Alessandro Pozzetti. Due anni dopo

Alessandro Pozzetti

Alessandro Pozzetti – Instagram Marketer

Oggi, mio caro lettore, ti propongo una nuova intervista ad Alessandro Pozzetti.

Lo avevo intervistato esattamente 2 anni fa e da allora di acqua ne è passata sotto i ponti e Ale ha fatto un bel balzo in avanti nella sua carriera professionale.

Sei curioso di sapere cosa è successo?

Beh, non ti resta che buttarti a testa bassa nella lettura di questo post.

* * *

Com’è cambiata la tua vita dal 19 maggio 2015 data in cui mi hai rilasciato la tua prima intervista?

Ciao Fede, innanzitutto lasciami dire che è un piacere essere di nuovo intervistato da te.

Sai che ho sempre avuto molta stima della tua persona.

Le cose sono decisamente cambiate dal 19 maggio 2015.

Il momento di massimo picco familiare è avvenuto il 4 settembre 2015, quando è nato il mio piccolo Nicolò. Che, a oggi, è quasi un ”duenne”.

Per quanto riguarda il lavoro, invece, ho deciso di concentrare gran parte dei miei sforzi su un unico tema: l’Instagram Marketing.

E penso che questo abbia portato un’ulteriore svolta – positiva – alla mia vita professionale.

Allora, nell’ultima risposta che mi avevi dato nella prima intervista mi parlasti del tuo sogno di vivere di sola scrittura. Quindi la domanda è d’obbligo: hai già pubblicato qualche libro?

No, a oggi no. E questo è forse un tasto dolente. È un sogno che è lì, che custodisco ma non dimentico.

La verticalizzazione su Instagram mi ha portato a delle scelte, per fortuna o purtroppo.

Però, però… posso darti due notizie a riguardo: presto comincerò a scrivere di Digital su un quotidiano italiano e, a fine 2016, ho preso i primi contatti con un noto editore per scrivere appunto un libro dedicato all’Instagram Marketing.

Sto aspettando solo lui per partire, dunque…

Tra i vari progetti di cui ti sei occupato mi aveva colpito in particolar modo Eureka 360, l’agenzia di comunicazione verticalizzata sul settore Food. Come sta andando quest’avventura?

L’agenzia funziona bene, si è evoluta, e ad oggi conta anche un componente in più.

Invero, io sono sempre stato un collaboratore esterno, seppur mi sentissi molto dentro al progetto.

Un esterno che ha traghettato – per parte del 2015 e tutto il 2016 – verso nuovi orizzonti questa bellissima realtà e che l’ha portata a contatto coi primi progetti importanti.

Da inizio 2017, per scelta esclusivamente personale, non la seguo più dal punto di vista dello sviluppo.

Il mio obiettivo, come collaboratore, era quello di lanciarla nel mondo del web marketing. E ci sono riuscito.

Oggi Eureka 360 sta navigando in buone acque, verso nuovi orizzonti, con i giusti marinai.

E io posso dedicarmi ulteriormente al mio brand. Cosa che desideravo più di tutte.

Da Eureka 360 è nata anche Eureka Food. Che cos’è? Come sta andando?

Sì, nacque anche Eureka Food: un eCommerce ma, soprattutto, un prestigioso showroom dedicato anche alla degustazione di prodotti tipici modenesi.

La bellissima notizia è che da fine 2016 si è ulteriormente sviluppata, trasformandosi da brand a società vera e propria (Bottega Modena Srl), vedendo anche l’ingresso di 4 nuovi soci (importanti imprenditori della zona) a supporto del progetto.

La presentazione ufficiale alla stampa c’è stata in marzo: un successo inaspettato, tanto quanto la partecipazione all’evento di autorità provinciali e regionali, oltre a rinomati giornalisti.

Sono davvero contento per Eureka 360, è una bella soddisfazione!

Tu sei un noto esperto di Social Media Marketing. Di recente, ti sei verticalizzato su Instagram. Come mai questa scelta?

Come spiegavo anche nella mia recente intervista su Millionaire ”da sempre avevo la passione per la fotografia, ma non trovavo mai il tempo per svilupparla, attraverso corsi specifici, ad esempio”.

Così ho unito la mia pigrizia alle mie competenze, cominciando dunque a scattare da smartphone e a sviluppare un personale progetto fotografico.

Proprio in quel momento, guarda caso, Instagram stava dando i primi segnali di sviluppo del lato business.

Le nostre strade si sono semplicemente incrociate, trasformandosi in un meraviglioso matrimonio. Che, a oggi, oserei dire più che azzeccato

Quale consiglio daresti a un’azienda o a un freelancer che si avvicina a Instagram per promuovere la sua attività?

In particolar modo gli donerei due consigli:

  • il primo, quello di sviluppare sin da subito un progetto fotografico basato sulle sue passioni e sugli obiettivi che desidera raggiungere.

