i 2 milioni di euro, e non alle PMI in generale, perché sono la prima linea imprenditoriale italiana.

L’ossatura che fa del nostro Paese la seconda manifattura d’Europa, dopo la Germania.

Inoltre, ho deciso di parlare anche agli aspiranti imprenditori che, nella maggior parte dei casi, sono freelancer che vogliono fare il grande salto, poiché questi ultimi, spesso e volentieri, aprono una microimpresa.

Quindi si tratta di una platea abbastanza ampia tra cui diffondere le mie conoscenze e far circolare il mio nome in modo da aumentare le probabilità di trovare, successivamente, clienti per le mie consulenze.

Infatti, l’obiettivo principale di questo ebook non è vendere, bensì aumentare la mia autorevolezza agli occhi della mia audience mostrando le mie competenze.

Si tratta, quindi, di uno strumento per far personal branding inserito in una più ampia strategia di marketing.

IL MINIMUM VIABLE PRODUCT

Una volta identificato il mio pubblico target e il problema che lo assilla, ho validato la più rischiosa delle ipotesi, cioè quella che se smentita avrebbe fatto venir meno la ragione stessa dello scrivere un libro.

L’obiettivo dell’esperimento che ho messo in campo era quello di capire se ci fossero abbastanza persone in target interessate a leggere i miei contenuti.

Per far ciò ho iniziato a postare all’interno di un gruppo su Facebook, in cui l’argomento imprenditoria è centrale, alcuni dei tip (consigli, n.d.r.) che, successivamente, sarebbero stati riproposti nel mio libro.

Ho portato avanti questo esperimento per alcuni mesi, ricevendo diversi feedback positivi da persone che, in modo del tutto spontaneo, li stavano raccogliendo e stavano creando, da sole, il loro manuale.

Tra questi early adopter ci sono imprenditori molto capaci che mi hanno ringraziato poiché i miei consigli li hanno aiutati ad accelerare alcuni loro progetti.

Validata, quindi, l’assunzione più rischiosa sono passato alla creazione vera e propria dell’ebook.

COME HO CREATO IL MIO ULTIMO EBOOK

Una volta trovata la mia audience e verificato il suo interesse per i miei contenuti ho proceduto alla selezione della piattaforma di self-publishing da utilizzare per la creazione e la successiva distribuzione del mio libro.

La mia scelta è caduta su Streetlib che, in passato, era stata già usata per pubblicare e distribuire i due precedenti libri sul marketing di cui sono stato coautore.

Per me era la prima volta che utilizzavo direttamente questa piattaforma e l’ho trovata di facile utilizzo e molto intuitiva.

Cosa che mi ha permesso di lavorare abbastanza velocemente alla stesura del manoscritto.

Dopo aver completato il testo ho provveduto alla sua revisione.

Questo processo mi ha richiesto un po’ più di tempo poiché sono stato colto dalla sindrome del perfezionista.

Ma ad un certo punto ho dato il via alla pubblicazione poiché mi ero reso conto che in caso contrario sarei rimasto impantanato nella ricerca della perfezione assoluta e il libro non sarebbe mai uscito.

CONCLUSIONI

Come avrai potuto capire dall’attenta lettura di questo post, il processo che mi ha portato a progettare e scrivere il mio ultimo ebook (lo puoi acquistare qui su Amazon) non è altro che l’applicazione su me stesso dei principi cardine del Business Design.

Sono partito dall’individuazione del mio pubblico target e del problema che lo affligge a tal punto da non farlo dormire la notte e da essere disposto a pagare per risolverlo.

Nel mio caso si tratta della mancata comprensione del contingente momento storico che fa sì che i titolari di microimprese addossino la colpa della Crisi che stanno vivendo a fattori esterni all’azienda, da ultimo il Coronavirus, e non a una mentalità che non è più adatta ad affrontare mercati dominati dall’incertezza continua come quelli attuali.

La soluzione che offro a questi imprenditori è una mentalità nuova che permetterà loro di cogliere le opportunità che ogni giorno appaiono all’orizzonte anche in questi tempi difficili.

Terminata questa prima fase sono andato a proporre alla mia audience alcuni dei tip che, successivamente, avrei raccolto nel mio ebook.

Ho fatto quella che in gergo tecnico si chiama la validazione del prodotto per scoprire se c’erano persone in target interessate all’argomento da me trattato.

L’esperimento l’ho portato avanti all’interno di un gruppo Facebook dedicato alle tematiche dell’imprenditoria.

Avendo raccolto diversi feedback positivi, anche da imprenditori e manager di lungo corso, ho considerato validata l’ipotesi più rischiosa, cioè quella dell’esistenza di un pubblico interessato ai contenuti da me trattati e disposto ad applicare i miei tip ai loro casi concreti.

Validato ciò ho scritto e pubblicato il mio ultimo ebook grazie a Streetlib.

E, infine, ho scritto questo post sul percorso seguito e sul modo di ragionare che mi ha portato a raggiungere questo risultato per condividere tutto ciò con i miei lettori più affezionati.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Alessandro Mozzati: CMZ sas

Oggi, mio caro lettore, ti propongo l’intervista ad Alessandro Mozzati, titolare della CMZ, una PMI lombarda del settore del “cleaning”.

Le piccole imprese sono la struttura portante del sistema industriale italiano e io considero i piccoli imprenditori dei veri e propri eroi visto il difficile contesto in cui operano a causa dell’enorme burocrazia e della forte pressione fiscale che li colpisce, oltre alle altre carenze strutturali del sistema Paese.

Spero che quest’intervista ti piaccia come è piaciuta a me.

Buona lettura!

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Quanti anni hai e dove abiti?

Ho 47 anni, una splendida moglie e due figli che adoro.

Vivo a Monza, dopo essere cresciuto a Sesto San Giovanni, città alla quale sono ancora molto legato.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Sono diplomato come “Perito Aziendale Corrispondente in Lingue Estere”, ma ho iniziato a lavorare mentre finivo le superiori.

Per questo motivo non ho proseguito con gli studi universitari ma mi sono sempre molto “coltivato” dal punto di vista degli interessi e della cultura personale in maniera piuttosto eclettica e trasversale.

Qual è stato il tuo percorso professionale prima di diventare amministratore della CMZ sas di Alessandro Mozzati & C.?

Io e mio padre abbiamo iniziato insieme questa avventura, con molti scontri sul campo di battaglia.

Padre e figlio in ambito professionale sono una miscela esplosiva sia nel bene che nel male.

Dopo poco tempo mio padre mi affidava incarichi per i quali avevo studiato, ovvero l’amministrazione e la gestione delle risorse umane, oltre che alla presenza diretta sui cantieri.