  • Il secondo, di non soffermarsi al solo utilizzo dei bot per sperare in una crescita di visibilità, perché posso capire che siano una manna dal cielo – soprattutto ora che Instagram sta continuando ad aggiornare i suoi algoritmi – ma l’interazione umana è quella che col tempo porterà il suo profilo a fare la differenza rispetto a quello di un competitor.

Quali vantaggi ci sono per i brand nell’utilizzare Instagram Stories rispetto a Snapchat?

Innanzitutto, i brand possono inserire spazi pubblicitari all’interno delle Instagram Stories, cosa che fino a qualche tempo fa non era possibile.

Poi, un altro dato a favore delle storie rispetto agli snap è il ventaglio di pubblico raggiungibile decisamente più ampio all’interno di un social network che ricopre gran parte delle fasce di età disponibili (dai 18 ai 44 anni all’incirca).

Se pensiamo che non meno di qualche settimana fa ha raggiunto i 700mln di utenti attivi ogni mese, di cui gli ultimi 200mln in una decina di mesi.

Ciò non toglie che con Snapchat le aziende hanno la possibilità di arrivare a un pubblico ancor più giovane, che va dai 13 ai 17 anni.

Che cosa non bisogna assolutamente fare su Instagram?

Pensare di ottenere successo pubblicando foto da catalogo, o ancor peggio, da manifesto pubblicitario.

Instagram è nato per ”raccontare”, da sempre.

Raccontare, attraverso contenuti visual da Instagram.

Tieni corsi di formazione sui social e in particolare su Instagram?

Assolutamente sì, ed è sempre più frequente la richiesta di corsi sul tema dell’Instagram Marketing, sia da parte di aziende che da privati.

Pensa che, almeno una volta a settimana, mi capita di svolgere consulenze via Skype a utenti che desiderano impostare la giusta comunicazione attraverso questo canale, che sta divenendo sempre più protagonista.

Quali progetti hai per il tuo futuro?

Nel breve periodo ho un trasloco di casa e questo porterà ulteriori nuovi stimoli, ne sono certo.

Mentre per il 2017 l’obiettivo primario è iniziare a scrivere il mio libro.

Inoltre, mi piacerebbe rinnovare il mio blog e imparare a usare Photoshop, lato fotografia, per portare nuova linfa nella mia gallery di Instagram.

Nel medio-lungo periodo, invece, come ben sai, ho l’ambizione di vivere scrivendo.

Già nelle prossime settimane intraprenderò il percorso di giornalista pubblicista!

Sarà poi il tempo a rivelarmi ulteriori risposte 😉

* * *

A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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Federico

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Maura Cannaviello. Due anni dopo

Maura Cannaviello

Maura Cannaviello alias whymarghette

Circa due anni fa, mio caro lettore, ho avuto il piacere di intervistare Maura Cannaviello, consulente web marketing e branding, docente di social media ed email marketing, e fondatrice di whymarghette Academy.

Ma, forse, tu la conosci col suo nick: whymarghette (la “e” finale è muta).

Oggi sono tornato a intervistarla per capire come si è evoluto il suo lavoro in tutto questo tempo.

Buona lettura!

* * *

La prima intervista che mi hai rilasciato è datata 12 maggio 2015. Com’è cambiata la tua vita da quella data?

Ciao Federico, è un piacere essere di nuovo qui. In questi quasi due anni, sono cambiati molti aspetti della mia vita.

Innanzitutto, sono diventata mamma e questo è stato l’evento più bello e significativo.

Poi, ho aperto la partita Iva e avviato la mia Academy di corsi di formazione online sul web marketing. Ho iniziato anche a tenere docenze in aula e in azienda e sto per pubblicare il mio primo libro di digital marketing per la Flaccovio Editore, “Email Marketing Automation”.

Con tutte queste sfide e nuove responsabilità,  per certi aspetti la mia vita si è complicata, soprattutto per quello che riguarda la gestione del tempo tra casa e lavoro. Il tutto però è ampiamente ripagato dalle soddisfazioni che ogni giorno diventano sempre più grandi.

Com’è cambiato da allora il tuo blog? Qual è la strategia dietro questo cambiamento?

Due anni per un blog sono come dieci per un uomo.  🙂

Naturalmente scherzo, ma con tutte le novità del digitale è impensabile non rinnovarsi continuamente.

In questo periodo abbiamo visto l’introduzione della Cookie Law e il metodo “Mobile first” per Google, solo per citare alcuni cambiamenti.

Sul mio blog ho deciso di eliminare i pop up che ostacolano la fruizione da mobile e i banner di affiliazione per dare più visibilità alle call-to-action come l’iscrizione ai miei corsi e alla newsletter.