Che cosa hai imparato da queste esperienze professionali che ti è utile per la posizione che ricopri attualmente?

Tutto!

Le pulizie ora non hanno segreti per me, in ambito civile, industriale, trattamenti di ogni tipo su ogni superficie.

Le pulizie però, sono il 5% del mio lavoro quotidiano.

Ho dovuto imparare a gestire mezzi, persone, clienti, fornitori, amministrazione, reti web, siti internet, social, pratiche legali e sindacali, redigere offerte e avventurarmi nel mondo del “commerciale” al quale non sono particolarmente legato.

Quando e come nasce CMZ?

Nasce nel ‘93.

Mio padre era in società con mio nonno in un’attività che produceva centrali telefoniche per Siemens.

Purtroppo, alla morte improvvisa di quest’ultimo, si trovò nella condizione di dover mettere in liquidazione quanto fondato da poco.

Il resto è semplice da raccontare.

Mio padre rimase disoccupato e non volle tornare a fare il dipendente.

Il mercato era florido e la concorrenza era agguerrita ma non come ora.

Si lavorava bene e non si avevano tutte queste incombenze a cui dovere ottemperare ogni giorno.

Ora, il nostro lavoro è prevalentemente documentale.

È incredibile quale trasformazione abbia subito.

Non si avevano obiettivi.

Io, soprattutto, guardavo solo al brevissimo periodo.

Con il tempo ho iniziato a pianificare e a cercare nuove opportunità

Che cosa ti ha spinto ad aprire la tua società?

La volontà di strutturare un progetto che rispecchiasse la professionalità conseguita da me e mio padre nel corso degli anni precedenti, ma che avrebbe rischiato di restare legata unicamente alle nostre persone, se non avessimo pensato a un progetto diverso e più allargato, con risorse valide sia per quanto riguarda la parte pratica e operativa che nei ruoli strategici e d’ufficio.

Quali sono i principali problemi nel tuo settore?

La difficoltà più grande che affrontiamo in questo ambito è che i nostri servizi sono percepiti dal cliente come “commodity”.

Ovvero, servizi senza evidenti differenze di qualità percepibile tra fornitore e fornitore.

Questo facilita la concorrenza sleale da parte di imprese che spesso non rispettano neppure le normative sul lavoro e sono, però, in grado di offrire servizi apparentemente simili a prezzi più bassi.

Altro grande ostacolo, complesso ma anche sfidante dal punto di vista degli obiettivi, è quello dell’organizzazione giornaliera del lavoro, molto più densa di grandi e piccole difficoltà da affrontare con pazienza, dato che il nostro è un lavoro svolto da persone verso altre persone, sempre diverse nei comportamenti e nelle esigenze.

Come l’avvento di Internet e dei Social Network ha impattato sul tuo settore?

Enormemente, e questa azienda ha saputo cogliere fin dall’inizio le opportunità offerte da Internet, grazie a una presenza on-line costante fin dai primi anni dello sviluppo del web in Italia.

La Rete offre immense possibilità a chi sa coglierle.

Ma negli ultimi anni questo ambito presenta anche qualche rischio vista la presenza sempre più invasiva di portali che offrono manodopera a basso costo senza intermediazione reale d’impresa.

Come sfrutti Internet e i social per acquisire nuovi clienti?

Siamo presenti attraverso il nostro sito web e gli strumenti gratuiti e a pagamento messi a disposizione da Google, oltre ad avere strutturato un servizio di marketing e mailing in grado di comunicare in maniera efficace.

Per ora non abbiamo “sfruttato” molto i canali social come Facebook e Instagram solo per mancanza di tempo da dedicare a questi strumenti.

Ma riteniamo che entrambi siano validissimi per il settore delle pulizie dato che, come tutto ciò che concerne la vita di casa e ufficio, rientra nella sfera degli interessi personali degli individui che utilizzano questi canali.

Qual è il tuo pubblico target?

Indubbiamente un pubblico che privilegi la qualità, un alto livello consulenziale e un supporto costante prima, durante e dopo lo svolgimento del lavoro, e che sia disposto a pagare il giusto per un servizio di alta qualità, come quello garantito dai nostri capi squadra e addetti.

Non, evidentemente, chi guarda al prezzo in apparenza più basso e che valuta i preventivi solo in base a quello, per poi trovarsi a gestire brutte sorprese, se non veri e propri pasticci.

Quali attività di marketing sfrutti, oltre a quelle che fai on-line, per ampliare la tua clientela?

Il passaparola dei clienti soddisfatti resta la risorsa di marketing “off-line” più valida e remunerativa.

La nostra azienda ha, comunque, sempre svolto attività di telemarketing su potenziali clienti, così come campagne di email marketing e volantinaggio, oltre a scrivere articoli per il web (content marketing).

Il buon ritorno in termini di contatti della nostra presenza “on-line” ha comunque sempre reso queste attività non “urgenti” visto il flusso discreto e costante di richieste spontanee provenienti dalla Rete.

Quali sono i servizi che CMZ eroga ai suoi clienti?

Servizi di pulizia professionale in ufficio, condominio, ma anche in appartamento.

Oltre al classico lavoro di pulizie ci occupiamo anche della completa gestione di appartamenti in modalità B&B.

L’esperienza maturata in oltre 20 anni di attività e le professionalità di elevato livello presenti in azienda hanno consentito a CMZ di inaugurare un’attività di vera e propria consulenza strategica rivolta non solo ad altre imprese di pulizie, ma soprattutto a gestori di grandi patrimoni immobiliari per tutte le tematiche in tema di gestione dei contratti e delle operazioni in materia ambientale e “cleaning”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Questa azienda non cerca la crescita “a tutti i costi” né dal punto di vista del fatturato né da quella del mero numero di clienti attivi.

Desideriamo svilupparci in maniera sostenibile e mantenendo il nostro “imprinting”.

Stiamo cercando di consolidarci lavorando per un target di clienti sempre più “allineato” e che sposi la nostra visione di un rapporto professionale sereno e gratificante, in modo che gli stessi collaboratori siano soddisfatti di svolgere quotidianamente il proprio lavoro.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Angelo Cerrone. Poco più di tre anni dopo

Angelo Cerrone - Esperto di Marketing
Angelo Cerrone – Esperto di Marketing e Blogger

Come sai, mio caro lettore, se mi leggi da un po’ di tempo, mi piace seguire gli sviluppi professionali delle persone che ho intervistato una prima volta.

Per questo motivo, oggi, ti propongo la terza intervista che ho fatto, nel giro di poco più di tre anni, ad Angelo Cerrone, titolare del blog angelocerrone.it, che è un ottimo punto di riferimento per chi vuole avvicinarsi al complesso mondo del marketing.

Le precedenti interviste le trovi qui e qui.

Buona lettura!

* * *

Sono passati poco più di tre anni dalla nostra ultima intervista. In questo lasso di tempo com’è cambiata la tua vita professionale?

Ciao Federico, prima di rispondere alla tua intervista, vorrei augurare: Buon anno, a tutti i tuoi follower.

Ritornando alla tua prima domanda, posso affermare, con convinzione, che la mia vita professionale è stata completamente “rivoluzionata” in questi ultimi tre anni.

Infatti, nel corso del tempo ho abbandonato alcuni progetti “storici”, come ad esempio Graffi Creativi, per “coltivare” nuove collaborazioni in ambito locale (ho partecipato al progetto Campagne Felix).

Inoltre, sempre in questo periodo, ho ottimizzato il mio blog sui principali motori di ricerca, ho scritto due ebook (uno è in vendita su Amazon), ho conseguito una serie di certificazioni informatiche e ho ampliato la mia offerta con servizi affini al marketing d’impresa.

Alla tua attività da dipendente alla CF Metal società cooperativa affianchi anche quella da libero professionista. Chi è il tuo cliente tipo?

Generalmente, i miei clienti sono imprenditori o liberi professionisti che vogliono “estendere” la loro attività oltre i confini geografici di appartenenza.

Quindi si tratta di individui che hanno fondato una piccola o piccolissima attività d’impresa in un determinato territorio e che vogliono far leva sulle potenzialità del web, nonché dei dispositivi digitali, per vendere i loro prodotti o servizi in mercati sempre più ampi.

Tra i vari servizi che offri, qual è quello che i tuoi clienti richiedono di più?

I miei servizi più richiesti sono essenzialmente due: blogging e SEO.

Si tratta di due servizi sempre più apprezzati sul mercato digitale, visto che i social network non sono più in grado di offrire delle risposte – in termini di investimenti e ricavi – soddisfacenti.

Inoltre, in questi tre anni, ho raggiunto dei risultati straordinari con il mio blog personale e con il sito/blog della CF Metal che mi hanno consentito di ottenere ulteriore visibilità sul web.

Infatti, nel 2019, il sito internet della CF Metal è stato consultato da oltre 14 mila utenti (parliamo di una società che opera quasi esclusivamente nella Provincia di Salerno) mentre il mio blog (angelocerrone.it) ha superato i 33 mila utenti in un anno.

Questi risultati sono stati ottenuti tutti mediante la SEO in quanto non ho investito un solo centesimo in pubblicità sui social media.

Oltre a questi due servizi, le richieste dei clienti si sono estese anche in altri due ambiti: protezione dei dati aziendali sul web e contabilità aziendale.

Quest’ultimo servizio è stato perfezionato nel corso del tempo, presso la CF Metal, e mi ha consentito di analizzare le strategie di marketing attraverso un’attenta analisi del bilancio aziendale.

Che strategia adotti per generare un costante flusso di clienti?

Per ottenere nuovi clienti preferisco far leva sul passaparola.

Quindi, oltre alle classiche attività di promozione sul web, cerco di focalizzarmi sulla qualità dei miei servizi così da ottenere nuove richieste di informazioni.

Il passaparola è una delle strategie più poderose del marketing di impresa e ancora oggi offre risultati straordinari, soprattutto in ambito locale.

Come suddividi la tua giornata lavorativa visto che hai anche un lavoro da dipendente?

Non è semplice organizzare una giornata lavorativa poiché le emergenze sono sempre dietro l’angolo.

Nonostante ciò, ogni sabato, cerco di pianificare la mia settimana lavorativa così da ottimizzare il lavoro in proprio nonché quello da svolgere presso la CF Metal.

Poi, qualora ci fossero delle emergenze o degli imprevisti, ho l’abitudine di focalizzarmi su quest’ultime e di “abbandonare” temporaneamente tutte quelle attività superflue che possono essere svolte anche in tempi successivi.

Come riesci a conciliare due lavori e vita privata?

La conciliazione tra lavoro e vita privata avviene, principalmente, mediante lo smart working.

Infatti, una buona parte delle attività che svolgo per conto della CF Metal, le eseguo direttamente da casa oppure all’aperto con l’ausilio della tecnologia di ultima generazione.

Grazie allo smart working, posso gestire più lavori contemporaneamente ovvero svolgere alcune commissioni personali.

Però, in futuro, potrebbero esserci delle novità che potrebbero condurmi a delle scelte drastiche anche in ambito professionale.

Come stanno andando i tuoi progetti digitali (#unangeloinviaggio, Graffi Creativi, etc.)?

Come ho già ribadito in precedenza, alcuni progetti “storici”, come Graffi Creativi e l’Advertising Break, sono stati chiusi perché ormai datati e non più in linea con le esigenze del mercato digitale.

Al momento sono attivi solo due progetti: #unangeloinviaggio e Italia in cartolina, entrambi gestiti su Instagram.

Ma, a breve, ci potrebbero essere delle novità per quanto riguarda i miei progetti personali, ma non posso sbilanciarmi.

Al posto della classica newsletter tu sei stato uno dei primi a utilizzare Telegram. Perché? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa soluzione?

Ho scelto di abbandonare la classica newsletter perché la considero ormai “vecchia” e priva di efficacia.

Per questo motivo ho deciso di sperimentare una newsletter “alternativa” che consente ai lettori di recuperare tutti gli articoli del mio blog con un semplice click.

Per questo motivo ho optato per Telegram che tra un paio di anni sarà una delle migliori piattaforme per la comunicazione one-to-one.

Nonostante, quest’app di messaggistica non sia molto diffusa in Italia, già ora i canali Telegram offrono numerosi vantaggi e solo pochissimi svantaggi.

Ad esempio: la condivisione non è invasiva ed è immediata, si possono inoltrare diverse tipologie di contenuto, si può consultare la lista degli iscritti, si può creare un link personalizzato e non si corrono pericoli inerenti allo spam.

Invece gli svantaggi sono principalmente legati alle caratteristiche dei canali Telegram in quanto si tratta di una comunicazione unidirezionale dove l’utente non ha la possibilità di interagire con l’amministratore del canale.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Nella mia testa ci sono numerosi progetti: alcuni ancora in fase embrionale, altri già definiti.

Nel 2020 dovrebbe esserci sicuramente il lancio di un progetto locale (in ambito provinciale) che dovrebbe interessare imprenditori, enti comunali e associazioni di categoria.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Come crearsi il giusto mindset imprenditoriale grazie ai podcast

Oggi, mio caro lettore, ti parlerò di uno strumento molto utile per formare il giusto mindset imprenditoriale.