Più di ciò che si “vede” sul blog, ho lavorato alla macchina che c’è dietro, rafforzando e automatizzando, attraverso contenuti personalizzati, l’email marketing di whymarghette, che è oltretutto diventata una sezione molto importante del mio sito.

Che cos’è whymarghette Academy?

WMAcademy è il mio centro di formazione online pensato per le aziende e i professionisti che desiderano migliorare le proprie competenze sul marketing digitale.

I corsi on demand gratuiti e a pagamento, trattano i temi di social media, content ed email marketing. Il percorso di studio è modulare così da garantire un’effettiva crescita nell’apprendimento. Sono anche previsti test di valutazione e un contatto diretto con me.

Tutti i contenuti sono frutto della mia esperienza sul campo di oltre quindici anni e anche delle richieste che più di frequente ricevo dalle aziende e da parte di chi vuole fare formazione.

Perché per un’azienda o un freelancer è importante formarsi all’utilizzo dei social?

Dovrebbe, ormai, essere chiaro che non esiste più la differenza tra online e offline.

Chi ha un’attività ha la necessità di comunicare, di incontrare il proprio pubblico nei luoghi che frequenta. Sono oggi 31 milioni gli italiani collegati su Facebook ogni giorno. E questo è solo per fare un esempio.

Essere presente sui canali giusti e farlo nel modo adeguato aiuta a instaurare questa relazione e a seguire il proprio target anche fuori dal negozio. Per non parlare di chi è presente solo online (le imprese digitali come ad esempio gli e-commerce, n.d.r.).

I social e il web cambiano continuamente ed è importante conoscere tutte le novità offerte dagli strumenti disponibili per non perdersi delle opportunità importanti.

Quale social non deve mancare in una moderna strategia di comunicazione?

Non a caso ho citato Facebook. Oggi è il social network più diffuso e che più di altri si adatta ai diversi ambiti merceologici.

Proprio perché così generalista può essere inserito all’interno di una strategia di promozione aziendale, ma la scelta non dovrebbe essere fatta d’impulso bensì dopo un’attenta analisi del proprio mercato.

Ogni canale dovrebbe assolvere a uno scopo specifico e Facebook, come piattaforma di advertising dai costi ancora piuttosto contenuti, si è rivelata uno strumento efficace nell’intercettare la domanda latente.

Tuttavia, molti marchi o prodotti che servono specifiche nicchie potrebbero trovare più conveniente investire su altri social, due su tutti: Instagram e Snapchat.

Ci sono molte persone che partono con una loro attività e, non avendo molti soldi a disposizione, utilizzano la propria fan page su Facebook al posto del sito web. Hai qualche utile consiglio da dargli?

Il sito web dovrebbe essere il canale primario di qualsiasi attività.

WordPress presenta un’interfaccia semplice, gratuita e consente di avere una piattaforma di proprietà dove gestire in autonomia la propria comunicazione con un investimento minimo (dominio ed hosting).

La newsletter è l’altro strumento che ci fornisce la libertà di comunicare nei tempi e nei modi che desideriamo con il nostro pubblico.

Al contrario, la fan page non è di nostra proprietà. Facebook ci concede uno spazio che al momento è gratis, al netto delle sponsorizzazioni indispensabili per ottenere visibilità per i propri contenuti, soggetto a regole che non possiamo controllare.

Se un domani Facebook sparisse avremmo investito tempo e risorse su un progetto di cui non ci resterebbe nulla!

Si può sfruttare la fan page su Facebook per fare Lead Generation?

Facebook ha di recente introdotto i moduli per la raccolta dei dati degli utenti che possono essere sponsorizzati attraverso un obiettivo di campagna studiato appositamente.

Ho testato con successo questo formato che consente di “catturare” indirizzi email, numeri di telefono e altri dati senza uscire dalla piattaforma e per pochi centesimi per lead.

L’importante è studiare bene il contenuto che vogliamo fornire in cambio dell’iscrizione, dovrebbe essere allineato ai nostri obiettivi e rilevante per il nostro consumatore ideale.

Al database che andrà scaricato puntualmente (Facebook conserva le informazioni per 90 giorni) è necessario agganciare un flusso di messaggi che fidelizzino il nuovo iscritto dopo averlo intercettato sul social network.

Quale autoresponder consiglieresti a chi usa solo la fan page per fare Lead Generation?

MailChimp ha proprio in questi giorni rilasciato una nuova feature a pagamento sulla propria piattaforma. Era già possibile eseguire una serie di integrazioni tra Facebook e MailChimp in modo automatico, come ad esempio installare nelle tab di Facebook il form di registrazione alla lista della piattaforma di email marketing. Oggi è possibile avviare una campagna di acquisizione lead direttamente da MailChimp.