Io stesso ne ho tratto un enorme beneficio in termini di fatturato da quando, circa sei mesi fa, ho deciso di farne un uso massiccio per riempire i tempi morti delle mie giornate e il mio tempo libero.

Lo strumento di cui ti voglio parlare è il podcast.

CHE COSA E’ UN PODCAST

Come avrai notato, se navighi in Internet con una certa assiduità, i mezzi di comunicazione tradizionali (giornali, radio e TV) hanno dato origine, nel mondo digitale, a dei loro “fratelli minori”.

Il podcast è, per l’appunto, il “fratello minore” della radio.

Si tratta di una “Radio on Demand“.

In pratica il podcaster genera un file audio e lo carica su un server da cui ogni ascoltatore lo può scaricare.

L’indirizzo di posizionamento di questo file viene inserito in un feed RSS, ovvero una sorta di menù del ristorante, nel quale è possibile aggiungere tutta una serie di informazioni legate a quel file audio e che si aggiorna, automaticamente, ogni volta che si carica un nuovo file.

A questo punto l’ascoltatore diventa parte attiva poiché è lui che seleziona cosa ascoltare e scaricare sul proprio device (PC, lettore MP3, tablet o smortphone) per crearsi il proprio palinsesto da sentire quando, come e dove vuole.

La forza di questo strumento sta appunto in questa grande libertà data a chi ne fruisce.

Fatta questa doverosa premessa tecnica lascia che ti spieghi come nasce il termine podcast e la storia di questo tool.

Lo sviluppo a fine anni ’90 di una rete Internet capace di trasportare un’enorme mole di dati, la commercializzazione dei primi lettori MP3 e la digitalizzazione degli strumenti per la produzione audio avevano abbattuto notevolmente i costi per produrre musica e programmi radiofonici.

Ciò aveva portato, negli USA, alla nascita di diversi programmi radiofonici autoprodotti e diffusi via web.

Il 12 febbraio 2004 grazie a un articolo dal titolo Audible revolution del giornalista Ben Hammersley pubblicato sul giornale The Guardian viene coniato il termine podcasting per identificare questo nascente fenomeno.

Nel 2005 Steve Jobs consacra il termine podcasting quando annuncia che i nuovi iPod avranno la funzione per scaricare da iTunes i podcast e collezionarli.

Visto che molti di questi programmi radiofonici trattavano di argomenti che in radio non si potevano trattare, come, ad esempio, il sesso oppure la discriminazione razziale o di genere attraverso un linguaggio molto esplicito, questo mondo inizia ad attirare i giovani.

Nel 2007 Apple presenta l’iPhone, telefono + lettore MP3, e ciò dà un ulteriore spinta al fenomeno podcast, negli Usa.

Nel 2014 il podcast Serial diventa un caso editoriale che rende il podcasting un vero e proprio fenomeno di massa.

Il pubblico richiede sempre più podcast, le aziende iniziano a sponsorizzarli, la TV inizia a dedicare la sua attenzione a questo fenomeno e fare il podcaster diventa un’attività grazie alla quale si può vivere più che dignitosamente.

Questo negli Stati Uniti d’America.

Ma in Italia?

Beh, nel nostro Paese, il fenomemo del podcasting ha preso piede negli ultimi 4 anni con un trend in crescita nell’ultimo anno.

COME SFRUTTARE UN PODCAST

Per chi è un imprenditore o aspira a diventarlo questo tool diventa un ottimo compagno di lavoro poiché lo aiuta a forgiare la propria mentalità.

Tra l’altro il podcast lo si può ascoltare ovunque e mentre si è intenti a fare altro.

Ad esempio, la mattina quando ci si fa la barba oppure quando si va a correre in un parco o durante gli spostamenti casa-lavoro.

Le occasioni sono innumerevoli.

Tutto tempo morto che si può recuperare e rendere produttivo.

Sì, hai capito bene: produttivo.

Infatti, i podcast ti possono fornire un sacco di informazioni interessanti e di spunti utili per il tuo lavoro.

Inoltre, se il loro ascolto si trasforma in un’abitudine prolungata nel corso del tempo, quello che impari arriverà ad agire a livello subconscio.

PODCAST ITALIANI: I MIEI FAVORITI

Tra i podcast italiani che seguo per migliorare il mio mindset imprenditoriale e da cui traggo spunti utili per migliorare il mio business ci sono:

  • Italian Indie: il podcast di Samuele Onelia e Alberto Cabas Vidani è una raccolta di interviste fatte a imprenditori che hanno lanciato business digitali di successo.

    Si tratta del primo podcast che ho iniziato a seguire con una certa assiduità e che mi ha aiutato a trovare altre persone con la mia stessa mentalità da cui imparare scorciatoie utili per far crescere i miei progetti imprenditoriali.

  • Talent Bay: il podcast di Valerio Russo è una raccolta d’interviste fatte a persone di grande talento che ripercorrono la loro storia.

    Lo scopo è quello di permettere all’ascoltatore di imparare dalle persone che hanno avuto successo nella loro vita per sfruttare questi insegnamenti all’interno del proprio percorso di crescita personale.

  • Diario di due imprenditori digitali: Daniele Besana e Marco Gatti sono simpatici, hanno due belle “voci da radio”, ti danno un sacco di spunti utili e ti fanno veramente capire come il ragionare per obiettivi sia fondamentale per far crescere la tua attività.

    Inoltre, alla fine di ogni puntata mettono i link ai tool o ai libri di cui hanno parlato e ciò è molto utile.

  • Imprenditori di successo: Francesco Smorgoni e Paolo Pugni con simpatia, metodo e disciplina sono una fonte inesauribile di saggezza imprenditoriale.

  • Dario Vignali Podcast: Dario Vignali è un giovane imprenditore digitale di successo, noto per l’omonimo blog e l’azienda liquida Marketers, che mette a nudo il suo percorso imprenditoriale.

    Per chi come me vuole creare il suo impero imprenditoriale è un must seguirlo.

  • Radio Cresi: il podcast di Luca Cresi Ferrari, socio di Dario Vignali in Marketers, è da seguire assolutamente.

    Spunti utili su come organizzare la propria attività imprenditoriale, gestire un team da remoto e su letture interessanti sono all’ordine del giorno.

    Io seguo da tempo le sue Live su Facebook e i consigli che mi ha dato rispondendo ai miei commenti sono il pattern su cui sto costruendo la mia realtà imprenditoriale.