Un’altra opzione potrebbe essere GetResponse, il quale fornisce landing page su cui installare facilmente il pixel di Facebook e su cui far confluire dal social network il traffico catturato tramite l’inserzione. Così, successivamente, sarebbe anche possibile fare campagne di remarketing sui visitatori che sono atterrati sulla nostra pagina di optin.

Personal Branding vs. Branding: tu che strategia hai adottato per posizionarti sul mercato e perché?

Sono partita dal Personal Branding attraverso il mio blog.

Per posizionarsi sul mercato il mio consiglio è quello di aprire un blog perché si tratta di un progetto completo. Consente di imparare facendo esperienza diretta su tecniche e strategie di comunicazione, di creare relazioni virtuose con professionisti del proprio settore e di ottenere visibilità sui propri progetti.

Le persone amano le storie personali, il potersi immedesimare in un percorso altrui. Metterci la faccia si conferma una strategia vincente per fare personal branding.

In genere, a un primo blog o sito, dopo un po’ di esperienza, ne segue o seguono altri che possono lanciare un brand. Il mio progetto di corsi di web marketing online, WMAcademy, ne è un esempio.

Quali progetti hai per il futuro (ad es. creare una srl)?

Federico, mi piacerebbe! Intanto, sono concentrata sull’imminente pubblicazione del mio libro “Email Marketing Automation” dove espongo come migliorare i processi di lavoro e la qualità della propria comunicazione applicando all’email personalizzazione e automazione.

La formazione online di WMAcademy è l’altro progetto che occuperà il mio prossimo futuro.

Inoltre, sto lavorando a un nuovo sito interamente dedicato all’email marketing che spero di lanciare a breve.

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A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo post.

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Federico

Francesco Ambrosino: Socialmediacoso

Prosegue la serie di ritratti che ha per protagonisti i nuovi professionisti della Rete.

Oggi, mio caro lettore, ti propongo l’intervista che ho fatto a Francesco Ambrosino di Socialmediacoso, un blog che propone sempre contenuti molto interessanti e che permette di accrescere le proprie conoscenze su social media, copywriting e blogging.

Quanti anni hai e di dove sei?

Innanzitutto, grazie mille per l’intervista.

Venendo alla tua domanda: ho trent’anni, vivo in provincia di Avellino, precisamente a Mugnano del Cardinale, ma ho vissuto tutta la mia vita prima del matrimonio a Saviano, in provincia di Napoli.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Mi sono diplomato al Liceo Linguistico con un percorso diviso in due fasi: la prima fase di ribellione, che mi ha portato a trascurare lo studio per dedicarmi a manifestazioni ed occupazioni (e che mi è costata un anno), e la seconda di assestamento, iniziata in seguito al mio fidanzamento con la ragazza, che dopo dieci anni ho sposato, cosa che mi ha consentito di maturare molto in fretta.

Mi sono laureato alla triennale in Scienze della Comunicazione a Salerno. Un ateneo che consiglio a tutti.

Sono stati anni molto belli, perché studiavo quello che mi piaceva e interagivo con persone interessanti, molto più interessanti dei compagni del liceo.

Nel frattempo ho frequentato dei corsi di formazione: due in informatica e uno in Sceneggiatura Cinematografica.

Quali sono state le tue esperienze lavorative?

Sono stato fortunato perché, appena mi sono laureato, sono andato da mio padre e gli ho detto che non avevo intenzione di fare la Specialistica e che preferivo iniziare a lavorare subito nell’azienda di famiglia.

Non ne fu entusiasta, ma accettò la mia richiesta.

Per due anni mi sono fatto le ossa (il culo, in realtà) – si dovrebbe sempre iniziare così – lavorando senza sosta, facendo le trasferte, viaggiando molto e imparando tantissimo.

Nel 2012 ho deciso di fare qualcosa che fosse solo mio. Così ho aperto la partita iva ed ho iniziato a fornire servizi web e comunicazione.

L’inizio non è stato brillante e non mi ha riservato grosse soddisfazioni.

Così mi sono preso un anno di “pausa” che ho dedicato ad un progetto di formazione nel settore editoriale in azienda.

Nel frattempo ho continuato a studiare molto, fino a quando, lo scorso agosto, ho deciso di aprire Socialmediacoso e mettermi nuovamente sul mercato forte dell’esperienza maturata e delle competenze acquisite.

Oggi cerco di far convivere le due cose: dipendente d’azienda e freelancer.

Per ora ci sto riuscendo, vedremo in futuro.

Come sei approdato alla tua attuale professione?

Perché sentivo il bisogno di rimettere la scrittura e la comunicazione al centro della mia vita.

Mi sono sforzato di adeguare la mia passione ai tempi nei quali viviamo.

Quindi blogging e social media marketing mi sono sembrati l’ambiente giusto nel quale occupare un piccolo spazio.

Come ti dividi tra la tua attività di freelancer e quella nell’azienda di famiglia?

Con difficoltà, lavorando di notte e facendo più cose contemporaneamente.