CONCLUSIONI

Il podcast è uno strumento indispensabile, a mio avviso, per crearsi il giusto mindset imprenditoriale.

Infatti, le persone che frequentiamo molto spesso non capiscono le nostre ambizioni e tendono a frenarci.

Con questo strumento possiamo entrare in contatto con persone che hanno la stessa nostra mentalità, che hanno già superato le sfide che noi stiamo affrontando, se siamo all’inizio del percorso come imprenditori, e ci possono dare consigli utili per superarle.

Mentre, nel caso in cui si sia imprenditori navigati, si potranno trarre dall’ascolto dei podcast utili idee per nuovi progetti o per rendere più efficiente il proprio business.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Massimo Ponzano: Professione Networker

Massimo Ponzano - Network Marketer

Massimo Ponzano – Networker

Come sai, mio caro lettore, se mi leggi da tempo, mi piace molto seguire gli sviluppi delle carriere professionali di chi ho già intervistato.

Oggi ti propongo una nuova intervista, la terza, al mio amico Massimo Ponzano, networker professionista (le precedenti le trovi qui e qui), poiché la sua vita professionale è cambiata, nuovamente, e per questo motivo ho deciso che era interessante intervistarlo ancora per farti capire come niente è per sempre (cosa da tenere in mente specie quando si ha un certo successo) e quale mentalità bisogna avere per non farsi abbattere dagli eventi negativi.

Ricordati di non dare mai nulla per scontato nella vita poiché all’improvviso può accadere qualcosa che ti costringe a ripartire da capo.

Sii realista.

Gli eventi negativi accadono e non ci puoi fare nulla.

Però, una volta che hai presente questo devi assumere un atteggiamento mentale ottimista e ultrapossibilista.

Solo in questo modo potrai realizzare i tuoi progetti più ambiziosi.

Buona lettura!

* * *

Come è cambiata la tua vita dal 14 febbraio 2017, data della nostra ultima intervista?

Ciao Federico! Innanzitutto, è un piacere essere di nuovo qui con te e ti ringrazio per questa nuova opportunità di raccontare un po’ di me e delle cose che sto facendo.

Da quel giorno sono cambiate parecchie cose, a dire il vero, e cercherò di non essere troppo prolisso anche se tra i miei pregi non c’è proprio il “dono della sintesi”.

Per cominciare mi viene da dire che sono passati 2 anni (e mezzo) importanti, anche perché a giugno 2017 ho compiuto 50 anni ed è stato un compleanno speciale, che ho voluto festeggiare con amici e parenti stretti in una location sul mare vicino a casa.

Tolta la festa devo dirti che è stato un periodo davvero intenso, ricco di viaggi, tantissime nuove conoscenze e molte esperienze, in parte positive e in parte negative, come credo capiti a tutti.

Il nostro business, la nostra attività professionale, qualunque essa sia, influenza le nostre giornate e, conseguentemente, la nostra vita e quando siamo soddisfatti di ciò che facciamo tutto fila liscio, ma quando qualcosa non funziona ne risentiamo profondamente.

Tra le cose belle ed emozionanti che posso raccontarti ci sta di certo il fatto di aver parlato, durante una convention internazionale di Juice Plus, su un palco davanti a 3000 persone raccontando chi è Max Ponzano e qual è stato il suo percorso di vita, personale e professionale, e solo a pensare a quei minuti con il microfono in mano davanti a così tanta gente, ancora mi emoziono.

Poi ti potrei parlare di un bellissimo viaggio a Londra, di un’altra convention a Barcellona, ma, soprattutto, dell’emozione provata al raggiungimento dell’importante qualifica di National Marketing Director nel gennaio 2018 quando ero in vacanza alle Maldive e stavo facendo una diretta su Facebook.

Fare network marketing e farlo con impegno e passione regala anche queste sorprese: vai in vacanza e, se hai lavorato bene e duramente prima, mentre sei via, il tuo business cresce.

E così è stato anche per me, ma credimi se ti dico che la cosa ancora più bella è stata il raggiungimento di 23 qualifiche, nello stesso mese di gennaio, da parte di altrettante persone che lavoravano in Team con me.

Poi ancora Londra, la Grecia, la Sicilia… insomma, parecchi viaggi, ma, credimi, tanto e tanto lavoro perché fare network marketing e arrivare a certi livelli richiede molto impegno!

Come mai hai abbandonato la Juice Plus Company?

Purtroppo, come si dice, non tutti i grandi amori durano per sempre e preferirei non scendere in troppi dettagli perché, come si suol dire, “i panni sporchi si lavano in casa propria”.

Diciamo solo che Juice Plus ha cambiato alcune strategie aziendali, cosa legittima, e che a ottobre 2018 è stata venduta a un fondo di investimenti americano (Altamont Capital Partners).

Poi c’è stata la chiusura non motivata di molte posizioni di incaricati che hanno sempre fatto un ottimo lavoro nel massimo rispetto delle regole e prima ancora il cambiamento in corsa del piano di remunerazione.

Il resto è storia passata e preferisco guardare avanti.

Di certo, è stata una bellissima esperienza e tengo cari molti momenti vissuti in quel periodo che, comunque, mi ha fatto crescere molto.

Come si chiama l’azienda per cui ora sei un distributore indipendente e che tipo di prodotti vendi?

La mia scelta è stata semplice perché ho una grandissima fiducia nei leader che seguo da 4 anni e quando mi hanno parlato di Ariix, questo è il nome del mio nuovo partner, ero certo che avessero scelto il meglio.

E credo di poter dire che sia proprio così.

La categoria merceologica è quella che amo e che non teme la “crisi” perché è sempre e da sempre in crescita : il settore salute e benessere.

In che cosa Ariix si differenzia dalla precedente azienda?

Ariix ha molte peculiarità che la rendono realmente una mosca bianca nel settore del network marketing e spero di cuore che molte altre aziende seguano il suo esempio.

Questo perché il settore è in forte crescita e con esso la professionalità dei networker che, oggi, in Italia sono oltre 540.000 (che generano un fatturato superiore a 2 miliardi e 800 milioni di €), ma nel mondo hanno superato la ragguardevole cifra di 118 milioni di persone per un fatturato globale superiore ai 190 miliardi di $.

La prima peculiarità che ci contraddistingue è la Carta dei Diritti (la trovi, in lingua inglese, sul sito www.ariix.com => The Bill Of Rights).

Ariix è, infatti, l’unica azienda di Multilevel Marketing (MLM) al mondo a mettere nero su bianco i diritti degli incaricati e si impegna a non fare quelle cose che, invece, molte altre aziende si ritengono in diritto di fare (e spesso fanno).

Mi riferisco proprio alla chiusura “selvaggia” e immotivata di codici, al cambio del piano compensi e ad altre azioni che possono danneggiare o distruggere irrimediabilmente un lavoro di anni.

Poi Ariix è un’azienda multibrand che offre 7 linee di prodotti diversi, ma sinergici (Slenderiiz, Nutrifii, Puritii, Reviive, Jouvè, Nucerity e Prime) e tutti legati al benessere.

Ariix si definisce Disruptive by Design e i motivi sono molti altri, ma ci metterei troppo tempo a spiegarli qui.

Chiudo con un’annotazione sul piano compensi che è stato premiato come il migliore al mondo ed è in attesa di essere coperto da brevetto e prevede un adeguamento al costo della vita che poche altre aziende offrono (forse, nessuna ma non vorrei sbagliarmi).

Ed è l’unica, dati alla mano, che ha un payout del 50%.

Ariix ha sfidato tutte le altre aziende del mondo MLM a dimostrare che pagano di più, ma la sfida è caduta nel vuoto.

Poi esiste un programma che si chiama Ariix Travel che è veramente incredibile e, per gli amanti dei gioielli, ad agosto è nato Ariix Diamonds, ma anche in questo caso ne parleremo un’altra volta.

Lasciami solo aggiungere, perché anche questa credo sia una particolarità rara nel nostro settore, che Ariix riconosce a ogni incaricato attivo 1€ reward da spendere in viaggi o in altri prodotti per ogni € speso per acquisti personali e addirittura raddoppia gli € reward rispetto agli € spesi nelle prime 4 settimane.

In pratica acquisto prodotti per il mio benessere e quello della mia famiglia e i soldi spesi posso riutilizzarli per andare in vacanza con Ariix Travel.

E questo è un progetto assolutamente unico!

Che cos’è Unstoppable Generation?

La mia carriera da networker professionista non sarebbe mai iniziata senza Unstoppable Generation.

Tu di certo conosci la mia storia professionale e sai che sono laureato in ingegneria e sai che per 22 anni ho lavorato come dipendente in diverse aziende, vivendo e lavorando in Italia e anche all’estero.

Mi sono avvicinato in modo serio a questa industria proprio grazie a un post su Facebook nato e pensato dalla strategia, tanto semplice quanto efficace, di Unstoppable Generation.

E questo ha realmente cambiato la mia vita.

Infatti, 8 mesi dopo quel giorno, ho rinunciato al posto fisso e sono diventato un networker e un Unstoppable a tempo pieno.

UG è un movimento di persone inarrestabili, nel senso che siamo persone abituate a trovare soluzioni anziché concentrarci sui problemi.

Diciamoci la verità Federico: la vita non è semplice per nessuno, il mondo del lavoro è avido del nostro tempo, ma il tempo è il bene più prezioso che abbiamo.

E quanto ne sprechiamo lamentandoci?

Quante volte le persone si soffermano sui problemi, si lamentano della loro situazione, accusano tutto e tutti aumentando il loro senso di frustrazione?

Unstoppable non è una setta, lo scrivo perché ci hanno accusato anche di questo, ma è realmente e solamente un gruppo, in costante e continua crescita, di persone ordinarie che però, grazie a un modo diverso di affrontare le loro giornate, hanno innescato un sistema virtuoso che attrae persone positive e respinge quelle negative.

Oddio, non è che siamo perfetti e non è che non ci siano persone che si lamentano, ma sono in minoranza e, molto spesso, cambiano pelle, cambiando modo di affrontare i problemi.

Siamo un movimento di persone che hanno iniziato con zero competenze, zero esperienza e zero risultati, ma a furia di “picchiare la testa” contro gli errori, abbiamo trovato il giusto metodo di fare le cose e lo insegnamo a chi si sente Unstoppable davvero e vuole avere l’opportunità di crearsi un’entrata extra con il network marketing.

Non tutti ce la fanno, sia ben chiaro: chi dice “inizia e cambierai la tua vita” omette colpevolmente di aggiungere alcune parole… “inizia e potrai cambiare la tua vita se lavorerai duro, se ti impegnerai con costanza e impegno per un periodo sufficientemente lungo di tempo”.

Le statistiche dicono che lo 0,15% dei networker raggiungono guadagni milionari, ma le statistiche che pochi conoscono dicono che, nel mondo del lavoro tradizionale, solo lo 0,1% raggiunge guadagni milionari.

Quindi ci sono più networker milionari che imprenditori tradizionali milionari.

Tutto va contestualizzato, ma è più comodo dire che il network marketing non funziona.

E così, dopo 3 mesi, molti mollano, dicendo che il network marketing non funziona, ma è normale e succede sempre: perché molti mollano la palestra dove si sono iscritti, molti mollano la dieta che hanno iniziato a fare e potrei farti un sacco di altri esempi.

La strategia Unstoppable esiste e funziona e ci sono i numeri che lo dimostrano.

Nella notte del 26 dicembre 2013 è stato fatto il primo cliente online, senza una telefonata e senza un incontro fisico, ma solo parlando via chat.

Fatto 1, ne sono venuti 10, poi 100, poi 1000 ed in 5 anni ne abbiamo fatti oltre 1.500.000.

Ora che abbiamo cambiato azienda, e non credo sia un reato perché nella mia vita lavorativa tradizionale l’avevo fatto anche più volte quando non avevo più stimoli e volevo andare a stare meglio per cogliere una nuova sfida, abbiamo rimodulato la strategia e le nostre azioni sono ancora più efficaci ed efficienti.

Anche perché abbiamo una gamma maggiore di prodotti eccezionali da offrire e condividere.

Insomma… ne vedremo delle belle, ma la partenza è stata con il botto!

A quanto ho capito e visto dai tuoi risultati, Unstoppable Generation ha creato un metodo replicabile e scalabile che rende, in un certo senso, il distributore indipendendente svincolato dall’azienda per cui lavora.

Infatti, qualsiasi sia il prodotto distribuito, se ci s’impegna, si possono ottenere dei risultati. Giusto?

È proprio questo il vero segreto, se di segreto vogliamo parlare.

Essere un networker non vuol dire essere un venditore, anche se ciò è quello che crede la maggior parte della gente ed è ciò che spaventa le persone che si avvicinano a questo modello di business.

Prendendo spunto da un’amica che lo ha scritto in un suo post, dico spesso che se avessi voluto vendere prodotti avrei creato un negozio online, magari mi sarei associato ad Amazon (nonostante le alte commissioni che chiede), ma io non vendo nulla.

Non sono neppure un Influencer, anche se quello è uno dei mestieri più ambiti (e ben pagati) che esista oggi ed è proprio questo che dovrebbe far riflettere.