Fortunatamente, in azienda sono molto autonomo, quindi riesco a organizzare il lavoro nel modo migliore.

Inoltre, credo che il tempo dedicato alla mia attività da freelancer porti diversi benefici all’azienda, sia in termini di visibilità che in termini professionali, perché ho la possibilità di mettere le mie competenze al servizio dei corsi di formazione che organizziamo.

Com’è una tua giornata tipo?

Lunga e incasinata. Mi sveglio molto presto, poco prima delle 6.00, perché purtroppo vivo lontano dal luogo di lavoro, che è a Napoli città. Prendo i mezzi pubblici, il che vuol dire arrivare in ufficio già stanco e incazzato.

Lavoro molto, perché anche nei momenti di minore intensità ho sempre mille cose da fare, che ovviamente si accumulano, costringendomi a fare il turno di notte.

È un circolo vizioso. Mi alzo presto e vado a dormire tardi.

Per cui sono perennemente stanco e assonnato. Però, quello che faccio mi piace e questo aiuta molto.

Quali strategie adotti per conquistare nuovi clienti?

Nessuna strategia, punto su un approccio molto diretto e schietto.

Il veicolo di attrazione principale è il mio blog, ma punto molto sulla costruzione di relazioni vere con i colleghi, perché credo che si possa crescere solo se si fa quadrato e ci si aiuta a vicenda.

Non considero gli altri blogger o social media manager dei competitor, perché c’è spazio per tutti.

Io devo solo preoccuparmi di dimostrare quello che so fare ogni giorno.

Lavorando con sacrificio e passione, e costruendo un network solido, le richieste poi arrivano. Ma te le devi guadagnare!

Come gestisci un cliente difficile?

Tutti i clienti sono difficili. Bisogna solo armarsi di pazienza e impostare un rapporto diretto dal primo momento.

Tu hai bisogno di me per fare cose che non sai fare, io ho bisogno di te per vivere e guadagnare. Veniamoci incontro e cerchiamo di lavorare per il bene comune.

Una tecnica che uso, quando posso, è quella di far passare la comunicazione con il cliente via email, perché le telefonate fanno perdere un mare di tempo.

Inoltre, cerco di fargli usare Google Drive per consegnarmi il materiale, altrimenti tra allegati e revisioni non se ne esce più.

Lo rispetto, e non lo scavalco mai, perché sono io che lavoro per lui, non viceversa. E questo non bisogna mai dimenticarlo.

Ti è mai capitato di perdere le staffe con un cliente?

No, perché sono molto chiaro sin da subito e chi lavora con me questo lo sa.

Se una cosa non mi piace lo dico subito, ma il rispetto per il cliente non può mai mancare.

Poi, se l’incompatibilità si fa insostenibile ci si saluta ed ognuno va per la propria strada.

Ho imparato a gestire gruppi di persone molto eterogenee. Questo mi ha consentito di migliorare moltissimo il mio livello di sopportazione e di gestione dello stress, e delle crisi. Quindi riesco a trattenermi prima di esplodere.

Nella tua regione ed in generale nel sud Italia gli imprenditori come si pongono nei confronti del web marketing?

Nella mia: male, ma in Campania non funziona niente; quindi non fa testo.

In generale credo che l’approccio sia ancora un po’ immaturo, ma vedo dei margini di miglioramento importanti. Il problema è far capire al cliente quello che fai concretamente…lì è dura davvero.

Se ci riesci, sei a cavallo. Sta a te, poi, non farti disarcionare.

Quali tool utilizzi per facilitare la tua attività?

Quelli che non possono mancare sono: Feedly, Flipboard, Google Drive, Google Docs, Canva, Pixlr Editor, Pocket, Tweetdeck, PostPickr, Todoist…ne uso molti, basta dare un’occhiata alla rubrica Essential Tools che pubblico ogni mercoledì sul mio blog.

Come ti formi per rimanere sempre aggiornato rispetto ai continui cambiamenti del mondo del web?

Leggo moltissimi blog e giornali di settore, italiani e stranieri, seguo le discussioni nelle community sui social network ed interagisco con colleghi più esperti di me.

Quando posso, poi, partecipo ad eventi e workshop tematici, e seguo webinar online, i più comodi per me che sono sempre bloccato in ufficio.

In Rete circolano un sacco d’informazioni su come fare web marketing e blogging. A tuo parere, è tutto oro quel che luccica?

Dipende da chi le pubblica quelle informazioni. Va fatta un’attenta attività di filtraggio e selezione, per distinguere i contenuti utili dalla fuffa inutile.

Ci sono molti blogger competenti che offrono risorse utilissime e ben scritte, credo che si debba dedicare attenzione a queste persone, ignorando gli altri.

Come ti vedi da qui a 10 anni?