Ma il ragionamento è ancora più semplice.

Faccio una domanda a un’ipotetica Signora Maria che sta leggendo:

Max: “Cara Maria, se vai a cena in un ristorante, mangi bene e spendi poco, che fai il giorno dopo o appena te ne capita l’occasione?”

Maria: “Beh, lo suggerisco alla mia collega che mi ha chiesto dove andare a cena e lo suggerisco a mio fratello che so che vuol fare una sorpresa alla sua fidanzata”.

Max: “Ed è possibile, Maria, che quel ristorante ti mandi una mail e ti inviti a lasciare una recensione su una di quelle app che magari tu stessa userai prima di andare nel prossimo ristorante?”.

Maria: “Certo che sì!”.

Max:”Bene Maria! Benvenuta nel magico mondo del network marketing: tu credi di non aver venduto nulla, ma hai fatto una vendita.

E speriamo che la sera in cui tuo fratello andrà in quel ristorante ci sia lo stesso chef di quando sei andata tu.

Peccato, però, che il tuo consiglio non ti frutterà un centesimo, al massimo un grazie, che comunque è importante, di tuo fratello”.

La cosa divertente è che tuo fratello lo consiglierà a Michele, Michele lo consiglierà a Luisa e Luisa lo consiglierà a Francesca che in quel ristorante organizzerà la sua festa di compleanno e porterà 50 persone!

Ecco perché io amo i network marketing di prodotto e voglio provare in prima persona tutti i prodotti dell’azienda con cui collaboro.

Perché io ci metto la faccia, sempre ed ogni giorno.

E se consiglio un ristorante, un libro, un film o un luogo di villeggiatura non ci guadagno nulla, ma se consiglio un prodotto Ariix ci guadagno perché l’azienda divide fifty-fifty con la sua rete di incaricati il fatturato che noi generiamo.

E tutti i prodotti Ariix hanno un sigillo di garanzia unico che certifica la qualità del prodotto ed esiste una politica di resi che può e deve far stare tutti tranquilli.

Dal 17 maggio 2019 data d’ingresso di Unstoppable Generation in Ariix che risultati economici hai ottenuto e che livello hai raggiunto?

Io sono entrato in Ariix il 18 maggio e devo dirti che l’inizio è stato esaltante.

Fino a quel giorno avevo vissuto, come tutti gli amici di Unstoppable, 4 mesi di paura e di stress.

Il fatturato in Juice Plus si era più che dimezzato e ripartire da zero non è stato semplice.

Tra maggio e luglio abbiamo fatto tantissima formazione perché in Ariix sono estremamente attenti alla preparazione di noi incaricati (la formazione non solo è gratuita, ma ci pagano in AOR, ma ne parleremo in un’altra occasione visto che me ne sono appena aggiudicati 100.000 per volare ad Hong Kong e ci tengo a spiegare a te e ai tuoi lettori cosa sono questi punti).

Detto questo, per rispondere alla tua domanda, in questo momento ho la qualifica di Officer e sono tra i primi 40 Top Power Ranker in Italia.

Il Power Ranking è una classifica che Ariix fa per stimolare la sana competizione e che si sale (o si scende) in funzione di diversi parametri legati allo svolgimento dell’attività.

A livello europeo sono nei Top 250 e sono, per questo motivo, stato invitato a una cena speciale in occasione della prima convention italiana che si è svolta il 12 e 13 ottobre 2019 a Roma.

Sul mio profilo Facebook trovi molte foto di quel weekend e anche della serata che Ariix ha organizzato a Cinecittà dove tutti siamo stati invitati a partecipare in abiti dell’Antica Roma: è stata una delle più belle feste a cui io abbia mai partecipato.

Parlando ancora di formazione, permettimi di dire che dal 2011 anche Tim Sales, un vero guru del MLM, lavora con Ariix e nel weekend appena citato ci ha fatto alcune sessioni formative di altissimo valore.

Sono realmente onorato di lavorare nella stessa azienda di questo “luminare” del settore, che è stato consulente, nel mondo, per oltre 200 aziende di network marketing e ha generato numeri incredibili.

Anni fa si era ritirato da questa industria, ma quando è nata Ariix ha deciso di unirsi a lei per un progetto che, ne sono certo, cambierà per sempre (e in meglio) il mondo del network marketing (leggi qui). 

Quanto ti manca per arrivare a un livello simile a quello che avevi raggiunto in Juice Plus Company?

Mi sono dato, com’è giusto e importante fare, alcuni obiettivi a breve, medio e lungo termine, ma siamo ancora nella fase di “costruzione”, che per me è la fase più esaltante, e non ti so dire quanto tempo servirà.

Diciamo che per ottenere quello che in Juice Plus ho ottenuto in 4 anni, qui conto di impiegare metà tempo, ma non perché sia più facile, ma perché ho più esperienza e collaboro con professionisti veri, con un’azienda che ci supporta e ci sta al fianco ogni giorno e che collabora al nostro impegno sui social.

E anche le persone di cui mi sto circondando sono professionisti di valore o comunque lavorano e si impegnano per diventarlo.

Insomma, in un’azienda di professionisti, dobbiamo essere professionisti.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Continuare a migliorarmi e ad aiutare le persone a credere di più nel network marketing e in sé stesse.

Fare network marketing è una professione e alla Bocconi di Milano ne parlano di frequente.

Ma non solo in questa prestigiosa università.

Ad esempio, poco dopo la nostra ultima intervista, esattamente a giugno 2017, stava per concludersi il secondo Executive Master in Network Marketing alla LIUC di Castellanza.

So che il lavoro da fare per cambiare la percezione negativa che ha, nell’immaginario collettivo, questa professione è ancora tanto, perché in Italia c’è ancora molta diffidenza.

E, invece, le persone dovrebbero sapere che nel nostro Paese il network marketing è un modello di business normato dalla legge da oltre 20 anni e che prevede benefici fiscali importanti.

Questa è, ormai, la mia vita e il bello del network marketing, anche se so che può sembrare una frase fatta, è che per avere successo bisogna aiutare gli altri ad avere successo.

Ci sono 8 modi diversi di guadagnare le commissioni settimanali che ogni venerdì mattina Ariix ci bonifica e tra queste è molto importante una voce che si chiama Matching Bonus: più guadagnano le persone del tuo Team e più la società ti premia perché hai, evidentemente, fatto un buon lavoro di formazione.

Quindi: impara, insegna e insegna ad insegnare perché solo così avrai successo nel network marketing.

E se troverai persone migliori di te, puoi stare tranquillo perché non ti soffieranno il posto, come potrebbe succedere in un qualsiasi altro posto di lavoro, ma avrai dei riconoscimenti economici anche se, visto che qui vige la meritocrazia, quella persona potrà crescere e guadagnare più di te.

Che dire… anche stavolta è stata una bella chiacchierata nella speranza di aver risposto pienamente a tutte le tue domande e di aver incuriosito i tuoi lettori che sono arrivati a leggere fino a qui.

Ti ringrazio di cuore per questa nuova opportunità che mi hai dato e alla prossima!

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico

Il business rende liberi… specialmente, se digitale

Oggigiorno, infatti, chi ha un lavoro autonomo ha la possibilità, se lo desidera, di essere:

  • Location Indipendent

  • Time Indipendent

In altre parole ha la possibilità di essere libero da vincoli di luogo e di tempo per lavorare, potendo così costruirsi uno stile di vita su misura in base alle sue esigenze economiche e sociali.

LOCATION INDIPENDENT

Conosci il termine: nomade digitale?

Beh, se non lo conosci sappi che con questa terminologia si indica una persona che lavora come freelancer spostandosi da una località all’altra del pianeta senza appunto essere vincolato a un luogo specifico come avveniva un tempo.

Questo libero professionista ha la possibilità di continuare a seguire i suoi clienti che si trovano, ad esempio, in Italia stando tranquillamente seduto in un coworking di Bali semplicemente grazie a una connessione veloce a Internet, a un computer e a uno smartphone.

Ed è facilitato in ciò poiché, oramai, vi è anche tutto un ecosistema online fatto di app, Saas, cloud, social network per sviluppare contatti con altri professionisti e piattaforme dedicate ai freelancer per trovare clienti come:

  • Fiverr

  • Freelancer,

  • Up Work

  • Go Lance

  • Addlance

  • Remote

  • Guru

  • Peopleperhour

  • Twago

  • We Work Remotely

  • Workana

Siccome, però, per lavorare in questo modo non c’è bisogno di passare tutta la vita in viaggio muovendosi da una nazione all’altra come una trottola, è stata coniata una nuova etichetta che affianca la prima: Location Indipendent.

In questo modo si racchiudono sotto questa categoria tutti coloro che lavorano da dove vogliono anche senza bisogno di essere continuamente in viaggio.

Come, ad esempio, il sottoscritto che ha lasciato il centro di Milano per andare a vivere sulle colline moreniche del Lago di Garda.

TIME INDIPENDENT

Con questa terminologia si indica il fatto che il freelancer ha la possibilità di organizzare come meglio crede il suo orario di lavoro senza essere vincolato a uno schema fisso come i dipendenti.

Inoltre, può scegliersi i periodi di vacanza senza dover rendere conto a nessuno.

Ciò non vuol dire, però, lavorare di meno anzi, a volte, si lavorano 7 giorni alla settimana e anche di notte.

Ma questa resta, comunque, una libera scelta individuale.

DA SOGNATORE A LAVORATORE AUTONOMO

Molto spesso alla base del percorso che porta un individuo a diventare un lavoratore autonomo c’è un sogno.

A volte, invece, c’è uno stato di necessità. Infatti, l’alto tasso di disoccupazione che affligge l’Italia può spingere alcuni ad aprire la propria attività nella speranza di poter portare a casa la pagnotta.

Accade anche che alcuni di coloro che avevano aperto la loro partita Iva, poiché non avevano di fronte a sé altre alternative, cammin facendo si appasionino ardentemente al loro lavoro.

Comunque, vada come vada, il cammino ideale di chi vuol fare business è il seguente:

Sogno => Idea => Progetto => Risultato => Business

Tutto parte da un sogno che si trasforma in un’idea.

L’idea diventa un progetto.

Il progetto porta a un risultato.

E attorno al risultato si costruisce un business.

Questo percorso suddiviso in 5 step ben si concilia, a mio avviso, con la metodologia Lean Startup secondo cui non va costruito il prodotto o servizio fino a quando l’MVP (Minimun Viable Product, cioè un prodotto ridotto all’essenziale che ha le caratteristiche minime per essere utilizzato dal segmento di clientela a cui è rivolto, n.d.r.) non è validato dal mercato.

In altre parole, se dagli esperimenti progettati non si ottiene un risultato soddisfacente, allora, non si costruisce il business.

I 3 QUADRANTI DEL BUSINESS

I tre quadranti del business sono:

  1. Passione

  2. Competenze

  3. Richiesta del mercato

Fino ad ora non avevo citato il termine passione.

L’ho fatto di proposito poiché non è detto che un business, anche di successo, si debba per forza di cose costruire attorno a una passione.

Anzi, molto spesso, accade che una persona scopre ciò che lo appassiona mentre sta lavorando al suo business.

Poiché è proprio quando sei totalmente immerso nel tuo lavoro che puoi capire quali sono le attività che ti piacciono e ti appasionano di più.

In ogni caso per aprire un business non basta la passione. Occorrono le competenze e ci deve essere una richiesta di mercato.

Come puoi ben capire le competenze sono necessarie se si vuole offrire un prodotto o servizio di qualità, generare un flusso di clienti e concludere ottime vendite.

Questo vuol dire studiare molto per migliorarsi costantemente.

Cosa che dovrai fare per tutta la vita visto che il mondo cambia alla velocità della luce.

Di recente, ho scoperto una parola ugandese che ben sintetizza quello che ho appena scritto.

Questa parola è Somà => leggere; ma un leggere inteso come studio volto a migliorare sé stessi e la società in cui si vive.

Da ultimo, ma non per ultimo, in ordine d’importanza vi è il quadrante della richiesta di mercato.

Infatti, se non c’è domanda per il prodotto o servizio che offri, è inutile creare un business poiché andresti incontro a un sicuro fallimento.

Ad esempio, potresti essere appassionato di aquiloni e avere tutte le competenze necessarie ma se non sono richieste dal mercato allora non guadagnerai un solo euro.

CONCLUSIONI

Fare business ti dà la possibilità di essere libero da vincoli di luogo e di tempo.

Ma deve essere costruito attorno a un risultato.

E deve nascere dall’intersezione delle tue competenze e la richiesta di mercato.

Meglio se da una passione ma questa non è una condizione necessaria e sufficiente.

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

Ma prima di lasciarti ti invito, se hai un progetto da lanciare o un business da rilanciare poiché in sofferenza, a richiedere la mia consulenza e, se ti è piaciuto e lo hai trovato utile, a condividere questo articolo coi tuoi amici. Grazie!

E ricordati:

Sii indipendente, reinventati e fai la differenza!

Federico