Mi auguro più rilassato. Ora ho 30 anni, due figli ed i problemi tipici della mia generazione.

Ho intenzione di fare grossi sacrifici per un altro paio di anni, dormendo poco e lavorando tantissimo. Poi mi fermerò e farò il punto della situazione.

Se avrò raggiunto gli obiettivi prefissati, bene.

In caso contrario, mi rimboccherò le maniche e ripartirò con un nuovo progetto.

Quindi, per rispondere alla tua domanda, spero di poter invertire le proporzioni attuali e fare più il padre e meno il professionista.

In tanti hanno dato per morto il blog in favore dei social network. Tu che ne pensi?

Che è una cretinata. Ad essere morto è il concetto di blog come entità autosufficiente, perché senza i social non si va da nessuna parte, ma fino a quando le persone avranno una storia da raccontare ci sarà sempre un pubblico pronto ad ascoltarle.

Il blog non morirà mai.

Si evolverà, diventando sempre più integrato coi social.

Che importanza ha il tuo blog nella tua strategia di comunicazione?

È tutto. Senza il blog, oggi, non mi avresti intervistato.

La mia credibilità e la mia autorevolezza non esisterebbero senza il blog. Non potrei farne a meno, non ora. Magari in futuro, perché non credo che farò il blogger per sempre.

Come ti rapporti con gli altri blogger e socialmediacosi?

Per me viene prima la persona e poi il professionista. Quindi cerco di costruire delle relazioni umane con i miei colleghi, anche perché l’interazione è la parte che amo di più del mio lavoro.

Cerco di essere sempre disponibile con tutti, perché quelli che fanno i preziosi e ti presentano la fattura ogni volta che gli chiedi un chiarimento non li sopporto.

Siamo sulla stessa barca. Dobbiamo remare insieme.

Qual è il miglior risultato che hai ottenuto nel tuo lavoro?

Sapere di essere stato utile al cliente, di non averlo deluso e di non aver tradito la sua fiducia. Quello per me è un risultato che conta.

Alessandro Pozzetti: APclick – Social Media Marketing & Web Writing

Oggi, mio caro lettore, ti porterò a conoscere Alessandro Pozzetti, titolare del blog Apclick, che considero l’ideale punto di partenza per coloro che vogliono intraprendere la carriera di freelancer nel mondo del social media marketing e del web writing.

Buona lettura!

Quanti anni hai?

Ho 32 anni. Appena compiuti, lo scorso 4 maggio.

Sembra ieri che facevo l’esame della patente…!

Qual è stato il tuo percorso scolastico?

Il mio percorso scolastico non è dei più nobili, ahimè, perché da ragazzino pensavo solo al basket e alla ragazzine 🙂

Detto questo, ho frequentato ragioneria fino alla classe terza.

Poi ho mollato per avere una mia indipendenza economica e, pentito della scelta di vita, appena un paio di anni dopo ripresi gli studi grazie ai corsi serali – mentre lavoravo naturalmente – per conseguire almeno l’attestato di qualifica professionale: indirizzo segretario d’azienda.

Seppur minimo, fu il mio primo vero grande successo.

Chi ha frequentato le scuole serali, parallelamente ad un lavoro giornaliero, può capire lo sforzo fisico e psicologico che comporta una pratica simile.

Ecco perché dico che è stato il mio “primo vero grande successo”, del tutto voluto e del tutto personale.

Qual è stato il tuo pecorso professionale?

Come ti anticipavo prima, ho iniziato presto a lavorare e mi sono dovuto adattare a fare il magazziniere (per un’azienda biomedicale sita nel distretto mirandolese) non avendo alcun diploma da esibire agli allora datori di lavoro.

Conseguito il mio attestato, riuscii ad entrare con un contratto di apprendistato presso uno studio di commercialisti il quale, nell’arco di una decina di mesi, non mi riconobbe molto.

Preso dallo sconforto, iniziai ad inviare curriculum a palate e in poco tempo riuscii ad accedere all’interno dell’ufficio acquisti di una nota e solida azienda della bassa modenese.

L’impresa, purtroppo, non risultò altrettanto solida quella notte del 20 maggio 2012 che sconvolse la vita di migliaia di persone in Emilia e non solo. Un tremendo terremoto la fece crollare su se stessa, assieme ad altre aziende, condomini, casolari e ville.

Il mio ex datore di lavoro non si diede per vinto e trovò subito un locale dove appoggiarci almeno con gli uffici.

Il 29 maggio 2012, la seconda tremenda scossa venne a trovarci alle 9.00 di mattina e comportò, oltre ad ulteriori vittime e crolli, la delocalizzazione dell’azienda nel parmense.

Qual è stata la molla che ti ha spinto a diventare freelancer? Torneresti mai indietro?

Covavo da sempre la voglia di creare una mia attività.

Il terremoto, pur nella sua tragicità, mi diede la spinta finale.

Dopo la delocalizzazione dell’azienda, sconvolto un po’ anche dai fatti, diedi le dimissioni e mi trasferii per tre mesi con la mia compagna e la sua famiglia in Trentino, in attesa che le scosse sotto le nostre case modenesi si calmassero.

Un azzardo enorme, se ripenso al contratto a tempo indeterminato e al fatto che, in quei pochi anni all’interno dell’azienda, ero riuscito a divenire responsabile dell’ufficio acquisti.

Ancora oggi, però, non me ne pento.

Se non avessi preso quella decisione, molto probabilmente oggi non sarei qui.

Quei mesi in Trentino ed i primi successivi, libero da ogni vincolo professionale, mi permisero di approfondire la mia passione per il web ed in particolare per le piattaforme social, portandomi a seguire corsi su corsi e a cominciare a testare le mie capacità.

Un ringraziamento, per tutto quel coraggio che accumulai, va alla mia attuale moglie e alla sua famiglia.

Loro, davvero, mi diedero quell’audacia necessaria per acchiappare l’opportunità che mi si era palesata.

I miei genitori, invece, non ebbero molto piacere per quella mia scelta di rinunciare ad un contratto a tempo indeterminato ma, seppur col senno di poi, oggi li vedo felici ed orgogliosi dei miei primi traguardi da freelancer, e questo mi basta.

Se non sbaglio anche la tua compagna è freelancer ed avete anche appena allargato la famiglia? Quindi si può vivere benissimo e pensare al futuro anche senza inseguire un posto fisso, giusto?

Sì, anche lei è freelancer in ambito grafico-stilistico e, sì, stiamo aspettando un bambino che nascerà a fine agosto.

Vivere benissimo” è una parola enorme nel 2015, purtroppo.

Non tanto per il fatto che investiamo quasi 12 ore al giorno nel nostro lavoro, quanto per la fatica di ricevere i pagamenti nei termini prestabiliti.

Non fraintendermi, so bene che è un problema comune italiano (ahimè!), però è davvero stressante rincorrere le persone per poche centinaia di Euro, dopo che gli hai prestato tutta la tua esperienza e professionalità.

Quale strategia applichi per trovare nuovi clienti?

Faccio parlare il mio blog ed i miei canali sociali. Null’altro!

Se agli inizi presentavo la mia attività attraverso email e telefonate, adesso il blog – in particolare – è divenuto la mia vetrina.

Il cliente passa durante una passeggiata sul web, si ferma a guardare i miei prodotti in esposizione, e poi entra per chiedere informazioni e, talvolta, acquista.

Alias, atterrano sul mio blog, leggono di cosa mi occupo, mi contattano per info attraverso email o telefonicamente, e alcuni di questi si sono trasformati e si trasformano in clienti.

Qual è il tuo metodo di lavoro?

Applicazione, passione, costanza e voglia di stupirmi ancora.

Questi quattro ingredienti mi fanno alzare di buonora tutte le mattine, sabato compreso (molto spesso), per aggiornarmi sulle novità del giorno, cominciare ad amministrare le mie campagne, creare gli articoli per i blog che gestisco, andare a fare docenza e gestire le mansioni che ne convengono da calendario.

Scendendo più nel particolare, amo la manualità, quindi mi affido a meno tool possibili per riuscire a toccare con mano ogni singola realtà e pratica derivata dal singolo progetto.

Questo, a mio modestissimo parere, pur essendo più dispendioso in termini di tempo, mi permette concretamente di comprendere l’essenza di ogni cliente e di ogni settore.

Ho comunque strumenti di cui non posso farne a meno: Hootsuite e Drive su tutti.

Lavori da solo o ti sei creato, nel tempo, una squadra di professionisti del tuo calibro che ti supportano nella realizzazione dei tuoi progetti?

Ho un collaboratore fisso e insostituibile, che è Christian Roveri.

Lui è davvero il mio braccio destro per tutto; se ho bisogno so che lui c’è, praticamente sempre, e questo mi agevola molto.

Ci siamo conosciuti grazie ad una delle mie prime email di presentazione da freelancer.

Davvero una bella storia!

È un vero professionista, che non molla mai e con tanta voglia di crescere come me.

Il mio blog, ad esempio, è una sua creazione. Per tutto ciò che riguarda siti web, eCommerce, posizionamento, Seo e AdWords, non ho mai avuto dubbi: solo lui.

Ho anche altri collaboratori molto seri e competenti, che mi aiutano tantissimo per la parte di content marketing; Dio li benedica, spesso li stresso 🙂

Che cosa è Internet per te?

Non potrei più vivere in un mondo esclusivamente offline.

Senza Internet non esisterebbe il web (questo va ricordato sempre, perché molto non sanno che sono due cose ben differenti) e di conseguenza non potrei svolgere il mio lavoro.

Per me è soprattutto comunicazione, informazione e opportunità.

Ritengo, appunto, che sia la più grande opportunità che l’uomo e la società di oggi potessero mai ricevere.

A tuo parere, può un’azienda o un professionista pensare di avere successo senza essere web oriented? C’è qualche settore produttivo che può fare a meno della Rete?

Esistono ancora piccole realtà di paese che possono sopravvivere senza essere web oriented, come un forno o un bar di quartiere per intenderci, ma anche per loro sarà questione di tempo.

Il gioco lo regge l’età avanzata dell’italiano medio, facendo sì che questo passaggio avvenga più lentamente.

Gli smartphone sono stati solo il primo passo della “messa in rete quotidiana” della società. Adesso stiamo iniziando a vivere quello delle aziende, il più complesso e lungo.

E siamo solo all’inizio…

Un sito web od un blog possono bastare ad un’azienda per attirare nuova clientela?

Con un sito web ben posizionato ed un blog attivo che produce contenuti utili al proprio target, nel 2015 siamo già ad un buon 50% circa di comunicazione digitale.

Bene, quindi, ma non ottimale.

I canali sociali sono fondamentali per la diffusione di contenuti e per comunicare quotidianamente con l’utenza.

Inoltre, non sottovaluterei l’offline: ad esempio, l’immagine che ogni singolo componente dà all’esterno dell’impresa, in ogni situazione ed evento, contribuisce molto sul bilancio economico annuale.

Quali caratteristiche deve avere un sito web aziendale per avere la speranza di emergere nel Mare Magnum di Internet?

Non è propriamente il mio campo.

Qui dovrebbe rispondere Christian, però su due piedi mi vengono in mente alcune caratteristiche imprescindibili come: essere responsive, avere un layout fresco e intuitivo, comunicare chiaramente “chi siamo e cosa facciamo”, contenere contenuti utili alla fame d’informazione dell’utenza ed indicizzabili dai motori di ricerca, un buon posizionamento, ottimizzazione SEO e pulsanti canali social in bella vista (se questi sono attivi chiaramente).

Come gestisci i clienti difficili?

Coi guanti, come tutti gli altri.

Tendenzialmente ho molta pazienza: l’unica volta che l’ho persa, appena chiusa la call, sono andato a correre in aperta campagna con la musica a tutto volume nelle orecchie.

Ovviamente, alla scadenza del contratto con quel medesimo cliente, non ho rinnovato la mia disponibilità!

In che modo stabilisci i prezzi dei tuoi servizi e riesci a farne percepire il valore ai clienti potenziali che in una fase di mercato come quella attuale tendono a volere di più spendendo poco o niente?

Talvolta mi viene richiesto un listino prezzi…e dentro di me sorrido, perché siamo visti proprio come dei fornitori di prodotti.

Detto questo, i miei prezzi li stabilisco in base al tempo stimato per la gestione di tutte le attività e, chiaramente, il cosa comporteranno materialmente le stesse.

Non do mai un prezzo prima di un’attenta analisi. Questo è poco ma sicuro!

Far percepire il valore di una buona comunicazione sociale, fino ad un paio di anni fa era molto più difficile.

Le aziende ed i professionisti, oggi, sanno che devono cogliere l’onda digital finché sono in tempo e finché la stessa non li travolgerà.

Diversi dei clienti che mi contattano, infatti, li percepisco già consapevoli del fatto di non poter più fare a meno di affacciarsi al web.

Poi, sì: lo sconto me lo chiedono sempre in fase di firma 🙂

Hai mai perso la pazienza con un cliente?

Con un cliente no, con un utente sì.

E non me ne vanto poiché non dovrebbe mai succedere. Lì ho compreso un mio limite su cui, tuttora, sto lavorando molto.

Come vedi il tuo futuro?

Sicuramente, da papà freelancer; e non vedo l’ora, lo dico con tutta la sincerità del caso.

Ci penso tutti i giorni, perché è il mio distributore organico di energia positiva!

Per quanto riguarda la mia figura (il mio brand), qualcosa sta già evolvendo.

Infatti, ad aprile sono divenuto un vero e proprio docente e, conoscendo le mie ansie, tuttora sono incredulo di questo risultato.

Inoltre, col tempo, spero che questa etichetta possa diventarmi stretta poiché significherebbe aver acquisito ulteriori competenze, ulteriore visibilità e come logica conseguenza più clienti.

Non ho paura delle tasse e dell’aumento dei costi poiché sono partito da zero tre anni fa, dopo essere letteralmente sopravvissuto ad un terremoto, quindi oggi tutto il resto lo ritengo affrontabile.

Anche grazie ad un po’ di fede, non lo nascondo.

Ho un sogno nel cassetto: poter mantenere la mia famiglia con la sola scrittura attraverso i miei libri. Chissà… 🙂